Un governo Illiberale
Non ci si può credere. Che ti combina questo governo che si professa liberale? Tac: ti impone una tariffa minima per le parcelle dei vostri avvocati. Avete capito bene. Ieri il Senato ha deto il via libera alla riforma forense: tra poco verrà approvata anche alla Camera. Sì certo dentro ci saranno mille cose buone e giuste. Ma un solo ingrediente è sufficiente a rovinare l’intera zuppa. La riforma cancella la liberalizazzione fatta da Bersani. I motivi saranno splendidi, ma la sostanza è presto detta: da ora in poi gli avvocati non si potranno fare concorrenza sulle tariffe. Da che mondo e mondo oltre alla qualità del servizio, conta ovviamente anche il prezzo che siamo disposti a pagare. Un principio liberale, scolastico, che vale in tutti i campi dell’economia di mercato. Ma per gli avvocati, per questo governo e per il ministro avvocato pro tempore (verrà infatti cancellato dall’albo per non esercizio della professione, grazie alla sua liberale riforma)Alfano no. Bravi complimenti. Perchè non introducete che sò una tariffa minima pre i falegnami? O meglio per i cuochi, come il sottoscritto. Stabilite per legge che il cuoco possa essere pagato meno di mille euro al mese. D’altronde volete mettere il rischio di venire avvelenati con una zuppa mal fatta. E il rischio che qualcuno alla ricerca di lavoro vi faccia uno sconto.
Ma questi il mercato se lo sognano solo nei programmi elettorali?

la concorrenza ha sempre portato benifici x i consumatori
SIGNOR PORRO IO VORREI SAPERE PRCHE LO CONTANNANO TANTO ANCHE NELLA SUA VITA PEIVATA COME POLITICO NON MI PIACE UN CORNO MA SE VERO CON LE DONNE LO ADORO PRCHE CIA BUON GUSTO MI DISPIACE SE VA IN PROBLEMA CON LE DONNE COME FANNO ADIRE CHE A FATTO SEX CON CUELLA MINORENNE CERA CUALCUNO DI LORO PRESENTI E LANNO VISTO SE DEBBONO INCHIODARLO PER LA POLITICA FACCIIONO PURE MA PER LE DONNE RISPARMIASSERO LA CORTE
CIAO PORRO SEI UNO DEI DUE GIORNALISTI PREFERITI PORRO TRAVAGLIO MI PIACI PRCHE SEI NEUTRO ALLA POLITICA IO SONO UN VECHIO EMIGRANDE ANCHE SE MANCO DALLITALIA DA 46 ANNI IO AMO LITALIACHIEDO A TE UNA OPINIONE RIGUARDO ALLA FIAT ANNI FA QUI A CHICAGO CERA UNA LA FABRICA DELLA INTERNOTIONAL H FABRICA DI MEZZI PESANTI ERA UN MOMENTO FORTE PER LECONOMIA E ALLORA DOVEVANO LAVORARE STRAORDINARIO FORZATO ALLORA I SINDACATI ANNO SCHIOPERATO E LA FABRICA A PERSO TANTO ALLORA A POCHO APOCO A COMINCIATO A SPARIRE CHI A PERSO LOPERAIO MARCHIONNI E STATO EDUCATO IN NORT AMERICA IO NON LE DO RAGIONE PERO LITALIANI DEBONO RINBOCCARSI LE MANICHE E DARSI DA FARE POI AGIUNCO QUESTO MARCH DICE VA IN SERBIA E CHI CONPRA LE MACHINE CON 400 EURO AL MESE I SERBI MA LUI FORSE A FATTO I CONTI CON LA POLITICA ITALIANA CI SONO I MODI PER FARLE CANPIARE IDEIE CIAO PORRO UN SALUTO ALLA ,MIA BELLA ITALIA
… una tariffa minima per le parcelle dei vostri avvocati? Bene, anzi benissimo.
Così i signori avvocati non potranno emettere fatture da cento euro a fronte di parcelle da mille o duemila euro. Sempre che le facciano le poi fatture!!!
Ma la cosa più auspicabile sarebbe che il pagamento delle parcelle non avvenisse nello studio dell’avvocato ma sempre e comunque a favore di un ente pubblico, anche in assenza di udienze e sentenze.
Insomma, ai professionisti tutti (e non solo agli avvocati) si dovrebbe togliere la possibilità di incassare direttamente i compensi delle loro prestazioni, facendoli versare dai clienti direttamente alla agenzia delle entrate, la quale, trattenendo un acconto di con importo in percentuale stabilito, provvederebbe poi a rimborsare il professionista del netto dovuto, salvo conguaglio a fine anno in relazione all’imponibile lordo maturato.
Penso che solo così l’evasione fiscale tra i professionisti verrebbe drasticamente abbassata.
Forse potrà sembrare un sistema alquanto sovietico, ma fin quando in Italia l’amor di patria non sarà tale da invogliare tutti a pagare spontaneamente le tasse credo proprio che non ci sono molte alternative.
