Il casco per i baresi e i mutui per gli americani
Fannie e Freddie, nonostante i simpatici nomi, stanno affossando i mercati di tutto il mondo. Non sono banche e non sono neanche società per azioni tradizionali. Sono state create per agevolare il mercato immobiliare americano. In sintesi prestano i soldi alle banche che prestano i soldi ai clienti per accendere un mutuo. In questo modo le banche americane avevano sempre risorse fresche per alimentare il mercato dei prestiti immobiliare. Una volta comprati i mutui di terzi le due nostre li impacchettano in obligazioni che cedono sul mercato. Per questa loro caratteristica sociale (agevolare la proprietà edilizia) sono Gse (Governament sponsor enterprise) e dunque, pur quotate sul mercato, in ultima analisi sono agenzie governative (come d’altronde erano in origine). Questa garanzia statale ha permesso loro di raccogliere danaro a tassi molto vantaggiosi e dunque alimentare la bolla speculativa. Inoltre (toccherebbe ricordarlo a qualcuno) per statuto non finanziano mutui subprime.. E proprio per questo il mercato dei mutui subprime (quelli che hanno scatenato l’attuale crisi) è esploso: le banche tradizionali non riuscivano a fare concorrenza, visti i tassi superbassi, a Fannie e Freddie e dunque hanno cercato (colpevolmente) di andare su un mercato a queste precluso: quello dei debitori subprime, insomma non buoni.
Qualche conclusione:
1. Freddie e Fannie, figlie di una concezione roosveltiana, non sono mai state sul mercato.
2. Sono diventate negli anni 70 un ibrido a noi molto ben conosciuto: privatizzano gli utili e socializzano le perdite
3. Il salvataggio di oggi è stato scritto ieri quando furono concepite
4. il fatto che prestassero troppo era noto da tempo (lo disse greenspan in un’audizione davanti al senato)
5. il loro fallimento non è un fallimento del mercato, ma del regolatore. che ha pensato di cavarsela quotandole sul mercato. E che ha alimentato per questa via la bolla immobiliare.
6. salvarle oggi è ragionevole, così come è ragionevole, secondo il sindaco di bari, regalare, a spese dei contribuenti, un casco ai motociclisti pizzicati senza.





mi domando se c’è qualcuno che mi possa dire quale quotidiano CONTROCORRENTE, se ce ne è un altro oltre il Giornale o Libero, sia in attivo.
E già che c’è, dei quotidiani che seguono l’onda, quali di quelli in attivo, se per caso ce ne sono, non prendono soffenzioni statali?
Un buon giornalista può scrivere dove gli pare. Sta a noi lettori individuare, non più i giornali, ma i giornalisti a cui fare riferimento.
Ciò che in realtà stride, e stride abbastanza nella mia testa, è trovarmi un Porro alle dipendenze di un quotidiano da 22 milioni di passivo. Questo sì, in qualche modo mi è indigesto.
Cordialmente
Sabrina
Un suggerimento al Dott. Porro in seguito al post sottostante:A.A.A.cercasi testata giornalistica multiculturale,multirazziale, multietnica,multisociale,multipresaperilcu..lo, in cui esporre le propri idee liberali; non accetto gambizzazioni.
Caro Porro, La leggo, L’ascolto (radio e tele) e L’apprezzo.
Ma ogni volta mi sorge una (lo riconosco, stupida) domanda.
Cosa ci fa uno così al Giornale?
A prescindere da altre considerazioni sull’”editore di riferimento”, sta di fatto che quest’ultimo oggi guida uno dei governi meno liberali della storia italiana: e ce ne vuole .
E non penso tanto (o solo) al Tre-cime (pardon-monti)colbertista, quanto ai suoi sodali in camicia verde, nostalgici del piccolo mondo antico; tanto ostili alla spesa pubblica da fare le barricate per salvare le Provincie.
Per inciso, a mio modestissimo avviso i veri enti inutili, quindi dannosi, sono le Regioni. Ma penso che in epoca di pensiero unico federalista questa sia una bestemmia.
Con stima.
L’ inflazione che la BCE ha sempre temuto, è causata dal rialzo dei prezzi al consumo, e bisogna tenerla a bada, giusto, ma se per tenere l’ inflazione bassa la BCE ha sempre alzato i tassi, cosa giusta in un contesto di benessere e sviluppo, non tenendo conto che in questi anni quasi tutti hannoo comprato a debito , a rate, hanno fatto i mutui , alzando i tassi si è di colpo alzato l’ inflazione,perchè se quasi tutti comprano a rate automaticamente i tassi più alti vogliono dire prezzi al consumo più alti.
