Patty Pravo, il segreto di una diva tra palco e backstage
Grande successo di pubblico per la tappa padovana e quella romana con standing ovation dell’“Opera Tour” della divina Patty Pravo. Dopo il Festival di Sanremo, l’interprete veneziana ripercorre e racconta i suoi più grandi successi, insieme a una carriera straordinaria che vanta oltre 110 milioni di dischi venduti. Una Patty che ama dialogare con il suo pubblico, guardandolo negli occhi. E i suoi fan non hanno età: dal ragazzo appena maggiorenne a chi deve già fare i conti con gli anni che passano, sono tutti pronti a cantare insieme a lei.
Da Pensiero stupendo a Pazza idea, passando per Ragazzo triste ed E dimmi che non vuoi morire, fino ad arrivare a un omaggio a Lucio Battisti con Il mio canto libero, definito un capolavoro, e all’amica di sempre Ornella Vanoni con il brano Ti lascio una canzone, scritto da Gino Paoli.
La Pravo, anzi Nicoletta, è in forma smagliante e incanta con le sue movenze, ma anche con la sua risata e la sua simpatia, come racconta chi la conosce bene, ovvero Pablo Ardizzone, suo personal make-up artist e celebrity make-up artist. «Per lei realizzo una base radiosa e compatta, ma allo stesso tempo in grado di irradiare luce dall’interno – spiega Pablo –. Ha una fortissima luce interiore e il make-up aiuta a enfatizzarla, rendendola semplicemente affascinante e fantastica».
Ma c’è anche qualche piccolo segreto: «La nota più particolare del suo make-up è l’eye-liner, che non è quello classico che segue la linea dell’occhio: è molto allungato e netto nella parte superiore, per poi sfumarsi verso il basso. Questa è la sua unicità. Di solito si parte dall’attaccatura delle ciglia e si sfuma verso la palpebra; per lei, al contrario, realizzo un tratto netto e preciso nella parte superiore, che poi si sfuma e si allunga verso il basso. Nei teatri, rispetto alla televisione, il trucco diventa un po’ più marcato: vista la distanza dal pubblico, le linee del volto devono essere enfatizzate. Questa tecnica non è così semplice e, di recente, mentre la stavo preparando, mi ha detto scherzando: “Certo che con te, Pablo, cose semplici mai”. E siamo scoppiati a ridere. Effettivamente è una tecnica tutt’altro che facile». Per preparare al meglio l’artista servono circa 45 minuti, capelli compresi. «Si opta per un mosso naturale, a volte con la ciocca portata all’indietro. È un’operazione abbastanza rapida e, nel giro di circa un’ora e mezza, Patty è pronta».
Molto importante anche il trucco delle labbra: «Per il rossetto dipende dall’occasione. Ama molto le tonalità naturali, sempre con una punta d’arancio. Per i concerti, vista anche la vicinanza costante al microfono, utilizziamo un po’ di matita e un lip balm, un po’ come fanno oggi le teenager».
E al termine della serata Patty Pravo ama sempre parlare del suo pubblico: «Quando finisce lo spettacolo fa sempre un commento sul pubblico, con cui ha una forte interazione e un potente scambio energetico. Ogni volta dice: “Il pubblico oggi è stato splendido”, perché sente il coinvolgimento e percepisce questo scambio d’amore che lei dona interpretando i brani più amati. Ci sono tante persone che vengono ad ascoltarla più volte, perché ogni concerto è unico. Dal vivo è tutta un’altra cosa ed essendo una grande interprete, in base a ciò che percepisce dal pubblico, adatta l’interpretazione dei brani. Ogni volta cambia qualcosa, anche solo nelle sfumature, e ogni concerto diventa personalizzato per quel pubblico che lei ama e che vuole appagare con la sua presenza.
Non parla molto, ma ha questo potere meraviglioso: con il semplice gesto di alzare una mano riesce a comunicare senza bisogno di parole. Essendo così empatica ed espressiva, non ha bisogno di parlare. Anche in questo è davvero unica».

