S&P 500: gli utili corrono, ma attenzione a chi sta tirando il carretto
Il mercato americano continua a essere raccontato come una grande favola tecnologica, con la solita sceneggiatura: intelligenza artificiale, Federal Reserve, tassi, liquidità, Magnifici Sette.
Però i due grafici riportati in questo articolo ci ricordano una cosa molto più terra terra: alla fine, nel lungo periodo, le azioni salgono se salgono gli utili.
Source: Goldman Sachs
E qui il consensus bottom-up si aspetta per il secondo trimestre 2026 una crescita degli EPS dell’S&P 500 del 22% anno su anno. Non è una limatura. È una crescita importante, di quelle che spiegano perché il mercato continua a restare tonico anche quando molti aspettano da mesi la famosa correzione salvifica che dovrebbe permettere a tutti di rientrare più bassi.
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Il problema, però, è che il mercato non è una tavola apparecchiata in modo uniforme. Cosa che ci mostra il secondo grafico: l’S&P 500 è atteso a +22% di crescita degli utili, ma il titolo mediano dell’indice è atteso solo a +9%.
Source: Goldman Sachs
E qui casca l’asino. Perché l’indice sembra un jet, ma dentro l’indice non tutti hanno il motore acceso. Alcuni settori stanno tirando come locomotive: Energy +110%, Information Technology +59%, Materials +39%. Altri viaggiano a velocità molto più normale. Healthcare, addirittura, è atteso a -11%.
Quindi non basta dire: “Compro S&P 500 perché gli utili crescono”. Bisogna chiedersi: quali utili crescono? Dove crescono? Quanto è diffusa questa crescita? E soprattutto, quanto è già stata pagata dal mercato?
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Perché Wall Street è una macchina meravigliosa, ma non fa regali. Se gli utili crescono e le valutazioni restano ragionevoli, il Toro può continuare a correre. Se invece il mercato ha già messo in prezzo qualcosa di straordinario, allora basta una revisione al ribasso delle stime per trasformare il buffet in digiuno.
La considerazione che si può fare dunque è che gli utili USA restano forti, ma la selezione conta sempre di più. Non siamo davanti a un mercato da comprare con il badile e gli occhi chiusi. Siamo davanti a un mercato in cui bisogna distinguere tra chi produce crescita vera e chi vive di luce riflessa.
E, come sempre, il mercato premia chi guarda i numeri prima delle narrazioni.
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