Una Lira bucata
I sondaggi dicono che molti italiani vorrebbero un ritorno alla Lira. Si tratta di una pazzia. Disegniamo uno scenario semplificato, ma realistico. Il 1 gennaio 2013 non so quale presidente del consiglio o della repubblica a reti unificate annuncia che siamo fuori dall’euro. E che il tasso di conversione della Lira con l’Euro è di uno a uno. Magari già che ci siamo con la finzione di una banda di oscillazione del 5 per cento (modello serpente monetario). Tanto per iniziare è chiaro anche ad un bebè che la banda di oscilazione è un fregnaccia. Essa come insegna la crisi del 1992 verrebbe difesa solo dalla Banca d’Italia, con la sua ritrovata autonomia e sovranità. Essa non sarebbe in grado di difenderci un solo giorno. Potrebbe stampare moneta all’infinito, inflazionerebbe la lira e di questo passo la speculazione si alimenterebbe. La nostra navicella sarebbe troppo piccola per resistere ai venti della, comprensibile, speculazione.
Ma andiamo sul concreto. Il due gennaio del 2013 i nostri conti correnti sarebbero denominati in una moneta diversa dall’euro. Nel giro di pochi istanti i nostri centomila euro, diventerebbero centomila lire. Ma con i primi potevamo comprraci un auto di lusso, con i secondi, garantito al limonte, una 500. Sempre che sia fatta in Italia. Se no sarebbero dolori.
Le nostre case (l’80 per cento degli italiani ne ha una in proprietà) verrebbero denominate in euro. E la casona da 1 milione di euro, varrebbe un milione di lire. Ma vendendo quella supercasa e ottenendo le nostre lirette, non saremmo in grado di comprarci neanche un appartamento in Francia.
Insomma passare dall’euro alla lira vorrebbe dire ridurre la nostra richezza complessiva (oggi stimata in 8mila miliardi di euro) in un istante. Dubito che gli italiani così pazzi della Lira abbiano riflettuto su questa banale considerazione. Il passaggio dall’euro alla lira rappresenterebbe una gigantesca e iniqua patrimoniale sul risparmio italiano.. Altro che Imu.
Le imprese, si dice, potrebbero aumentare, grazie alla lira svalutata, le proprie esportazioni. Altro sogno. Come dimostrano i numeri delle nostre esportazioni post svalutazione 1992, il primo effetto è benefico per l’export, ma poi esso va velocemente declinando. Insomma le imprese tendono ad accucciarsi sugli allori. Fatturano grazie alla valuta debole (e non in tutti i settori, ad esempio quelli energivori sono fregati perchè debbono inportare la materia prima), ma nel medio-lungo periodo perdono quote di mercato. Non hanno incentivi ad innovarsi tecnologicamente, ad aumentare la produtività e a conquistare nuovi mercati. Le cosiddette svalutazioni competitive sono una droga. Inoltre la maggiore povertà degli italiani relativa al resto del mondo, produrrebbe un calo della domanda interna (ben peggiore di quello provocato dalla pressione fiscale di oggi).
Ci sarebbe qualche vantaggio per il turismo. Sì certo. Ma dovremmo combattere con Grecia, Spagna, Portogallo, che già oggi hanno grande attrattività e domani, nel nostro scenario apocalitico, si troverebbero fuori dall’euro come noi, e dunque svalutati.
Si potrebe continuare per ore. Ci fermiamo qua per carità di patria.

Premetto di non essere pro ritorno alla lira, ma pro ABOLIZIONE dell’euro e creazione di una VERA moneta EUROPEA POSSEDUTA, CREATA ED EMESSA da una BANCA CENTRALE EUROPEA PUBBLICA E RIPETO PUBBLICA NON UNA SPA (modello franco svizzero). Mi scusi Porro ma ha detto un gran numero di fesserie… dove stà scritto che il tasso di cambio per il ritorno alla lira debba essere di 1/1 invece che di 1/ 1936.27 ??? (come poi riportato su contratti di mutuo leasing ecc. per farle un esempio, dato che ha tirato in ballo il settore immobiliare? L’unico fattore determinante per una svalutazione fulminea di una nuova ed ipotetica lira sarebbe l’accanimento dei mercati valutari che si scaglierebbe sui vari cross con le altre valute, questo perchè sarebbe un ottimo affare per le banche, i motivi (se lei è un economista) li dovrebbe conoscere.
In Italia molti cittadini possiedono immobili affittati, sui quali per lo più pagano le tasse (IMU, Irpef sul canone dcc.) fino all’ultimo euro. Per moltissimi, magari, questi affitti costituiscono l’unico reddito. Per i locatori di immobili il ritorno alla lira e la sua pesante svalutazione costituiranno un taglio del reddito immobiliare di oltre il 50 %, almeno fino alla scadenza del contratto di locazione. Quindi per chi ha locato da poco un immobile abitativo significherà percepire un canone più che dimezzato per quasi 8 anni. Per quasi 12 per un ufficio o un negozio.
penso che sarebbe meglio uscire dall’euro e tornare a stampare la moneta propria.. l’euro e solo un affare per chi sta bene economicamente
Caro Dr. Porro, non sono d’accordo che tornare alla lira sia un male, quello che sto per è solo una miliardesima parte,vengo al dunque l’euro ha avuto un effetto collaterale sull’economia Italiana a mio avviso senza soluzione del problema.Questo paese non ha politici con progetti forti per far tornare L’Italia appetibile. Cioè con i paesi europei con valute diverse i mercati avevano più vita ,ad esempio l’Italia ha suo favore ha la moda ,auto ,vini ,pasta, mobili,ecc e poi la lira ecco perchè tutto funzionava perchè si creava moneta fresca che entrava ,ora tutto questo non succede più. Le fabbriche ed industrie chiudono o scappano all’estero e non si fermerà .Perchè ? perchè in Italia si applicano solo tasse +tasse+tasse =no lavoro ,per usare un termine biblico questo è il periodo delle 7 vacche magre e ora voglio essere buono ci troviamo solo alla prima per non dire ad un 1/2.Ci vogliono ministri che hanno coraggio di una new economy abbiano il coraggio di incontrare gli imprenditori e interagire con loro perchè sono loro la vera forza di un paese .Con la lira tutto questo massacro non c’è mai stato ,mi ricordo a chi prendeva 1.500.000 al mese era un signore ed era felice ora con 1500€ cioè 3milioni di lire siamo diventati poveri,mi resta molto difficile ingoiare questa pillola.Per chiudere la Germania ci sta usando a noi Italia,Spagna,Grecia,Portogallo e per ultimo Francia come cuscino economico ci spolperà a tutti .Per chiudere la situazione è molto molto grave .
…”iNportare” penso sia sbagliato come termine, no? Da un giornalista e per di più con l’ausilio del computer un errore simile non dovrebbe capitare!!
porro si arrampica sui porri….
eppure la polonia fuori dall’euro si è arricchita
anche berlusconi ha parlato di uscita dall’euro
quindi porro come lo spiega?
L’ analisi di Porro è “lievemente imprecisa” .L inflazione è scesa nel ’93 e non aumentata, e l’ islanda?Usano le carriole per comprarsi da mangiare?OPPPPSSS quì c’ è qualcosa che non và.
Un esempio su come si affrontano questi argomenti lo trovi quì , questo articolo viene distrutto dal confronto con i dati , dal prof alberto Bagnai :
http://goofynomics.blogspot.it/2012/05/1992-le-lievi-imprecisioni-del-corsera.html
Tutto vero, ma non bisogna dimenticare che la forza e la stabilità della moneta servono quelli che hanno risparmi e rendite. Chi ha modo di fabbricare ricchezza (produzione, commercio, anche i servizi) è solo relativamente interessato. Allo stesso modo, il creditore è perdente con la moneta debole, il debitore ci guadagna. Anzi diro’ che un indebolimento ingente della moneta, “pagare in moneta di scimmia” dicono i Francesi, è l’unico modo per i nostri paesi di uscire dai pasticci finanziari e di annullare il loro indebitamento… alle spese di risparmiatori e pensionati, ovviamente.
Silvano il 23 giugno 2012 alle 14:43:
Perchè dice non esattamente Mariolino, anche se me ne intendo poco penso che sul discorso monetario abbia ragione, visto come vanno le cose, quale sarebbe il sistema per difendersi un pò dal crash che prefigura, al posto del dice abnorme stato sociale cosa vorrebbe fare, privato se i conti pubblicati sono veri costa anche di più, sempre in percento sul pil naturalmente, perchè poi dicono del socialismo che è teoricamente impossibile, quello reale non era vero socialismo.Saluti
Se dietro alla crisi non ci fosse qualcosa di strisciante concorderei con Lei e Libertyfighter.
Egregio Signor Porro, apprezzo molte Sue posizioni, incluse quelle che non condivido. Non solo Aruba usa due valute. Non dimentichiamo che il $ USA viene accettato ad un tasso di conversione vicino a 1,8 ma non é valuta ufficiale, parallela al fiorino. In tutto il Canton Ticino, in Svizzera, in passato la Lira, ora l’Euro, viene accettato ovunque al tasso di cambio del giorno, anzi negli esercizi commerciali addirittura ad un cambio più favorevole dell’ufficiale. Venendo al soggetto della maggior disputa: sostituzione della Lira all’Euro, non è rilevante il tasso di cambi, anzi, si potrebbe tornare alle origini, ovvero 1 euro 0 1.937 lirette. Non dimentichiamo che l’Euro rappresenta il solo caso-almeno mi pare- nella Storia, in cui una stessa divisa sia stata adottata da più Stati ms, ancor più paradossale, senza una banca centrale che la garantisca. In sostanza l’Euro è moneta falsa. Se la Grecia ne uscisse e dichiarasse l’insolvibilità, i Greci attraverserebbero una, credo breve, crisi di capacità di spesa ma, in breve tempo, e con la Dracma al valore ante Euro, sarebbero attratti investimenti e posti di lavoro. Ci sarebbe deflazione? Non lo so, non sono un economista ma se accadesse sarebbe di breve durata. Naturalmente la soluzione non è semplice né semplicistica però non mi pare neppure campata all’aria
@mariolino il 22 giugno 2012 alle 13:54:
non esattamente mariolino.
il gold standard in europa fu abolito nei primi del 900, mentre in america creavano la piu grande truffatrice del mondo ovvero la FED (1912 o 13).
nixon ha definitivamente tolto la convertibilità del dollaro nel 1971 come correttamente dici. ma il problema oramai era che il sistema era gia abbondantemente in crisi. annullando la convertibilità, nixon, voleva semplicemente avere la possibilità di stampare soldi per finanziare il conflitto in vietnam, ma di fatto ha semplicemente ha riportanto negli USA la possibilità di stampare inflazione e spalmarla in tutto il mondo dato che il dollaro oramai era la valuta di riferimento mondiale gia dalla fine della seconda guerra. ma il problema in realtà non sta nemmeno li. il gold standard comunque non era e non è un sistema monetario perfetto, ma ha il merito di impedira di fatto alle banche in regime di riserva frazionaria di emettere troppa moneta fiduciaria (prestiti e finanziamenti).
nel momento che nixon ha strappato gli accordi di bretton woods, si è impossessato sostanzialmente della facoltà di stampare moneta “fiat” (a corso forzoso o legale) senza freni. in questo modo costringendo tutte le altre banche centrali a seguire esattamente le politiche della FED piu o meno espansionistiche, proprio perchè il meccanismo non prevedeva piu che nessuno si staccasse da esso, pena il crollo di tutti.
di conseguenza il meccanismo famelico di riserva frazionaria (ce oggi mi pare sia all’1%) ha creato tanta di quelal moneta fiduciaria da far paura, attualmente circa 8 volte il totale della ricchezza globale)
purtroppo ora il meccanismo ha raggiunto e superato da un bel po il punto di non ritorno, e le banche sono costrette a rincorrersi l’una all’altra a suon di emissioni sempre piu cospique di denaro. ovviamente gli stati hanno colto l’occasione per fare la cosa che meglio sanno fare, ovvero fare debiti, creando mostri sociali sempre piu grandi ed insostenibili e drenando poi i soldi “reali” dall’economia con le tasse. tornare indietro ora nons i può piu, bisognerà bere l’amaro calice del crash totale. quello che succederà dopo… beh.. non lo so. però posso pensare a come proteggermi ora dall’eventualità.
ciauz
@giuseppe
non so quanto croazia e repubblica ceca stiano effettivaemnte meglio di noi, non ho sottomano dati.
ma posso dirti una cosa, l’UK sta infinitamente peggio di noi. sembra che stia meglio, ma in realtà sta messa circa 6 volte peggio di noi. perche credi che non abbiano accettato l’euro? heheehhe sarebbero venute a galla le magagne.
altra cosa se con il “suino greco” ti riferisci a Soros, beh, prima cosa è ungherese, non greco, seconda cosa, lui ha solo sfruttato le magagne esistenti per fare soldi. puoi vedere la cosa da due punti di vista: il primo che è quello che hai espresso, ovvero che il suino ha aprofittato della situazione. il secondo punto di vista è: abbiamo dato l’opportuità al suino di sfruttare la situazione. la domanda è: chi è lo scemo del villaggio? il suino o chi gli ha permesso di fare quello che ha fatto?
tornando al discorso UK, ma se preferisci USA che tanto è lo stesso, stanno facendo il gioco delle tre carte, ti fanno vedere una cosa per nascondertene un’altra. ma sai, ogni schema Ponzi prima o poi trova il suo punto di rottura, ed il castello di carta (mai come in questo caso la raffigurazione calza) crolla inesorabilmente su se stesso.
una domanda corretta potrebbe essere: ok ma chi sono i partecipanti allo schema ponti?
sostanzialmente 4, divisi in due gruppi distinti.
gruppo 1: gli stati, le banche centrali e commerciali e gli industriali parassiti degli stati.
gruppo 2: il resto del mondo.
quando questo gioco collasserà su se stesso, cosa succederà?
la risposta è semplice: il gruppo 1 avrà guadagnato quasi tutto quello che c’era da guadaganre, il gruppo 2 avrà perso quasi tutto il suo capitale.
alla luce di questa mia previsione (purtroppo non molto distante dalla realtà anceh in termini temporali) cosa pensi che succederà tra le persone del gruppo 2, ovvero il 95% della popolazione terrestre e le persone del gruppo 1?
ciauz
Bragadin il 22 giugno 2012 alle 20:08:
Brutto carciofo o capra come dice Sgarbi, impara da Silvano come si fà a discutere civilmente anche con chi non la pensa come te, brostina di padule.tanto non sai cosa vuol dire.
Silvano il 22 giugno 2012 alle 15:30:
Io non sono al tuo livello di conoscenza delle teorie economiche, però vedo che anche nel campo cosidetto capitalista di teorie contrastanti ce ne sono svariate, quale sarà quella giusta, mi sono andato a leggere qualcosa dela cosidetta scuola austriaca, che comunque non credo sia applicata nemmeno lì, e mi sono saltati agli occhi due cose, che sono contro lo stato sociale e contro i sindacati, per caso vorrebbero tornare al capitalismo ottocentesco con i lavoratori praticamente degli schiavi, fino appunto alla nascita dei sindacati, che con anche tanti morti sono riusciti a migliorare un pò la situazione del popolino, al quale io appartengo, anche lo stato sociale in mano alle assicurazioni pare dimostrato che costa di più di quello statale, basta guardare gli Usa.
Un iperliberismo come dici forse è quello cinese, anche se sventolano abusivamente la bandiera rossa, praticamente zero stato sociale, sindacati non esistono, gli operai dormono spesso in fabbrica, e il padrone ha quasi potere di vita e di morte, ci sono i sorveglianti col fucile, cose viste dal vivo, io ci sono stato in Cina visitando anche delle fabbriche, sono nelle condizioni tipo quelle che avevamo in Europa prima della prima guerra mondiale, a parte la struttura dei fabbricati più moderna, a quello bisogna tornare, non mi sembra un bel mondo.
POi scrivono che scientificamente il socialismo non può funzionare, come fanno a dirlo, basta solo il crollo dell’Urss, per me ed anche per molti altri non ha funzionato bene solo per l’egoismo dell’essere umano, come ha scrito un’altro qui sopra, ci svegliamo la mattina cercando il modo migliore di fottere il prossimo, basterebbe non fare quello e potrebbe funzionare, il liberismo sfrenato è invece la vera legge del più forte applicata anche a noi come vige nella giungla. saluti da un sinistro
mariolino: DISGRAZIATO!!!
Altro aspetto tragicomico del tuo squallido essere:
Nonostante la tua acclarata ignoranza relativamente a ciò di cui intendi pontificare (vedi la figura di m…. che hai fatto “con i derivati stampati dagli americani”) come un cocciuto bambinello viziato e presuntuoso, ti ostini miseramennte ad insistere accusando a tua volta la gente perbene (ed erudita) che evidenzia le stronz…. che scrivi!
Va bene compagno mariolino! Insisti pure con questo puerile … e fastidioso atteggiamento …. vuol dire che sino a quando tu non sparirai da questo blog … mi dedicherò anima e corpo al commento giornaliero del tuo “bestiario” …. con buona pace del tuo mentore Pisolo …. e del collega der peliccia (quello che strapazza giovini compagne a Volterra) walter!!!!
A presto dunque …
Sentite. Facciamo così: visto che io non sono esperto di economia e su questo blog ci sono tanti esperti, io pongo delle domande che mi frullano da un po’ coisì qualcuno se ne ha voglia mi risponderà.
Come mai in Europa ci sono Paesi con un’economia infinitamente + piccola della nostra, senza euro, e che vengono spesso da decenni di povertà e che sembra non siano minimamente toccati dalla crisi. O cmq lo sono meno di noi.?
A me sinceramente viene il dubbio che sia tutto finto, tutto creato a tavolino. Mi spiego, non prendetemi per paranoico. Io all’epoca ero un infante ma ho letto che nel ’92 ci fu un mega attacco alla lira perpetrato da un certo suino greco, che mise in seria difficoltà il Paese. Ora tralasciando l’opportunità morale che un uomo solo (anzi un suino solo) possa condizionare un intero stato, mi chiedo cosa succede se 5 o 6 suini di tale risma si mettono d’accordo e fanno fronte comune.
Probabilmente non è così, ma allora mi spiegate perchè la Croazia e la Repubblica Ceca stanno meglio di noi? Mi spiegate perchè l’uk che a rigor di logica dovrebbe stare peggio di noi (essendo molto più “finanziarizzato”) sta meglio del Papa a Roma? Non vi viene ogni tanto il dubbio che sia tutto finto? A me sinceramente sì.
GRAZIE.
@mariolino
il discorso che fai, nonostante io sia un iperliberista di scuola Austriaca, è per molti versi condivisibile, mentre ovviamente non sono d’accordo su altri punti.
ma sono comunque particolari pretamente teorici, di cui non è importante discutere, in quanto completamente fuori dalla realtà, come so benissimo io e probabilmente pure te.
da buon pragmatico però, la domanda che mi pongo ora è: come ne usciamo?
sostanzialmente tutto il mondo è economia, di conseguenza tutto dovrebbe basarsi su questa scenza “filosofica”.
ma la stragrande maggioranza della gente non si interessa di questo, non si interessa delle “regole di base”, quello che sta a cuore alla gente è “arrivare a fine mese”. che potremmo semplificare ancora di piu in “avere piu soldi”.
il problema sta li. come si fa ad avere piu soldi se la società non produce piu soldi?
l’attuale modello economico di scuola keynesiana risponde in modo piuttosto semplice a questa domanda, piu o meno in questo modo: “non ci sono i soldi? stampiamoli”.
e questo l’errore di base, che a catena porta ai dissesti che ormai a cicli sempre piu ravvicinati viviamo.
togliere la stampante allo stato per ridarla al cittadino, lasciando che sia il mercato stesso ad autoregolamentarsi, anche se può sembrare assurdo, è l’unica soluzione.
togliere la possibilità a chi sta “in alto” di “drogare” chi sta in basso, porta semplicemente all’ecquilibrio delle posizioni.
non è questione di “metterlo nel de drè” agli altri, perche amico mio, se uno ti tira una fregatura, poi non te ne tira piu (a meno che tu non sia un boccalone). ma se sei credulone, di chi è la colpa?
ciauz
Silvano il 21 giugno 2012 alle 19:49:
Ma il gold standard non fù abolito da Nixon nel 1971 per sopperire ai debiti della guerra del Vietnam, prima per un dollaro ci volevano 654 lire me lo ricordo bene.
Per la speculazione bastava vietare la contrattazione in borsa delle monete sovrane come era prima, ma come dici forse lo hanno fatto apposta, per lo stato sociale insostenibile cosa vorresti fare, far fuori i pensionati come dice qualcuno, in America la sanità privata incide sul pil molto più che in Europa 15.3 contro 8.9 media ocse, dati presi da Panorama http://mondo.panorama.it/obamamania/Perche-la-sanita-americana-e-la-piu-costosa-del-mondo
Allora non è sempre vero che è meglio il privato del pubblico, può essere addirittura più sprecone, perchè qualcuno ci deve fare i soldi, sul link è spiegato benino,e non sono certo comunisti.Saluti.
mery il 21 giugno 2012 alle 23:04:
Questo che ha scritto è un dogma come quelli che mette il Papa.
Io sono sempre pronto a smettere, è lui che dice le parolacce invece di argomenti argomentati.
@Nicola Porro il 21 giugno 2012 alle 19:18:
Grazie per la risposta. Domanda successiva, quindi: sono di più quelli “con patrimonio e crediti” o il resto della popolazione? E per favore leviamo la prima casa dai “patrimoni e crediti”, che non lo è. Ora, quale DOVREBBE essere il mandato fondamentale di uno stato? Forse il benessere dei suoi cittadini. Siccome in democrazia DOVREBBE essere la maggioranza a comandare (l’Italia fa eccezione, la neuropa peggio), la conseguenza logica mi pare evidente.
Sicuramente qualcosa di bucato qui c’è: il suo cervello! Senza offesa è, mi raccomando non se la prenda, ma mi ha messo nelle condizioni di schiacciare senza muro!
Provi a leggere questo http://goofynomics.blogspot.it/2012/04/svalutazione-e-salari-ad-usum-piddini.html, ok? Poi ne riparliamo, caro Porro.
Mariolino e Bragadin, giù, smettetela di litigare. Tanto non c’è più destra né sinistra. Ed è meglio così perchè mentre noi ci prendevamo a pesci in faccia loro si sono rubati la cassa.
Silvano il 21 giugno 2012 alle 13:29:
Le libertà che dici non dovrebbero essere regalate a nessuno ma nemmeno ci dovrebbero permettere di sfruttare gli altri in genere più deboli, come invece si fà sia nel capitalismo che nel comunismo reale, nel capitalismo ci sono i padroni, di là c’erano i vari capetti e caponi del partito, cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia, chi stà di sotto lo prende sempre nel cu.., però ci sono molti a cui piace anche quello.
In tutti e due campi sopravvive, ovvero campa meglio, il più forte, spesso non il più intelligente, ma il più vispo e carogna, i primi “comunisti” prevedevano invece che dopo un periodo di stabilizzazione si arriva ad una riduzione dello stato ai minimi termini, arrivando ad una specie di anarchia ma in senso sociale e non capitalistica come certi iperliberisti vorrebbero, la differenza sembra sottile ma è profonda, l’unico esempio dove cercarono di iniziare a fare questo fù la comune di Parigi, furono in gran parte sterminati dalla restaurazione perchè il precedente era troppo pericoloso, comunque la Francia è ancora il posto dove la frase diritti dell’uomo ha ancora un piccolo senso, sarà l’eredità della rivoluzione, ti dovresti ricordare il motto, libertè egalitè, fraternitè, anche se si applicassero un pò di più quelle parole
le cose forse andrebbero meglio, ma io credo che non siamo pronti, siamo ancora troppo egoisti e vanagloriosi tutti quanti, sempre pronti a inchiappettare il prossimo, non mi ci tiro fuori perchè non sono San Francesco.Saluti
Bragadin il 21 giugno 2012 alle
Visto che ancora la meni con i derivati ti metto questo link del sole 24ore,noto foglio comunista http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-13/bolla-derivati-preoccupa-borse-081151.shtml?uuid=AbI2Jrb, leggo anche lì e non su l’unità, io mi incazz perchè dici che solo voi siete gente perbene e avete la verità in tasca, se fosse vero andrebbe tutto bene visto che comandavate voi, non mi pare che si stia come il topo nella farina, ma come quello alla tagliola, la prima virtù della gente perbene una volta era almeno la buona educazione, salutare le signore e le persone anziane, virtù borghese oltretutto, invece ora il popolaccio come me è più gentile dei borghesucci come te, ma guarda come gira il mondo, al contrario, non avevi nemmeno capito che quando parlavo di stampa era dei dollari non dei titoli spazzatura, lo sò anch’io che sono telematici, non mi sembri troppo svelto di comprendonio.
per mariolino:
non posso mettermi a spiegarti cosa sono i derivati, in quanto il discorso si farebbe piuttosto lungo e complicato.
ma “derivati” è un’abbraviazione linguistica per indicare tutta una serie di titoli di ingegneria finanziari sostanzialmente riferiti a molteplici debiti generati da una originale garanzia.
questo è stato possibile a causa della piu grande truffa che le banche hanno perpetrato da 100 anni a sta parte nei confronti di tutti, ovvero l’aver creato soldi nal nulla sfruttando il meccanismo perverso della riserva frazionaria che si basa su un effettivo “vizio” giuridico.
nonentro nei particolari, ma il “mercato” tanto cattivo, alla fine fa esattamente quello che gli si concede di fare, ovvero cerca di trarre il massimo profitto da ogni tipo di scambio.
quindi il problema non è la finanza speculativa, perche senza quel vizio originale essa non esisterebbe. ma perche allora ci sta quel vizio originale? è semplice, perche c’è stata la VOLONTA’ POLITICA di crearlo. e questa volontà è nata proprio qui in europa 100 anni fa, quando gli stati si staccarono dal gold standard per potersi indebitare liberamente in modo che i politici “regnanti” potessero stampare soldi gratis per creare un welfare insostenibile che è servito solo a comperare voti e quindi a perpetrare il potere nelle mani di pochi.
la finanza ha solo sfruttato a suo vantaggio questo vizio. il risultato? è sotto gli occhi di tutti: puoi cercare di fregare il mercato in ogni modo, ma il mercato rimane piu forte, ed ti metterà in condizione di perdere il potere che ti sei creato. tutto qua.
@Adnrea Pellis l’euro non è cosa buona e giusta. Semplicemente il ritorno alla lira sarebbe molto costoso per chi ha patrimonio e crediti.
Silvano il 21 giugno 2012 alle 13:29:
Allora ripassati qualcosa sull’anarco socialismo e sulla comune di Parigi, in quello che penso io lo stato non dovrebbe nemmeno esistere figuriamoci il dittatore, le prime teorie comuniste prevedevano quello, dopo aver conquistato il potere ci doveva essere la graduale scomparsa del potere statale, cosa naturalmente mai vista, perchè quelli poi che misero le mani sul malloppo ben si guardarono dal lasciarlo.
Il comunismo come è stato realizzato funziona come hai detto, però il cosidetto impulso a migliorarsi come dici prevede comunque che tu monti in capo a qualcun altro o a molti, invece dovrebbe essere che quell’impulso và a favore della società, purtroppo è il dio quattrino che ci guida invece delle motivazioni morali che ci dovrebbero essere, il comunismo non ha funzionato perchè siamo egoisti e malfattori dentro, chi più chi meno, lì le più carogne facevano il commissario politico, da noi fanno i padroni, non ci dovrebbero essere ne quelli ne gli altri, ma se verrà sarà per un futuro assai lontano, l’individuo “migliore” non dovrebbe mai approfittarsi degli altri più deboli, mentre in tutti e due i casi non è così, so che il mondo funziona in questo modo, ma sarò anche libero di dire non mi piace, per ora.
In tutti e due i sistemi a mio avviso funziona proprio la legge del più forte, inteso anche come intelligenza, furbizia e cattiveria, nemmeno io sono “buono” come ho scritto prima.
mariolino scrive:
“Studiati meglio al teoria comunista perchè è l’esatto contrario di quello che dici, tanti doveri e pochi diritti, ovvero dare il meglio di se senza chiedere in cambio niente oltre al necessario per vivere, una società basata sull’altruismo”
ovvero rinunciare a tutte le proprie libertà in per darle agli altri.
ma cio comporta un piccolissimo problema:
se io rinuncio alle mie libertà, divento “schiavo” di colui al quale le ho regalete.
quindi alla fine della catena ci sarà “uno” che raggruppa tutte le libertà di tutti gli schiavi che, in nome di un “altruismo” che piu che altruismo io chiamerei idiozia, gliele hanno regalate. ma qui sorge un altro problema: se “uno” raggruppa tutte le libertà di tutti gli altri, non si ha piu comunismo, si ha socialismo.
perchè? perche il comunismo non prevede che “uno” si faccia raccoglitore delle libertà altrui.
il comunismo le “dona” alla società stessa ovvero allo “Stato”.
peccato che qui ci sia il grande errore che tutti fanno, ovvero che lo “stato” non siamo assolutamente tutti noi, ma lo stato è qualcun’altro, ovvero la persona a cui abbiamo demandato le nostre liberà. ergo il dittatore.
come si fa a credere ancora ad una boiata del genere? una teoria che da sola si contraddice e si arrotola su se stessa annullandosi???
l’idiozia non ha limiti.
caro mariolino, te l’ho gia scritto. il “capitalismo” che te tanto aborri, non esiste, esattamente come il comunismo che tanto ami.
il capitalismo puro, ovvero la società basata sul libero mercato, è sostanzialmente anarchia capitalistica. non può esistere, se non in natura, dove vige la legge naturale della sopravvivenza, ovvero del piu forte.
non voglio fare un trattato filosofico sulle teorie economiche, non mi pare il caso, ma almeno sarebbe giusto che chi si professa “seguace” di una teoria dovrebbe avere l’avvedutezza anche di capirne e riconoscerne i limiti.
quindi, assodato che non puo esserci ne capitalismo puro, ne comunismo puro, vediamo cosa sono le situazioni che piu si avvicinano agli ideali suddetti.
il capitalismo quasi puro, prevede la massima libertà di tutti di fare tutto quello che gli pare nel rispetto di poche regole di convivenza basilari, chiamale etiche o morali, non importa.
ognuno può mirare a migliorarsi il piu possibile, migliorando di conseguenza la società.
il comunismo quasi puro, è la rinuncia da parte di tutti di quasi tutte le loro libertà, in favore di un “ente” o un qualcuno che gli pianifichi la vita dalla nascita alla morte.
ogniuno non può mirare a migliorarsi piu di quanto gli è concesso dall’alto, senza però ricavarne nulla, quindi una spinta ad un livellamento verso il basso di tutta la società, che senza motivazioni è inevitabilmente destinata a peggiorare di giorno in giorno.
la differenza tra capitalismo e comunismo è data solo dalla presenza dello stato.
piu uno stato è presente è piu si va verso il comunismo e l’aberrazione dell’individio come persona, meno lo stato è presente e piu si va verso l’esaltazione dell’individio come persona.
“altro dirti non vo, ma la tua festa, c’anco tardi a venir, non ti sia grave”
ciauz
IL SIGNOR SCHIFANO HA PERFETTAMENTE RAGIONE,NEL DIRE CHE CON 100 EURO,SI SENTE PIU’ POVERO DI QUANTO TENEVA 100.OOO LIRE I TASCA.
PER AVER LA PROVA PRATICA DI TUTTO CIO’, E’ SUFFICIENTE ANDARE A FAR SPESA AL SUPERMERCATO, PER AVERE LA PROVA DEL NOVE, SU QUESTA COMPARAZIONE. E CREDO CHE IL 90% DEGLI ITALIANI CONCORDINO. QUINDI, SE ALCUNI ECONOMISTI DICONO CHE CONVERREBBE RITORNARE ALLA LIRA, VISTI I RISULTATI DI DOVE CI HA PORTATO L’EURO, PERCHE’ NON ASCOLTARLI. VISTO CHE LE LORO PREVISIONI, POCHE, ANZI SONO POCHISSIME LE PREVISIONI E ATTESTAZIONI DI VERIDICITA’,PER QUI TANTI CHE SOSTENGONO CHE SAREBBE UN ERRORE,ED ALLORA PROPRIO PER QUESTO, PENSO PURE IO CHE BISOGNEREBBE AVERE IL CORAGGIO DI CAMBIARE,OVVIAMENTE RIGONOZIANDO IL TUTTO. OVVIAMENTE SENZA L’AUSILIO DEL PRODI, PER L’AMOR DEL CIELO. RICORDO CHE DICEVA A DX. E A MANCA, CHE CON L’ERO NE AVREMMO AVUTO TUTTI UN GRANDE BENEFICIO! SIA PER NOI, PER I NOSTRI FIGLI, PER I NOSTRI NIPOTI, MA FORSE PENSAVA SOLO PER LUI,BENEVOLMENTE, E SU QUESTO CREDO PROPRIO, CHE NON SI SIA SBAGLIATO. PER FOTUNA CHE E’ RITENUTO UN GRANDE ECONOMISTA. SE FOSSE RITENUTO SCADENTE, ALLORA SI’ CHE CI SAREMMO GIA’ DA TEMPO TUTTI INSIEME,RITROVATI A FAR LA FILA DAVANTI ALLA ,O ALLA SUA PORTA, PER POTER MANGIARE. DETTO QUESTO,SE CI FOSSE UN REFERENDUM IN PROPOSITO, SULLA QUESTINE, LIRA SI’,LIRA NO, IO SCOMMETEREI,DI POTER VINCERE,PROTENDENDO PER IL SI’.
LEI DICE DOTTORE, CHE SAREBBE UN DISASTRO
(PASSARE ALLA LIRA),MA NON SARA’CHE PIU’ CHE UN BRAVO GIORNALISTA,SIA ANCHE UN PIU’BRAVO ECONOMOSTA. E ALLORA MI VIENE ,MI PERDONI, QUALCHE DUBBIO.
PROVI OGGI, A FAR QUALCHE SPESINA, MA CON SOLO 100 EURINI IN TASCA, E LASCI A CASA LA SUA CARTA DI CREDITO. POI FORSE SI RICREDERA’ UN POCHINO.
SOLO I GRANDI DETENTORI DI DENARO, NON VOTEREBBERO A FAVORE DELLA LIRA, MA PER LA POVERA GENTE,LA MONETA EURO, CON QUELLO CHE HA TRATTATO IL PRODI,CON IL SUO CONTROVALORE,E’ LA SOLITA QUESTIONE, CHE I SIGNORI PROF. ECONOMISTI, NON CI AZZECCANO MAI!
