Le corporazioni e Siciliotti
Siciliotti è quel signore biondo, con i capelli quasi più ridicoli di quelli del cuoco, che guida i commercialisti italiani. Perchè ci occupiamo di lui? Semplice, perchè il governo nel decreto sulle semplificazioni ha deciso una cosa molto semplice. Per le società per azioni che hanno il bilancio abbreviato non è più necessario avere un collegio sindacale, è sufficiente un solo sindaco. Uno al posto di tre. Apriti cielo. Siamo in un paese talmente legato agli inutili formalismi che nessuno denuncia la ridicola situazione italiana per la quale i controllati si nominano i controllori. Ci si lamenta percò che vengano ridotti da tre ad uno: solo perchè si perdono occasioni di lavoro per i professioni. Noi che siamo di grana grossa diciamo: bene al sindaco unico. Riduciamo i costi e gli inutili orpelli legislativi-burocratici per le piccole e medie imprese. Non è ciò che sempre chiediamo? O il discorso vale solo per lo Stato, caro Siciliotti? E non per le mille corporazioni con cui le piccole imprese debbono combattere ogni giorno, compresa la sua? Ma Siciliotti che è inflessibile sulle smagliature della burocrazia fiscale è molto indulgente con il suo ordine (di cui per un soffio il cuoco stava per far parte) e sentite che dice: questa norma rischia di mettere in ginocchio l’intero sistema delle imprese. Avete capito bene non dei commercialisti che campano anche di collegi sindacali, pagati dalle aziende. Semplificate, semplificate. Ma non a casa mia. Evviva i commercialisti.

Egregio Dott. Porro,
premetto che mi piace il suo piglio ed il suo modo di affrontare le questioni. Di petto ma sempre con eleganza.
Sulla questione dei collegi sindacali, tuttavia, mi permetto di dissentire.
Sicuramente anche per senso di appartenenza, ricoprendo l’incarico di sindaco in alcune società da molti anni. Ma soprattutto perchè ritengo il ridimensionamento dell’organo di controllo, in determinate fattispecie (nella sostanza nelle pmi), un elemento che, nel medio lungo termine produrrà (e non uso il condizionale) costi sociali rilevanti. E’ facile arguire quali saranno questi costi. Il minor controllo (e le assicuro che sei occhi vedono molto meglio e di più di due) determinerà delle situazioni di crisi. Alle situazione faranno seguito i fallimenti. Ai fallimenti faranno seguito, o precederanno, i licenziamenti, il mancato pagamento di imposte, uno sviluppo delle imprese.
Mi rendo conto che da parte di chi non vive questa realtà professionale il collegio sindacale possa essere visto come un inutile orpello (e questa, mi permetta, è la visione della Dott.ssa Marcegaglia che fortemente ha voluto questa norma) ma le assicuro che, nel silenzio più assoluto, in un mondo in cui al contrario conta apparire ed urlare,migliaia di professionisti, con le loro verifiche sindacali hanno aiutato a crescere il tessuto imprenditoriale di questo paese.
E, tornando al problema del controllato che nomina il proprio controllore, concorderà con me che prossimamente sarà più semplice influenzare un solo sindaco piuttosto che tre.
Potrei andare avanti con esempi di esperienza professionale vissuta ma mi rendo conto che potrei tediarla oltremodo.
Con stima professionale
Federico Capatti
@enrico
meno imparziale?
Credo che l’ospite sia pienamente d’accordo con quanto Lei dice.Il post non è rivolto al singolo,ma alle storture delle corporazioni o ai “divetti”che avvertiti da qualche collega, per sminuire il blog, citano Gli imberbi più avvezzi al patume del web…eheh! Vorrei dire a certuni che non siamo mica bamberli in’sto blog
@enrico la questione dello scudo fiscale è incredibile. Primo per la violazione di un patto con i cittadini. Secondo per la questione che lei menziona: terzo mondo.
grz Patrizia, il suo commento è tra i + intessanti anche perchè evidentemente imparziale nei confronti del titolare del blog…
al dottor POrro vorrei dire, ma sicuramente già lo sa, che il Ministero delle Finanze ha emesso stasera un comunicato stampa, col quale proroga il termini di pagamento per imposa sostitutiva da attività emerse da scudo.
scadeva domani lo hanno ufficilamente prorogato alle 20,20 del giorno prima (questi si che sono precisi altro che quelli di prima).
chi non sa cosa significa una “proroga schifezza del genere” è pregato di evitare giudizi sulla professione del commercialista..
ps: lei dottor Porro + indietro ha detto che il governo ci tratta da passa carte…..magari almeno i passa carte sanno quando devono fare una cosa….
Bravo Bragandin è proprio così !! Il lavoro unitariamente in Italia non costa molto, il problema è che non rende nulla, e dove basta una persona troppe volte ne servono due e avolt non basta nemmeno quello. Qui è dove dovrebbe intervenire la vera riforma che paga il merito, la resa, non la presenza. Tutto il resto è letteratura così come giustamente scrivi
Signor Bragadin, a parte gli scherzi, lei evidentemente mi sta prendendo per un altro, forse qui c’è un Giuseppe che non ho notato essendo nuovo di questo luogo. Perché dice cose e cita nomi (Socrate, Platone) che non sono mai entrati nei due-tre messaggi che ho inviato. Ci sarà un equivoco.
Signor Random, in nessuna perte del mondo non ci sono avvocati. Io sono anche favorevole all’abolizione del valore legale della laurea, come per me giustamente diceva Einaudi. Ma dove questo non c’è ci sono prove severe per valutare la capacità a fare. Non sono ammessi praticoni.
