Le imprese di Draghi e quelle nostre

Sono tutti molto gasati per la mossa di Draghi. Il che di per sé è un bene. Oggi manca ottimismo, speranza nel futuro, insomma un po’ di fiducia. Il credere nel potere taumaturgico di qualcosa o qualcuno se serve a tirare su il morale e ad alimentare la voglia di spendere, ben venga. Ma attenzione l’acquisto dei titoli di stato da parte della Banca centrale, che alla bisogna stampa moneta, non cura tutti i mali. In particolare non aumenterà il credito alle imprese. Non si intende demonizzare le banche. Hanno un ruolo importantissimo nel capitalismo di mercato. Ma ogni tanto, ...

Quella gita chic a Davos

I bambini vanno in gita scolastica. E i genitori pagano. Gli amministratori delegati vanno a Davos. E i loro azionisti pagano. Entrambi, però, si divertono un sacco. E le analogie non finiscono mica qui. Entrambe le categorie si fanno la scampagnata affermando che è educativa. Perbacco se lo è. Per tutti è soprattutto un’ottima occasione per far casino. Arrivare a Davos è qualcosa di mistico. D’altronde il World economic forum, come si legge nel suo dna, «è impegnato a migliorare lo stato del mondo». Il delegato sfigato sa che questa è l’occasione per farsi dare un badge da custodire in ...
Scritto in Varie - Tag: ,
Commenti ( 9 ) »  

Quanto valgono gli operai Ilva

L’Italia è ancora il secondo produttore europeo di acciaio, dopo la Germania. Con il 15 per cento del totale, produciamo più billette e prodotti piani di francesi (che hanno il nucleare e un prezzo dell’energia ridicolo), spagnoli e inglesi. È un mestiere che prima i bresciani con i forni elettrici e poi i Riva con gli altiforni sanno fare. Il caso degli acciai speciali di Terni (due forni elettrici) che i tedeschi della Thyssen vogliono mollare, parte da lontano, ma riguarda, in sostanza, cinquecento operai (con tutto il rispetto per ognuno di loro). Pensate cosa avverrebbe se dovesse saltare l’Ilva ...

Marchionne fa il furbetto

Sergio Marchionne, il numero uno della Fiat, non può esagerare. Ieri il boss del gruppo un tempo del Lingotto, ha presentato i conti e una serie di operazioni finanziarie del tutto inattese. Ad essere buoni, si può dire che ha giocato un po’ troppo spudoratamente con il mercato e con i suoi annunci. Vediamo. La prima notizia riguarda il debito. A dispetto del consenso generalizzato esso è superiore alle attese della bellezza di un miliardo. Il momento è quello che è. Metteteci tutte le giustificazioni che volete, ma il quadro è semplice. La nuova fiat appena quotata a Wall treet ...

Tronchetti sfotte De Benedetti. In tribunale

E adesso ci sarà da divertirsi. Tra poco vedremo l’ingegnere Carlo De Benedetti, il sommo inquisitore, in tribunale a dover rendere conto del suo passato imprenditoriale: dai cento giorni della Fiat all’Olivetti, dalle apparecchiature vendute alle Poste al Banco Ambrosiano. La rinfrescata che ci regaleranno le udienze pubbliche al tribunale di Milano valgono una finale di X-Factor (quel programma che purtroppo va in onda il giovedì sera). Un colpaccio messo a segno, si deve ritenere, con sadico gusto da Marco Tronchetti Provera e dai suoi avvocati.Oltre al passato di Cdb, conviene rinfrescare, a questo punto, la memoria dei nostri lettori. ...

Ecco perchè gli stress test sono una boiata

Ve la mettiamo facile: questi stress test sono una boiata pazzesca. E il motivo è semplice: i burocrati sono più bravi a spiegare che a capire. Per chi non lo sapesse (ma chi non lo sa?) i regolatori bancari europei hanno imposto ai 130 istituti di credito più importanti di far bene i conti. Grazie all’opera di occhiuti e incorruttibili funzionari sono stati riclassificati tutti i bilanci bancari. Sono stati rivisti in particolare le qualità dei prestiti erogati in relazione alle garanzie fornite. E poi sono stati immaginati alcuni scenari finanziari (di stress appunto) per vedere quanto avrebbero retto i ...

