Le liquidazioni, Julius e le partite di raggiro
Vecchia intervista realizzata dal cuoco nel 2006 a Julius. Ve ne offro uno stralcio. Domanda del cuoco: “Una delle mosse più criticate della recente manovra è il passaggio del 50% delle liquidazioni sotto l’ala dell’Inps che lo dovrebbe destinare ad un fondo per lo sviluppo e le infrastrutture”. Risposta di Julius: “Primo: se è vero che il Tfr è dei lavoratori e non delle imprese allora è anche vero che come non è delle imprese non è neanche dello Stato. Secondo: quella del Tfr non è una partita di giro, ma è un partita di raggiro. Per le imprese il Tfr è al passivo. Risulta misterioso come per lo Stato possa essere all’attivo. Se per le imprese l’intensità del beneficio sarebbe limitata al differenziale sul costo del denaro (ammesso che le piccole imprese riescano a procurarselo agevolmente in banca dopo Basilea2) dovrebbe essere lo stesso parallelamente e coerentemente per lo Stato. La fiscalizzazione del Tfr è in realtà acquisizione di nuovo debito. Ogni diversa configurazione sarebbe scorretta. In ogni caso il Tfr sarebbe un’entrata una tantum. One off come dicono i tecnici”.
Sono passati tre anni e il nuovo governo in carica, grazie alla mossa prodiana tanto criticata, preleva più di tre miliardi per finanziare la spesa pubblica corrente, così come si legge nella finanziaria approvata oggi.
Urca: tutti uguali nel raggiro.





Cara Sabrina, il sindacato oggi è al 90% una ennesima burocrazia, tesa a perpetuare i suoi rituali ed a conservare i suoi privilegi. Solo poche persone al suo interno continuano a sgobbare per rappresentare le istanze dei lavoratori, specie se in difficoltà, e comunque considerando che il principio del salario variabile indipendente è morto e sepolto. Non si stupisca.
Grazie ad Americo per la dritta, leggo abitualmente in inglese, quindi terrò buone le indicazioni.
Non è certamente la questione del TFR la priorità dei ns. sindacati che dovrebbero fare gli interessi dei lavoratori. I loro veri problemi sono altri, come potrete constatare leggendo la discutibile raccomandata che la FIOM-CGIL ha inviato alla mia azienda e che pazientemente ricopio.
“Un recente testo contrattuale sottoscritto soltanto fra Fim e Uilm da un lato, nonché Federmeccanica e Assistal dall’altro lato, viene disinvoltamente presentato come il “nuovo C.C.N.L dei Metalmeccanici”, tanto che Fim e Uilm vorrebbero dai lavoratori non iscritti perfino la quota “una tantum” prevista in occasione del “rinnovo del C.C.N.L”.
Questo teso separato NON è stato firmato dalla Fiom, così come l’accordo interconfederale del 15/4/2009 in esso richiamato NON era stato firmato dalla Cgil.
La Fiom, con l’assistenza della Cgil, aveva invece firmato, con le controparti datoriali e con quelle altre Organizzazioni Sindacali il C.C.N.L 20/1/2008, avente efficacia certa fino al 31/12/2011 (nonché eventuale ulteriore efficacia provvisoria per il caso di ritardato rinnovo tra le stesse parti) e , diversamente da Fim e Uilm, la Fiom, non avendolo di certo disdetto anticipatamente, lo considera ancora pienamente vincolante, per le parti stipulanti e per tutte le imprese tenute ad applicarlo, come la Vostra.
Siccome il C.C.N.L. 20/1/2008 è stato da Voi applicato nel 2008 e nel 2009 e siccome non c’é a nostro avviso alcuna ragione giuridicamente valida per non applicarlo ancora per tutta la restante durata prevista, Vi chiediamo di darci conferma, ENTRO 15 GIORNI AL MASSIMO, dell’ulteriore applicazione dello stesso C.C.N.L 20/1/2008 da parte Vostra.