Credo proprio che il rialzo dei tassi abbia causato l’ effetto contrario a quello desiderato. hanno alzato l’ inflazione!
Luca
Umberto Vastarini, al Sud obbligare all’acquisto del casco in occasione della vendita del motociclo sembra una buona idea come base di partenza ma non può essere applicata sempre. Uno il casco lo può aver di suo o averlo già acquistato con un precedente motorino.
Multarli, sempre ed in ogni caso, rimane la soluzione piu’ fattibile quando nella multa è inserito anche il costo del casco.
Così chi non ce l’ha, a sue spese lo avrà dal comune e chi lo lascia a casa, il comune glielo fa ripagare.
Rimane il problema dei VVUU che quasi sempre fingono di guardare altrove, non per scelta personale ma perchè così comandati. Il problema che emerge è sempre lo stesso: evitare che qualcuno perda voti e poltrona.
Carissimi Amici, permettetemi di riportarvi un’ esperienza personale. Credo sia accaduto circa 7 anni fà. Nuove elezioni, nuovo sindaco. E quello, tomo tomo, NON vi và a proporre la stessa cosa che sta facendo, CON I SOLDI DEI CITTADINI, MICA SUOI PERSONALI, il sindaco di Bari. Certo, il mio paesino di soli 9835 abitanti, NON è affatto paragonabile ad una città come Bari. Eppure, nel mio paesino, ci fu qualcuno: IL SOTTOSCRITTO, che si fece portavoce del disagio dei cittadini davanti a questa spesa, ASSOLUTAMENTE DEMAGOGICA, del nostro primo cittadino. Notato l’ assordante silenzio dell’ opposizione ( anche a Bari? ), mi feci promotore di un articoletto su un Giornalino della Provincia di Napoli, mettendo appunto in evidenza, LO SPRECO DELLE RISORSE, DOVUTE ALLE TASSE COMUNALI, da parte del nostro primo(?) cittadino. Non ho idea di cosa sia accaduto in seno alla giunta comunale. Certo è che QUELLA SPESA FU ABOLITA!!!!! Mi punge vaghezza di chiedere al sindaco di Bari, d’ altronde anche magistrato, se non vado errato, SE QUEI SOLDI CHE SAREBBERO SPRECATI IN QUELLA SPESA ASSOLUTAMENTE DEMAGOGICA, NON POTREBBERO ESSERE SPESI IN LAVORI NECESSARI PER TUTTI I CITTADINI E NON SOLO PER FAVORIRE UN BRANCO DI SCIAMMANNATI CHE, VISTO IL SUO RANGO ( DI MAGISTRATO ) DOVREBBE ESSERE PERSEGUITO PER PRIMO DA LUI STESSO. Signor Sindaco di Bari, dia ordine ai suoi VV.UU. di perseguire TUTTI I MOTOCICLISTI SENZA CASCO E DI MULTARLI PER QUANTE VOLTE VENGANO COLTI IN FLAGRANZA DI REATO ( PERCHE’ E’ UN REATO, ALMENO QUESTO SE LO RICORDA, SIG. SINDACO? )E VEDRA’ CHE LE STESSE CASSE COMUNALI NE GIOVERANNO. O non ne è capace? allora, faccia spazio ad un altro che abbia la volontà di fare le cose alle quali lei sta abdicando. In tutto questo contesto, l’ opposizione, a Bari, cosa fà? Se ne sta buona buona a guardare? E i Cittadini? Han TUTTI i figli ” motociclisti? ” Perchè il sig. sindaco NON emette un’ ordinanza del tipo ” SI FA OBBLIGO A CHI VENDE UN MOTOCICLO, DI AGGIUNGERE AL MEZZO, ANCHE LA VENDITA DEL CASCO ” Credete che sia così difficile? Oddio!!! Almeno si prova, no?
Un carissimo saluto agli Amici del Blog.
Dr. Porro,
Regalare a spese dei contribuenti un casco non vuol dire premiare come Lei afferma (il comune non spende un soldo dei suoi) ma rendere cosciente la collettività che volente o nolente i caschi li pagherà. E si traduce in un invito a comprare i caschi senza l’intervento del Comune.
