ColaNinjo
Mi trovo in una situazione imbarazzate riguardo il ragioniere di Mantova. Quando scalò la Telecom, con 50 miliardi di euro a debito, dissi (all’epoca scrivevo sul Foglio) che si trattava di un’operazione rischiosa, ma di mercato. Si muovevano le acque, si dava una salutare bastonata a quel nocciolino molle degli imprenditori italiani che con quattro azioni volevano controllare le tlc. Insomma ero dalla parte dei D’Alema e Bersani che appoggiarono la scalata e che indubitabilmente la facilitarono.
Ora ColaNinjo ha messo su una cordata per comprarsi Alitalia. E anche in questo caso non sono infastidito dall’operazione. Ferme restando tutte le obiezioni di cui abbiamo parlato altrove in questa zuppa. Questa volta ad appoggiare e favorire il nostro, sono l’adorato Cav e i suoi.
Ma cari commensali un paio di giorni fa mi è suonato un fastidioso campanello d’allarme. Il Cola in un’intervista (smentita) alla Stampa ha detto più o meno che Berlusca è un grande e soprattutto che i suoi ex amici sono più o meno dei pirla. Non più tardi di un mese fa aveva ribadito la sua tendenza a sinistra e non ha mai nascosto le sue simpatie dalemin-bersanesche.
Che brutto odore tutti questi imprenditori che si gettano tra le braccia del nostro adorato Cav. Magari cari commensali è tutto falso, l’intervista è frutto della follia di un giornalista e ColaNinjo farà bene il suo lavoro. Ma quella fastidiosa tendenza per la quale tutti i banchieri si misero in fila per le primarie dell’Ulivo quando governava Prodi e per la quale oggi tutti si spostano a destra, mi fa senso.
Occupatevi di business, chè la politica è sufficientemente adulta per badare a se stessa.

non saprei ma tutto questo mi sembra già averlo vissuto.In Italia succede sempre cosi.
@Mauro
“Il giornale” di un tempo, forse, sciveva cose che altri non dicevano. Poi è arrivata la mano nera della censura proprietaria e molte cose sono taciute. L’esempio è attualissimo sulla connivenza dei vertici del “Il Giornale” con l’attuale massacro che si sta perpetrando a Gaza.
Sarebbe sufficiente che “Il Giornale” senza mandare i soliti lecchini e portaborse di Israele si sfogliasse le testate più rinomate alle quali spesso fa riferimento come ad esempio dal Times (Michael Evans, «Gaza victims’ burns increase concern over phosphorus», Times, 8 gennaio 2009), oppure da “Le Monde” («Des ONG demandent à l’UE de suspender ses nouveaux accords avec Israel», Le Monde, 7), oppure ancora dalla CNN in cui viene confermata da un israeliano che fu Israele a rompere la tregua e non Hamas (creazione di Israele) (http://transcripts.cnn.com/TRANSCRIPTS/0812/31/cnr.07.html)
Insomma, senza andare oltre, è facile fare giornalismo e rimanere seduti al calduccio quando altri si fammo massacrare, difficile è invece dire quello che i più tacciono.
Caro Porro, sei sicuro che il Cola sia un uomo d’affari a tutto tondo? Inoltre pensi veramente che la politica sia slegata dal mondo degli affari e che questi non siano invece l’ordito entro il quale la politica si esprime?
Il sistema di sgretolazione della finanza pubblica e delle industrie pubbliche dovrebbero far rizzare le orecchie ai più attenti, ma suppongo che le giustificazioni siano sempre le stesse: mercato aperto, concorrenza e bla-bla-bla. Nella realtà si scopre che quelle che un tempo erano i nostri “fiori all’occhiello” (Comit, Credit, IMI, ma anche Eni, Enel, Telecom) adesso sono delle squassate baracche svuotate e rapinate di tutto il valore che per decenni gli italiani, più seri di quelli attuali, avevano creato.
Probabilmente anche i giornalisti dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza, se ce l’hanno ancora, ma ne dubito, perchè spesso la mano che scrive è quella del gruppo di controllo del giornale.
GEntile signor Porro, visito per la prima volta il suo blog e devo assolutamente dire una cosa: NON LA STIMO PER NULLA. Non mi piace il suo modo di scrivere, non mi piace la sua idea politica, non mi piace il suo pressapochismo. Ho letto proprio oggi un suo articolo dello scorso anno: quello su Giavazzi e Alesina ed il loro liberismo di sinistra. Se, come non credo, lei lo avesse letto avrebbe capito che gli autori intendessero fare una provocazione ai riformisti del Governo Prodi, una provocazione atta ad indurli a spingere sulla strada delle riforme e non a creare un assioma sinistra=buono liberismo=buono quindi sinistra=liberismo. Il liberismo non è ne di destra ne di sinistra…è un’ideologia purtroppo inapplicata. In Svezia l’hanno applicata persone di sinistra, in USA di destra, in UK di destra (Tatcher) e di sinistra (Blair). Dopo aver visto Annozero ieri sera ho capito che la nostra destra con la lega al seguito non potrà mai applicare i principi del liberismo. Purtroppo la Lega è un partito populista, e i riformatori liberali di dx (Martino, Capezzone, Della Vedova) sono soggiogati dagli interessi privati del CAV….figuriamoci se un liberista vero non avrebbe lasciato fallire Alitalia, figuriamoci se chi crede nel mercato può dire che bisogna rivedere in senso restrittivo la legge OPA (Berlusconi dixit), figuriamoci se chi crede nel liberismo possa credere nell’italianità delle aziende e non nella loro efficenza ed efficacia sul mercato. AH un ultimo appunto sul suo vecchio articolo….Alesina insegna ad Harvard e non a Cambridge!
Aperto ad un confronto e pronto a subire critiche.
Francesco
Condivido appieno le considerazioni di giessebi sul Dr. Porro. Il Giornale è uno dei pochissimi quotidiani che dà a tutti la possibilità di scrivere quello che si pensa, perchè dovrebbe andare via? La cultura non si compra ma si esercita ed aver l’opportunità di farlo serenamente, al di fuori di un’editoria politicizzata, è mettere la cultura al servizio di tutti.
Farli passare per salvatori della patria, poi….
Sono dei tycons, comprano, spezzettano, tagliano i rami secchi, rivendono i pezzi, incassano il surplus e vanno a fare il loro lavoro altrove.
Chissà come mai i politici se ne invaghiscono, non certo per ragioni idealistiche….