VI DIFFIDIAMO inoltre dal porre in essere atti o comportamenti, o dare sostegno ad atti o comportamenti, diretti a forzare i lavoratori, Vostri dipendenti, ad esprimersi in ordine alla adesione ed applicazione agli stessi del sedicente nuovo C.C.N.L dei metalmeccanici.
Preavvertiamo che in caso di Vostra risposta negativa, o anche di mancata risposta stante l’insostenibilità di una situazione di incertezza sul punto, saremo costretti ad agire in giudizio per contestare e contrastare un evidente comportamento antisindacale, consistente nella messa in discussione dell’applicazione di un contratto collettivo pienamente vigente ed efficace, per Voi vincolante.
Distinti saluti.
Il Segretario Generale FIOM-CGIL di Alessandria.”
Non riesco a trangugiare il tono insopportabile e disgustoso di quel “VI DIFFIDIAMO”. Non è accettabile un atteggiamento tanto arrogante ed intimidatorio da parte di un sindacato.
A Lor Signori rivolgo tutto il mio disprezzo.
Cordialmente,
Sabrina
Complimenti per i suoi interventi in televisione, ho notato che uno dei quesiti che più interessano è come ci rapportiamo noi che votiamo per Berlusconi, a quel movimento PDL o se vuole partito, a me piace meno considerarlo un partito. Veniamo al sodo; perchè voto Berlusconi e perchè continuerò a votarlo ….. a meno che!
I partiti di sx e dx prima e dopo Berlusconi non tenevano conto delle istanze dei cittadini, hanno da portare avanti temi che non ci interessano e vogliono imporceli ad ogni costo, idologie antiche e poco utili, nel mentre ognuno parla mielato l’agire invece è da galera. Oggi in pochi si appiattiscono pienamente sui partiti, i motivi ci sono e le sono ben noti. Solo Berlusconi e Bossi riescono a interpretare i cittadini e quando per via del gioco politico non portano avanti le ragioni per cui li votiamo sono destinati ad accorgersene subito del loro sbaglio. Perchè? Facile, loro per adesso non sono impacciati e implicati nelle regole del potere antidemocratico che vige in Italia, nella divisione pedissequa e col bilancino dello stato e sopratutto del potere amministrativo ed economico. Adesso invece come mi vedo io? Non sono religioso ma ateo, sono d’accordo comunque sulla morale di società cristiana e socialista purchè non diventi confessionale e quindi potere statale costituito, accetto di configurarmi nella storia occidentale e d’altronde come negare che sono bianco e nato qui? Ho la mia libera attività ma sono d’accordo sulla protezione dei meno fortunati, quindi individualista ma sensibile ai veri bisogni del prossimo. Ora visto che sono tollerante non vuol dire che sia fesso e che voglia considerare quelli a cui sono costretto a dare i miei migliori soldi superiori a me o più meritevoli perchè iscritti a partiti o finti bisognosi. La regola aiutati che Dio ti aiuta a mo sentire dovrebbe goveranre il mondo. Ecco per me Berlusconi rappresenta tutto questo anche sapendo che le differenze tra la sua storia e i soldi che ha lui io non li avrò mai e neppure li desidero, storie diverse, tutte e due però si fondano nel sostenere il nostro orgoglio a fare e a desiderare di fare senza perdersi nei meandri degli opportunismi, entrambi certi che se gli altri stanno bene anche noi non staremo peggio. Ora vediamo il … a meno che; certo Bossi rappresenta istanze a più breve termine e per questo per certi aspetti fanno più presa sui cittadini, ma … ma se il Berlusconi con la congrega finiana e le altre affiliate ai diversi interessi rimarrà fermo al palo… bé meno male che Bossi c’é e mangiamo oggi domani si vedrà.
[...] che è liberale serio e corretto, ha riportato sul suo blog queste dichiarazioni facendo notare che, però, nel testo della finanziaria attuale (fine 2009, [...]
A mio parere il problema del TFR è l’inizio della fine,chi PAGHERA’?