Il problema é che una proposta simile non passerebbe mai, così come é avvenuto per l’abolizione della pensione ai parlamentari dopo 5 anni, perché i signori parlamentari si guardano bene dall’adottare provvedimenti che possono toccare le loro tasche o quelle dei loro familiari, parenti e amici.
Avete mai fatto caso che quando si tratta di fare delle porcate illiberali i nostri politici, poteri forti, grembiulini, compagnucci etc.etc.etc si trovano sempre miracolosamente d’accordo?
La c.d. riforma (preistorica ed ipercorporativa)dell’avvocatura procede sornionamente su cuscinetti ben oliati nella compiacenza di tutta la ghenga.
Ci fosse stato un Fantozzi a gridare: è una boiata pazzesca come la Potiomkin: nisba, tutti zitti.
Sarà un gioco al massacro sulla pelle dei giovani e di chi non fa parte dei “soliti noti” ma va bene a tutti. Questo significa che tutti hanno qualcosa (di sporco) da guadagnarci.
Ma che maggioranza, che opposizione: il paese è diretto non dai partiti ma dalle lobbies e dalle mafie.
La politica in italia è solo un gioco delle parti.
Da sottolineare che la nuova destra europea, moderna, liberale finiana non ha battuto un colpo, troppo concentrata a contestare la riforma universitaria ….Porro hai perfettamente ragione e t’invito a dare un’occhiata anche alle legge in discussione in Parlamento “Gasparri e Tommasini” relativa al riordino del sistema farmaceutico e capirai che fine farà molto presto l’esperienza dell parafarmacie in Italia, pufffff … Evviva i liberali di sto paio di …
Dott. Porro,
Senta che ne pensa, con un’intervista, il Presidente Berluconi. Mi sembra impossibile che sia farina del suo sacco. Gli hanno teso una trappola? i Finiani?.
Faccia sapere.
C.S.
Itbread – Como
Caro Nicola, lo scopri solo ora? Questa e’ la goccia che fa traboccare il vaso. Vuoi liberalismo vero? Fai qualche salto sul mio sito, se non e’ troppo politicamente scorretto. Ciao.
> nel mio prec. post leggo “al suo compassionavo…”,
> intendendo v.v. “al suo compassionevole…”
Sì, in effetti c’era qualcosa che non mi tornava.
Mi sfuggiva proprio questo passaggio…
Ci si potrebbe domandare:Che differenza passa tra un sistema che affidi al Presidente di Regione la responsabilità (penale,politica e finanziaria) estesa ai consiglieri,della gestione dei finanziamenti ricevuti,e la messa in opera del ferraginoso Federalismo (altro dispendioso carrozzone a spese del contribuente)?Rischioso il primo caso?Senz’altro,ecco perchè,per nostra pace,accetterebbero l’incarico soltanto persone all’altezza,oneste e capaci.
Gentilissimo dr Porro, il Suo scritto stimola ancora una volta la mia riflessione sulla antica battaglia di libertà che Luigi Einaudi nella Sua limpida e lungimirante visione liberale condusse ai primordi stessi della esperienza repubblicana. La struttura ordinistica delle professioni – cosiddette e molto a torto “liberali” – è, come ben noto, l’ultimo lacerto dell’assetto corporativo dello stato fascista. L’abolizione del valore legale del titolo di studio e della struttura ordinistica quale collaboratore di giustizia, strumento ossessivo della presenza dello stato in uno dei gangli e dei nodi strutturali più importanti della dinamica economica e sociale, è del tutto prodromica a tutte le possibili modifiche in senso liberale del sistema Italia.Il resto sono pannicelli caldi male applicati destinati a far la parte delle foglie al vento dei ruggiti delle mille e mille corporazioni che ci sviliscono e ci opprimono in ogni dove.
Due esempi per tutti. Sappiamo benissimo cosa significhi il “valore legale” nell’assetto dei funzionigrammi della PA e sappiamo bene come la proporzione di “dirigenti” della PA in ragione del numero degli addetti sia enormemente superiore a quella del settore privato. Quale riforma che incida sui centri di costo in termini non solo quantitativi ma soprattutto qualitativi potrà mai essere efficacemente perseguita in presenza dei vincoli che il valore legale pone ad assunzioni(soprattutto di responsabilità) e carriere di merito? Potremo andare avanti all’infinito, ricordando come le “professioni” altro non siano che esercizio di attività imprenditoriale (riesce difficile non qualificare come impresa uno studio professionale con moltitudine di dipendenti ed associati e partners)e che il “valore legale” impone pesanti vincoli ai percorsi formativi professionalizzanti che soli sono la corretta porta di accesso agli esercizi rispetto a concorsi farsa il cui unico contenuto di valore sia l’appartenenza.