DETTO QUESTO, PER FAVORE Dr. PORRO, SMETTIAMO TUTTI NOI DI CHIAMARLI , QUESTI PROF.SUPER ECONOMISTI,CHIAMIAMOLI SOLO PER NOME. NE BASTA, E NE AVANZA.
G.BO.
mariolino: lo so che ti faccio incazz…. ma se vuoi perseverare su questo blog di gente perbene (esclusi gli sciagurati come te ed il nuovo compagno walter) devi stare gioco compagno !
Quando uno dice una scemenza (e tu ne proferisci a nastro) devi sopportare pazientemente che la gente perbene ti faccia ingoiare le suddette fesserie. Altrimenti vattene a rantolare sui bog sostenuti da walter (noto esponete no gloobal amico e sostenitore “der pelliccia”)!
Qui compagno, ti devi pazientemenbte sorbire quelli che come me, non sono orientati a digerire le tue (e del neo compagno walter) scemenze !
Chiaro ?
Walter:; DISGRAZIATO !!TI PAREVA CHE NON ARRIVAVA LO SCIAGURATO ORRIPILANTE BOLSCEVICO NO GLOBAL D.O.C. (TU) IN SOCCORSO (ROSSO) allo sciocco del quartiere (mariolino) il quale “fa stampare agli americani i derivati” … perchè lo hanno detto a Ballarò !
.. Veramente il tuo compagno di sciagura mariolino Hha dato alle stampe questa stronz.. erchè si è dimenticatio di chiedere l’avallo del buon Mammolo:
Coeme va la tua giovine compagna Walter ?
Come procede la sua cura agli occhi e al naso ?
Hai poi trovato casa a Volterra compagno: sai non sono piu’ passato da quelle parti e non so se poi ti sei davvero accasato li.
Sai compagno wealter : ho penstao che vista la tua persistente nullafacenzia … potresti mettere su assieme al compagno mariolino … una stamperia clandestina di derivati “bolscevichi”! Sicuramente saranno meglio di quelli stampati in america dall’orco Obama …
Mariolino : saluti a Pisolo !
Si, d’accordo con te. Uscire dall’Euro sarebbe una pazzia. Roba da Tafazi. Peccato che l’idea pero’ stia prendendo piede, da Berlusconi a Grillo. Tra l’altro aggiungerei che uscendo dall’euro si perderebbero le spinte riformiste, che fin qui non si sono ancora contretizzate, ma almeno la situazione costringe a discuterne. Svalutare e’ un paliativo, che puo’ servire per prendere tempo, ma i problemi strutturali di un modello socioeconomico obsoleto e, a mio avviso, ingiusto, rimarrebbero tutti. Per far rimanere l’Italia nell’Euro, invece dell’austerity, venderei il patrimonio immobiliare dello Stato (attorno ai 425mld, almeno cosi’ dice il Corriere di oggi) coperto da un gigantesco property swap spezzettato tra decine di counterparties. Il prezzi degli immobili, soprattutto se venduti dallo Stato, tendono a scendere molto, quindi le stime bisognerebbe hedgiarle. Se si riuscisse ad abbassare lo stock di debito anche solo di 250mld e redimere i bond ad alto tasso, liberebbe un bel po’ di risorse.
Silvano il 20 giugno 2012 alle 17:36:
ho riletto il tuo lungo post, vorrei sapere un periodo storico nel quale la moneta fosse in mano al popolo o anche solo al cosidetto mercato, le monete le hanno sempre battute gli stati piccoli e grandi, fin da quando le hanno inventate, le banche poi sono nate qui da noi almeno intese in senso moderno, i Medici si comprarono Firenze con i soldi guadagnati a strozzo.
Le cose andavano meglio prima del 71, quando le monete erano veramente a corso forzoso legato all’oro, e non lasciate alla speculazione di borsa.
Il mercato libero totalmente, la cui mano invisibile regola tutto nel migliore dei modi, come dicono i superliberisti, è un’utopia come la società completamente pianificata, prima è andata a ramengo quella, ora stà toccando a questa, speriamo in bene ma la vedo bigia.
Porro:
Non ho fatto a tempo a scrivere questo prima che uscisse il post successivo.
Ma forse possiamo rimandare questa discussione alla prossima volta che si parla d’Euro.
La domanda che faccio a tutti voi e’ questa?
E se si decidesse di avere 2 valute ufficiali parallele?
1 – L’EURO
2 – La LIRA (con valore fluttuante rispetto all’euro)
Succede gia’ al mondo. Per esempio ad Aruba. Sia il Fiorino di Aruba che il Dollaro USA sono valute ufficiali.
Quando uno va ad un negozio ad Aruba, se uno vuole, puo’ pagare in dollari USA. Tutti i registratori di cassa hanno 2 cassetti. Uno con i dollari e uno con i fiorini.
Paghi con quello che vuoi. Il registratore automaticamente mostra il prezzo nelle due valute. Il resto generalmente te lo fanno in fiorini, anche se hai pagato in dollari.
Lo Stato di Aruba emette titoli solamente in Fiorini e la Banca di Aruba emette solamente moneta di Aruba (cioe’ fiorini).
Lo stesso potrebbe avvenire in Europa.
Lo stato italiano, per esempio, emetterebbe titoli in Lire, e potrebbe solo stampare lire (con la Banca d’Italia). Chiaramente se lo stato stampa troppo potrebbe finire per svalutare la lira rispetto all’euro. Quest’ultimo infatti rimarrebbe di giurisdizione esclusiva europea, cioe’ della BCE.
Con questo sistema, non ci sarebbe bisogno di uscire dall’euro per nessuno. Semplicemente, a partire da domani, tutti i contratti futuri dello stato, sarebbero in lire (inclusi i buoni del tesoro). Quelli ancora in vigore in euro rimarrebbero fino alla scadenza.
L’euro rimarrebbe, per esempio per le transazioni fra due entita’ europee. Per esempio una societa’ italiana potrebbe avere un contratto con un fornitore tedesco con i termini espressi in euro. Se cosi i due preferiscono. O un turista potrebbe viaggiare da un paese UE all’altro portandosi dietro solo Euro e pagando con esso. Cosi’ come i turisti che vanno ad Aruba pagano in dollari, invece che stare a cambiarli in fiorini.
Discutiamone in futuro.
Nel 1944 cessò il gold standard,moneta legata all’oro alla quale subentrò il dollaro.Ma nel 1971 gli USA non vollero più saperne di di convertire il dollaro in oro e finì il cambio fisso. Nel 1973 fu introdotto il cambio flessibile secondo il mercato dei cambi,cioè secondo l’andamento dell’economia.Nel 2000 l’Italia fece una furbata: legò la sua economia a quella europea. Il cambio monete nazionali- euro fu il risultato matematico di complessi parametri in cui,come si è visto,l’economia di un paese ha giocato un ruolo decisivo.Dal 2001 a oggi abbiamo goduto di bassi tassi di interesse e di una inflazione contenuta. L’es.del possessore del buono da 10 milioni può essere significativo. Gli interessi sul risparmio,in genere,coprono l’inflazione e il capitale è salvo: 5 mila euro = 10 milioni. Negli anni settanta scorsi gli interessi erano del 20% ma l’inflazione del 26%.Il ritorno alla lira teoricamente non dovrebbe comportare traumi se l’economia andasse a gonfie vele.Ma noi abbiamo un debito pubblico enorme che ci paralizza.La svalutazione per migliorare le esportazioni è una pia illusione,così come la svalutazione per ridurre il debito a cui a volte ricorrono gli stati.Il direttore del Sole 24 ore ha spiegato molto bene di non andare incontro ad avventure che sicuramente ci costerebbero care.
Silvano il 20 giugno 2012 alle 19:50:
Guarda che sfondi una porta aperta io non sono certo per il socialismo reale nè per il capitalismo di rapina che abbiamo ora, ma un mondo senza stato è al di la da venire, l’uomo dovrà maturare enormemente per farlo, non lo vedremo noi e nemmeno le generazioni più prossime, non capisco però il bene che ci avrebbero fatto i derivati,a chi li ha inventati di sicuro , a chi li ha comprati parecchio meno, mi sembra una truffa tipo Parmalat moltiplicata n volte, non crederai davvero al sol dell’avvenir, io vedo assai buio all’orizzonte.
Peccato ci sia un altro post. Ero così ansioso di sentire le dotte spiegazioni sul perchè il neuro è cosa buona e giusta…
@FRANCESCO GRANDE il 20 giugno 2012 alle 18:34:
Se lo dice lei…
@Nicola Porro:
Se quello che legge le suscita curiosità dovrebbe approfondirlo lei stesso, senza domandarsi se chi l’ha scritto è un affabile genio o un arrogante ignorante.
E le garantisco che abbiamo avuto molti più affabili minsitri piuttosto che ministri saccenti.
Tempo fa un deputato Radicale mi chiese di scrivergli un discorso per un suo intervento in parlamento per spiegare perché il protocollo di Kyoto era una palese truffa scientificamente inapplicabile. Ho usato volutamente linguaggio tecnico e formule, ed il deputato mi ha risposto:”ma così non lo capisce nessuno, non puoi semplifarlo per la gente comune?” Ed io:”No. Certi argomenti sono complessi e o la gente comune fa la fatica di studiare per capire oppure è giusto che gongoli nelle boiate che gli propinano i media”.
L’affabile ignoranza alla base del pensiero mainstream ha portato alla rovina il pensiero occidentale.
Inoltre, lei al bar non potrebbe mai scansarmi, perchè io proprio non sono tipo da bar, non mi ci troverebbe mai in chiacchiera in un bar.
Per Bragadin ancora
Studiati meglio al teoria comunista perchè è l’esatto contrario di quello che dici, tanti doveri e pochi diritti, ovvero dare il meglio di se senza chiedere in cambio niente oltre al necessario per vivere, una società basata sull’altruismo, non ha funzionato perchè la maggior parte di noi sono come te, come ha detto un altro sul blog, ci si sveglia la mattina pensando a chi inc….re durante la giornata, e mi ci metto anch’io perchè non credo riuscirei a vivere in quel modo, questa invece è una società basata sulla legge del più forte, che comprende anche il più bravo o furbo come sei tu, ovvero il darwinismo sociale, la sopravvivenza del più “adatto”, io almeno lo sò che non sono un genio come te, però non sono nemmeno una carogna, la voce di popolo dice così.
Se quello che legge le suscita curiosità dovrebbe approfondirlo lei stesso, senza domandarsi se chi l’ha scritto è un affabile genio o un arrogante ignorante.
E le garantisco che abbiamo avuto molti più affabili minsitri piuttosto che ministri saccenti.
Tempo fa un deputato Radicale mi chiese di scrivergli un discorso per un suo intervento in parlamento per spiegare perché il protocollo di Kyoto era una palese truffa scientificamente inapplicabile. Ho usato volutamente linguaggio tecnico e formule, ed il deputato mi ha risposto:”ma così non lo capisce nessuno, non puoi semplifarlo per la gente comune?” Ed io:”No. Certi argomenti sono complessi e o la gente comune fa la fatica di studiare per capire oppure è giusto che gongoli nelle boiate che gli propinano i media”.
L’affabile ignoranza alla base del pensiero mainstream ha portato alla rovina il pensiero occidentale.
Inoltre, lei al bar non potrebbe mai scansarmi, perchè io proprio non sono tipo da bar, non mi ci troverebbe mai in chiacchiera in un bar.
Bragadin il 20 giugno 2012 alle 18:53:
Queste cose le ho lette scritte da altri anche qui sopra, su internet e su altri giornali, poi le stavano anche trasmettendo a Ballarò martedi sera, proprio la questione dei derivati infetti di provenienza americana, nessuno ha detto che non era vero, non sono certo in grado di inventarmele, io conosco i miei limiti te mi pare di no, per quanto riguarda la convertibilità in oro del dollaro vatti a riguardare gli accordi di Brettonwooods, cancellati da Nixon nel 1971 e da allora hanno cominciato la stampa dei dollari non più coperti da fort knox, la storia la devi studiare te mio caro, questi sono fatti non fandonie come le tue, maleducato che non sei altro.
A Mariolino.
Mariolino, sono Valter di Volterrra.
In effetti non sono di Volterra ma Bragadin la pensa così.
Ho letto in ritardo le ePISTOLe di Bragadin a te indirizzate e mi corre l’obbligo di chiederti scusa.
Tempo fa anch’io mi sono scontrato con le scempiaggini da lui espresse. Erano sostanzialmente incomprensibili in quanto scritte tutte di seguito, senza intervalli respiratori.
Ho fatto ho fatto e, da un punto di vista estetico/comprensivo, ha fatto passi da gigante.
In futuro mi impegnerò per arricchire il suo vocabolarietto ripetitivo e mi impegnerò ancora di più per fargli scrivere cose che abbiano un senso.
Ti chiedo scusa nuovamente,
Valter
uahuahuah mariolino, un giorno capirai che il solcialismo, non è solo quello russo. anzi quello russo è la parte meno resistente, perche ha ucciso piu in fretta il suo popolo.
sil socialismo americano è piu subdolo, non ti uccide fisicamente ti uccide poco alla volta togliendoti il futuro. un giorno capirai…
cos’è il socialismo? non è forse pianificazione centrale per tutti? e cosa fa lo stato americano se non cercare di pianifiacare tutti????
svagliati…
i derivati?
per fortuna che hanno inventato i derivati, altimenti saremmo nella kakka gia da 15 anni.
i derivati sono solo una forma di autodifesa congegnata per accelerare il processodi distruzione di massa a favore del guadagno di pochi tipico del socialismo.
parafrasando la “fallacia della finestra rotta” senza derivati saremo gia falliti da tempo, ma cosa avremmo fatto nel frattempo??
nessuno puo dirlo.
la finananza non è il nemico. la finanza fa il suo lavoro. con l’obiettivo di guadagnare il piu possibile.
lo stato è il nemico
e se lo stato fa leggi che consentono alla finanza di guadagnare immensamente, la colpa di chi è? dello stato o della finanza?
svagliati compagno!!!
siamo nel 2012.
Bragadin
Dimenticavo, i comunisti italiani devono essere dei maghi se non andando mai al governo avessero fatto i danni che dici, non te lo ricordi che hanno sempre comandato i democristiani e un pò i socialisti, per le baby pensioni è con loro che te la devi prendere, la zappa non serve, con la carriola ci vuole la pala, parli anche di cose che non hai mai visto sodo.
mariolino:
tu scrivi (senza l’input di Mammmolo evidentemente ):
“siamo in questo stato un pò per colpa nostra, ma molto grazie alla finanza angloamericana che con i cosidetti derivati ha infettato il sistema bancario europeo, per eliminare ogni possibilità di concorrenza al dollaro, da quanti ne hanno stampati dopo la fine della convertibilità in oro dovrebbero valere come la carta di giornale.”
Ma dove le hai copiate queste scemenze ?
Ma te lo ha spiegato Pisolo che cosa sono i derivati ?
Te lo detto Pisolo che i derivati ” si stampano” ? Oppure lui ti ha detto che solo gli “imperialisti americani” sono arrivati al punto da perfezionare la tecnica aliena di “stampa dei derivati” … per infettare il mercato europeo (i meschini … dopo aver bombardato i bambini irakeni con tonnellate di bombe a grappolo ):
compagno mariolino: possibile che non ti sei ancora stancato di fare figure di m…. su questo blog ?
bragadin il 20 giugno 2012 alle 14:20:
Ma cosa scrivi che non sai niente buffone, io sono andato in pensione con 38 anni di contributi, dei quali 35 di turni continui avvicendati, natali pasque e capodanni compresi, mentre te stai a gozzovigliare io lavoravo per te, testina di vitello, sono anche stato come molti altri gentilmente invitato ad andarsene per la classica riduzione del personale altrimenti ci restavo, io te li farei provare, i lavori pesi per davvero che si fanno dalle mie parti, sono come l’anticamera dell’inferno, ho cominciato a lavorare sicuramente prima di te, e quando mi chiamano ci vado ancora, pagando tutte le tasse, cosa che dubito tu faccia, se cè qualcuno che di sicuro almeno per la pensione non ha rubato nulla sono quelli come me, facenti parte dei cosidetti lavori nocivi alla salute, peggio cè solo la miniera, posto dove ti vedrei bene con pala e piccone che le tue manine bianche mai hanno assaggiato, le mie si invece.
Se ti faccio la lista di quelli che qui sono morti prima del tempo non basta la pagina, ma per chi come te ha il cuore come dice la canzone di De Andrè sono cose che non contano vero, egoista dei miei stivali, mio padre è morto sul lavoro, mio suocero è morto di silicosi presa in miniera, io non sono messo tanto bene come molti altri miei colleghi, ci sono tanti lavori che ti accorciano la vita, mai sentito parlare dell’amianto, anche quello c’era in grosse quantità, infatti parecchi sono andati in pensione presto per quel motivo, qualcuno è già morto di asbestosi, cose che la gente come te vede solo alla televisione, un conto è viverle e peggio morirci, voi colletti bianchi sapete una sega di cosa è il lavoro vero tanto lo fanno gli altri delle classi inferiori, per quello tanti la pensano ancora come me, è il pd che non la pensa più in quel modo.
Avrai anche studiato ma scrivi come un buzzurro.
Perché si dovrebbe fissare per la nuova valuta una banda di oscillazione? La si lascia fluttuare, dopo qualche anno, sperando nella ripresa economica e nel miglioramento dei conti pubblici si può pensare a una fascia di oscillazione (e bisogna vedere intorno a quale valuta…).
La maggioranza dei proprietari di case possiede la propria abitazione: cosa gliene importa se vale un milione o cento milioni? E un abbattimento di valore significa afflusso di capitali…
egregio dr. Porro,
ho letto quasi tutti i commenti, non sarà che i fautori del ritorno alla lira, ad uno stato a moneta sovrana, abbiano deciso di morire combattendo da ITALIANI, pittosto che SUICIDARSI da tedeschi?
@ Andrea Pellis il 20 giugno 2012 alle 09:43:
Caro Pellis, mi rifiuto di credere che lei abbia dei complessi tali da sentirti accusato personalmente ogni qualvolta parlo di ANTIEURONI ( non ANTINEURONI, questo sì termine un pò offensivo che lei spesso usa nella tua interminabile, quasi monotona crociata contro la moneta unica ).
Può essere che ne faccia parte, vista la sua VEEMENZA, quasi ODIO nei confronti dell’ €, ma io mi riferivo NON A LEI, che era LONTANISSIMO DAI MIEI PENSIERI, ma a chi, oltreoceano, con interessi ben più giustificati dei suoi, desidera nei fatti ( non a parole ), affossarlo.
Se va a rileggersi il mio intervento, vedrà che è tutto incentrato sugli interessi GEOPOLITICI e sulla speculazione, in ispecie quella della finanza KILLER che oggi predomina soprattutto negli USA.
Quanto alle sue capacità ed argomentazioni per dimostrare le sue teorie ANTINEUROPEE, sono convinto che siano, come le mie PROEUROPEE, perchè basate, più che su teorie difficilmente dimostrabili da chiunque, dai PROPRI INTERESSI PERSONALI E DALL’ ANGOLAURA DA CUI SI ESAMINANO I PROBLEMI.
La mia angolatura è quella di un italiano che si rende conto che il paese NON FUNZIONA.
VESSATO, DERUBATO, PRESO IN GIRO ( ED ANCHE, SE VOGLIAMO, VIZIATO ) DA UNA CLASSE DI BOIARDI DI STATO ( IVI COMPRESA CERTA MAGISTRATURA ) CON LE MANI TRASVERSALMENTE SPORCHE DI APPALTI VERGOGNOSAMENTE MAFIOSI E CHE DESIDERA MANTENERE LO STATUS QUO A COSTO DI FAR MORIRE IL PAESE.
SENZA GLI OBBLIGHI DEL RISANAMENTO IMPOSTICI DAI TRATTATI EUROPEI, CONTINUEREMMO AD ESSERE COMANDATI DA QUESTA CLASSE ECONOMICA, POLITICA CHE FA LETTERALMENTE SCHIFO E CHE SPERO VERRA’ A CONTARE SEMPRE MENO IN UN’ EUROPA PIU’ INTEGRATA POLITICAMENTE.
Lei probabilmente in questo andazzo da cicale in qualche modo ci sguazza e la DIFFERENZA E’ TUTTA QUA’, altro che teorie sui calcoli della svalutazione ” SULLE BASI ECONOMICHE SOTTESE AL VALORE DI UN BENE “.
FIGURARSI QUANTO GLIENE FREGA AGLI SQUALI DI BILDERBERG ( PERO’ SE RIUSCISSERO A MANGIARSI UNA
BELLA FETTA DELLA PLETORA CHE CI ASFISSIA, VARREBBE LA PENA DI FARE QUALCHE SACRIFICIO ).
SALUTI E.. TANTI AUGURONI, ANZI, NEURONI .
@antonio chichierchia:
troppo facile dire che è stata tutta colpa di berlusconi.
lei fa un piccolo errore temporale: l’euro fisico è si nato nel 2001, ma quello reale è nato molti anni prima, si ricorda cos’era l’ECU? sa quando abbiamo stretto gli accordi per agganciare la nostra lira al Marco tedesco? l’euro è effettivamente nato in quel momento per noi, se non ricordo male correva l’anno 1987 o giu di li.
tutta colpa di berlusconi?
ma per favore.
@Nicola Porro il 20 giugno 2012 alle 17:34:
Con tutto il rispetto, ma è esattamente lo stesso tono dell’articolo…
@Prometeo il 20 giugno 2012 alle 14:50:
Amen. Quoto al 200%.
oh mamma mia…
si euro no euro….
e si continua a NON vedere qual’è il problema reale.
pensate davvero che se torniamo alla lira si possano risolvere i tutti i problemi?
pensate davvero che se torniamo alla lira si possano risolvere anche una solo fottutissima minima parte di problemi?
dai ragazzi non scherziamo, lira o euro non cambia nulla. la sovranita monetaria che ce l’abbia la BCE in combutta con gli stati membri, o che ce l’abbia la banca d’italia in combutta con lo stato italico, non fa nessuna differenza.
riprendersi la sovranità monetaria non vuol dire darla allo stato italiano, ma vuol dire darla al popolo, ovvero ad ognuno di noi, ovvero al mercato.
sarà poi il mercato a selezionare la sua valuta “migliore” come ha sempre fatto in migliaia di anni prima dell’avvento della piu grande truffa di tutti i tempi, ovvero la moneta “fiat” in un sistema bancario a riserva frazionata.
per chi non lo sa la moneta fiat non è la moneta delle auto di marchionne, ma è la moneta con corso forzoso. ovvvero imposto dall’alto.
l’unico modo per riappropriarci delle nostre libertà è che la moneta venga restituita al mercato.
vedo commenti permeati di una demagogia assoluta prendere un sacco di voti, vedo soluzioni che imbavagliano le libertà della gente e ci rendono semplicemente piu schiavi prendere un sacco di voti.
ma di che cosa stiamo parlando????????????
normalmente su forum “generalisti” non faccio commenti tecnici in quanto spesso non vengono capiti o addirittura nemmeno letti, in quanto noiosi, o perche necessitano di un certo tipo di conoscenze, che sono faticose da reperire e capire. ma cari miei, dire che è meglio uscire dall’euro per stamparci le nostre lire e pagare i debiti è di una ignoranza economica talmente assoluta che non ci si può nemmeno esprimere.
tutti a dire: gli economisti non sanno niente, in quanto non ne hanno azzeccata una e guarda dove siamo finiti. facile no? ma avete mai parlato con un economista vero? vi riempirà la testa di “leggi” formule e quant’altro.
Stefano scrive nel suo post: “Non sono un economista e vado più a sensazioni che a equazioni. ” ecco questa è l’essenza di tutto.
l’economia non è una scienza esatta e non si puo esprimere in equazioni. l’economia è una moltitudine di interrelazioni fatte tra persone che non ragionano allo stesso modo e che fanno scelte in base alle loro proprie esigenze. come puoi racchiudere tutto in un’equazione?
il grande errore degli economisti in auge (mainstream) è prpio quello di partire da dati aggregati di macroeconomia per creare teorie economiche. quando invece si dovrebbe fare l’esatto contrario, ovvero partire dalla microeconomia e dall’osservazione di un determinato comportamento in un determinato contesto di vita.
come si fa a pianificare sta cosa???????
non si può
ci arriverebbe anche un bambino di 3 anni a dire che non si può. pensate alle variabili che 60 milioni di persone (prendo solo gli italiani va…) hanno tutti i giorni nella scelta delle loro necessità. di conseguenza come può uno stato dall’alto pianificare un’economia?
l’unico modo che ha è quello di togliere la proprietà della moneta al tessuto economico ed imporla per legge a tutti, andando quindi a modificare gli andamenti del mercato drogando piu o meno il mercato alla bisogna. questa è libertà?
chi ha in mano il monopolio monetario, fa quello che vuole. e tutti gli altri zitti a subire, e gli economisti di grido a dirci che dobbiamo pure ringraziare questa gente per il fatto che ci stanno rubando non solo il futuro, ma oramai anche il presente. bello no???
lo stato non siamo noi, lo stato è un qualcosa che non ci appartiene ed è governato da delegati che non fanno il nostro interesse ma il loro.
e stiamo ancora qui a parlare di nazionalizzare, di avere la moneta di stato ecc??
se hai un pollo nel cortile e te lo rubano, nel momento che tu metterai DUE polli in cortile, te ne ruberanno DUE. questo è lo stato. ne piu ne meno.
a me non interessa proporre soluzioni, non qui almeno, anche perchè prima di discutere di soluzioni, bisogna che le persone che discutono sappiano effettivamente qual’è il problema. altrimenti si perde tempo. o si fa demagogia….
@Prometeo. lei è uno di quelli che quando si conoscono al Bar si cercano di scansare: sanno tutto loro. Si possono dire le stesse cose che lei dice anche con un tono meno saccentino. Di ministri che sapevano tutto ne abbiamo avutio a bizzeffe: figurarsi di blogger. Se solo avesse un po’ di garbo e scendesse dalla cattedra che si è costruito sarebbe stato molto interessante approfondire la sua analisi. Poichè in questa zuppa si cerca di capire, di confrontarsi. Peccato
@antonio.chichierchia il 20 giugno 2012 alle 14:57:
Oggi fa davvero caldo, non è vero? E secondo me Balotelli non deve giocare.
come ha ragione . alnmeno un commento assennato
Il numero dei deputati non si tocca!
Chi sperava in un cambio di marcia della politica. Chi si era illuso che il buon esempio – in tempi di vacche magre – stesse lì lì per arrivare proprio dall’alto, ovvero da chi aveva avallato una manovra finanziaria di risanamento dei conti pubblici impostata sul rigore, fatta di lacrime e sangue e rivolta come sempre ai “soliti noti”. Chi confidava di non essere lasciato solo a dover pagare il debito di una crisi economica mondiale di cui non ha responsabilità e di una sciagurata gestione della cosa pubblica che non gli appartiene, ebbene, si sbagliava di grosso! Di riffe o di raffe il parlamento ha trovato anche stavolta il modo di… “sorvolare” sul taglio del numero di deputati e alla fine l’art. 1 del disegno di legge di riforma costituzionale sul ‘taglio dei deputati’ è stato accantonato. La richiesta è venuta dalla Lega che, con Bricolo e con l’ok del Pdl, ha proposto di affrontare prima le modifiche del Senato e dunque anche gli emendamenti con cui il Carroccio chiede il Senato federale. L’accantonamento dell’articolo 1 del ddl di riforma costituzionale ”non può essere interpretato come se non si torni piu’ a trattare della riduzione del numero dei parlamentari, si tratta di un accantonamento tecnico e non di merito, ci tenevo a precisarlo”. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani in Aula. Fatto sta che l’articolo viene stralciato e si passa al successivo, il numero 2 che tratta del Senato federale. A nulla è servito il monito del relatore di minoranza Francesco Pancho Pardi (Idv) sulla possibilità che un eventuale accantonamento possa alimentare polemiche da parte dell’opinione pubblica. Morale della favola: NESSUN TAGLIO alle auto blu, agli stipendi dei parlamentari, al numero delle poltrone, agli enti inutili, al finanziamento dei partiti, ai privilegi della “casta”, ai “loro” benefit!!!! Chissà perchè quando si tratta di tagliarci stipendi, pensioni, posti di lavoro e welfare “loro” sono tutti d’accordo e decidono in tempi brevissimi? Un solo monito alla “genteperbene” di questo Paese: che nessun dorma!!! “Loro” non si arrenderanno mai. Noi neppure!
a proposito , egr. dottore , sto sempre aspettando la spiegazione de : ” il valore monetario di un bene ” lei sa tutto ed è pieno di convinzioni ; lo spieghi a tutti , il concetto .
grazie
[...] coi porri Stuzzicato da questo post di Libertysoldier, sono andato a leggere il perzzo di Nicola Porro sul blog de “il Giornale”. Ecco i miei [...]
@Andrea Pellis il 20 giugno 2012 alle 09:55: non mi azzardo a “spiegare” perchè non mi considero all’altezza, ma mi pregio sottolineare: 2001, nasce l’euro,si chiede un sacrificio stratosferico ai lavoratori a reddito fisso, ma in compenso, se ben amministrato,col “neuro” (come lo chiami tu ) ci sarebbero le premesse per far decollare il paese. Mi spiego: le spese fisse dello stato si dimezzano rispetto alle entrate (leggi pensioni,stipendi pubblici, interessi sul debito pubblico, rispetto a sigarette – 50 milioni di euro al giorno -, benzina, iva, IRPEF, etc etc etc etc etc ).Uno Stato “virtuoso” può finalmente investire in infrastrutture ( strade, logistica, trasporti), dare sollievo alle aziende( ridurre o levare l’IRAP), investire in innovazione, in turismo.. puntare alla crescita della qualità produttiva del paese..(che a mio avviso è l’unica soluzione per competere con Germania, Olanda, Francia etc). Invece che succede? Vista la debolezza sindacale dei lavoratori dipendenti e la DEBOLEZZA MEDIATICA dell’opposizione ( non ti dimenticare le 5 reti nazionali in mano al PDL ), si punta a competere a livello internazionale prendendo il parametro degli stipendi cinesi, si favorisce l’immigrazione selvaggia che nel breve periodo è una risorsa, ma nel medio finisce col distruggere tutto l’apprendistato dei nostri giovani etc etc., si precarizza tutto il lavoro giovanile (con quella maledetta legge Biagi),si favoriscono a man salva i sostenitori del circuito (leggi lavoratori autonomi)chiudendo tutti e due gli occhi sulle evasioni fiscali,purchè lascino in sella i politici che acchiappano a piene mani( finanziamento siderale ai partiti, stipendi da favola per gli amministratori pubblici – la signora Fede percepisce 40 milioni delle lire che vorresti al mese-, case vista Colosseo, Renzo Bossi 24 milioni delle lire che sempre vuoi tu al mese a 24 anni…. Sei così sicuro che la colpa è dell’Euro e non di chi ci ha amministrato?L’unica verità è che siamo stati correi.
I sondaggi dicono che molti italiani vorrebbero un ritorno alla Lira. Si tratta di una pazzia. Disegniamo uno scenario semplificato, ma realistico.[...]
Cominciamo subito male.
1. Quali sondaggi? Con quale metodo? Con quale panel? A me non risulta affatto.
2. Eventualmente le conclusioni… “si tratta di una pazzia”, mettiamole alla fine.
[...]Il 1 gennaio 2013 non so quale presidente del consiglio o della repubblica a reti unificate annuncia che siamo fuori dall’euro. E che il tasso di conversione della Lira con l’Euro è di uno a uno. Magari già che ci siamo con la finzione di una banda di oscillazione del 5 per cento (modello serpente monetario).[...]
Il 1 gennaio del 2013 il Presidente del Consiglio sarà Mario Monti, e Mario Monti piuttosto che anche solo pensare ad una uscita dell’Italia dall’Euro, fa scoppiare la terza guerra mondiale. La questione della banda di oscillazione è irrilevante. Le oscillazioni sarebbero ben più ampie ed ingestibili di qualsiasi banda, ma non sul fronte monetario, quanto sul fronte del mercato dei prodotti finanziari e assicurativi.
[...]Tanto per iniziare è chiaro anche ad un bebè che la banda di oscilazione è un fregnaccia. Essa come insegna la crisi del 1992 verrebbe difesa solo dalla Banca d’Italia, con la sua ritrovata autonomia e sovranità.[...]
Non è affatto chiaro, perché è non solo irrilevante, ma impossibile. La Banca D’Italia ha ceduto la sua sovranità monetaria con Ciampi primo ministro e lo Costituzione Italiana, ad oggi, non contempla la possibilità di includere sotto l’ordinamento giuridico Italiano l’operato della Banca D’Italia, che con sentenza della Corte Costituzionale del 2001 (non ho il numero sotto mano…) ha sancito che l’operato della banca non è di pertinenza dell’ordinamento italiano. Occorrerebbe quindi prima una legge di modifica costituzionale. Inoltre, mentre esistono dei trattati di ingresso nell’euro, non esistono trattati di uscita. La procedura di uscita non esiste a livello comunitario, non solo a livello Nazionale.
[...]Essa non sarebbe in grado di difenderci un solo giorno. Potrebbe stampare moneta all’infinito, inflazionerebbe la lira e di questo passo la speculazione si alimenterebbe. La nostra navicella sarebbe troppo piccola per resistere ai venti della, comprensibile, speculazione.[...]
Economia con la zappa eh? Anche questo scenario è del tutto irrealistico. Nell’eventualità dell’uscita dell’Italia dall’euro, la valuta più debole sarebbe l’euro e non la lira! Come del resto nel caso dell’uscita della Grecia dell’euro… che guardacaso… non ne è uscita. Inoltre le attività economiche che compongono il PIL (sebbene il PIL sia un contenitore estremamente inaffidabile ed aleatorio) hanno struttura diversa da Paese a Paese. Un Paese in cui il manifatturiero, come l’Italia ndr, ha un ruolo importante nella composizione del PIL potrebbe eventualmente anche trarre dei benefici da una svalutazione, mentre un Paese come la Grecia, il cui PIL è essenzialmente composto da attività statali e bancarie, non avrebbe alcun vantaggio da ritorno alla Dracma.
Inoltre, non essendoci un trattato cui sottindente un accordo di conversione da euro a NewLira, NON ESISTE un accordo sulla conversione di assets e liabilities. Ossia, l’uscita di un Paese dall’euro passa NECESSARIAMENTE attraverso il default di TUTTI i debiti esterni. Ossia… passa attraverso il fallimento governativo.
