Quando Italgas ha annunciato che il 2025 “sarà ricordato come l’anno fondamentale della sua storia centenaria”, la stampa ha pensato a fuochi d’artificio e a una maratona di selfie in gas. In realtà, dietro le luci del palco c’è un bilancio che ha fatto crescere i ricavi più di un meme virale, ma ha anche ampliato il debito.

Prepariamoci a sviscerare, con il bisturi dell’ironia, quello che realmente nasconde il nuovo capitolo del colosso del gas europeo.

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ANALISI REDDITUALE

Italgas ha chiuso il 2025 con ricavi totali di €2,535.4 m, un balzo del +45,7 % rispetto al 2024. Il fattore scatenante? Il consolidamento di 2i Rete Gas a partire dal 1° aprile 2025, che ha inglobato circa €800 m di fatturato aggiuntivo. Anche il “ricavo adjusted” – al netto di voci straordinarie – è salito di +39,7 % a €2,484.2 m, dimostrando che la crescita non è solo un effetto di bilancio ma anche di reale incremento delle vendite di gas.

L’EBITDA adjusted ha toccato €1,883.4 m, +39,4 % su base annua, mentre l’EBIT adjusted è salito a €1,205.9 m (+46,9 %). Questi numeri, superiori alla guidance di ottobre, indicano che la sinergia post‑acquisizione sta iniziando a dare frutti: le sinergie operative sono già €35 m, pari al 14 % del target 2031.

L’utile netto attribuibile al gruppo adjusted è stato di €674.5 m (+33,1 %). Il margine netto, quindi, si attesta intorno al 26,6 % (utile / ricavi adjusted), un livello di redditività che supera di gran lunga la media dei utilities italiane, tradizionalmente intorno al 20 %.

Pro e contro del profilo reddituale

Pro

  • Crescita a doppia cifra dei ricavi e dei margini, segno di una buona integrazione di 2i Rete Gas.
  • Margini operativi robusti, grazie a sinergie già realizzate e a un modello di distribuzione “like‑for‑like” che limita le variazioni di volume.
  • Dividendo proposto di €0,432 per azione (+13,3 % rispetto al 2024) dimostra una politica di ritorno al capitale che rassicura gli azionisti.

Contro

  • La crescita è in parte “artefatta” dal cambiamento di perimetro: senza 2i Rete Gas, i numeri sarebbero molto più modesti.
  • L’aumento di capitale di €1,02 mld ha diluito gli azionisti esistenti, riducendo il NAV per azione.
  • La dipendenza dal prezzo del gas, volubile per via di geopolitica e regolamentazione, può erodere i margini in un contesto di prezzi più bassi.

ANALISI PATRIMONIALE

Stato patrimoniale sintetico

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Voce 2024 2025 Variazione
RAB (Regulatory Asset Base) €14,0 mrd €15,7 mrd +12 %
Indebitamento finanziario netto (ex IFRS 16 / IFRIC 12) €10,734 m €10,734 m 0 %
Indebitamento finanziario netto totale €10,868 m €10,868 m 0 %
Cash & cash equivalents €1,200 m (stim.) €1,250 m (stim.) +4 %

 

Il RAB è cresciuto di €1,7 mrd, riflettendo gli investimenti tecnici di €1,204 m (↑ 35,7 %). Questo indica una rete più capillare e, soprattutto, un diritto a recuperare costi più elevati tramite tariffe regolamentate.

Il debito netto rimane stabile a €10,8 mld, ma la composizione è cambiata: una parte è stata sostituita dal bridge di €1 mld rimborsato con l’aumento di capitale, l’altra è rappresentata dal nuovo prestito obbligazionario dual‑tranche, emesso per finanziare l’acquisizione (€2,072 mld equity value).

Il free cash flow (FCF) prima di M&A è di €518,9 m, sufficiente a coprire il dividendo previsto (€152,7 m) e a mantenere il peso del debito sotto controllo. Tuttavia, il FCF netto è sceso a €152,7 m a causa di un apporto di capitale da terzi di €1,023 m, segno di una dipendenza da finanziamenti esterni per sostenere la crescita.

Il ratio di indebitamento netto / EBITDA è pari a 5,73x (10,734 / 1,883), un valore alto per un utility regolamentata ma non incomparabile con i peer europei, dove il 6‑7x è comune. Il coverage ratio (EBITDA / interessi) è intorno a 9‑10x, indicando una buona capacità di servizio del debito.

Pro e contro patrimoniali

Pro

  • RAB in crescita, garantendo flussi di cassa futuri più stabili e tariffe più prevedibili.
  • Indebitamento netto stabile, con un mix di debito senior e obbligazionario a lungo termine.
  • FCF operativo solido, capace di finanziare dividend payout e investimenti senza ricorrere a ulteriori aumenti di capitale.

Contro

  • Le sinergie operative sono ancora lontane dal target 2031 (solo 14 % raggiunto).
  • L’alta leva finanziaria rende il titolo sensibile a variazioni dei tassi di interesse, soprattutto in un contesto di rialzo dei costi di finanziamento.
  • L’apporto di capitale da terzi indica una dipendenza dal mercato per sostenere la crescita, un punto di debolezza in caso di turbolenze di mercato.

Punti di forza dell’azione ITALGAS

  1. Leadership europea: con 2i Rete Gas, Italgas è il più grande distributore di gas in Europa, beneficando di economie di scala e di una rete di 15,7 mrd di RAB.
  2. Dividendo in crescita: DPS di €0,432 (+13,3 %) è al di sopra del floor e rende l’azione attraente per gli investitori “income‑oriented”.
  3. Cash flow operativo robusto: €1,625 m di flusso da attività operativa garantisce la capacità di sostenere investimenti e rimborso debito.
  4. Sinergie in corso: le sinergie operative già realizzate (€35 m) sono solo l’inizio di un percorso da €250 m entro il 2031.

Rischi e criticità

  • Leva finanziaria elevata (5,7x EBITDA) espone il titolo a un possibile aumento dei costi di finanziamento.
  • Dipendenza dal prezzo del gas e da regolamentazioni ambientali: un improvviso rialzo delle tasse sul carbonio o una forte flessione del prezzo del gas potrebbe comprimere i margini.
  • Integrazione post‑acquisizione: se le sinergie non dovessero materializzarsi al ritmo previsto, il valore aggiunto dell’acquisizione potrebbe evaporare.
  • Pressioni ambientali: le emissioni Scope 1‑2 sono già in calo (‑3,8 %), ma gli investitori ESG chiedono una transizione più rapida verso il biometano e l’idrogeno.

Nel panorama italiano, ENEL e EDP mostrano un rapporto debito/EBITDA intorno a 4‑5x, mentre Snam (anche operatore gas) opera con un leverage di 5,0x. Italgas, con 5,73x, è leggermente più indebitata, ma la crescita dei ricavi è più veloce (+45 % vs +12‑15 % dei concorrenti). Il dividend yield di circa 5,5 % (prezzo attuale €7,80) è superiore alla media del settore (3‑4 %).

Italgas ha trasformato il 2025 in una sorta di “Black Friday” dei bilanci: ricavi a dir poco stratosferici, dividendi che sorridono agli azionisti e un debito che non fa paura finché i tassi rimangono amichevoli. Il vero quesito, però, è se la spinta attuale possa sostenere il ritmo di crescita quando le regolamentazioni ambientali diventeranno più severe e il gas perderà di fascino. In fondo, investire in Italgas oggi è un po’ come comprare un biglietto per una corsa in treno a vapore: il panorama è affascinante, ma occorre tenere gli occhi aperti sul binario della sostenibilità.

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