Verdi al Carbone
Oggi Repubblica si appassiona a Copenaghen e al vertice sull’ambiente. Per farlo ci racconta della “capitale verde, luci soft, bici e mulini a vento i segreti del modello Copenaghen”. Porca miseria pensare che il cuoco è costretto a Milano. A Copenaghen si è in paradiso: il 17 per cento dell’elettricità, ci dice il servizio, proviene da fonti rinnovabili, ci sono 5300 turbine eoliche istallate nel paese e via discorrendo. C’è la straordinaria storia della famiglia Bang che “si candida ad essere una delle novantamila Climate Family di Copenghen”. Ma porca miseria il cuoco che ci fa a Milano? “La capitale danese vuole mostrare al mondo che si può vivere ecologicamente”. Acciderba, questi danesi. E poi le piste ciclabili e pensate furono i primi a istituire il Ministero dell’Ambiente! (è la prima volta che uso in questa zuppa l’ingrediente punto esclamativo, nda). Che fenomeni. Qua a Milano ci indagano sindaco, presidente e governatore per i casini che fanno con le polveri sottili. Ma in che mondo viviamo? E ancora come sono nati i primi mulini a vento da quelle parti? “come una favola”.
Fermi tutti. Un momento. Ma in questo paradiso se solo il 17 per cento dei consumi energetici proviene da fonti rinnovabili, ci deve essere qualche altra fonte. Andiamo a vedere gli ultimi dati disponibili e vediamo una storia un po’ diversa. Nel 2007, infatti, i 39,2 miliardi di chilowattora di produzione nazionale lorda danese provenivano per il 47% da centrali a carbone, il 22% da impianti a gas, il 18% dalle pale eoliche e il 12% da altre fonti fossili (olio e biomasse) e importazioni.
L’energia importata in Danimarca varia da anno in anno ed è in buona parte di origine nucleare o da centrali a carbone. Per esempio, Copenhagen ha importato dalla Svezia 1,7 miliardi di chilowattora nel 2006 e 7,6 miliardi di chilowattora nel 2005 dei quali circa metà di fonte nucleare nucleare e l’altra metà idroelettrica. L’elettricità importata dalla Germania, 4 miliardi di chilowattora nel 2006, 0.6 miliardi di chilowattora nel 2005, è in larga parte prodotta con carbone e nucleare.
Adesso si spiega tutto. Bruciano carbone o lo fanno bruciane all’estero.
Evviva la capitale verde. Hip hip Hurra.

A peppe (February 22nd, 2010): quante mostruosità in cosi’ poche righe! Forse non sa che si stanno facendo ingenti investimenti in ricerca nel settore nucleare (fissione e fusione). Lei e’ uno di quelli che se ne avesse il potere farebbe morire di fame centinaia di milioni di persone senza neanche rendersene conto. Purtroppo le energie rinnovabili sono, per motivi quantitativi, un’illusione. Le alternative tra cui scegliere sono due: carbone o nucleare. Con il primo si galoppa verso la fine del mondo. Con il secondo l’umanità potra’ convivere in modo più armonico con la Natura.
solo una cosa, diamo le notizie esatte non a metà, sentenza mills..oh scusa dimenticavo è il giornale del padrone.
Egregio signor Porro,
mi scusi ma non sono riuscito a capire qual’era il suo messaggio finale durante la trasmissione di giovedì scorso ad annozero, se Travaglio vede i mafiosi o commette reati, allora anche Bertolaso e la sua cricca possono delinquere liberamente e fare a meno di osservare le leggi dello Stato, Bertolaso è un funzionario dello Stato, e quando fa bene tutti a lodarlo e quando fa male perchè la colpa deve essere degli altri? Sia gentile mi faccia capire il suo pensiero. Grazie
signor porro…che cosa deve fare la danimarca,allora?… deve fermare le importazioni di energia elettrica poichè,quella prodotta all’estero,deriva dallo sfruttamento dei combustibili naturali?…la danimarca dovrebbe importare soltanto energia verde per essere coerente con la sua politica energetica interna?…signor porro,non provi a propagandare i benefici di una nuclearizzazione del nostro territorio…in ciò che ha scrtto,sembra che lei abbia voluto indirettamente fare dell’apologia sull’energia nucleare…le ricordo che nell’86 c’è stato un referendum che aboliva il nucleare nel nostro paese…vogliamo rispettare la decisione presa dal popolo italiano?…le centrali nucleari non sono la soluzione del nostro fabbisogno energetico…queste dannate centrali servono per far confluire danaro pubblico nelle tasche del solito comitato d’affari…questo è un enorme regalo alle imprese italiane in odor di mafia..così come lo è il ponte sullo stretto di messina…a cosa servono queste opere colossali?…a rimpinguare le tasche della criminalità organizzata,sostenuta dalla nostra classe politica…togliamoci dalla mente che il nucleare è la soluzione…caro signor porro,lei è a conoscenza del fatto che l’italia è un esportatore di energia elettrica?…signor porro,anche se io la considero una persona viscida,sono sicuro che lei abbia un minimo di intelligenza per comprendere la portata dei danni associati ad una nuclearizzazione del territorio italiano,già provato dall’inquinamento dovuto allo smaltimento dei rifiuti tossico-nocivi e all’abusivismo edilizio…non dimentichi che il belpaese è ad ad alto rischio sismico che dovrebbe essere un deterrente alla ralizzazione di nessuna centrale atomica…inoltre,dove le mettiamo le scorie nucleari?…lei conosce qualche posto tranquillo dove depositarle?…cosa ne pensa se le vengono a portare dentro il garage di casa sua?…signor porro,via le centrali nucleari!!!…via quelle a carbone!!!…siamo nell’epoca delle fonti rinnovabili…la germania,entro il 2030 avrà denuclearizzato il suo territorio…la francià sta pensando anch’essa di smantellare le proprie centrali…e noi,dovremmo abbracciare la tesi che il nucleare è un qualcosa di pulito e di sicuro?…mi viene la nausea di fronte a questo genere di propaganda…signor porro,lei è a conoscenza del piano energetico della scozia?…lei sa che gli scozzesi produrranno,entro il 2030,più energia di quanta ne consumeranno?…e sarà tutta energia verde proveniente dallo sfruttamento del moto ondoso dei mari attorno la scozia…verranno depositate delle enormi boe che convertiranno l’energia cinetica dell’acqua in energia elettrica…il futuro sono le energie rinnovabili!!!!…signor porro,non osi propagandare le scelte piduiste e mafiose del suo governo berlusconi…le ricordo che non si baratta la dignità di un uomo per fare carriera,soprattutto quando di mezzo c’è la salute di un intera nazione…signor porro,si vergogni ancora…distinti saluti.