In tal caso, L’esigenza della svalutazione verrebbe largamente meno… tant’è vero… che l’unico Paese che ha avuto “le palle” di passare attraverso un fallimento governativo controllato a seguito della crisi, L’Islanda, ha ora il problema di una valuta TROPPO FORTE!
Quindi.. mi risparmio i commenti sul Suo “esempio concreto” essendo minato alle fondamenta logiche.
[...]Come dimostrano i numeri delle nostre esportazioni post svalutazione 1992, il primo effetto è benefico per l’export, ma poi esso va velocemente declinando. Insomma le imprese tendono ad accucciarsi sugli allori. Fatturano grazie alla valuta debole (e non in tutti i settori, ad esempio quelli energivori sono fregati perchè debbono inportare la materia prima), ma nel medio-lungo periodo perdono quote di mercato. Non hanno incentivi ad innovarsi tecnologicamente, ad aumentare la produtività e a conquistare nuovi mercati. Le cosiddette svalutazioni competitive sono una droga. Inoltre la maggiore povertà degli italiani relativa al resto del mondo, produrrebbe un calo della domanda interna (ben peggiore di quello provocato dalla pressione fiscale di oggi).[...]
Tutto molto semplificato. Dopo il ’92 sono successe tante cose che hanno impattato l’export, né è la svalutazione l’unico fattore che favorisce l’export. Inoltre, la massa monetaria combinata ( sia M1, che M2, nonché M3) delle monete dell’oggi area euro, mentre fino al 2001 cresceva circa linearmente, dall’avvento dell’euro è iniziata a crescere in maniera esponenziale (ref. http://sdw.ecb.europa.eu/). L’euro quindi nel complesso è più inflazionato, ossia svalutato, della combinazione delle valute pre-euro.
Non crederà mice che l’inflazione è l’aumento dei prezzi?
La vera droga non è la svalutazione, che ovviamente non ha mai vita lunga. La vera droga è il public-spending, che è a livelli talmente alti e talmente intoccabili (protetti dalla Costituzione nientemeno… vedasi l’impotenza del revisore Bondi) che il passaggio attraverso un colossale fallimento governativo è L’UNICA CHANCE, sebbene non la garanzia, di apportare una significativa review al public-spending, che potrebbe, ma non necessariamente dovrebbe, condurre ad una riduzione del medesimo, e conseguente riduzione della esazione forzosa esercitata dal monopolista dell’uso coercitivo della Legge: lo Stato.
[...]Ci sarebbe qualche vantaggio per il turismo. Sì certo. Ma dovremmo combattere con Grecia, Spagna, Portogallo, che già oggi hanno grande attrattività e domani, nel nostro scenario apocalitico, si troverebbero fuori dall’euro come noi, e dunque svalutati.
Si potrebe continuare per ore. Ci fermiamo qua per carità di patria.[...]
Tutto il turismo greco messo insieme fa meno della sola Venezia… non credo propio che l’Italia dovrebbe preoccuparsi di questi concorrenti sul fronte del prezzo.
Le ragioni per cui i turisti preferiscono altri Paesi all’Italia sono tutti sul fronte della qualità dei servizi. Inoltre alcune regioni turistiche come la Sardegna sono inarrivabili per costo già da alcuni decenni, indipendentemente dall’euro o dalla Lira, o NewLira.
Conclusione: deludente e superficiale articolo.
Al2011 il 20 giugno 2012 alle 08:24:
l’Italia dal 2002 non cresce più..(coincidenza con l’avvento dell’euro e la “grande risorsa” di milioni di nuovi “italiani” da importazione..che avrebbero fatto aumentare o tenere il “pil”..sic..ergo è tutta una ciofeca..ps si parla di euro e di critica al ritorno della lira che ci farebbe perdere valore ai nostri beni..dopo che lo stesso eurotruffa lo ha fatto oltre ovv a dimezzarci il potere di acquisto..e più..infatti vi ricordate che buon stipendio erano due milioni di lire?..ecco ora sono 1000 euro..e non sono un piffero..pur rispettando il punto di vista della critica al ritorno della lira..vorrei però sentire da parte di questi ultimi almeno un :”ormai la TRUFFA è fatta, ci hanno fregato”
@LIBERTYFIGHTER post del 19 giugno 2012 alle 21:15. Ciao, ti ringrazio per l’apprezzamento alla mia idea, ma volevo solo precisare che non sarei in grado di supportare la mia tesi con numeri. Se da un lato è vero che gestisco, o meglio, sono proprietario di un’Azienda del settore tecnologico è anche vero che ho solo tre diplomi di cui due ad indirizzo umanistico. Ho sempre creduto nell’”interdisciplina” e ha fruttato: l’Azienda nel 2011 ha segnato un +40% rispetto al 2010. Azienda nata nel 2006 con un capitale di 3.000,00 euro, che poi era un fido bancario. Dico questo, NON per tessere le lodi della mia Azienda, o peggio le mie, ma perchè credo nella responsabilità delle scelte e delle idee e che ogni difficoltà tecnica possa essere superata dall’intelletto umano. Mi spiego meglio, credo che la tecnica debba essere a servizio dell’umano, lo aiuti ad AMPLIARE lo scibile ma non sia lo scibile in sè. Le scelte debbono quindi fondare, per essere accrescitive e non invasive/distruttive, sullo scito e proiettarsi alla ricerca a cui consegue scoperta, innovazione e invenzione. Se ben vedi la storia, o meglio, le sue parti “più belle” sono state scritte per “rivoluzione” di intelletto, quindi nell’accezione più positiva del termine rivoluzione. Tornando alla mia idea di soluzione della crisi, che a onor del vero mia non è, poichè ha l’intento solo di essere una mini summa di pensiero di altri, la stessa nei suoi punti fondamentali, per lo meno nella storia europea, non solo non è mai stata praticata, quindi come ti precisavo inizialmente, non ci sono numeri “storici” di supporto, ma, per ottusità o altro, le ragioni che la conseguono sono considerate diaboliche se non eversive, o per assurdo, proponendosi l’esatto opposto, fondamenti di dittatura/tirannia. Tutto questo papocchio per dirti che se le sorti di una crisi vengono affidate a tecnici sterili, cioè burocrati manieristi, incapaci di spaziare, privi di curiosità intellettiva, insomma il contrario di tecnico autentico, cioè colui che parte da ciò che sa per accrescere, continueremo solo a rimestare vecchie usanze e se pur tecnologicamente avanzati, riprodurremo ere storiche passate anche orribili. In sostanza, le tue idee, come quelle di Porro, se è vero che possano fondare su teorie scritte qualche tempo or sono, è pur vero che le stesse, non essendo mai state applicate, sono sostanzialmente innovative e con la garanzia di non provenire da una sola fonte, nonchè essendo voi esperti in economia, possedete gli strumenti “tecnici” adatti a filtrarle e adattarle ai tempi. Ne consegue per voi, la responsabilità di farle ascoltare più in alto. Tale invito non vuole togliere nulla agli importanti contributi di conoscenza che ci fornite quotidianamente, impedendo anche la nascita di “falsi nemici” (vedi questione lira vs. euro). Concludo dovendo purtroppo rinnovare un’intenzione già espressa in un mio vecchio post: impedire che la mia Azienda (che vivo come una figlia) possa venire distrutta da questo tipo d’Italia (ATTENZIONE NON INTESA COME NAZIONE ITALIANA). Pertanto, al 31/07, in accordo con i collaboratori, un settore importante verrà chiuso in Italia e servirà da traghetto per “esternizzare” il resto. Ovviamente non in Europa, o meglio, quest’Europa. Ci vorrà del tempo per tornare sull’onda, sono disposto anche ad andare a fare il cameriere di notte, ma ho l’obbligo morale di non esporre la mia Azienda a rischi inutili, meglio torni piccina picciò ma con almeno una speranza di vivere, piuttosto che sana ma a rischio perenne di morte, assassinata in questo tritacarne istituzionalmente legittimato. Certo che l’Italia ha sempre avuto una strana prerogativa: popolo cerebralmente vivace ma condotto da menti inique.
mariolino: perdonami … dimenticavo! Non far fare la ruggine a zappa e carriola!!! Per la loro manutenziione … chiedi consiglio a Pisolo!
mariolino; non è una coincidenza che tu appartiene proprio a quella categoria di parassiti pensionati ” in tenera età”!
Se non sei un pensionato superbaby tu …. chi lo dovrebbe essere?!
Però il tuo vero problema compagno è quello di avere un contenuto cerebrale di consistenza indefinibile; se poi a questo aggiungi il fattto che sei pure comunista … il patatrak è fatto!
Ma c’è di più! I vari Mammolo, Pisolo, Brontolo, nonchè Cucciolo … sono invecchiati anche loro per cui, quando ti corregono i post, prima che tu clikki su “aggiungi commento”… il contenuto dei sudeti post … non è affatto sicuro che sia esente dalle consuete idiozie!
mariolino: disgraziato! Va bene che sei coomunista …. ma ti sei mai chiesto se (per esempio tu pensionato da tempo immemorabile) … ti sei mai chiesto … chi sta pagando quello che stai percependo di pensione?
Ti sei mai chiesto chi paga per coloro che – pensionati – percepiscono una pensione che NON SI SONO PAGATI?
Cerrrrrrtamente no che non te lo sei mai chiesto! Tu sei comunista e uno sciagurato come te … non è in condizioni cerebro politiche di farlo: infatti – da comunista – sei il classico prodotto della storica teoria (di pepponiana memoria) del ” solo diritti e zero doveri”: esattamente come tutti i tuoi poveracci compagni di sventura la cui pepponiana logica demagogica ha ridotto l’italia sul lastrico!
Egregio Nicola Porro,
non entro nel merito su quanto lei scrive nel suo articolo perchè non ho nessuna competenza.
Io faccio solo un ragionamento semplice semplice da uomo della strada.
Orbene da semplice uomo della strada le dico che quando c’era la lira io stavo molto ma molto meglio che con l’euro.
L’euro a me,non so se anche a lei,ha letteralmente dimezzato lo stipendio.
Faccio un esempio,quando c’era la lira ed avevo 100.000 lire in tasca,mi sentivo “ricco”,ora con l’euro avendo 100 euro in tasca mi sento “povero”.
E sì che 100 euro dovrebbero corrispondere a 200.000 lire.
Faccia un po’ lei i conti per me perchè io forse non riesco a farli.
Distinti saluti.
Se siete giovani trasferitevi tutti in paesi extra UE ed EURO . Tra un pò dovremmo andarci noi in ALBANIA..secondo il mio modesto parere siamo indietro di qualche anno rispetto alla Grecia ma il destino Italiano è quello li. Volevo ricordare a grandi linee le conseguenze principali della crisi greca :taglio degli stipendi pubblici di 1/4; Tassa sulla casa INCLUSA nella bolletta dell’energia elettrica per costringere i Greci a pagare; aumento IVA ;Aumento esponenziale Suicidi;Tagli alla Sanità:tangenti per farsi curare negli ospedali pubblici;Aumento mense comunali per poveri ecc… Dove vogliamo andare signori miei? dove? Non possiamo competere con paesi emergenti senza impoverirci tutti. Saluti
@libertyfighter ottimo e abbondante
Il divorzio dall’euro ci farebbe tornare alla casa madre lira con una situazione tal quale del divorzio fra due partner umani; quello dei due che avrà l’obolo dall’altro, si troverà finanziariamente depauperato mentre il secondo assaggerà la miseria più nera tanto che sarà costretto per sopravvivere ad accedere alla benemerita Caritas.
Dr. PORRO Egregio, possiamo pretendere di avere una vera Europa unita, sotto tutti i punti di vista, se continuamo,a mandare al Parlamento Europeo, dei PARLAMENTARI,(TROMBATI),CANTANTI, PRESENTATORI,SINDACALISTI/E,ATTORI,PARENTI,ECC…,ECCETERA? COSA PENSIAMO CHE QUESTI PERSONAGGI, POSSONO CREARE CON LA LORO PREPARAZIONE DI VITA,CERTAMENTE NON GRAMA?
PENSO CHE SIA MEGLIO ANCORA SCEGLIERE (PENSI UN PO’ COSA LE DICO),CHE E’ MEGLIO ANCORA SCEGLIERE,PARLAMENTARI,CHE ABBIANO FATTO CARRIERA, INIZIANDO NELL’AFFINGERE CON LA COLLA,, MANIFESTI DI PARTITO, NELLE ORE NOTTURNE, PER CONTO DEL LORO PARTITO. QUESTA SI’ CHE E’ VERA ESPERIENZA PARTITICA, DA MERITARSI POI UNA BELLA POLTRONA IN PARLAMENTO, PER ANCHE POTER LEGIFERARE,LEGGI, PER TUTTI QUELLI, CHE DI NOTTE RIMANGONO A DORMIRE, NELLE PROPRIE CASE!
A mio avviso, sino a quando questa prescelta di personaggi, non sarà veramente non più presa in considerazione,COME SI USA FARE ORA, perchè solo dimostra, tutta la pochezza dei ns.rappresentanti di governo,nel creare degli organici parlamentari,(EUROPEI), che non sanno forse neanche a che partito appartengono, e che cosa sia il lavoro, da poter svolgere, così lontani dalle loro case, e con tanto disagio pratico ed economico, per questa Loro amata Italia! Certamente questo sistema adottato da anni, non può essere altro, che la vera fotografia di RISULTATI PIETOSI, che questo vecchio continente, può dimostrare, con tutti i suoi limiti di età, e di sapienza messa in atto, dalla Sua Fondazione. I vecchi Senatori del Senato GRECO & ROMANO, SE POTESSERO,( NEL VEDERE QUESTA PORCHERIA PARLAMENTARE,VISIONANDO IL C.V.PERSONALE DI OGNUNO DI QUESTI PASSATI, E PRESENTI,I LORO ANTENATI STORICI,LI ANDREBBERO A TIRAR PER I PIEDI DI NOTTE, TUTTI I NOSTRI POLITICI,CHE HANNO COLLABORATO E COLLABORANO A CREARE QUESTI ORGANICI DEL NULLA INSIPIENTI,IN QUANTO E’ CHIARO IL LORO RISULTATO OPERATIVO. INFATTI PER GLI STRANIERI NON DEL CONTINENTE,L’EUROPA PER LORO E’ SOLO UNA TIGRE DI CARTA. INFATTI I MERCATI,CI SUCCHIANO DA MATTINA A SERA,IN OGNI GIORNO DELL’ANNO.
E SE PENSIAMO QUANTO CI COSTA ANNUALMENTE TUTTO CIO’,BISOGNEREBBE DENUNCIARLI, PER COLLUSIONE PER CRETINERIA, TUTTI IN MASSA. PENSO ANCHE CHE QUESTO VALGA, PER TUTTI ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL’UNIONE,ALTRIMENTI NON SAREMMO MESSI COSI’, E LA MERKEL, SAREBBE STATA, GIA’ DA TEMPO MANDATA A CASA A FAR LA CALZA, COSI’ RISPARMIERA’ DI ANDARE IN MERCERIA A COMPRARLE, DI TIPO INDUSTRIALE ITALIANO!
COSA NE DICE IN PROPOSITO Dr. PORRO.
G.BO.
G20: E’ una mia impressione o dalle notizie che trapelano ancora non si vuole capire che se da un lato la crescita non può essere fatta per decreto, dall’altro può essere compromessa per decreto, anzi decreti da “Santa Inquisizione” inducono la recessione? Il premier Italiano insiste sul virtuosismo con piglio gesuita. Virtuosismo = sacrificio dei popoli. Vede nel sacrificio, da perpetrarsi con sistemi medievali, la riscossa “spirituale” della specie. Un tempo la flagellazione era sinonimo di ricerca della purezza, il martirio sinonimo di santità. Si intravede un trasbordo di questi concetti nella società moderna. Vi faccio un esempio semplice di vita reale, fatto quindi realmente accaduto, e quanto mai emblematico. UN MIO AMICO HA DISDETTO IL CONTRATTO TELECOM E SKY PER PAGARE L’IMU E TARSU. Ne abbiamo parlato e per la sua situazione economica, i tagli ai due contratti non sarebbero stati necessari, tuttavia, sono ritenuti SPESE SUPERFLUE. Emerge quindi che IMU e TARSU, nella pericolosa visione che si sta diffondendo, sono spese “sante” perchè tasse (tassa=flagello di purificazione / persecuzione fiscale=arma di purificazione); mentre Telecom e Sky sono “mollezze” a cui si può rinunciare. Considerate che per produrre servizi entrambe le compagnie impiegano personale, meno servizio prodotto=meno personale da impiegare. Se un atteggiamento del genere cominciasse a diffondersi, anche in relazione ad un “redditometro” presentato dalla stessa AE come arma contro e non come strumento di valutazione per il cittadino, l’effetto a catena sarebbe micidiale per l’economia reale. Tornando a un articolo precedente di Nicola Porro (il frigo beige da “Effetto valanga”), ben si può capire come in realtà i virus ebola che minacciano l’economia siano di due ceppi distinti e parimenti aggressivi. Vi ricordate le precisazioni dei governanti in materia di ricchezza? Si preoccuparono di precisare che essere ricchi non è un delitto. Tuttavia venne omesso di dire che il 68% del reddito prodotto dovrà essere SACRIFICATO allo Stato e sarebbero stati verificati gli INDICI di ricchezza. Mamma mia, che terribile confusione tra virtù ed epurazione. Un’epurazione da perpetrarsi non più con l’autos da fe (i roghi), ma in maniera più insidiosa, la iper tassazione. Fisco=autorità spirituale che combatte il demone dell’evasione. Così come capitava nei tempi andati il castigo favoriva spirali di violenza autorizzata, ora il nuovo castigo: LA TASSA QUALE CONCETTO MORALE favorisce l’evasione TOTALE. A mia veduta, ci troviamo anche di fronte ad una regressione culturale, morale e civile oltre che a una regressione economica. In questo contesto, argomento la mia tesi di un’Europa come polveriera pronta a saltare. Caspita sembrerebbe aver ragione Vico.
Non sono un economista e vado più a sensazioni che a equazioni. Ricordo perfettamente che quando l’Italia entrò nell’euro si disse che sarebbe stata un’occasione unica (e obbligata) per mettere ordine nei nostri conti pubblici. Se con la lira di svalutazione in svalutazione si tirava a campare con l’euro non sarebbe stato possibile. Era come avere una lira fortissima dovendo far fronte per forza al cambio. Ora, il sistema produttivo italiano è sempre quello, quello della lira, la pubblica amministrazione idem dunque il sistema Italia, che con la lira produceva debito, continua a produrre debito. Questa volta in euro. E’ questo è il dramma. Nessun governo è stato in grado di ridurre lo spreco o comunque di riequilibrare il rapporto costo/produzione e siamo lì a non saper che fare se non chiedere soldi (eurobond) alla Germania. Allora, è chiaro come il sole che ritornare alla lira ci costerebbe miseria, però ci darebbe almeno la speranza. L’euro ci strangola e basta.
R03ERT0 60RETT1 il 19 giugno 2012 alle 00:55: e Max il 19 giugno 2012 alle 00:06.
Quoto al 2000%.
@libertyfighter il 19 giugno 2012 alle 14:04:
Quanta sicumera! Peccato, davvero peccato che siano molti più gli “esperti” che considerano il neuro una boiata, di quanti ce ne siano a favore… Ovviamente si citano sempre e solo quelli che la pensano come fa comodo, non è vero? Monsurrò la pensa così ma, ribadisco, ci sono fior fior di studiosi che la pensano diversamente.
Vedo poi che abbondano gli insulti tra i sostenitori del neuro, il che li accomuna ai sinistrati. Forse perchè l’insulto è l’ultima spiaggia per nascondere la mancanza totale di argomenti?
Rifaccio qui la domanda che ho fatto all’inizio di questa discussione, ma che non è stata pubblicata: gentilmente qualcuno mi spiega IN CONCRETO quali vantaggi ha portato il neuro ai popoli europei, tali per cui è giustificabile dire che non solo è una cosa buona, ma va anche mantenuta? Perchè sinceramente delle teorie economiche mi importa sega. Quello che mi importa è che futuro stiamo costruendo (o distruggendo…) per i nostri figli. E per concreto intendo vantaggi REALI (non futuri, non desiderati, non teorici) che siano derivati dalla moneta unica e dalla UE.
Garzie
@martello carlo il 19 giugno 2012 alle 15:58:
Se permette le offese se le dovrebbe risparmiare… Sono antineuro e antiUE da prima del trattato di Maastricht, e ne vado molto, ma molto fiero. Sono anche in grado di discutere apertamente con chi invece è a favore (discussioni che di solito finiscono male per i neuroentusiasti, non avendo alcun argomento concreto da portare), senza offenderli. Ora le domando, chi è che non capisce un c… Grazie comunque di aver confermato che sto dalla parte giusta, quella che non offende. Non che ce ne fosse bisogno, basta guardare alla realtà e non ai desiderata…
@Emanuele il 19 giugno 2012 alle 16:08:
Sottoscrivo al 100%. Direi anche che c’è poco da aggiungere: il neuro e la neuropa hanno fallito. Vanno eliminati al più presto.
martello carlo il 19 giugno 2012 alle 15:58:
TRovo molto interessante la sua analisi della situazione, siamo in questo stato un pò per colpa nostra, ma molto grazie alla finanza angloamericana che con i cosidetti derivati ha infettato il sistema bancario europeo, per eliminare ogni possibilità di concorrenza al dollaro, da quanti ne hanno stampati dopo la fine della convertibilità in oro dovrebbero valere come la carta di giornale.
Questi duri di capi europei invece di farsi la guerra in casa dovrebbero fare fronte comune contro chi ti vuol fregare, invece gli diamo anche ragione.
Per chi vorrebbe, e chi non vorrebbe, tornare al potere d’acquisto ante 2002 di sicuro non ci si torna più, meno che mai con la liretta di un tempo, valeva poco prima figuriamoci ora.
ECONOMISTI VERI E FALSI
Io credo che la pessima prova fornita proprio da economisti di professione, tra cui boriosissimi rettori di università come Monti, dovrebbe indurre alla cautela chi ironizza sugli italiani che pretendono di parlare di euro e ricette per uscire dalla crisi.
Qualsiasi casalinga abituata a gestire 1000-1200 euro in famiglia, ci avrebbe detto meglio di qualsiasi “accademico” che se alzi la pressione fiscale già alta, e togli soldi alle famiglie, poi queste non comprano, le aziende non vendono, licenziano, si innesca recessione, e alla fine anche il fisco avrà minori entrate. Solo un incompetente totale poteva alzare la pressione fiscale, e senza tagli allo spreco della pa, ebbene lo ha fatto proprio un rettore e un economista!
Per quanto riguarda l’euro, Porro dice che è indifferente il cambio con la precedente valuta, ma tutti ricordiamo (e lo diceva proprio Berlusconi!) che avere permesso un cambio a 1936 lire x 1 euro, poi aveva permesso nel 2002 una enorme speculazione: molti raddoppiarono i prezzi come se 1 euro valesse 1000 lire! Se ci fosse stato un cambio a 1000 lire esatte x euro, o vicino a 1000, ad esempio, sarebbe stato più difficile “fare i furbini” sul cambio, giocando sull’1 e “dimenticando” le 936 lire.
E comunque, proprio ieri sera Vittorio Feltri intervistato in tv da Corradino Mineo, ha detto una cosa giustissima, totalmente diversa da quella che sostiene Porro qui: dal 2002 l’Italia non cresce più, e la colpa è ANCHE (certo non solo, ma anche sicuramente) dell’euro, e per questo Feltri propone di cambiarlo in fretta o uscire.
Noi abbiamo ceduto la nostra sovranità monetaria alla BCE e a gente che non abbiamo eletto (e chi sono Trichet, Juncker, Draghi, ecc.?) e che ci impone vincoli pazzeschi (patto di stabilità e altro) ma che si sono dimostrati fallimentari.
Vi faccio una semplicissima domanda: QUANDO FINIREBBE “L’AUSTERITA’” PER L’EURO?
Alcuni dicono che ci vorranno anni.
Anni?
Ma qui nel giro di qualche mese chiudiamo TUTTI!!!
Ma chi dice certe vaccate, ha almeno idea dello schifo a cui è giunta la situazione?
Come possono le aziende e le famiglie sopravvivere anni in una crisi economica come l’attuale?
O si riforma subito l’euro e i suoi vincoli idioti, o sarà la VERA economia, quella spietata, quella della gente che non ha più soldi, a farlo saltare, l’avete capito o no, cari Monti, Merkel, Barroso, Lagarde, Draghi?
E ci vuole pochissimo, ora Monti dice che “abbiamo 10 giorni per salvare l’euro” (ma come? pochi giorni fa Christine Lagarde diceva che c’erano ancora 3 mesi!).
Forse è la prima cosa giusta che dice, perchè se alla fine i mercati capiscono che la Grecia uscirà comunque, perchè è troppo in crisi, e poi salteranno altri stati, in pochi giorni crolla tutto, la gente correrà agli sportelli a ritirare i risparmi e a cambiarli in dollari, franchi, ecc.
Insomma, NON fidatevi degli economisti “di professione”, hanno fatto troppe vaccate per poter essere presi ancora sul serio.
Euro si euro no.Questo è ormai un GIOCO D’AZZARDO.
Vogliamo continuare a giocare anche continuando a perdere? E se dovessimo dover tornare alla LIRA dopo che ci avranno messi in mutande! Usciamone adesso che abbiamo ancora i pantaloni!La Germania ha BMW,MERCEDES,VOLKSWAGEN,PORCHE che esporta alla grande. La Francia ha 60 CENTRALI NUCLEARI ed esporta energia elettrica. Noi abbbiamo una cosa che i Tedeschi e francesi hanno di meno: SOLE e MARE! Siamo ancora il Giardino d’Europa?
E allora…che gniuno sfrutti le proprie risorse!
Via dall’euro, senza temere le svalutazioni o le concorrenze di Gracia o Spagna per il turismo!Il Turismo, quello Sociale, sarà la nostra salvezza!
Monti Vincera’ La gente va a pagare le nuove tasse con un sentimento:
Quei ladroni ci hanno indebitati senza che noi lo sapessimo. Ci rassegnamo, ma la pagheranno. Nessuno si salvera’ e purtroppo anche coloro che non erano d’accordo.. Il migliore presidente del consiglio che abbiamo avuto pure soccombera’ anche se si era sforzato di mettere le cose in ordine. e questo perche??? perche’ non ha parlato agli italiani informandoli della situazione.. Che paghi anche lui!!!
@Emanuele
Mi sono permesso di rispondere al posto di Porro alle tue domande. L’ho fatto in questo post, che spero leggerai volentieri.
http://libertyfighter.wordpress.com/2012/06/19/otto-domande-economiche-frequenti/
[...] domande economiche frequenti… 19 giu Mentre leggevo i commenti del post “Una Lira bucata“, di Nicola Porro, mi sono imbattuto in un commento di un certo Emanuele, il quale, in un [...]
Bella analisi ma la sua è solo teoria,nemmeno lei sa cosa potrebbe accadere se uscissimo dall’euro.Io per contro so benissimo cosa è accaduto in termini di fatturato e di posti di lavoro con l’euro e la globalizzazione soprattutto alle piccole imprese.L’Euro e la globalizzazione sono due ingranaggi complementari che stanno distruggendo la nostra economia,ma voi esperti di economia vi innamorate delle vostre teorie e prima di ammettere di aver sbagliato fareste crollare il mondo anche se ci state sopra e verrete travolti da quel crollo.L’euro è servito solo alle multinazionali che hanno delocalizzato la produzione guarda caso in nazioni spesso che hanno monete deboli è hanno rivenduto i loro prodotti in euro o in dollari.Un modo facile per far soldi.Tutto questo però ha distrutto tutto l’indotto delle piccole imprese qui in Italia.ma forse a lei signor Porro questo non interessa perchè chi ò piccolo deve solo sparire,non è così?Quindi non stia a cianciare di internazionalizzazione delle imprese perchè così si crea ricchezza limitata in Cina,Serbia etc.ma non in Italia e poi magari si pagano le tasse all’estero : in Svizzera per la gioia di noi tutti.Le vorrei fare una domanda perchè fra le nazioni che sono cresciute di più ci sono la Polonia e la Turchia che notoriamente non hanno l’Euro?
Sto sentendo Catricala a Ballaro (che vergogna…)
“UNA RIFORMA CHE CI VIENE CHIESTA DAL FMI, DALLA UE E DAI MERCATI” per sostenere quella BOIATA (per dirla come Squinzi che e’ una grande persona) della riforma del lavoro!
Scusatemi…
Kerberos, non conta la sua rilettura, conta la storia. Non avete capito un tubo delle dittature comuniste, di cui avete sempre sminuito e negato gli orrori. Sono solo 4-5 anni che avete cominciato a dissociarvi, ma ancora non tutto. E non racconti bugie ad una che vive nel comprensorio più rosso d’Italia. Grazie a lei ho scoperto che Dalema è una mammoletta. Le vostre fondazioni sono state fameliche ed hanno ingoiato della manovre intere. E già che lei dice di poter rispondere di tutto, che ci dice del consorzio Etruria, del Monte dei Paschi di Siena e dello scandalo della Sanità di Massa?
@emanuele
Bagnai scrive quelloche gli hanno insegnato a scrivere. overo baggianate.
daltro canto si rifà a krugman che per le sue baggianate ha preso pure il nobel.
daltro canto come possono non dare un nobel ad uno che scrive esattamente quello che le autorità politico/bancarie vogliono sentirsi dire?
la menzogna continua.
provate a leggere un po di robetta scritta magari da von Mises, comincierete a capire come effettivamente stanno le cose.
ciauz
per questa bella situazione bisogna ringraziare nell’ordine:
keynes, autore della piu grande giustificazione al debito mai scritta.
friedman, autore della piu grande mistificazione monetaria mai scritta
ed infine ma non meno importante il sig krugman, che racchiude in se le peggiori nefandezze scaturite dai due precedenti signori.
il ciclo boom/bust non è naturale di un’economia, è semplicemente causato dalla droga monetaria che da 80 anni stiamo vedendo.
il bello è che i cicli boom/bust sono sempre piu brevi, il che significa che l’espansionemonetaria crea sempre boom piu corti e crisi piu frequenti
in attesa di quello che sarà il big crash di tutto il sistema.
il socialismo monetario trasferisce semplicemente i danni in avanti nel tempo ma è destinato a fallire prima o poi. e oramai siamo arrivati alla fine.
consiglio: cari amici, l’unico organismo che non vi aiuterà mai a salvarvi è lo stato, e le banche centrali direttamente connesse ad esso.
cominciate a muovervi per salvaguardare i vostri risparmi convertendoli in “oggetti” di valore tangibile, tra non molto, anche una tazza di caffè sarà piu preziosa di una valigetta de euri o dollari…
ps: cercate su google e documentatevi sulla sitauzione dello zimbawe. cosi capirete cosa intendo per crash.
saluti.
@Max
La tua idea di soluzione della crisi è perfetta!
Bragadin il 19 giugno 2012 alle 18:51:
Allora non hai letto quello che ti ho scritto nel blog precedente, non dire le parolacce, sono sicuro che ti riesce, ora ci vorresti calare ancora la pensione, ci ha già pensato la coccodrilla, ti assicuro che la discreta pensione che per ora prendo è stata pagata da tanti contributi, in compenso è falso che camperemo di più, campano molto quelli nati prima della guerra, selezionati e provati dalla miseria, noi nati nell’era della penicillina a campati guasi tutti, sani e malati, già cominciamo a morire, molti miei colleghi sono morti prima della pensione, parecchi erano comunisti così sarai contento.
Io ho dato e continuo ancora molto sangue, e ti assicuro che ce lo abbiamo tutti uguale, se ne avessi bisogno ti potrebbe toccare anche quello di un comunista, ma non è infetto come pensi.Comunque spero che non ti serva.
Leggo sempre volentieri gli articoli che lei scrive sig.Porro perchè è una persona competente che non segue le mode.A me tutto questo parlare di uscire dall’Euro non mi piace e mi sembra dilettantesco.Abbiamo pagato un’esagerazione per averlo e ora che l’abbiamo lo vogliamo gettare alle ortiche.E’ costosissimo e punisce senza pietà gli scialacquatori come la Grecia, la Spagna l’Italia, ecc.E’ chiaro che questi paesi lo abbiano in odio e vogliano disfarsene.Però stimola potentemente ad eliminare sprechi e a migliorare i prodotti per continare a venderli all’estero.Infatti non possiamo concorrere con la Cina ma con i paesi nordeuropei che hanno fatto da anni o da decenni i compiti a casa e che ora non hanno i nostri problemi.Con l’uscita dall’Euro ci ritroveremo con i paesi più poveri e più disastrati del nostro.Invece noi anche se ci costa un’esageranzione dobbiamo concorrere con la Germania e gli altri paesi europei.
Invece una uscita dall´Euro zona della Germania per il governo tedescho avrebbe conseguenze spaventose per tutti i cittadini tedeschi, é le imprese!Quali sarebbero le conseguenze!?Una discussione che nessuno vuole portare in politica. Anche se alcuni degli ex primi ministri come Silvio Berlusconi chiede un ritiro della Germania dalla moneta comune. Ma i politici tedeschi rimangono in silenzio.Oltre che al danno finanziario é politico per la Germania sarebbe enorme. E sarebbe economicamente molto rischioso. “Un crollo dell’unione monetaria sarebbe associato con costi estremamente elevati e rischi che nessuno può realmente prevedere”, ha detto il presidente Bundesbank Jens Weidmann, “BBC News”. “Per questa ragione, un tale scenario non sarà l’obiettivo delle azioni e dei leader politici tedeschi”.
Quello che i cittadini tedeschi perdono:(Die Welt)
é una stima dei risparmi circa € 4,7 Bilioni patrimonio in denaro.a fronte di € 1,55 Bilioni rispetto al debito. Ciò si traduce in una posizione finanziaria netta è di circa € 3,2Bilioni, che sono detenuti in conti di risparmio o in contratti di assicurazione.Poi con l´entrata del´Marco in Germania avra una rivalutazione del 20 fino al 35% le esportazioni saranno zero per la Germania!
Una uscita dall´Euro per l´Italia é doloroso ma porta inevitalbilmente alla salvezza economica finanziaria di tutto il paese Italia!
