Il mercato ha paura? Meno di prima. Ma guai a fidarsi troppo
Il grafico mostra un dato molto interessante: il VVIX, cioè l’indice che misura la volatilità della volatilità, è sceso per cinque sedute consecutive. Da ricordare anche che oggi è il giorno della Fed.
Detta in parole povere: non sta calando solo la tensione sui mercati, ma si sta riducendo anche la paura della paura. Ed è un passaggio importante, perché il VVIX è uno di quegli indicatori che spesso anticipano il tono emotivo degli operatori più sofisticati.
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Quando il VVIX scende, il messaggio è chiaro: gli operatori sulle opzioni stanno pagando meno per proteggersi da movimenti violenti del VIX. Quindi, almeno nel brevissimo termine, il mercato percepisce un rischio più contenuto e un quadro più ordinato.
Ma attenzione: non è il momento di addormentarsi.
Un VVIX in discesa è certamente un segnale di normalizzazione, ma può anche diventare il classico campanello che precede l’eccesso di tranquillità. E in Borsa, si sa, quando tutti si rilassano troppo spesso arriva lo scossone.
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Il punto vero è questo: meno panico nel breve, sentiment in miglioramento, ma anche rischio che il mercato si sieda su una calma solo apparente.
In sintesi, il segnale è positivo per i listini, perché conferma un clima più disteso. Però chi investe seriamente sa che la volatilità non sparisce: si addormenta, e poi si risveglia quando meno te l’aspetti.
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