So che al Dott. N.Porro piacciono i mie “Esempi”
Nel 1956, anno freddissimo, nella Caserma di Spoleto occorreva portare al 4° piano un camion di legna per riscaldare la Camerata. Erano indispensabili almeno dieci militari per questo lavoro, ed io mi proposi subito come volontario. Avevo troppo freddo nell’aula dove si studiavano tecniche di guerra. Dopo il primo viaggio lungo le scale, mi resi conto che in dieci militari ad ogni sali-scendi di quattro piani, si trasportava non più di una piccola percentuale di legna. Mi sono permesso di esprimere la mia constatazione al Maresciallo incaricato di dirigere “l’Operazione riscaldamento”.Captata la reale situazione il sottoufficiale fece presente la effettiva situazione all’Ufficiale responsabile che ordinò a tutta la Compagnia di trasportare la legna al 4° piano. Tutti assieme avevamo raggiunto in un solo viaggio la percentuale del 100% del necessario per il Riscaldamento di cui avevamo bisogno. Un più breve esempio, se invece di milioni di pozzi di petrolio nel Mondo, ne avessimo qualche centinaia, sarebbe egualmente esaltato l’apporto determinante del petrolio? Mi sembra una storiella il fatto che le Fonti di Energia alternativa siano insufficienti. Aspettiamo di averne quante i POZZI di Petrolio. Non dimentichiamo anche il Picco di King Hubbert.
Giovanni Chiappe (December 18th), questo e’ il link corretto sull’innalzamento del livello dei mari:
http://en.wikipedia.org/wiki/Sea_level_rise
Per chi voleva un po’ di dati: leggetevi questo.
http://wattsupwiththat.com/2009/12/09/hockey-stick-observed-in-noaa-ice-core-data/
Basta guardare le figure..
@Giovanni Chiappe: nessuno nega che ci sia stato riscaldamento. Si negano le cause umane. Quindi può mostrare tutti i grafici del genere che vuole che non sposta di una virgola il discorso.
Rimane il fatto che ultimamente il riscaldamento non sta affatto andando come previsto.
PS: grazie al Cielo un po’ di freddo polare come non si vedeva da anni ed anni in tutta europa, anzi in mezzo mondo, proprio mentre buffoneggiano a Copenhagen sul riscaldamento. Ironia della sorte?
Vorrei chiedere a quel sig.re di nome Giuseppe De Santis cosa mi dice del sempre più gran numero di scienziati che si dissociano dal IPCC. Se avesse letto qualcosa di serio e non le tante stupidaggini che si trovano in rete, saprebbe per esempio che periodi di surriscaldamento e di raffreddamento del pianeta, sono avvengono periodicamente.
Stimato signor Porro, perché si stupisce? Tutta questa “lotta libera” che si svolge a Copenhagen é una occasione unica per tanti capi di Governo per esibirsi in discorsi nobili e altruisti. La veritá é, che anche se la contaminazione é vera, la fine del mondo per l’effetto serra ha un’attrazione millenaristica che é cosí radicata nel “comunum vulgus” che i politici non possono permettersi il lusso di ignorarla.
Il “clima” da ULTIMATUM ALLA TERRA, creato da questi IPCC Assessment Reports, determina un coinvolgimento di tutti, perchè le decisioni che potrebbero essere prese in base ad essi comportano costi tali, da cambiare il tenore di vita medio ovunque. I media danno quasi tutti per ovvio e scontato ciò che l’IPCC dice di sè : Because of its scientific and intergovernmental nature, the IPCC embodies a unique opportunity to provide rigorous and balanced scientific information to decision makers. Noi sappiamo benissimo – invece – che c’è chi (Franco Battaglia ad es.)contesta motivatamente proprio quella rigorous and balanced scientific information tanto sbandierata. E’ necessario pertanto che – prima di assumere ogni decisione – vengano diffuse le basi scientifiche dettagliate della teoria che è l’effetto antropico a determinare il surriscaldamento(ammesso ci sia), e non si tratta d’una fase ciclica della vita del globo indipendente dalle attività umane.Gli ULTIMATUM sono trappole!
A chi sostiene la teoria della balla (comunista) del riscaldamento globale e nega lo scioglimento dei ghiacciai (quello del polo nord non ha impatti sul livello del mare come quello di un cubetto di ghiaccio in un bicchiere) consiglio di guardare i grafici e le rilevazioni a http://en.wikipedia.org/wiki/Current_sea_level_rise.
ciao!
Non servirà prendere misure per diminuire le emissioni di anidride carbonica, sembrerà strano ma lo stanno già facendo da un anno a questa parte, e il progressivo diminuire della disponibilità di fonti fossili farà il resto. Paradossalmente ci ritroveremo a rispettare tutti gli impegni presi anche senza volerlo…
Non avendo argomenti Porro te ne sei uscito che l’ecologismo è una religione.Domenica lessi Foa che ha scovato che è tutto falso che i cambianti climatici non esistono,il buon senso vi manca, non c’è bisogno della scienza per capire le cose .Davide dice che porta i dati e io non ho letto nessun dato.Io leggo una rivista del settore solare,io li so i dati veri.Ho sentito Franco Battaglia a onnibus,mi cadono le braccia ,pensa di risolvere il problema dell’energia con il nucleare ,la matematica Battaglia 10 anni per una centrale,3 miliardi costo,tempo di attività 20 anni, decommissing ,,ma andater in rete e vedete quanta barca di soldi serve per sigillarle,per i prossimi 10 anni stiamo a guardare.Il più forte è Granzottto,che nega quello che gli scrive un professore.Lorenzetto ormai si è perso .E’ stata bella la citazione di quela giornalista tanti non conoscono l’amore ,ma dell’acqua hanno bisogno.Vediamo se Battaglia sa cos’è la superconduttività.Auguri di veloce ripresa a Silvio Berlusconi,mi è molto dispiaciuto per quel che gli è accaduto
E per Natale, a Porro una bella “Copenhagen Wheel” !!!
l’Ecologismo è moda, risponde a necessità estetiche, al bon-ton: insomma, la volete capire che il SUV ostacola e umilia la macchinina? Stessa cosa il riscaldamento o l’aria condizionata a temperature assurde, che fanno pure male! ma ancor più fanno incazzare chi deve centellinare i consumi. Di esempi se ne possono fare a decine: chi è costretto a bere l’acqua del rubinetto anzichè la minerale, dice che le falde sono inquinate; chi sta sulla spiaggia anzichè sulla barca, dice che i fiumi sono inquinati, ecc.- Onestamente, non so come dar loro torto! Vivendo in una cittadina vi posso assicurare che quando vado in una grande città mi sembra che la temperatura sia più alta di almeno 10 gradi: gli ambientalisti sfruttano questo fenomeno.
