Per anni abbiamo guardato Piazza Affari come il parente povero dei grandi listini internazionali: buona per i dividendi, buona per le banche, buona per qualche fiammata ciclica, ma mai davvero degna del palcoscenico principale. E invece ora il grafico del FTSE MIB racconta un’altra storia.

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L’indice italiano è arrivato in area 53.000 punti, con una progressione che negli ultimi anni ha assunto i tratti del trend primario vero, non del rimbalzo da bar sport. Dai minimi del 2020 il mercato italiano ha costruito una salita ordinata, potente. Il grafico qui sotto dice una cosa molto semplice: il FTSE MIB è in pieno mercato rialzista.

Il secondo grafico è ancora più interessante: il numero di massimi storici registrati nell’anno. Il 2026, con circa 10 nuovi record, è già entrato nella storia recente del nostro indice. Non siamo ancora ai livelli estremi di fine anni Novanta, quando la Borsa italiana macinava massimi su massimi nel pieno della bolla finanziaria, ma il segnale è chiarissimo: Piazza Affari è tornata a fare quello che un mercato forte deve fare, cioè segnare nuovi massimi. E se massimo storico chiama massimo storico, questo tipo di movimento difficilmente si esaurisce in pochi mesi. Ecco perché LombardReport è rialzista e resterà rialzista fino alla fine dell’anno, posto che si potrà attraversare qualche correzione.

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C’è poi un punto che molti investitori faticano ad accettare. Un mercato sui massimi non è automaticamente un mercato “caro”. Un mercato sui massimi è prima di tutto un mercato forte. E la forza, in Borsa, va rispettata. Poi certo, arriveranno correzioni, prese di beneficio, scrolloni, giornate in cui i giornali titoleranno “bruciati miliardi a Piazza Affari”. Ma il problema dell’investitore non è indovinare il giorno della correzione, il problema è capire se il trend primario è ancora vivo. Per ora il verdetto del grafico è netto: il Toro italiano è vivo, vegeto e pure ben pettinato.

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