La verità sulle tasse: un euro su 5 non va pagato

Su 756 miliardi evasi 180 non sono dovuti. Ci sono troppi enti, la bellezza di otto, che si occupano di tasse in Italia. Lo fanno in modo disorganizzato. Sui piccoli contribuenti c’è un’attenzione eccessiva. E la differenza tra quanto viene accertato (la presunta evasione fiscale) e quanto viene riscosso è straordinariamente alta. E infine: «Il rapporto tra gettito fiscale e il Pil italiano è relativamente alto e stabile». Insomma avremo pure questa grande evasione, ma alla fine gli italiani pagano più dei loro concorrenti europei. La fotografia scattata da Ocse e Fmi sul sistema tributario italiano è da brividi. Ieri […]

  

Se per avere l’identità digitale servono tre documenti cartacei

Senza l’invio in formato analogico l’iter per ottenere lo Spid si blocca. Questa ve la voglio raccontare. Giovedì sono andato ad un convegno di Facebook. Si parlava ovviamente di digitale in tutte le sue forme. A metà giornata ho intervistato il ministro Madia, che di digitalizzazione della pubblica amministrazione è responsabile. È stata molto convincente. E soprattutto all’ampia platea di smanettoni ha spiegato cosa fosse lo Spid. Non si tratta di una nuova droga, ma del Sistema pubblico di identità digitale. Una specie di carta di identità digitale che ti permette di fare tutto da casa con il tuo computer. […]

  

Questo un regime? Ma va, pensate agli anni Settanta

Si sente dire in giro, sempre con maggiore insistenza, che ci stiamo avvicinando a un regime. Lungi da noi giustificare alcune scelte, per così dire culturali, dell’attuale presidente del Consiglio. È riuscito a piazzare in Rai il conte Mascetti, che si intende praticamente solo con Paolo Mieli, solo perché il furbone (inteso come Mieli) fa finta di capire le supercazzole di FruFru. Non saremo dunque noi a difendere le scelte di Renzi. Ma gridare al regime ci sembra un po’ troppo. Semmai, come spesso avviene in Italia, siamo immersi in una farsa. In questa piccola biblioteca per liberali, abbiamo descritto […]

  

La propaganda di Confindustria spiazza la logica

Il problema non è tanto il referendum, ma la caduta del premier. Il centro studi della Confindustria è una cosa seria. Non bisogna tirarlo per la giacchetta quando sforna indagini che potrebbero andare contro chi governa, così come non si può credere che subisca il fascino politico di chi invece oggi siede a Palazzo Chigi. Per questo motivo siamo andati a leggere, direttamente dalla fonte, l’ultimo rapporto, che tanta eco ha avuto sulla stampa, che riguarda «lo scenario post referendum e le conseguenze economiche dei No». Chi scrive questa zuppa non è contrario alla riforma costituzionale scritta da Renzi. Ma […]

  

Questa è solo follia criminale

La folle violenza di un gesto senza senso. Si può misurare il tasso di intolleranza, di razzismo, di una città come Fermo, o di una nazione dalla cronaca di un brutale omicidio? La risposta, secondo noi, è no. Ed è pericoloso farlo. Ci riferiamo, ovviamente, alla brutale esecuzione di Emmaneul Chidi, da parte di un violento ultrà, avvenuto due giorni fa. Il punto che ci preme sottolineare non è tanto condannare l’atto di estrema violenza (che nessuno si sogna di mettere in discussione) e la pena inevitabilmente dura che deve essere comminata a un omicida che ha dimostrato di non […]

  

L’econometria e la dittatura della probabilità

Il padre della scuola austriaca, Menger, definiva l’economia “scienza della scelta”. E quest’ultima è fatta da miliardi di individui che si pongono di fronte a diverse opzioni, verificano ciò di cui possono privarsi e ciò di cui non possono fare a meno e decidono con un’analisi di costi e benefici che meglio si adatti ai loro personalissimi desideri e attitudini. Insomma gli austriaci diffidano dalle relazioni puramente matematiche. Mi è venuto in mente questo atteggiamento eterodosso verso gli economisti mainstream, proprio leggendo l’abuso che stampa®ime fanno dei modelli macroeconomici. Sono dei sofisticati software in cui si mettono molte variabili e […]

  

