S&P 500, ora il vento della stagionalità soffia contro?
Anche la stagionalità ha un peso nei mercati finanziari. Questo quanto sembra suggerirci il grafico che segue.
La linea nera rappresenta un indice composto stagionale dell’S&P 500 per il 2026. In pratica mette insieme diversi cicli storici: la stagionalità annuale, il ciclo presidenziale americano e il ciclo decennale.
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Che cosa ci dice?
Ci dice che la prima parte dell’anno è stata statisticamente favorevole. Il mercato americano ha beneficiato di un vento stagionale positivo. Ma adesso quel vento sta calando.
Da maggio in avanti, storicamente, l’S&P 500 entra in una fase più complicata: meno direzionalità, più volatilità, più possibilità di correzioni. Il tratto maggio-ottobre è spesso quello in cui il mercato diventa più selettivo e meno generoso.
Attenzione: questo non significa che il mercato debba necessariamente scendere. La stagionalità non è una sfera di cristallo e non sostituisce analisi tecnica, fondamentali, utili aziendali, politica monetaria e gestione del rischio.
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Però è un avviso. E l’avviso è questo: la parte facile dell’anno potrebbe essere alle spalle.
Da qui in avanti comprare l’indice “perché tanto sale” potrebbe non bastare più. Servono metodo, stop, selezione dei titoli e soprattutto consapevolezza del contesto.
Perché in Borsa il problema non è mai il rialzo.
Il problema è quando il rialzo continua a farti credere che il rischio non esista più.
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