Dobbiamo affrontare una brutta verità. La catastrofe che minaccia l’umanità non è il cambiamento climatico, né l’anidride carbonica, né qualunque altra delle numerose e strampalate questioni “ambientali”; è invece il crollo del sistema MONETARISTA IMPERIALE presente a livello globale, che mette in pericolo le vite di miliardi di persone. La vera minaccia è quella degli organizzatori di questa conferenza sul clima, prima tra tutti la monarchia britannica, i quali hanno un ordine del giorno di riduzione della popolazione a livello mondiale, imponendo un governo mondiale dei consumi e della produzione, nel senso della loro riduzione.
Che differenza c’è tra un foglio che dice:
Siccome non hai pagato ( multe, o imps,iva ) per un valore di €. 5.000 ti pignoro l’appartamento, te lo vendo e poi se devi vivere sotto un ponte non mi interessa, oppure arrivano persone armate e ti didocono: o mi dai €.5.000 o mi prendo il tuo appartamento.
A mio parere nessuno, entrambi i casi si tratta di dittatura.
Quando la sanzione è spropositata il metodo è dittatoriale.
Perchè non fanno le riforme?
Avete mai visto sistemi dittatoriali concedere più libertà?
APPUNTO, non esiste dittatura che conceda libertà.
Viviamo IN UNA DITTATURA DELLA BUROCRAZIA.
Cambiano i governi, ma NON CAMBIA L’APPARATO DITTATORIALE della BUROCRAZIA.
MAGISTRATI:
Uomini / donne che dopo il percorso formativo e altro,l’apparato burocrazia li SANTIFICA A MAGISTRATI.
Infatti nello stesso momento che diventono magistrati, scende una SCINTILLA divina dal cielo e diventono puri come SANTI, Non bevono, non fumano, non si drogano, non litigano con la moglie / marito, non bestemmiano, non frequentano cattive compagnie, e quando ci giudicano, anche se hanno gli occhi rossi non possiamo dire o fare nulla solo sperare nella loro magnamità.
EPPURE TUTTI I LORO PRIVILEGI LE PAGHIAMO NOI.
E perchè non fare il passo definitivo di abolire il TFR, e pagare quella parte di retribuzione direttamente ai lavoratori.
L’ INPS faccia il suo mestiere e non quello degli altri. I lavoratori si fidano più della loro azienda, di cui vedono in faccia i titolari, i dirigenti, che non dello Stato, che normalmente a domanda non risponde. “Che fine faranno i nostri soldi?”.
E allora facciamolo questo passo liberale!
prodi metteva le mani in tasca agli italiani, c’è lo avete ben descritto mi pare? il re mida continua a ripetere che non mette le mani in tasca, le usa per allargarci….? grazie anche ai vostri servigi, quanto ai costi della politica vuole che le rammenti come vanno le spese? non faccia l’ipocrita anche se le riesce benone, nonostante le critiche lei sia uno dei meno peggio.
Sono sempre più sorpreso dall’atteggiamento di molti Italiani di destra e sinistra che convergono sempre quando “mamma stato” si “approfitta” di loro o non elargisce quanto sempre loro si aspettano. Forse è arrivato il momento di comprendere che la globalizzazione (viva Dio che esiste e accellerà sempre più) ha annientato per sempre (e sottolineo per sempre) i benefici di uno stato assistenzialista e mammone che ha purtroppo creato una generazione di italiani ( di destra e sinistra) dove i diritti sono messi in primo piano rispetto ai doveri e soprattutto dove ci si aspetta sempre che qualcun altro faccia le cose per noi. Ricordo che la legge 285 del 2007 in materia di riforma del TFR è conseguenza del fatto che la pensione in futuro (non tanto lontano) sarà molto meno generosa della pensione elargita ai pensionati di oggi e del passato. Il TFR spostato nella previdenza complementare ha un rendimento finanziario nettamente superiore al TFR lasciato in azienda. In aggiunta la tassazione è nettamente inferiore. Forse se gli italiani che hanno deciso di lasciare il TFR in azienda fossero stati meglio informati dai media e soprattutto se avessero loro stessi fatto uno sforzo (la conoscenza implica sacrificio) nell’ottenere migliori informazioni, oggi non avrebbero il loro TFR impegnato nella manovra finanziaria. In passato la selezione naturale avveniva attraverso la legge del più forte. Per usare un paradosso oggi la selezione avviene attraverso l’informazione che diventa strumento formidabile per ottenere una migliore qualità della vita. Meno Grande Fratello, meno Gioco dei Pacchi, meno Calcio e più Informazione che diventi formazione. Ma deve partire da noi.
