Fa impressione – almeno a chi scrive – che ancora esistano i compositori di corte. Proprio così: questa figura sembrava ed è perlopiù estinta, in buona sostanza da quando le monarchie sono quasi tutte scomparse, a parte le poche famose rimaste. Una tra queste ovviamente è quella inglese. E, il compositore  di corte, è Peter Maxweel Davies, un fior di musicista, maestro di musica della regina. La notizia, divertente, che in questi giorni è comparsa sulla stampa britannica ha riportato alla ribalta la figura del compositore di corte, dunque anche lui; sono state alcune sue rivelazioni riguardo i gusti della regina Elisabetta.

Stando alle cronache Elisabetta II odia la musica dissonante, “me lo ha detto lei – ha precisato Maxweel Davies -. Rispetto il gusto della sovrana, ho scritto musica dissonante in qualche lavoro che ho fatto per lei ma in un contesto in cui aveva senso e che lei ha apprezzato”. E dire che il compositore in questione è noto anche per il suo uso coraggioso se non spericolato delle linee sonore. Un esempio per tutti è la composizione Worldes Blis, che nel 1969 fece letteralmente scappare la gente dal teatro.


“Comunque la regina se di quel che parliamo”, ha concluso nelle sue dichiarazioni al Time. Come a dire che la sovrana sulla musica è preparata: risulta, infatti, che Elisabetta II in gioventù abbia preso lezioni di teoria e solfeggio e dunque di pianoforte. Forse tra i reali è una delle più preparate; per un confronto basta andare all’indietro per esempio a George V. Avrebbe detto che preferiva la Bohemè “perché è la più corta che conosco”.
In allegato: il compositore della regina