Molto bene. L’impiegato ha deciso bene su olimpiadi. La mano di Luca Luca era già pronta per triplicare il gioco Mondiali 90, Sestriere 97, Olimpiadi 2006.
Siamo di fronte al solito caso (vedi in precedenza Bersani-Visco) di liberalizzazioni che non liberalizzano nulla, non rimuovono obblighi già esistenti, anzi ne introducono di nuovi. Il tutto é nato dall’ennesimo atto di ostilità interessata da parte di Confindustria che ha richiesto provvedimenti alquanto invasivi degli assetti organizzativi delle libere professioni e dell’attività del singolo professionista.
Mentre la pressione fiscale galoppa causata dalla macchina dello Stato insostenibile e che non viene modoficata, mentre la corruzione e gli sprechi nel settore pubblico si moltiplicano, Con findustria non é capace di far altro che chiedere misure contro i professionisti. Un governo tecnico che aveva suscitato nuove speranze al suo insediamento é riuscito solo finora a tramortire il paese con una valanga di nuove tasse e a inebetirlo con il paese dei balocchi delle pseudo liberalizzazioni che faranno risparmiare alle massaie chissà quante centinaia di euro.
Non é necessario essere un economista per capire che il risultato da questo punto di vista sarà pari a zero.
Nulla invece si é fatto per ridurre i costi della politica, per diminuire il debito pubblico, per porre all’angolo i patentati, Confindustria ed organizzazioni sindacali in testa, che sulle spalle di Pantalone hanno costruito il loro potere ed ora vorrebbero presentare il conto a qualcun altro.
Signor Porro con tutti questi problemi e quello che ci attende (traducasi Grecia) lasci perdere la capigliatura di Siciliotti. Troppa superficialità e gossip.
Con tutti i suoi limiti di rappresentanza democratica il governo Monti sta facendo benissimo
( vedi anche la bocciatura delle Olimpiadi dei mangioni )che differenza dai ciarlatani di prima ( di dx e di sin ) con loro sembrava sempre di assistere alla presentazione della pozione magica della bottiglietta che risolveva ogni problema e invece non mai risolto nulla, risse, insulti uno schifo.
Secondo me dopo Monti dovrebbe esserci ancora Monti a capo di una coalizione con PDL PD e UDC ( non Fini per carità ).
grazie dell’ospitalità.
Giuseppe il 14 febbraio 2012 alle 23:24: nessuno le vieta di aggiustarsi un rubinetto o impegnarsi ad aggiustare a casa sua una tubazione..basta avere un po di passione per il fai da te, conoscere i componenti e se non deve ristrutturare completamente il bagno o l’intera rete idrica..ce la può fare, la questione dei commercialisti e degli avvocati è invece più evidente, la costituzione non costringe il cittadino ad utilizzare un’avvocato, teoricamente si può difendere da solo..molti lo hanno fatto, altri si sono imbattuti nei giudici che (come al solito fanno carne di porco della costituzione) e hanno intimato a chi si voleva difendere da solo di proccurarsi un’avvocato, intimato, in generale è ovvio che contutte le leggi, i comma gli ammenicoli, i modi di sesprimersi(linguaggio tecnico) si preferesce un’avvocato, data la continua variazione ad hoc delle leggi, decreti ecc sfornati a palla dal parlamento..dove risiede guarda un pò una nutrita rappresentanza dell’ordine degli avvocati, per i notai non ne parliamo perchè è una pura vergogna, molte cose all’estero si fanno con pochi euro, passaggio di proprietà, compravendita..ecc il notaio è pura speculazione, i commercialisti..è lo stesso, la proliferazione, la variazione continua delle leggi fiscali, costringono ad utilizzare un professionista, ma anche e qui sta l’assurdo per casi semplificati o piccole attività..e guarda caso si evita appositamente di semplificare..anzi lo si fà in maniera scentifica, puro businness per gli ordini..è lampante, saluti
caro Giuseppe: amico mio: tu non sei certo il primo … ne sarai l’ultimo radical chic (di campagna) ad imbestialirti con me, perechè … ti ho beccato con le mani nella marmellata !
Tu credi che con le belle parole, un po di sana demagogia e tanta, tanta filosofia, riesci a screditare chi, come me, ti fa rispettosamente mnotare che Platone e Socrate …. non hanno proprio nulla a che fare con le ferree, spietate e severissime norme che regolano il mercato (compreso quello del lavoro).
Caro amico mio … un poco, mi fai tenerezza quando ricorri a Socrate e Platone … per dirci che … l’economia mondiale, sta prendendo la strada sbagliata ! Ma quale strada sbagliata ! Torna sulla terra amico Giuseppe !! Purtroppo è proprio il tragicomico connubio fra il vecchio comunismo (quello di stalin … e Peppone) ed il nuovo comunismo (quello radical chic … sii pur di campagna che professi tu) che ha scaraventato l’Italia (la Grecia, il Portogallo, la Spagna) nel baratro !
Scusami, Giuseppe …. ma non posso che definire “sciocchezze” i princìpi che continui a scodellare in questio blog ! Svegliati amico !
Allarga la vista su quello che accde in Cina, in Brasile, in Messico, in India !! … La strada che stanno intraprendendo quei paesi … è la strada esattamente opposta a quella che prosaicamante ci indichi tu ! Questa è l’economia mondiale attuale ! … O ci stai dentro e accetti le sue regole spietate … o fai la fame e fallisci !
