Fate voi la somma.
+Lo stato esce definitivamente dal trasporto aereo (Marrazzo permettendo)
-Balla un miliardino di debiti che pagheranno i contribuenti
+AirFrance chidedeva che i diritti di volo in Italia fossero solo suoi, ciò non è previsto dal nuovo progetto
-Unire due debolezze (Ali e Air) amplifica una posizione dominante, ma non garantisce un buon servizio
+I sindacati hanno le spalle al muro: o così o si muore
-Sono inviatati al tavolo (passera dixit) per concordare il piano industriale
+AirFrance in fondo, ma mica tanto, è una società pubblica (18% di Sarko’)
-Airfrance sa far fruttare una compagnia aerea e viaggia in tutto il mondo
+Colaninno&co ci mettono il grano e si assumono un bel rischio (in Italia praticamente nessuno ha fatto quattrini con i voli di linea)
-Aifrance avrebbe pagato qualcosa alle minoranze e allo Stato, mentre i nostri eroi oggi si assumono un rischio ma a prezzi ben più da saldo
+E’ stata Aifrance a rompere le trattative: aveva posto tre condizioni tra cui l’assenso dei sindacati al piano di vendita. Che ovviamente non c’è stato
-E’ stato l’adorato Cav, in campagna elettorale, a dare indirettamente man forte ai sindacati dicendo che la compagnia deve restare in mani italiane
+Lufthansa e Airfrance e tutte le compagnie americane non possono essere acquistate da stranieri e dominano sui rispettivi mercati nazionali
-Non è detto che il concetto di italinità o francesità corrisponda, alla fine, all’interesse molto concreto, dei cittadini-utenti
La somma dei più e dei meno. cari commensali, che risultato dà?