Quello che amareggia è che la politica non ha più progetti se non di copertura e la finanza è diventata il campo di battaglia per ritagliarsi fette di potere.
Fantastico Giulio Raffi!
Porro e’ bravo, educato e competente, ma per guadagnarsi il rispetto deve smettere di collaborare con il Giornale.
Non conta quello che si e’, quello che si dice o quello che si fa, conta solo da che parte si sta.
E poi si chiedono perche’ hanno perso le elezioni, altro che “controllo dei media”….
Quindi, caro democraticissimo Raffi, se Epifani era contro Air France e lo era anche Berlusconi, vogliamo estendere anche a “mister no” le considerazioni che rivolge a Porro?
Pound, puoi scaricare direttamente dal sito della Bce l’ultimo report annuale in italiano (http://www.ecb.int/pub/annual/html/index.en.html). A pag 218-219 trovi attivo e passivo dello stato patrimoniale. La base monetaria è, sostanzialmente, stando larghi, il passivo della Bce (i 126 miliardi che dicevo). Tale cifra viene poi moltiplicata dal sistema bancario grazie al sistema della riserva frazionaria al 2% (che immagino tu conosca), fino ad arrivare, per esempio, ai 3700/3800 miliardi dell’aggregato monetario M1, dato sostanzialmente dai depositi bancari (e dalla 50ina di miliardi di banconote).
Riserva al 2% significa un moltiplicatore massimo teorico di 50; con questi numeri abbiamo circa 30, ed i conti più o meno tornano.
Ti lascio trovare ed immaginare da solo quanti possano essere i titoli di stato italiani detenuti dalla Bce, che ha un attivo di 126 miliardi in totale, e a che cifra possano ammontare gli interessi che percepisce ogni anno sugli stessi (ancora convinto dei 70 miliardi?). Il bello è che questi interessi concorrono all’utile, che a sua volta finisce alle banche centrali nazionali, e la banca d’Italia lo da quasi interamente allo stato. Ed il cerchio si chiude.
Prima di gridare al complotto del signoraggio, dovresti capire come funziona tutto ciò, che per cultura personale e comprensione delle dinamiche attuali può anche tornare utile. Perchè le banche centrali hanno titoli di stato? perchè la banca centrale ha sostanzialmente due metodi per mettere in circolazione il denaro “nuovo”:
1) lo presta. Lo crea dal nulla e lo presta alle banche, dietro pagamento di un interesse.
2) mediante operazioni di mercato aperto: compra titoli, valute o altra roba sul normale mercato, a prezzi di mercato, pagandolo col denaro (anch’esso creato dal nulla). Col denaro creato una banca centrale non può comprare Porsche e ville ai Caraibi, può comprare solo titoli e cose simili.
Il sistema monetario è fatto così. Nessuna differenza sostanziale rispetto ad un falsario che stampa denaro in cantina e lo spende per gli affari suoi. L’anomalia è questa, perchè ciò consente loro non di guadagnare cifre pari al denaro creato (col quale non possono fare niente di interessante), ma di cambiare la quantità di denaro in modo del tutto arbitrario, a danno di chi è già possessore di denaro e distorcendo il sistema economico dando l’illusione di maggiore ricchezza (+ soldi, + ricchi, è la sensazione inizial). Il denaro, che come dici anche tu è solo un foglietto colorato, “vale” qualcosa solo perchè a) la legge impone di usare quella moneta e b) perchè è “scarso”. Più ce n’è, e meno vale. E’ solo una sorta di “simbolo”, e non è ricchezza reale. Se io risparmio 50 euri, non ho una ricchezza immagazzinata (come può essere l’oro, l’argento, un’opera d’arte, un vino). Ho una specie di credito verso il resto della società: se questa non paga, ho in mano solo cartaccia (ed è questo il motivo per cui non vogliono far fallire le banche: perchè i depositi sono garantiti, di fatto, solo dalla solvibilità di coloro che hanno preso denaro a prestito; se non pagano, i depositi spariscono).
Perchè meglio la Bce degli stati? perchè la Bce fa solo questo, non ha altri fini, mentre gli stati non sanno frenare la propria spesa (assistenzialistica, militare, ecc.). Se uno stato potesse stampare denaro e comprarci ciò che vuole (come è già successo, storicamente) ne stamperebbe una quantità immensa creando iperinflazione (anche l’inflazione è una tassa: confisca parte del valore della moneta in mano alle persone) e distruggendo il sistema economico (come è sempre successo quando poteva farlo). Una banca centrale è meglio dello stato, ma non avendo limiti può sempre esagerare e sbagliare.
Perchè si pagano gli interessi? Perchè, in teoria, il denaro è una riserva di valore, e ci sono coloro che risparmiano, lo prestano, e coloro che lo prendono a prestito. Gli interessi sono il prezzo di tale servizio: il prestito di denaro, cioè di capitale. La banca centrale di fatto si “intromette” in questo meccanismo, cercando di regolarlo, fissandone il prezzo (mediante i tassi) e, in modo un po’ improbabile, la quantità (creando altro denaro “quando serve”). Dico in modo “improbabile” perchè, essendo il denaro solo un simbolo che di per sè non vale nulla, non si “creano” risparmio e capitale stampando i foglietti colorati. Per avere capitale e risparmio occorrono azioni nel mondo reale, come produrre ma non consumare. Ma questo è un altro discorso (c’è qualche altro mio post in merito su questo blog o su quello di Foa).
Se vuoi leggere un bel libro per capire COSA SIA il denaro, il sistema monetario, e come si sia evoluto nel corso del tempo, leggi questo: http://download.luogocomune.net/download/Libri/LoStatoFalsario-M.N.Rothbard.pdf
Ciao
L’unica cosa che si sa per certo, non degna di supposizioni ma di dichiarazioni puntuali, è che Air France ha avuto il veto a proseguire dalla CGIL e che Berlusconi aveva proposto che Alitalia rimanese italiana. Ora supporre un quasi veto di Berlusconi in sintonia con quello reale di Epifani è fantapolitica.
Risulterebbe di fatto la conversione di Epifani al centrodestra in un momento di amnesia totale e l’appoggio, con quel voto, alla proposta politica di Berlusconi, nuovo presidente del Consiglio.
Non si capisce perchè a tutt’oggi Epifani continui a fare di testa sua ed ad indire scioperi.
Curioso il suo argomento. Il Cavaliere ha trovato la cordata di patrioti che prenderanno la polpa di Alitalia, lasciando a noi l’osso…da pagare, compreso il prestito-ponte da 300 milioni di €uro!!!