Ed ancora, quale riforma dell’Università potrà mai andare nella direzione della efficienza e della efficacia e della produttività se la riduzione all’omologo data dal valore legale del titolo conferito fa degli Atenei un sostanziale diplomificio omologato in basso la cui unica concorrenza è praticata verso la ricerca ossessiva dell’iscritto fonte e termine del finanziamento pro capite immatricolato che essi ricevono dallo stato? Spero che un governo che verrà, libero dai condizionamenti egoistici della piccola borghesia miope e prepotente del nord e del sud e di chi pro tempore le rappresenta, vorrà e potrà finalmente dedicarsi ad una azione sostanziale di modernizzazione e di liberalizzazione del sistema Paese. Un grazie e l’espressione della mia stima. Pier Carlo de Cesaris
visto che non ci siamo sbagliati? ancora prima di conoscere il contenuto dei documenti segreti americano, l’azione di sputtanamento dell’Italia in odio a sb non si è fatto attendere anche per implementare un clima già tossico, assai disgustoso, da schifo per conto suo. solo un paragrafo di un articolo di grillo diffuso via internet:”Attendiamo fiduciosi che dagli archivi si sappia che Fini è un uomo degli americani e De Benedetti pure, che Berlusconi ha stretto accordi anche personali con Putin e Gheddafi, che il Nigergate, con la bufala delle armi di distruzioni di massa in Iraq, fu un parto dei governi italiano e americano, che il coraggio della D’Addario, sola contro l’uomo più potente d’Italia, le venga da un protettore più potente di un semplice magnaccia”. attendiamo fiduciosi(!)…la d’addario eroina…il magnaccia! dico soltanto che se non vogliamo che costoro ci caccino via dal nostro Paese per disgusto manifesto occorre non stare a guardare, ma soprattutto non restare sulla difensiva.
mn
In linea di èprincipio si può essere d’accoprdo con lei ma io vivi in un piccolo centro dove però gli avvocati non mancano anzi. Qui i prezzi sono già da twmpo livellati a partire da parcelle sotto le quali non si va mai,sia che si tratti di avvocati giovani,di vecchi professionisti, di studi associati e via dicendo.Se una casta decide di fare cartello lo fa in barba alle leggi, alla concorrenza e al libero mercato.Dopo di che entra in gioco la èprofessionalità del singolo e quindi le parcelle vanno ad aumentare di conseguenza.
nel mio prec. post leggo “al suo compassionavo…”, intendendo v.v. “al suo compassionevole…”
mn
Frattini non è cretino e credo abbia voluto mettere le mani avanti (o dietro?) per qualche macchinazione di sputtanamento all’Italia magari in allestimento da parte di euro parlamentari del bangladesh in odio a rimundhu chessa di arcore; abbiamo visto anche l’esponente della sinistra girotondina del burundi all’onu che indicava (fottendosene di stati canaglia tristemente noti) l’Italia come regime a rischio razzismo, quindi insidia per democrazia e libertà, vero pericolo per il pianeta libero! Io credo che se neppure ruby è riuscita a far tremare le certezze del diritto nel ns Paese, potremmo ben credere che forse la repubblica e la ns libertà hanno radici ben piantate al suolo. Abbiamo visto anche recentemente esponenti del polo nord istigare la commissione europea di sottoporre a procedure d’infrazione l’Italia, perché non ricordo cosa avesse combinato rimundhu chessa; forse era andato oltre la pomiciata. Penso alle sensazioni della nostra Nazione, al suo compassionavo sguardo verso tutti noi, nell’assistere ai miserevoli messinscena volti ad incrinare la sua reputazione, al fine di distruzione dell’avversario da parte di ignoti, potendo volgere lo sguardo oltre confine! Penso al turbamento dei sentimenti di questa meravigliosa Italia (con le sue Impareggiabili Isole) che se avesse anche braccia e non solo cuore chissà che blasone (stavo scrivendo bastone) avrebbe impugnato in sua difesa; e se avesse anche gambe e scarponi a noma, chissà quanti calci nel sedere a questi sciagurati! Viva l’Italia, e la sua pazienza, ma soprattutto la sua sicurezza di non infondere nel ns spirito, nel ns animo solidale nemmeno un’oncia di paura.
mario nanni
Non si sorprenda più di nulla Dr.Porro.Scusi se esco dal seminato,ma è dell’altro giorno l’ultima brillante progetto (come se non ci fosse altro a cui pensare),quella di dare il via libera agli animali in ristoranti,
spiagge,cinema,ospizi per anziani,negozi ecc!Quest’ultima trovata viene dopo quella che obbliga gli automobilisti a fermarsi (intralciando pericolosamente il traffico) per soccorrere eventuali animali investiti!
E l’igiene al ristorante; peli,polvere,zecche pulci,preoccupazione per il grosso doberman del vicino che ti fissa con sguardo poco rassicurante?E la casa di riposo trasformata in una specie di canile o ricovero per gatti,proprio nel luogo dove gli anziani hanno bisogno di tranquillità,pulizia e riposo?
Ma siamo diventati matti?Siamo arrivati alle vacche sacre che in India girano indisturbate nel traffico?A quando
la previdenza,pensione e ospedali per cani,gatti,topi,lumache e affini?Fin dove voglioni arrivare gli animalisti?E noi fermi e inerti a sopportare le loro capricciose prevaricazioni.Ha ragione quel Cardinale che ha gridato (sembra al vento) che gli animali sono animali e basta!Piuttosto,per i possessori di animali,si dovrebbero approntare appropriate leggi restrittive che permettano finalmente ai cittadini di poter circolare liberamente senza il timore di essere sbranati nel bel mezzo della via come spesso accade!Siamo seri; è bene ricordare che l’uomo viene prima degli animali cara signora Brambilla.