Se poi il ‘pizzicato’ se lo rivende, il Comune non lo esenta dall’essere pizzicato novamente.
Ma secondo Lei e Giulio di Siena, quanti sono quelli che comprerebbero un casco al ‘pizzicato’ visto che quasi nessuno li porta?
Se fosse vero che il ‘pizzicato’ lo rivenderebbe in ogni caso, non credo che andrebbe a far parte di un museo intitolato al casco mai indossato.
E’ piu’ probabile che la malavita possa intraprendere un commercio di caschi con il nord e la collettività alla fine ci rimetta sempre. Pagherebbe e ripagherebbe in ogni caso il casco ed in aggiunta potrebbe incrementare con il suo comportamento il fatturato della malavita.
Solo se lo comprasse eviterebbe tutto ciò ma forse il concetto di indossare il casco è un po’ complicato per chi fa, per tradizione, di testa propria.
Come ha capito l’incentivo potrebbe esistere. Non favorire la malavita orgnizzata.
Caro Sandro il suo commento è pertinente, eccome. Quello che in economia chiamano moral azard nella società civile si chiama legalità. Entrambi sono collegati al principio di responsabilità. non si può premiare chi ha adottato comportamenti, sia in finanza, sia nella società civile, penalizzanti per la collettività. Il discorso sul casco è complesso (da anarco liberista come sono conviene non aprirlo), ma resta il principio: non si può premiare chi sbaglia. Altrimenti non vi è incentivo a non sbagliare nel futuro.
Ritorno da un breve soggiorno nel sud d’Italia. So che il mio commento c’entra poco, ma sono stato stimolato dalle parole chiave “casco” e “Bari”. Perchè è così difficile cominciare dalle cose semplici come quelle di affermare la legalità nei comprtamenti giornalieri nelle regioni del Sud? In Puglia pare che le cinture di sicurezza non esistano. Il numero dei passeggeri sugli scooter è una variabile indipendente (di buona memoria), per i caschi ovviamente fa troppo caldo. La situazione pare leggermente migliore in Basilicata, ma precipita in Calabria e zone intorno a Napoli. Dico pare perchè si tratta di osservazioni non quantittive. Il caso emblematico tuttavia è a Marina di Nuova Siri (Basilicata): c’è un incrocio sulla statale ionica con semaforo, presidiato praticamente sempre da un vigile urbano che, stoicamente ritto sotto il sole cocente, non si accorge di caschi mancanti, cinture slacciate e scooter sovraccarichi. In compenso funziona benissimo un sistema di rilevazione della velocità che evidentemente serve a fare cassa. La illegalità diffusa e tollerata nei comportamenti usuali è un brodo di cultura per mali maggiori, che tutti ben conosciamo.
Non c’entra niente con la discussione aperta da Porro: visto che siamo nelle spese col sindaco di Bari che regala il casco a chi viene “pizzicato” senza (che poi se lo rivende a metà del prezzo di mercato al primo che capita nella stessa giornata), perché Berlusconi non spende qualche euro perché venga insegnato a Bossi che l’inno di Mameli quando parla di “schiava di Roma” si riferisce alla “vittoria” e non all’Italia e tanto meno alla Padanìa che non è mai esistita come entità territoriale? Forse la spesa sarebbe più “pertinente” di quella sostenuta dal Comune di Bari per gli abbandoni demagogici di quel sindaco.
Livio,
L’America resterà sempre un punto di riferimento per il mondo occidentale ma in economia non è la sola che può dettare condizioni. Non può fare quello che una volta le era permesso perchè ci sono economie altrettanto forti che possono spendere come o anche di piu’. La Cina e l’India macinano prodotti in quantità esorbitante e pur se a basso prezzo (per il minimo costo della mano d’opera) riescono ad incamerare molta ricchezza. L’America ora si trova con un debito pubblico alto ( anche causa la guerra in Iraq) ed ha poche speranze di ridurlo nel breve e nel medio.
Se continua così qualcuno in America dovrà rinunciare almeno al superfluo. Oggi si stanno arricchendo gli stati arabi produttori di petrolio, la Cina, l’India e quei paesi emergenti con un alto tasso di sviluppo.
La forza dell’economia mondiale si è spostata e prevalentemente va a levante.
