Il libro da non mancare in questo periodo – si trova negli scaffali già da qualche settimana – è l’ultimo del critico americano Alex Ross: dopo “Tutto il resto è rumore“, che ha fatto parlare parecchio dell’autore, contribuendo a farlo svelare al mondo come brillante penna della musicologia, ecco ora “Senti questo” (in Italia pubblicato da Bompiani, 558 pag). Un discreto tomo-viaggio intorno al pianeta-musica, versione “abbattiamo i muri”, una lettura global di come l’arte dei suoni nella sua bellezza sia più che trasversale. In barba ai fin troppo grevi a volte cantori delle avanguardie autoreferenziali. Da leggere, ben scritto, divertente. Fa capire come tira l’aria senza toni esoterici e troppo intelletualistici. ps. per chi vuole curiosare tra i brani c’è anche una lista di ascolti citati nell’opera.

Per gli amanti delle chicche dal taglio decisamente più ricercato si segnala le “Conversazioni musicali” firmato da Roberto Iovino (Il Melangolo, 96 pagine). Si tratta di una serie di colloqui che Roberto Iovino ha avuto con lo scrittore-poeta Edoardo Sanguineti. Che forse non tutti sanno, aveva più di una passione per la musica d’avanguardia; al punto che collaborò non poche volte con una serie di compositori del suo tempo. Vedi Luciano Berio (col suo Passaggio e Laborintus), Vingo Globokar (Traumdeutung) e Giacomo Manzoni (“Quanto oscura selva trovai“).

Chi invece va caccia di curiosità del passato, potrebbe trovarsi tra le mani, magari perché a caccia tomi nei negozi specializzati o su certe bancarelle dell’usato, di libri su un personaggio che quasi per caso è saltato fuori recentemente in un articolo del Sole 24 Ore dedicato allo scrittore Mario Soldati (in data 10 luglio 2011): si tratta del musicista-scrittore Bruno Barilli; fra le sue opere a lui dedicate figurano “Gli aforismi del vegliardo: note sui taccuini inediti di Barilli” di Andrea Battistini; e “Bruno Barilli” di Fausto Sartorelli. Per chi non lo conosce, ricordiamo: Barilli (1180-1952): fu oltre che scrittore e critico musicale anche compositore; strada questa che abbandono anche un po’ misteriosamente. Scrisse, tra il resto, l’opera in tre atti Medusa.

Infine un libro assai interessante per quanti hanno la passione per la modernità. “La musica sperimentale”, opera scritta dal compositore londinese Michael Nyman con la prefazione di Brian Eno; con il titolo si presenta da sé. Pubblicato da Shake edizioni, nel libro “Nyman celebra le inflenze che i concetti provocatori di questa cultura musicale un tempo ghettizzata hanno avuto sul nostro modo di pensare e sul repertorio musicale degli ultimi 30 anni”. E ancora, come recita sempre la presentazione del libro: “La radici di molti compositori oggi popolari, come Reich e Glass, affondano in questa tradizione superimentale”.
In allegato: musiche di Christian Wolff