“Attacco all’Italia”. Porca paletta, vuoi vedere che il cerchio sovrastrutturale ha iniziato a “pisciarci in testa”?
Una riforma borbonica che ci riporta indietro di 50 anni almeno, fatta dalla casta (ma ci vorrebbe un termine più forte) ed imposta dall’alto con la collaborazione dei poteri forti e di un ministro scendiletto.
Fatta per togliere di mezzo i piccoli avvocati ed i giovani mettendoli nelle condizioni di chiudere per impossibilità di sopravvivere (domanda per i più bravi:chi altri usa questi metodi?).
Così sopravviveranno soltanto “i soliti noti” che il diavolo se li porti.
E il cittadino? E’ già stato fregato da un pezzo ma non sa che presto con una scusa o con l’altra chiuderanno di fatto la baracca e la giustizia dei paesi civili se la dovrà sognare.
Medioevo prossimo venturo.
Occhio! Secondo me c’è lo zampino del Tremonti….infatti come fai a far pagare le tasse sulle parcelle degli avvocati che incassano in nero? Semplice, ti obbligo alle tariffe minime, tanto ogni movimento e ogni pratica è controllabile e quindi dovrà essere fatturata.
Ad ogni modo se questa è liberalizzazione….ebbene io vi dico e penso ce ne saranno molti come me che hanno sempre dato il voto al Berlusca, vi dico che la prossima volta godrà il Bersani! Almeno lui allora aveva tentato. Non capisco proprio perchè il PDL faccia come quel personaggio di Aldo Giovanni Giacomo che continuava a picchiarsi sui c…..
Saluti
Certo, caro Porro, andrebbe vista la dichiarazione dei redditi degli avvocati. Non ne ho conoscenza ma, ad occhio e croce, credo che mediamente dichiarino meno di un operaio generico. Le ricevute fiscali? Provi Lei a chiederle ad un avvocato o ad un medico. Nella migliore delle ipotesi si sentirà rispondere che, con la ricevuta, il prezzo lievita. L’evasione o l’elusione fiscale sono il vero problema del Bel Paese. Lei parla di liberismo e sembra convinto di quello che dice, ma è veramente sicuro che in Italia ci sia la concorrenza cosiddetta libera? Si affacci nelle banche o nelle assicurazioni. Le pare che si facciano la concorrenza? Dice: ma c’è l’antitrust. Ah, davvero? Non ci avevo fatto caso. Ma che concorrenza vuole che si facciano grandi colossi che, a mano a mano, si sono mangiato i piccoli? Sparito il Banco di Napoli, sparito il Banco di Roma, tutti i centri decisionali sono al Nord, perfino Tremonti sente l’esigenza di aprire la Banca del Sud! Lei, da liberale, abbia il coraggio di dire che se in Italia ci sono tantissimi avvocati (solo a Roma il doppio di tutta la Francia) è perchè anch’essi ci campano sull’emergenza giustizia. Oramai si è capito. Sulle emergenze, tutte le emergenze, ci campano in molti. E zio Silvio si illude che le vuol sopprimere? Da liberale, Porro, dica la verità, tutta intiera, e non solo la parte che preferisce. Ad ogni modo, La preferisco a tanti: Lei almeno è un giornalista, e non un pennarolo.
Gent.mo Nicola Porro,
che dire? “Chiedi e ti sarà dato”: ma da chi? E dove chiedere? Se è vero che la necessità rompe la legge ebbene si dovrebbe ‘delinquere’ in toto. Occorre fare di necessità virtù: facciamo così, non litighiamo, non bisticciamo, non rubiamo, non ammazziamo, non tradiamo, sicché gli Avvocati di che campano? (di consulenza gratuita alla pari degli scrittori, poeti ed autori che non guadagnano o che non riescono a vivere come è giusto che debbano vivere). Il senso dell’etica della MISURA non attiene all’attuale campo politico. Mi sa mi sa che qui, in Italia, di associazioni a delinquere ce ne sono tante, eccome!!!! Il disoccupato delinque? Toglie qualcosa a qualcuno? L’inoccupato cosa fa? Forse sono questi ultimi che andrebbero tutelati. (ancor più rientrano in quella sfera civile che combacia molto spesso con la onnipresente figura del libero pensatore, dell’intellettuale che appartiene anche alla sfera morale e che ha come unica salvezza l’autodeterminazione). In tutte le direzioni verso cui converge l’arco della solidarietà pare che esso non raggiunga mai la soglia della ‘giustizia sociale’. Accontentati i baroni, accontentati gli avvocati, restano al vaglio delle valutazioni coloro che non riescono a ‘rubare’ la poltrona di comando: sotto a chi tocca, vieni avanti cretino (recitava un famoso film)! Stanchi delle solite pizze? Gustate direttamente la frutta….
Porro, ma ti sei letto l’articolo su La Stampa su lo stress da lavoro – malattia professionale- e quel pirla di Guariniello?