Perche’ non si scandalizza del fatto che il fratello del suo editore, nonche’ premier, pose quasi un veto alla vendita ad Air France ? Che si sarebbe presa buono e poco buono, lasciando a casa 2000 persone anziche’ 7000 e passa…
Questo e’ quello che dovrebbe scrivere con tanto di dati alla mano, nero su bianco…altro che novelle rusticane!
Di Colaninno (padre) ho un concetto che non combacia perfettamente con quello di un uomo di finanza tout court, o almeno così non appare da quanto ho potuto leggere sui suoi trascorsi (non molto, per la verità). Certo, ha approfittato di politici vanesi, D’Alema nelle vesti di demiurgo che vuole creare nuovi impresari e Berlusconi che intende apparire come salvatore della Patria per trovare un posto nella storia adeguato al suo smisurato ego. Ma chi non lo avrebbe fatto? Chi non avrebbe mostrato riconoscenza verso un’area politica che gli ha consentito favolose plusvalenze chiedendogli solo l’apparentamento con speculatori che un’azienda l’hanno vista solo in cartolina? Mi pare, poi, che in versione centro-sinistra sia stato molto “coperto”, mai con manifestazioni da pasionario, per intenderci mai come Profumo in fila davanti al gazebo per le primarie dei diesse. Ora ha baciato la pantofola di Berlusconi? E che male c’è? Più legittimato lui a cambiare che gli intellettuali, altra categoria con la passione della transumanza. Il vero imprenditore sa essere pragmatico e sfruttare ogni occasione che possa agevolare i suoi disegni, compresa la vanità dei politici. E poi, avere quotato in borsa una Piaggio rilanciata (e risanata) dimostra che sul mercato ci sa stare.
Mi pare, invece, più scandaloso vincere le elezioni promettendo rivoluzioni liberali e poi limitarsi ai pannicelli caldi di Tremonti che teorizza l’avvento dell’economia sociale di mercato e di pateracchi simil-socialisti old style.
Giulio di Siena
E bravo Porro. Tu saresti quel personaggio, ormai fisso da Santoro, semprte ben vestito e compunto, con l’aria di chi la sa lunga ma che non si scompone mai più di tanto, al massimo scuote la testa in segno di disapprovazione. Diciamo, la faccia pulita della destra.Ma caro mio ci vuol ben altro per riscattare un ambiente dove circola tanta malavita e dove la parola libertà indica solo libertà di farsi gli affari propri, a prescindere. E tu parli di bene ed interessi comuni. Ma quando mai! Svegliati e guardati intorno se hai ancora un minimo di dignità personale. Solo dopo potrai fare la morale a chicchesia. Ed esci poi da codesto giornale, al servizio del peggiore dei padroni se vuoi guadagnarti il rispetto che la tua professione meriterebbe.
Ammesso che sia come dici tu (ma non lo è) mi devi spiegare a questo punto perchè e a che titolo noi dobbiamo pagare l’interesse al “tipografo” che stampa le banconote. Ma scusa, perchè secondo te non lo fanno i singoli stati come per le monete? Ti do anche io dei numeri… mediamente lo stato italiano (quindi noi) paga 70 miliardi di euro l’anno di interesse alla bce.
Poi te lo devo proprio chiedere… Come la bc compra i titoli di stato? Non ho capito bene il tuo ragionamento… emette 100 euro e in più compra un titolo di sato o emette 100 euro ed in cambio lo stato gli da un titolo? No perchè se lo compra, vorrei capire con quali soldi e con quale logica, se invece gli viene consegnato (quindi non lo compra) a titolo di pagamento mi devi spiegare come viene contabilizzato, cioè come viene giustificato questa elargizione dato che alla BCE non è costato praticamente niente emettere il denaro. Poi devi sapere che i titoli di stato hanno una scadenaza e quando avviene lo Stato deve pagare il controvalore del titolo al suo proprietario a meno che non succeda come in Argentina!
Vorrei sapere dove hai trovato quelle informazioni sul signoraggio perchè ti assicuro che le cose non stanno come le hai raccontate tu.
Anche i dati che hai dato secondo me non sono corretti… adesso vado a memoria, comunque mi sembra che mediamente solo per l’Italia la Bce emette sui 100 miliardi l’anno.
Il denaro che creano le banche (signoraggio secondario) sono molti di più, su questo sono d’accordo con te ma questo è un altro discorso.
Comunque ti voglio dare un consiglio: Segui la logica e capirai che quello che hai detto non regge.
No no guardate, il discorso è semplicissimo. Colaninno è, attualmente, il padrone assoluto del gruppo Piaggio. Questo fu rilevato dal ragioniere pochi anni fa da una finanziaria estera. Il gruppo è stato risanato, ingrandito (acquisto Aprilia), spezzetato e dato in pasto alla Borsa. A questo punto si parte con un’altra avventura, L’Alitalia.
Qual è il punto. Ve lo dico.
Prima di Piaggio era il tempo di Telecom e dello spappolamento di una delle più grandi aziende del paese; esternalizzazioni, gente a casa, oppure pre-pensionata ecc.
Adesso tocca al marchio pontederese; faccio il mago di turno. La Piaggio sarà venduta in parte (2 ruote ) ai cinesi, mentre la 3-4 ruote (L’ape per capirsi) agli indiani. Si ricordi, nel frattempo che di Gilera (sì quella che vince i mondiali) non esiste più niente; Aprilia la stanno riducendo a niente; la Guzzi è sul baratro; la derby lasciamo perdere.
Insomma, Colaninno, non è un imprenditore, è un finanziere e anche molto bravo. Fa i soldi.
Pound, il reddito da signoraggio è dato:
a) dal conio delle monete, per le quali davvero guadagnano (gli stati) la differenza tra costo di produzione e valore nominale. Ma questa è davvero poca roba, e finisce in ogni caso agli stati.
b) per il resto, cioè per quasi tutto (banconote e moneta elettronica accreditata alle banche), il signoraggio è dato solamente dagli interessi sugli attivi della bc. La bc stampa 100 euri e ci compra un titolo di stato. Gli interessi su quel titolo di stato sono il moderno signoraggio, che finisce nell’utile della bc e gestito nel modo in cui abbiamo già visto.
Lo sai a quanto ammonta l’attivo/passivo della BCE, stima della moneta che mette in circolazione? 126 miliardi (una cinquantina in banconote) circa, per tutta l’eurozona. Bruscolini. Controlla pure. NB: 126 è un valore stock, quanta moneta è stata fatta finora, non sono 126 all’anno. Il resto della moneta, cioè quasi tutta, è di creazione bancaria.