Un porro al fosfato con pennellata di verde-rame. Vero che venendo qui non potevo aspettarmi dei prodotti di pura cultura biologica ma neanche una simile zuppa di pesticidi. Sa dove lei sbaglia, Porro ? A paragonare l’Italia ad una Danimarca, come se la natura avesse operato alla stessa maniera per fabbricare l’una e l’altra. Ecco un altro modo per dirlo. Si immagi di defigurare due dipinti, di sfreggiare una crosta e un Giotto. Tutte e due subiscono danni irreparabili, solo che …. Eppoi, dove, secondo lei, un tempo andavano gli stranieri a passare le vacanze ? Oggi, a leggerla, si direbbe che abbiano cambiato itinerario per il nuovo paradiso a Copenhagen e non sulla Versilia o nell’Adriatico. E Milano ? Bisogna vederla per quello che é : una fogna a cielo chiuso, dove solo un matto potrebbe desiderare di vivere, vista la diffusione di tumori di ogni tipo, con prevalenza per quello polmonare. Gli altri paesi non stanno certo bene in fatto di preservazione del loro habitat, ma caro il Porro, almeno ne sono consapevoli, mentre l’Italia l’hanno rovinata e neanche se ne accorgono, anzi sono convinti che si puo’ ancora continuare.
Cari commensali questo post me lo incornicio: non saremmo molti, ma il livello è altissimo, direi scimmiottando quelli della notte.
Nessuno mi toglie dalla mente, qualcuno di voi l’ha già fatto intendere, che l’ecologismo o ambientalismo o chiamatelo come vi pare stia diventando una nuova religione. E come tale non abbia bisogno di appigli pratici, scientifici, empirici o comunque falsificabili. Questo è il punto l’ambientalismo catastrofista ha con il metodo marxiano molte analogie.
é determinista: inevitabilmente arriverà la dittatura del proletariato e ai giorni nostri inevitabilmente arriverà la catastrofe ambientale.
L’analisi del contingente (l’inquinamento che qua nessuno nega e che nulla ha a che fare con la co2) ci porta a conclusioni parossistiche: così come le storture della prima rivoluzione industriale ha creato temporanee situazioni mostruose.
E ancora: il marxismo ci ha rotto le palle con la corsa la consumo e con la supposta mercificazione del lavoro. E da queste parti ci disno di fare la pipì per strada, lavarci di meno e consumare meno elettrictà.
Capite il paradosso: ma il tema resta. Contro le religioni non si combatte purtroppo con la ragione. Cari commealnsi sono con voi e mi sforzo ogni giorno a far ragionare il vicino: ma c’è poco da fare. Meglio un bel cagnone al guinzaglio trascinato in bicicletta di un Suv: anche se il secondo produce più co2 del primo. Evviva
Davide su che ero arrabbiato ,è vero,penso di non aver insultato nessuno,neanche il granduca Porro spero.Non negare che l’inquinamento provoca il cancro e malattie respiratorie o vuoi negare anche questo.Lo so che le fonti rinnovabili non bastano da sole,io ho le mie idee,come solare laser ed altre,ma non va .Io quello che non concepisco,che si nega che si viene immessi veleni nell’aria,vcoi ne sapete più degli scienziati .Negate pure che esistono le lobby,uno ci è morto Mattei,Non vi rendete conto che vi tengono all’oscuro della verità,poi i giornali,avessi mai visto un giornalista con un grande cuore che fa inchiesta e cerca la verità e non guarda in faccia nessuno,secondo la crisi la stampa l’ha creata,il mio parere.
Caro Nicola, adesso per compensare l’articolo di Ida Magli vogliamo un bell’articolo (una serie sarebbe meglio
), ad esempio di Carlo Lottieri, che spieghi per bene cos’è la moneta, come funziona, che ruolo hanno le banche centrali, e come le politiche adottate dalle stesse influenzino prezzi e sistema economico.
Non è giunto il momento di fare un po’ di chiarezza in materia anche per il grande pubblico?
Caro Ganavion, grazie per la risposta.
Il mio primo programmino in Fortran lo scrissi negli anni ’60 quando frequentavo un corso al CNUCE di Pisa.
Ho amici alla Pennsylvania State University che mi tengono informato su Michael Mann.
Ho visitato il link proposto da Davide K, e mi hanno colpito alcuni commenti di giovani ricercatori.
Le mie perplessita’ sono molteplici ma in sostanza si possono riassumere nella “politicizzazione” della scienza e nella “scientificizzazione” della politica, entrambe molto deleterie a mio avviso.
Quando lo scienziato “DEVE” produrre per mantenere l’influsso di fondi, e quando il politico “DEVE” legiferare per mantenere il posto, Pantalone e’ quello che ne soffre.
Primo, perche’ suoi sono i soldi devoluti in “ricerca”, secondo perche’ suoi saranno i tax bills risultanti da tale “ricerca”.
Becco e bastonato.
Cheers.
Rispondo a Goretti.Il rapporto Weo 2009 e’ scientificamente incorretto. Preservare l’ambiente e’ una cosa, pretendere di controllare il clima e’ un’altra. Ragioni d’interessi e di lobby sono le responsabili di questo atteggiamento : I)Il rialzo borsistico del Platino usato come catalizzatore per ridurre la produzione industriale della CO2. II). La possibilita’ di risolvere la crisi economica e la disoccupazione. Ambo le due ragioni hanno finalita’ valide che sono quelle di mantenere l’ambientale sano e creare posti di lavoro, ma nello stesso tempo tutte e due le ragioni sono legate al successo dei finanziamenti i quali pero’ saranno distribuiti diluendoli fra’ un traguardo impossibile (cambiare il clima) e la produzione di posti di lavoro esclusivamente orientati su un problema incontrollabile come quello del cambio climatico. Questa dispersione di forze riduce la realizzabile del valido “progetto ambiente” assieme alla creazione di posti di lavoro validi. La Scienza,oggi,non e’in grado di conoscere quali siano le proporzioni critiche che innescano le reazioni chimicofisiche determinanti l’effetto serra. La pretesa che l’uomo possa canbiare il naturale corso dei climi puo’ innescare invece, imprevedibili conseguenze. Il rischio piu’ grande sta’ negli errori d’impostazione dei dati raccolti dalle varie diverse stazioni d’osservazione, dovuti alla diversita’ della capacita’ termica regionale delle varie rocce, dei mari, dei laghi, delle foreste e dei deserti. Necessitiamo in vece, monitorare e controllare l’indice demografico.Dalle foto satellitari,notiamo che il progressivo espandersi degli spazi occupati dalle unità abitate sono insignificanti rispetto agli spazi occupati dall’agricoltura, cioe’ l’espansione dell’edilizia è solamente rapida, perché si sviluppa in verticale..L’espansione dell’agricoltura, anch’essa considerata rapida e invadente, è solamente invadente, perché, dovendo tenere il passo con l’espansione demografica, non può essere reversibile, a meno che non si voglia finire negli anni delle famose sette vacche magre della Bibbia. Il clima fara’ il suo corso, ma il controllo della espansione demografica e’ solo un compito nostro.