Chiedo venia per i toni un po’ forti del post precedente. Spostiamo un attimo però il baricentro della questione. Se la UE fosse veramente rigorosa sino in fondo, vale a dire, oltre ad imporre pareggio di bilancio, imporre il pagamento delle imposte a tutti ecc… imponesse anche agli Stati, con obbligo di inserimento in costituzione, il divieto di SUPERARE il 33% di pressione fiscale, con clausola che tale limite possa essere superato nella misura max del 2% in casi eccezionali (catastrofi naturali, ecc…) e comunque tale addizionale non possa essere applicata per non oltre due anni consecutivi? Non si potrebbe obiettare ingerenza, poichè già questa avviene, si vedano le quote latte o lo stesso pareggio di bilancio. Ci porremmo ancora il problema euro? Non credete che si sgonfierebbe pure la tensione sociale sia interna che esterna al singolo Stato membro? Inoltre, non dovrebbero nemmeno fare “iniezioni” di denaro, poichè aumentando il potere d’acquisto ripartirebbe la domanda e saremo attrattivi anche per investitori extra-ue. In questo scenario, secondo me, aumenterebbe il gettito fiscale e emergerebbe buona parte dell’economia sommersa e tra qualche anno si potrebbero creare le circostanza per avere degli avanzi di cassa. Nello scenario virtuoso di cui sopra, avremo anche dei risparmi “inaspettati”, dovremo,infatti, anche spendere meno soldi per la “lotta all’evasione”, poichè la stessa diminuirà (si consideri che ora gli introiti derivanti dalla lotta all’evasione finiranno a finanziare la lotta all’evasione stessa, roba da matti). Per effetto positivo a catena, come cittadini, avremo anche MENO bisogno di chiedere disponibilità di cassa agli Istituti di Credito e, a contrario, in alcuni casi, arriveremo ad immettere noi soldi sui conti correnti. A mia veduta, avremo due leve positive, il divieto per gli Stati di sprecare, altra cosa sarebbe la spesa pubblica intesa come servizi, investimenti infrastrutturali ecc.. e avremo un’economia realmente incentivata. Si deve anche considerare che le CRISI NON SONO eventi così eccezionali, ciclicamente si ripetono. Troppo comodo imputare la colpa agli USA (vedi Merkel/Monti), poichè ora, a mio parere, STIAMO ENTRANDO IN UNA NUOVA CRISI MARCHIATA UE. Secondo voi perchè Fiat corre oltre oceano? L’Europa si ritiene virtuosa poichè agisce su questioni di principio, dimenticando che le questioni di principio non risolvono nulla e intanto questi qua partono da Bruxelles con mazzate e memorandum. A contrario, creano tensioni, non ricordo tensioni così forti tra i popoli Europei: chi sale in cattedra, chi è ridotto a chiedere elemosine, chi accusa l’altro di essere un truffatore e di connivenza con l’illegalità. Un’arena di isteria. Credo che ciò che risolva i problemi sia il PRAGMATISMO. Ma vi pare che i fondi salva Stati siano una soluzione pragmatica? Un cane che si morde la coda. Poi inventano i piani crescita… ma sù. Eh! Anzi E CHE CRIBIO! Sono così RELIGIOSAMENTE chiusi nella loro convinzione di ubermensch morali da essere convinti di imprimere un’evoluzione alla razza umana. E questo mi fa’ ancor più paura della crisi stessa. Ancora pardon per qualche eccesso nei post precedenti.
caro Renato, il tuo accorato intervento mi ha quasi commosso ! Inoltre dici anche – a mio modesto avviso – cose sensate e condivisibili.
Resta però il pessimismo che mi avvolge e travolge in quanto in questo paese, non si riescono a fare quelle pochissime ed elementari cose che anderbbero fatte SENZA ALCUN INDUGIO ! I tagli alla Spesa pubblica !
Sono di oggi le anticipazioni sui tagli che riguardano gli sperperi del Pubblico impiego: …. ma tu pensi seriamente che qualcuno in Italia, sia capace di fare un SOLO MISERABILE “VERO” TAGLIO DA QUELLE PARTI ?
Vedrai che anche queste anticipazioni fatte di roboanti annunci … finiranno squallidamente dove sono finiti tutti gli altri: NEL CESSO !!!
Purtroppo questo è il solito triste refrain relativo alla nostra spesa pubblica: NESSUNO RIUSCIRA’ A PORRE FINE ALLO SPERPERO !!! A meno che non si comincino a vedere posizionati i carri armati agli angoli strategici dei centgri di potere : lo so che questa prospettiva fa incazz… a morte comunisti, bolscevichi e benpensati di ogni razza e condizione …. ma dopo aver indottrinato a dovere 3 generazioni di italiani a “pane facile e soli diritti” … non è nemmeno pensabile che ciò possa essere cambiato nel giro di pochi mesi !!
Un solo esempio totalmente emblematico: una percentuale altissima di italiani pensionati, percepisce molto di più di quanto effettivamente ha versato nel corso degli anni : ho letto che qualcuno ha versato 2/3 in meno rispetto a quanto complessivamente percepisce di pensione (nel corso della sua esistenza in vita, calcolata sulla base delle determinaziooni ISTAT sulla vita media degli italiani).
NESSUNO DI DICE CHIARAMENTE CHE ADESSO UNA LARGA MAGGIORANZA DI LAVORATORI (COGLIONI E FESSI) STA PAGANDO LE PENSIONI A QUESTI SII PUR INCOLPEVOLI SOGGETTI !!!
Chi ha il coraggio di dire a questa gente che la loro pensione si dovrebbe ridurre del 50 % o peggio del 75 % ? …. Non si ha nemmeno il coraggio di intervenire per eliminare o per lo meno ridurre le pensioni di reversibilità a favore del coniuge supertite che GODE GIA’ DI UNA LAUTA PENSIONE O DI REDDITI ELEVATI !!!
Questo è il sistema italia che ha prodotto la ns. disgraziata classe politica ! .. E all’orizzonte, dopo la caduta di Berlusconi, non si vede, ahimè, assolutamnte niente di buono !!
@ Luca Beltrame la mia in realta’ non e’ un’analisi, dico solo di non prendere a riferimento (ne negativo ne positivo) un Paese che era alla fame (vera!) ed e’ stato costretto a prendere decisioni drastiche per non ritrovarsi a dividire certi “primati” con gli Stati del Terzo Mondo. Trovo che sia una storia a se, percio’ non ha senso additarla negativamente o ergerla a possibile modello. Certo e’ che hanno avuto le palle, perdonatemi, di mandare a quel paese i propri aguzzini e provare a risollevarsi da soli
@ Ferrante non son d’accordo. Il sistema industriale italiano non solo e’ in grado di competere con il “nord”, ma se fosse messo nelle condizioni di farlo (oggi non lo e’…) al “nord” farebbe un mazzo cosi’, garantito
I nostri macchinari e le nostre tecnologie sono quelle che fanno pulsare il cuore dell’apparato industriale del Mondo, dalla Germania agli USA fino in Cina. Perche’ siamo costretti ad esportare tecnologia? Perche’ purtroppo le nostre fabbriche falliscono o “delocalizzano” soffocate da uno Stato che ha sognato per 60 anni il ponte sullo Stretto o l’inutile TAV.
Il problema e’ alla base, la cosiddetta classe dirigente (che meriterebbe lavori forzati a vita!) che ci ha derubati senza creare le infrastrutture industriali, commerciali e di comunicazione adeguate a quella che era la 4 potenza industriale al Mondo!
Per questo, purtroppo, la sovranita’ monetaria non e’ la medicina e neanche la priorita’. Prima dobbiamo esser certi che alla guida del Paese ci sia una squadra pronta a sacrificarsi per vincere il campionato, dopo potremo, dovremo, uscire dall’Euro e finalmente riprendere a correre.
@Carmine e io ho molto apprezzato il suo video, che consiglio a coloro non abbiano capito il senso del mio post. L’unica notazione che le farei, ringraziandola per la resa in video perfetta delle mie idee, è il passaggio sui mutui. Essi diventerebbero più onerosi solo se la valuta con cui le banche pretendessero di essere rimborsate fosse l’euro. Nel patatrac del passaggio alla lira, immagino che anche le banche italiane (ma è grande punto interrogativo) si vedrebbero costrette a tradurre i crediti da loro vantati nei confronti degli italiani residenti in lirette. E dunque non vi sarebbe aggravio per il debitore.
@Emanuele. Lei argomenta bene, ma mi chiede un trattato. Purtroppo mi sono convinto che la teoria monetarista di Friedman sia corretta e dunque può ben capire che alcune delle sue proposizioni non mi convincono.Ha ragione sulla Svizzera, con un piccolo particolare: hanno un problema inverso rispetto al nostro. E cioè devo stare attenti all’apprezzamento della loro moneta. Esattamente il contrario di quanto dovrebbe fare la nostra Banca centrale. Si può tirare il cavallo che beve troppo, non spingerlo. Secondo me sarebbe poco rigoroso dire quanto si deprezzerebbe la lira. Possiamo certamente scommettere che ciò avverrà, ma dirle quanto dipende da troppe variabili che oggi non conosciamo. Ad esempio quali monete resteranno nell’euro, solo per dirne una. Si chiaro Emanuele non trova in me un difensore della costruzione dell’euro, che è stata assurdo. Ritengo solo che rompere il matrimonio sarebbe carissimo. é possibile farlo, anche se il divorsio non è regolato, basta essere consapevoli a cosa si andrà incontro.
mi pare che la sua ” butade ” non abbia molti consensi .
in quanto la gente comune non ne vuole sapere di ingeneria finanziaria ,
ma riavere il potere d’aquisto che aveva nel 2002 .
oggi checchè ne dica non ce l’ha ed è inutile guardare i libri di economia o i report finanziari , possono dire quello che vogliono e scrivere quello che vogliono non cambia nulla .
non se la prenda , l’euro ha falito ;
e il popolo paga sempre da ignorante e le basi sono che : un euro oggi vale meno di un euro domani .
questo mi hanno insegnato . punto – a proposito lo spieghi lei il valore monetario di un bene .
ruguardo gli zeri la storia la conosco bene non cambia nulla , ma con l’ € si . una lira = 1 € doveva pensarci il governo che ci ha fatto entrare nell’euro . non coniare formule astratte ceme le descrive .
buna giornata
Con il senno di poi
Se avessimo dato. a suo tempo il 51% al Cavaliere…..sarebbe stata un’altra storia.
Itbread – Como
W l’EURO abbasso la Germania
Egregio Dr. PORRO, VISTO E CONSIDERATO CHE GLI ECONOMISTI NON CI PRENDONO MAI, E POI MAI,E I DATI DI FATTO CI DIMOSTRANO, CHE E’ INCONTROVERTIBILE QUESTA DEFINIZIONE VERITA’.DETTO QUESTO,ALTRIMENTI NON CI TROVEREMMO IN QUESTA PRECARIA DISASTROSA GENERALE SITUAZIONE.E QUESTO ANALISI SOMMARIA,VALE PER TUTTE LE ECONOMIE GENERALI DEL MONDO,POCHE SONO LE SITUAZIONI POSITIVE, CHE SI POSSONO RISCONTRARE, QUINDI CREDO CHE ORMAI, LO SIPOSSA DIRE ANCHE AD ALTA VOCE. Dr. PORRO,NON VIENE ANCHE A LEI IN MENTE, CHE IL MANTENERE L’EURO, SIA UN ALTRO ERRORE ANCORA ? CON TUTTI QUEI CERVELLI DI POLITICI ECONOMISTI, STRAPAGATI DAI CITTADINI DEL MONDO,CHE GIORNALMENTE DA DECENNI LAVORANO AL PROGETTO ECONOMICO DEL PROPRIO PAESE,ANCORA AD OGGI,SI NOTA UN LAVORO,CHE NON PRODUCE CHE DISASTRI, COLLEGATI A DOPPIO FILO SPINATO, COME I RETICOLATI DI PROTEZIONE SULLA SPIAGGIA,PIAZZATI A PROTEZIONE DI IPOTETICO NEMICO,CHE POI NON SBARCHERA’ MAI,MA I DANNI COMUNQUE, RISULTANO SEMPRE DISASTROSI.IL RISCONTRO DI TUTTI QUESTI CERVELLI OPERATORI,SOTTO OGNI TIPO DI BANDIERA,CHE SI DICHIARANO TECNICI ECONOMISTI,NON PRODUCONO CHE L’ATTUALE RISCONTRABILE CAOS MONDIALE ECONOMICO.
E ALLORA:
MI VIENE DA DOMANDARMI,SE I TECNICI ( NON QUELLI MONTIANI, PRESCELTI DAI NS.ILLUMINATI GOVERNANTI),MA QUELLI VERI CHE PROGETTANO LA TECNICA REALE,E CHE SAPPIAMO TUTTI CHE FUNZIONA VERAMENTE,SE FOSSERO UGUALI,, ALLORA AVREMMO SICURAMENTE ANCORA LE RUOTE DELLA CARIOLA,A FORMA GEOMETRICA QUADRATA!
FACCIAMO UN’ANALISI PIU’ SERIA,MA CREDO CHE CI SIA GRAN PARTE DI VERITA’,IN QUANTO SOMMARIAMENTE DETTO.
DEDUZIONE:CREDO (TECNICO),SIA UN’ABUSO DI TITOLO, PER CHI LO USA IN MODO IMPROPRIO,DA POTER PERSEGUIRE FORSE IN TERMINI DI LEGGE.
I RISULTATI ATTUALI CHE SI RISCONTRATO, SONO TUTTI DISASTROSI, QUINDI SI PUO’ DEDURRE, CHE TUTTO QUESTO SAPERE DI ECONOMICO, E ATTUATO,E’ SOLOMENTE TUTTO FASULLO,E PRIVO DI QUALSIASI FONDAMENTO REALE. QUINDI ALLORA IL RITORNO ALLA LIRA, POTREBBE ANCHE ESSERE BEN ALTRA COSA,RISPETTO AL PAVENTATO DISASTRO,SE L’EURO DOVESSE SCOMPARIRE, ALMENO DA NOI ITALIANI, CHE SAPPIAMO BEN LAVORARE, E VENDERE PURE!
BISOGNA RICORDARE ANCHE QUESTO, SOTTOSCRITTO.
IN OGNI ALTRA DISCIPLINA DELLO SCIBILE UMANO, QUANDO UNA COSA NON SI PUO’ OTTENERE RIPETUTAMENTE IN TERMINI POSITIVI,LA SI CONSIDERA UNA PATACCA, O UNA SOLA, DETTO IN ROMANESCO.
NOI EX.TECNICI, QUANDO UN PROGETTO NON FUNZIONA, NON IMPIEGHIAMO ANNI,PER CAPIRE CHE BISOGNA RIFARE IL TUTTO CON ALTRO METODO INNOVATIVO, E LO CAPIAMO NEL GIRO DI POCHI GIORNI DI SPERIMENTAZIONE.
QUINDI QUESTI COSI’ DETTI TECNICI, DELL’ECONOMIA, QUANTI ANNI,DEVONO AVERE A DISPOSIZIONE PER NON DISTRUGGERE SOCIALMENTE IL MONDO ?IN QUANTO E’ SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI, CHE FUNZIONA SOLO PER POCHISSIMI, E NON FUNZIONA PER MILIARDI DI UOMINI.
PROVIAMO A FAR PASSARE QUESTO CONCETTO,E A FARLI RIFLETTERE A QUESTI SIGNORI, PER VEDERE COSA DICONO.PENSO CHE DIRANNO LE SOLITE PAROLE DEL NULLA!RIFLETTEREMO,STUDIEREMO,GUARDEREMO,CI CONSULTEREMO,ECCETERA,ECCETERA.
SENTIRE IL MONTI,E I SUOI MINISTRI PARLARE PER TV. E’ VERAMENTE UNA PENA.IL PASSERA E’ VERAMENTE IL MIGLIORE, LE FAVOLE DI ESOPO, AL CONFRONTO,SONO DELLE TRAGEDIE GRECHE. CANTASTORIE SI NASCE VERAMENTE,NON LO SI DIVENTA PER ASSUNZIONE DIRETTA,TRAMITE PARLAMENTARI.
DA QUELLO CHE POSSIAMO VEDERE E CONSTATARE, BOBBIAMO VERAMENTE RIMPIANGERE IL PRECEDENTE GOVERNO, ALMENO IL PRESIDENTE BERLUSCONI, ERA ANCHE PIACEVOLE VERAMENTE AD ASCOLTARLO.A PARTE QUALCHE PICCOLA PECCA,(IL PIU’ BRAVO, E’ SEMPRE,QUELLO CHE SBAGLIA DI MENO)NON CI SONO DUBBI IN PROPOSITO. QUESTI ATTUALI, TUTTI COMPRESI, FANNO VENIRE L’ORTICARIA NELL’ASCOLTARLI,SUI TEMI ATTUALI, CON LE POSSIBILI SOLUZIONE.PER FORTUNA CHE CI SARANNO ANCORA PER POCO,ALTRIMENTI CHISSA COSA FAREBBERO.
I PROSSIMI, PER POCO CHE FARANNO E DISFERANNO DAL VECCHIO ESISTENTE,RISULTERANNO DEI FENOMINI.
CERTO CHE SON TUTTI CAPACI, DI VINCERE LE PARTITE, SE GIOCANO CON DEI TRISTI.
E’ SEMPRE VALIDO QUELLO CHE A ME INSEGNAVANO DA PICCOLO.
GIOCA CON I BUONI,E VALIDI, SE VUOI IMPARARE, MAI CON DEI TRISTI!SECONDO LEI Dr. QUESTI CON CHI HANNO GIOCATO DA PICCOLI. MI PIACEREBBE SAPERE COSA NE PENSA.
ULTIMA RIFLESSIONE.
SPERIAMO PRESTO CHE IL PDL, LI MANDI A CASA, ENTRO IL C.M.
DAL PD, NON CI SI PUO’ ASPETTARE NULLA,DI QUESTO. IN QUANTO CREDO, TROPPO DIPENDENTI DAL NAPOLITANO, CHE LI HA ASSUNTI, QUINDI SE LI MOLLASSERO,DIMOSTREREBBERO TUTTO IL LORO FALLIMENTO, DI SOSTEGNO. CONCLUSIONE FINALE. PER QUESTI, BISOGNA VIETARE,DI POTERLI CHIAMARE TECNICI.
SOLITAMENTE PERSONAGGI DI QUESTO STAMPO, VENGONO CHIAMATI IN ALTRO MODO!
G.BO.
Gentilissimo dott. Porro, mi permetto di svolgere alcune considerazioni, ribattendo punto per punto:
e ciò è possibile perchè uno stato con moneta propria non ha bisogno di emettere titoli di stato, e lei lo sa benissimo. Si legga (invito anche i lettori a farlo) “Understanding modern money system” di Cullen Roche, che è diventato nemico dei cartalisti-MMTers ma non ha ALCUN dubbio sul fatto che gli Stati Uniti e tutti i paesi con moneta sovrana non fanno altro che emettere denaro a piacimento, senza essere veramente indebitati. Senza “debito pubblco” gli USA non potrebbero sopravvivere perchè hanno la peggior bilancia delle partite correnti del mondo.
1) Non si capisce perchè il passaggio dall’euro alla lira dovrebbe essere repentino o improvviso. Se preparato per tempo, sarebbe meno traumatico;
2)Con una Banca centrale autonoma, si potrebbe SICURAMENTE far fronte alla perdita di potere d’acquisto della lira, perchè non è solo importante quanto vale una moneta , ma anche quanta se ne ha. Avere un euro forte ma uno stipendio da fame, è così conveniente? Guardi che i tedeschi stanno già pagando a caro prezzo la deflazione; l’Euro sta uccidendo l’economia di tutta l’Eurozona;
3) la solita storia della svalutazione=inflazione. Non è così. Una svalutazione non sempre corrisponde all’inflazione e, se quest’ultima si verifica, è dell’ordine di circa 1/15-1/20 rispetto alla svalutazione (meglio dire deprezzamento).Veda gli studi di Bagnai, che non è uno stupidotto e viene interpellato dalle tv sempre più spesso;
4) un articolo rigoroso dovrebbe dire a quanto ammonterebbe il deprezzamento della lira. La banca giapponese Nomura dice intorno al 20, diciamo pure 30%. Non mi sembra una tragedia. Vorrebbe dire inflazione più alta (ma non è neppure detto)del 2%;
5) Una banca centrale può fare molto sui cambi (che sarebbe meglio mantenere FLUTTUANTI). Guardi cosa riesce a fare la banca centreale svizzera con il Franco: vogliono che il cambio con l’euro stia intorno all’1,20 e così è da quasi un anno; inoltre, di una moneta deprezzata, sa cosa fanno i mercati, signor Porro? Se la comprano, riportandone il valore a livelli più alti;
6) riguardo alle svalutazioni competitive, non c’è nulla di male e lei lo sa bene. Le aziende, forse, smisero di innovare, ma se si sostiene un mercato interno, con adeguati salari, si può raggiungere un discreto equilibrio;
7) il turismo. E’la risorsa che ci rende grandi e primissimi al mondo; potremmo quasi vivere solo di quello. Ma quando si chiede ai politici di investire sui beni culturali e sul turismo, rispondono che non ci sono i soldi. Bugia: con la lira nulla vieterebbe di creare posti di lavoro pubblici per la conservazione, il potenziamento e lo sviluppo dei beni artistici e paesaggistici del nostro Paese;
Mi attendo sue risposte. Grazie
Dopo aver contestato i nostalgici AUTARCHICI LIRETTIANI ( per il loro desiderio di parassitismo neoclassico da contrapporre alla BARBARA MERKEL che assomiglia tanto ai PADANI ), desidero chiarire che la mia posizione si riferisce alla situazione ATTUALE e non a quella ANTE EUROPRODI.
Tornare indietro NON SI PUO’, DOPO AVER GIA’ PAGATO.
SI TRATTA INVECE DI AVERE UNA VISIONE STRATEGICA E POSTIVA DELL’ EUROPA, COME HANNO, IN NEGATIVO OBAMA & C.
Come dicono Barroso e la stessa Merkel, le crisi ormai TROPPO FREQUENTI, nascono negli USA, altro che in GERMANIA, tanto che, a questo punto, mi viene voglia di dare ragione a chi sostiene che le TORRI GEMELLE SONO FRUTTO DELLA TOLLERANZA CIA AL TERRORISMO PER TRARNE I PIU’ BIECHI ( ORMAI POSSIAMO DIRE AMERICANI ) DISEGNI EGEMONICI.
Le 7 sorelle di comunistoide memoria ormai si sono trasformate nelle STREGHE DELLE BANCHE D’AFFARI STATUNITENSI, LA CUI MENTALITA’, INIZIALMENTE CALVINISTA, si è trasformata in una LOTTERIA…e ciò da EX FANATICO PRO USA MI COSTA UNA VITA.
I JUNK BOND che hanno distrutto il mercato immobiliare statunitense ( SALVANDO LA BANCHE RESPONSABILI CON LA FED ), hanno contagiato le Banche Europee.
Le agenzie di Rating, MONOPOLIO DEGLI USA POST MURO DI BERLINO, SONO IL BRACCIO ARMATO DI CHI VEDE NELL’ EUROPA UNITA, NELL’ EURO, UNA POTENZA IN GRADO DI METTERE IN DISCUSSIONE LA SUPREMAZIA PARASSITARIA DEL $.
LA CITY LONDINESE TATCHERIANA, DISTRUTTA L’ INDUSTRIA MANIFATTURIERA, ESTRATTIVA E QUANT’ ALTRO POTEVA GENERARE LA SUPREMAZIA DEL LAVORO SULLA SPECULAZIONE E’ ORMAI RIDOTTA A PIATTAFORMA ANGLOSASSONE DI OCCUPAZIONE DEL CONTINENTE, IL CHE SPIEGA ( IN PARTE ) LA SUA VACCINAZIONE DALE TEMPESTE MONETARIE eDEI DEBITI.
La STRATEGIA DEL PAESE PIU’ SPECULATORE DEL MONDO DOPO LA CINA, E’ QUELLA DI PASSARE A FOMENTARE LA DIVISIONE RELIGIOSA, ETNICA ED ECONOMICA DELLA MEGAPOTENZA ASIATICA PER ASSICURARE IL PROPRIO DOMINIO ECONOMICO ORMAI RIDOTTO ALLA SOLA FINANZA SPECULATIVA.
BISOGNA DIMOSTRARE AI TIRAPIEDI DI OBAMA EX S & P CHE GLI ANTIEURONI NON CI CAPISCONO UN CA..O, SONO ATIDILUVIANI DA 8 SETTEMBRE E CHE, SE VUOLE SALVARE L’ OCCIDENTE CREATIVO, QUELLO PER INTENDERCI CHE E’ IL DETENTORE DI TUTTE LE SCOPERTE SCIENTIFICHE CHE HANNO DATO PROSPERITA’ AL MONDO, SVENDUTE IN NOME DEL GLOBALISMO ALLA COPISTERIA SCHIAVISTA TERZOMONDISTA, HA DIRITTO ALLA GRADUALITA’ E CHE NON PUO’ FARE A MENO DELL’ EUROPA UNITA.
ALTRO CHE ITALIETTA NOSTALGICA BURBONICOMEDITERRONEA DEI TRVET DI STATO.
come sempre c’era qualcuno che ci arrivava sempre prima degli altri (io con lui bene inteso) e oggi credo che molti piu italiani sarebbero d’accordo con lui: che la merkel è inchiavabile
Pitocco 18/6 17:49
interessante e veritiera osservazione…ma già risaputa.
Chiamiamo a rispondere Prodi ed il governo D’Alema. Si ripubblichino tutte le affermazioni dette all’entrata dell’euro dai capoccioni di quel tempo…ancora viventi.
Se non rispondono, prendiamo il forcone, una volta per tutte.
Itbread – Como
Caro Porro nel mio post precedente ho scritto se la Grecia è schiava come dice lei ma volevo scrivere come dice lui, intendendo Foa, scusi per il refuso. Attendo con piacere una sua risposta.
Caro Porro, senza essere polemico, chi ha ragione tra lei e Foa? Se la Grecia è schiava di chi dice lei l’ Italia cosa è? Perchè se la Grecia esce dall’ euro è ok noi se lo facciamo siamo nella m….? Insomma quale è la soluzione possibile secondo lei?
@Andrea Pellis.
In questo post ho pesantemente criticato il premio nobel KRUGMAN.
http://libertyfighter.wordpress.com/2012/05/29/perche-la-deflazione-e-sempre-un-bene/
Figurati se mi faccio specie di distruggere un ricercatore associato dell’università chieti-pescara.
Qui, per brevità mi limito a contestare l’incipit del suo blog, che può dare la caratura di quello che pensa.
“L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale.”
Lo scambio è un concetto che può avvenire o MENO. Cosa che Pippo Bagnai pare non sapere. Perché uno scambio avvenga, ci devono essere interessi convergenti. Altro che opposti. Gli interessi convergenti sono dati dalla valutazione soggettiva (teoria soggettiva del valore) differente che fanno compratore e venditore della stessa merce. Entrambi hanno un convergente interesse a fare lo scambio.
@Andrea Pellis. Scusa il ritardo, mi era sfuggito il tuo link.
Mi hai proposto un articolo di Alberto Bagnai “ricercatore associato” dell’Università di
Chieti-Pescara !!! Neanche un docente effettivo. L’ho sentito in una trasmissione televisiva e le sue idee facevano acqua da tutte le parti.
In questo post:
http://libertyfighter.wordpress.com/2012/05/29/perche-la-deflazione-e-sempre-un-bene/
mi permetto di mandare a quel paese il premio nobel per l’Economia Krugman, figurati se mi faccio remore a smontare le fallaci idee di questo “ricercatore associato” di una semi sconosciuta università pubblica italiana, peraltro specializzato in dottrine che pregano il connubio tra economia e politica.
Solo per rispetto di Nicola Porro, evito di distruggere tutto il post di PippoEconomics qui in un blog altrui, se avrai la compiacenza di postare sul mio blog, prometto di farti un articolo apposta sul tema. Qui mi limito a contestare direttamente l’incipit del blog Goofynomics, tanto per farti capire che questo sbaglia già le basi da cui parte. Figurati le conseguenze.
“L’economia esiste perché esiste lo scambio, ogni scambio presuppone l’esistenza di due parti, con interessi contrapposti: l’acquirente vuole spendere di meno, il venditore vuole guadagnare di più. Molte analisi dimenticano questo dato essenziale.”
Lo scambio NON presuppone l’esistenza di due parti con interessi contrapposti. Presuppone che gli interessi siano convergenti. Il venditore valuta meno del compratore la merce che vende e il compratore valuta di più del venditore la merce che acquista. Ad esempio, per un venditore di penne, la penna vale meno di 0.10 euro. Per chi la compra, la penna vale più di 0.30 euro e meno di 0.5 Si mettono d’accordo ed il prezzo oscillerà tra 0.1 e 0.5 euro.
Gli interessi sono convergenti. Non divergenti. Se gli interessi sono contrapposti, io non compro la penna e lui non la vende.
leggere commenti di persone che di economia non sanno nulla ma che si improvvisano economisti in tempo di crisi, come ct della nazionale durante i mondiali è esilarante.
probabilmente tra gli astanti se si chiede cos’è la moneta, pochi, anzi pochissimi sanno dare una risposta, e spesso, pure sbagliata. (wikipedia docet) uhauahuahuah
ma va bene cosi. continuiamo lo scontro tra destre e sinistre, dritti e storti, alti e bassi, insomma tutti contro tutti, senza nemmeno renderci minimamente conto che il nemico di tutti, è proprio tutto intorno a noi…
@Nicola Porro:
ho un’idea, per sconfiggere l’evasione, perche anziche combatterla con leggi restrittive, non diventiamo noi stessi un paradiso fiscale?
qualcuno può asserire che in un paradiso fiscale si sta peggio che da noi o che ne so in germania o USA? uahuahuahuah
meditate….
ciauz
Purtroppo la mamma degli ignoranti economici è sempre incinta, soprattutto perché é sussidiata.
Quindi caro Nicola, sarà una lotta improba far capire le basi economiche elementari sottese al valore di un bene.
Consideriamo che metà Italia considera ancora valida la teoria valore-lavoro di stampo marxista annichilita già alla fine del 1800.
L’altra metà considera il valore di un bene genericamente legato a domanda-offerta, senza chiedersi né come nasca l’offerta, né come nasca la domanda. Nessuno capisce che è il valore a fissare i costi e non viceversa. La teoria soggettiva del valore è semicompletamente sconosciuta e se mi azzardassi a nominare le “coppie marginali”, verrei attaccato da difensori dei diritti dei PACS.
Figurarsi poi se invece si deve parlare di moneta, dove l’argomentazione principe, dopo duecento risposte è ancora che il problema è il tasso a cui è stato cambiato l’Euro.
Chiaramente per capire il concetto di riserva di valore, bisognerebbe conoscere il significato di valore. Ma come detto prima così non è e quindi nessuno lo capisce. Il concetto di moneta come scambio indiretto è sparito per essere sostituito con il concetto di “fiducia” astratta in un non meglio specificato strumento rappresentativo di niente. Qua non si sa cosa sia la moneta, però ci si permette di suggerire l’adozione di monete fiat, cambi mirati, “exit strategy”…..
Prima di tutto, suggerirei un bel ebook uscito ultimamente, con autori vari tra cui proprio il citato Oscar Giannino:
“Se tutto va bene, andrà peggio”. Leggete pure il capitolo di Monsurrò che spiega esattamente cosa succede uscendo dall’Euro.
Non i wishful thinkings, ma cosa realisticamente accadrà.
Secondo: Il pezzo di Foa è sbagliato. Il pezzo di Porro è giusto. Facile facile. Il pezzo di Foa è sbagliato e i Greci, che evidentemente sono molto più avanti nel massacro economico, guarda un pò hanno preferito votare chi cercava di rimanere nell’Euro.
Caro Porro, i commentatori che non vedono l’ora di ritornare alla lira, e di perdere in un weekend il 30% (almeno) del valore del proprio patrimonio, sono i ritardati che continuate a corteggiare su questa testata. Perche’ parliamoci chiaro: la leggo sempre con grande attenzione, e proprio per questo non mi venga a dire che la sua linea e’ la linea del Giornale! Lei e’ un’importante voce liberista nel desolante panorama della politica italiana, ma, anzitutto nell’orbita pidiellina, le sue posizioni sono assolutamente minoritarie!
I commentatori devono rassegnarsi: non ci sono scorciatoie, Messia (dal primo Di Pietro siete passati a Berlusconi per approdare a tifare Grillo scommetto), modi per addolcire la pillola. O lo Stato si ritira, ma questo significherebbe per molti di voi perdere il lavoro o la carita’ pubblica elargita per comprarsi il vostro voto, o si aumentano le tasse.
Gentile Porro, lo so bene che lei è per il taglio della spesa pubblica parassitaria, e per la diminuzione delle imposte.
Ma ci dice come ciò può avvenire, se per il meccanismo dell’euro siamo impiccati al “patto di stabilità” e al “pareggio di bilancio”?
Oggi l’Italia non può nemmeno spendere i soldi che ha, perchè il patto di stabilità ce lo impedisce.
Ripeto ancora, il problema non è “uscire” dall’euro il 1/1/2013 (fantascienza), il problema è CAMBIARE LE REGOLE DELL’EURO E I SUOI PARAMETRI.
Basta col patto di stabilità, basta con i limiti rigorosi per paesi come il nostro.
Le regole dell’euro non sono sacre e inviolabili, sono fetecchie, sono troppo rigide e ammazzano l’economia produttiva, per un chimerico pareggio di bilancio ragioneristico.
Ma l’economia è fatta di produzione, aziende, famiglie, NON solo di saldi contabili.
Certo che se cominciamo a tagliare spesa e tasse le cose migliorerebbero, però non basta, non possiamo ogni volta dover pagare anche per la speculazione sull’euro, o perchè lo spread è salito.
CAMBIAMO LE REGOLE DELL’EURO!
ITALIA DELENDA EST.
Viene veramente voglia di radere al suolo l’ attuale italia, non più basata sul lavoro ma sulla BUROCRAZIA CHE CI DIVORA, DIVORA PIL ED INVESTIMENTI.
Evidentemente sono INCAZZATO NERO: alcuni mesi fa è deceduto mio genero in un incidente motociclistico: era appassioneto di moto e 2 mesi fa ho derubricato dal PRA una sua Suzuki, con una dose di certificati che ognuno può immaginare conoscendo la fantasia della PA.
