Gli 80 euro e le ragioni di Friedman

Venerdì il governo darà via al cosiddetto Sblocca Italia. Nomi altrettanto evocativi sono stati dati a decreti precedenti. Nonostante ciò l’Italia è ferma al palo. Il governo Renzi ha fatto un passo in più rispetto ai predecessori: ha restituito agli italiani (o meglio solo a una certa fascia ben identificata) 10 miliardi di euro, in forma di riduzione fiscale. Non è poco. Eppure il Pil, il nostro reddito, è diminuito. Siamo tornati in recessione. Purtroppo il motivo è semplice: gli italiani non si fidano più. Cerchiamo di essere un po’ più specifici. Ogni riduzione fiscale dovrebbe generare una maggiore propensione ...

Economisti da rottamare

A un certo punto negli Stati Uniti fu varata una legge che obbligava ad installare i cosiddetti airbag in tutte le auto. Solo una pattuglia di libertari, un po’ pazzi, si dissociò. Uno di loro ebbe l’intuizione definitiva: se proprio non volete incidenti montate sui volanti delle auto, al posto dell’airbag, un coltellino che si conficchi nel petto in caso di urto. Tutti saranno portati a una guida iper prudenziale. Si tratta di un paradosso, ma anche di una provocazione: gli incentivi individuali contano più delle norme. Sono le idee anticonvenzionali (come quelle di Keynes o Friedman per i loro ...

Il fisco non pensa all’Expo

L’Agenzia delle Entrate con una sua nota dei giorni scorsi ha stabilito che le multinazionali internazionali che parteciperanno all’Expo dovranno essere tassate in Italia. Tecnicamante, pur restando in Italia solo per sei mesi, si considererà la loro organizzazione stabile nel nostro paese e dunque non potranno sfuggire alla tassazione sul reddito in casa nostra. Insomma oltre a pagare l’Iva come è normale, dovranno fare un bilancio fiscale italiano e pagare sugli utili eventualmente realizzati. Sei mesi è il limite previsto dalla legge per definire “stabile” e dunque tassabile un’organizzazione, esattamente la durata dell’Expo. Una seccatura in più per gli investitori ...

Telecom. Dove sono finiti coloro che volevano la separazione della rete?

Sarà una combinazione, ma la nuova gestione della Telecom con presidente Giuseppe Recchi e consiglieri freschi di nomina, ha coinciso con l’uscita dalla tradizionale inerzia strategica dell’ex monopolista. Ci sono due grandi pietanze che sono in cucina. Gli investimenti sulla banda larga (quasi dieci miliardi in tre anni) e la ricerca di un nuovo socio industriale. Che poi sono la stessa cosa. L’intuizione, per la verità, l’aveva avuta già la Telecom di Tronchetti: rete fissa e rete mobile devono convivere ed essere in grado di trasportare una gran massa di dati. Occorre però riempire questi tubi con qualcosa che i ...

Argentina fallita. Ma non serve

L’Argentina non è proprio uno di quei Paesi di cui conviene fidarsi, quando si parla di obbligazioni. Da quando ha iniziato ad emettere carta di debito sui mercati, e cioè dall’inzio dell’800 ad oggi, è fallita la bellezza di otto volte. L’ultima una settimana fa. La piú dolorosa, perchè ha coinvolto anche tanti piccoli risparmiatori italiani, nel 2001. Fece un buco di un centinaio di miliardi di dollari, che si è tradotto nell’emissione di una nuova obbligazione sostitutiva. Più del 90 per cento dei creditori accettarono l’offerta: persero così poco più del 70 per cento del capitale. Meglio di niente, ...

Perché il Pil scende. Non solo numeri

Ieri l’istat ha certificato che l’italia é ritornata in recessione: la sua ricchezza diminuisce. Negli ultimi tre anni, non ci eravamo ancora accorti di esserne usciti. Oggi gli economisti ci spiegheranno il perché. Non ascoltateli. La gran parte sono diventati come i becchini, ci spiegano, semmai, perché il paziente é deceduto a tragedia avvenuta. Bella forza. Ci permettiamo di fare un elenco micro (economico) per far capire come mai le questioni macro (economiche) non girano per il verso giusto. Tutto si affannano a parlare di numeri (macro), ma il problema è di comportamenti. É del tutto evidente che il buon ...