Invece di citare Socrate … ti cito una rilevazione dell’OCSE della primavere scorsa (ovviamente passsta sotto rigorosissimo silenzio) secondo la quale LA PRODUTIVITA’ MEDIA DELL’OPERAIO ITALIANO E’ INFERIORE DELL’80 % “OTTANTA PERCENTO” A QUELLA DELL’OPERAIO MEDIO TEDESCO, MENTRE LA PRODUTTIVITA’ DELL’ADDETTO AL TERZIARIO ITALIANO “FORTUNATAMENTE” E’ INFERIORE A QUELLA DEL COLLEGA TEDESCO “SOLO” DEL 60 % !
Sono questi dati amico Giuseppe che ti dovrebbero far cadere dal letto ! … Socrate e Platone in economia …. valgono come i cartelli propagandistici di Peppone in letteratura !!!
@enrico
Lei ha tutta la mia stima.Peccato che professionisti seri come Lei,pronti a fare pulizia in casa propria siano pochi.Quello che non va sono le corporazioni,nate per difendere l’indifendibile e non per garantire la trasparenza.
Poi Lei aggiunge :
“ps: scannatevi pure tanto è proprio quello che il Dottor Porro astutamente vuole….”
E no,non vuole scannatoi!! vuole rinascite!
Romanticamente lo vedo come una “LEVATRICE”
Contribuisce a portare alla LUCE e far si che il parto di questa povera Nuova Italia, sia meno travagliato..
Comunicazioni di servizio:
a proposito di estetica…I suoi capelli andavano bene “liberi”,come i primi tempi.Alla Foscolo,per intenderci
Ben venga questa norma. Siciliotti uno dei soliti corporativisti italiani. Categoria contro categoria. Io ti tolgo questo allora tu devi togliere questo e allora io tolgo quest’altro e poi magari insieme togliamo questo a quello e teniamo entrambi questo. Notai, avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro. Se si abbattono queste quattro spine nel fianco dell’Italia forse si potrà iniziare veramente a parlare di libertà.
Scusate ma sono giorni che scappo da questo blog troppo tecnico. Anche l’argomento sicuramente interessante è però, secondo me, poca cosa davanti allo scempio per ora perpetrato alle fasce più deboli. Avevo chiesto allo chef se poteva farmi/farci sapere le percentuali dell’evasione da sopravvivenza che è trasversale, quella dei veri farabutti, gli sprechi dello stato, gli esuberi, fancazzismo, assenteismo etc. Mi stupisce che chi è ora al governo prima era responsabile di truffe allo stato e chi è succeduto agli stessi ha transato al 17% Continuano ad usare due pesi e due misure. Ai poveretti portano via la casa e ai soliti scontano 300.000 milioni di euro. Il conflitto d’interessi non c’è più? La terza e quarta settimana dove sono finite? C’è chi continua a dire che sanzionare per qualche scontrino sia la strada giusta, io non ci credo serve solo a fare la guerra tra poveri , se avete seguito qualche servizio in TV avrete notato che più vai a sud e meno scontrini vengono battuti perchè, secondo me, più c’è povertà e più sei costretto ad evadere. Bisogna ridurre le spese dello stato.LO chef dovrebbe proporci un piatto completo partendo dalle carriere e dagli intrecci di questi individui al comando. Da cucinare ce ne sarebbe proprio tanto. Scusate lo sfogo ma il taxi non lo prendo, spero di non ammalarmi e se semplificassero un po’ le procedure fiscali ,io come piccolo artigiano risparmierei 1500 euro e un sacco di tempo.
Dopo i decreti Cresci Italia, Salva Italia ed altre minchiate del genere, arriviamo ad un deliberato che la dice lunga sulla scelta di Napolitano del governo tecnico: Spegni Italia. Come si possono mettere le mani avanti per respingere l’idea stessa della candidatura ad ospitare le olimpiadi? Con quali logiche diciamo no ad un investimento così importante di rilevanza planetaria per il nostro Paese? Le giustificazioni che sento in circolazione in difesa di un premier indifendibile, anche perchè non eletto dal popolo sono a dir poco deliranti: non ce lo possiamo permettere per via della crisi. Poveri fessi, ma come intendete uscire dalla crisi, spegnendo l’Italia e tutte le energie del Paese? Ma perchè non ve ne andate aff…?Oppure non si fanno le Olimpiadi perchè in Italia ci sono le Cricche? Ma cosa credete che negli altri Paesi le Cricche non esistono? E allora, come recita un adagio contadino della mia zona, perchè ci sono le volpi non si piantano vigne? Poi quell’altra sulle opere faraoniche che resterebbero, finite le Olimpiadi, le note cattedrali nel deserto. E chi lo dice che si devono fare altre cattedrali? Non si possono avanzare candidature anticipando che sono tempi duri, tempi che c’ispirano alla parsimonia ed alla frugalità, che non ci saranno solo i residence a cinque stelle, o gli alberghi dalle quattro lune, ma anche agriturismi, locande, pensioni e abitazioni private (od anche caserme) ad accogliere atleti e visitatori? Secondo me l’Italia rischia anche di spegnere, negandosi alle olimpiadi non solo se stessa ma anche l’intelletto-italia. Chi l’ha detto che le Olimpiadi si devono fare basando l’alimentazione a suon di aragoste, cosce di seppia, camberoni delle Alpi e il dessert al tiramisù? La rucola, i cavol fiori, i carciofi sardi, romani e campani non esistono più? Le salcicce nostrane, petti di maialetti alle ghiande del Gennargentu, gulurgiones del Campidano o sebada (seatta) nuorese, le mozzarelle di bufala, i formaggi parmigiani non saranno alimenti graditi agli atleti, ai visitatori e la schiera dei giornalisti al seguito? Oppure credete che non si possano utilizzare i mezzi pubblici per servire gli spostamenti delle folle senza costruire altre metropolitane? Ma chi l’ha detto che la candidatura dell’Italia sarebbe stata accolta dal comitato deputato a decidere? Perchè potevamo anche non spuntare sulla concorrenza, ma spegnere la candidatura appare come spegnere l’entusiasmo, spegnere la fiducia, ossia spegnere una importante scommessa nell’investimento di nuove energie di una intera Nazione che rischia di restare al buio per molto tempo.
