L’S&P 500 sale, ma il motore vero sono pochi settori
L’S&P 500 non è tutto uguale. E il grafico che segue sembra dire proprio questo.
Da inizio anno le revisioni al rialzo degli utili attesi per il 2027 sono state guidate quasi esclusivamente da due mondi: infrastrutture per l’intelligenza artificiale ed energia.
I numeri parlano chiaro.
AI infrastructure stocks: +32%
Energy: +19%
S&P 500 complessivo: +8%
S&P 500 esclusi AI infrastructure ed Energy: sostanzialmente zero
Se togliamo dal mercato americano la grande narrativa dell’intelligenza artificiale e il ritorno dell’energia, il resto dell’indice non sta vedendo una vera revisione positiva degli utili. Rimane fermo.
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E qui nasce il punto centrale: il mercato non sta comprando genericamente “America”. Sta comprando utili futuri concentrati in pochi segmenti.
Questo è importante perché quando gli indici salgono tutti guardano il prezzo. Ma il prezzo, da solo, racconta solo metà della storia. L’altra metà la raccontano gli utili attesi. E qui gli utili attesi dicono che il motore non è diffuso: è concentrato.
La domanda da porsi è: quale pezzo dell’S&P 500 sta davvero crescendo negli utili?
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Perché un conto è avere un rialzo sostenuto da revisioni positive ampie, distribuite, trasversali. Un altro conto è avere un mercato dove pochi comparti tirano la carretta.
E quando il mercato diventa stretto, il rischio aumenta. Non necessariamente domani. Non necessariamente subito. Ma aumenta, perché basta che una delle due grandi narrazioni (AI o energia) perda forza, e l’indice si ritrova improvvisamente senza molti altri cavalli a disposizione.
La Borsa è fatta di numeri. E questo grafico ci ricorda che oggi, sotto la superficie dell’S&P 500, la selezione conta più dell’indice.
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