Fortepiano uguale a musica antica. L’equazione è risaputa. Ma forse è meno noto che questo strumento musicale inventato intorno al 1700 a Firenze – cordofono a percussione principale antenato del pianoforte – dopo un lungo periodo di oblio è stato riscoperto. Precisamente nel Ventesimo secolo, quando il suo suono e alcuni repertori ad hoc sono stati ri-proposti da interpreti quali Malcolm Bilson, Andrea Coen, Robert Levis e Jorg Demus, solo per citarne alcuni.

A rilanciare la discussione su questo strumento – a fini storici e divulgativi, è stata recentemente la Civica Scuola di Musica di Milano: dove, il 4 e l’11 maggio ci saranno altre due lezioni sul tema di una serie di sei incontri partiti il 2 dicembre 2011. L’appuntamento è alle 18 presso la sede di Villa Simonetta (via Stilicone 36). In questo caso le lezioni saranno sul fortepiano e la figura e le musiche di Ludwig van Beethoven. L’introduzione e il coordinamento saranno a cura di Paolo Rizzi; durante gli appuntamenti saranno eseguite musiche del compositore tedesco; agli strumenti Andrea Di Renzo (pianoforte), Francesca Torri (flauto) e Nicola Paoli (violoncello). Verranno utilizzati un fortepiano viennese del 1780 (costruttore F. Granziera, copia Stein) e un fortepiano viennese originale del 1828 di Michael Rosenberger.

Tra le particolarità dello strumento, anche i cosiddetti “variatori di suoni”: per esempio il pedale delle turcherie: si tratta del pedale più bizzarro e la sua funzione è quella di azionare una serie di marchingegni che riproducono un suono di grancassa, campanelli e piatti, elementi tipici della musica turca dei giannizzeri, così come filtrata dalla cultura viennese dell’epoca.
In allegato: musiche di fortepiano