mario nannii
Nesuna la dice la vera storia che accedde nel 94 in cui fu svalutata la lira.In ambinete internazione un certo Soros ai più sconsciuto fece una grande speculazine contro la lirà riuscendo a farla svalutare.Alla banca d’Italia vi era Ciampi che prosciugò le nstre riserve monetarie in un inutile difesa delal lira.Si voleva dimettere mafu premiato con la Presidenza del consiglio.Ora sta accadendo l astessa cosa ,mentre ci scanniamo come polli nel pollaio ,qualcuno specula sull euro che nons ia Soros o qualcun altro anche,molti ciechi non vedono
E’ la prima decisione responsabile e che approvo in toto, quella presa da Mario Monti in relazione alle Olimpiadi. Almeno ci metterà al riparo dalla solita aggressione da parte degli addetti alla gestione e controllo degli appalti, che sarebbero inevitabilmente truccati e con costi gonfiati al punto, da rischiare un default.
(ma ai politici, ai partiti della spesa cio’non importa), per questo la politica non è piu’ credibile, e’ inaffidabile)
Il CDx che doveva essere alternativo ai partiti della spesa, oggi è diventato il primo partito della VERGOGNA.
sono un commercialista che con le nuove norme non cambierà il proprio reddito di una virgola e perciò forse un po + disinteressato degli altri colleghi sul tema e il mio parere é:
con la situazione che ci ritroviamo secondo me dovevano aumentare i controlli e cioè fare in modo che i sindaci fossero scelti non dai controllati, possibilmente gravando meno sulle casse delle imprese.
ps: scannatevi pure tanto è proprio quello che il Dottor Porro astutamente vuole….
Ho letto su Repubblica l’ articolo “la carica dei partiti in nome delle lobby” di Alessandro De Nicola.
In merito alla questione espongo le considerazioni ed i fatti, che seguono.
1) notizia recente è l’apertura di uno studio legale nell’ipermercato “Le porte franche” a Rovato (BS), che ovviamente dalle vetrine offre consulenza su tutto lo scibile umano, così che nel carrello della spesa, tra un detersivo e la carta igienica, si potrà inserire un avvocato dell’era Monti (sulle vetrine dello studio legale da ipermercato campeggia l’elenco infinito delle materie, su cui nell’ipermercato può essere dispensata sapienza giuridica, così come nelle vetrine delle tintorie campeggia l’elenco dei capi trattati con i relativi prezzi); presto tale genere di avvocato aprirà il banchetto al mercato accanto all’extracomunitario, che vende le borse taroccate;
2) La maggior parte degli avvocati lavora in studi altrui e spesso, anche non più giovanissimi, guadagnano meno di un impiegato di buon livello, in compenso lavorano un gran numero di ore in più;
3) A Milano, una delle sedi più difficili per l’esame di abilitazione alla professione (e sede ovviamente di una delle lobby più potente), ogni anno ci sono 1.300/1.500 nuovi avvocati;
4) A Napoli alla prova scritta di dicembre 2011 si sono presentati in oltre 6.000= candidati ed è facile prevedere che ben oltre il 40% saranno nuovi avvocati;
5) è stato rilevato dal Presidente della prima sezione della Cassazione, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, che il nostro Paese (con circa 240.000= avvocati) è quello in Europa con il più alto numero di avvocati rispetto alla popolazione e ciò è una delle cause dell’eccessivo contenzioso; in altre parole questo vuol dire che gli avvocati, secondo il Presidente della prima sezione della Cassazione, sono in numero eccessivo e per poter lavorare finiscono con il fomentare il contenzioso o quantomeno non lo disincentivano;
6) la mancanza di concorrenza nel settore è quindi solo una balla colossale – basti guardare le sempre più numerose “botteghe del diritto” aperte in periferia accanto alle salumerie e gli avvocati, che offrono consulenze a 18 euro su qualsiasi argomento o che offrono separazioni consensuali a 300= euro;
7) Il preventivo può essere fatto dal carrozziere per riparare un’autovettura, ma non può essere fatto con seria attendibilità per una causa civile, può essere tutt’al più fatto per la redazione di un contratto, di una denuncia, di un esposto, della dichiarazione dei redditi, di un parere o per l’assistenza in una trattativa ecc.;
9) L’abolizione delle tariffe costituisce un regalo esclusivamente per le banche, le compagnie di assicurazione e le grandi imprese, che sono le uniche in grado di imporre condizioni indecenti ai legali (lo stesso Bersani ha riconosciuto che l’abolizione, da lui voluta ai tempi del governo Prodi, dei minimi tariffari non ha avvantaggiato i cittadini, ma solo le suddette imprese, che hanno imposto agli avvocati accordi in forza dei quali, in caso di causa vittoriosa e liquidazione delle spese a carico della controparte, l’avvocato fattura all’impresa un importo predeterminato inferiore a quello pagato dalla parte soccombente, così che la differenza viene trattenuta dall’impresa, che così lucra anche sul lavoro svolto dal professionista);