Il libero mercato chiede frontiere aperte

L’Economist, il settimanale inglese che ha condotto una decisa battaglia contro Brexit, nel suo editoriale di ieri ha scritto che l’uscita dall’Unione europea è figlia della “rabbia”. Sai che analisi. L’Economist, il settimanale inglese che ha condotto una decisa battaglia contro Brexit, nel suo editoriale di ieri ha scritto che l’uscita dall’Unione europea è figlia della «rabbia». Sai che analisi. La rabbia sarebbe però giustificata poiché i fautori della globalizzazione, compreso lo stesso Economist, dovrebbero ammettere che i tecnocrati hanno commesso degli errori e i cittadini ne hanno pagato il prezzo. Fischia, che intuizione. Il liberalismo deve riprendere terreno, aggiungono […]

  

“Investite in titoli bancari”. E i clienti di Serra vanno ko

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I consigli del finanziere amico del premier prima della Brexit. Un rischio che chi ha seguito sta pagando caro. Davide Serra è considerato una specie di guru della finanza. Anche se i suoi fondi Algebris non brillano per trasparenza. Alcuni di essi sono quotati sui mercati regolamentati, altri sono basati alle Cayman. Sapere la composizione del portafoglio di questi ultimi è dunque pressoché impossibile. Fa un po’ strano però leggere ciò che Davide (così ha firmato la sua nota) ha scritto a beneficio dei suoi clienti solo poche settimane fa. Il suo pensiero era chiaro: comprate titoli bancari. Sí proprio […]

  

L’unica strada: meno tasse

Il futuro del continente dopo il Brexit. La realtà è che la finanza propriamente detta ha tutto da perdere da confini e dogane: ama la globalizzazione e la libertà degli scambi. Ieri era un coro unanime sulla stampa italiana: Brexit sarà un disastro, per noi italiani, per loro inglesi, per tutti. A titolo di esempio bastava guardare il sito del Corriere della Sera: «Scozia pronti a bloccare l’uscita dalla Ue» e ancora «Si rivoti, raccolte tre milioni di firme», della serie se perdo, porto via il pallone. A seguire: «Nella roccaforte operaia si chiedono: che cosa abbiamo combinato» e poi […]

  

Basta isteria, non è detto che sia un male

È chiaro piuttosto che l’Europa più che dei popoli sia diventata l’Europa di un establishment, colto, preparato, visionario, ma del tutto scollegato dalla realtà. I mercati finanziari hanno dato una botta, facilmente prevedibile dopo il Brexit. Motivo per cui i dirigenti della City (per una volta coccolati, da chi in genere odia in modo preconcetto la finanza) auspicavano il Remain. Le conseguenze sull’economia reale, che verosimilmente ci saranno, le vedremo però nei prossimi anni e non è detto siano così devastanti. Dipenderà dalle reazioni della politica, inglese ed europea. Coloro che oggi prevedono con certezza i «futuri disastri» economici coincidono […]

  

Se le idee sono intoccabili mentre i beni no

Ci sono due mercati: quello dei beni, che si può e si deve regolare e controllare e quello delle idee che è intoccabile. Il sindaco di Londra ha vietato a una ditta di integratori alimentari di affiggere dei cartelloni pubblicitari nella metro londinese, che ritraevano una bellissima modella in bikini giallo. Il messaggio del corpo perfetto che ne derivava è stato considerato pericoloso. Nessuno, nonostante le polemiche, si è permesso di sostenere che il Mein Kampf non debba essere pubblicato, o il libretto rosso di Mao, nonostante milioni di morti che le idee contenute in quei libri hanno indubbiamente provocato. […]

  

Corsa Unicredit: dieci pretendenti nessun favorito

Per sostituire l’ad Ghizzoni girano 10 nomi. Ma scegliere quello giusto è quasi impossibile. Tra i tanti candidati non sfonda nessuno. Prima di metà luglio sarà difficile, se non impossibile, trovare un manager che sostituisca Federico Ghizzoni alla guida di Unicredit. Vengono alla mente le lamentele che un paio di azionisti rivolsero alla «Zuppa» di inizio gennaio. Ci limitammo, unici, a riassumere un pezzo del Financial Times. La giornalista inglese diceva che se i conti di Unicredit non fossero migliorati decisamente, gli azionisti avrebbero preteso le dimissioni di Ghizzoni e lo avrebbero fatto diventare presidente. Noi traducemmo il pezzo, chiedendoci […]

  

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