Aggiungo a questi paesi, sono un po’ matto, tutti gli stati che mettono una tassa rilevante sui carburanti. Lo fanno solo per la loro economia intesa come ‘ma come faccio a quadrare i conti se rinuncio a prendere i soldi dalla benzina’.
E’ un problema di povertà, non di ricchezza. Lo stesso che noi affrontiamo quando facciamo benzina ed il costo non è piu’ quello del giorno prima.
Negli anni ’60 uscì un film che titolava ‘La Cina è vicina’. Sembrava ancora lontano quel tempo ma se oggi apre la porta di casa la può vedere.
Non pretendo assolutamente di opinare in modo alcunché compentente. L’economia è un mestiere complesso, non è il mio, e d’altra parte non è una scienza, ma una fede. È anche un altro modo per fare guerra, il modo più attuale.
L’America non vuole solo sopravvivere e neanche semplicemente vivere normale. L’americano vuole la prosperità, vuole essere il «più», anche quando ti sembra Donald Duck nei modi e nei contenuti. Ne ho conosciuti tanti e mi sono fatto quest’opinione.
La mia opinione, artigianale ma basata su sani pregiudizi (id est: esperienza) è che l’America domina nel bene e nel male, con o senza tanti complimenti, e i mangiatori di spaghetti pagano per la loro debolezza. Winner takes all.
Libertyfighter,
si, le scorte di petrolio vengono fatte e gli USA ne sono un esempio. Avevo anche anticipato che le loro erano da qualche tempo sottoscorta ed aggiungo che, preoccupati di questa situazione, non sono fatte per scopi civili ma militari (riserve strategiche).
Se si bloccasse il mondo per una guerra a cui partecipassero gli USA, secondo te gli americani andrebbero in macchina o in biciletta?
Ritornare alla sana corsa in bicicletta fa solo bene alla salute ed alla tasca.
Non sono al corrente che altri stati abbiano riserve di petrolio ma non è difficile crederlo, visto l’odierna situazione e l’assoluta verità che il petrolio finirà prima o poi.
Sul prezzo del petrolio ho sottaciuto, non volendo, la richiesta di barili di petrolio di India e Cina che aumenta di anno in anno, portando il costo del barile a prezzi di livello assoluto.
E ciò si rapporta al discorso che ho fatto sulla quantità contingentata.
A presto
Mr. Drugo
Per subprime si intende ‘debito subprime’ (debito di bassa qualità) e va da sè che i debitori sono stati e potrebbero essere insolventi in quanto hanno già avuto problemi con il pagamento dei loro debiti, prima della richiesta di concessione del mutuo (una volta concesso diventa ‘Mutuo subprime’).
Sulla stampa viene citato erroneamente come subprime, e a ciò ci si riferisce, il debito corrispondente al mutuo in quanto vi è un grosso problema di incasso rate. Subprime potrebbe essere anche un debito proveniente da una carta di credito, da un finanziamento in conto corrente, da un finanziamento generico per l’acquisto di beni di etc.
Già nella concessione di un mutuo subprime è previsto il caso di insolvenza in quanto i tassi sono piu’ alti per permettere alle Banche ordinarie di potersi ricoprire dall’insolvenza. Il problema è che ora pochissimi pagano le rate e le Banche sono allo stremo. Se crolla il sistema finanziario USA si potrebbe rischiare una crisi come quella del ’29 nella quale la cartamoneta era solo cartastraccia.
Il ‘subprime’ (debito subprime) è per caratteristica insolvente.
Se immetti sul mercato un ente in grado di offrire mutui a tassi “fuori mercato” solo a famiglie “sicure” crei una alterazione pericolosa. Tutti coloro che hanno le garanzie per accedere ad un mutuo si rivolgeranno a questo ente, ottenendo tassi vantaggiosi. Il problema è che in questo modo nel mercato dei mutui resta una percentuale maggiore di potenziali clienti a rischio d’insolvenza. Questi ultimi si rivolgeranno come consuetidini al mercato dei mutui, ma la loro potenziale insolvenza non sarà coperta dalle famiglie “sicure” (queste hanno acceso mutui altrove). Il problema sorge nel momento in cui i subprime scoprono di essere circondati da insolventi. Ed ecco il patatrak. La crisi ovviamente non si ferma agli insolventi ma coinvolge l’intero mercato rendendo meno sicure le famiglie “sicure”.
Ora il governo che ha fatto il casino si trova a dover ripulire. Questo, a mio parere, è uno dei casi in cui il mercato ha avuto un bel rigetto rispetto agli innesti della politica.