10) le sciocchezze ed i luoghi comuni sull’esame di stato, di cui è infarcito anche altro articolo di Repubblica “Riformiamo quegli ordini”, sono solo un pretesto strumentalmente usato per giustificare provvedimenti, che hanno finalità ben precise; ogni sottocommissione di esame di avvocato consta di 4 avvocati, 4 magistrati e 2 professori universitari, quindi gli avvocati sono in minoranza; l’esame per l’abilitazione alla professione di avvocato è relativamente semplice e consta di prove scritte con l’ausilio dei codici commentati, che normalmente contengono la soluzione al quesito d’esame, e di prove orali su alcune materie scelte dal candidato; come può confermare qualsiasi magistrato e qualsiasi professore universitario, che abbia partecipato all’esame quale commissario, è allarmante il numero dei candidati, che incorre in grossolani errori di ortografia e di italiano, così come lascia increduli il basso livello di preparazione di molti candidati; l’alta percentuale di ammissione di alcune sedi d’esame dipende solo dalla complicità e dal lassismo con cui in molte sedi si svolgono gli esami: “tanto poi sarà la professione che farà la selezione”;
11) La riduzione del “tirocinio” per accedere alla professione, riducendo ancora il tempo per prepararsi alla professione, determinerà un ulteriore abbassamento della qualità (tesi questa delle lobby come argutamente osservato dalla stampa), ma questo non sarà affatto un problema per le lobby degli avvocati; La riduzione del “tirocinio” faciliterà l’ accesso alla professione di “nuovi avvocati”, che qualsiasi avvocato vorrebbe avere come avversari e che potranno al massimo offrirsi per lavorare sottopagati negli studi altrui (un avvocato, che non saprà fare più di quanto fa un praticante, perché dovrebbe essere pagato più di un praticante);
12) colpire e deprimere ancora di più un settore già in grave crisi può avere solo un effetto recessivo: aumento della crisi del settore, diminuzione dei ricavi, chiusura delle attività e perdita di posti di lavoro, decremento dei redditi e del gettito fiscale nonché crisi dell’università per quanto riguarda la facoltà di giurisprudenza, per perdita di sbocchi reali.
13) Se si collega l’abolizione delle tariffe con l’introduzione del socio di capitale negli studi professionali si può capire qual è il vero scopo, che si sta perseguendo: quello cioè di permettere al capitale finanziario di mettere le mani su un nuovo business e cioè sull’attività professionale, appropriandosi degli utili della stessa sfruttando il lavoro del professionista, che le banche, le compagnie di assicurazioni, le imprese ecc. non possono svolgere non avendone titoli e capacità;
14) È sorprendente che la “stampa libera e indipendente” non capisca neppure considerando che tale modifica è fortemente voluta da Confindustria e dai poteri finanziari fin dai tempi del governo Berlusconi e da prima ancora.
Certo non è più una sorpresa che il governo delle banche e di confindustria, secondo la “stampa illuminata” all’unisono, sarebbe il paladino delle liberalizzazioni e della redistribuzione della ricchezza e chi osa criticare sarebbe lobbysta, corporativista e perché no sciovinista, trotskista, spia e controrivoluzionario.
Piccolo particolare è che il governo Monti è il governo dei poteri forti e non è un governo democratico.
Per quanto per la stampa appaia un’impresa impossibile, in realtà non è difficile comprendere che la riforma delle professioni non possa essere affidata alle imprese: se si affida la soluzione di una qualsiasi questione ad un salumiere, questi rapporterà tutto alla sua salumeria per cercare di comprendere il problema e di risolverlo nell’interesse della propria salumeria, con le ovvie conseguenze.
La maggior parte delle norme del decreto liberalizzazioni, così come la maggior parte delle leggi degli ultimi anni, serve esclusivamente a banche, assicurazioni e confindustria per scaricare le conseguenze delle proprie inefficienze ed incapacità sui lavoratori autonomi e sulle professioni, che in quanto fornitori dell’impresa sono solo costi da ridurre per aumentare i margini di profitto, nonostante le gestioni inefficienti ed incapaci delle grandi aziende, che vanno tutelate e protette come i panda, evitando che possano pagare i propri errori, in quanto altrimenti ci sarebbe il rischio che quelle gestioni imparino ad essere efficienti.
La stampa si sta comportando con le sedicenti liberalizzazioni ed il governo Monti come le agenzie di rating, che hanno espresso le valutazioni massime dei titoli spazzatura, che hanno avviato la crisi mondiale.
Immagino che sia troppo chiedere a certa stampa di fare una seria inchiesta sull’argomento, per capire la questione e poi spiegarla: non si tratta mica di giornalisti, ma solo di quella categoria che ha gioito in aula alla lettura della sentenza di condanna di Enzo Tortora in primo grado.
Comunque prima di scrivere su certe questioni ci si dovrebbe informare;
Cordiali saluti
Egregio DOTT. LUINI,
sono ancora in attesa di una Sua gentile risposta.
Nell’eventualità in cui Lei sia un imprenditore, e per imprenditore intendo amministratore di azienda operativa di produzione e/o commercializzazione di beni e/o servizi (nel caso Lei apparirà in visura camerale), cortesemente se può girarmi la/e relativa/e partita iva (in caso di S.r.l. o S.p.a.), se lo ritiene opportuno (i bilanci di società di capitali sono pubblici).