Usare il Bancomat non è più reato

Negli ultimi 10 anni esagerare con il Bancomat era davvero rischioso. Non tanto perché si rischiava di finire in rosso in banca, quanto perché si era certi di finire soffritti dall’Agenzia delle entrate. Facciamo un passo indietro. Gli uomini di Attilio Befera (oggi è stato sostituito come ben sapete da Rossella Orlandi) nei confronti dei tanto odiati lavoratori autonomi, e in particolare dei professionisti, si erano dotati di un bazooka. Chiunque dal primo gennaio del 2005 si fosse permesso di utilizzare il Bancomat avrebbe dovuto dimostrare a chi erano destinati i contanti. Una roba da pazzi. Ma credeteci, vera. In ...

I Talk sono morti?

Tutti, ma proprio tutti, i quotidiani scrivono che i talk show sono morti. E c’è un certo compiacimento nel notare come siano finite le vacche grasse per i divetti televisivi. Lunedì Quinta colonna il programma di Del debbio (quello più snobbato dai critici fenomeni, dopo Virus Rai) ha fatto registrare 1,4 milioni di telespettatori. Il paradosso è che a compiacersi della crisi dei talk show sono giornalisti che lavorano in quotidiani che sommati non fanno il pubblico di Del Debbio. Neanche con il binocolo vedono quelle vette, che pure ridicolizzano. Ragazzi se siete così bravi a capire e a pontificare ...

Chi sono i veri padroni?

Ci voleva Matteo Renzi per far risorgere in Italia i padroni. Massimo D’Alema alla segreteria dei democratici si è retoricamente chiesto: è giusto che il padrone possa licenziare? L’unico quotidiano orgogliosamente comunista – e cioè il Manifesto – titolava su una grande foto di Matteo Renzi: la voce del padrone. Ecco sono tornati i padroni. La sola ipotesi di cancellare una parte dell’articolo 18 ha riportato a galla ciò che in profondo la sinistra ha sempre pensato (non i pasti a base di bambini): gli imprenditori sono padroni, sono i nemici del popolo. I lettori dovranno scusarci e promettiamo di ...

Cosa vuol fare Della Valle

Diego Della Valle è volato a Parigi, per lavoro. Ci rimarrà per i prossimi due o tre giorni. Non esattamente il comportamento di chi sta mettendo in piedi un partito in fretta e furia. Prima di tutto viene la sua azienda e poi si vedrà. D’altronde se può permettersi di parlare così duramente prima dei due banchieri top del Paese (Geronzi e Bazoli), poi del primo gruppo editoriale italiano di cui è azionista (Rcs), poi dell’azienda delle aziende (la Fiat) e infine del presidente del Consiglio che vola nei consensi (Renzi), è perché ha il suo miliardino di fatturato nel ...

L’eni e la telenovela Descalzi

Domenica scorsa è successa una cosa meravigliosa. Repubblica si è data allo humour e per di più in prima pagina: «Descalzi: mai preso tangenti. All’Eni decideva tutto Scaroni». La barzelletta ovviamente non è questa. Ci mancherebbe altro che il nuovo boss dell’Eni ammettesse di aver preso tangenti. E fino a prova contraria fino a ieri comandava il suo predecessore e cioè Scaroni. Come oggi comanda il suo successore e cioè Descalzi. Che poi in un’azienda con cda, comitati, governance complessa, revisori, Borsa, azionisti forti e ammennicoli vari, decida un uomo solo è sintesi un po’ forzata. Che peraltro non appartiene ...

Oggi l’Eni di Mattei non sarebbe nata

L’ultimo caso é certamente quello piú clamoroso. Perché riguarda l’eni, una delle poche multinazionali italiane. Per di più coinvolge il suo attuale numero uno e il predecessore. Insomma il top delle aziende italiane, con il top dei suoi vertici. La vicenda é nota. La procura di milano indaga su presunte tangenti che sarebbero state pagate al governo nigeriano per l’esplorazione di un nuovo pozzo. Un caso simile ha riguardato nei mesi scorsi un altro big della manifattura, parapubblica: Finmeccanica. In quel caso fu addirittura arrestato il vertice operativo dell’azienda e aperta una pericolosa, per finmecca, procedura che avrebbe potuto portare ...
il Blog di Nicola Porro © 2015