S&P 500: il rialzo ha fondamenta più larghe
Questo grafico secondo me merita attenzione.
Non guarda il prezzo dell’S&P 500. Non guarda il sentiment. Non guarda il solito dibattito “bolla sì, bolla no”.
Guarda una cosa molto più concreta: quante società dell’S&P 500 stanno registrando una crescita positiva, anno su anno, dei ricavi attesi e degli utili attesi.
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Il messaggio è chiaro: la percentuale continua a salire.
Sul grafico notiamo che quasi il 90% delle società dell’S&P 500 mostra una crescita positiva dei ricavi forward per azione. E oltre l’84% mostra una crescita positiva degli utili forward per azione.
Questa è una notizia importante perché significa che la crescita non è più soltanto una faccenda di sette magnifiche, semiconduttori e intelligenza artificiale. La crescita degli utili si sta allargando. E quando la crescita si allarga, il mercato ha fondamenta più robuste rispetto a quando tutto è appeso a tre o quattro titoli.
Detto questo, non bisogna cadere nell’errore opposto.
Un buon quadro fondamentale non significa automaticamente che il mercato sia “a buon mercato”. Anzi, spesso i momenti in cui i numeri sembrano migliori sono anche quelli in cui le valutazioni diventano più tirate.
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Quindi il punto non è dire: “si compra tutto”. Il punto è diverso: il mercato americano oggi non mostra ancora una recessione degli utili. Mostra invece una ripresa ampia delle aspettative su ricavi e profitti.
Poi resta la domanda più importante per chi investe: questa crescita è già tutta nei prezzi?
Perché in Borsa non basta comprare aziende che crescono. Bisogna comprarle a prezzi che abbiano ancora senso.
Purtroppo noi non possiamo sapere se il mercato è arrivato oppure no: dobbiamo basarci sui numeri e quando una azione spacca un massimo, meglio se storico, tu bovinamente seguendo la statistica non puoi fare altro che comprare. Con il cuore in subbuglio e la paura che ti divora, ma quella è la via.
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