Anche ai compositori del nostro tempo piace il rock, un genere che – con i suoi campioni – da quando è nato viene osservato anche dagli autori delle nuove generazioni. Tra i grandi che hanno fatto scuola e che per la loro proposta hanno rappresentato un punto di svolta di cui tener conto, ovviamente in testa Jimi Hendrix, il genio della chitarra elettrica morto il 18 settembre di quaranta anni or sono. Adesso Londra lo vuole ricordare con una mostra alla Handel House, piccola casa-museo di Mayfair dedicata al compositore classico, che si trova esattamente accanto alla casa dove Hendrix passò i suoi ultimi anni nella capitale britannica.

Tra gli oggetti in mostra fino al 7 novembre una chitarra Gibson Flying (conservata all’Hard Rock Cafè di Londra), un cappello da cowboy e carte autografe di Hendrix. Anche la casa di Jimi, solitamente chiusa, aprirà i battenti al pubblico in occasione dell’anniversario della scomparsa. L’appartamento viene normalmente usato come ufficio dalla Handel House. Il musicista americano giunse a Londra nel 1966. Qui sarebbe morto a 27 anni, tre settimane dopo la leggendaria esibizione al festival dell’isola di Wight. La causa della morte fu il soffocamento nel vomito, in seguito a un’overdose. Sarah Mardwell, direttrice dell’Handel House Museum, spiega: “Riportare Hendrix in vita nell’edificio dove visse e dove si sentiva a casa è stata per noi una rivelazione. È stato splendido lavorare con persone che lo conobbero e che ci hanno dato testimonianze di prima mano”.

A ricordare la grandezza di Hendrix dalle parti nostre – vedi compositori contemporanei italiani – è stato il direttore della Biennale musica edizione 2008 (che è ancora l’attuale). Il compositore Luca Francesconi lo ha detto a chiare lettere. Il rock è morto con la scomparsa di Jimi Hendrix. Unica eccezione di prima grandezza Frank Zappa; il resto chi più e chi meno è finito nel gorgo commerciale.
In allegato: musiche di Jimi Hendrix