Saluti
*Lucio
Riferendomi al so spot #5, riproduco la Legge di Parkinson che si riferisce appunto alla burocrazia:
“Il lavoro aumenta in modo da usare tutto il tempo disponibile per la sua completazione.”(1957)
Questa legge si basa sui dati drammatici della espansione della burocrazia della marina inglese nel primo dopoguerra quando era accompagnata da una drastica riduzione delle navi da guerra. Ma a parte la statistica si basa anche, secondo Northcote, su due caratteristiche tipiche di tutte le burocrazie:
1) Il burocrata vuole moltiplicare i suoi inferiori e non i suoi rivali.
2) I burocrati producono lavoro l’uno per l’altro.
Dubito che lei possa trovare i libri di Northcote in italiano, Saluti.
Caro Alberto B, perchè il tfr è una retribuzione differita, e non altro. Essendo questo, l’unica cosa sensata è che vengano erogati dalle imprese solo al momento opportuno.
Il che vuol dire che devono “rimanere” alle imprese, anche se questo è un concetto non del tutto esatto, dato che appunto si tratta di una prestazione retributiva che si verificherà soltanto in futuro.
Altrimenti, se preferiamo l’approccio “il tfr è dei dipendenti” (quindi retribuzione non differita, ma “istantanea”), lasciamo scegliere a loro: azienda, inps, forme di investimento varie.
Una cosa sola è certa: che non sono risorse in alcun modo dello stato, che non c’entra un bel niente e non ha alcun diritto di appropriarsene.
Stato che già con le pensioni mette troppo le mani dove non dovrebbe, in questo campo.
PS: buon anno a tutti, in primis a lei caro Nicola.
Dott. Porro, complimenti per il suo articolo di oggi sul Giornale “Il paradosso del PDL…”anche se ciò che dice essotericamente è solo la metà di quel che si percepisce esotericamente. Dovrebbe riportarlo anche sul suo blog.
In genere sono molto contrario alla “confisca” da parte dello stato di fondi privati, tuttavia e’ vero che i TFR sono stati spesso e volentieri manipolati dai datori di lavoro. Scandali di ogni genere, manipolazione dei fondi, sottoversamenti di essi, sopravalutazioni in bilancio, ecc.ecc. Ma chi si fida piu’? L’INPS non sembra piu’ il “carrozzone” politico che e’ stato per dozzine d’anni, e sotto il profilo informatico e contabilmente sembra assai ben aggiornato.- Quindi, perche’ non accentrare all’INPS i fondi dei TFR, sempreche’ quest’ultimo riconosca equamente un interesse ai beneficiari dei fondi. Non ci vedo nulla di male in un ottica di un Italia moderna, ed oggi e’ cosi’…..e, un domani? Chissa’!
Tremonti ha spiegato: “Io, dopo il disastro, ritenevo che andassero salvate solo le banche che finanziavano le famiglie e le imprese. Invece, sono state salvate tutte. In questo modo abbiamo guadagnato tempo, ma non abbiamo risolto il problema. E così il rischio di una nuova crisi è sempre incombente”.
Le borse finanziarie “sono tornate ai livelli pre-crisi e i derivati sono tornati a crescere ad una velocità spaventosa”. “In tutto il mondo i governi sono intervenuti usando due mani. Con una hanno immesso un’enorme massa di liquidità nel sistema. Con l’altra hanno trasformato debito privato in debito pubblico.” Tali interventi hanno migliorato i bilanci delle grandi banche d’affari, ma non quelli dello stato, e “una parte enorme di questo denaro è rimasto dentro le banche stesse, che oggi con quei soldi stanno facendo profitti contraendo prestiti all’un per cento e reinvestendo in strumenti finanziari che danno rendimenti del 5 o 6 per cento”.
