Taurianova, 29 marzo 2025

Che l’Europa sia stata suicidata dai suoi stessi governanti degli ultimi decenni è cosa evidente ed innegabile. Quella che sopravvive è una interminabile pila di scartoffie in mano a mestieranti della burocrazia e della politicazza di basso miscuglio, che, di volta in volta, tira fuori una sorta di esistenza asfittica e pur arrogante e stridente coi  sogni dei nobili costruttori.  L’Europa NON esiste se non negli scontri. Fra i parlamentari dei vari Paesi che fanno parte dell’elenco dei fornitori di cannule d’ossigeno. Fra i burocrati, che fintamente la  tengono viva, e il resto del mondo. Nelle trincee virtuali e non, che la delineano nel mappamondo 3.0. L’Europa è una sequela di decisioni aberranti che mettono in prima linea le i e le e del maschile e del femminile naturali, cercando di annientarle, e gli  interessi di pochi Stati “prescelti”, che vorrebbero avere più latte degli altri dalla grande mammella della BCE. Un’accozzaglia di analfabeti dell’ONESTÀ! Per loro, un omosessuale, maschio o femmina che sia, è più importante della difesa dei  mercati o della sopravvivenza delle Identità e delle specificità di ciascuno dei Paesi che compongono la Corona di Dodici Stelle della bandiera… Uno sgambetto a se stessa, che ne basterebbe la metà per farla esplodere. E, infatti, esplode giorno dopo giorno. Ora dopo ora. Minuto dopo minuto. L’Europa è un ammasso di macerie morali e politiche. Che, oggi, cerca di respirare sotto le proprie ceneri, armandosi e proponendo guerre come antidoto al torpore mortifero a cui l’hanno condannata i propri aguzzini. L’Europa ha aperto le braccia e le cosce a beduini di ogni tribù, a guerrafondai d’ogni sorta, ad approfittatori di bassissima lega. Chiudendo mercati miliardari e difendendo un piccolo, insulso comichetto, che fa ridere più oggi, che gioca a fare il comandante del vapore, che ieri quando strimpellava in mutande negli show televisivi. Abbandonato dal padrino biden, è cosi nano che i sette di Biancaneve sembrano Titani. Eppure, gli andiamo ancora a leccare le ferite che si procura da solo, solamente aprendo la bocca e dando fiato a sciocchezze di pericoli inesistenti. L’Europa esiste perché Putin spara da Est e Trump “bombarda” da Ovest. Due Giganti della politica internazionale, dai quali dovremmo ancora imparare. Signori dei tempi e delle pause. Dei silenzi e dei rombi di tuono. Trump e Putin sanno come giocare al gatto e topo. Dettano agende e ordini del giorno a tutti. Governi compresi. E fanno il proprio dovere. Quello di Capo di Stato. Altri, invece, sembrano i cani del macellaio, che aspettano la frattaglia dietro al bancone, ricevendo, spesso, un calcio più che l’agognata sanguinolenta leccornia. L’Europa respira in russo e in americano, perché del proprio ossigeno antico se ne vergogna, e di quello di nuovo conio non sa che farsene, tanto i è avvelenato. Mortale. Sì, ne sono sicuro: l’Europa resiste in terapia intensiva solo perché i due medici mondiali la tengono viva col loro interesse. Buono o meno che sia.

Tant’è.

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