I compiti dell’atmosfera
A questo punto sara’ bene ricordare non solo come si formano le condizioni che portano all’avvento dell’effetto serra ma anche come l’atmosfera e la troposfera (la parte piu’ densa e piu’ vicina alla superfice terrestre) reagiscono alle varie composizioni chimico-fisiche cui sono sottoposte. Le variazioni della composizione chimico-fisica dell’atmosfera sono il prodotto di enormi masse di gas, umidita’ e solidi in sospensione (pulviscolo atmosferico) in continuo movimento. Questi elementi con i relativi composti catalizzati dai raggi cosmici, radiazioni solari, fulmini, il contenuto in ozono [O3], (uno stato cosidetto allotropico dell’ossigeno il quale tende a liberarsi dell’atomo eccedente di ossigeno divenendo cosi’ fortemente ossidante), assieme al contenuto di H2O (acqua), fanno parte dei fautori dei cambi clinatici che portano alle glaciazioni ad agli effeti serra. I volumi in gioco sono incommensurabili e le proporzioni degli elementi in gioco non sono, a tutt’oggi, conosciute e quindi il sistema rimane inalterabile dal punto di vista d’interventi unmani.
Passiamo quindi ad esaminare come l’atmosfera agisce sotto queste variazioni chimico-fisiche. L’atmosfera convoglia la maggior parte dell’energia solare sulla superfice terrestre. Questa energia viene quindi immagazinata sulla superfice terrestre a diversi livelli, proporzonalmente alla capacita’ termica regionale del mezzo che le riceve (roccce, acqua). Durante questo processo l’atmosfera agisce come farebbe un filtro spugnoso, assorbendo cioe’ l’energia dell’infrarosso in proporzioni che dipendono dal contenuto atmosferico in anidride carbonica (CO2) e di vapore acqueo. Susseguentemente, l’atmosfera agisce come uno specchio rimandando l’energia raccolta sulla superfice della terrra innescando quindi l’accumulo energetico che produce “l’effetto serra”.
E’ importane tener conto che uno scarso contenuto di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera produce un effetto serra debole e come conseguenza ci dovremmo preparare per l’avvento di un’epoca glaciale dovuto alla perdita, da parte dell’atmosfera, della capacita’ di riflettere sulla superfice terrestre gran parte dell’energia accumulata. In questo caso il calore accumulato, verra’ riverasto verso lo spazio cosmico. Nel caso che l’effetto serra sparisse, o fosse troppo debole allora dovremmo organizzare un ottimo condizionatore per poter sopravvivere al calore, che accumulandosi sulla superfice terrestre, causerebbe temperature al di sopra dei 300 gradi, dovuto alla perdita delle capacita’ filtranti (attenuanti) dell’atmosfera che in questo caso lascera’ passare la quasi totalita’ dell’energia solare riversandola quasi tutta sulla superfice terrestre. Come gia’ detto, durante il periodo che va da 9000 a 6000 anni fa’, un notabile “Global warming” avvolse la terra con temperature ben al di sopra delle medie odierne. Sara’ interesante notare che le automobili, a quei tempi, non portavano ancora in giro nessuno. A parte il pizzico di sarcasmo, vorrei chiedere ai proseliti che favoriscono l’intervento umano per il controllo del “global warming”, di essere onesti ed ammettere che una notabile, se non la grande maggioranza degli scienziati, considera l’efficenza gl’interventi umani per il controllo del “global warming”, come fuori dalla realta’. Troppi dati scientifici sono stati impostati usando dati contradittori, per cui questa situazione d’incertezza scientifica fu, tra l’altro la responsabile degli ostacoli che impedirono la realizzazione delle proposte fatte durante incontri internazionali di cio’ che, senza dubbio, era invece piu’ realistico e socialmente valido; come ad esempio, la costituzione di un badget per intervenire con la legge sia sulla contaminazione delle megalopoli che sulla contaminazione regionale dei mari, dei fiumi e dei laghi. Penso infatti che sarebbe socialmente piu’ remunerativo se le finanze stanziate per l’ipotetico controllo del “Global warming” fossero invece assegnate per il risanamento delle zone contaminate come, ad esempio, il monitoraggio e l’imposizione della legge sugli effluenti ed il magazinaggio dei rifiuti non degradabili come pure delle scorie pericolose. Questo si, sarebbe un sistema pratico d’immediato effetto, il quale e’ un’alternativa allo stress di attendere alcune migliaia d’anni nella speranza di ottenere i benefici derivati dalle misure preventive del controllo del “global warming”.
Giuseppe Bonaccorsi
Senior Geologist
Devo una risposta a Marco. Quando ce vò ce vò dicono a Roma. E questa volta il sarcasmo di Marco me lo rpendo tutto. Che dire ha semplicemente raqione: ritengo anche io che quella sia una grande grandissima “vaccata complottista” come scrive Marco. Non voglio giustificarmi. Solo come mia attenuante la rubricazione della vaccata con il titolo “provocazione”. Poca roba mi rendo conto. I giornali sono una roba complessa un po’ come questa zuppa: sono fatti di tante componente e alcune hanno proprio un sapore del cavolo. Marco, per carità, di dia una cnno di lettura di queata excusatiio petita. Il cuoco, quando è colto in fragrante reato, arrosisce.
Buon giorno Dott. Porro, intervengo Ot rispetto alla discussione dell’articolo chiedendoLe qualora fosse disposto di eprimere la sua opinione in merito a questa perla firmata dalla redazione http://www.ilgiornale.it/economia/provocazione_quella_sovranita_moneta_mani_private/11-12-2009/articolo-id=406009-page=0-comments=1
Ora si può capire che lo stato critico del giornale richieda di ampliare il fabbisogno di lettori ma scadere sulle vaccate complottiste non è un po’ troppo? A quando un articolo sulla “pericolosità delle scie chimiche”? O sul “complotto della chemioterapia”? O sulla “menzogna dell’olocausto”? O sul “falso sbarco lunare”? Non so potete darmi un’anticipazione delle prossime perle?
Le auguro buon lavoro
Cordialmente
Marco
Gent.le Nicola Porro
La centrale nucleare stava attaccata a Malmoe, a pochi km e visibilissima da Copenhagen, solo divisi dalla stretto di Øresund. Poi i cittadini danesi e svedesi fecero pressione e fú chiusa.
Per quanto riguarda le bici, non essendo produttori di auto il governo danese ha imposto dei dazi sull´auto del 180% ….. comprarsi una semplice utilitaria é tuttora un lusso.
Poi ci sarebbe da dire e ridire …. sia a loro favore che non visto.
Certa é una cosa – fanno lavoro di squadra e i panni sporchi se li lavano in casa e mai dico mai, sbragano il nome del loro paese all´estero … anzi hanno una tendenza a lodarsi e come tutti i popoli del nord a far la morale al prossimo.