Mi ha fatto cagare. Posso dirlo?
“Ma questi il mercato se lo sognano solo nei programmi elettorali?”
A me è dal 1994 che è chiaro come il sole… meglio tardi che mai, Porro…
credo che il tariffario sulle prestazioni legali sia per niente illiberale, ma un modo corretto per informare il cittadino a cosa va incontro nel chiedere la consulenza o l’assistenza di uno studio legale. il tariffario c’è anche dal barbiere, in pizzeria, e in tutta la gamma della risporazione; ed io lascio immaginare la reazione del cliente non trovando il tariffario sminuzzato per ogni singolo piatto ed ogni singola bevanda. molti studi legali già dispongono in bella evidenza i loro tariffari. la scelta al cittadino. questa riforma va comparata con quella più ampia del pianeta giustizia dove a regime (finalmente) dovrebbero entrare istituti come l’arbitrato e la mediazione di modo che il legale (l’avvocato) diventi principalmente un consulente con l’interesse di inviare il meno possibile i clienti ai processi ma di sanarli in tempi più rapidi e con maggiore certezza del diritto. i “clienti” devono sapere che le consulenze si devono pagare perchè cliente “informato mezzo salvato”. Spesso, difatti, in processo si vince, ma si usa dire che si è perso comunque, se non altro il suo patrimonio di danaro. il tariffario consentirà, come dal dentista, di sapere in anticipo il costo dell’onorario per singolo intervento. l’assenza di tariffario spesso da luogo che la consulenza legale sia affidata in conto “cavalleria” o più, religiosamente, in conto “san francesco d’assisi”. voglio essere più chiaro(mica tanto); se l’automobilista si adopera con puntualità a far sostituire l’olio del cambio e del motore od operare le corrette messe a punto dell’auto dal meccanico, spenderà meno che lasciare logorare tutta la struttura del mezzo. capiticisiamo? mentre invece trovo, non dico illiberale, ma stupido e persino ottuso pretendere l’introduzione di procedure ancora più selettive per l’accesso all’ordine degli avvocati da parte degli aspiranti. perchè dico questo? perchè chi ha studiato la norma non è stato debitamente informato (o vive sulla luna) che migliaia di giovani praticanti legali italiani (sardi compresi) devono trasmigrare in paesi come la Spagna per l’abilitazione sopportabile all’accesso ad una carriera. che la bella Patria continua a negare. Vergogna! anche perchè sarà la professione a selezionare i più bravi. chi bravo non è dovrà adeguarsi. perchè non fare una norma che espliciti direttamente l’invito ai giovani praticanti legali di recarsi in Spagna, perchè l’Italia è animata da mille scrupoli selettivi? ma non avevamo detto in campagna elettorale che il praticantato, la specializzazione a seconda delle vocazioni dovrebb’essere contemplata all’interno del ciclo scolastico? perchè non dare modo che ragazze e ragazzi (e loro familiari specie se distanti da sedi universitarie) dopo avere fatto un mazzo così per la laurea possano iniziare a lavorare subito, e semmai un tirocinio di cinque o sei mesi, sostenuto con adeguato contributo dallo stato? se lo Stato da soldi per smaltire il formaggio eccedente ci sarà mica di scandalizzarsi nel chiedere un contributino di 800-1000 euro per allievo? Oppure perché non premiare lo studio legale che accoglie l’aspirante avvocato come succede in molte altre attività, di modo che l’”apprendista” venga retribuito ed assicurato? si, non mi vergogno nel dire che lo stato deve aiutare il tirocinante. perchè, mi domando (ma vale anche per i dottori in economia), lo stato rimanda al professionista la facoltà di “abilitare” l’aspirante all’esercizio della professione, peraltro con esami ulteriori spesso impossibili da superare? la mia odierna e civile incazzatura è per avere appreso che esponenti di uno schieramento da me difeso a rischio insulto quotidiano abbiano concepito una riforma che prevede per i dottorini in legge, dopo il secondo anno di praticantato il diritto di portare a casa qualche soldino per benevolenza del patrocinatore. amici del mio schieramento (mi sentite? siete connessi?), adoperatevi per riportarmi alla civile normalità e ditemi pure che ho letto male o mal concepito le agenzie di stampa in fattispecie. se ho capito male non solo sarò pronto a scusarmi con voi ma in vs omaggio sono pronto a bermi un tisana a base di miele amaro di corbezzolo. ovviamente della mia Terra.
mn
Paolo B, mi trovi tendenzialmente daccordo.
E’ piuttosto sgradevole a dirsi, ma alla fine è il mercato a decidere. Si sentono spesso giovani laureati/e in materie umanistiche (ma annoveriamoci pure le “scienze economiche”) lamentarsi perchè la società non offre loro posti di lavoro, per terminare prendendosela con il governo di turno. Se vogliamo dirla tutta, sotto certi aspetti hanno pure ragione, perchè il modello di società che è stato concepito (e che abbiamo contribuito a costruire) tende a marginalizzare coloro che della cultura vorrebbero farne la loro professione.