PS: non sapevo che già nella finanziaria 2006 ci fosse la previsione della copertura di spese grazie al TFR. Ovviamente non ne sono per nulla contento; ma dire quelle cose allora e poi comportarsi allo stesso identico modo (anzi, peggio, finanziando solo spesa corrente) ora è da cialtrone ipocrita. E ringraziando Eurostat!
Non mi ricordo più chi disse che ogni burocrazia alla lunga pensa soltanto a perpetuare se stessa. Il più grande fallimento di Berlusconi, visto tra qualche anno grazie alla prospettiva storica, sarà che finalmente si riconoscerà la sua miserrima statura di demagogo populista che di liberale non ha fatto assolutamente nulla.
Ripeto sempre: in Inghilterra hanno avuto la Thatcher, negli USA Reagan (che tutto sommato qualche cosa di buono ha fatto). Noi…
Scusate non è pertinente all’argomento, ma comunque mi sembra interessante
Il Primo Ministro di Australia: John Howard
“Ai musulmani che vogliono vivere secondo la legge della Sharia Islamica, recentemente è stato detto di lasciare l’Australia, questo allo scopo di prevenire e evitare eventuali attacchi terroristici.
Sembra che il primo ministro John Howard abbia scioccato alcuni musulmani australiani dichiarando:
GLI IMMIGRATI NON AUSTRALIANI DEVONO ADATTARSI!
Prendere o lasciare, sono stanco che questa nazione debba preoccuparsi di sapere se offendiamo alcuni individui o la loro cultura. La nostra cultura si è sviluppata attraverso lotte, vittorie, conquiste portate avanti da milioni di uomini e donne che hanno ricercato la libertà.
La nostra lingua ufficiale è l’ INGLESE, non lo spagnolo, il libanese, l ‘arabo, il cinese, il giapponese, o qualsiasi altra lingua. Di conseguenza, se desiderate far parte della nostra società, imparatene la lingua!
La maggior parte degli Australiani crede in Dio. Non si tratta di obbligo di cristianesimo, d ‘influenza della destra o di pressione politica, ma è un fatto, perché degli uomini e delle donne hanno fondato questa nazione su dei principi cristiani e questo è ufficialmente insegnato. E ‘ quindi appropriato che questo si veda sui muri delle nostre scuole. Se Dio vi offende, vi suggerisco allora di prendere in considerazione un ‘altre parte del mondo come vostro paese di accoglienza, perché Dio fa parte delle nostra cultura. Noi accetteremo le vostre credenze senza fare domande. Tutto ciò che vi domandiamo è di accettare le nostre, e di vivere in armonia pacificamente con noi.
Questo è il NOSTRO PAESE; la NOSTRA TERRA e il NOSTRO STILE DI VITA. E vi offriamo la possibilità di approfittare di tutto questo. Ma se non fate altro che lamentarvi, prendervela con la nostra bandiera, il nostro impegno, le nostre credenze cristiane o il nostro stile di vita, allora vi incoraggio fortemente ad approfittare di un’altra grande libertà australiana: IL DIRITTO AD ANDARVENE. Se non siete felici qui, allora PARTITE. Non vi abbiamo forzati a venire qui, siete voi che avete chiesto di essere qui. Allora rispettate il paese che VI ha accettati.
Pienamente d’accordo con Americo.
Il nostro vero problema è la DITTATURA DELLA BUROSCRAZIA.
Fino a che l’Italia non si decida ad avere una vera economia liberale, senza le infinite strettoie di corporazioni, di associazioni di professionisti, di interessi particolari etc.. che fanno del nostro paese il paradiso della burocrazia parassita, il governo non ha scampo e deve cercare denaro nelle maniere piú immorali.