Ho letto un articolo qui sul Giornale e concordo al 100%
” …. i nostri avversari veri sono oltrefrontiera, non in casa, e hanno tutto l’interesse a denigrarci a vantaggio delle loro industrie. Regalare loro argomenti per la solita propaganda anti italiana è da irresponsabili.
per Dante che chiede quali lettere, lo informo che qualcuno ha copiato dal CRU più di mille lettere che si sono scritti gli “scienziati”, e anche varie cartelle piene di programmi, scritti in…Fortran…eh si, pare che usino ancora quel linguaggio in cui io scrissi centinaia di programmi, e che non uso più da almeno 30 anni. Evidentemente sono affezionati. Comunque in quelle lettere sono coinvolti grossi nomi, alcuni degli autori più accreditati che hanno contribuito ai report dell’IPCC…nomi come Kevin Trenberth, e Michael Mann, autore della c.d. hockeystick, un grafico che, opportunamente presentato lasciava intendere che le temperature, verso la fine del secolo scorso si sarebbero impennate paurosamente, quasi verticalmente… cosa che non è assolutamente successa, tanto che quel grafico fu eliminato dall’IPCC stessa nel report successivo, senza troppa pubblicità. Ebbene questi scienziati si scrivevano cose assai strane, da cui risulta che “correggevano” i dati, usavano “trucchetti” (tricks) per nascondere declini, e via dicendo, e ostacolavano fino all’ousting coloro che erano scettici sul riscaldamento globale. Insomma, un comportamento che non pare corretto né scientifico, tanto che Phil Jones, direttore del CRU si è dimesso, sempre però senza pubblicità. E’ assai significativo che tutta questa storia, una vera bomba, che mette in crisi la credibilità dei sostenitori del riscaldamento globale, sia tenuta rigorosamente nel silenzio mediatico più assoluto.
Invece, quando parla qualche sostenitore del riscaldamento globale (intendo: “causato dall’uomo”) spesso parla senza par condicio, senza nessuno che possa portare un punto di vista diverso.
Se non si trattasse di cose gravi, Phil Jones non si sarebbe dimesso.
Insomma, quegli scienziati non si dimostrano amanti dei dubbi o delle critiche, e mostrano un comportamento molto più politico, anziché scientifico. La Scienza vera non ha paura del contraddittorio, mentre nelle lettere c’era chi si dichiarava disposto a distruggere dati e metodi piuttosto che mostrarli agli “scettici”… un vero scienziato è sicuro dei suoi studi, e non teme che vengano esaminati da altri. Potrebbe averne prima di aver finito lo studio, ma certamente non dopo che siano stati pubblicati i risultati. In altre parole, si pretendeva che gli si credesse senza prove, e quando gli si chiedeva di provare le sue affermazioni, si è rifiutato di fornire prova alcuna, dichiarandosi, appunto, disposto a distruggere il tutto, piuttosto che a dimostrare con che metodo e con quali dati avesse ottenuto quei risultati. Trovo questo l’atteggiamento più antiscientifico che abbia mai visto. Non mi pare che la Scienza debba essere una fede, debba avere dei dogmi. Quando manca trasparenza, e ci si scontra con comportamenti scontrosi, reticenti e dogmatici, sorgono mille dubbi.
Quelle lettere sembrano quindi confermare i dubbi.
Naturalmente il tutto richiederebbe e meriterebbe un’analisi approfondita, serena ed obiettiva nella più assoluta trasparenza… ma il silenzio che già la circonda non aiuta a credere che questa verrà fatta.
Secondo me.
Quella di Copenhagen è una bufala gigantesca. Verificheremo nel 2100 se è vero che l’acqua del mare si è sollevata oltre un metro sul rialzo previsto. Ora, facendo pochi conti, chi ci sarà fra 90 anni per controllare e quanti di quelli che oggi calpestano la terra la calpesteranno ancora? Più interessante sarebbe se ci dicessero i dati che ci saranno fra cinque anni. Non possono dire né l’uno né l’altro dato. Tenterebbero soltanto. Kyoto era niente in confronto a Copenhagen ed i partecipanti dei buffoni spendaccioni. Ovvio, facciamo mettere i filtri a chi deve per aver aria e acque pulite, ma non diamo troppa importanza all’uomo. Il suo apporto al buco dell’ozono fa ridere confronto alle emissioni del mare. Cordialmente sig. Porro.
@Vittorio: infatti credo siamo tutti d’accordo sul fatto che sia una buona cosa ridurre le emissioni di sostanze inquinanti, che fanno male alla salute ed all’ambiente.
L’anidride carbonica, però, non è tra queste: non fa minimamente male a nessuno. Anzi, per le piante averne di più è solo meglio. L’anidride carbonica è “malvista” solo ed esclusivamente per il ricaldamento.
Mi spiace che si faccia confusione su queste cose. Confusione che è da ascrivere alla disinformazione imperante, che “demonizzando” l’anidride carbonica ha fatto passare il concetto che sia un inquinante poco salutare. Niente di più falso.
Per Vittorio, ma ovviamente non è l’unico, questa zuppa non si cucina con il solo argomento republicones. Tutt’altro. é di tutta evidenza che il quotidiano fondato da scalfari ci dà una grande gioia: è così piena di politicamente corretto che non possimao che spesso prenderla ad esempio. Non è accanimento e tanto meno pregiudizio. Tanto per dirne una: l’ultmo pezzo di boeri contro l’assurdo utilizzo del tfr che verrà fatto da questa finanziaria lo sposiamo completamente e riconosciamo al foglio romano di averlo tirato fuori per primo. Ma sappiano i commensali che ci assaggiano per la prima volta e giù di lì, che da queste parti partiti presi contro qualcuno o a favore di talatro non ce ne sono. Chi on ci crede si legga un po’ di storia di questa zuppa, e poi ci chiederà scusa invece di parlare di giornalini della scuola. Se poi non non si accettano le ipinioni del cuoco ben venga: siamo qua apposta.
EMAILS…? QUALI EMAILS…???
Per Vittorio.
La CO2 non inquina. Stai confondendo. La CO2 è il nutrimento delle piante (sintesi clorofilliana) le quali la assorbono e producono ossigeno. Credo che lo sappia anche tu, questo, non è un mistero esoterico, come i modelli dell’IPCC che quegli “scienziati” non vogliono rendere pubblici, chissà perché ? Già, perché ? Hanno forse qualcosa da nascondere ?
(Io credo di si). Più CO2 vuol dire più nutrimento per le piante, e quindi più ossigeno.
Personalmente credo che la lotta alla CO2 nasconda ben altro (e penso anche di aver capito cosa), e non ha nulla a che veder con la temperatura. Tanto per dirne una, ogni produzione seria di energia, tranne le centrali nucleari, ha una combustione, e quindi emissione di CO2… non sarà questo che si vuole ostacolare, qualsiasi sia il vero interesse che c’è sotto ?
Naturalmente questa è solo la mia personale opinabile opinione.