Sbloccata una seconda moto ( quella dell’ incidente ) dal sequestro, ho iniziato la stessa pratica: IN 2 MESI E’ GIA’ CAMBIATO TUTTO, BISOGNA AGGIUNGERE DOCUMENTI AI DOCUMENTI che richiedono giornate di lavoro perse e spese a non finire.
A questo punto ho la conferma che i pletorici appartenenti alla PA ed al PARLAMENTO, per giustificare la loro presenza, emettono a raffica norme, leggi, decreti CHE SERVONO SOLO A COMPLICARCI LA VITA, SUCCHIANDOCI LA VITA CON LE TASSE.
Mi viene la voglia di dire ( per evitare di ricadere nel reato di apologia del fascismo ): FACCIAMO L’ UNIONE POLITICA EUROPEA E COME PRIMO MINISTRO, METTIAMOCI LA MERKEL.
E ora, ITALIOTI pro CARROZZONI E FANATICI DEL RITORNO ALLA LIRETTA, condannatemi pure col pollice verso!
Salve dottor Porro, ho molto apprezzato questo suo post, soprattutto perché in controtendenza con l’attuale linea editoriale del suo quotidiano. Pertanto, ho realizzato anche un video ispirandomi a questo suo articolo: http://www.youtube.com/watch?v=BnLnb22Tw8Y
l’ARTICOLO NON LO CONDIVIDO TOTALMENTE,PER QUANTO RIGUARDA L’USCITA DALL’EURO NON SAREI COSI’PESSIMISTA,COMUNQUE ALLE NOSTRE CONDIZIONI IL SIG. MONTI A MIO AVVISO DOVREBBE RAFFORZARE L’ITALIA ABBASSANDO IL DEBITO, COSA NOTA VOLENDO SI PUO’ FARE,I PRESUPPOSTI CI SONO, I CAPITALI CI SONO,I TAGLI SI POSSONO FARE,UN PROGRAMMA DI TAGLI LACRIME E SANGUE,E IN CINQUE ANNI ADDIO DEBITO,SI POTREBBE FARE UNA SPA DI TUTTI I CAPITALI DI STATO E IMMETTERLA NEL MERCATO, LO 80% DEL DEBITO SAREBBE ANNULLATO,NON E’ UTOPIA, ALQUNI FSCALISTI I CALCOLI GLI ANNO FATTI,NON AVREMMO PROBLEMI DELLO SPRED,IL POTERE DI ACQUISTO AUMENTEREBBE,MENO IMPOSTE A TUTTI AZIENDE ESTERE TORNEREBBERO NEL NOSTRO PAESE,COSTI BASSI, SERVIZI MIGLIORI ALIMENTEREBBERO IL TURISMO,COSTO DEL DENARO INIFLUENTE PORTEREBBE LE AZIENDE A MODERNIZZARSI, TRATTAMETO MIGLIORE DEI DIPENDENTI PRIVATI,ANBIENTI DI LAVORO MIGLIORI,CON RISORSE LE AZIENDE SI ORGANIZZEREBBERO A MINOR INQUINAMENTO,IN PAROLE POVERE, UNA VITA MIGLIORE IN UN PAESE MIGLIORE DOVE LA VITA NON SIA UN PROBLEMA, MA UN PIACERE DI ESISTERE.
PROVATE A PENSARE,TI ALZI AL MATTINO E VEDI IL SOLE ANCHE SE PIOVE, CORAGGIO SE ABBIAMO LA FORZA NON DELLE PAROLE MA DEL FARE,VALE PER TUTTI,IN SPECIAL MODO PER GLI ADDETTI HAI LAVORI,CE LA FAREMO ALLA GRANDE
questo per dire che altro che 3500 miliardi ma sui 7000 miliardi di euro si attesterebbe il debito tedesco(abilmente occultato) addittando i problemi(gravi degli altri) …
alle origini della “grande truffa” continuano da piu’parti( penso foraggiati o semplicemente abbagliati dal luogo comune della “leggenda” teutonica) a decantare le magnifiche “virtu’” dei tedeschi, quando il loro miglior pregio..e’ lavare e “bene” i panni sporchi in famiglia a differenzq dei “mediterranei” piagnoni e urlatori ai quattro venti dei loro “difetti”(che ci sono eccome ovviamente) la germania non puo’ non aver venduto l’anima al diavolo per la sua eccezzionale risurrezione dall’annientamento desertico subito nella seconda guerra mondiale e dalla sua spartizione territoriale ed economica tra i vincitori del conflitto, ricordiamo Usa, Gb, Urss, Fra.., ma sopratutto non puo’ (impossibile) se non barando a spese degli Altri(come ha fatto e continua a fare) essere passata indenne(un buffetto) dopo aver fatto l’irresponsabile unificazione che ricordiamo e’ voluto dire accollarsi un’intero paese in miseria recessiva da post comunismo e ridistribuire l’economia con lo stesso, se l’euro e i magheggi del 1992(a nostre spese) non fossero stati attuati, e fosse rimasto l’equilibrio monetario pre muro e cioe’ a bocce ferme, la germania sarebbe scesa al terzo posto delle economie europee, cio’ avrebbe anche comportato problemi nel delicato equilibrio dell’import export della ce ed ecco che ci si e’ inventati il modo a partire dal 92 di aiutare i “teutonici” altro che visoni di europa unita, tutte balle..
Francamente trovo che la discussione dovrebbe piu’ essere rivolta al concetto d’Europa e non di Euro.
L’Europa nasce come organizzazione delle nazioni per il mercato comune, senza dazi, che favorisca gli scambi ed il lavoro. Manca di qualsiasi connotato politico, per non parlare di politica fiscale. Come possiamo pensare di essere “governati” da una moneta unica in mancanza di politica fiscale unica, politica monetaria, controllo del debito centrale?
L’Euro non esiste. La questione non e’ se rimanerci o uscirne, ma quando uscirne e come.
http://freetaly.blogspot.cz/2012/06/un-altro-nobel-controleuro.html
caro Porro, il suo commento non fa una piega ed è del tutto realistico.
Resta solo da chiedersi che cosa ci sta a fare in un quotidiano, come il Giornale, che sta sciaguratamente cavalcando la tigre del ritorno alla liretta con tutte le sciaguratissime conseguenze?
Gentilissimo Porro,
premetto che inizialmente ero pro-euro, perché ritenevo l’unico modo per contrastare il dollaro. Man mano che passavano gli anni questa mia convinzione è venuta scemando, arrivando all’estremo opposto: anti-euro. Però a differenza di molti, non do la colpa alla moneta unica, ma ai governanti di questo decennio, ai commercianti e a tutto il sistema produttivo. Mi spiego. I governanti hanno due colpe, la prima quella di aver “taroccato” i nostri bilanci (e la Germania lo sapeva) attraverso i quali ci è stato permesso di entrare nell’Euro sin da subito (non potevamo prima risanare il paese e poi entrare?). La seconda colpa è dovuta al mancato controllo dei prezzi, infatti i commercianti hanno da subito speculato, raddoppiando i prezzi della merce e le autorità preposte nulla hanno fatto per fermare tutto questo. Di conseguenza anche i produttori si sono adeguati a questo gioco pericoloso. A tutto questo si è aggiunto il fatto che i governi dei paesi facenti parte dell’unione monetaria, dopo l’introduzione della moneta unica non hanno proseguito all’unificazione politica. Per esempio come si può pensare di governare una moneta senza avere una vera banca europea unitaria. Ad oggi vista superficialmente (ma non troppo), questa unione è stata solo monetaria in senso stretto (unica moneta), ma non c’è unitarietà di politica monetaria europea. L’economia di un paese si governa su tre leve: aumento/diminuzione delle imposte, aumento/diminuzione della spesa pubblica e valutazione/svalutazione della moneta. In alcuni momenti storici, si otterrebbero maggiori risultati con una politica monetaria adeguata che avrebbe un minore impatto nelle tasche dei cittadini. Basta vedere quello che ha fatto per esempio la nostra vicina Svizzera l’anno scorso, quando il Franco Svizzero era molto forte e stava danneggiando il turismo elvetico, con una politica monetaria adeguata ha svalutato il franco. A questo punto mi chiedo: non sarebbe stato meglio parlare di una moneta europea ai quali i singoli paesi potevano aderire secondo un modello federale, dove i singoli stati mantenevano una certa autonomia di politica monetaria, almeno per i primi anni, senza avere l’ambizione (illusione) di fare un’unione a tutti i costi. Detto questo però credo che ormai sia irrealizzabile un ritorno alle valute nazionali. L’unica strada percorribile è acquisire potere negoziale con gli altri stati membri e avere la forza di sbattere i pugni sul tavolo quando ce ne bisogno e di usare ogni tanto un atteggiamento da leader e non come spesso accade da follower.
Cordialmente
Samuel
Vedo con profonda preoccupazione che in molti Paesi europei – tra cui il nostro – sta pericolosamente aumentando il numero degli ingenui (li chiamo così SOLO per estrema gentilezza) che si illudono che i problemi storici dei loro Paesi possano essere risolti con un colpo di bacchetta magica uscendo unilateralmente dall’Euro (e, magari, anche dalla UE), dichiarando default, tornando alla valuta locale e ricuperando la “sovranità nazionale”.
È, ovviamente, una pericolosissima pazzia. Nella migliore delle ipotesi il livello di vita della popolazione ed i risparmi della stessa calerebbero di un buon 50% in pochi mesi.
Ma soprattutto, una volta fatto questo disastro, i problemi di prima rimarrebbero TUTTI irrisolti.
Parlando dell’Italia, i nostri problemi sono ben noti: bassa produttività ed eccessiva tutela del lavoro dipendente, altissimo livello di tassazione necessario per mantenere una struttura pubblica ipertrofica e disfunzionale, giustizia civile indegna di un Paese civile, scarsa qualità del prodotto in uscita dal sistema scolastico ed universitario, etc. etc. Più, naturalmente, la palla al piede irrisolvibile del Sud.
Uscendo dall’€ questi problemi sarebbero solo aggravati: la valuta locale sarebbe immediatamente inflazionata senza grossi vantaggi per l’export perché siamo un’economia di trasformazione e gli acquisti dall’estero continuerebbero ad essere fatti in € o $ molto più cari.
Non solo, ma una volta ritornati “padroni” della moneta i nostri politici tornerebbero ai vecchi vizi, quelli che, ai tempi della Lira, ci hanno portato al debito pubblico insostenibile.
Quindi, per piacere, basta con le sciocchezze e tutti a testa bassa a lavorare e ad accettare un minimo di riduzioni del welfare.
Il Governo pensi finalmente a tagliare brutalmente le spese improduttive, ridurre le tasse e privatizzare quanto è realistico. Altre soluzioni NON esistono.
mi pare che la sua ” butade ” non abbia molti consensi .
in quanto la gente comune non ne vuole sapere di ingeneria finanziaria ,
ma riavere il potere d’aquisto che aveva nel 2002 .
oggi checchè ne dica non ce l’ha ed è inutile guardare i libri di economia o i report finanziari , possono dire quello che vogliono e scrivere quello che vogliono non cambia nulla .
non se la prenda , l’euro ha falito ;
e il popolo paga sempre da ignorante e le basi sono che : un euro oggi vale meno di un euro domani .
questo mi hanno insegnato . punto – a proposito lo spieghi lei il valore monetario di un bene .
ruguardo gli zeri la storia la conosco bene non cambia nulla , ma con l’ € si .
mariolino il 18 giugno 2012 alle 12:06:
Ricordi
La domenica, quando andava molto bene, o cono gelato o cinema parrocchiale.
La carne tre domeniche su quattro. Altro che niente al venerdi.
Parmigiano no pervenuto.
Banane no pervenuto.
Ambitissimo anche l’alluminio.
In voga la lippa.
Non più “comunista” da 35 anni
Ciao
PS merenda: pane, olio, sale e origano o similari
Liberyfighter, una piccola aggiunta. Mi son riletto ciò che ho scritto, può sembrare una scommessa sul fallimento dell’euro, questo lo do’ per scontato, la vedo semplicemente come un’azione di buon senso. La cosa e’ semplicissima: non riconoscere più la moneta euro, passare ad una convenzione diversa. Si può fare individualmente, senza aspettare un governo che renda il tutto ufficiale. Vantaggio individuale, se poi e’ fatto da molti, tanto meglio. Stesso discorso, anche se un po’ più delicato poiché per come stanno le cose, significa assumersi qualche rischio, , vale per l’embargo fiscale, vantaggi individuali immediati e vantaggio per l’economia reale.
Andrea: ma ha anche tenuto conto le politiche (assurdamente populiste) di Cristina Kirchner nella sua analisi della situazione argentina?
Fabio, interesanti lpe tue consdiderazioni, sulle quali, non si può certamente non riflettere. Mi permetto di fare una piccola aggiunta ed integrazione in tema: molto modestamentre, sono convinto che una unione monetaria cui non fa seguito una unione di meccanismi sociali, economici, sul lavoro, sul wellfare e sul sistema fiscale … sia per forza destinata ad avere una vita travagliata e perennemente in pericolo.
Insomma, non è più pensabile che si posssa procedere in questo modo: chi si comporta da formica (Germania) e chi da cicala (Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Italia) : che cosa si aspetta a rifondare una europa con le medesime regole UGUALI PER TUTTI ?!!
Che cosa si aspetta dotare l’europa di una medesima costituzione UGUALE PER TUTTI ?!!
La domanda è: come possono economie fallite prestare soldi ad altre economie fallite che non hanno soldi perché non riescono a ripagare i soldi che un’economia fallita ha prestato ad un’altra economia fallita e che non avrebbe dovuto prestare fin dall’inizio perché un’economia fallita non è in grado di ripagarli?
Ai neuroentusiasti l’ardua risposta…
Giuliano: pensa amico mio: c’è stato un disgraziato che ha avuto il coraggio di affibiarti il rating negativo !!!!
Tra le tante verità che si leggono qui, quella che hai esposto tu, è – forse – quella più eclatante !!
Eppure in questo sciagurato paese … c’è chi ha il coraggio (ed la faccia di m….) di ignorare o addirittura confutare la verità relativa alla classe politica (di ogni ordine e grado) ladra, incapace, opportunista, mafiosa, clientelare e giù di li’: proprio la classe politica che noialtri italiani, CI MERITIAMO e che, degnamente, esprimiamo !!!
Purtroppo un altro viziaccio che ci affligge è quello che la gran parte di noialtri italioti, pensa che il mondo finisca al di la delle alpi ed in prossimità della punta meridionale della trinacria … e quindi in pochi si prendono la briga di provare a pensare solo per un attimo con la testa … che so: di uno svizzero!!!
Terzignizzare l’Italia,questa è la soluzione.In sintesi:non essendo capaci di smaltire i rifiuti in Italia, paghiamo i tedeschi perchè lo facciano al nostro posto.
Oltre ad essere pagati,questi “crucchi”lavorano i nostri rifiuti , li trasformano in cruscotti per auto di lusso e ce li rivendono.Canaglie!Sapete che vi dico? Che se non si comprano i nostri titoli di stato… i rifiuti ce le teniamo così si impoveriscono!
una nostra lira bucata, vale molto di più di quel marco tedesco che da anni si tricera dietro un mare di falsità: il disavanzo pubblico tedesco ha raggiunto i settemila miliardi e monti ci addita questo paese ad esempio: credo che la sua posizione sia piu che spudorata e non meriti commenti di sorta
intanto nel ’92 la banca d’italia per difendere il cambio non stampò moneta ma ebbe la geniale idea di bruciare le nostre riserve in valuta estera per non svalutare, la strategia funzionò così bene che finite le riserve ci fu appunto la svalutazione del 20% esattamente il differenziale di inflazione accumulato col cambio bloccato (vuol dire che abbiamo bruciato la valuta estera per nulla) e l’inflazione? udite udite passò dal 5% al 4% che vuol dire che diminuì strano vero? ripeto svalutammo del 20% e l’inflazione diminuì e con la valuta allineata alla nostra economia riprendemmo a crescere.
Oggi, dopo 20 anni, abbiamo accumulato un differenziale di inflazione di circa il 20% ma non possiamo svalutare la moneta dobbiamo svalutare i salari… le pensioni etc. col vantaggio che, grazie all’euro, la benzina la paghiamo pochissimo vero? Non c’è che dire l’euro è una genialata.
la germania invece in virtù del fatto che svalutare è orribile come mai il suo marco non lo vuole rivalutare?
E gli altri paesi europei? ci sono anche quelli che l’euro non lo hanno eh sono tutti strafalliti in preda alla speculazione e ai suicidi collettivi vero? uh no? dicono che vadano meglio dei porci? che cosa strana, incredibile!
Facciamo una bella cosa passiamo ad un euro quotato a 9,99 sul dollaro così ce ne andiamo tutti al mare per 6 mesi all’anno tanto non abbiamo mica bisogno di produrle le cose sarebbero fuori mercato le compriamo tutte all’estero con la nostra super moneta uber alles non ci costerebbero nulla.
Ormai siamo al delirio totale, qualcuno vorrebbe avere la troika così ci elimina le province?! tanto vale che si trasferisca in africa in alcuni posti non troverà nemmeno l’odiosa spesa pubblica collegata alle strade o alle fognature. Bastano 50 euro di riduzione sugli stipendi degli statali per perdere dopo pochi mesi 8000 posti di lavoro nel privato e probabilmente sono gli 8000 che urlano contro laspesapucclicaimproduttiva… i tafazzi italiani.
Vogliamo parlare del debito pubblico e come raddoppiò dopo la separazione fra tesoro e banca d’italia nel 1981 perché se lo stato gestisce la moneta produce inflazione? la vogliamo dire questa cosa? Vogliamo spiegare cos’è l’inflazione? vogliamo spiegare agli italiani come è raddoppiato il debito pubblico in meno di 10 anni negli anni ’80? lo vogliamo dire che non è stato (solo) craxi? Lo vogliamo spiegare che non erano i sudditi italiani a vivere al sopra delle loro possibilità?
Lo vogliamo spiegare cos’è lo stato? Lo vogliamo dire che gli sono state tagliate mani e piedi e gli è stato sostituito il (neo)liberismo?
Il liberismo, questa pseudo corrente economica strafallita che, a chiacchiere parla contro lo stato male assoluto ma esiste ancora solo perché lo stato in tutti i modi la salva a ripetizione, quando verrà spazzata via definitivamente dalla storia sarà sempre troppo tardi.
Grazie per l’opportunità
dire che le nostre aziende hanno la capacità di competere con i cosiddetti nordeuropei mi sembra comico e dire che gli imprenditùr sono preparati a farlo mi sembra ancora più comico. La razza padrona del terzo millennio si è formata lavorando di sabato e domenica e mettendo su la fabbrica second source e ponendosi a costi competitivi rispetto al mercato, fin quando è arrivato il banchiere che lo ha convinto che la domenica e fatta per briscola e televisiùn. Questi sono i fatti
Libertyfighter, il vantaggio di avere una moneta ancorata all’oro deriva proprio dal fatto che l’euro non lo e’ . L’oro, di per se’ lo considero l’unica valuta mondiale gia’ esistente,Vediamola cosi’: noi passiamo ad una moneta non fiat, manteniamo il debito in euro, l’euro crolla, diciamo del 40 /50 % forse anche piu’, crolla di conseguenza anche il debito. Le dirò di più, credo che l’Italia detenga la quarta o quinta riserva di metallo estratto, questa la si può incrementare ulteriormente finche’ l’euro regge, lo si può fare addirittura a debito (sempre in euro ovviamente), a collasso avvenuto ci ritroveremo il metallo ad un valore maggiore pari alla svalutazione dell’euro. Contestualmente al botto, il prezzo mondiale Dell’oro non potrà che schizzare in alto. Ulteriore vantaggio. In questo modo risolviamo una piccola parte dei nostri problemi. La parte più difficile e’ eliminare la spesa pubblica, cambiare lo stato. La mia ricetta e’ un pochino più soft rispetto a quella di Bragadin, cioè, l’embargo fiscale totale. Serve a far piazza pulita ma dopo? O si cambia costituzione o tornerà tutto come prima. Non si può pretendere di continuare ad avere questo tenore senza pagare nulla, e’ impossibile, stampare l’attuale moneta, euro o lira che sia, non risolve il problema, lo sposta e basta. Se si vuole stare sul mercato, bisogna per forza adattarsi a competere col mondo. Tornare all’autarchia e’ impossibile oltre che non auspicabile, il principale problema che abbiamo e’ l’importazione di idrocarburi e materie prime. Stare sul mercato significa necessariamente produrre a costi più bassi o vendere meglio, e’ questo che l’Europa socialista non vuole accettare ed e’ per questo che annaspa alla ricerca di alchimie finanziarie improbabili. Qualsiasi altra soluzione la considero artificiale o compromesso, comunque nulla di risolutivo.
Gentile Eleonora, le rispondo volentieri.
Che la sx abbia fatto cose giuste non lo dico io. I governi Prodi sono gli unici in cui si abbassò il debito pubblico, si abbassò la spesa pubblica ed il rapporto deficit/PIL fu mantenuto regolarmente sotto il 3 %. I governi Prodi furono difatti gli unici nella storia che mantennero i conti realmente in ordine (del tutto diversamente da Tremonti che semplicemente non pagava i creditori dello Stato, tagliava perfino la benzina delle pantere della Polizia ed ha quasi del tutto eliminato i concorsi pubblici, determinando la recessione). Quanto dico è verificabile ricercando gli appositi diagrammi su tali parametri; gli operatori tali parametri li guardano e difatti lo spread scese sotto 40 (non 400, 40, mentre Berlusconi lo ha portato a 570). Lasci perdere crisi e non crisi; la crisi iniziò negli USA pochi mesi prima dell’11/11 per sfiducia in Bush (anche se poi tutti dissero che era colpa del disastro delle torri, che in effetti aggravò il tutto) e negli anni di Prodi non si sentì proprio per merito suo che ridusse di 5 punti il cuneo fiscale (è una riduzione delle tasse, se ne rende conto, altro che le promesse di Berlusconi) ed attaccò seriamente l’evasione (si ricorda il tanto odiato Visco, che non mise alcuna tassa in più ma semplicemente voleva far pagare quelle esistenti).
Moro non fece in tempo a far entrare la sx al governo, proprio perchè fu ucciso prima. Chi fu danneggiato da quel dramma? Proprio la sx; non le fa pensare nulla una cosa simile. Quando si verifica un fatto qualsiasi, bisogna sempre chiedersi a chi giova e chi viene danneggiato, per capire oltre la propaganda. Non dico che gli artefici non fossero estremisti di sx, ma erano avversari di chi rimase fuori dal governo quanto lo erano chi rimase dentro il governo.
Le ricordo che durante il fascismo furono cacciati dalla magistratura tutti coloro che erano sospettati
di una minima vicinanza alla sx. Dopo la guerra si evitò di ridiscutere la questione e la magistratura,
così come le università rimasero in mano alla dx. Non vi è mai stato nulla di antidemocratico che ha
ribaltato la questione e dunque è difficile credere che chi aveva in mano quei settori abbia perso il
controllo degli stessi. Salvo che non si voglia bere le parole di Berlusconi e Riina che dicono
esattamente le stesse cose.
Che c’entra Stalin? Era un dittatore e come tale è simile a tutti i dittatori (Mussolini compreso) e non c’entra nulla con la sx di tutto il mondo. Quando il mondo fu schifato dai dittatori di dx, agli altri con gli stessi propositi non rimaneva che dirsi di sx, ma non vi è una relazione tra idee di sx e dittatura. In Italia, peraltro, non si hanno esempi di autoritarismo in relazione alla sx e pertanto il suo ricorso a paesi lontani è patetico. Al contrario la sx italiana è stata la fazione che ha combattuto,
ottenuto e mantenuto la democrazia. Tutti i tentativi di golpe in Italia sono di dx (golpe Borghese, piano Solo, stragismo dei servizi deviati, Gladio). Le ricordo che la sx era all’opposizione e ci è rimasta pazientemente; chissà cosa sarebbe successo se avesse vinto le elezioni con tutti i militari e gli agenti segreti americani che c’erano in Italia. Si ricordi della Corea, del Vietnam, di tutti i paesi sudamericani e di tanto altro.
Concludo con la stupidaggine dell’ultimo ventennio. D’Alema non è ricco, non ha nè ville, ne villette, nè terreni, ne altro. Semplicemente nella prima metà degli anni ’90, dopo una vita di militanza è stato eletto dagli altri militanti come segretario di quello che al tempo era il secondo partito della 5 nazione più industrializzata al mondo. Con uno stipendio più alto di un insegnante, ma più basso di un qualunque professionista (dentista, ingegnere, avvocato, ecc.) ha messo su alcune decine di migliaia di euro ed invece di comprarsi una villetta di 2 camere al mare od in montagna come fa la metà degli italiani di vario censo si è comprato una barca a vela di modesto
valore, in comproprietà con un amico (da solo non ce la faceva). D’Alema è notoriamente un appassionato di vela (commentava anche l’America’s Cup) ed usò i suoi risparmi per soddisfare la sua passione. Se ne faccia una ragione: c’è chi lavora, prende uno stipendio, risparmia e cerca un po’ di pace con la propria famiglia; dall’altra parte c’è chi imbroglia, corrompe giudici, non paga le tasse, viene abbandonato dalla propria famiglia e si consola con orgie di minorenni.
Se ha altro da rinfacciarmi faccia pure. Ho una risposta per qualsiasi stupidaggine.
La sua analisi Porro non è del tutto condivisibile.
Il problema dell’Euro è che esso ha causato una caduta dei tassi d’interessi nei paesi GIPSI (Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia) che si sono allineati a quelli tedeschi dall’entrata in vigore dell’Euro.
Alla Germania, dove erano già abituati a quei tassi bassi, questi bassi tassi non hanno provocato un aumento indiscriminato dei prezzi, tant’è vero che anche i valori immobiliari in Germania non sono aumentati quanto nel resto d’Europa dal 1999 al 2007. Tuttavia l’abbassamento dei tassi nei paesi GIPSI (una vera cuccagna a chi non vi era abituato) ha causato un’inflazione più alta nei paesi GIPSI.
Se lei raffronta le serie dei prezzi al consumo dei paesi UE, notera’ che anno dopo anno, il tasso d’inflazione dei paesi GIPSI dal 1999 al 2010 è stato in qualsiasi anno di quell decennio, di qualche punto percentuale più alto che in Germania.
Questo differenziale d’inflazione ha lentamente eroso la competitività dei paesi GIPSI rispetto alla Germania, dove i prezzi sono aumentati mediamente di meno (inclusi i salari). Tutto questo ha causato uno squilibrio della bilancia dei pagamenti tra Germania e paesi GIPSI a sfavore di quest’ultimi. La Germania ha visto quindi crescere i loro exports verso il resto della UE, mentre i GIPSI hanno visto crescere il loro deficit commerciale con la Germania.
Per ristabilire l’equilibrio competitivo l’unica alternativa alla svalutazione monetaria (che non è possibile con l’unione monetaria vigente) è che per alcuni anni in futuro il livello dei prezzi in Germania debba salire più del livello dei prezzi nei paesi GIPSI. Questo può avvenire solo se la BCE punta ad un target d’inflazione del 4% invece del 2%, dove i prezzi salgono del 4-6% in Germania, mentre nei paesi GIPSI rimangono sotto il 2%.
L’alternativa auspicata dai tedeschi invece è che in Germania l’inflazione rimane sotto il 2% mentre nei paesi GIPSI si abbia deflazione nominale. Questo è difficile, lungo ed anche doloroso, perchè i salari sono inelastici verso il basso e raramente scendono nel loro valore nominale. Al massimo crescono di poco, sotto l’1%, ma non diminuiscono facilmente, eccetto che in periodi prolungati di profonda depressione economica.
Rispetto all’unione monetaria vigente nei 50 stati degli USA, l’Europa ha anche lo svantaggio della scarsa mobilità della forza lavoro, per motivi di barriere lunguistico culturale che rendono difficile la possibilità per un Greco o un Portoghese di trasferirsi in Germania o Finlandia. Quando negli USA uno Stato è in crisi, gli Americani non ci pensano due volte a far le valige ed andare a lavorare in un altro Stato dove le cose vanno meglio. Non è così in Europa, dove malgrado questa crisi non c’è stato un esodo enorme di Mediterranei verso la Germania, che avrebbe ristabilito un certo equilibrio nei tassi di disoccupazione.
Un altro svantaggio dell’Europa è che non esiste un governo federale europeo. In America gli Stati ricchi, come la California, il Minnesota, il Connecticut, New York ecc. Anno dopo anno sussidiano gli Stati più deboli, come il Mississippi, il New Mexico, la West Virginia ecc. In altre parole gli stati ricchi pagano in tasse federali piu’ di quello che ricevono, mentre quelli più deboli ricevono più di quel che pagano. In altre parole i Mississippi, la West Virginia, sono le nostre Grecie e i nostri Portogalli. Mentre la California, il Minnesota, il Texas ecc. Sono le Germanie. Questo trasferimento di fondi avviene tutti gli anni, anno dopo anno. La differenza è che il Governo Federale non chiede il permesso ai Californiani o ai Texani di dare i soldi al Mississippi e alla West Virginia. Il governo Federale semplicemente lo fa.
In Europa non c’è lo stesso meccanismo, per cui si deve chiedere ai tedeschi se vogliono salvare la Grecia. Alla California non l’ha mai chiesto nessuno se vogliono salvare il Mississippi. Se lo facessero i Californiani direbbero di no, come fanno adesso I tedeschi con la Grecia. Senza un’unione federale fiscale, come esiste negli USA, questo trasferimento permanente di fondi (come quello che avviene a vantaggio degli Stati più poveri d’America, anno dopo anno) non è politicamente sostenibile.
L’uscita dall’Euro sarebbe molto dolorosa, ma senza un’unione federale fiscale a livello Europeo e se continua l’intransigenza tedesca nel rifiutare maggiore inflazione in Germania per ristabilire quell’equilibrio competitivo perso in quest’ultimo decennio, il crollo dell’unione monetaria europea sarà inevitabile.
Ue’!!! Ci stiamo veramente tanto inc… su euro sì e euro no. Lira, euro, dracma, il nonno in cariola, quello che ci pare, con questi sistemi di “governance” vanno per forza tutti nel water. Tanto vale, a questo punto, quanto ha detto per scherzo la Geppy Cucciari: usciamo dall’euro ed entriamo direttamente nel dollaro. Il problema, la crisi, diventa tale nella misura in cui si sono date risposte sbagliate. E che cribio! Ma posso pareggiare il bilancio dello Stato sottraendo risorse all’economia reale, cioè tassando e trasformando i controlli fiscali in tassazione occulta? A monte di questi casini, dobbiamo anche tener conto che l’Europa è sempre stato un continente diviso e rissoso. Le prime due guerre mondiali sono nate in Europa. In 150 anni non abbiamo un’unione effettiva dell’Italia, figuratevi dell’Europa. Ma poi come cavolo fai a partire da un’unione monetaria e di mercati a voler arrivare ad un unione politica? In Europa poi! Il mio gatto farà prima ad imparare ad abbaiare. Una federazione di Stati Europei? Peccato che quelli che la comporranno non si conoscano l’uno con l’altro, immagina che federazione funzionante e il water di cui sopra finisce pure che si intasa. Quello che resta è che stiamo proprio nel bel mezzo di questo gran casino ed è come un asteroide che punta dritto verso il Sole. Personalmente valuto le idee dai risultati che producono, così mi regolo con i miei collaboratori. E ricordiamoci che noi siamo i DATORI DI LAVORO di questi governanti e i risultati ottenuti sino ad ora sono l’esatto opposto del richiesto. Certo che non potevano risolvere la crisi con un colpo di spugna, ma da quel che vedo l’hanno ben acuita. E non mi vengano a parlare di futuro, dei posteri e dei pro-nipoti, poichè senza PRESENTE non c’è futuro. Scalfari e l’ottimismo del poi. Facciamo come al tempo del potere temporale dei Papi? Patisci ora con la promessa del Paradiso, Paradiso post mortem però. E ancora E CHE CRIBIO!!!!! E per presente NON INTENDO DIRE consumazione di tutte le risorse disponibili oggi e poi domani si vedrà.
RIPETO QUINDI CHE PARLARE DI EURO VS LIRA E’ UNA CAGATA. Anche se, finchè la gente se la prende con l’euro, evitiamo casini peggiori: immagina dovessero andare a fondo della questione che succederebbe mai. Torniamo al perchè è una cagata, perchè entrambi sono stati SISTEMI FALLIMENTARI. L’Euro sembrerebbe aver dato risposte forse SOLO MENO PEGGIORI, ma non certo migliori. Comunque il risultato quasi definitivo si vedrà in autunno. Fissate nella mente questo periodo. Se passeremo il tempo a discutere di quanto sarebbe potuto essere stato peggiore il presente o il futuro, non ne usciamo. SERVONO, URGONO, SOLUZIONI NUOVE, non servono nè “Euristi” nè “Liristi”. Entrambi hanno fallito, la realtà mi sembra sia sotto gli occhi di tutti. Ma se nella vostra Azienda tutti fanno a pugni e nessuno dei presenti ha prodotto risultati, voi che fate? Li prendete per un orecchio presumo e li invitate a riflettere sul fatto che stanno prendendo direzioni sbagliate, o no? Ci rendiamo conto che questa Europa sta diventando per l’ennesima volta una polveriera pronta a saltare? Figurarsi! Tanto quando pure sarà saltata in aria si discuterà ancora sul pro-euro e sul contro-euro. Passata la buriana della caccia all’evasore, o meglio della caccia alle streghe, così è ed è stata, son proprio curioso di vedere chi sarà il nemico pubblico domani mattina. Qualcuno si faccia venire qualche sana idea per SUPERARE EURO, EURO-ZONA E CONNESSI, ma senza regressi storici. Insomma, ogni problema ha una soluzione, ma finchè non la cerchiamo, non la troviamo. Di sicuro quelle di Monti & C. non sono soluzioni ma film già visti, nonchè dalla trama ambigua. Bersani, Casini & C. poi si spiegano nel cognome del secondo e guarda caso sono i principali tirapiedi di Monti.
Gentili Signori e Signore ma soprattutto a tutti gli emeriti imbecilli che, maldestramente, qui ed altrove inneggiano all’”esempio” argentino.
Ma lo sapete che i primi a restare orfani, per la fine dell’Euro (oltre che del Dollaro), sarebbero proprio gli argentini ???