Diario di un pendolare di lusso

Chi scrive è un pendolare. Di lusso. In viaggio tra Roma e Milano. Le ho provate tutte: Alitalia, Easyjet, Trenitalia e Italo e le molteplici combinazioni con le relative stazioni. L’idea di questo diario nacque a cena da quel membro del cda di Alitalia. Ospite d’onore un superbanchiere. Si diceva: uno degli italiani più influenti al mondo. Sarà, ma a capotavola sedeva un altro peso massimo: Fabrizio Palenzona, presidente degli Aeroporti di Roma. Dopo mezz’ora di crisi economica e lentezze italiane, la conversazione si sposta sui gabinetti di Fiumicino. I primi intesi come latrine, il secondo come aeroporto. La tesi ...

Prima ti arrestano. E poi si dimenticano

Scusate ci siamo sbagliati. A parte il fatto che nessuno lo dirà mai, il mondo non può girare così. Ci riferiamo al caso Finmeccanica e alla presunta tangente che avrebbe pagato in India per piazzare una dozzina di elicotteri in un affare da 560 milioni di euro poi andato in fumo. Il fatto risale ad un paio di anni fa, ma tra poco capirete perché riguarda l’oggi. I magistrati con la solita grancassa arrestano l’allora numero uno di Finmeccanica e quello di Agusta Westland (la ditta che produce i rinomati velivoli). Li tengono in gattabuia per circa tre mesi decapitando ...

Una tassa è solo una tassa

Il celebre telefonino della Apple costerà in Italia qualche euro in più. Il decreto Franceschini, dal nome del ministro della Cultura, ha stabilito l’aumento della tassa sulle memorie elettroniche. Così agli autori di opere di ingegno (cantanti, registi e così via) si deve riconoscere un contributo forfettario per il loro lavoro, anche quando esso venga copiato dal supporto originale a quello vergine. Vabbè, lasciamo agli esperti la lista dei beni colpiti e le contraddizioni di questa norma. A noi interessa il principio. La regola d’oro delle tasse è che queste ultime vengono pagate sempre e solo dai contribuenti. Non c’è ...

Ruby, il cav assolto. Ma non ci stanno…

Berlusconi è stato assolto dall’ipotesi di concussione perchè il fatto non sussiste e per l’ipotesi di prostituzione minorile perchè il fatto non costituisce reato. In primo grado si era beccato sette anni, uno più delle richieste della Bocassini. Non stiamo qua a ricordare lo sputtanamento complessivo che il Cav ha dovuto subire e non stiamo qua a ribadire che chiunque venga sottoposto al trattamento Bocassini (intercettazioni, pedinamenti, origliate e supposizioni pruriginose) rischierenne di fare una pubblica figuaraccia. Pensate che goduria ascoltare certe telefonate dei moralizzatori. Ma lasciamo perdere il passato e ragioniamo sul presente. Oggi assistiamo ad altrettanta malafede rispetto. ...

Il fisco ci fa causa. Temeraria. E perde

Ci sono piccole cose che raccontano l’inferno fiscale nel quale siamo scesi. Un poveraccio, cioè uno di noi, chiude il contratto con il gestore di telefonia mobile. Dopo qualche mese gli arriva un accertamento dell’Agenzia delle entrate che pretende 146 euro di tassa governativa sui telefonini (altra assurda tassa italiana). Il malcapitato aveva disdetto il contratto da mesi. Prende tutti i documenti e li consegna ai funzionari pubblici affinché – una volta viste le carte – come prevede la legge, ci ripensino. Niente da fare. Continuano con la pretesa «senza se e senza ma». Il nostro povero Cristo è però ...

Renzi non accetta lezioncine

Tutto si puó dire di Matteo Renzi tranne che non sappia scegliere bene i propri nemici. Alcuni interessano questa zuppa, altri meno. Ieri in un’interessante intervista concessa a Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera, non si è risparmiato. Fulminante con i magistrati e le loro scelte maschiliste al Csm, tranchant (evviva) sui quattro «comitatini» che bloccano le grandi opere energetiche in Italia, e subdolo poi con Grasso e la Boldrini (specialità dove, però, è difficile eguagliare il nostro Granzotto) per la loro timidezza nel metter un tetto agli stipendi delle loro intoccabili istituzioni. Ma il centro polemico del premier ...
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