Se anche la quantità di CO2 diventasse dieci volte maggiore, o dieci volte minore di quella attuale, il clima non ne risentirebbe neanche un po’, se è vero che, la densità dell’energia radiante presente in un gas immesso in un campo di radiazione è data, secondo Plank ed Einstein, da
ρλ = f(λ) · g(λ,T)
e cioè dipende dalla lunghezza d’onda e dalla temperatura, ma non dipende dalla quantità di CO2.
Guarda caso, 500 milioni d’anni fa fu venti volte quella attuale, e non ci fu nessun punto di non ritorno (ripeto, ed era 20 volte maggiore di quella attuale!), anzi dopo arrivò addirittura una glaciazione ! Ho molti dubbi sulla capacità della CO2 di governare il clima, se una quantità venti volte superiore a quella attuale non ha impedito l’arrivo di una glaciazione.
Gli orsi bianchi non stanno scomparendo affatto, ma sono molto aumentati di numero, e se volete capire se il livello del mare stia salendo, basta che guardiate Venezia, perchè il principio dei vasi comunicanti vi assicura che il mare non forma collinette d’acqua… e se sale da qualche parte, sale anche a Venezia. Quindi, qualsiasi cosa vi raccontino gli “scienziati” potete verificarlo coi vostri occhi se è vero o falso !
Se poi volete sapere quanto ghiaccio si sciolga in Antartide, controllate le temperature (si trovano su internet) e ditemi se con temperature sotto zero si possa sciogliere del ghiaccio. Nella fisica che conosco io, no.
Vi ricordo che il livello dei mari potrebbe alzarsi in modo preoccupante solo se si sciogliesse il ghiaccio “su terra” e non quello galleggiante. Provate con del ghiaccio in un contenitore pieno d’acqua. segnate il livello e controllate quando il ghiaccio che galleggia si sarà sciolto. Buon esperimento.
Secondo me.
Se anche l’inquinamento non provoca il riscaldamento globale un’impegno volto a ridurre le emissioni di gas inquinanti e anidride carbonica non mi sembra una brutta cosa. O perchè ne ha parlato Repubblica diventa negativo? Sono capitato nel giornalino della scuola?
@Giuseppe De Santis: a me fanno pena quelli che pensano di poter produrre energia in misura apprezzabile col fotovoltaico o con l’eolico.
O che pensano di poter ridurre le emissioni di co2 in misura significativa (cioè tale da impattare, stando ai vostri studi, sul global warming) senza gravissimi contraccolpi economici, tali da farci tornare al medioevo.
Sulle cause umane del global warming, qualifica da solo lei e l’intera teoria: io porto dati ed argomentazioni, lei nulla.
Solo insulti ed astio.
e bravo nicola…riesci sempre a farci aprire gli occhi…a volte verdi…grazie.
menomale che c’e’ sempre qualcuno che nega il riscaldamento globale. avanti cosi’ mi raccomando…
per quanto riguarda copenaghen, saranno pur veri i dati relativi al mix energetico ma – credo – come paese e come cittadini, abbiamo da imparare da posti civili ed evoluti come quelli aldilà del fatto che ne parli repubblica o che l’ecologia suoni (non ho mai capito perchè) comunista.
La disinformazione scientificamente portata avanti dai (finti) ambientalisti ha mietuto molte vittime nella classe medio-bassa acculturata. Purtroppo, come si può osservare ora in Danimarca LORSIGNORI magiano a sbafo con i soldi dei creduloni. In buona sostanza NON faranno niente di niente perché altrimenti restano senza possibilità futura di continuare a vivere egregiamente e bellamente a SBAFO ED ALLA FACCIA DEL MONDO.
E’ una farsa questa riunione di Copenaghen. Ogni STATO continuerà a fare quello che ritiene meglio con buona pace dei VERDI-ECOLOGISTI che prosperano alla faccia di chi porta progresso ed innovazione seriamente. Loro vorrebbero che ritornassimo(a parole e solo NOI e non LORO)all’ETA’ della pietra.
Basti vedere che a Copenaghen sono arrivati circa 140 jet privati…..affittate 1200 Limousine…nessuno dei partecipanti(VERDI compresi) usa la bicicletta ed i VERDI-ECOLOGISTI per primi sono alloggiati in Alberghi confortevoli “INQUINANTI”…..poverà umanità!!!!!!
A me fanno pena coloro che negano i cambiamenti climatici,diceva mia madre il ciuccio chiama cornuto all asino.E’ una vita che odio chi inquina,perciò non vedo l’ora di lasciare questo mondo.Sono arrabbiato perchè sul vertice sul clima .ennesima farsa,si parla di percentuali nel futuro lontano,di dare soldi ai poveri ,ma capsita si parlasse di abbandonare il petrolio per le rinnovabili e l’idrogeno.Io di mio cerco di rispettare l’ambiente ed è la cosa più bella e tu Porro che hai scovato le magagne danesi,ma ancora non l’hai capito che se non si fa qualcosa si va a finire male tutti.Ci sono le alternative,anche la ricerca può trovare sempre nuove fonti.Io ringrazio che esiste la rete,sul nucleare,ah poveri illusi quante cose non sapete .Ma chi lo rispetta l’ambiente quasi nessuno e non c’ mai nessuno che paghi perchè sporca,pure Dio ci ha abbandonati perciò lo odio come non mai.Io penso solo e soltanto se verrà una grande catastrofe per tutti solo allora ci si renderà conto che è troppo tardi,l’ingnoranza è diffusa,1984 di orwell insegna e pure quello che diceva toro seduto
Quanto rompi con questi numeri Porro!
Domani quando i nostri figli ci malediranno per la pesante eredità sull’ambiente che gli lasceremo li consoleremo con la tombola di Porro dicendo loro che i danesi erano dei sporcaccioni come e peggio di noi italiani.
E intanto i nostri figli soffriranno per causa di qualcosa che è parte fondamentale dell’ animo dell’uomo: L’ingordigia, della serie “me magno tutto io e tu sta zitto senno’ te rompo”.
mi risulta che si costruiscono pale senxa i collegamenti ,non investiamo nell’energia solare,non sfruttiamo neanche i fondi europei,per tali opere ,e pensare che siamo il paese del sole .ne anno di più in austria forse sono più vocini al sole chissù,resta il fatto che siamo ultimi ,esportiamo corrente dagli altri e non facciamo nulla,se non chiedere a gran voce il nucleare che gli altri cercano di abbandonare,guardate cosa è successo in francia in questi ultimi tempi,e dove vengono buttate le scorie radioattive(le navi affondate )il nucleare ci soddisferebbe il 5 x cento del fabbisogno e a quali costi, . mettete l’amor di parte politica in tutto ,salvate il re viva il re e bravo porro,
Egragio sig. Porro, se leviamo il carbone il mondo si ferma. Cina, Africa, Europa, USA, Canada and more, si fermano. Cio’ non vuol dire che non si debba continuare la ricerca sull’energia pulita e rinnovabile, ma significa che nessuno, come l’Olanda da Lei descrita con sarcasmo, vuole causare una catastrofe nazionale al solo scopo di essere coerente con l’iniziativa dell’energia pulita. I progressi su questo campo si fanno in parallelo con le ristrutturazioni e comunque, sempre in una progressione che garantisca la continuazione del fabisogno.
