Un cervello fuggito all’estero “ritorna”. Dalla Finlandia. Andiamoci piano però: giusto e solo il tempo per presetare il suo lavoro. Se non altro perché a ispirarlo, in buona parte, è stato proprio la terra che ha voluto/dovuto lasciare. Stiamo parlando del giovane Francesco Maggio, classe 1986, nato in provincia di Lecce e allievo tra gli altri del conterraneo Ivan Fedele, dunque per chi conosce quest’ultimo – che è di fama mondiale – si può tranquillamente dire: una garanzia. Bene ma veniamo alla notizia.

Maggio, che qualche anno fa se ne andato perché qui in Italia, dove da sempre o quasi la musica di ricerca a essere buoni viene considerata una cenerentola, ora ritorna per sentire gli esiti dei suoi sforzi: “Eclipse” è il tilolo della sua nuova opera, ed è il senso del suo vivere degli ultimi anni. A spiegarlo è lui stesso: “La mia Eclissi è un allontanarmi dal mio Salento. Prima infatti vivevo nella  mia terra. La mia è un’eclissi ciclica. Sul taccuino registro, di continuo il mio avvicinarmi e il mio allontanarmi periodico, dalla mia terra di sale alla mia meta e sede lavorativa, la Finlandia”.

Ma vediamo il calendario:  l’opera è stata  presentata in prima assoluta a Monopoli (sagrato della cattedrale), Lecce (cortile dei celestini) e Tricase (piazza don tonino bello), il 30 giugno, e ora gli appuntamenti dell’ e il 2 luglio alle ore 21.30. Si può anche in sintensi provare a tradurre in parole il suono? Chi meglio di lui, l’autore, per provarci.  “All’origine dice l’artista- ci sono la Terra Salata e la Taranta, il Tamburello e la sua musica primordiale, un repertorio di ricordi ancestrali che mi porto dentro e che riaffiorano periodicamente”.  Ma poi, dice, “mi immergo negli stupendi e immensi, boschi  finlandesi, nelle sue limpidissime acque, nei suoi paesi multicolorati, per determinare un’identità culturale capace di raccontare il confine tra antico e moderno, tra occidente e oriente  russo e baltico, tra nazionalismi e globalizzazione”.

Ecco perchè, racconta, «ho scelto di avvicinarmi ed allontanarmi, ’eclissandomì liberamente, lasciandomi trasportare  dalla storia di una musica tradizionale e rappresentativa, come la ninna nanna ’Tapakkirullà, e da elementi del rito misterico e antropomorfo come quello della ’Pizzicà».
In allegato: musiche di Francesco Maggio