Ma loro si occupano d business,ed è per questo che si spostano da una parte all’altra;le è sfuggito il succo?
Non c’entra con la discussione perché riguarda il Kelsen di Montenero, l’ineffabile Di Pietro. Nell’intervista a Barbacetto, vedasi autobiografia del truculento ex magistrato, si apprende che, nel periodo di massimo suo fulgore e cioè gli anni ruggenti a ridosso della fase eroica di mani pulite, il medesimo tagliateste è stato avvicinato per avances politiche da: Berlusconi, Frattini nella versione diniana (quella durante la quale Berlusconi gli faceva schifo), Buttiglione, Prodi (che pure era stato maltrattato da Di Pietro e che, per evitare spiacevoli conseguenze, era corso a piangere da Scalfaro, entrambi ex democristi di sinistra)e da altri ancora, compreso chi gli ha dato la possibilità di divenire parlamentare. Ebbene, di tutti questi, solo il Cavaliere avrebbe inteso corromperlo.
Non meriterebbe, il sullodato, per il suo analfabetismo logico, un viaggio di sola andata nell’Africa centrale, come soldato di ventura al fianco, e per la protezione, di Veltroni?
Giulio di Siena
forse il rag (?) Colaninno sa oggi cose riguardo alla gestione o alla amministrazione da parte della sinistra che un tempo ignorava.
Chiunque abbia affrontato la responsabilità della gestione Telecom è nelle consizioni di sapere cose che i cittadini italiani non sapranno forse mai.
Anche così la sua gestione, post avances Fiat Group, post Telecom serbia o forse proprio per Telecom serbia verrà ricordata dalle tasche degli italiani per almeno una generazione. cordialmente
Chiedo scusa anche io… ma devo rispondere a Davide. Intanto mi fa piacere che incominci ad ammettere che un’anomalia esiste. Poi potrei stare a raccontare infinte storie sulle nomine fatte dai politici (non eletti dal popolo), e se ti sei accorto del mio pseudonimo, saprai sicuramente come Pound li apostrofò.
Ma non voglio dilungarmi e passo subito al nocciolo del problema: Gli utili delle Banche Centrali.
Caro Davide, hai mai sentito parlare del reddito da SIGNORAGGIO?
Sto’ assaporando la sua zuppa di “PORRO”, data l’ ora. Mi dica: “ma se anche io mi allineassi al SUO padrone de “il Giornale”.. un precario, like me, riuscirebbe a lavorarci?”
Giorgio M.
Vorrei a questo punto fare notare che di italiani corsi in aiuto del vincitore (come diceva Flaiano) ultimamente ce n’è soprattutto uno: Passera. Colaninno in confronto è ancora un rustico padrone del vapore…
…per me la situazione e’ piu’ semplice.
Dopo avere guadagnato un sacco di soldi quando ha venduto a Tronchetti Provera….ora deve metterne un po’ in alitalia,dove sicuramente li’ perdera’.
san giuan fa’ minga d’ingann.
Chiedo scusa per la divagazione sull’argomento (è colpa mia, Porro, lo so, che ho tirato fuori la moneta, i tassi di interesse e le banche centrali; mi perdoni), ma devo rispondere a Pound.
Le banche private sono soci perchè quando è stato creato il sistema tali banche erano pubbliche. Sono state privatizzate solo di recente, e non si è ancora provveduto a risolvere tale anomalia, che in ogni caso rimane piccola.
Il governatore, che è colui che comanda, è nominato dalla politica (modifica recente), non dalle banche.
Draghi verrà anche da Goldman Sachs, ma non lo hanno nominato le banche: lo ha nominato il governo Berlusconi. Anche Paulson viene da Goldman Sachs: prendiamocela con la politica che fa queste scelte, non coi fantasmi, se non condividiamo tali scelte.
Gli utili vengono distribuiti alle banche solo in piccola parte. Piccola vuol dire molto piccola, dato che per la distribuzione si fa riferimento ad una percentuale del capitale sociale (6%, + 4%), che però ammonta a 156.000 euri perchè risale ai tempi del fascismo.
Ad ogni modo, una anomalia c’è, lo riconosco, ma è un’anomalia quasi del tutto ininfluente, per la quale rimane assurdo dire che le banche comandano la banca d’Italia, la Bce, o che guadagnano in modo più che simbolico.
La legge del 2005 prevede che tali quote devano essere cedute: attenda fiducioso, ma nel frattempo non gridiamo allo scandalo che non è il caso.
X Davide K…
-Non mi risulta che gli azionisti non hanno nessun potere di gestione… Chi nomina il Consiglio Superiore? Chi nomina i sindaci ed il Presidente del colleggio sindacale? Mi risulta anche che hanno voce in capitolo sulle eventuali modifiche da apportare allo Statuto.
-Venendo al tuo secondo punto che mi pare anche contraddittorio… Ma gli utili, NON li percepiscono o li percepiscono in minima parte?
Infatti poi alla fine del tuo intervento mi dai ragione quando mi chiedi che convenienza avrebbe un soggetto ad essere azionista di una tale società. Evidentemente se lo sono è perchè hanno enormi interessi e non mi risulta che le banche siano istituti di beneficenza.
Arrivo ora a Draghi… Goldman Sachs, non ti dice niente? e poi chiedi referenza al ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga… (puoi facilmente trovare il suo intervento a riguardo su youtube)
Pound, “solo formalmente” vuol dire che, anche se figurano come azioniste, le banche private:
-non hanno potere di gestione (scelta amministratori, ecc.)
-non prendono gli utili: questi, quando vengono distribuiti, finiscono solo in minima parte alle banche; in maggioranza finiscono allo stato. Per statuto.
Le banche centrali sono unicum giuridici, non hanno niente a che vedere con le altre spa.
Che azionista è uno che non influisce sulla gestione nè porta a casa gli utili?
Chi ha nominato Draghi, per dirne uno?
