Adriano Celentano “occupa” il Festival di Sanremo per un’ora, “molleggia” con le parole e sparacchia contro tutto e tutti perché questo è il bello della diretta su Rai Uno, televisione di Stato. Ma Adriano non è rock, stavolta, piuttosto è lento con quel tono messianico, impegnato nel recitare il copione dell’invettiva.

Quel lungo sermone sull’ex palco dei garofani e delle canzonette è una girandola di attacchi, fra un sorso d’acqua e l’altro, avanti e indietro con il bicchiere in mano: ai preti e ai frati che non parlano del Paradiso, all’Avvenire e a Famiglia Cristiana che sono da chiudere (evidentemente vuol dare il suo contibuto ai tagli all’editoria), alla Corte Costituzionale per il no al referendum elettorale, al governo Monti che definisce “materiale di ottima resistenza, apparentemente indipendente, facile all’ossido dei partiti”. E via con le “celentanate” varie, incluso l’attacco ad personam contro il critico tv del Corriere Aldo Grasso e al dg della Rai Lorenza Lei con la difesa “politicamente corretta” di Santoro….

Su Rai Uno, sul quel palco simbolo dello spettacolo nazional-popolare è andata in scena una strana riedizione di Jesus Christ Superstar (l’Adriano medesimo) de noantri, fra politica e antipolitica. Il gospel del Re degli Ignoranti. Che ha fatto il giro di internet: da facebook a twitter fino ai commenti agli articoli dei siti. E il popolo del web ha bocciato Celentano. Una web giuria a cui quel sermone proprio non è andato giù. Leggere per credere. Poi sul palco arrivano la Canalis e Belen, si tira il fiato, era ora… Ma per favore, non chiamatelo Festival di Sanremo, altrimenti Adriano si potrebbe arrabbiare, lui è un one show man, il festival è suo. E voi cosa ne pensate?

Post-festival. Un piccolo aggiornamento. Le luci di Sanremo si sono spente, Emma a vinto (per forza, era il festival della canzonetta) e Adriano non si è scusato con i vescovi ma ha insistito, beccandosi pure i fischi. E’ il bello della diretta. Inutile prendersela “qualunquemente” con i media ostili, meno male che Celentano ha risparmiato chi l’ha criticato sulla rete (non quella Rai): il vero verdetto sulla telepredica è arrivato dal popolo web e lì c’è poco da invocare chiusure…

I vescovi: “Si dovrebbe scusare…”

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