Sarei curioso di analizzare i suoi bilanci, di leggermi le dettagliate note integrative (sono certo che non saranno i soliti ‘copia ed incolla’ con descrizioni ridicole senza nessuna giustificazione delle poste di bilancio) ed appassionarmi alle insospettabili relazioni dei collegi sindacali (se presenti). Tuttavia Dott. Luini, entrambi sappiamo benissimo che i gestori imprese degli istituti di credito (enti che hanno anche i loro difetti, ma mediamente sanno analizzare le aziende poichè devono valutare se affidarle) leggono i bilanci tra un caffè ed una sigaretta perchè conoscono benissimo la bassa valenza degli stessi (per la loro natura non difficilmente manovrabili, che danno una valutazione statica dell’azienda e servono solo a calcolare il rating a sistema per procedura richiesta dalla banca). Una valutazione più seria (tuttavia sempre limmitata) è nell’osservazione dell’andamentale, correttezza su come ‘gira il conto’, valutazione persoanle dell’imprenditore, storicitià dell’azienda e potenziale del futuro aziendale con portafoglio ordini (mi fermo qui, ma ci sarebbe tanto altro da dire).
Ma perchè, voi ancora leggete i bilanci?????
Scusate, ma sto ancora cercando dove starebbero “i teoremi di deriva(??) bolscevica” che mi sarebbero sfuggiti e gli echi DDR e URSS dei miei due succinti messaggi in tema di commercialisti, e, come diceva Totò, mi sto scompisciando. Troppo divertente, sembra Jonesco.
Vedo che il Signor Bragadin, fa contro di me una filippica gratuita, debordante e decentrata, anche umoristica, accusandomi quale sinistrorso. Non capisco di dove tiri fuori questa sua illazione e confesso che non mi interessa affatto. So che il liberale viene sempre ritenuto di destra dall’ideologo di sinistra e di sinistra da quello di destra. Perché non segue ideologie e fazioni.
Quanto al semplicismo sull’inutilità di commercialisti e avvocati ecc. ho già detto e non vale la pena di tornarci su. Se sapessi aggiustare tubi e rubinetti per me gli idraulici sarebbero inutili. Se sapessi costruire ponti, anche gli ingegneri. E così via. Ma non lo so fare e rispetto le competenze altrui e non le sottovaluto nella mia ignoranza delle stesse, e per me sono utili gli uni e gli altri. Un cittadino di un paese civile sa rispettare il lavoro dei concittadini, sempre per rammentare lo spirito liberale di cui sopra, troppo spesso declamato senza sapere di che si tratta.
@Sabrina la querelo. La tintura no. Questo non glielo consento
caro Giuserppe Quarto: parlerò poco: hai visto che sul tuo incriticabile post, ci sono alcuni rating negativi ?
… Lo hai visto ? Ebbene, gli sciagurati che hanno apposto il rating negativo sul tuo script SONO QUELLI CHE SOSTENGONO A PèIENI VOTI CHI STROZZA L’ITALIA. Sono i parassiti che beneficiamno a piene mani della vergognosa situazione cui tu facevi oculatamente riferimento !
Caro amico mio: l’Italia è piena zeppa di questi loschi figuri !
Privilegiati di Stato;
imboscati di Stato;
parassiti di Stato;
assistiti di Stato;
pensionati (fasulli) di Stato;
invalidi (fasulli)di Stato !
dipendenti (vagabondi) di Stato, ecc. ecc.
Caro amico mio: sono milionate per davvero ! E tu pretendi che costoro possano condividere le cose sensate che hai auspicato tu ?
Mi spiace doverla ributtare in politica … ma temo che il cavaliere ha 1.000.000 di ragioni quando dice che il suo errore più grande è stato quello di non essere riuscito a far voltare per lui il 51 % degli italiani ! … Salvo traditori però !!
Cordialità
caro Giuseppe: si vede che sei “nuovo del blog” … però sei partito decisamente con il piede sbagliato amico mio: vedi, è lampante che la tua provenienza politica, ti induce a pensare … “sulla censura”: non sei il primo ne sarai l’ultimo: il bello (anzi il brutto) è che tu e quelli come te, ci credi per davvero alla censura che verrebbe maldestramente applicata a voialtri “pensatori” di snistra ! Caro amico mio : anche a te – a milincuore – devo dire che il vs pulpito … non è davvero quello giusto per “gridare alla censura” !
Quella della libertà VERA … è una cosa che differenzia NOI da VOI asmico mio ! … E la prova provata è l’ossessione (tua e dei tuoi compagni) … relativa alla “censura” ! Coraggio Giuseppe: qui non è un “organo di stampa” di regime (comunista) della DDR o nell’URSS (vostra maestra di vita e sopratutto di ideologia) !
Vedrai che qui nessuno pensa nemmeno lontanamente a censurarti !
Aspettati piuttosto, vita dura relativamente a quello che scrivi amico mio: temo che qui non troverai molti proseliti venendo a proporre i soliti teoremi di deriva bolscevica come – ahimè – anche tu hai iniziato a fare ! Buona permanenza !
Domenica i capelli andavano decisamente meglio. E mi é sembrato anche di scorgere un colpetto di tintura…. In quanto alla fanciulla ospite in studio.. per carità… una pisoira.
@Giuseppe, bene così. Ma deve sapere che non sono collegato sempre alla zuppa e non posso mettere i post in pagina senza selezione. Purtroppo molti contengono insulti, parolacce, minacce. E mi tocca fare un’opera di pulizia molto noiosa. Per il resto: tutto dentro. E talvolta rispondo. Dunque ho preso l’occasione con lei e i suoi inesistenti vizi di ripetere ai nuovi frequentatori della zuppa questo banale stato di cose.
Ps già che ci siamo. per motivio molto simili, il tempo che manca, scrivo velocemente e spesso ci sono refusi. Ogni tot mesi faccio dunque pubblica ammenda. Questa è una di quelle occasioni.
se lo stato facesse la sua parte: leggi fiscali comprensibili e semplici, adesso esercita un controllo capillare sui conti correnti, e nel futuro farà sempre di più..che bisogno avremmo dei commercialisti? se lo stato è così invasivo, a maggior ragione perchè non lo fa lui il “commercialista” ?? non prende direttamente i soldi “monitorati”?? penso che ai privati farebbe un’enorme piacere..