Sempre per Luciano… Ma cosa vuol dire “solo formalmente”? Suvvia…
La scalata Telecom del 1998-99 è stata una anomala operazione di mercato, a doppia rete di protezione e con una “manona visibilissima”, quella di D’Alema nelle vesti di presidente della “merchant bank” di Palazzo Chigi. Condivisibili erano le motivazioni: svecchiare il capitalismo italiano, asfittico e sclerotizzato, nelle mani di poche famiglie, immettendo sangue nuovo. Ma la combriccola, se si esclude Colaninno, non pare avesse la struttura, l’ardimento e le gli orizzonti dei “capitani coraggiosi” in grado di dare il colpo d’ala all’impantanato sistema, e questo era facilissimo intuirlo sin dall’inizio solo dando un’occhiata ai nomi. Ve lo immaginate Gnutti nelle vesti di cavaliere bianco? Come sia andata e chi ci abbia guadagnato, lo sappiamo tutti. A Siena ricordano bene quella scalata perché coincise con l’inizio dell’assalto alle fornite casse del Monte dei Paschi da parte di chi riteneva che la banca fosse suo terreno di caccia esclusivo, dato il colore della giubba degli amministratori. Il Monte dei Paschi partecipava come braccio operativo (non l’unico) a disposizione degli scalatori. Quasi in concomitanza con la scalata Telecom la Banca MPS acquisì: (1) la Banca Agricola Mantovana, assicurando ai soci di quella banca – tra cui Colaninno, Marcegaglia ed altri ancora – ricche plusvalenze. Per inciso, intorno alla Banca Mantovana gravavano Ricucci, Consorte ed altri personaggi che diverranno famosi qualche anno dopo; e subito dopo (2) la Banca del Salento – nella terra di D’Alema – a prezzi quintuplicati rispetto al valore effettivo. In dote la Banca pugliese, come si è visto successivamente, ha portato una serie di guai con i suoi discutibili prodotti finanziari e altri costosissimi problemi emersi cammin facendo. Lo struggente e disinteressato amore per le banche (allora abbiamo una banca? di fassiniana memoria) affonda le radici in quell’eroico periodo che ha come caposaldo la Grande Scalata.
Per tornare alla provocazione del cuoco, si può concludere che allora andava di moda D’Alema, ora Berlusconi. Stessi metodi, stessa scuola di pensiero, seppure con esperienze di vita assai diverse. Come gli intellettuali, gli imprenditori – che hanno come esempio la regnante famiglia reale di Torino (sempre dalla parte del potere) – non fanno differenza: “Franza o Spagna purché se magna” e questi hanno lo stomaco d’acciaio e l’appetito dei lupi.
Ma poi, scusate, Calaninno non sta operando per la maggior gloria dell’uomo (pardon, Uomo) di Arcore? Ed allora perché tanta meraviglia se non resiste al fascino che ha stregato l’Italia e la Carfagna?
Giulio di Siena
Off topic, ma merita. Interessantissima presentazione di Sequoia Capital, rivolta alle proprie partecipate.
(PS: Sequoia è il fondo di venture capital che ha fatto nascere Apple, per dirne una).
http://www.docstoc.com/docs/1822343/Sequoia-Venture-Capital-Warning-to-CEOs
La parte macro è terrificante. La seconda, rivolta alle start-ups, è più istruttiva per i tempi che verranno.
Volevo fare i complimenti a Davide K. Sono perfettamente daccordo con le sue posizioni economiche e finanziarie, e mi fa piacere che altra gente cominci a pensarla (o forse la pensava da molto prima di me), in questa maniera. Anche io non vedo alcun problema nella deflazione. Anzi, dovrebbe essere un target da raggiungere. Al limite rischi di lavorare dieci anni ed accumulare capitale sufficiente per vivere senza dover continuare a lavorare. Sai che danno!
Suvvia… le banche centrali sono SPA solo formalmente…
Commento n.2. Ma che tristezza moderare i commenti… mi ricorda un pò i tempi passati… che ne dice signor Porro? Sarà mica un pò nostalgico…
Ho appena assistito ad un tragicomico intervento del suo “adorato” cav, come lo definisce lei (complimenti per l’imparzialità da vero giornalista), a Ballarò… Prendere per i fondelli gli italiani onesti e scappare come un coniglio di fronte alle domande che inutilmente gli interlocutori cercavano di fargli è desolante. Della serie: la dignità, caro adorato cav, non si compra a suon di milioni. L’italia onesta la ringrazia per tutto quello che sta distruggendo. Grazie.
“Piccolo particolare”… Vorrei solo ricordare a Luciano che le Banche Centrali non sono lo Stato… Sono S.P.A!!!
Quì non si tratta nè di Cav. nè di d’Alema, ma solo di
persone arriviste e spregiudicate che si comportano con la
politica come la politica si comporta con loro. D’alema
avrà avuto il suo tornaconto con l’operazione Telecom e
Colaninno non ha certo perso, ora il nostro eroe trova il
suo interesse nell’interesse di un’altra parte politica, ci
entra, e ad oggi, ci guadagna. Per me stavolta con
l’Alitalia ci lascia qualche penna visto il mercato, la poca conoscenza del business particolare ed i grossi investimenti che sono imprescindibili per resistere in campo, e fare comunque pochi soldi. I risultati Lufthansa
sono quasi unici e fatti con una massa critica considerevole, e Colaninno se la sogna….
bravo porro continua cosi condivido in pieno la tua linea di condotta…ti vorrei un po’ piu cattivo quando (ospite dei soliti programmi faziosi)se attaccato e criticato.Ai tutto il nostro appoggio e….siamo molti..la maggioranza riky..
Dunque, mi perdoni Porro, ma la sua zuppa ha un affalto subito intelluso e non vorrei che diventasse anafralgico. Restiamo, come dire, più terra terra, più telefonabili.
Grazie.
Se il Giornale ha un lettore in più penso lo si debba al Dottor. Porro, gran signore, appena appena schierato, ma che mai ha offeso chi la pensa diversamente da lui, e negli editoriali e nelle trasmissioni televisive, uno che, pafafrasando un giornalista bravo ma non troppo simpatico, ” parla di e con fatti ”
Relativamente ai commenti letti, trovo sensatissimo e assolutamente corretto quanto scritto da Davide K, in una reale economia di mercato le operazioni citate non troverebbero il minimo appoggio.
In una reale economia di mercato però, schieramenti politici opposti non troverebbero in epoche e per vicende diverse nello stesso soggetto il principe azzurro che sistema sempre tutto e sempre a debito.
Aggiungerei, senza cadere nella tentazione di additarne le responsabilità a cospirazioni mondialiste che colui che presenta piani di salvataggio o di acquisto al mercato, non si inventa nulla di innovativo, ma ha il beneplacido a priori di politica (senza colori e senza schieramenti) e sempre col seguito di stampa compiacente e “indirizzatori” della pubblica opinione.
