Bentornato Theremin. E chi l’avrebbe detto che qualcuno avrebbe ripescato questo strumento di effettistica, un marchingegno elettronico nella sua apparente semplicità – e diciamolo fascino – capace di generare atmosfere uniche. Suggestive. Guardate l’introduzione di questo “live” targato Jano Quartet, la formazione di Emiliano D’Auria, che su Musica Jazz racconta il “suo” quartetto e relativi lavori.

Inizialmente denominato eterofono, il Theremin, il più antico che si conosca tra gli strumenti elettronici, fu inventato nel 1919 dal fisico sovietico Lev Sergeevi Termen. Lo strumento è stato usato per sonorizzare molte scene cinematografiche, soprattutto nei generi horror e fantascienza e thriller: “La moglie di Frankenstein”, “Ultimatum alla Terra” e “Io ti salverò”.


Bello vedere che questo strumento non sia caduto nel dimenticatoio. E diciamo che l’ouverture dei Jano Quartet è l’occasione per riparlarne, visto che a ben vedere anche in Italia non mancano interpreti dediti a questo genere. Per esempio:  Maurizio Mansueti, Vincenzo Vasi, Valeria Sturba, Matteo Ciminari, Giulia Riboli, Domenico Traglia e altri ancora.

Dunque il Theremin usato nei live di D’Auria & Co. “L’elettronica – spiega il leader durante l’intervista rilasciata al periodico – è un’arma a doppio taglio che spesso viene usata solo per moda e/o per colmare certi vuoti di competenze”. E aggiunge: “Noi la concepiamo come parte integrante delle nostre composizioni, dove effettivamente la reputiamo importante (…)”.



In allegato: i Jano Quartet e il Theremin nel cinema