Se per salvarle si intende: fine della concessione dei mutui e coperture degli scoperti fino a totale chiusura dell’ente allora credo che sia necessario.
Se significa: copertura dei buchi e tutti avanti allegramente come se niente fosse, parliamo di follia.
Io metterei un ammassatore dietro ai vigili. Se ti becco senza casco butto il motorino dentro al rottamatore e te ne torni a casa a piedi. Poi magari ti regalo un casco.
Sul fatto che la FED abbia applicato una politica monetaria autolesionista, dai tempi di Greenspan, puoi dare una occhiata a come la pensa Ron Paul, il cui pensiero ho riportato per intero a questo link.
http://libertysoldier.splinder.com/post/17734539/Qualcosa+di+grosso+sta+accaden
Ok Non c’è problema per il “malafede”.
Dunque. Non è solo questione di debito pubblico. E’ proprio una questione di liquidità. La FED da parecchi anni stampa soldi a più non posso. Ed è soprattutto questo a far scendere il dollaro. Comunque, la sostanza è la stessa. Il dollaro precipita.
“Per il semplice motivo che non vi è rapporto fra l’aumento del costo del barile e la dicesa del dollaro. Se così non fosse, il prezzo dei carburanti sarebbe rimasto invariato”
Questo sarebbe vero se scendendo il dollaro, nessuno avesse pensato di comprare più petrolio. In tal caso domanda / offerta sul petrolio sarebbe stata la stessa, e noi, con una moneta non deprezzata non avremmo sentito l’aumento. Ma se parallelamente al dollaro che si deprezza ci aggiungi una maggiore domanda (io sostengo come bene rifugio per liberarsi dei dollari), ottieni che per chi ragiona in dollari l’aumento è composto dalla svalutazione + l’aumento della domanda. Un rincaro “doppio”. Per chi ragiona in Euro, l’aumento è solo dovuto alla domanda. Per tale motivo noi lo sentiamo lo stesso. Anche se di minore portata rispetto agli USA.
Sono altresì daccordo che a comprare petrolio come bene rifugio possano essere solo Cina ed India. Ma questo è sufficiente. Ed è altresì chiaro che il venditore, ricevendo dollari che si svalutano alzerà i prezzi. Secondo me è proprio ciò che sta avvenendo. Contribuendo se mai ce ne fosse bisogno ad incrementare ancor di più il costo in dollari del petrolio. Sul fatto che non sia un “bene rifugio” perché viene bruciato, sinceramente non capisco. E’ un bene che fino a che non lo utilizzi, si conserva. Ed allo stato attuale avrà sempre mercato. Il fatto che una volta utilizzato si consumi non implica assolutamente nulla. Anche il sale, che a suo tempo veniva usato come moneta, se utilizzato si consumava. Ma ciò non impedisce di farne delle scorte non trovi?
libertyfigher
il debito USA sta aumentando in misura maggiore dell’inflazione e come ho già detto ciò è causa della guerra in Iraq che sembra non finire mai, benchè sia stata dichiarata conclusa da Bush figlio dopo poco il suo inizio. Se poi aggiunge che la Federal Reserve coprirà le banche ordinarie che hanno emesso mutui subprime, la situazione del debito pubblico si fa ancor piu’ critica in un prossimo futuro. Le agenzie F&F sono governative e quindi i mancati incassi di rate mutuo probabilmente andranno a far parte direttamente del debito pubblico americano, peggiorandolo ulteriormente.
Quando si possiede una moneta che si porta dietro un debito pubblico elevato, risulta non appetibile ed il suo valore cala. E’ lo stesso caso dell’Italia prima dell’entrata dell’Euro. Se continuava la Lira la nostra economia sarebbe crollata. L’Euro ha permesso di stabilizzare tutta l’Europa ad un regime sufficientemente protettivo.
Gli stati che vendono dollari non comprano materie prime nè tanto meno del petrolio che ha un’offerta contingentata ed il cui prezzo è legato al dollaro. Per il semplice motivo che non vi è rapporto fra l’aumento del costo del barile e la dicesa del dollaro. Se così non fosse, il prezzo dei carburanti sarebbe rimasto invariato. Ma purtroppo è cresciuto di circa 40 centesimi di euro, accisa compresa e ciò corrisponde a circa un 34% e anche gli americani si sono lamentati per la crescita del prezzo del carburante.
