”Vorrei dire una cosa a Nichi: le primarie non le facciamo per scegliere il capo della sinistra, le facciamo per scegliere il candidato a governare l’Italia. Perchè in lui l’ansia delle primarie risponde secondo me a un’esigenza un pò diversa: Nichi pensa, attraverso le primarie, di affermare una sua leadership personale”. Massimo D’Alema non le manda a dire, a Vendola. Impara a distingue tra premiership per guidare il Paese e leadership della sinistra: è il messaggio netto. Come dire, caro Nichi tu fai un bella battaglia personalistica (ai tempi del Pci quella di “personalismo” era un’accusa gravissima), mentre noi con le primarie dobbiamo scegliere il premier che guiderà l’Italia in caso di vittoria elettorale…

E così lo scontro è ripartito, dopo il battibecco a distanza fra Bersani e Vendola sul tema  dell’apertura o meno alla Lega in caso di rottura con il Pdl (dopo il “niet” vendoliano all’ipotesi, Bersani si è affrettato a dire “non voglio fare alleanze con la lega…).  Massimo D’Alema ha alzato un po’ ironicamente il baffo ricordando quando la metà degli anni Settanta, Vendola era uno dei suoi contestatori: “Io ero segretario della Fgci e lui ai congressi mi votava contro. Siccome erano in tre o in quattro, ci ho fatto amicizia sin da allora, perché sono sempre stato incuriosito dalla forza delle personalità: a quel tempo ci voleva personalità per votare contro il segretario.  È molto intelligente ed è persino furbo: perché lui si è enormemente avvantaggiato della politica che abbiamo fatto noi. Lui non potrebbe governare la Puglia se non avesse un rapporto con l’Udc che lui gestisce con estrema intelligenza e che in parte gli abbiamo costruito noi. E lui lo sa”.

Chi vuol cogliere un velo d’ironia nella parole dalemiane lo faccia pure perché non è peccato.  Certo, anche D’Alema dice che le primarie vanno fatte, ma intanto fa capire che forse il buon Nichi è inadatto a governare il Paese…

Sul fronte di Sinistra ecologia libertà (il Sel di Vendola),  replica Gennaro Migliore: guarda che noi siamo d’accordo, facciamole le primarie, le chiediamo da un anno, “le abbiamo prima proposte e poi messe in pratica in tante città italiane, dimostrando che sono la più forte risorsa del centrosinistra per vincere. È chiaro – insiste Migliore – a cosa servono, a battere il berlusconismo, il leghismo, e l’immobilismo del centrosinistra. Visto, quindi, che siamo d’accordo quando le facciamo?”. Punto e capo, insomma. Il messaggio di Sel resta lo stesso: vediamo chi le vince e poi discutiamo… Lo scontro continua, vediamo le prossime puntate.

Intanto Follini avverte: con le primarie la politica viene democratizzata ma anche “leaderizzata”.  Si carica tutto su una sola persona… Riflessione più che legittima visto che da sinistra si è sempre detto no alla “leaderizzazione” della politica incarnata dal Grande Nemico Berlusconi. Dice Follini: pensiamo al progetto, troviamo alleati affidabili e poi scegliamo il capo…

E D’Alema detta le mosse: “Il Pd propone una larga alleanza democratica per ricostruire il Paese. Le elezioni hanno dimostrato che questa linea politica funziona benissimo”.  Se è il Pd a dirigere l’orchestra, ovviamente. Vendola è avvertito, si adeguerà?

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