E si perché, udite, udite, i Bonds argentini sono in EURO (o in Dollari) poiché il povero peso è, data la locale l’inflazione a due cifre da cui un conseguente deprezzamento contro praticamente ogni valuta dall’Euro, al Dollaro, al Real brasiliano etc…
http://finance.yahoo.com/echarts?s=ARSEUR%3DX+Interactive#symbol=;range=20030411,20120618;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=undefined;
http://finance.yahoo.com/echarts?s=ARSUSD%3DX+Interactive#symbol=;range=20030417,20120618;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=undefined;
http://finance.yahoo.com/echarts?s=ARSBRL%3DX+Interactive#symbol=;range=20030122,20120618;compare=;indicator=volume;charttype=area;crosshair=on;ohlcvalues=0;logscale=off;source=undefined;
assai poco cagato.
Avete afferrato bene, visto che l’inflazione argentina è un “tantino” sopra quella ufficiale (che non dipenda dall’MMT?), come da http://www.cbonds.info/em/eng/pages/Argentina-bond – prices , i Bonds argentini quali il http://www.cbonds.info/eng/emissions/emission.phtml/params/id/4886 (o http://www.cbonds.info/eng/emissions/emission.phtml/params/id/10763 ), (scusate eventuali errori ma il solluchero è grande) sono Eurobonds nel senso di “external bonds” http://www.eagletraders.com/advice/securities/external_bond.htm .
Quindi, a costo di sparare sul morto e sorvolando (non troppo) pietosamente sul costo del CDS sul quinquennale argentino http://www.bloomberg.com/quote/CT350188:IND/chart/ il quale indica una “Cumulative Probability on Default” nei prossimi 5 anni del 65% o poco giù di li http://static.seekingalpha.com/uploads/2011/5/24/saupload_selected_sovereign_nation_cpd_vs_5yrcds_21_may_2011.png , come la mettiamo con l’Argentina e la MMT???
Volendo seguire il coraggioso esempio argentino, dovremmo forse, anche noi, uscire dall’Euro per poi riprendere a battere (alquanto puttanscamente). dopo che la liretta fosse tornata a regalarci un inflazione a due cifre, debito in Euro, in Dollari o magari in Franchi Svizzeri o, perché no, persino in Deutsche Mark???
Riflettete, riflettete, individui dal cervello lillipuziano.
Distinti Saluti,
matteo fusilli , per la miseriaccia a volte mi spiace quando devo prendere di petto dei meschini personaggi come te vomitati su questo blog sempre costantemente da qualche puzzolente centro sociale ….: mio malgrado mi ritrovo a fare il difensore di spalla del buon Porro: però vedi squallido compagno: io tendo ad andare su di giri quando qui e altrove, mi capita di leggere che chi non è comunista come te e – pertanto – dice delle cose sensate (al contarario dei disgraziati come te) …. deve. essere per forza “al soldo del padrone”!
DISGRAZIATO!
Io credo che persino gli sciagurati come te abbiano il diritto (purtroppo) di esternare qui …. però non è umano ne digeribile che un bolscevico quale tu sei, si metta impunemente ad accusare gli altri di forzare le proprie idee nella direzione di quelle del padrone (non comunista) di turno!
DISGRAZIATO!!
La solita minestra dell’ennesimo ribaltatore della verità che, vomitevolmente, si materializza sul blog!!
Non che io speri che possa riuscire Monti (o qualsiesi altro premier italiano) a determinare alcunche in Europa in fatto di politica europea e di politica economica, ma penso che se si facesse in gran fretta la VERA unità europea e si facesse della BCE una VERA banca centrale d’europa che, all’occorrenza stampi denaro, allora saremmo tutti a cavallo e salvi.
Invece stiamo freschi perche la Merkel continua a fare imperterrita i porci comodi delle SUE banche (che continuano a ingozzarsi coi debiti di paesi sovrani) e il resto d’Europa starnazza come un branco di galline nel cui pollaio sia entrata una faina.
Insomma, fottuti, punto, e a capo.
Leno Lazzari
@Nanny gli italaini non sono ciula, ma ignoranti come lei. Ma almeno l’abc dell’economica lo conosce???????? si legga ciò che ho scritto sul rapporto di cambio. E se non si fida di me, rispondo a lei per tanti altri e dunque non se la prenda personalmente, si faccia spiegare da qualcuno che ha fatto il primo anno di economia il significato del valore monetario di un bene. E il fatto che la moneta è riserva di valore. Duqnue indifferente, oggi, ad un tasso di conversione arbitrario. Se preferisce invece che uno a uno potremmo cambiare uno a diecimila: il ragionamento non cambia. Si ricorda la lira pesante. Togliendo o mettendo zeri comabia nulla nel ragionamento.
@%Random64 condivido
@random64 io mi aspettarei da lei, prima di una critica, di aver almeno letto qualcosina di mio. Si sarebbe reso conto che in decine e decine di pezzi e da anni critico la nascita dell’euro
@Al2011 nessuna tassa come ho detto 1000 volte. Ma riduzione drastica della spesa pubblica, come ho detto 1000 volte
@Libertyfighter hai spiegato molto meglio di me, inserendo inoltre il peg all’oro, che avcevo per semplicità omesso.
@Rassegnato72 ho già risposto a questa obiezione. Legga
@Fabio obiezione accolta
immagini che il sole deflagri, il sistema solare sarebbe lo stesso? Se l’Italia esce dall’euro l’Europa non sarebbe più la stessa. Immagini ora che l’Italia faccia accordi con i Bric o con la sola Russia entrando in un’ altra galassia. Le pazzie hanno le gambe lunghe…
il problema vero non è se cambiare la nuova lira con l’euro 1 a 1 o 1 miliardo a uno… il problema vero è riuscire a possedere una classe politica non incapace, non rapace che sappia assumersi responsabilità e decisioni. Siamo una nazione con le risorse necessarie proprie ma ci lasciamo abbindolare da 4 (sono poi oltre 3000) furfanti che ci promettono, con la bocca, da secoli un futuro radioso per tutti ed intanto con le mani intascano a più non posso. Potremo iniziare a sperare che qualcosa cambi nel momento in cui si potrà mandare a casa per incapacità un qualsiasi mega boiardo di stato ladro notturno che intasca 3 pensioni e 7 stipendi di altrettanti incarichi senza in realtà fare nulla se non autocelebrarsi.
Fino ad allora dobbiamo stare tutti (io compreso) zitti ed evitare il nostro stesso sguardo allo specchio, dato che è ciò che ci meritiamo.
Giuliano
Caro Porro, le sue considerazioni sono certamente corrette ma si fondano su un’ipotesi suggestiva, quella per cui gli italiani potrebberò “votare” il ritorno alla vecchia Lira; ahimè il ritorno alla Lira rischia di essere purtroppo non già il risultato della volontà popolare bensì una ineludibile necessità, stante che il rischio che i PIGS escano dall’Euro si fa sempre più concreto. Del resto quando sento parlare Frau Merkel di Europa a due velocità…..mi viene da pensare che la Signorona ha già messo in conto (e in cantiere) la possibilità che certi paesi escano dall’euro (e anche dall’UE?)..quindi sarebbe non la fine dell’euro ma la fine dell’euro solo per Noi Italiani e gli altri nostri compari che hanno razzolato male. Io credo che, se non si rinegoziano i trattati europei, a breve saremo messi all’uscio e a quel punto il ritorno alla lira sarà inevitabile e irrimediabilmente connesso alla bancarotta di Stato.
Scusate la mia universale iagnoranza, ma…
Nel 2002 per i miei 10.000.000 di lire mi hanno dato SOLO 5.164,6 neuro, perche’ Lei vorrebbe darmi solo 5.164 lire?
Mi sembra che Lei la faccia troppo semplice!
Il primo gennaio 2013 mi restituiranno con il cambio del 2002, poi dal giorno dopo vedremo come la Nuova Lira si comportera’ sul mercato.
Certo se Lei va in giro a dire che il cambio sara’ 1:1 certo che anche la piu’ fessa delle scimmie non vorrebbe uscire dal Neuro.
Scusi la mia illimitata ignoranza, ma Lei 1:1 chi l’ha dato, dove sta scritto?
Un consiglio per tutti ascoltate Oscar Giannino su radio24
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Nove%20in%20punto,%20la%20versione%20di%20Oscar
Grazie Oscar di esistere!!!!
Gentile Nicola Porro, complimenti per il giudizio incisivo e inequivocabile ch esprime sull’eventuale ritorno alla lira: è una pazzia. Scritto sulle colonne de IlGiornale è pure un atto di coraggio, vista la posizione della Direzione che ha esultato per il risultato di un sondaggio fra i lettori nettamente favorevoli al ritorno alla lira (???). Non ha … lisciato il pelo degli inguaribili e disinformati nostalgici del ‘si stava meglio quando si stava peggio’: è una nota di merito
Porro, le tue osservazioni sono corrette, ma si fondano sulla disonestà del sistema finanziario. All’epoca dell’entrata nell’euro, tutti, ci siamo persi tranquillamente il 50% valore dei nostri soldi, checché quei lacchè politici indicassero che non era vero. Il rapporto era 1000 lire= 1 euro. E già lì ci hanno buggerato. Ma come se non bastasse dopo poco tempo i prezzi presero la corsa al rialzo tanto che una pizza ed una birra non costava 7,5 euro (15.000 Lit.), ma oltre i 15/20 euro (35/40.000 Lit.). Ma tutti ad urlare che se non c’era l’euro saremmo falliti.
Dal 2002 ad oggi il debito pubblico, da quel che appare, è cresciuto in misura superiore alle aspettative che ci venivano indicate, ma tutti a continuare la pagliacciata che l’euro ci salva (salva chi?). L’uscita dovrebbe penalizzare ancor di più l’italiano media, è vero, ma è altrettanto vero che le politiche economiche e finanziarie non devono essere pensate ed attuate da una banda di criminali che hanno una corsia preferenziali per gli istituti di credito. E poi, perdona, perché dobbiamo onorare un debito che si autoalimenta sugli interessi? Già la restituzione del capitale basterebbe e porterebbe all’abbattimento del debito del 50%, ma volendo fare il pignolo potremmo, in linea teorica ma anche pratica (o mangi ‘sta minestra o salti la finestra), andare a conguaglio del debitone, se lo volessimo: prendere o lasciare.
@ Paolo da Lama: ogni mezza verità è anche una mezze bugia… Quindi bugiardo anche lei, come Nicola Porro: negli USa non esiste l’omogeneità tributaria che lei, invece, pretende di farci credere possa giovare alla salute del bambino euro nato anzitempo. L’omogeneità tributaria aiuta ma non è una condizione necessaria e sufficiente come lei pretende farci credere. Sono tanti i problemi dell’euro nato precoce ma focalizzare l’attenzione sull’omogeneità tributaria ci porta fuori del seminato.
Mi rivolgo a tutti coloro i quali citano, in un senso o nell’altro, l’Argentina. Prima di tutto bisognerebbe conoscerne bene la storia (come e’ arrivata al fallimento) e le teorie economiche che ne hanno ispirato la rinascita e la, quanto meno apparente, crescita galoppante. Il (quasi) ministro dell’economia (sottosegretario) Ivan Heyn e’ morto in circostanze piuttosto incerte dopo, sembra, una riunione con l’FMI; morto il maggior fautore della politica economico-finanziaria Argentina, sembra che non vi sia piu’ impulso alla crescita e non si veda via d’uscita dall’inflazione a tassi da anni ’70. Percio’ le multinazionali e le banche tornano ad avere ragione di un Paese che stava ritrovando la strada per ridare benessere al proprio popolo.
Sindacato CGIL
Ma che fine hanno fatto i dipendenti lavoratori che prestavano la loro opera nei capannoni crollati per il terremoto? Ma erano regolarmente assunti a libro paga oppure tutti lavoratori cooperativisti senza protezione alcuna?
E la mano d’opera cinese, a migliaia, che lavoravano nei capannoni, dove sono finiti?
Tutto tace!
Itbread – Como
Ritorno alla lira una patrimoniale ma, perché iniqua? Io che sono proprietario dell’appartamento dove abito perderei (qualora volesse venderlo ma quest’ipotesi è altamente improbabile perché, altrimenti, dove andrei a vivere?) una buona fetta del suo valore… diciamo pure il 50%. Berlusconi, invece, e con lui tutti i Papperoni d’Italia (gli stessi che si avvalgono della finanza dei paradisi fiscali)ci rimetterebbero ben altro e senza ombra di dubbio parecchio più di me… Dov’è l’iniquità? Strana misura dell’equità quella di Nicola Porro, pennivendolo al soldo del suo padrone Berluska…
Abbandonando l’€ ci ritroveremo con una lira bucata come lei sig.Porro ha molto efficacemente descritto.Noi non dobbiamo competere con i paesi più deboli come la Grecia,la Spagna o il Portogallo.Noi dobbiamo competere senza complessi d’inferiorità con i paesi nordeuropei più forti visto che le nostre aziende hanno le capacità e l’itelligenza per farlo con successo.Con le svalutazioni le nostre aziende si sono create un sollievo temporaneo e non hanno migliorato la qualità e lo stato non ha eliminate le storture burucratiche che ci impediscono di competere ad armi pari con gli altri paesi.L’€ ci costringe a semplificare la burocrazia oltre a proporre prodotti innovativi e qualitativamene al top della qualità.E’ ora di guardare avanti senza paura e smetterla di piangere per gli errori fatti.Dobbiamo ridurre gli sperperi giganteschi e la corruzione oltre a digitalizzare tutti gli adempimenti burocratici.
Caro Dott. Porro, Lei dice di restare nell’euro perchè un’eventuale disgregazione della moneta unica operata dall’Italia avrebbe effetti devastanti. Non è comunque che ora con la permanenza dell’Italia nell’€ gli effetti siano da meno. é un dato di fatto che il problema determinato dalla moneta unica è la politica monetaria eccessivamente oppressiva perseguita dalla BCE targata Germania. Abbiamo assistito a disarmanti cessioni di sovranità nazionale all’altare tedesco, basti pensare al golpe operato da Napolitano con la sua marionetta Monti, voluta al potere a tutti i costi dalla Merkel: se veramente è bastata una sua telefonata al ns. ineffabile presidente per fare crollare il governo Berlusconi non c’è da stare tanto allegri, anzi. Le ricordo che per molto meno, anni fa, personaggi come Pannella e la sinistra tutta chiedevano la messa in stato di accusa del presidente Cossiga: dove sono questi signori, ora che veramente è stato compiuto un atto di alto tradimento ed attentato alla costituzione, rimuovendo un governo liberamente eletto su semplice richiesta di un leader straniero? é un dato di fatto che paesi come inghilterra e danimarca, pur essendo fuori dall’euro, non hanno i problemi dell’Italia, anche perchè godono della protezione delle proprie banche centrali che, operando come tali, costituiscono valido baluardo alle speculazioni sul debito. Non ci sono alternative a mio avviso: o si esce dall’euro e ci si riappropria della piena libertà in materia di politica economica o ci si rimane, obbligando però la Germania ad adottare politiche diverse. Per attuare quest’ultima soluzione sarebbe tuttavia necessaria una classe politica e un leader capace di imporre ai tedeschi comportamenti più solidaristici, ad esempio reintroducendo la doppia circolazione lira – euro e dando così un segnale forte e chiaro su quelle che potrebbero essere le conseguenze qualora la Germania perseverasse ad opporsi alla creazione di una vera BCE indipendente e garante del debito sovrano complessivo degli stati in area euro. Lei si immagina cosa significherebbe per la Germania subire la concorrenza di un paese fortemente industrializzato come l’Italia libero finalmente di operare una vera politica monetaria e fiscale e non più succube dei vincoli tipo fiscal compact? Un’uscita dall’euro sicuramente non sarebbe indolore ma, allo stato, si presenta come l’unica strada percorribile per ricreare nel ns. paese le condizioni per un effettivo sviluppo.
Gentili Signori e Signore ma soprattutto a tutti gli emeriti imbecilli, che qui ed altrove, inneggiano all’’”esempio” argentino.
Ma lo sapete che i primi a restare orfani, per la fine dell’Euro, sarebbero proprio gli argentini ???
E si perché, udite, udite, i Bonds argentini (tanto il povero peso è, data la locale l’inflazione a due cifre, assai poco cagato) sono in EURO!!!
Avete afferrato bene, visto che l’inflazione argentina è un “tantino” sopra quella ufficiale (che non dipenda dall’MMT?), come da http://www.cbonds.info/em/eng/pages/Argentina-bond – prices , i Bonds argentini quali il http://www.cbonds.info/eng/emissions/emission.phtml/params/id/1020 , (scusate eventuali errori ma il solluchero è grande) sono Eurobonds nel senso di “external bonds” http://www.eagletraders.com/advice/securities/external_bond.htm .
Quindi, a costo di sparare sul morto e sorvolando (non troppo) pietosamente sul costo del CDS sul quinquennale argentino http://www.bloomberg.com/quote/CT350188:IND/chart/ che indica una “Cumulative Probability on Default” nei prossimi 5 anni del 65% o poco giù di li http://static.seekingalpha.com/uploads/2011/5/24/saupload_selected_sovereign_nation_cpd_vs_5yrcds_21_may_2011.png , come la mettiamo con l’Argentina e la MMT???
Volendo seguire il coraggioso esempio argentino, dovremmo forse uscire dall’Euro per poi riprendere a battere (alquanto puttanscamente) dopo che la liretta fosse tornata a regalarci un inflazione a due cifre, anche noi, debito in Euro, in Dollari o magari in Franchi Svizzeri o, perché no, persino in Deutsche Mark???
Riflettete, riflettete, individui dal cervello lillipuziano.
Distinti Saluti,
e no, caro Porro, non ci siamo proprio! non può metterci paura dell’uomo nero (leggi lira italiana) per farci venire gli incubi di notte e convincerci della bontà dell’euro (qualcuno disse: “con l’euro ho salvato l’Italia!”, eddecchè?…bel pirla!). no, senta, apra questo link:
http://goofynomics.blogspot.it/2012/05/1992-le-lievi-imprecisioni-del-corsera.html
ci rifletta con calma, qui ci sono DATI INCONTROVERTIBILI, non opinioni. li confronti con i suoi (se ne ha), poi ne riparliamo! Semmai ci farebbe cosa gradita se decidesse di intervistare l’autore dell’articolo, professor Alberto Bagnai, (l’economista “omodosso” che ultimamente sta dando tanto filo da torcere ai vari Giavazzi, Alesina, Fassina, ecc. ecc…). magari a In Onda su la7! buona serata.
Porro, fosse questo un referendum, azzerderei a dire che i NO EURO vincono col il 95% dei consensi…
Caro Porro, come sa la seguo sempre, anche se scrivo di rado. Piu’ volte mi sono trovato d’accordo e gia’ una volta in netto disaccordo. Questa volta non solo non sono d’accordo, ma neanche capisco il senso di quanto scrive.
Potrebbe citare le fonti o le origini di tante convinzioni, sbagliate per moltissimi analisti?
L’uscita dall’Euro, UNICA ARCA per la salvezza dei cittadini italiani, dovrebbe essere preceduta dallo studio di una exit strategy curata in ogni dettaglio. Mi permetta di fare alcune note che evidentemente lei non ha tenuto in considerazione:
- Diamo per scontato un cambio 1:1 (mi sembra la cosa piu’ logica, non la piu’ corretta). In questo caso lo Stato potrebbe fare un periodo di transizione (come e’ avvenuto con l’Euro) allo scopo di calmierare con strategie finanziarie e fiscali mirate, la potenziale svalutazione della lira. Per conto mio, penserei bene se fissare il cambio 1:1 o applicare quello fissato dalla Prodi, Ciampi, Amato & C.
- Detto quanto sopra, il debito estero dovrebbe essere immediatamente congelato (non ricusato), per rinegoziarlo alla pari con i nostri creditori una volta riconvertito in LIRE ITALIANE. Secondo lei, l’attacco speculativo sull’Italia da chi arriva? Dai nostri stessi creditori, o sbaglio? Percio’ si guarderebbero bene di violentare le nostre piazze finanziarie con il rischio di perdere quanto da lei paventato in termini di svalutazione
- Lo stesso dicasi per i mutui e tutti i debiti verso istituti finanziari nazionali ed internazionali: il debitore cittadino italiano deve avere facolta’ di decidere se convertire il Lire o meno il proprio debito (molte aziende e molti professionisti hanno entrate in USD o Euro a fronte dei propri rapporti di lavoro con l’estero)
- Le nostre imprese guadagnerebbero IMMEDIATAMENTE in competitivita’; sa benissimo anche lei che la Germania era gia’ molto piu’ produttiva dell’Italia, ma mai tanto competitiva come negli ultimi anni di Euro-regime
- Per quanto riguarda l’energia, sarebbe sufficiente fare accordi (come ha provato ed in parte fatto il Silvio) con i Paesi produttori che, guarda caso, sono anche nostri eccellenti “clienti” per l’export italiano, la bilancia dei pagamenti, sarebbe probabilmente a favore dell’Italia
Certo e’ che la sovranita’ monetaria da sola non e’ sufficiente a curare il malato. Non si tratterebbe di una terapia antibiotica e via, bensi di un programma di riabilitazione vero e proprio:
- FUORI DALLA POLITICA TUTTI I…… CHE CI HANNO CONDOTTO FINO DOVE SIAMO
- Politica per l’occupazione giovanile con forti incentivi per neoassunti, precari (da assumere) e rientro di italiani occupati all’estero
- Incentivi per le imprese che ricollocano le produzioni in Italia
- Incentivi alle imprese turistiche che investono nel rinnovamento delle proprie strutture (anche in termini energetici)….
- ecc ecc ecc
In ultimo cito dal suo articolo:
” La nostra navicella sarebbe troppo piccola per resistere ai venti della, comprensibile, speculazione”
Le idee concretamente attuabili ci sono per il rilancio dell’Italia, pur non essendo io un NO EURO a tutti i costi, non vedo molte vie d’uscita se non un distacco dall’oligarchia bancaria che ci ha imposto un titolo di credito utile solo a preservare i grandi speculatori da possibili svalutazioni.
http://freetaly.blogspot.cz/p/programma.html
COMPRENSIBILE speculazione??? Comprensibile da chi???
La Grecia vale il 2.2% dell’intera europa. Delle sue difficolta’ si e’ fatto un casino distruttivo insensato per tutto il resto dell’unione.
Si e’ iniziato un processo di vera unione ,uniformando i vari sistemi amministrativi e fiscali. L’inizio non poteva altro che essere il pareggio del bilancio dei vari stati.e una inflazione stabile al 3.5%.
Cio’ mette in evidenza che i paesi che si appoggiavano sulla stampa incontrollata della carta moneta, dovevano o adeguarsi o piombare ai livelli di terzo mondo. La grecia era uno di questi paesi allegri in questo campo seguiti dagli altri paesi mediterranei come il nostro.
I guai sono cominciati ad accadere quando alcuni governi cominciarono a indebitarsi senza ritegno e il nostro fa parte di questi.
Dobbiamo ringraziare i nostri borboni politici per i quali ora riserveremo un duro calcio nel fondo dei pantaloni e una confisca dei loro beni, frutto di ladrocinio continuato per anni. Chi vuol documentarsi sul significato e varianti di quella che chiamiamo Democrazia , si legga wikipedia e capira’. Una moderazione al giornalismo e’ e’ necessaria . Non intendo censura ma una regola morale, che eviti che le forze politiche si immettano e guidino e distorcano le menti. Il primo passo potrebbe essere l’annullamento delle sovvenzioni alla stampa. Che i migliori ed equilibrati ed indipendenti prevalgano.
Ma qual´é il male peggiore?
continuare ad havere un male senza fine..!?Oppure una fine senza male!?
Ci sará pure una soluzione anche a questo trapianto! sé volete restare nell´Euro dovete rinunciare assolutamente ha continuare la politica bizantina,cioé siate tutti um pó piú tedeschi é meno italiani…!?
Ma invece di disquisire su varie possibilità e relative conseguenze, inattuabili le prime e del tutto teoriche le seconde, perché nessuno ha il coraggio di scrivere l’unica vera verità?
In Europa è necessaria una nuova Guerra
Ha visto Porro, che razza di argomentazioni?
Parlano di fallimento tipo Argentina o tipo rublo: ma dimenticano di citare che si trattava nel primo caso dell’utilizzo forzoso di una moneta straniera (cambio alla pari forzoso con il dollaro americano) e nel secondo caso di una unione monetaria imposta dall’alto.
Argomenti che diventano buoni per chi si augura il ritorno alla lira.
Oppure favoleggiano di serie storiche riguardo l’inflazione tra gli anni 73 e 83: basta aggiungerci di fianco la serie storica del rapporto debito/pil (proseguendo magari la serie fino al 2000) e pure questo diventa un argomento a favore del ritorno alla lira.
Inoltre si favoleggia di un crollo della nuova lira nel mercato dei cambi, senza comprendere che ogni deprezzamento favorisce le nostre esportazioni, procurando un afflusso di capitali che alla fine provocherà una rivalutazione della lira.
La realtà economica è un tantino più complessa di certe semplificazioni. Soprattutto di certe semplificazioni compiute dai signori dell’euro.
A proposito di stampa di moneta: come mai si agita sempre lo spauracchio dell’iperinflazione, e non si dice nulla sulla furiosa stampa di moneta fatta dalla BCE fin dal 2002 ?????
Porro, sono andato a leggermi per pura curiosità il FUSILLI, anche se, vista l’ ora, li stavo ancora digerendo.
Che dire, mi sembra il gemello di ALBERTO RIVI di cui ho appena scritto, anzi ne sono certo, LO E’: quando scrive ” Porro è ADUSO ” ho capito che è uno di quelli che scrivono le norme per la compilazione del MODELLO UNICO, OVVEROSSIA quel malloppo che ogni anno ci insegna come AUTOSTRANGOLARCI per non toccare il loro mondo sonnacchioso e fuori dal sistema produttivo, cioé il mondo di chi non vuole turbare un ” Paese grandemente amato ( dai BOIARDI ) e che un tempo fu anche il suo: l’Italia “.
Mi fermo qui, altrimenti MI METTO A PIANGERE COME ULTIMAMENTE FA IL NAPOLITANO AL TERMINE DELLA CARRIERA.
Io penso, come dice pure Nicola, che prima di sparare idiozie sui fantastici effetti del ritorno alla lira, si dovrebbe STUDIARE almeno le basi economiche.
La moneta, come ha cercato di spiegare Nicola, è prima di tutto una RISERVA DI VALORE. Quindi tra una moneta che si svaluta e una che si svaluta meno, si vive meglio con quella che si svaluta meno. Non ci sono altri fattori da considerare. E’ sicuro come il pane.
Certo che come dice un commentatore, se la lira venisse agganciata all’oro, sarebbe meglio dell’Euro. Ma l’Euro non è agganciato all’oro e purtroppo non lo sarebbe nemmeno la lira, altrimenti non la si potrebbe stampare a piacimento nella banca d’italia e scomparirebbe d’incanto il trucco contabile con il quale pretenderebbero di risollevarsi.
Avete paura dello spread? Ok. Giusto. Ma dove sta scritto che uno Stato abbia il diritto di indebitare i suoi cittadini? Il problema spread esiste perché esistono i titoli di debito sovrano, che però per quanto mi riguarda sono essi stessi il problema, non il loro differenziale di rendimento. Evitiamo di fare facili populismi. Nicola fa BENISSIMO a fare i conti del Capitale che verrebbe svalutato. Fa bene perché la misura del Capitale è la misura della possibilità di una nazione di produrre ricchezza. La differenza tra lo Zimbabwe e l’Italia è che il capitale sotteso all’Italia è molto maggiore e questo permette una produzione più complessa e più efficiente. Il capitale Zimbabwese invece permette di comprare due zappe e la terra viene coltivata con le zappe anziché con i trattori. Rendo l’idea?
Comunque faccio notare che Porro non è stato in grado di suggerire alcun provvedimento concreto che permetta a nazioni come Italia, Grecia e Spagna di uscire da lacci e patti di stabilità dell’euro che la stanno strangolando.
Cosa ci suggerisce Porro?
Un’altra bella manovra da 100 miliardi, magari una super-tassa e vendere subito la casa, l’auto, ecc., per tenere in piedi l’euro e non “sforare” il patto di stabilità?
HA RAGIONE MARCELLO FOA!
Porro, qui sotto il suo “dirimpettaio” (inteso come spazio sullo stesso Giornale) Marcello Foa, ha scritto un ottimo articolo, che dice proprio il contrario di quel che scrive lei: “E ora povertà eterna alla Grecia”, e che condivido al 100%.
Povera Grecia, e povera Italia, vedrete tra pochi mesi che bellezza!
Ha ragione Marcello Foa, che definisce la Merkel una “donnetta” di scarse capacità, e io direi di molta arroganza, e poveri greci che ora saranno sempre più impiccati a servirla.
Piuttosto mi chiedo: ma qui adesso c’è qualche “eurista” nel blog che sta dando voti pro-euro ai post?
Faccia, faccia, ripeto, riparliamo tra qualche mese, quando il vostro bell’euro puzzolente puzzerà sempre più, e l’aria sarà irrespirabile.
E che direte allora? Altro potere alla Merkel e agli eurotecnocrati del piffero?
@libertyfighter il 18 giugno 2012 alle 11:06:
http://goofynomics.blogspot.it/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html
Evidentemente è necessario postarlo anche la terza volta, visto che troppi non si degnano di leggere opinioni diverse dalle proprie. E che opinioni…
Vorrei far presente che è uno scenario dove il tasso di cambio EURO e LIRA è di UNO a UNO. Non mi sembra una ipotesi plausibile.
Buongiorno Porro, non voglio entrare nel merito delle previsioni, probabilmente lei non ha torto. Scegliendo una via mediana, potrebbe concordare sul fatto che l’ “Euro”, inteso in senso più ampio della moneta in se’, andrebbe rifondato? Se la mia non è solo impressione, non concorda sul fatto che non si sono fatte scelte coraggiose e intelligenti e la prova sta nel fatto che la crisi si sta amplificando? Rispondere alla crisi con l’austerity sarà stato coraggioso ma, a mia veduta, stupido. L’iper tassazione toglie potere all’economia reale. In conclusione, mi sento di dire che se il sistema euro rimane questo, rimane sostanzialmente fallimentare. Non per ultimo, la cattiva gestione della moneta, ha sin da subito limitato il potere d’acquisto. Comunque sia, discutere tra lira e questo euro è una discussione, a mio vedere, sterile, poichè viene chiesto di scegliere tra due problemi diversi, come se ti chiedessero se vuoi morire di caldo o di freddo: no grazie, vorrei continuare a vivere. Vede, secondo me, anche se sembra una banalità, ma ci rifletta, servirebbe che ci fossero al potere menti fresche, giovani, intelligenti e coraggiose, così come, una testa come la mia sarebbe da scartare subito, poichè tendenzialmente di carattere troppo sospettoso e dietrologista quando non mi fido di qualcuno. Tuttavia, secondo me di lei ci si può fidare, mi da l’impressione di essere una persona al contempo equilibrata e anche in grado di fare vere scelte, perchè non valuta la scelta di mettere a disposizione la sua intelligenza allo Stato? Io la voterei, magari non avremo più il suo blog, ma l’avremo come ministro dell’economia o nella più bella delle ipotesi come Presidente del Consiglio. Certo non potrà risolvere i problemi per magia, ma sicuramente vedremo sensibili miglioramenti (e ti pare poco!). Almeno ci pensi anche solo un minuto, poichè siamo al photo-finish, o scendono in campo cervelli veri o andiamo a scatafascio.
Andrea Pellis il 18 giugno 2012 alle 09:31:
Un altro che sta guardando oltre la cortina di ferro: BENVENUTO
alberto rivo il 17 giugno 2012 alle 22:44:
Ecco, leggetevi quello che scrive questo signore per avere un’idea di chi sono i sostenitori dell’uscita dall’ €:
“…i tedeschi sono dei crucchi ignoranti, sfigati, incompetenti e portano pure rogna. Sono loro che se ne devono andare dalla comunità. A beneficio di tutti gli altri!!”
Questo è il classico esempio di chi è handicappato dalle origini GRECO ROMANE, di cui si sente erede a RENDITA.
Vecchio nostalgico dell’ AUTARCHIA, del KARKADE’, del LANITAL e di DONARE L’ORO ALLA PATRIA?
Vecchio pensionato statale che, dopo aver ” lavorato” 14 anni 6 mesi ed 1 giorno vorrebbe altrettanto per i propri figli che hanno ereditato il suo posto fisso?
Piccolo burocrate centralista antifederalista, di quelli che sostengono che PICCOLO E’ BELLO, salvo quando si tratta della PADANIA?
Uno che rifiuta un’ autoanalisi perché alla fine scoprirebbe di essere la concausa del disastro di questo paese che vuole conservare immutato per mantenere la propria illicenziabilità?
Mah. Certamente speculatore finanziario non è, ma forse tenta di favorirne le finalità per illudersi di poter continuare a coltivare il proprio ORTICELLO.
Che sia l’ ALTER EGO DI GIANFRANCO FINI?
il giornalista che conti fa ? il ritorno alla lira non è : 1 lira = 1 euro , ma 1€ = 1936.27 lire .
gli italiani non sono ciula .
rivogliono il loro potere d’aquisto.
buona giornata
Qui si tratta di uscire dall’euro ed assumere una valuta legata all’oro. Certo che non ha senso tornare alla vecchia lira , poi possiamo benissimo chiamarla lira. Lo vedo come unico modo per perdere il meno possibile. Il crollo dell’euro ci sarà e non escluderei anche un drastico ridimensionamento del dollaro USA . Si tratta semplicemente di giocare d’anticipo. I primi che lo faranno saranno i primi a goderne i vantaggi, mentre gli altri, quelli che continuano a sostenere la cartastraccia euro, piangeranno lacrime pesantissime. Sicuramente si troverà una pesante opposizione da parte dell’attuale finanza mondiale, vorrebbe dire non aver più fiducia nell’attuale sistema mafioso finanziario. Incominciasse a farlo un paese non certo potentissimo ma pur sempre importante come l’Italia, anche altri stati dovranno rivedere il sistema monetario al quale aderiscono attualmente poiché ci sarà il crollo. Il crollo riguarderà il sistema finanziario, non i mercati reali, un mercato reale e’ ben contento di usare una valuta molto più aderente alla realtà
Io essendo comunista non sono un estimatore della economia capitalista, e non sono un economista, ma credo che Porro abbia ragione, se si tornasse alla lira diventeremmo molto poveri come la gran parte di voi nemmeno immagina, magari perchè hanno meno di 40 anni, io me lo ricordo il tempo quando avere una misera bicicletta era un lusso,non parliamo di macchine poi, potevi giocare a palline in mezzo alla strada per ore, per andare al cinema la domenica andavi a fare cartone, stracci e ferraccio, quando trovavi del rame erano salti di gioia, parlo degli anni 50, non dell’ottocento,
Qualcuno vorrebbe le monete di nuovo ancorate all’oro, era solo il dollaro a 35 per oncia, ma Nixon nel 71 abolì tale cosa cominciando a stampare moneta non più coperta dall’oro, dando il via ala speculazione sui cambi che prima erano fissi decisi dai governi, anch’io credo che fosse meglio, ma è pura utopia credere che possa tornare.