Inoltre il petrolio, al contrario dell’acquisto della casa, non è bene rifugio, perchè viene letteralmente bruciato. E le riserve americane sono quasi sempre sotto scorta.
Comprare materie prime per stoccaggio con i dollari da loro posseduti se lo possono permettere Cina ed India e pochi altri e quindi è una constatazione non universale.
Quando compra materie prime col dollaro vale il discorso che ho fatto per petrolio. il loro costo non è mai proporzionale al valore del dollaro perchè il venditore, preoccupato dalla discesa del dollaro le venderà la materia prima ad un prezzo superiore per evitare di perdere il guadagno.
Sul mercato mondiale non circola molto oro. I Russi, che ne hanno ancora un considerevole quantativo in loro possesso, non lo mettono in circolazione e si comportano esattamente come la Federal Reserve, cercando in tutti i modi di garantire la loro moneta ed il loro commercio. E forse loro riescono meglio degli USA.
Ritengo che si è in malafede quando si socchiudono i propri occhi, si ignora l’orizzonte in cui le cose le si offrono, e ci si lasci vincere dalle cose (in quanto non le si relativizza più in riferimento all’orizzonte di cui pure si è capaci).
Non era certo un insulto e mi dispiace se tale la inteso.
Aggiungo anche a proposito di F&F. , capoverso 10:
“nel caso estremo in cui il volume dell’esposizione di Fannie e Freddie dovesse finire sotto la responsabilità del governo federale, secondo alcuni economisti questo equivarrebbe a un robusto aumento del debito pubblico nazionale, con le inevitabili ripercussioni negative sull’aumento dei tassi e della pressione fiscale.
**** In cambio la Federal Reserve ora chiede – un po’ tardi – un potenziamento dei suoi poteri di controllo sulle banche d’investimento. ****
Che prenda le forme di una nazionalizzazione oppure no, il salvataggio sarà un salasso per i conti pubblici”.
Egregio Mauro
Io al settimo capoverso leggo che F&F sono state sempre considerate “al di sopra di ogni sospetto”. Proprio perché pubbliche. Adesso falliscono e quello che si dovrebbe apprendere è che proprio perché pubbliche NON sono al di sopra di ogni sospetto, ed hanno potuto fare manovre scellerate. Accusare il mercato sarebbe come accusarlo per la vicenda Alitalia. Cosa c’entra Alitalia col mercato?
Rimane il fatto che stiamo parlando di banche semipubbliche create col New Deal. Come si fa ad accusare il mercato anche di questo?
Bene. Tolgo l’”egregio”.
Io non ho detto che non so se stiano svalutando. Ho detto che STANNO SVALUTANDO da parecchi anni. E che NON E’ IMPORTANTE capire il perché nell’ottica dei riflessi sul prezzo del petrolio.
Poi, se proprio vuole una ipotesi, che non ha i crismi di essere veritiera (MA NON SIGNIFICA CAMPATA IN ARIA), potrebbe (NOTI IL CONDIZIONALE) essere che svalutino per diminuire il peso del debito con l’estero. Fatto sta che le ragioni le ha valutate la FED. Io mi limito ad osservare che ha svalutato. A questo ci crede o no? Oppure adesso non è neppure vero che l’America abbia svalutato il dollaro?
Bene. Suppongo che lei abbia almeno l’onestà di ammettere che l’America ha svalutato il dollaro.
Gli stati possessori, stanno appunto vendendo scaglionati i dollari. Solo che non ci stanno comprando EURO, ma MATERIE PRIME.
E lo fanno in maniera talmente scaglionata che è oltre un anno che aumentano. Le rendo noto che l’inflazione è un fenomeno prettamente MONETARIO. Se con i tuoi soldi ci compri una casa, sei molto al riparo dall’inflazione no? Così è se ci compri del petrolio. Diverso il caso in cui ci compri altra carta straccia.
Perché se poi Trichet svaluta l’Euro, le tue riserve monetarie vanno a farsi benedire.
Dice bene quando dice che se il dollaro sale ci rimettono. Il dato di fatto è però che nessuno crede che il dollaro risalirà. Non capisco poi la sua obiezione sul comprare materie prime come bene rifugio anti inflazione (ovvero perdita di potere di acquisto del dollaro). Le risulta una pratica strana, mai fatta?