Buoa giornata e buon lavoro a tutti
Per Lucio/Luciano
:
la velocità di circolazione certamente conta, però a mio parere incide solamente sul “quando” la moneta perderà potere di acquisto, non sul “quanto”. Per fare un esempio estremo, se io mi stampo un miliardo di euri, finchè me li tengo in casa ai prezzi non succede, ovviamente niente.
I prezzi, cioè il potere di acquisto di tutti gli euri esistenti, cambiano nel momento in cui spendo questo denaro e questo circola. Che sia oggi, tra 1 anno o tra 20 anni. Lei si sentirebbe di dire che non sto derubando gli altri detentori di moneta, se oggi stampo, spendo tra due anni, e tra un anno i prezzi sono rimasti stabili?
Il concetto di velocità di circolazione, sempre secondo me, influisce solamente sulla tempistica di manifestazione della perdita effettiva di potere di acquisto, non sull’entità di tale perdita. Mi si può obiettare che è possibile, nonostante la “nuova” moneta, che il potere di acquisto rimanga stabile, nel senso che con 1 euro compro sempre 1 kg di pane. E’ anche vero, però, che la perdita di potere di acquisto “relativa” c’è lo stesso: nel futuro, senza la nuova moneta, 1 kg di pane sarebbe costato per forza di cose meno di 1 euro, con un’inferiore quantità di moneta rispetto all’altra ipotesi.
A parte i massimi sistemi, più concretamente farei un paio di osservazioni sul mondo reale: i paesi, come gli Usa, che accumulano enormi deficit con l’estero, creano un potenziale problema molto grosso. Qualora la Cina decidesse di spendere tutti i dollari in suo possesso, che succederebbe ai prezzi negli Usa? E se gli Usa non lo permettessero, come reagirebbe la Cina?
Shock petrolifero degli anni ’70: gli economisti “dominanti” ne parlano come di uno shock “esogeno”, un po’ come l’eruzione di un vulcano o la peste bubbonica.
Non è così: il destino del prezzo del petrolio è stato scritto nei decenni precedenti, nel momento in cui si sono stampati sempre più dollari. Il fatto insolito che il relativo aggiustamento del prezzo del petrolio non sia stato graduale, ma violento (in seguito alla sospensione dell’ormai insostenibile convertibilità in oro, che ha portato alla “resa dei conti”), non cambia questo fatto. Altro che shock “esogeno”: diretta conseguenza della politica monetaria. Il “bello” è che il prezzo di petrolio in termini di oro, cioè in termini reali, è rimasto sostanzialmente stabile.
Non capisco, sinceramente (a parte i mantra ripetuti dai giornali, dalle tv, e dagli economisti mainstream; però non è che ripetendo una cosa mille volte questa diventa vera), quale sia il problema di avere prezzi stabili od in discesa (in conseguenza dell’aumento dell’efficienza produttiva). E’ così brutto pagare 98 quello che ieri costava 100, come avviene per molti prodotti elettronici?
L’unico svantaggio che vedo è che dovrebbero adeguarsi al ribasso i salari, cosa politicamente molto difficile. La politica keynesiana esistente, però, prevede un giochetto degno del gioco delle tre carte: si da potere ai sindacati, che riescono a strappare contratti onerosi, e poi si inflaziona la moneta facendo perdere potere di acquisto reale ai salari stessi (idea di Keynes in persona). Preferirei meccanismi meno perversi.
Mi si perdoni la divagazione: il concetto che volevo esprimere è che operazioni di lbo come quella di Colaninno, che non creano alcuna ricchezza reale, sono un “effetto collaterale” della politica monetaria lassista (tanta moneta a tassi bassi), che rende possibile avere “low cost” tutto quel debito.
Sono operazioni parassitarie che sfruttano le possibilità date dalle distorsioni monetarie, che a loro volta sono create dallo stato e dalle banche centrali (cioè dalla politica), che di fatto sono coloro che rendono possibili queste operazioni, il cui costo viene scaricato sulla collettività (sui detentori di moneta, sui risparmiatori, ecc.). Colaninno è certamente abile a sfruttare le possibilità che gli si presentano e a tessere le giuste reti relazionali negli ambienti che contano, ma queste “possibilità” non sono un fenomeno di mercato.
Per cui, quando ci sono da pagarne le conseguenze (instabilità finanziaria, aumento dei prezzi, scoppio delle bolle, ecc.), sarà meglio ricordarsi CHI ha creato il mostro e che il “libero mercato” di per sè non c’entra nulla.
Per Davide K:
bene, perlomeno non discutiamo tra ignoranti
Mi sembra di ricordare però che nell’equazione, oltre alla massa monetaria, incida la velocità di circolazione della moneta: più moneta che circola più lentamente = inflazione zero. Questo per stare sul tecnico.
Volendo invece parlare di massimi sistemi, non concordo sull’indirizzo di volere impedire alle banche centrali (cioè allo Stato) di stampare moneta perché l’inflazione erode il potere d’acquisto. E’ molto peggio avere un valore dei prezzi assolutamente costante (perché sfocia facilmente in deflazione) che moderatamente in aumento (il target BCE del 2% mi sembra valido ad incoraggiare investimenti attuali e non rimandati nel futuro).
Dove siamo assolutamente d’accordo? Sul fatto che tassi prolungatamente bassi portano ad un eccesso di investimenti dove il rischio è prezzato troppo poco ed il ritorno sovrastimato. Colpa di Greenspan avere dato retta a G. W. Bush ed avere contribuito a creare la più grossa bolla speculativa di sempre, con i suoi tassi all’1%.
In questo senso la politica entra in gioco, ma su scala macro, non micro.
Il mercato, da lei citato, non ha il potere di scoprire facilmente le falle di questi ragionamenti perchè le aspettative (e soprattutto quelle di guadagno) giocano una parte importante. Qui serve la finanza comportamentale a spiegare come mai così tanta gente non si è accorta della bolla, nonostante gli elementi fossero sotto gli occhi di tutti. Onde per cui una valida banca centrale le cose le può fare per bene (ricordo la costante preoccupazione della BCE perché M3 cresceva regolarmente oltre l’8, il 9%… ed allora su i tassi. Il problema è che dall’altra parte sono intervenuti con quattro anni di ritardo).