La enorme svalutazione potrebbe essere vantaggiosa per alcuni ma i pensionati andrebbero subito alla fame, visto che hanno tolto anche la misera rivalutazione che c’era, poi mi sembra che sia sempre stato che i paesi forti hanno una moneta forte e non cartaccia come tornerebbe di nuovo la lira, dell’inflazione che qualcuno auspica poi non ne parliamo, per il popolo sarebbe la fine più nera, vedi repubblica di Weimar, fù la causa principale dell’ascesa di Hitler.
aggiungo che la Sua Tesi Dott Porro, può essere credibile, certo, ma mi aspetterei da lei una denuncia maggiore sulla genesi truffaldina dell’euro, e di questa europa di arraffoni a conduzione bancaria..sugli accordi capestro verso gli stati, sulla vergognosa delega verso la Bce e i suoi tassi da strozzino, verso lo scippo di sovranità..senza chiedere nulla ai cittadini, sul mancato controllo del governo italiano sulla speculazione dei prezzi all’indomani dell’entrata dell’euro, sul trattato di lisbona e sul mes..no perchè così senza queste premesse non ci si intende.
Caro Porro le riporto un parere del Prof.Savona..non certo l’ultimo arrivato, una cosa è certa noi nella situazione attuale andiamo verso un burrone certamente, lei sapendo di doversi buttare dalla “macchina” nonostante il rischio di farsi male..cosa farebbe?..Il Prof. Savona: “Quando leggo che io avrei sposato l’idea di un’uscita dell’Italia dall’euro mi viene lo sconforto. La mia tesi è che un paese con una dirigenza seria deve avere un Piano A, come stare in Europa, e un Piano B, come uscire, valutando i costi dell’una o dell’altra soluzione e discutendone con i cittadini. Ho poi aggiunto: se l’Unione Europea decide di fare ciò che si deve per far funzionare bene l’eurosistema, secondo le linee indicate sopra, sarei lietissimo che l’Italia rimanesse nell’euro, perché è ciò di cui il mercato unico abbisogna. Se invece si lasciassero le cose come stanno, occorre affrontare la dura realtà, governando la secessione dall’eurosistema. Questa potrebbe non essere una nostra scelta, ma del mercato internazionale, il quale correttamente valuta che così com’è l’eurosistema si spacca”
Dell’Articolo del Dott. Porro vorrei puntualizzare alcuni passaggi.
Prima di tutto è discutibile che l’80% degli italiani sia propietario di un immobile. E’ più corretto dire che è intestatario di un immobile in quanto il 40% di quell’80% ovvero il 32% che fa scendere la percentuale di proprietà al 48%, ha un mutuo ipotecario di primo grado acceso su quel bene, e si diventa propietari quando il bene è libero da vincoli e ipoteche.Si è possessori,non propietari.
In secondo volevo segnalarLe che con l’uscita dall’Euro avverrebbe al rovescio cio che accadde a cavallo degli anni 90 con L’ECU. Questo strano veicolo econimico fu l’embrione dal quale poi nacque l’Euro. Ovvero venivano emesse obbligazioni dagli stati in Ecu a tassi assolutamente inferiori dalle inflazioni. Queste partite in gran parte di possesso delle banche consentivano di emettere mutui in Ecu a tassi decisamente più convenienti che non quelli in moneta nazionale ovvero le Lire. Le banche non persero un secondo con l’emeissione di mutui in Ecu risultato che data l’inflazione pazzesca di quegli anni ci furono un sacco di persone veramente inguaiate in quanto iltasso era bassissimo ma il capitale inflazionnato lievito a dismisura Questo per segnalare che uscendo dall’Euro pagherebbero lo scotto non solo i detentori di patrimoni ( si parla del 30% in termini assoluti) ma si creerebbe un problema sociale di proporzioni bibbliche con tutti quelli indebitati in Euro e tutto ciò che ne deriverebbe.
@Fusilli al pesto,
zecca come le altre.
Vada a mangiarsi un panino alla mortadella a casa del nano Prodo & Company.
Quando è venuto l’Euro quel che costava 100mila lire è passato a costare 100 euro. Colossale truffa, il biglietto da visita di un sistema iniquo. Di questo sistema ci si doveva sbarazzare prima, ma non è mai troppo tardi. Insistere è diabolico. L’euro cadrà prima o poi perché è un sistema di oppressione e come sistema monetario non vale nulla.
Il ritorno alla lira sarebbe un piccolo terremoto con danni contenuti, sempre preferibile a questo continuo bradisismo dell’euro che ci fa scivolare inesorabilmente sott’acqua.
@kerberos . scusi ma sa cosa afferma ? la sinistra ha fatto le cose giuste ? mi spiega quali ? bersani è un signore intontito dalla coca , e talmente pieno di soldi che se gli chiede come fa una persona a vivere con 700 euro , risponde ” faccia un passo indietro ” perchè non afferma che la crisi internazionale l’ha voluta e fatta berlusconi ? perchè non dice che un certo moro , poveraccio lo hanno poi fatto fuori , con le sue frasi mezze sceme , ha fatto entrare in italia al governo , i comunisti stalinisti . se ruba uno di dx subito la magistratura si attiva , e ci sono cause più importanti che attendono da 30 anni la fine . ci sono 14000 detenuti in attesa di giudizio , e sono i suoi magistrati di sx che l’unica cosa che sanno fare e lo fanno volentieri , è inseguire il nulla a dx . se de benedetti ha portato al fallimento diverse aziende , ha rubato soldi non dovuti , gli stessi magistrati si girano dall’altra parte . d’alema era un sindacalista , ma guarda che si è fatto la barca da milioni di euro . nessuno va a vedere dove li ha preso i soldi . Fassino ? ce l’ho attaccato al mio deretano , sento cosa dice e vedo cosa fa . Certo il Piemonte è solo ed esclusivamente TORINO il resto del piemonte non esiste perchè non è di sinistra . e prima di dare del nazista ci pensi due volte , perchè lei è uno stalinista , e mi creda non c’è da essere fieri con i 100 milioni di morti ammazzati da stalin . stia bene e se ne vada in grecia a fare la sua pubblicità.
San Nicola Porro.
Meno male che c’è lei che lo spiega. Io quando ho visto il risultato di QUEL sondaggio ho avuto dei conati di vomito. E’ ciò che succede quando si naviga nella più completa ignoranza economica, ma si continua ad aprire la bocca e dargli fiato.
egregio dottore , se la sua gloriosa espressione , va bene , lei troppo spesso , da grande economista , non dice cose tanto ovvie quanto realtà dissacrante la nostra nazione . l’inghilterra si è tenuta la sterlina , commercia in euro , ma l’inghilterra alle spalle a protezione della sua moneta ha quintali di oro depositati presso la sua banca nazionale . e noi ? abbiamo regalato il nostro oro alla bce perchè altrimenti come farebbe l’europa a proteggere l’euro ? poi sempre la bce ha detto ” la germania deve essere la più grande nazione europea , perchè ha tanti capitali . e ovviamente l’imbecille italiano al governo allora , ha detto ” coglioni inginocchiatevi ” o vi mando in siberia .porro sia chiaro , non blateri a vuoto . abbia coraggio , certo stare in svizzera fa comodo vero ? come mai la svizzera sta meglio di noi ? ha mandato l’europa a farsi friggere , l’euro lo tengano gli idioti , vero dott. porro , parli della svizzera , e io abito vicino e vedo .
@Leno Lazzari il 17 giugno 2012 alle 21:51:
Fatto? Allora gliene dico uno anche io: il traditore monti fa il bene degli italiani e in parlamento sono tutti onestissimi.
Il livello è quello…
Egr. Porro,
ritengo da sempre che il problema dell’euro sia stata la genesi: nato troppo presto, diciamo come un bebè al settimo mese e, per ciò che riguarda l’Italia, con l’aggiunta di uno scompenso cardiaco, cioè il cambio a 1936,27 imposto a quell’asino di Prodi.
Ma, come un bebè non lo puoi uccidere a causa di ciò, ritengo che sia assolutamente ridicolo e dannoso uccidere l’euro adesso.
Qualche tempo fa sostenevo che probabilmente l’uscita da esso avrebbe potuto portare qualche beneficio grazie al rapporto export-import italiano.
Ma ad una sola condizione: tutti gli Stati fuori dalla moneta unica in piena sintonia e ritorno a quelle nazionali attraverso accordi per bande d’oscillazione inizialmente molto elastiche.
Dato che tale condizione è praticamente irrealizzabile, non potrà mai essere praticabile un ritorno alla Lira se non con la conseguenza di quei “drammi”, perchè tali sarebbero, che lei descrive impeccabilmente.
Quindi, tanto vale proseguire nella medicina e nella cura del bambino che secondo me è solo una, e chiedo scusa se mi ripeto: l’unione fiscale, come fecero gli Stati Uniti 300 anni fa.
Omogeneità tributaria prima e uniformità monetaria dopo.
L’Europa ha fatto il contrario, ma c’è tempo per recuperare.
Volevamo copiare gli Stati Uniti?
Lo si faccia fino in fondo.
E per bene.
Capisco bene? Molti si augurano l’uscita dell’Italia dall’Euro.
Quindi:
Dhiram marocchino= 0,0902 euro
Dinaro Tunisino=0,4954 euro
Kwanza Angolano= non pervenuto
Dracma Greca=se in buono stato (quelle di Platone) 1000 euro.
Lira Italiana= non fateci ridere.
@matteo fusilli rinascita argentina? Quelli che lei definisce i miei padroni sono tentati dalla lira!!!!! Insomma lei è proprio un cretino, ma di quelli che si incontrano raramente. Ragazzi leggete vi prego MATTEO FUSILLI
@pietro46 pietro Pietro ma cosa dite? Possibile che non capiate che il cambio 1 a 1 come quello 1 a 1936 non cambiano la storia. Si tratta di valori monetari di una ricchezza già accumulata. Prima di criticarmi studiate l’abc. La nuova ipotetica lira la potete cambiare anche a centomila contro euro. Non importa il cambio al momento zero, ma quanto perderà dal momento 0 a quello 1 nei confronti dell’euro. Quello che conta Pietro ( e tanti come lui) non è la denominazione monetaria della nuova valuta, ma il suo valore relativo alle altre.vi ricordate la lira pesante: non è che togliendo tre zeri si rivalutasse. Insomma criticatemi pure, ma studiate un pochino prima. Almeno le basi.
@massimo il 17 giugno 2012 alle 14:10:
Si vede che ci sono anche dei premi nobel tra questi… Mamma mia che spocchia… Elettore sinistro, vero?
Mi era sfuggito il post di Joseph il 17 giugno 2012 alle 15:56: mi scuso per la citazione ripetuta.
Caro Porro,è difficile farsi intendere da chi è in contraddizione persino con se stesso.In Inghilterra l’inflazione raggiunse il 28%. Poi venne la Thatcher.Il fallimento dell’Argentina e prima ancora la caduta del rublo è costato agli argentini e ai russi sacrifici indicibili.Un pensionato russo che percipiva 200 rubli mensili e stava benone,dopo il crollo con 200 rubli ci comprava un chili di carne; e in argentina andavano nelle discariche per sfamarsi o raccogliere qualche chilo di cartone.E chi può escludere un’esplosione di violenza in caso di fame nera,in Italia? Riporto dati ufficiali sull’inflazione italiana dal 1973 al 1983: 10,4 – 19,4 – 17,2 – 16,5 – 18,1 – 12,4 -15,7 – 21,1 – 18,7 – 16,3 – 15 .Le sinistre erano forti e c’erano le brigate rosse: paradossalmente ( lo dico per coloro che parlano a cuor leggero) la scala mobile salvò come poteva l’Italia.Fu stampata cartaccia-moneta e ne scontiamo le conseguenze. Volete tornare alla stampa? Nicola Porro vi sta aprendo gli occhi e gli orecchi. Con l’inflazione la produttività crolla,aumenta la disoccupazione e le importazione surclasserebbero le esportazioni aggravando ancora il problema.Eccovi ancora qualche dato ufficiale:nel 1985 abbiamo importato 45 milioni di quintali di frumento, 936 milioni di q. di oli minerali e derivati, 2.406.222 bovini e 10.102.000 di q. di carni fresce e congelate. Non pagare il debito estero è un grosso rischio,specialmente se il credito corrispondente è detenuto da stati europei.Seguite il consiglio di Porro,tenetevi stretto l’euro: sicurissimamente è il male minore.E ci conviene dare una mano al governo thatcheriano,anzichè tentare le avventure con la carta stampata ( cioè con la moneta che vale come il giornale dopo averlo letto).
@martello carlo il 17 giugno 2012 alle 18:43:
Bella l’idea dei lavori forzati per i pubblici fannulloni!
E così abbiamo inventato la ricchezza artificiale.Con l’euro siamo straricchi,senza siamo dei poveracci.Va ad aggiungersi ad altre meraviglie dell’ingegno come la fusione fredda,la pietra filosofale ed il sedano senza fili,ottimo per la ribollita.Fantastico.Speriamo che da qualche parte si affermi una moneta più forte del marco.Adotteremo quella e saremo tutti milardari.
E aggiungo: il gotha dell’economia mondiale, fior di premi nobel, non è assolutamente d’accordo con lei, caro Cuoco, così come la maggioranza dei professori italiani a cui però non è consentito di esprimersi in pubblico (e chissà perchè). A dire la verità per le persone di cui sopra il neuro non dovrebbe neppure esistere, al punto che ne predissero la morte (violenta) prima ancora che nascesse, tanto è una assurdità. (http://goofynomics.blogspot.it/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html) Ho sempre seguito questo blog con grande interesse, trovandolo molto attento e ben documentato. Ma questo articolo è terrificante, una somma incredibile di chiacchiere da bar o da politici in malafede. Sono davvero. davvero deluso… Un esempio tanto per gradire. La svalutazione prevista dell’eventuale nuova lira sarebbe del 20%, max 22%, pari al differenziale di inflazione cumulato dall’ultimo riallineamento. Dato il nostro tessuto produttivo, sarebbe molto facilmente assorbibile dalla nostra economia. (per esempio http://goofynomics.blogspot.it/2011/11/luscita-delleuro-redux-la-realpolitik.html, ma ci sono le stesse cose in un sacco di articoli, sia in Italia che soprattutto all’estero, scritti da economisti di ogni credo politico).
In ogni caso, pochi auspicano un ritorno alla lira come quello descritto (tecnicamente forse impossibile), ma piuttosto un periodo di transizione a doppia circolazione (esattamente come è stato fatto per introdurre il neuro). Nessuno auspica il cambio fisso, essendo proprio quello il peccato originale peggiore (tra i molti) del neuro.
Questo ovviamente senza considerare le questioni etiche, per cui una persona sana di mente dovrebbe preferire una fame possibile per qualche anno, piuttosto che una schiavitù e una miseria eterne e certificate (perchè non un bel post sul MES, ad esempio?).
Sono davvero deluso e dispiaciuto…
L’EURO FALLITO
Gentile Porro, nel suo articolo ci sono troppe semplificazioni, e troppe ipotesi estreme. Come spesso accade, qui si passa da un estremo all’altro, e lei qui fa l’ipotesi peggiore, cioè del ritorno IMMEDIATO alla lira, tra l’altro con un cambio pazzesco: 1 a 1, allora sì che sarebbe una catastrofe.
Ma ci sono molte altre possibilità, che lei però si guarda bene dall’analizzare:
1) Cambio dei parametri “rigorosi” a favore di Paesi come Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, ecc., permettendo loro più inflazione (fino a un max. del 10%, come suggerito da Preatoni) e senza obbligarli al pareggio di bilancio in 1 anno, allentando il famigerato “patto di stabilità”.
2) Possibilità di introdurre la lira ma all’inizio solo come moneta complementare (lo fanno già gli Svizzeri, loro hanno il WIR accanto al Franco), per transazioni minori e locali, e poi dopo alcuni anni valutare se convenga chiudere del tutto anche con l’euro, o ridurne il peso.
3) Infine, ma solo come ipotesi estrema, e con l’accordo di TUTTI i Paesi dell’UE, uscita dall’euro di tutti, nello stesso momento, o di alcuni Paesi, ma solo con un percorso pilotato di ALCUNI ANNI. In tal caso la speculazione avrebbe le armi spuntate, la speculazione lavora sempre sul BREVE.
Porro, non siamo entrati nell’euro dalla sera alla mattina, quindi non si capisce perchè si parli sempre di uscirne dalla sera alla mattina.
Insomma, finiamola una buona volta di ipotizzare solo un’eventualità ESTREMA, e parliamo invece di tante altre ipotesi GRADUALI, le cose non sono mai tutte bianche o tutte nere, non c’è solo l’alternativa tra lasciare l’euro così com’è e uscirne subito di punto in bianco.
Chi ipotizza solo scenari estremi non fa che contribuire all’allarmismo, alla speculazione, e ad aggravare la crisi.
E – come hanno notato altri lettori – non ci sono solo “economisti da bar sport” a sostenere l’uscita o il netto ridimensionamento dell’euro, ma fior di economisti (non certo a livello Monti, che non reputo un economista, ma un grottesco incompetente pedina al servizio di Goldman), e ovunque nel mondo.
Porro, che l’euro sia stato un errore è ormai evidente. Il problema è metterci una pezza, nel modo meno doloroso possibile.
Sia concessa una precisazione. L’Euro non l’ha voluto la Germania di Kohl, ma è stato imposto alla Germania, in questa veste e struttura, da Mitterand, a sua volta poderosamente appoggiato e sostenuto dalla Tatcher e dall’amministrazione USA. Questo è il disastro. Accusate la Germania di questa colpa che non ha. Avrà altre colpe, come quella di non aver liquidato i debiti di guerra prima della caduta del Muro.Siete caduti tutti nella trappola dei Roubini & Co. E daje contro la Germania. Oggi l’Unione Europea è una formalità, perchè tutta la stampa mediterranea sa solo inveire contro la Germania. Addio Europa unita. Vediamo dove vanno a finire commercio estero e turismo! Il tutto per non far ordine a casa propria e non rimuovere parassiti ed intoccabili. È un suicidio politico ed economico.
Gentile dr. Porro,
la sua proposta è difettosa in partenza.
Dovremmo ripristinare la lira, non uscire dall’euro.
Lo stato dovrebbe pagare pensioni e fornitori in lire, accettando anche lire per le tasse.
Quando abbiamo lasciato la lira e abbiamo preso l’euro, chi aveva stipendio fisso ci ha rimesso: secondo quale bizzarro calcolo, tornando alla lira, ci rimetteremmo di nuovo???
Peccato, dr. Porro.
Ha perso un’occasione per lanciare una provocazione.
Invece si è lasciato andare alla selva dei luoghi comuni.
Vogliamo iniziare?
“Le nostre case (l’80 per cento degli italiani ne ha una in proprietà) verrebbero denominate in euro. E la casona da 1 milione di euro, varrebbe un milione di lire. Ma vendendo quella supercasa e ottenendo le nostre lirette, non saremmo in grado di comprarci neanche un appartamento in Francia.”
E secondo quale criterio???
Caro Porro, il valore della moneta è PRIMA DI TUTTO quello dei beni reali: per quale misterioso avvenimento un modesto appartamento a Parigi varrebbe improvvisamente quanto una dignitosa casa a Roma?
Ma poniamo pure il caso fantasioso: se anche così fosse, si scatenerebbe unna corsa alla vendita di appartamenti a Parigi per avere una lussuosa casa a Roma. E alla fine, avremmo un ingente afflusso di capitali a Roma!
Lei afferma pittorescamente che Bankitalia non sarebbe in grado un solo giorno di difendere il cambio: e secondo lei, cosa sta facendo la piccola Svizzera (meno di 8 milioni di abitanti) da oltre un anno, contro tutta la speculazione mondiale, affamata di franchi svizzeri?
Stampa moneta, e difende la propria economia reale!
Lei cita (a sproposito!) l’effetto sulle esportazioni dopo il 1992, dicendo che l’effetto positivo non è durato a lungo: ma perché, la svalutazione è durata a lungo?
E perché non cita la svalutazione dei decenni precedenti, quando l’Italia cresceva?
E perché non dice che il crack del 92 dipese proprio dal tentativo di ingessare la moneta nel serpentone, dal quale siamo dovuti uscire rapidamente nel 92?
Caro dr. Porro, i suoi ragionamenti confermano che la moneta unica senza monete nazionali è stato ed è un errore. Del resto abbiamo anche un precedente illustre: quando l’impero romano decise di imporre una moneta unica e di cancellare le monete locali, poco dopo andò in rovina e si dissolse.
nella sua analisi dr. Porro e nei commenti però c’è sempre uno scenario che ci vede legati a doppio filo all’UE, € o non €.
L’uscita dalla moneta se accompagnata dal ripristino delle dogane e dei dazi non stimolerebbe il mercato interno?
Energia nucleare anzichè petrolio, Fiat Mirafiori anzichè polacche, tessile, hi-tech e tutto il manifatturiero fatto in casa.
Un’autarchia 2.0 insomma.
Scusi Porro… Tralasciando il fatto che l’euro è finito, quindi un ritorno alla lira è inevitabile… Ma anche se non fosse, nell’euro che ci restiamo a fare?
Paghiamo tassi del 6%, la moneta unica penalizza le nostre esportazioni e veniamo comandati dalla cul… ehm… dalla Merkel che ci fa buttare il latte perché ci deve vendere le sue mozzarelle blu.
I greci, poveracci, non possono scappare, perché non esportano nulla se non la feta e lo yogurt.
Ma l’Italia non è la Grecia, ma la terza economia d’europa (seconda solo alla Germania per quanto riguarda il manifatturiero)… Una svalutazione della moneta sarebbe una boccata d’ossiggeno per le nostre esportazioni, senza contare che di conseguenza le importazioni diminuirebbero (compreremo il petrolio e non le bmw).
Per quanto riguarda la svalutazione della moneta, lo Stato potrebbe tutelare i correntisti (fino ad un certo limite ovviamente)… E’ vero che costerebbe, ma sarebbe meno dannoso rispetto al fatto che la gente terrorizzata se ne vada a fare la fila alla banca per chiudere il conto (in grecia ritriano 800mln al giorno).
Sulla svalutazione degli immobili, lei dice che l’80% degli italiani ha una casa in proprietà…
Di questo però 80% mica tutti dovranno vendere la casa… A chi continua a viverci non cambia nulla, anzi, se si svaluta la casa non si dovrebbe pagare meno imu?
Poi, certo per chi vende è una fregatura, ma sono cose che capitano… Così è la vita. A volte si fanno ottimi affari, a volte si prendono fregature.
Quando vicino casa viene costruita una ferrovia, un rigassificatore, una discarica, non è peggio? (svalutazione ed invivibilità). Però non è che non si fanno più le ferrovie perché il singolo individuo potrebbe essere ingiustamente penalizzato.
Infine sulla povertà degli italiani… Quella c’è adesso… Con imprese che chiudono o delocalizzano (per non parlare dei suicidi) in Serbia, Austria o Slovenia, ci siamo riempiti di disoccupati, tutti in Cassa integrazione o in mobilità a carico di Pantalone.
Con la svalutazione invece,le imprese tornerebbero a produrre, riassorbendo i disoccupati… Non avrebbe neanche più senso andare in Cina con i costi dei trasporti, quando nel cuore d’europa c’è un paese con la liretta pronto ad immettere all’istante le merci sul mercato europeo.
Berlusconi va ascoltato, mi pare l’unico che abbia un cervello nel PDL.
PS: sul turismo stracciamo tutti… Quello che abbiamo noi non ce l’ha nessun’altro al mondo.
grazie porro, non sono d’accordo con lei, ma è bene che se ne parli magari informandosi.
si puo in cominciare da qui http://www.paolobarnard.info
http://www.democraziammt.info
uno legge magari senza pregiudizi …
la sicilia è stata conquistata da Rutger Hauteville nel 1130. Rutger è discendente di terzo grado dei Duchi di Normandia, pronipoti del vichingo Rollone. Gli abati gli diedero il nome latinizzato di Ruggero il Normanno, che rimasto senza eredi maschi diede sua figlia Kosntanz Hauteville in sposa a Friederich Hohenstaufen che Regnò sulla Sicilia e sulla Schwabing fino a quando la casa angioina nel 1266 vinse la battaglia di Benevento e con la famiglia Macedonio si infeudò nella dinastia Aprile Macedonio Plantagenet von Hohenstaufen Puoti, magnificamente rappresentata dalle principesse Rosmarie e Catherine, che vivono a Milano e ad Aversa, e da uno splendido maniero normanno costruito da Thorvald de La Mare. Qualcuno mi spieghi dove sono gli africani e se li trova -ma solo se li trova- anch’io sarò contento di tornare alla lira
Salve
ipotesi 100 mila euro 100 mila lire mi sembra un po azzardato . Una svalutazione del 30% forse sarebbe più reale . In pratica i miei 100 mila euro diventano 200 milioni di lire che si svalutano del 30% . Ovvio che i bene denominati in valuta estera ( molti ) costeranno di più benzina più 30%, oro ecc ecc tralasciando la benzina ( e simili ) dove lo stato grava x circa il 70% di tasse alla “pompa” ( quindi avendo ampi margini di manovra) il resto verrà pagato di più . Lei pensa che molti italiani si accontenterebbero di un periodo di crisi profonda seguito da una ripresa forte che questa tremenda agonia che dura ormai da anni dove persone non elette da nessuno decidono il destino di milioni di persone in nome di un Europa che cosi come sono messe le cose è un Europa solo nella moneta e basta ? Onestamente penso che molti si siano seccati di questa utopia dove l? Europa sia l’unica scelta plausibile, in questi anni abbiamo riempito il culo alla Germania se continuiamo cosi sara sempre peggio .
Nicola,
perchè non ti proponi per le primarie del PDL? c’è molta gente che crede in te e nelle tue idee, perchè non provarci?
in ogni caso, complimenti!
La solita tiritera di falsità e verità parziali alle quali il Porro è aduso, secondo le prescrizioni dei suoi padroni:Spaventare tutti con la storia del debito e del pareggio di bilancio (e non si capisce la stabilità di paesi come il Giappone,il Regno Unito,gli stessi USA,che quanto a debito non debbono prendere lezioni da nessuno!) Vada, sig.Porro,vada a sviscerare(se le riesce)le cause della rinascita argentina,noi intanto la aspettiamo tra qualche mese per sentire attentamente i nuovi bla-bla che si inventerà(ben suggerito,lo sappiamo)quando dovrà giustificare le corbellerie che imperterrito va seminando per giustificare le sue parzialità precedenti,ma soprattutto l’osceno gioco al massacro perpetrato dai suoi padroni ai danni di un Paese grandemente amato e che un tempo fu anche il suo: l’Italia.
Gentili Signore e Signori, non mi riesce di nascondere la mia più profonda delusione per la vittoria di Nueva Democracia che dopo averci fottuto alla grande, permanendo la Grecia nell’Eurozona potrà, insieme al Pasok, continuare a farlo negli anni a venire per la “modica” somma di ulteriori 100/150 bn l’anno che l’Europa sarà felicissima (sic!!!) di continuare a pagare per chissà quanto tempo a venire.
Gentile dott. Porro, per quanto comprenda che anche certi figuri abbiano, purtroppo, diritto a respirare nonostante tutti i disastri procurateci, era proprio necessario invitare quei due vomitevoli tassaioli, rigurgiti del taxing and spending più abietto, su La 7?
Se proprio si voleva invitare qualcuno dell’area di Confindustria o di sinistra, non sarebbe stato il caso d’invitare qualcuno di più presentabile?
Distinti Saluti,
Ma sta bene?
Semplicemente dissento al 200%. E lancio una domanda a cui vorrei il Cuoco rispondesse: esattamente quali vantaggi abbiamo avuto e avremo dentro alla dittatura neuropea? Possibilmente vorrei cose concrete, non desiderata o peggio dati non verificabili…
dalla moneta unica, nei dieci anni trascorsi, ha tratto vantaggio solo la economia tedesca. C’è qualcosa che non va! L’unificazione monetaria richiede anche garanzie comunitarie, e.g. eurobond, che i tedeschi non vogliono. Occorre spirito comunitario che i tedeschi non hanno. C’è qualcosa che non va: sono i tedeschi. La germania negli ultimi 150 anni hanno perso sempre le guerre che hanno fatto, sono falliti economicamente 4 volte! L’Italia ha perso una volta sola, quando era socia dei tedeschi, e non è MAI fallita. Ergo i tedeschi sono dei crucchi ignoranti, sfigati, incompetenti e portano pure rogna. Sono loro che se ne devono andare dalla comunità. A beneficio di tutti gli altri!!
Caro Cuoco, ti sarei grato (anche a qualche altro esperto che scrive sul blog) se mi spiegassi il mistero della BCE.Vedo le banche italiane che si finanziano al 5% sul mercato. bene, penso, non hanno soldi. Da qualche giorno vedo anche la Deuthche Bank che si finanazia sul mercato al 4%.Ma i mille miliardi che la BCE ha stanziato all’1% che fine hanno fatto?Forse gli hanno fatto fare il girotondo presso le banche, ovvero te li do se compri i BPT italiani, Greci, spagnoli… Come si coniuga la mia domanda al tuo articolo?Mi sembra che molto superficialmente la gente pensa che l’Euro sia stata la causa dei disastri delle varie economie del sud europa, ma a mio avviso al dsastro ci saremmo arrivati ben prima con la vecchia liretta.Ben mi ricordo che ai caraibi, quando davo 5 mila lire di mancia al facchino dell’hotel,guardava il biglietto con scarso apprezzamento. A mio avviso avremmo fatto la fine dei paesi dell’Est. Nel ’73,in Ungheria,al cambio ufficiale ti davano un po’ di soldi, ma poi quando andavi dai “cambiavalute” locali con pochi dollari ti prendevi il triplo dei fiorini del cambio ufficiale.Questo sarebbe stato il percorso della nostra moneta senza l’Euro. O no?
caro Porro, questa volta esce con delle grandi “fregnacce” che da un esperto del suo calibro non mi sarei aspettato, con un’analisi del dopo Euro esclusivamente in chiave grandi capitali da proteggere. Intanto è sbagliato il paragone un milione di Euro = un milione di Lire, perchè la mente subito va subito al vecchio milione, presupponendo una svalutazione del 20000%, mentre sarebbe reale aspettarsi una svalutazione del 20-25%,
E’ sbagliato il paragone casa-appartamento in Francia perchè la casa come sa è un bene indisponibile visto che serve per abitarci,e se vivo in Italia non mi serve a niente l’appartamento in Francia, anche se è vero che quando vendi casa non riesci mai a comprarne una simile allo stesso prezzo : è un po’ la favola del prezzo garantito per i diamanti che funziona solamente quando li dai in parziale pagamento per un’altro diamante che costa molte volte quello che si vuole cambiare.
Le svalutazioni competitive hanno solo un effetto temporaneo perchè non cambia la politica folle delle spese senza limiti (a debito delle future generazioni), che progressivamente inflaziona la moneta:
E’ vero solamente che tornando alla Lira senza avere sciolto i nodi di fondo del sistema che consistono essenzialmente in un eccessivo carico fiscale sul mondo del lavoro per giustificare spese pubbliche assurde, e l’IMU ne è solamente l’ultimo folle esempio per quanto riguarda il mondo produttivo con giudizio altrettanto negativo per quanto riguarda il mondo edilizia in genere, torneremmo in una situazione già vissuta, ma almeno lavoreremmo e potremmo competere ad armi più pari col resto del mondo industrializzato, perchè le aziende sane sono l’unica garanzia di lavoro ed un imprenditore che investe nella sua azienda andrebbe non dico facilitato ma almeno non tartassato, esattamente come l’impresa dovrebbe essere tassata solamente sulla ricchezza che crea e distribuisce.
Certo l’Euro ti fa sentire ricco quando vai all’estero, considerato però che la maggioranza degli Italiani NON ha in programma viaggi all’estero penso sia giusto che le vacanze in Camargue costino MOLTO di più delle vacanze sulla Riviera Romagnola, e lo stesso si dica per Costa Azzurra e riviera toscana, che una permanenza a New York costi molto più di una permanenza a Milano.
La moneta è la controfaccia di un sistema politico-economico e finchè non ci sarà una omogeneizzazione europea in tal senso, diventa illogico parlare di moneta unica, esattamente come sarebbe assurdo agganciare la nuova Lira che so , al Dollaro: abbiamo visto la fine che ha fatto il Real brasiliano quando nacque agganciato al Dollaro, per non parlare della moneta Argentina che agganciata al dollaro creò un falso sentore di benessere anticamera del fallimento che ne seguì: la moneta è forte solamente se rappresenta il sistema paese con PIL adeguato e spese pubbliche responsabili.
E chiaramente Porro, lei non ha il problema di non arrivare alla terza settimana, la sua ditta non deve esportare alcunchè, in effetti è attiva perchè finaziata dallo Stato, e quindi non avrà mai il problema di finire in cassa integrazione, per cui può tranquillamente guardare il mondo dall’alto, tanto per lei l’Euro è solamente un vantaggio, per me l’Euro sarà giusto solo quando avremo le stesse tasse che in Germania e le stesse regole per il mondo del lavoro, uguale costo della politica ed uguali regole sociali.
E non dimentico che la percentuale degli Italiani che posseggono la casa d’abitazione è molto più alta che in Germania…sarà che siamo più formiche risparmiose ??
Cordialmente
Se ho ben capito il Sig Mortadella & bad company ce lo hanno messo in quel posto per bene…..
E poi dice bene ancora Porro, avremmo dei concorrenti agguerritissimi se si consideri quanto meercato abbiamo ceduto alla Spagna che oggi ci da delle lezioni.
Addirittura l’emergente e sottosviluppata (turisticamente) Croazia ci ha già “rubato” il turismo da diporto grazie ai porticcioli turistici che hanno già costruito e che da noi, grazie ai verdi e certa sinistra ci possiamo soltanto sognare.
Perciò , avanti tutta con l’Euro, ma anche con una vera unione europea e una BCE che funzioni come la Federal Bank americana.