Non essendo uno scienziato non posso sapere se questo ‘global warming’ e` una realta` o una bufala. E anche se si accetta che non sia una bufala, neppure posso valutare se sia dovuto alle attivita` umane. Non avendo cognizioni specializzate a riguardo, mi devo affidare a quello che il consenso scientifico ci da`, cercando di non strumentalizzare politicamente le posizioni sull’argomento. Tuttavia, visto che l’Italia non dispone di molte fonti d’energia fossili (carbone, petrolio, ecc.), e quindi la lobby petrolifera o del carbone non e` probabilmente potente come in altri paesi, non sarebbe una cattiva idea di istituire una carbon tax su tutti i consumi energetici. Avrebbe l’effetto salutare di incentivare il risparmio energetico, oltre che incentivare un graduale ‘shift’ verso fonti rinnovabili. L’Italia ha un sacco di sole su cui puo` contare, ed alcune zone costiere dispongono anche di molto vento. Una trasformazione del genere ispirata da tale ‘carbon tax’ forse gioverebbe all’economia italiana e all’indipendenza energetica del paese, oltre che a rimpinguare le casse del tesoro. A volte le cose si fanno anche perche` hanno senso economicamente, non solo ecologicamente.
vedo che c’è chi si ostina a credere che in Italia con l’eolico si risolvono i problemi, solo che il vento è pochino e non soffia 365 gg all’anno. In Danimarca invece il vento da una parte o quell’altra della penisola dello Jutland c’è quasi sempre ; ho provato alcune volte a “ballare la samba”in auto sull’Ore Bron, il ponte che collega la Danimarca alla Svezia : in Isvezia quando scendi dal ponte sull’ Oresund, a Malmoe noti subito una bella centralona elettrica , penso a carbone, che spennacchia fumo bianco e lieve dalle ciminiere, credo che sia del gruppo internazionale scandinavo Vattenfall che serve la Scandinavia ,Danimarca, Germania e che si frega le mani, perchè comunque possiede e genera idroeletticità, carboelettricità, gaselettricità, atomelettricità, eoloelettricità insomma è pronta su tutti i fronti, e se quella massa di aiatollah del gas serra, sfaccendati, in malafede che incrementa il CO2 in vacanza a ns spese a Kobenhavn per 15gg, prenderà qualche decisione restrittiva (per il comune mortale, obviously), i signori di Vattenfall, piuttosto che di Eon, di EDF di Enel ecc si fregheranno le mani (anche Al Gore e quelli dell’IPCC)) e soprattutto saranno autorizzati a fregarci i soldi con panzane sulla riduzione dei consumi energetici.
PS: che vergogna quel filmato con la bambina che sogna la distruzione del globo, roba da mettere in galera mandante ed esecutore…
@caro Nicola, perchè non dare un po’ più di attenzione, proprio adesso che i supereroi si riuniscono a “Hopenaghen” per salvare il mondo (bontà loro: lo salvano almeno un paio di volte ogni anno), e proprio ora che è esploso il “climategate” con le e-mail ed i trucchetti, a coloro che sono tremendamente scettici (da Zichichi, a Vaclav Klaus, a molti altri scienziati che hanno firmato documenti e petizioni ma che sono esclusi dalle riviste “scientifiche”) su tutta la faccenda global warming?
Dico solo un paio di cose, per rinfrescare la memoria:
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1) il periodo caldo medievale fu più caldo del periodo attuale. Ci sono fatti storici a dimostrarlo: dalla vite in Inghilterra alla Groenlandia verde e colonizzata.
Questo dimostra due cose:
a) che il riscaldamento attuale non è per nulla anomalo, e che quindi di per sè non dimostra nulla circa l’influenza dell’uomo.
b) che le ricostruzioni della temperatura mostrate dagli “scienziati” dell’Ipcc sono, molto semplicemente, dei falsi, del tutto incompatibili con la realtà storica osservata.
Tutto questo è confermato dalle e-mail degli “scienziati”: essi sarebbero ben contenti di far “sparire” il periodo caldo medievale dalla storia, in quanto non collima con le loro teorie (notare l’atteggiamento “genuinamente” scientifico, votato a falsificare la realtà anzichè a spiegarla e descriverla).
Difatti ci provano senza il minimo ritegno, taroccando i dati storici come confermato dalla vicenda dell’hockey stick di Mann e dalle e-mail stesse.
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2) il mancato riscaldamento degli ultimi 11 anni è una spina nel fianco per questi “scienziati”. Sempre molto semplicemente, le loro teorie prevedevano riscaldamento, e sono state totalmente smentite (ed in 15 righe abbiamo quindi falsificato già due volte la “scienza” Ipcc).
Anche in questo caso, le e-mail ci mostrano come:
a) loro stessi ammettano di non saper spiegare questo fenomeno
b) omettano volontariamente questi ultimi dati da modelli e presentazioni, in quanto non coerenti col loro impianto “scientifico” (notare, ancora, l’atteggiamento scientifico votato alla negazione della realtà invece che alla descrizione della stessa).
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3) l’atteggiamento scientifico di questa gente sia totalmente disgustoso. Non solo i dati vengono manipolati, taroccati, od altro, ma rifuggono completamente qualsiasi confronto.
Alcuni elementi:
a) il codice del “supermodello” matematico Ipcc NON E’ DISPONIBILE. Nessuno, al di fuori di loro, può esaminarlo per valutarne l’attendibilità.
b) i dati storici stessi alla base di tale modello SONO STATI CASUALMENTE PERSI durante un “trasloco”. Quindi neanche questi sono disponibili per una valutazione.
c) le e-mail mostrano chiaramente ricatti effettuati per escludere da ogni pubblicazione “scientifica” qualsiasi voce contraria alla loro.
In tal modo, come osserva abilmente “The right nation”:
http://ideazione.blogspot.com/2009/12/climategate-rotolano-le-prime-teste.html
si crea una assurda “logica circolare”. Se pubblichi articoli contrari, diventi “non scientifico” ed escluso.
Poi affermano che “sulle riviste scientifiche il consenso è unanime”. Niente male no?