Premetto che sono un elettore di centrosinistra ma a tutto c’è un limite sapete cosa è la cosa piu facile da fare quando c’è crisi e mancano i soldi? bene aumentare le Tasse e sapete la cosa piu difficile in momento di crisi quale è??? sopravvivere e scusatemi se uso la parola sopravvivere e non aumentare le tasse…noi cittadini cosa vogliamo?? io parlo per me e dico..non voglio pagare nemmeno un euro in piu dell anno prima..ed in questo sono quasi…soddisfatto…e poi ci pensa la regione toscana ad aumentarle …visto che non lo fa il governo… vivo in una bella regione ma …i politici ci rovinano…noi poi abbiamo un altra rovina La 3 piu grande banca d’Italia… daccordo che elargisce fondi al territorio e cosi i politici si fanno belli con i soldi del Monte dei paschi ma non si pensa che la banca paga anche giocatori di Basket e giocatori di Calcio…ovviamente sempre con i soldi che potrebbero far risparmiare a noi…correntisti…insomma basta lamentarsi…. lavoriamo a testa bassa e zitti!!!!
Sereno Natale Porro e ten dur.
Ho sempre sostenuto che Tremonti e Visco appartengono alla stessa scuola. Finora l’attuale ministro dell’economia non si è sbizzarrito a creare imposte a carico dei contribuenti (ha solo preso di mira le banche ed i petrolieri con la ridicola Robin Hood tax) perché c’è Berlusconi. Ma domani, quando Berlusconi non ci sarà per motivi i più vari(non che l’uomo di Arcore abbia brillato in liberalismo) e si ritornerà ostaggi di del medesimo Tremonti o, Dio non voglia, di Visco, si ricomincerà con i ricchi che debbono piangere. I veri liberali (povero Martino, costretto a votare questa finanziaria) sono stati emarginati per fare spazio ai prestigiatori. Sul TFR è come se operasse Visco. Ora Temontino intende preparare fisco diverso: non penso che riuscirà a combinare qualcosa, ma se dovesse riuscire, preparerebbe una ministra talmente indigesta e complicata da disorientare tutti, fedele alla massima di Tomasi di Lampedusa: cambiare tutto per non cambiare niente (almeno come carico fiscale a carico dei soliti tartassati, quelli a reddito fisso che si fanno carico del peso maggiore). Ha ragione Sabrina, siamo in libertà vigilata, alla mercè di un fisco rapace e sconclusionato.
Separati alla nascita…
Sul suo blog, Nicola Porro riporta alla luce una sua intervista del 2006 a Giulio Tremonti, nel quale l’attuale ministro dell’Economia lancia un solenne anatema contro la distrazione del fondo Inps sul Tfr inoptato a favore di investimenti …
Già. Ho letto. Più che un ministro dell’Economia, Tremonti mi sembra il mago Silvan. A mio giudizio è un furto legalizzato del TFR. Un buon motivo per i lavoratori per scendere in piazza, ma non ho visto nessun sindacato agitato. Penso che siamo messi male. Oltre al fatto che lo Stato va incontro al patatrac, avendo un’attività per la prima volta mi sento in mano alle banche. Non perché abbia debiti, ma per l’obbligo che ho di tenere i soldi in banca, pena l’accusa di riciclaggio. Quanto ho guadagnato è mio o no? Posso tenere i miei risparmi sotto il materasso? NO. Posso dubitare della solidità della mia banca scegliendo di avere una piccola riserva in contanti (… valessero ancora qualcosa..)? No, accusa di riciclaggio. Guai se ti trovano con dei contanti perché sei rovinato. Posso domani coccolarmi fra shopping e terme prelevando 15 mila euro in contanti? certo, ma viene fatta la segnalazione. Dov’è la mia libertà di disporre a mio piacere di quelle 4 lire che appartengono SOLO E UNICAMENTE A ME e che mi sono guadagnata lavorando? E allo stesso modo, non dovrebbe essere il lavoratore a disporre come vuole del suo TFR? No, questo lo prende lo Stato per tappare i buchi.
La mia rabbia cresce.