Leno Lazzari
Se non si creano gli stati uniti d’europa l’euro non ha ragione d’essere…e’ solo un vantaggio per la germania…ma vi rendete conto che vogliono bloccare le frontiere per i paesi periferici dell’eurozona? Come a dire morti di fame a casa vostra…torneremo tutti in SVIZZERA…
Questo articolo di Porro è la spiegazione, per adulti concionatori, di un fatto (contrario di opinione) che “è chiaro anche a un bimbo”.
Una volta fuori dall’Euro, e da una posizione economica per cui DOVREMMO ACCETTARE SUPINAMENTE UN RAPPORTO DI CAMBIO MONSTRE”.
Saremmo anche in balia del primo attacco della speculazione finanziaria, (spread fuori dalla ionosfera) non so se così devastante e immediato come suggerisce Porro, ma di sicuro pesante perche non avremmo l’Europa e la BCE dietro a coprirci le spalle.
La “sotto valutazione” della “neo Lira” potrebbe certo favorire il turismo ricettivo, ma non l’industria dato che le materie prime, che non abbiamo, le dobbiamo importare pagandole dunque proporzionalmente ancora più care che non nell’ era ante euro.
Tra le importazioni essenziali ci sono anche il petrolio e il gas che con l’Euro sono già molto cari. Nel caso non sia chiaro a certi adulti, con gas e petrolio mandiamo avanti l’industria, i contadini le pompe per l’acqua e le serre.
E poi anche il riscaldamento domestico, l’aria condizionata etc., e anche gli ospedali e le scuole.
Sarebbe un atto di puro masochismo che, infatti, nessun partito serio caldeggia.
Leno Lazzari
La ringrazio. In questo clima da irresponsabile “ritorno alla lira”, bisogna tenere d’occhio anche i contro, oltre che ai pro.
E per favore non mi si citi l’Argentina come buon esempio (cosa che torna spesso in queste discussioni): tutt’ora a pezzi, con un sacco di problemi interni (secondi solo al populismo della presidentessa Kirchner).
l’alternativa all’uscita però quale sarebbe? fare terrorismo psicologico sui danni del ritorno alla lira è facile e c’è una buona compagnia, ma se restiamo nell’euro che ne resta delle nostre riserve auree delle nostre imprese svendute e delle nostre PMI costrette a chiudere perchè non facciano concorrenza a chi comanderebbe, e sono la spina dorsale dell’economia italiana?
Porro, finalmente uno che la pensa correttamente. L’Euro è il nostro futuro, è la moneta che ci ha salvato. La liretta si sarebbe già svalutata svariate volte in questi anni nella facile soluzione per i governi inetti e bugiardi del binomio svalutazione-inflazione. Dovremmo piuttosto fare pressioni per una svalutazione dell’Euro se si ritiene che il suo valore attuale è troppo alto, ci sarebbe un grande spazio di manovra dato che l’Euro in questi anni è partito da un valore di cambio di 1,17 (USD per Euro), è passato per un minimo di quasi 0,80 , ha raggiunto un massimo di 1,65 e oltre. Ora negli ultimi mesi è passato da un valore di oltre 1,40 al valore attuale di 1,26 odierno. Quindi è in fase di svalutazione. Secondo la mia opinione potrebbe scendere anche a 1,10 per dare una pompata alle esportazioni e all’economia. Il problema principale è la globalizzazione, un miliardo e mezzo di schiavi cinesi e un miliardo di schiavi indiani sono a disposizione della politica dei loro governi per distruggere l’industria occidentale e renderla esplosiva nei loro Paesi, questo finchè l’occidente non si sarà impoverito a tal punto da non poter comperare nulla da Cinesi e Indiani che lavorano a 100 USD al mese e producono inquinando senza freni tutto il pianeta. Alziamo i dazi, abbassiamo il valore dell’Euro e l’Europa esploderà di benessere. Chi usa il marchio “Made in Italy” dovrebbe produrre in Italia …. ma invece questi governanti corrotti e senza etica hanno permesso di produrre il “Made in Italy” in Bangladesh pagando con un pugno di riso la manodopera locale.
E’ quello che ho sentito dentro di me oggi, quando ho letto le parole di Craig Beaumont, il capo della missione del Fondo Monetario Internazionale in Irlanda. Oggi il FMI ha detto a Dublino che non ce la farà a tornare alla vita, che se l’Eurozona non farà qualcosa di drastico, l’Irlanda è condannata al default. Ok, fermi. Stop. STOP!!
L’Irlanda chi? Quella che ha accettato il salvataggio della UE e del FMI, che ha applicato le Austerità da flagellazione a sangue e che le ha applicate con il 10 e lode del FMI stesso. Quella che adesso, dopo essersi scarnificata di sacrifici sociali orrendi, ha tutti i parametri deficit-debito-inflazione esattamente, ESATTAMENTE, come voleva la UE e il FMI, i parametri virtuosi che secondo la UE e il FMI sono la via del risanamento, del RISANAMENTO. Quella che ha impegnato le pensioni pubbliche per garantire il salvataggio delle banche, come dettato dalla UE e dal FMI. Quella che oggi Beaumont ha definito “un nostro studente modello”. Quella Irlanda lì, sì, è lei. Bene, ora le dicono che sorry my dear Ireland, muori lo stesso. No, ma peggio, peggio…
… le hanno detto oggi che la sua unica salvezza dipende, ascoltate bene, “dall’eventuale ritorno di fiducia degli investitori nell’intero progetto dell’Eurozona”. Ma come? COMEEEE????? Dopo aver predicato con perentoria e sprezzante certezza che è il rigore dei conti pubblici la via della salvezza per le cicale dell’Eurozona; dopo averci, averli, fatti sentire dei balordi MAIALI-PIIGS; dopo averci inflitto i volti ributtanti dei probi Draghi, Lagarde, Monti, Von Rompuy, e dei loro buffoni di corte alla Giavazzi, Giannino e Bini Smaghi; dopo averci costretti a respirare il fiato fetido del rigore dei conti e dei necessari sacrifici che sono torture sociali in queste ore per milioni di irlandesi e italiani e greci e spagnoli e portoghesi… dopo tutto questo il FMI gli va a dire che no, era tutto sbagliato. Se gli investitori non si convinceranno che l’euro è un affare, in effetti, dice Beaumont, siamo punto e da capo. Le Austerità sono una pagliacciata di nessuna utilità, un nulla di fatto, l’Irlanda è al collasso come prima, peggio di prima, i tassi sui suoi titoli sono più alti oggi di quando si arrese al FMI e alla UE due anni fa. Firmato Fondo Monetario Internazionale.
Sarà vero? o un invenzione di qualche folle antieuro.Io mi sono informato provate a farlo anche Voi invece di scivere fiumi di parole prive di conoscenza.
Premetto di non essere un esperto di economia, ma guidato dal buon senso e da un minimo di intelligenza umana condivido poco di quanto sostenuto dal Dott. Porro.
Qualsiasi manovra economica oggi facessimo, qualunque tassazione, tagli o altro, queste operazioni potrebbero nella migliore delle ipotesi riuscire a compensare una parte degli interessi del nostro debito pubblico. E” inutile piangere sul latte versato, (politiche poco attente da politicanti allo sbaraglio, corruzione, evasione fiscale etc…). Ormai siamo in fallimento. E” solo questione di tempo. A questo punto bisogna vedere la nostra situazione economica con occhi diversi. Per prima cosa non bisogna demonizzare il debito pubblico, anche Stati Uniti, Giappone ne hanno uno grande o forse più grande del nostro, ma lì va tutto bene e non vedo perché per noi debba essere il primo dei problemi. Riprendendo il discorso del Dott. Porro, il ritorno alla lira potrebbe essere traumatico per alcuni anni, (ospedali in crisi, trasporti precari, tutto il settore pubblico entrerebbe in crisi a causa dell’eccessiva svalutazione della moneta. Ma proprio questa grande svalutazione darebbe vita ad una grande crescita. Diventeremmo competitivi sui mercati quanto o più della Cina, il turismo crescerebbe e ci sarebbe un notevole calo della disoccupazione (Vedi quanto successo in Argentina) Le esportazioni amplierebbero i nostri mercati esteri , il nostro PIL crescerebbe e pian piano la nostra moneta inizierebbe a riprendere valore. La Banca d’Italia dovrebbe solamente gestire mediante la stampa o la eventuale sottrazione di banconote in circolazione il valore del nostro denaro, senza mai farlo diventare troppo forte, ciò penalizzerebbe l’export. E” vero, si avrebbe una notevole inflazione, che in parte è da ritenere negativa ma anche essa ha i sui vantaggi. Con una inflazione elevata chi ha soldi è costretto ad investire, ciò creerebbe lavoro. Altro vantaggio dell’inflazione chi ha debiti col tempo avrà, in valore, meno debiti e chi ha soldi, come già detto per non perdere valore dovrebbe investire.
Oggi la nostra Nazione è costretta prestarsi il denaro, per gli investimenti presso la BCE. La Nazione Italia, perdendo la sovranità monetaria è divenuta una semplice impresa che ha bisogno delle banche per attuare i propri progetti. Ma dove si è detto mai che una nazione sovrana deve ricorrere alle banche per fare investimenti? Semmai le banche dovrebbero sottostare al potere dello stato e non viceversa.
La stampa di banconote può essere un mezzo di ridistribuzione della ricchezza, dove i possessori di grandi quantità di denaro, a seguito della svalutazione consequenziale alla stampa di moneta, perdono potere di acquisto, mentre la piccola e media impresa acquista liquidità e quelli indebitati vedono nel tempo diminuire il valore dei propri debiti.
E’ pur vero che prima di tutto questo, nel nostro paese è necessario risolvere la “ Questione morale”, modificare la classe dirigente, il nostro sistema Politico, Giuridico, fiscale, burocratico, Lavoro etc… insomma si dovrebbe riformare tutto, al fine di avere una vera giustizia sociale. E quale migliore occasione sarebbe quella del nostro fallimento?
Comunque, anche se non condivido nulla di quanto fatto da questo Governo, e pur sempre un governo serio che si sta impegnando per salvare questo paese e per questo spero che ci riesca.
A me sembra che la “gigantesca e iniqua patrimoniale sul risparmio italiano” sia già in atto. Abitazioni comprate due anni fa svalutate del 20% (sono nel settore, è realtà), quindi, già una perdita è contabilizzata. Prospettive nere per il futuro a breve… Non mi sembra che l’attuale situazione sia rose e fiori, e fra le varie ipotesi di uscita non si riesce a capire quale sia la peggiore. Pertanto sig. cuoco, potrebbe cominciare a dirci quale sia, secondo lei, un modo per uscire da questa situazione e magari cominciare a ragionarci sopra. Per i “non ferrati” in materia macroeconomica è sempre positivo avere qualcosa su cui documentarsi.
Stimato dr. Porro, uscire dall’euro e tornare ad una moneta reale (ancorata all’oro), non mi sembra affatto svantaggioso. Ora men che mai, non vedo quali garanzie possa dare l’euro in termini di forza reale ed affidabilità. Ci mette forse al riparo dalla svalutazione? Noo, lo ha fatto fino ad ora in modo artificiale ed e’ proprio il motivo per cui mi aspetto il crollo dell’euro da un momento all’altro. Per come pone la cosa Lei, in effetti ci sarebbe uno scossone nel breve periodo, ma non più di tanto, Infatti al fondo del Suo articolo parla degli altri paesi, prospettandoli anch’essi fuori dall’euro, quindi a crollo avvenuto. Si tratta poi solo di tornare alla realtà, varrebbe per tutti, e’ un bene. Tenere tutto così e’ accettare dei valori fasulli, sicuramente sopravvalutati, finti. Il problema e’ che negli ultimi quarant’anni chi ha prodotto ricchezza, l’ha creata sul serio e il sistema socialista l’ha MANGIATA ora bisogna trovare una scusa da dire a questa gente che crede di avere qualcosa di valore, ma invece qualcuno gli ha già portato via quasi tutto e praticamente distrutto il mercato interno. Per quanto mi riguarda, la conferma di ciò che penso e’ proprio nei fatti: l’euro e’ talmente forte che il mondo intero guarda alla Grecia. L’euro e’ una bolla, che vi piaccia o meno prima o poi scoppierà. Stimato dr. Porro La ringrazio per lo spazio concessomi.
@ Nicola,
assolutamente concorde.
Grazie per l’articolo. Come Cormac, credo che vada messo in prima pagina.
Per molti però, purtroppo, ci vorrebbe anche uno schemino.
quante sciocchezze tutte insieme.. dico solo che il cambio non sarebbe affatto 1 euro 1 euro.. per caso quando c’era la lira il cambio con il dollaro era 1 lira 1 dollaro??.. perche tutte queste sciocchezze??.. i depositi in banca andrebbero lasciati in euro e nelle fasi iniziale sarebbe da reinserire la lira affiancandola all’euro.. tutto tornerebbe a prima dell’entrata in vigore dell’euro.. erano i tempi in cui l’economia italiana metteva paura a Francia e Germania.. ed è per questa paura che ci hanno obbligato all’euro.. e noi allocchi abbiamo abboccato..
X Antonio Nerone:
Non avevo letto il suo commento. E’ proprio quello che voglio dire io. Da una parte c’è una famiglia dall’altra 3-4 milioni di famiglie. Il problema non dovrebbe neanche porsi. Basterebbe scovare i Bardi di oggigiorno e dir loro, possibilmente con accento barese: “eh, cumbè, nan stè na lirr!!!”
viva Edoardo allora!
Carlo il 17 giugno 2012 alle 16:15 scrive:
Caro Carlo, e di quanto bisognerebbe svalutarla questa sua NEOLIRA per avere ” il ritorno dell’ industria in italia per l’ ISTANTANEO aumento della competitività “?
Non credo che Lei lo sappia, non lo so nemmeno io, lo sanno solo in pochi, ma credo che dovrebbe essere tale da ridurre il tenore di vita degli italiani quantomeno a livello di quei signori con gli occhi a mandorla che lavorano negli scantinati con tutta la famiglia… e forse non basterebbe ancora, con la pletora burocratica, la giustizia più generosa al mondo e tutti i ladroni di commesse statali mafiose impunite che ci ritroviamo.
Lei naturalmente obietterà che con le ns. ricchezze naturali, le pale eoliche ed il FRACKING della pianura padana, non abbiamo i problemi della Cina, e comunque potremmo sempre tornare a cercare l’ oro nel TICINO oppure ancora riaprire le miniere del Sulcis…
Ah, ecco, ragionandoci sopra, Lei mi ha dato un’ idea che potrebbe alla fine darle ragione: CI POTREMMO SALVARE REALMENTE SE VI ( AL SULCIS INTENDO ) MANDASSIMO A SCAVARE IL CARBONE GLI STATALI CHE TIMBRANO E POI SE NE VANNO PER I CAVOLACCI LORO.
SALUTI E AUGURONI.
Inoltre, premettendo che io sono abbastanza ignorante in campo economico (quelle che faccio non sono domande retoriche, ma domande vere), ciononostante a me sembra che ci sia qualcosa di poco chiaro nei meccanismi di genesi del debito pubblico. Non so dire cosa. E anche nel sistema delle banche centrali e delle valute c’è qualcosa che non va. Non c’è alcun legame tra soldi e risorse. Com’è possibile dottor Porro, che un soros qualunque possa condizionare il destino di uno stato del g-8 (ma se anche fosse l’Indonesia sarebbe inaccettabile lo stesso!!)???
Da una parte abbiamo un uomo con uno schermo con tanti zeri davanti, e dall’altra abbiamo una nazione intera con i terreni, le case e le persone. Ma come si possono rapportare le 2 cose? Non dovrebbe porsi neanche il problema. Le 2 cose dovrebbero essere su piani diversi!
Ma come siamo arrivati a questo punto? Non vale forse la pena fare qualche passo indietro? Come? ehm.. dovreste dirlo voi economisti.
Grazie per l’attenzione e l’eventuale risposta.
Bisognerebbe appendere questo articolo nei seggi, quando si andra’ a votare, e ci troveremo grillo vendola e storace e compagnia noeuro. E bisognera’ negoziare con la merkel che ci compri Btp a tassi ragionevoli perche’ intanto quelli di mercato saranno schizzati al 7%.
Purtroppo anche il suo Giornale non fa altro che seminare vento che si trasformera’ in tempesta, quindi forse dovrebbe spiegare queste cose ai suoi colleghi.
Io non capisco perchè paesi con economie molto più piccole della nostra , sembra non siano neanche sfiorati dalla crisi. O lo sono, ma non in maniera drammatica come noi. Mi vengono in mente la Slovacchia, o la Rep.Ceca o le repubbliche baltiche.
Ora noi ci sentiamo da aa ripetere che se non fossimo entrati nell’euro la benzina costerebbe millamila lire ecc. Eppure in questi Paesi che sono economicamente più piccoli di noi e non hanno l’euro la benzina e gli altri beni costano meno.
Ora anche un’idiota capirebbe che c’è qualcosa che non va. Il cosiddetto libero mercato non risponde ad alcuna logica comprensibile, per dirla come il bardo “c’è del marcio” e non solo in Danimarca.
X dire: perchè il Regno Unito che ha un comparto industriale più piccolo del nostro sembra non essere minimamente sfiorato dalla crisi?
La ringrazio per l’eventuale risposta.
Ragionamento già sentito dal sig. Rossi.Dunque ,se ho ben capito ,il valore del sistema paese è il 30% di quello rappresentato dall’euro.Bene. Qualcuno mi sa spiegare con quale pretesa si pensa di poter vivere con una moneta che non corrisponde al nostro valore di mercato?La differenza l’ abbiamo appena cominciata a pagare e così,sognando,continueremo.E’ grottesco voler viaggiare sul ferrari quando ci si può permettere solo il topolino.E’ triste constatare che per capirlo dovremo sbattere contro il muro.
QUANDO IL PANINO RESTA SENZA MORTADELLA: LA CURA PEGGIORE DEL MALE
CARO PORRO
a volte le sue zuppe sono davvero esilaranti, un giorno massacra la botte e l’altro massacra il cerchio, risultato paese terremotato da cima a fondo.
Sintetizzando mi viene da dire la botte piena e la moglie ubriaca non si può avere, dunque, con la caduta della prima RES-PUBICA avevamo una sola chance, serietà e rigore per i prossimi 20anni diluiti sarebbe stato molto meglio e meno invasivo,oggi dopo 20anni di frizzi e lazzi abbiamo una sola chance rigore di botto da far schiantare un toro il resto chi vivrà vedrà.
Nel frattempo furbi e furbastri tutti al sole caldo dei tropici le vacanze stanno arrivando e non basteranno di certo gli sconti dei falsi petrolieri italiani a ridare fiato al famoso popolo sovrano, sovrano ma senza corona.
GRAZIE ITALIA ORA PUOI DARCI IL COMPANATICO TERREMOTATO PER IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO
L’euro non c’entra nulla con la crisi attuale (e difatti si è deprezzato di appena il 10% negli ultimi anni, mentre la sterlina perse 1/3 del suo valore e la moneta islandese il 50% nel 2008). Se la svalutazione della lira non ci ha portato alla fame è stato solo perchè il problema è stato scaricato sul debito pubblico che si ingigantiva; perchè certamente i debitori stranieri non hanno svalutato i loro debiti, nè si è svalutato il costo delle materie prime (petrolio in primis) acquistato all’estero. Se però ora torniamo alla lira, si svaluta, il debito si duplica o si quadruplica o Dio solo lo sa e questa volta ce lo chiedono indietro che facciamo? Non lo paghiamo? Pensate forse che non si vendicherebbero? Credete che l’Italia sia un paese autosufficiente? Resistiamo di più noi senza riscaldamento o loro senza le Lamborghini? Il problema dei problemi è stato la globalizzazione e la concorrenza dei paesi un tempo poveri e snobbati (Cina, India, Brasile, ecc.); il fatto che si sia verificato in concomitanza con l’instaurazione dell’euro sta solo confondendo il popolo bue. Meglio dare la colpa a Prodi che all’anarchia del capitalismo. Tornare oggi alla lira sarebbe una tragedia; significherebbe solo svalutare quanto abbiamo e trovare ogni prodotto a costi esorbitanti (non ci potremo permettere più neppure gli acquisti nei negozi cinesi in periferia). Se oggi ho 200.000 € in banca posso comprarmi 4 bivani a Berlino, ma se la lira si svaluta Dio solo lo sa a cosa può servire. Che faccio metto un’impresa in Italia dove costa meno la manodopera? Ed i macchinari e le materie prime da chi le compro con le mie lirette? Porro, insista, la prego, perchè la gran parte dei lettori del suo giornale è composta da folli suicidi.
Certo,questa è una serissima e possibilissima eventualità;allora,bisognerebbe trovare un modo per contemperare l’euro alle nostre esigenze nazionali;così di sicuro non si può più andare avanti,e sia i cittadini che le imprese non ne possono più di questa situazione.Il problema sta però nella BCE,che non come quella statunitense,e soprattutto nell’Europa,che ha l’asse portante(e dominante)Germania-Francia,e tutti gli altri appresso come zavorra!
Sig. Porro, non l’ho mai apprezzata come giornalista (né la linea editoriale de Il Giornale) ma glielo dico di cuore: grazie per quello che ha scritto sull’uscita dall’euro. Spero francamente venga pubblicato in prima pagina dal suo direttore (ma ne dubito) per riportare un po’ di senno ai vostri lettori.
Nicola Porro, si rende conto da quale parte sta? Da una parte c’è la sx che dice e fa cose giuste per il bene di tutti, aldilà di qualche incidente che subito viene ingigantito con disastrose conseguenze per lei stessa (le scarpe da 1000€ di D’Alema, la banca di Fassino, la tassa di successione per i ricchi, i DICO, ed altre stupidaggini di nessun valore) dall’altra una dx-fascista che ha portato l’Italia al fallimento negli anni ’40, una dx-pentapartitica che ha lasciato un debito immenso (anche a forza di svalutare la lira, perchè certo i debiti non si sono mai “svalutati”) ed ora una dx-berlusconiana che ci ha portato dove siamo, ma pur di raggranellare qualche punto percentuale e pronta a venderci questa stupidaggine della lira (a partire da Berlusconi e Sallusti). E la gente ci crede: poco importa che ci siano stati anni in cui quello che si metteva in tasca valeva ogni anno il 25% in meno; poco importa che l’euro sia nato con un valore inferiore pari a 0,8 dollari e sia arrivato ad 1,5 dollari; poco importa che questa non sia una crisi dell’euro, nè delle rigide regole europee, nè del prodotto europeo, ma solo una crisi per la disonestà della dx greca che truccò i conti, per l’impossibilità di reazione della destra berlusconiana (che certo non poteva fare alcuna manovra senza essere decapitata, dopo le assurde promesse volte a catturare un consenso che non poteva trovare con argomenti realistici), per l’incapacità di Sarkozy e per l’interesse poco lungimirante della Merkel. Zapatero era di sx, è vero, ma esiste forse un suo atto che giustifica la crisi spagnola od questa è forse la conseguenza di una debolezza intrinseca della stessa su cui Zapatero non poteva fare nulla o quasi. Ed allora, ammetta a sè stesso quello che già sa e prima o poi dovrà ammettere; sino ad allora sarà solo l’utile idiota (e sinceramete non vorrei offenderla, perchè non lo merita) per delinquenti (e qui invece mi modero a stento) come Sallusti, Ferrara, Minzolini, Feltri ed a capo di tutti, ovviamente, Berlusconi.
@shady capisco la sua analisi. E ne ho scritto spesso anche io. In questa zuppa mi sono limitato a sottolineare come la reintroduzione della lira non sia la soluzione
Più che la lira è la politica ad essere bucata. Tanto che indifferentemente se a Milano proliferano i Daccò a Palermo proliferano i Dacchì (ovvero lo showman Lombardo: che pur avendo annunciato di dimettersi il 28 luglio al “Grand Hotel Palazzo d’Orleans” continuano senza sosta gli avvicendamenti assessoriali). La Sicilia (dal latino: Sicilia) nel mondo è sinonimo di mafia. Un marchio d’infamia immutabile nel tempo. Come il nome che porta. Forse a causa della sua quasi totale appartenenza alla placca africana i suoi abitanti, caratterialmente, sono più vicini agli africani che agli euroasiatici. La “casta” insomma l’hanno nel sangue ed è un retaggio che viene dalla notte dei tempi. Non per niente il comparatico è nato qui. Un copyright che i siciliani hanno fatto valere anche nei confronti dei cartaginesi e dei romani. Sottomessi sì, ma senza rinunciare al marchio di fabbrica. Che è migliore di un quarto di nobiltà. Perciò le elezioni non possono essere che lotte tra clan. E a volte divengono, nel gioco all’elastico di alleanze fortunate, delle vere e proprie scalate sociali. Si sgomita, si tradisce, ci si imbelletta per meglio apparire, dato che, per chi ci sa veramente fare ed ha dalla sua parte un pizzico di fortuna, ogni campagna elettorale può diventare l’occasione della vita. Il parassitismo sociale, in una realtà senza prospettive ed avvenire, è l’unico vero capitale da spendere, per gli elettori e gli stessi possibili eletti. La fideiussione omnibus che salva dal fallimento. L’ascensore sociale che può portare anche in paradiso. La moltitudine di dipendenti della regione siciliana e tutte le strutture e sovrastrutture che ingabbiano l’economia isolana e la indirizzano nell’unica sola direzione indicata dal padrone pro tempore, fino ad arrivare all’insulsaggine del consulente del consulente per arrivare al consulente che meglio non si trova, che poi non è altro che il consulente del niente, sono figli e figlie del sistema “spirtizza”. Ma non solo a Palermo. Così, lungo tutto lo Stivale, con immutato fascino, le mangiatoie continuano a restare l’unico ponte di collegamento tra gli aspiranti protagonisti di ogni stagione politica e quel “pulviscolo sociale” che può far realizzare l’agognato sogno.
Porro lo sanno anche i sassi che l’euro così come è costruito è sovrastimato e distrugge l’economia delle nazioni più deboli all’interno dell’UE. I Piigs sono l’esempio lampante, prima dell’euro CRESCEVANO ora non più. I motivi sono anche per demeriti interni ma è evidente che i paesi come la Germania ne hanno beneficiato in modo EVIDENTISSIMO. Tutti i Piigs hanno visto una deindustrializzazione e in generale delocalizzazione in favore di paesi più forti o convenienti. Italia, Spagna etc. -15%; Germania +15%. Il ritorno a una moneta meno forte e non a misura della Germania avrà i suoi contro ma una cosa è certa aiuterebbe il ritorno dell’industria in Italia e creerebbe competitività all’istante visto il minor valore della neovaluta in LIRE.
Fonti: (le prime prese a casaccio)
http://goo.gl/8znzW
http://goo.gl/p8Nsm
http://goo.gl/n9KNS
Comunque siamo comdannati al fallimento fino a che non sara ridotto di almeno il 50% del costo dello stato.
L’Italia ha bisogno di una cura shock,cioe un risparmio immediato di 80/100 miliardi all’anno.
Cessione delle municipallizate,chiusura definitiva province,dimezzamento regioni e riduzione del 50% manager pubblica amministrazione etc…
Ma questo governo sicuramente non ci riuscira perche la politica morente e ancora troppo radicata
Quindi ben venga la troika di cui parlava ieri Monti…
Come stiamo assistendo in questi giorni, ormai da un po’ di tempo la finanza globale ha espropriato la democrazia (Monti non è stato votato dai cittadini, ma cooptato da Napolitano che a sua volta non è stato votato dai cittadini, ma da 543 parlamentari su 990). Ma questo in fondo era già nei voti occulti sin dalle origini. Le rivoluzioni sono sempre state foraggiate dalla finanza. Più che sulla democrazia forse bisognerebbe mettere l’accento sul politico: perché in realtà la finanza ha prevalso (contro natura) sulla comunità politica, indipendentemente dal fatto che essa abbia forma democratica o monarchica.
Nel XV secolo il Re d’Inghilterra, Edoardo III, indebitato con la potente famiglia bancaria fiorentina dei Bardi, quando comprese che ripagare il debito significava prostrare il regno, lo ripudiò (oggi si dice fare default) facendo fallire i suoi strozzini. I laudatori del primato del mercato sul politico e della finanza sull’economia reale (Oscar Giannino, Giavazzi, Alesina solo per citarne alcuni) affermano che quello di Re Edoardo non fu un atto morale e che qualsiasi governo, qualunque forma politica abbia, è il “nemico” della felicità universale.
Questo modo di vedere la questione è tipicamente liberale ed americana, non a caso negli Stati Uniti il governo si chiama, come in un’azienda, amministrazione. Che il ripudio del debito da parte di Re Edoardo non sia stato un gesto morale è vero come del resto è vero che il Re si era indebitato per le sue guerre e non certo per il bene comune: ed anche questo non era morale. Ma non sarebbe stato un atto morale neanche gettare nella miseria il regno per pagare gli interessi agli strozzini fiorentini. E morale non era neanche il prestito usuraio che i Bardi praticavano, anche nei confronti dei sovrani e dei Papi.
Oggi purtroppo la comunità politica nella sua forma democratica, sottomessa come è al potere della finanza globale, non è neanche sfiorata dalla tentazione di ripudiare il debito sovrano. Quasi una ironia, una beffa: sembra, infatti, che di sovrano agli Stati sia rimasto solo il debito. Debito che certo hanno contribuito tutti, politici, imprese e cittadini, a creare ma finanziando il quale, a tassi di interesse sempre più proibitivi, i fondi di investimento globali, i Bardi di oggi, lo hanno saputo far fruttare a loro esclusivo vantaggio privato. Ora quegli stessi neo-Bardi (mi viene in mente Goldman Sachs di cui Monti è stato dipendente) chiedono ai popoli sacrifici, lacrime e sangue, per ripianare il debito. Bisognerebbe, invece, ripudiarlo come fece il Re di Inghilterra. E come ha fatto ad esempio l’Argentina nel 2002 e l’Islanda nel 2008. Liberatasi dal debito, l’Argentina ora viaggia ad un tasso di crescita del 7% annuo. Invece l’UE, prigioniera di una BCE che lavora per il sistema bancario privato e per l’usurocrazia globale, non può ripudiare i debiti sovrani in quanto non sono stati neanche previsti gli strumenti giuridici, anzi vi sono norme sanzionatorie per impedirlo. In questo modo l’unica possibilità improbabile di crescere, quella stabilita dal paradigma bancocratico, a disposizione degli Stati dell’UE è tagliare la spesa sociale.
E’ un mistero, del quale solo gli iniziati del monetarismo liberista conoscono l’arcano, come si possa crescere quando il lavoro diventa precario, i salari sono costretti a mantenersi a livelli miserevoli e gli Stati non possono sostenere mediante una saggia, controllata ed oculata spesa pubblica la domanda interna, correggendo le inefficienze economiche e le iniquità sociali insite nel mercato che non è affatto regolato da presunte, ed intoccabili, leggi naturali, come vogliono farci credere. Chi non ha certezze di stabilità di vita, almeno nel medio periodo, tende per forza di cose a risparmiare, contribuendo al processo deflazionista (conseguenza della recessione in cui ci troviamo), cui porta il liberismo rigorista e dogmatico a deprimere l’economia. Non è necessario un premio nobel dell’economia per capire questo. Lo capiscono anche i bambini.
In pratica, il primato ormai stabilitosi della finanza sul politico, ovvero sui popoli, che vuole rendere perpetuo il sistema di strozzinaggio globale, viene esercitato applicando la legge del pidocchio: succhiare il sangue dell’animale parassitato fino a stremarlo ma senza ucciderlo, quindi lasciargli il tempo di riprendersi un poco e continuare a succhiargli altro sangue fino a stremarlo di nuovo e così via.
Via imediatamente da questa dittatura bancaria ! Ricomnciamo a stampare denaro in proprio per non essere schiavi del signoraggio bancario !
Caro Porro, lei mi è sempre stato abbastanza simpatico,(per essere un giornalista). Ma questa volta devo dirle che probabilmente la sua “cultura” economica è non è molto ampia . Economisti Premi Nobel e non ,ovviamente NON citati dalla stampa sussidiata pro euro, hanno sempre sostenuto che l’euro così com’era stato fatto era una enorme cazzata, tranne per la Germania. Ma nessuno ha dato loro retta e abbiamo seguito quei dementi presuntuosi tipo prodi, amato, ciampi, e pagato pure caro, per entrare nell’euro.In realtà è l’”euro” che è entrato in noi…Siccome so che si domanderà chi sono questi economisti, le risparmio la fatica e ne cito alcuni: Rudiger Dornbusch,Paul Krugman,Martin Feldstein,Dominick Salvatore,e aggiungiamoci pure il nostro Alberto Bagnai che scrive su goofynomics.http://goofynomics.blogspot.it/2011/12/euro-una-catastrofe-annunciata.html LO SO è DURA PORRO AMMETTERE DI AVER FATTO UNA VACCATA ,MA PRIMA CI RENDIAMO CONTO E MENO dolorosa SARà LA “RESURREZIONE” . PACE E BENE
[...] Lira bucata – Il Blog di Nicola Porrohttp://blog.ilgiornale.it/porro/2012/06/17/una-lira-bucata/ Ritwittato [...]
Sig. Porro, sono un Suo fan e leggo sempre i Suoi articoli che trovo molto ragionevoli ed equilibrati. Non possiamo però oggi accettare che la Germania si finanzi sui mercati a tassi quasi zero e non redistribuire nulla ai propri partner europei. Lo trovo di assoluto egoismo e non mi meraviglia il fatto che molti Italiani abbiano voglia di togliersi di mezzo politici attuali ed europa nonchè valuta di quest’ultima. Non ci hanno mai chiesto se ci stava bene rinunciare alla lira, non ci hanno chiesto se ci andava bene rinunciare alla nostra sovranità. Sarebbe da rifare tutto per migliorarlo o che i politici, in tutta Europa rinuncino a questi comportamenti.
@antonio il cambio euro-lira 1 a 1 è indifferente. Si tratta solo di questione nominale. Possiamo cambiare anche 1 a 100. Quel che conta sono i deprezzamenti dal momento zero della fisssazione del cambio. Quale esso sia
Ma infatti questo argomento della lira è un buo argomento solo per ignrantoni e/o facili emagoghi dell a domenica, abili solo a gozzovigliare quotidianamente tra le sciocchezz di facebook. …
Ma dove lo hai letto 1 lira 1 euro non credo proprio…si parla del vecchio tasso di cambio con immediata svalutazione di circa il 20% nella peggiore delle ipotesi..altrochè fallimento