In risposta a un articolo “scettico” pubblicato sulla rivista Climate Research, il direttore della Cru, Phil Jones, elabora strategie per «sbarazzarsi del pericoloso direttore» che ha avuto l’ardire di pubblicare una ricerca non perfettamente ortodossa. E Michael Mann replica: «Credo dovremmo smettere di considerarla una rivista legittima, incoraggiando i nostri colleghi della comunità scientifica a non proporre più articoli e a smettere di citarla nei loro lavori». Un perfetto caso di logica circolare. Lo scetticismo sul global warming (o sulle cause umane di esso) non è “scientifico” perché non è supportato da articoli pubblicati da riviste accademiche ufficiali. Ma se una rivista pubblica articoli “scettici”, allora diventa “non scientifica” per definizione. «Il mare è mosso perché Nettuno è infuriato. E come fai a stabilire che la causa del mare mosso sia il pessimo umore di Nettuno? Ma come, non vedi com’è mosso il mare?». Pura scienza.
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Che dice Nicola, non è il caso di indagare un po’ più a fondo, proprio adesso che questi “supereroi” vogliono “salvare il mondo” facendoci spendere miliardi su miliardi, modificando a forza, pesantemente, stili di vita e sistemi economici, sulla base della “scienza” affermata da questa gente e con queste modalità?
Mi sembra giusto denunciare l’ipocrisia e l’incoerenza.
Ma ho l’impressione che anche qui nel rincorrere la sfida e gli sfidanti si perde di vista il problema principale.
Il problema principale, a mio avviso, è e rimane l’inquinamento e la sostenibilità di questo nel tempo.
Insomma per quanto tempo potremo ancora sfruttare il nostro pianeta, l’unico che abbiamo, sporcarlo, inquinarlo, depredarlo, e continuare ad abitarlo senza sopperire, probabilmente e me lo auguro molto di più della misura di una vita umana.
Ma il problema, forse rimandato, rimane e ingigantisce, se a questo aggiungiamo, e l’attuale crisi lo ha ampiamente dimostrato, l’implosione del modello turbo-capitalistico-verticistico.
Noi convinti assertori del liberismo, quale importante parte del sistema liberale, penso dovremo chiederci se esistono forme di sviluppo economico diverso, che sappiano e vogliano coniugare in forma ottimale e migliorabile, le libertà sacrosante del singolo individuo con le esigenze della collettività anche nell’eredità generazionale.
A tale domanda io rispondo che l’investimento nella ricerca e nell’attivazione di energie alternative e rinnovabili, è per l’appunto un investimento.
Non solo ma incrementando, capillarizzando, cercando e trovando nuove soluzioni, probabilmente avviamo l’unica arma disponibile contro il modello verticistico mono o al più oligo-polistico (di fatto) cui oggi tende la civiltà del petrolio (molto più attaccabile fra l’altro dal modello mafioso).
Per carità, sicuramente già domattina un respiro a pieni polmoni di aria “pulita” e anche il sottoscritto insieme ai più, sarà in fila ordinatamente a chiedere la sua parte di carburante, per viaggiare, scaldarsi, lavorare…, contestandone il prezzo imposto da una sempre più ristretta èlite, con l’orgoglio supino dell’impossibilità, quasi fatalità (uguale a non libertà) di un modello nè migliorabile, nè tantomeno sostituibile.
Cordialmente Cosimo Quarta
Come al solito….tra chi crede che un pannello fotovoltaico riscaldi un appartamento in inverno e chi pensa che il nucleare sia l’unica soluzione la speculazione si porta via tutto: soldi e ideali compresi.state attenti a cosa credete e chi difendete, la nostra ignoranza è la loro moneta.
P.S meglio iniziare a consumare meno, specialmente voi ricconi ambientalisti!
Come fanno i “chilowattora di produzione nazionale lorda danese” a provenire in parte dalle importazioni?
Sono di produzione nazionale o sono di di importazione, o mi sfugge qualcosa?
La biomassa non e’ fonte fossile
Fino a quando i verdi ed i beoti che credono ai verdi continueranno a sparare menzogne senza cognizione di causa? Quando andranno a documentarsi sulle bufale del fotovoltaico e dell’eolico? Lo sanno cosa sono i certificati verdi che fino al 2018 regaleranno 18 centesimi di euro per Kw (di soldi di Pantalone) alla mafia e alla camorra che hanno costruito mulini eolici in aree non produttive perchè in Italia non esiste una sola zona con il vento costante con velocità superiore ai 10 m/secondo; limite al di sotto del quale l’impianto non si autosostiene? Lo sanno che nel 2018 questi signori, se non riceveranno più il contributo dei certificati verdi, chiuderanno i mulini e si ritireranno con i miliardi intascati a spese nostre? lo sanno questi beoti che l’energia và prodotta nel momento in cui serve e non quando il sole decide di produrla; o forse pensano,da beoti quali sono, che possa essere immagazzinata come ho sentito dire da qualcuno? Povera Italia signori; finchè la concentrazione di imbecilli non calerà al livello fisiologico degli altri paesi, il nostro sarà un futuro nero.
G. Castelli
Grazie cuoco, a questi verdi bisognerebbe proporre a brutto muso, con i dati in mano, se scambierebbero la situazione italiana con quella danese per davvero!! che i verdi siano ipocriti cerebrolesi non e’ una novita’e non mi dispiace che tu abbia contribuito a sputtana… pardon cucinarli, per l’ennesima volta
gran paraculi questi danimarchesi, come diceva una volta Paolo Poli. A parte i mulini a vento tradizionali, quasi scomparsi, i sigg. danesi hanno si messo le pale eoliche, ma poche, perchè deturpano il paessaggio, ma vanno a pendere l’energia all’estero. gran paraculi. a parte questo ci dica repubblica quanti mussulmani ci sono a Copenhagen. Interi quartieri. fra poco diventerà una casbah.andateci, andateci.
PER FORTUNA IN ITALIA ABBIAMO ANCHE IL SOLE DALLA NOSTRA PARTE…FINO A QUANDO QUALCUNO NN CI COSTRUIRA’ CENTRALI NUCLEARI SOTTO IL NASO.
Grazie al nostro grande cuoco, apprendiamo che gli ambientalisti repubblicones sbavano per le turbine eoliche(ben 5300, sparse su tutta la periferia della penisola dello Jutland) che contribuiscono per circa il 18% al fabbisogno di energia elettrica della Danimarca. L’Italia, nel 2007, ha consumato circa 360170 GWh, vale a dire 9,2 volte il valore della produzione nazionale lorda danese di energia elettrica, e per raggiungere un analogo 18% di contributo eolico, dovrebbe dunque dotarsi di circa 49000 turbine eoliche. In Italia ce n’erano, fino a poco tempo fa’, meno di 300(292 con un totale di circa 350 MW totali installati).Poichè nel 2008 il costo di un impianto eolico in terraferma è di 1,38 milioni di euro per megawatt, con un aumento del 74% negli ultimi 3 anni, mentre off shore il costo è di 2,23 milioni di euro, con un incremento del 48% negli ultimi tre anni, per chi è nel business di tali impianti si prospettano lautissime prospettive, e infatti la propaganda al riguardo sembra non conoscere limiti. Il business è dunque tutto loro; lo è leggermente meno per chi finanzierà…e,senza vento, resterà al buio.