E ancora, è ovvio che la domanda cresce. Ma la mia tesi è che sia no gli Stati a comprare materie prime come beni rifugio contro la svalutazione del dollaro e non per “speculazione”.
Se avessi dell’oro guardi, lo terrei più lontano possibile dalle grinfie degli Stati Nazionali. In primis dallo Stato italiano.
Dopodiché… Le miniere di oro sono esaurite? A parte che ne circola tanto. A parte che, come già spiegato, esistono i sottomultipli, poi non cambia il concetto. O agganci la moneta ad una merce reale e fisica, oppure stampi cartastraccia ed ottieni quello che sta succedendo.
E comunque, comincio a credere che quello in malafede sia lei.
Già, poi perché dovrei essere in malafede? Mi paga qualcuno per dire ciò che dico? Mi spieghi un pò..
Egregio Libertyfighter
per post intendevo quello che Lei aveva scritto, il Dr.Porro, non c’entra.
Su F&F , sulle quali si richiedono maggiori controlli, si legga:
http://www.repubblica.it/2008/06/rubriche/piazza-asiatica/mae-and-mac/mae-and-mac.html
in particolare settimo capoverso e decimo capoverso, ultima parte.
libertyfighter
ho appena letto il suo pezzo relativo al perchè aumenti il prezzo del petrolio. Quando parla che gli USA stanno, da parecchio tempo svalutando il dollaro, non si rende conto che se Lei non lo sa con certezza e comunque non è importante per capire, significa che tutto il mondo va male senza una ragione particolare? Ma vanno male anche gli USA ed allora che sia possibile che giochino a Sadomaso? Ma se non c’è una ragione valida che dato di fatto è? Una sua fantasia! O lei è aituato a consultare qualche astrologo, chiedendogli di economia e lui, pensando che voglia spendere meno, finge di leggere la sfera di cristallo e le dice:” Vedo ….. Vedo …. Non vedo niente”. Così rimanete in due a non vedere nulla.
Se Lei ha tanti dollari in tasca ma questi perdono ogni giorno potere di acquisto la prima cosa che dovrebbe fare è venderli scaglionati per ridurre le perdite e sostituirli con una moneta forte per limitare il danno al costo dell’inflazione. Se compra materie prime le paga, ogni giorno di piu,’ salate e se il dollaro sale avrà una ulteriore perdita. Totale due perdite secche. Le materie prime doveva averle prima in magazzino o averle comprate a termine o non le è chiaro?
Le materie prime salgono di prezzo per il semplice motivo che la domanda è superiore all’offerta (ogni anno nel mondo aumentiamo di qualche centianio di milioni di persone ma le materie prime non aumentano).
E se aumentano le materie prime, secondo lei il petrolio dovrebbe calare? Per ottenerlo un calo è sufficiente negare alla Cina ed all’India l’acquisto di petrolio. Ma glielo dice Lei che il mondo occidentale non vuole spartire con altri il petrolio.
L’euro svaluta piu’ lentamente (causa aumento del costo delle materie prime) del dollaro perchè quest’ultimo è oltre un anno che sta precipitando (il dollaro è nella mani di tutto il mondo) per un debito pubblico che si sta ampliando ogni anno di piu’ causa spese per la guerra e debitori subprime. Ora che la Federal riserve garantirà anche le banche ordinarie dai mutui subprime il dollaro dovrebbe lentamente crescere.
Appena il dollaro risalirà l’euro perderà valore.
Se Lei ha dell’oro che non usa può donarlo allo Stato italiano. Le vene d’oro sono e-sau-ri-te.
l’articolo, in americano e non in inglese, citato, dimostra che negli USA non ci sono regole tributarie che vietino il pagamento in oro (dollari in oro). Sono sconvolti, gli uffici tributari, perchè nessuna norma lo preveda.
Grazie per averci dimostrato ancora una volta la sua malafede.
La ricostruzione che ha fatto è da Cartoons. E’ l’unico posto dove possano avvenire le storie che ci ha raccontato.
Egregio Mauro. La cultura dell’ignoranza la fa Lei, non di certo io.
Lei mi dice che gli Usa hanno rimarcato che gli istituti di credito operano sul mercato senza nessun controllo e che quello che sta succedendo è colpa loro.
Io le chiedo. Potrebbe dire il governo Usa che in realtà la colpa è della politica economica? No. Però casualmente Ron Paul invece lo dice.
