Stupisce sì, ma poi neppure più di tanto visto che non è la prima volta che alla Scala ci va, Patti Smith: sì, proprio lei, una delle icone rock per eccellenza che ha attraversato la storia della musica moderna – ben lontana dal mondo dorato del Piermarini -; ma la lirica le piace, le interessa, più volte lo ha dimostrato con la sua presenza in platea. Nel tempio milanese, per esempio, si è vista anche in occasione della Prima di “Giovanna d’Arco”, opera di Verdi. Già, proprio così: quest’anno la “sacerdotessa” torna. E lo fa in maniera decisamente più vistosa, visto che tra gli eventi organizzati dal Comune di Milano in collaborazione con Edison proprio per la Prima, oggi (domenica primo dicembre) sarà protagonista nel corso di una speciale performance live alle ex Officine Ansaldo, recentemente protagoniste di un radicale intervento di sistemazione energetica. Alcune considerazioni.

In ordine sparso, la prima è che le barriere tra generi, almeno da un punto di vista della percezione, persino là dove la sacralità della musica colta è inviolabile – vedi il respingimento recente di Madonna – ormai sono cadute e i linguaggi, i più diversi, lavorando insieme “si fanno del bene” reciprocamente, fatte le dovute proporzioni alle stature. Il nome di una star del rock può benissimo essere accostato (almeno) a uno dei luoghi più prestigiosi e tradizionali della lirica mondiale; la cosa da un certo punto di vista farebbe persino da volano, due pubblici diversi, anche di più, vengono attirati contemporaneamente. Anche se poi nella concretezza signori e “sciure” difficilmente andranno a sentire la Smith, nel suo appuntamento esterno, tranne qualcuno di loro con un passato un poco ribelle e/scalmanato. La seconda che si può dire è sui gusti di donne e uomini di fama mondiale come la cantautrice e poetessa americana, che tra l’altro ha appena ricevuto una Laurea Honoris Causa dall’Università di Padova. Della serie si nasce incendiari e si diventa pompieri. Nel suo caso la parola “forse” ci sta bene.


Lei, che al principio è stata protagonista negli anni Settanta del proto-Punk e della New-wave, ora si vede “sfilare garbatamente” nell’ambiente del canto della Callas & Co. Lo ha fatto anche con Rossini e fa il bis adesso con Puccini, canterà i suoi brani più noti nel suo intervento musicale odierno e poi ci saranno delle “suggestioni” legate all’opera che il 7 andrà in scena alla Scala. Di tutto ciò non si può che esserne contenti, un’autrice del suo calibro non poteva nel tempo – se già da giovane non aveva nella cultura personale pure il melodramma (non c’è da giurarci) – non ampliare i suoi orizzonti anche con la lirica. La forza della musica, le voci, le scenografie, le regie, i costumi; qual è lo spettacolo più multimediale che esista se non proprio l’opera. E Puccini che musica.

Intanto, aspettando la Prima, godiamoci il suo live meneghino: l’artista, che ha analizzato il mondo attraverso diverse forme d’arte come musica, fotografia, poesia, pittura e scultura, sarà accompagnata sul palco dal bassista Tony Shanahan e dalla figlia Jesse Smith alla chitarra. Uno spettacolo anche per il Pianeta. L’esibizione di Patti Smith, da sempre impegnata per la sensibilizzazione sui temi del cambiamento climatico e per una crescita sostenibile, sarà a emissioni zero: il fabbisogno energetico sarà interamente compensato da fonti rinnovabili.