Egregio Signor Porro, lungi da me la dietrologia. Ma non corra con i “vizi”, semplicemente non sono un grande frequentatore di blog e non ne conosco i “segreti”. Avevo visto il messaggio appena inviato e dopo ore non più, poi l’ho visto di nuovo. Non capivo, ma l’ho subito segnalato. Il mio stupore prevaleva su qualsiasi illazione che liberalmente non sono abituato a fare. Bene così.
Intanto dico grazie ad Alessandro; gentilissimo (vieni, con tutti gli amici che vuoi, a trovarmi al mio blog, è molto seguìto anche in Sardegna, e non soltanto in “Italia”). un grazie a Nicola Porro per l’ospitalità.
il mio post di oggi
http://www.maralai.ilcannocchiale.it
mn
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Pd e Pdl alla prova dei fatti
Il Pd le ha buscate anche a Genova;(qui) insomma, il partito di Bersani le busca sempre. Bastonato a Cagliari, Napoli, Milano ed ora anche a Genova. E le prospettive non sono buone, anche se il voto vero e proprio, quindi non soltanto primarie, deve ancora arrivare. Prima (le buscava) perchè non riusciva ad uscire dall’ossessione antiberlusconiana senza coltivare un proprio progetto politico di governo (molto più importante inseguire Ruby, le escort, le nottate di Arcore e stare appresso ai piemme), mentre ora le busca perchè sostiene il governo tassaiolo di Monti.
Alla prova del voto vi si ripone attesa anche al Pdl che sostiene un governo che fa l’opposto (si va bene, si vuole salvare l’Italia strozzando il Popolo, va bene, va bene, strozzando la democrazia, va bene, va bene, continuate così…) di quello che è sempre stata l’impostazione politico programmatica di Silvio Berlusconi: più cittadino meno stato. Meno mani dello Stato nelle tasche del cittadino. Come dire; più soldi in tasca, più soldi per alimentare consumi e sviluppo. Ora lo stato il cittadino se lo sta letteralmente ingoiando e se (il cittadino) protesta c’è sempre l’onnipresente Napolitano a lanciare messaggi “rassicuranti”: “le proteste oltre le regole non saranno tollerate”. Ma è un capo di Stato che parla o un ministro dell’Interno?
Perchè dare solennità a concetti che anche il più comune dei cittadini capisce, nel senso che la protesta non dev’essere violenta? Entro quali regole si devono svolgere le manifestazioni di dissenso a questo governo? Roma presa a sputi di fuoco dall’ultima protesta nel governo Berlusconi poteva essere tollerata? E’ stata una manifestazione pacifica? Perchè non è intervenuto l’esercito? Perchè non allestire una commissione parlamentare d’inchiesta per appurare l’assenza dello Stato mentre Roma, la capitale d’Italia veniva messa a ferro e fuoco?
Dicevo del Pdl alla prova del voto; sarà una debacle? Riuscirà Silvio Berlusconi a riportare entro l’alveo del moderno liberalismo italiano (formula cui quasi nessuno ha capito un accidenti, anche perchè non potuto sperimentare e toccare con mano)? Riuscirà SB a ricostituire il filing interrotto con il suo popolo quando ha lasciato partire i Mirage di Sarkozy sulla Libia con il supremo consenso di Napolitano senza smuovere la foglia della contrarietà? Perchè è sulla Libia che SB ha fatto molto indignare il suo popolo che chiedeva l’intervento dell’Onu per separare i contendenti e non stare muto all’evidenza di fatti drammatici, quali i bombardamenti a tappeto su uno stato sovrano. Riuscirà SB a riportare un popolo (delle libertà) fortemente deluso nel constatare che tutte le attese di riformare lo stato italiano, dal punto di vista economico, fiscale, istituzionale e politico si sono rivelate, ahimè totalmente vane e fortemente deludenti? Con un “credito” di questa portata, il Pdl spera davvero di vincere elezioni siano esse politiche che amministrative?
Maralai
(marionanni)
@giuseppe che brutto vizio la dietrologia. Perché non informarsi su come funziona questa zuppa? PER L ‘ENNESIMA VOLTA: il cuoco, cioè io, modera ogni commento.
Il messaggio scomparso è ricomparso dopo qualche ora. Meglio così.
Questa mattina, ho inviato un messaggio che si limitava a sottolineare un nota di colore, nella polemica corrente, e non conteneva sgarbi e invettive. Mi accorgo che è scomparso. Probabilmente è stato “moderato”. Sono perplesso anche perché vedo che, invece, persistono altri messaggi “delicati” che addirittura alludono a correità nell’evasione. Insomma, che vanno per il sottile.
anacleto proletario ! Mannaggia la miseriaccia compagno ! … Tu (e Nicola) mi devi scusare amico mio: davvero ti chiedo scusa : …. ma tu … CI SEI O CI FAI ?
Nicola deve capire che tu sei l’oggetto misterioso del forum: ci sei o ci fai ?
Nicola non può vedere di cattivo occhio chi – come me – si pone questa tragica domanda e la ripropone quando anltrettanto tragicamente, tu compari da queste parti !
Nicola deve capire che questo non è il posto per gente nelle tue condizioni: lo so che è spiacevole ed anche irriverente fare questo genere di affermazioni …. ma come si fa ad ignorare la realtà di fronte all’evidenza manifesta ?