Inoltre, le cito l’ANSA a cui si rifaceva anche Tremonti:
“Il fallimento e il conseguente salvataggio del governo americano nei confronti delle due agenzie semigovernative Fannie Mae e Freddie Mac ”e’ la prova che il mercato da solo tante volte non sa badare a se stesso”.
Noterà sicuramente la parola “semigovernative” . Mi spiega per favore come fanno agenzie semigovernative ad operare “da sole e senza controllo” ?
Infine, dice che “nel post” non ho lasciato nulla che possa rimanere nella mente del lettore.
A quale post si riferisce? Quello linkato al dottor Porro?
Quel post non intendeva parlare di F&F, ma semplicemente del perché il petrolio sta aumentando. E mi sembra che lo faccia. Se a lei non sembra chiaro, chieda pure lumi su argomenti specifici e le farò un disegnino.
libertyfighter
Gli stessi Usa hanno rimarcato che gli istituti di credito americani operano sul mercato senza nessun controllo e tutto quello che sta succedendo è colpa loro.
La sua è cultura dell’ignoranza. Nel post non ha detto assolutamente nulla che possa rimanere nella mente di chi la legge. E’ stato un esercizio di spargimento di spazzatura.
Visitato Phastidio.net;interessante e perciò sarà consultato con regolarità.
Julius con le sue affermazioni sul mercato merita di essere messo dietro la lavagna. Gioca fare l’intelligente con la voglia di stupire e, in un certo senso, ci riesce. Dovrebbe fare meno profezie e dedicare più tempo all’economia, magari ripartendo da Adam Smith. Parlo di profezie perchè, non so se ci avete fatto caso, lui, Julius, ha previsto tutto, specie le catastrofi, e sempre con largo anticipo. Ora che il barometro segna davvero burrasca, si trova a proprio agio. Somiglia a quel personaggio che prevedeva i terremoti – e perciò soprannominato “Terremoto” -, di un libro, “Il figlio del podestà”, di un dimenticato giornalista napoletano, Nino Longobardi (scriveva sul “Messaggero” negli anni ’60 e ’70) del quale invidiavo la prosa. E allora, meno profezie e più svago, magari seguendo l’esempio e le preferenze del Cavaliere.
Giulio di Siena
Egregio Dott. Porro. Ho scritto or ora un pezzo con una plausibile spiegazione dei rincari di petrolio e in generale delle materie prime. Se volesse dargli una occhiata, in modo che magari se la condivide, fosse portata a conoscenza delle masse, piuttosto che restare tra le elite di noi liberali e dei frequentatori del mio blog, le
sarei grato.
L’indirizzo è questo:
http://libertysoldier.splinder.com/post/17823331/Perch%C3%A9+aumenta+il+costo+del+p
Vallo a spiegare all’ Avvocato che gioca a fare l’Economista, lassù, al sign Tremonti, che ha affermato che F&F sono la prova “che certe volte il mercato non bada a se stesso”.
Potevano mettere uno spazzino al ministero dell’Economia, la competenza è la stessa.
La crisi dei mutui americani è dovuta al crollo del valore del mattone ed ora anche la clientela piu’ affidabile comincia ad avere difficoltà a rimborsare mutui.
In conseguenza di ciò le perdite (mancato incasso di rate di mutuo) di F&F sono in continuo aumento e le proprie dotazioni di capitale sono insufficienti a far fronte a questo buco perchè per le autorità federali quello di F&F era un mestiere di assoluta tranquillità e non necessitava di grossi fondi.
Se questo vale per la clientela affidabile, per i debitori di mutui subprime (concessi dalle banche ordinarie a clientela con problemi finanziari) è una tragedia in quanto i tassi sono notevolmente piu’ alti di quelli concessi da F&F.
Il governo americano si sta muovendo per salvare tutto il salvabile e la Federal Reserve ha esteso il credito d’emergenza al sistema bancario. Se dovesse intervenire significherebbe per gli USA un aumento dei tassi, un consistente aumento del debito pubblico ma anche un aumento della pressione fiscale.
Ragionevole è che il sindaco di Bari raddoppi la multa al motociclista che non indossi il casco. Tutte le volte che lo pizzica, con la metà dell’ammenda gliene regala uno. A forza di collezionarli, può darsi che qualcuno se lo metta.
Tre stelle della Guida Michelin…
Alla Haute Cuisine di Nicola Porro.
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