-AnnoZero 13/11/2008-
Porro: stile, eleganza, ironia, saggezza nonostante l’età.
caro porro, scrivi sul giornale il che mi dovrebbe farti odiare ma non ci riesco.
ad annozero ti comporti molto bene e intervieni giustamente, in rete ti esprimi sempre nel ripetto degli altri ecc.
ora non capisco perchè dove ti metti in prima linea ti comporti cosi mentre invece sul giornale, dv siete in molti e non solo tu, mi spiace dirtelo ma ti comporti da servo che tanto odiano i dipietristi come me, se posso chiamarmi cosi.
fate tutte le mattine dei titoli di parte che sono al limite della vergogna,anzi vanno proprio oltre.
capisco tu sia stipendiato , ma secondo me al giornlae non ti senti libero.
in italia ormai non cè più nulla da combattere sul terreno politico.
bisogna schierarsi a chi è contro a questo stato in mano a furbetti, e privo di meritocrazia, oppure a chi è filo regimiano, o con la pdl.
io sò che tu puoi parlare male di berlusconi sul tuo giornale ma tu sai benissimo che lui te lo farò fare perchè è furbo e che mai di ordinerà di smettere anche se lui lo volesse.
sarà il solito discorso ma lui governa grazie alle tv e ai media, sarà il solito discorso ma tu secondo me mi capisci.
ho “solo” 23 anni però mi ritengo abbastanza maturo per capire certe cose, e credimi non prendo come oro colato tutto c’ho che arriva da sx.
non vorrei che mi inquadrasti come un grillino o che ne sò.
ritengo cmq meglio grillino che berlusconiano cosi mettiamo le cose in chiaro.
io vorrei solo il bene per il nostro paese ma sinceramente non vedo via d’uscita.
aspettando tue risposte, ti auguro buona giornata, spero di vederti presto ad annozero.
E come spruzzatina di parmigiano finale …. mettiamoci il Dott. Matteo Colaninno, Ministro dello Sviluppo Economico del governo ombra del Partito Democratico….
per Davide K e Lucio:
ha ragione Davide K, non c’entra la leva delle operazioni di LBO / LBI / MBO / MBI / take over….etc… che appunto puo’ esserci o meno.
il problema e’ che lo Stato (organizzazione attraverso cui tutti credono di vivere alle spalle di tutti) DOVEVA VENDERE LE PARTECIPAZIONI PUBBLICHE AL MASSIMO PREZZO POSSIBILE PER RESTITUIRE SOTTO FORMA DI SERVIZI O MEGLIO (SAREBBE STATO MOLTOOO MEGLIO…..) DIMINUZIONE DEL DEBITO E QUINDI DELLE TASSE AI CITTADINI CHE TALI AZIENDE AVEVANO MANTENUTO PER DECENNI.
Invece Prodi, ma su questa linea vi e’ ormai anche il duo Berlusconi&Tremonti, vogliono fascistamente, socialisticamente, comunisticamente, sindacalisticamente dare tali suddette aziende SOLO ad imprenditori italiani che SI POSSANO POI CONTROLLARE, CON LE BANCHE, CON LA GUARDIA DI FINANZA, CON I DECRETI LEGGE….
solo che ..grazie alle tasse comuniste italiane, gli impreditori italiani sono decapitalizzati…
allora lo Stato gliele svende, mettendolo nel #### ai cittadini pagatori di tasse, il ceto medio e medio basso, le pmi, etc….
tutto qui.
Ricordate Padoa Schioppa che su Alitalia fece il “beauty contest”??
perche’ si chiama cosi??
perche’ decidere sulla bellezza E’ DISCREZIONALE, quindi anche se uno straniero offrisse dieci volte tanto un italiano, loro potrebbero decidere che e’ piu’ bello l’italiano….
si salvi chi puo’, andatevene da una nazioni che non vi merita
Per Lucio:
di finanza credo di saperne qualcosina, anche se preferirei evitare di discutere di titoli, onorificenze e “lei non sa chi sono io”. Credo anche che il “sapere di non sapere” di Socrate deva sempre essere tenuto in considerazione.
Cominciamo col distinguere “tutte le acquisizioni” (che si possono fare in tanti modi e per tanti motivi) dai leveraged buy out, caratterizzati dal debito che viene poi addossato alla società che si va ad acquisire utilizzando appunto tale debito. Tale modalità non rappresenta certo “tutte le acquisizioni”.
Operazioni di questo genere si fondano, per l’appunto, sul debito. Cioè su risorse altrui. Qual’è (sarebbe) la ratio? Una migliore allocazione delle risorse (si può smontare la società, venderla a pezzi, o semplicemente arrivare ad un rendimento del capitale più “uniforme”, abbassando quello degli azionisti precedenti a favore dei nuovi debitori-investitori). Fin qui sembra un’operazione di mercato.
Qual’è il problema? Che la rappresentazione delle risorse “nuove” utilizzate nell’operazione (il debito), e la loro remunerazione, non è un fatto di mercato, ma un fatto pilotato dalle autorità monetarie.
Se la banca centrale “crea” 50 miliardi di euri, che finiscono al sistema bancario, che a sua volta li presta ad un brillante imprenditore per fare una scalata con un lbo, da dove vengono le risorse REALI? L’unica risposta possibile è: dalla confisca di valore effettuata tramite inflazione monetaria agli altri detentori di moneta. Non dagli investitori.
Un altro aspetto, tutt’altro che secondario, è dato dal “costo” del denaro (stabilito, sostanzialmente, d’ufficio). Essendo tutta l’operazione fondata sulla sostenibilità del debito in rapporto ai flussi di cassa della società, il costo di tale debito è un parametro cruciale.
Più i tassi sono bassi, e più debito risulta “sostenibile”. Questo NON è un fatto di mercato, non è libero scambio di capitali ad un libero prezzo di mercato: è una distorsione di chi controlla il denaro.
Costoro fissano tali tassi ad un livello inferiore a quello di mercato, e rendono così possibili operazioni che, in un libero mercato dei capitali, non sarebbero possibili, in quanto la remunerazione richiesta sarebbe maggiore ed insostenibile per l’operazione.
Più i tassi sono bassi, più la distorsione è maggiore, perchè il capitale può essere impiegato praticamente gratis, in quanto remunerato molto poco.
Quando arriveremo ad avere i tassi pari a zero, ci renderemo conto che sarà economicamente conveniente investire dieci miliardi di euri (che tanto sono gratis) per comprare i flussi di cassa futuri di un’edicola. Il discrimine sarà avere il potere “persuasivo” di convincere la banca a prestarli a noi e non al nostro vicino.