Ciò non toglie che, oggi come oggi, chi è laureato in ingegneria non fatica poi molto a trovare un’occupazione (almeno in Toscana, è così). Qual’è allora il problema?
Beh, molto semplicemente, che queste figure non vengono valorizzate. All’università si tagliano i posti e le aziende, oltre a remunerare malissimo questi individui, prediligono discutibili e poco trasparenti manovre finanziarie a concreti investimenti in termini di ricerca e sviluppo.
Insomma, l’imprenditore non riesce proprio a rinunciare alla certezza di una bella Porsche sotto al proprio sedere.
Ed ecco che i nostri cervelli, di fronte ad uno scenario così miserevole, navigano verso altri lidi. E magari ce li ritroviamo, anni dopo, come alti dirigenti di un grande gruppo straniero.
Questo governo non ha avuto la volontà o possibilità o il coraggio di fare delle riforme veramente liberali.
Tremonti ha profondamente deluso, basta pensare alle inversione dell’onere della prova in caso di contenziosi fiscali.
Quella degli avvocati è un preaprare il terreno per prendere voti alle prossime elezioni
Quando la Costituzione per la sua semplicità e schiettezza è più liberale di quanto si pensi.
L’Art. 9 della Costituzione dice “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.“ ecco promuovere la ricerca scientifica e tecnica il resto via, si inizi ad abrogare la ricerca “incostituzionale”, i ricercatori di lettere che cavolo ricercano, fanno ricerche su Cervantes e i mulini a vento di Don Chisciotte della Mancia.Poi sono i primi che urlano e bloccano le università. Qualcuno vada in una facoltà di Lettere, altro che Adro i simboli “rossi” sono dappertutto. Tra tanti ricercatori anche gli economisti andrebbero caducati, insieme ai “ricercatori” di filosofia e non parliamo degli architetti, alcuni andrebbero arrestati insieme ad alcuni sovrintendenti. Anche lì servirebbe semplicità, costruzioni quadrate e rettangolari, base per altezza,e stop.
Distinguere l’insegnamento dalla ricerca, che uno immagina e intende come un’attività di studio che trovi cose nuove e utili al progresso oppure trovi cose nuove nelle vecchie.
La ricerca è anche quella che si fa per scrivere un libro dove la passione e la libertà da vincoli (salvo editori pressanti) forse ti portano a realizzare lavori fatti meglio di quelli all’interno delle università dove nessuno risponde delle proprie attività e nessuno le legge.
Quindi sulle attività umanistiche ed economiche si può compiere benissimo un’attività di studio e di ricerca come fanno molti, ma non nelle università ma attraverso la pubblicazione di libri e il mercato e i lettori giudicheranno se quel lavoro merita attenzione e se arriverà sugli scaffali delle biblioteche.
Caro chef, fuori tema: Elogio della follia?
so per esperienza familiare che non è facile trovare il dosaggio. Ma almeno finalmente se ne parla apertamente.
Che fi***, anche oggi faccio in*** i suoi lettori.
Le tariffe? Quelle sono il problema minore. Non parlate delle altre varianti molto più negative che vanno a colpire come sempre il “parco buoi” e comunque chi meno può. Per i praticanti è sempre più dura. Non solo devono lavorare 2 anni a gratis per poi buttarsi nel terno al lotto dell’esame di Stato che tutti noi sappiamo quanti e quali problemi porti con sè (tra l’altro i tentativi ora per poterlo passare saranno solo tre senza l’uso del codice- cosa che metterebbe in difficoltà anche un avvocato navigato).
Adesso si vuole anche togliere la possibilità ad un praticante di poter patrocinare (unico metodo per il sostentamento).
Si vuole sempre più salvaguardare una classe elitaria, ovviamente con la compiacenza di quei “rispettabilissimi” signori al governo.
I giovani in Italia non hanno futuro con questa mentalità. E’ ora di cambiare qualcosa e di rispettare di più la gente. Tutta la gente. Anche quella che lavora.
Caro Dott. Porro,
quando sento queste cose mi indigno veramente tanto!! Per me non sussiste in problema in quanto in caso di necessità non potrei neanche pagarmelo un avvocato!!!
Sono laureata e per lavorare sono sono stata costretta ad aprire una partita iva anche se in realtà sono una dipendente, con quello che mi rimane alla fine del mese tanto è se riesco a mangiare.!!!!
Stimato signor Porro, questa é una prova in piú dell’immobilismo dell’Italia. Una Italia fatta di corporazioni e consorterie, ma senza lo spirito e l’intraprendenza dei loro simili nei comuni medievali. É deprimente vedere il propio paese fermo quando é cominciata la nuova Fomula Uno dell’economia: la globalizzazione. Chi si ferma va indietro! Come non lo capiscono?
