Le parole sono come pietre che, nel caso dell’aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si sono materializzate sotto forma statuina del Duomo di Milano. Le parole d’ordine violente e le campagne politico-mediatiche contro il “Grande Nemico  da Abbattere”. In fondo, per gli odiatori professionisti (o i professionisti dell’odio) da un certo momento in poi qualunque mezzo è buono… Brutta giornata, ieri per la nostra democrazia. Basta riflettere sulle migliaia di adesioni di apprezzamento per “l’ eroe” Tartaglia su Facebook che fanno il paio con quelle messe in piedi di recente (e poi chiuse)  da chi voleva semplicemente “far fuori” il premier.  Le parole d’ordine violente generano violenza. E’ una tragica “banalità” su cui c’è poco da dire.  Ripetute come un mantra  travalicano e annullano il sottille confine che separa lo scontro politico da un altro tipo di scontro. Chi ha vissuto gli Anni di piombo ne ha coscienza politica e civile. La politica dovrebbe davvero fare un passo indietro dimostrando “responsabilità” perché non più tempo si “se”, “ma” e “distinguo” che suonano ipocriti.
Mi limito a proporre alla riflessione – ripeto: riflessione – dei blogger quello che hanno detto Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori (che ha definito Berlusconi un “istigatore”) e Rosy Bindi, presidente del Pd.
Antonio di Pietro (a 24 Mattino su Radio 24) “Non intendo dare alcuna scusante all’aggressore (di Berlusconi, ndr) . È un malato di mente che deve rispondere del suo gesto criminale. Ma non intendo iscrivermi al club dei buonisti di convenienza e degli ipocriti”. “È vero che il clima di odio deve cessare ma non può essere usato ciò che è accaduto per fare da lavacro, da spugna nei confronti di una politica governativa irresponsabile nei confronti dei cittadini. Io faccio parte di chi dissente totalmente dalle politiche del governo Berlusconi. Dissentivo ieri e oggi, anche dopo quello che è successo. Non intendo cambiare la mia posizione per un fatto grave, che condanno e deploro, e dire che dobbiamo avallare le politiche governative. Questa è ipocrisia allo stato puro. È vero o no che c’è esasperazione sociale nel Paese? È inutile che ve la prendiate con me è come se ve la prendete col medico che vi dice che c’è un tumore, prendetevela col tumore”. A chi gli chiedeva se neppure davanti a quella faccia insanguinata non si debba fare un passo indietro Di Pietro ha replicato: “Di fronte a quella faccia insanguinata dobbiamo stare zitti? Allora non fatemi le domande e io non do le risposte. Ma se davanti a quella faccia insanguinata devo dire che le politiche di questo governo sono state fatte bene e abbiamo sbagliato a contestarle, state tranquilli che non lo dico”. Poi: “Questo è un governo che sta portando avanti una politica piduista perchè fa interessi di persone che hanno occupato il potere per ragioni personali, fascista e un pò xenofoba perchè applica due pesi e due misure a seconda del colore della pelle, dello stato sociale”.

Rosy Bindi (al quotidiano La Stampa) In un’intervista il presidente del Pd ha detto tra l’altro: “Questa intervista deve aprirsi con la solidarietà a Berlusconi e con la condanna del gesto. Resta il fatto che tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi una vittima”. “Questi gesti vanno sempre condannati. Qualche volta però sono spiegabili. Certo, se si continua a dividere questo Paese, alla fine…”. “Motivi di esasperazione ce ne sono molti, legati alla crisi economica che alcuni pagano con prezzi altissimi. La sensazione più diffusa è che non sai più a chi rivolgerti, non sai più chi ti tutela. C’è perfino una rottura in parte creata ad arte del movimento sindacale. E poi c’è uno scontro politico che si porta dietro
sicuramente frange estremiste o persone che perdono la testa, ma chi ha più responsabilità fa di tutto per dividere il Paese”. In una successiva dichiarazione, il presidente del Pd, ha precisato che “se si vuole fare una onesta riflessione sul clima politico tutti devono sentirsi responsabili. Anche il presidente del Consiglio e la sua maggioranza che a mesi cercano di dividere il Paese con pesanti attacchi al presidente della Repubblica, alla Corte costituzionale, alla magistratura e a Parlamento”.
Forse Bersani dovrebbe dire qualcosa di chiaro a proposito della parole pronunciate dai due reduci del No B Day, soprattutto a Rosy Bindi, che l’ex presidente Cossiga definisce una perfetta “giacobina cattolica”.

Nota: Il segretario del Pd ha visitato Berlusconi all’ospedale San Raffaele e ha ripetuto le parole di condanna e solidarietà già espresse subito dopo l’aggressione. Poi a margine dell’assemblea degli amministratori locali del Pd, rispondendo in merito alle dichiarazioni della Bindi ha detto: “Noi siamo tutti convinti, parlo per il Pd, che ogni gesto di violenza va rifiutato e che bisogna prendere un profilo di civiltà politica e serietà, correttezza nel confronto politico anche quando è aspro e radicale. Su questa linea c’è tutto il Pd e quindi io parlo per il Pd”. Rosy Bindi dunque ha parlato per Rosy Bindi.

Ora, aggiungo, Bersani (che è persona seria) dovrebbe dire qualcosa anche a Di Pietro (ma anche la sua sodale Sonia Alfano ha straparlato alla Tonino rincarando se possibile la dose), oppure il silenzio andrebbe interpretato come l’inizio di un cammnino di distacco del Pd dal partito girotondin-giustizialista? Sperem…

Ed ecco cosa ha detto Antonio Di Pietro alla Camera il 15.12.2009 (Agenzia ANSA)
“Noi non facciamo opposizione in odio a Berlusconi ma per amore del nostro Paese. È per amore del nostro aese che da quindici anni ci battiamo contro provvedimenti che offendono le coscienze”. Lo ha detto il leader dell’Idv Antonio Di Pietro parlando in Aula alla Camera durante l’informativa sull’aggressione al presidente Berlusconi.  “Questo crea odio – ha aggiunto – questo arma la mano istigata da problemi di una maggioranza e un governo che piegano il Parlamento a proprio uso”. “Se volete rispettare il dettato del presidente della Repubblica – ha detto ancora Di Pietro – allora basta con i provvedimenti che servono a non far rispondere alla giustizia chi dovrebbe. Non si può accettare che in nome del voto popolare si possa violare la Costituzione. Ecco perchè non accetteremo in nome della pacificazione sociale che voi possiate fare ciò che vi pare e piace”. “Continueremo a fare opposizione e non si spacci per violenza la nostra opposizione, respingiamo il tentativo squallido di squalificarci per far passare in cavalleria quello che avete fatto finora: governare non in nome del Paese ma di una lobby piduista. Siete andati al governo per interessi personali e noi continueremo a fare la nostra opposizione oggi e domani più di prima e nella stessa forma di prima”.
Capito chi è il Nemico?