Non siamo ancora a questo livello, ma tra prezzi (tassi) di mercato e tassi zero c’è la via di mezzo attuale, che distorce parzialmente il sistema nella direzione di questo ultimo esempio. Tutto l’indebitamento che vediamo, che va contro ogni logica, deriva in gran parte da questi meccanismi. Non dal mercato.
I deboli si appoggiano ai piu’ forti, dai tempi dei tempi, se non vogliono soccombere. Gli industriali non sono politici e di conseguenza seguono il piu’ forte, che nel nostro caso è il governo Berlusconi, quello che può decidere delle loro fortune ma anche sfortune.
Questo è politica aziendale e business e mai vanno disgiunti.
I commensali possono mangiare tanquillamente, lo stufato manda ancora un odore invitante e succulento.
la dignita dico io
la dignita almeno
Per Davide K:
Scusi, ma lei di finanza ne sa qualcosa? Tutte, ma proprio tutte, le acquisizioni vengono fatte a debito, che siano da parte di società quotate o no che di private equity (e soprattutto questi…). Vuole un esempio a portata di mano? La Seat, autentica cash cow purtroppo stramunta da ben due acquisizioni a debito da parte dei fondi di private equity, caricata di 4 mld di euro di debiti (perché la società veicolo tramite cui si acquisisce il controllo poi viene fusa con la controllata) e barcollante da anni sull’orlo del burrone.
Non dia colpe alla politica l’unica volta che non c’entra! E tanto per essere ancora più chiari, guardi cosa ha fatto il tronchetto con gli immobili Telecom dopo averla scalata lui…
Caro Porro,
il rag. Colaninjo probabilmente è ancora di tendenza “sinistra” ma siccome ,come Mourinho,non è un pirla, ha visto in che mani è il pd ,e ha capito che lì serve uno tsunami che spazzi via l’ attuale segretria per poter fare progetti seri.
Insomma parliamoci chiaro,ma se lei fosse di sinistra, sinceramente…., non si vergognerebbe di avere uno come Veltroni segretario ? Uno che non ha mai sudato o fatto qualcosa di vero,di proprio nella vita,a parte il peter pan ultracinquantenne politico-fancazzista ? Che non ha idee proprie e che si barcamena tra di pietro i we can , we care e le figurine ?
Ma perdinci, Che il re è nudo a sinistra non lo dice nessuno ?
Allora si meritano di stare all’opposizione in eterno.
Carissimo Nicola…sto assagiando la tua zuppa…. Molto probabilmente, i due anni di governo Prodi hanno fatto maturare a piu miti consigli, i nostri “industriali” ovvero gli “industriali de noartri” si sono resi conto che , stando cosi le cose difficilmente la sinistra riformista, antasgonista, cattocomunista, obamista… ritornerà a breve al potere, ecco quindi che tutti lentamente pacatamente, lemme, lemme, stanno tornando a Canossa.
Non vediamo piu il Ciabattino e il suo amico Avvocato in televisione a predicare contro il Cav Berlusca, famosa la scenata scaturita prima delle penultime elezioni nell’asemblea degli industriali, mi stò chiedendo che fine a fatto padron Tod’s…
Pensavano che il regime Prodi durasse una vita invece il giocattolo si è iceppato subito e il grande bojardo(Prodi) quello che ha liquidato l’industria di Stato regalandola ad Agnelli Pirelli De_Bendetti “ladri gemelli” cosi si gridava durante le manifestazioni del ’68 si sono trovati in braghe di tela, ma il lupo perde il pelo ma non il vizio…quindi attenti questi hanno cambiato cavallo solo per continuare a fare il loro interessi….
Per me invece Colaninno è facilmente inquadrabile.
E’ il monumento agli “imprenditori” che fanno operazioni usando il denaro altrui ed i monopoli pubblici.
Nel ’98-’99 ha fatto tutto col denaro delle banche, ha lasciato Telecom piena di debiti, e se ne è andato con una lauta buonuscita (60 miliardi, più altri giochetti).
Frutto del mercato? Giammai, frutto delle distorsioni date dall’interventismo pubblico nell’economia.
I soldi per l’operazione non sono venuti dal mercato, sono venuti dai banchieri, che come sappiamo non prestano soldi loro ma o soldi altrui o soldi appositamente sfornati dalla banca centrale. Banchieri che sapevano di poter contare sul fatto che Telecom potesse sfruttare ancora il monopolio dell’ultimo miglio (tramite canone o tariffe di unbundling, e qui c’è un’analogia con Alitalia), sul fatto che l’amica politica non avrebbe lasciato fallire Telecom, e sul fatto che nella peggiore delle ipotesi le banche stesse avrebbero ricevuto qualche aiuto (nell’interesse generale, ovviamente).
Un imprenditore che rischia soldi non suoi ma prestati da banchieri che a loro volta non rischiano i propri soldi; il tutto con le spalle doppiamente coperte dal pubblico e perfino la benedizione del governo. Alla faccia del mercato. Poi quando Telecom fa fatica, e si comincia a pensare che forse quel debito non lo ripagherà mai, si può sempre dare la colpa al mercato. Peccato che un libero mercato dei capitali non avrebbe mai permesso di finanziare un’operazione del genere, tantomeno a quei tassi di interesse così bassi. Un tasso di mercato, indubbiamente più alto, avrebbe evidenziato l’incapacità dell’operazione di ripagare il debito. E senza il moral hazard bancario penso che le banche finanzierebbero con criteri diversi, più di mercato e meno di “amicizia”.
Essere amico della politica, di tutta la politica, fa parte del mestiere. Anche essere amico delle banche, che immagino non forniscano servizi del genere a chiunque, ma solo agli amici e per motivi che col libero mercato non hanno niente a che fare. D’altronde tutti vogliono le banche, perchè danno un potere enorme.
PS: David Baccini, Geronimo è Cirino Pomicino, lo si sa da anni. Tutti noi lo ricordiamo con affetto pensando al debito pubblico.
complimenti per la battuta ad annozero “se ci ho messo 7ore non è certo per l’aereo che andava piano”
Pazzesca e spettacolare. Bella soprattutto perchè dopo averla detta non ha ghignato ma ha tenuto l’espressione seria. Ho fatto una risata pazzesca
servo!
ma chi fate scrivere sul giornale?
anche gli ubriachi??!!!
ma Geronimo, che si vergogna a far sapere chi e’ tanto che si cela dietro un nomignolo… ma che c###o spara ‘ste minchiate??!!!
sono all’estero e dovrei fregarmene dell”italia, come in effetti me ne frego, ma leggere certe st#####e e’ davvero troppo!!!!!!!!!!!!!