Il fumo che aleggia ancora nell’aria, insieme con l’odore della polvere pirica, è quello evocato dal piagnisteo dell’immane pletora di avvocati che affolla molte piazze del nostro paese – a Sud in una tradizione ancestrale, a Nord con spirito imitativo con quella – e che ormai non trova sufficiente supporto per la sopravvivenza nella pur immarcescibile litigiosità degli italiani, circoscritta molto sovente a bagatelle che non rendono. La trovata sembra essere quella della tariffa minima, ma non è un colpo sparato a salve: creerà tantissime vittime tra i destinatari stessi del beneficio… sfoltendo ampiamente i ranghi. Forse quello è l’obiettivo vero: dove non riesce la dissuasione di un potenzialmente immaginabile ma impopolarissimo numero chiuso per l’accesso alla Facoltà e alla professione,riuscirà agilmente la tariffa minima, con il risultato accessorio di rafforzare grandemente una delle caste più profondamente inserite nei gangli vitali della società italiana.
Lettore affezionato de Il Giornale, sono veramente indignato nel vedere con quale superficialità vengano trattati certi temi creando allarmismi e scatenando l’acredine dell’opinione pubblica, in maniera del tutto ingiustificata, contro una classe professionale già da tempo vessata senza ritegno (si consideri che circa l’80% degli avvocati in italia guadagna 30.000 euro l’anno), con gravi ripercussioni proprio sul servizio offerto al cittadino.
La riforma è mirata a reintrodurre solo il minimo tariffario (e quindi la concorrenza è salvaguardata), proprio per evitare che per acquisire mercato, gli avvocati giochino al ribasso non solo sulle parcelle ma anche sui servizi resi. E questa conseguenza, assolutamente inevitabile, farebbe oltretutto il gioco delle grandi associazioni professionali che hanno senz’altro la possibilità di offrire servizi a prezzi anticoncorrenziali, al pari di quello che le multinazionali fanno con le piccole imprese. Sarebbe impossibile in questa sede approfondire oltre, e me ne dispiace perchè su argomenti come questi si fa da tempo informazione di bassissimo livello; ma chiedo una cosa al relatore dell’articolo: forse ignora che la maggior parte dei lavoratori dipendenti sono tutelati proprio da contratti con salario minimo a seconda del tipo di inquadramento? Certo dire le cose come stanno eliminerebbe gran parte dell’effetto “sensazionalistico” cui l’informazione di oggi si sta svendendo…
Gentile Porro, ieri la Gelmini ha detto che chi protesta è con i baroni, a parte il fatto che sono contrario a questo tipo di proteste, in quale punto della riforma dell’università la gelmini colpisce i baroni?
Un vero governo liberale se le cose in un settore vanno male, dovrebbe azzerarne i vertici, nel caso dell’università ordinari e rettori, fatto?
perciò invito a vedere quanti, oltre a avv. hanno un bel prof. davanti.
Se però anche il Pdl usa la demagogia e gli slogan stiamo freschi, a meno che in realtà alla maggioranza degli italiani sotto sotto non interessi poi molto la libertà ma piuttosto la questua, magari travestita con sigle tipo “sussidiarietà”, “corpi intermedi”, “società civile”, “privato sociale” eh?
gianpaolo
Caro dott. Porro condivido. Ci sono tanti settori che necessiterebbero di un po’ di aria fresca liberale. Ma se davvero lei ritiene che il governo sia illiberale mi domando perchè “Il Giornale” non critichi un po’ più duramente l’esecutivo da quel punto di vista. Lei che ne è il vicedirettore potrebbe fare qualcosa in merito.
Completamente d’accordo.
Che sia forse perchè gran parte degli onorevoli si fregiano della particella “avv.”?? Mah! Mi viene il vomito. Non devevano togliere i privilegi, le rendite di posizione, gli ordini professionali, i tariffari minimi, i notai e tutta quella sovrastruttura buro-borbonica che affossa il paese? Questa mattina, poi, leggere di Bondi e famiglia è stata la ciliegina. Ma i politici vivono una sorta di “second life” in cui esistono “a prescindere”? Non ho mai trovato eroico pagare le tasse, ritengo sia dovere di ogni cittadino ma essere presi così palesemente per i fondelli…no, eh!! Un po’ più di classe almeno!
Caro dott.Porro, secondo lei, i giochi sono già fatti o c’è ancora qualche speranza di fargli cambiare idea?
Verissimo, e incredibile. O meglio, da piangere. Altro che rivoluzione liberale! Quì è la difesa feroce delle peggiori caste,dei piu’ feudali corporativismi.Ma passerà tutto sotto silenzio perchè i liberali in Italia non esistono ( e forse non sono mai esistiti). Gli obblighi europei riguardo le liberalizzazioni ecc. vengono poi bellamente disattesi..
Ma cosa vi aspettavate da questo governo ?
Che difendesse i diritti delle classi sociali più deboli ?
Che effettivamente avesse praticato il libero mercato ?
Non sanno nemmeno cosa sia il “mercato” e pensate che possano addirittura capire o applicare il “LIBERO mercato” ?
La nostra classe dirigente sta proteggendo solo se stessa ed i suoi amici, e mi dispiace che questo il popolo non l’abbia ancora capito e continui a farsi comandare da una massa di ignoranti, che sanno solo pronunciare una parola magica : “comunisti”.
Povera Italia e poveri italiani !!!!
per la verità l’informazione impegnata ci ha messo a conoscenza delle misure che contano della ruby-rubacuori, dell’elastico della minelli, dei gusti sessuali del premier che, ahimè, è a basso tasso di omosessualità, delle serate di gala privata con lele mora, dell’everest dei rifiuti di napoli, che -grazie saviano, se fossi stato campano di avrei mandato a cagare- tutta la Campania, cielo, aria, acque di sopra e di sottosuolo, terreni coltivati, orti, vigneti, frutteti e tutt’uno con diossina, amianto, piombo, zinco, sodio, odio per cui occorre non comprare più (?) prodotti della bella Campania, pomodori, mozzarelle di bufala, vino, pesci, insomma occorre far fallire la Campania, distruggerla anche economicamente, come dire, la Campania fa schifo? mentre poco si sa del perchè il comune di Napoli non s’attiva alla differenziata o perché gli spazzini non portano via i rifiuti dalle strade; ma, dicevo, trasmissioni di mistificazione come ballarò e annozero non ci hanno portato a conoscenza di questa riforma dell’ordine forense? perchè non si sono fatti scontrare in tv gli schieramenti opposti sui contenuti di questa riforma? perchè non si discutono gli argomenti, le questioni concrete cui possiamo capire e di conseguenza deliberare? siamo sicuri che la riforma sarà davvero illiberale oppure e liberale ma noi non sappiamo di cosa realmente contenga di innovativo la medesima perchè di certamente illiberale c’è l’informazione impegnata? qual è il programma, la trasmissione televisiva che abbia portato alla discussione questa riforma (od anche perchè gli gli italiani vanno all’est europeo per cure dentarie), e magari ci è sfuggita alla ns visione?
mn
Credo che il liberalismo di un governo non lo si possa giudicare in modo induttivo. Chiunque sbaglia, anche i cuochi a volte si confondono nelle dosi. In questo caso specifico, però, non si tratta di sbaglio ma di avvicinamento ad una lobby. In Italia, come in America, le categorie organizzate in ordini sono potenziali bacini di voti. Evidentemente il PdL predilige gli avvocati. Questa comprensione non vuole comunque giustificare la spudoratezza con la quale si favorisce una categoria lucrando sui più poveri.
In generale tutti i partiti si comportano allo stesso modo. Siamo adulti e vaccinati e non ci stupiamo più di queste cose. Pensiamo ai farmacisti per rabbrividire ulteriormente. E’ l’unica attività sanitaria che si basa su basi dinastiche. Un laureato in farmacia non può aprire una farmacia, perchè contingentate. Dunque la vendita di farmacie è un business milionario.
Quello che interessa di questo Governo è ben altro: effettiva attuazione di politiche rivolte ad espandere la sussidiarietà e apertura reale ai cattolici nei progetti politici. Se cadrà anche uno solo di questi due presupposti, non ci sarà avvocato che tenga.
Ho perso le speranze di vedere questo governo e – in generale – tutto il centrodestra, Lega inclusa, fare o proporre qualcosa di liberale. Non sembra convenire a nessuno e agli italiani non pare nemmeno piacere.
Non mi aspetto nemmeno che la sinistra provveda a fare qualcosa in quel senso, a meno che trovi il modo di dare alle proprie aziende amiche o protette un qualche vantaggio competitivo molto difficilmente scalfibile.
D’altra parte, un paese allevato a socialismo, fascismo o cattolicesimo sociale difficilmente ha dei sani geni liberali. Lo Stato Massimo del XX secolo ci perseguiterà ancora per 3-4 generazioni. E non accenna a volere mollare la presa.
Non so se augurare al nostro paese la fine dell’argentina.
Egregio Porro,
spesso condivido le sue opinioni, questa volta no.
Sono uno studente di giurisprudenza con ben chiara l’intenzione di non esercitare la professione per le mille contraddizioni della casta; certamente sarebbe stato più gradito un tetto massimo per le tariffe, ma nella scelta un avvocato l’aspetto economico è l’ultimo che viene considerato, raramente chi ha bisogno di un legale visita diversi studi in caccia dell’offerta migliore. Il codice di procedura civile riporta da sempre le tabelle in cui sono specificate le tariffe degli avvocati, tariffe che sono direttamente proporzionali al valore della controversia, della serie più alta è la posta in gioco più mi paghi.
A me sembra che l’unico partito veramente liberale sia il Partito repubblicano italiano. Il problema è che la stampa non da spazio alle idee ma ai numeri
..tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…
Stimatissimo collega, pagasse le tasse Lei dove le pago io stupirebbe forse al numero di pistole che fumano ogni santo giorno che Domineiddio manda in terra. Pistole o no, continui il buon lavoro: noialtri liberali d’antan lo si segue con diletto.
Certo guiovanni devo darle ragione: ma questa è una pistola fumante. Di piccolo calibro ma fumante.
A parte qualche svista ortografica dovuta alla giusta indignazione, tesi come al solito condivisibiissime. Dopo di che, però: quid sub sole? Forse che, prima di quest’ultima prodezza, il governo in causa si era distinto per lo spirito liberale e liberista?