Anacleto, te lo ripero: devi perdonarmi …. ma sinceramente questo non è il posto per te mio tenero amico ! .. Qual’è il tuo posto ? Questo NO … purtroppo non lo posso dire ! …. ma se fai uno sforzo sovrumano a causa della tua condizione …. vedrai che piano, piano … ci arriverai da solo … a capire qual’è il tuo posto !
Egregio DOTT. LUINI,
sono ancora in attesa di una Sua gentile risposta.
Cordiali saluti
Nanni,
concordo totalmente con te. Telese potrebbe giusto lavorare a la7 o a rai3 e sul fatto quotidiano. Il tipico ignorante e furbetto comunista. Ma perchè anni fa non si trasferì nella CCCP comunista?
PER ALESSANDRO:
in merito al discorso della responsabilità limitata delle società di capitali ti rimando al mio post del 10 febbraio 2012 alle 22:18.
Riguardo il discorso della “trasparenza alle relazioni economiche e alle buone regole di conduzione dell’impresa tutti sono interessati (stakeholders, soci, enti ed istituzioni pubbliche, ecc.)”, il Suo discorso in linea teorica non fa una piega; tuttavia lo ritengo più attinente a società di grandi dimensioni con un azionariato frammentato. Probabilmente si dimentica che più del 90% delle imprese italiane sono pmi, non quotate in borsa, con un azionariato più vicino ad una ‘conduzione familiare’ che necessitano di una burocrazia snella.
Cordiali saluti
Alessandro
Nicò, non dici nulla sul mio “reportage” de In Onda di domenica scorsa?
mn
salve mr Porro ! a quando un dibattito sulle assicurazioni rc auto?…un minestrone..vergognoso
e ostruttivo sull’economia…con regole assurde !
come quella che…la classe di merito e sull’auto e non sul conducente, es. se cambio categoria di auto si ritorna alla massima categoria…(auto. vs. autocarro, o suv.) o anche la mancata continuazione di cover..sospensione di ass. per un certo periodo…
Caro Direttore,
in questi giorni orribili per l’Italia , sia sotto il profilo politico, sia finanziario, politici ed economisti ci propinano mille soluzioni per risolvere il problema.
Si interrogano se e meglio la patrimoniale, l’ICI anche sulla prima casa, lotta all’evasione fiscale, aumento dell’Iva, della benzina, sigarette e tasse varie.
Io non sono ne un economista ne un intellettuale, ma anche a mio livello risulta evidente che il problema dello stato italiano e semplicemente che esso spende e sperpera troppo.
Leggevo per esempio che I dipendenti di palazzo Chigi sono attualmente più di 4.600 contro i 1.337 del Cabinet Office di David Cameron.
La sola Camera paga per affitti 35 milioni di euro l’anno: 41 volte più che nel 1983.
Che ogni dipendente medio del Senato costa 137.525 euro. Cioè 19 mila più dello stipendio dei 21 collaboratori stretti di Barack Obama,
Questa anomalia si ripete per i dipendenti della camera e sono molto più accentuate per il Quirinale.
Questi sono solo alcune delle migliaia di anomalie presenti in Italia, perché se parliamo di pensioni resta incomprensibile perché ce ne sono migliaia doppie o triple per importi di decine di migliaia di euro al mese.
Chiedo al governo che prima di decidere nuove tasse, usi la scure e tagli questi sprechi e privilegi, senza raccontarci che non si possono toccare i diritti acquisiti, i privilegi non sono mai acquisiti,sono semplicemente un furto ai danni dei cittadini.
Caro Monti ti prego prima di chiedermi soldi, sistema queste anomalie, vedrà che dopo mi chiederà molto meno sacrifici.
Noi imprenditori dovremmo chiedere con forza e a voce alta provvedimenti che elimino questi privilegi, che tagli le migliaia di enti inutili e che stabilisca un massimo agli stipendi pubblici, penso che 50.000 euro netti all’anno per i massimi responsabili sono più che sufficienti per dirigenti che non hanno nessuna responsabilità ed il posto garantito a vita.
Dobbiamo svegliarci se davvero riuscissimo ad ottenere questo risultato ritornerebbe la fiducia sull’ Italia e lo spread verso i Bund si abbasserebbe immediatamente,
Fate sentire la vostra voce con le vostre associazioni di categoria, devono essere più incisive e determinate nel chiedere quello che effettivamente e l’unica soluzione ai probblemi del’Italia.
Maggiori tasse risolvono solo momentaneanìmente il problema ma non lo eliminano alla radice
Giuseppe Quarto
Club L’Imprenditorie.
Ho letto che commercialisti, avvocati, notai, ecc. svolgerebbero lavori inutili e speculerebbero sulle spalle dei cittadini. Ovviamente è la solita affermazione di chi pensa di esercitare l’unica funzione utile nella società e di sostenere da solo le sorti della nazione. Posizione sbrigativa e umoristica che mi ricorda quella che, sinceramente divertito, mi raccontava mio nonno commercialista di un suo astuto e acculturato cliente, il quale diceva di non aveva bisogno di avvocati perché…si era comprato i quattro codici.
Gentile signor Porro Nicola,
ha scatenato l’ira di quelli che hanno fatto in modo che “L’AMOR VOSTRO” (al secolo Berlusconi Silvio) depennasse il reato di falso in bilancio.
I cari ed onestissimi e correttissimi ed indefessi commercialisti hanno, così, avuto la possibilità di redigere algidi bilanci societari, perfetti e probi resoconti.
Se non ché è aumentata l’elusione e l’evasione fiscale, il deposito di denaro all’estero, il lavoro nero, le fatturazioni false, e non ultimi i vari condoni.
Accidenti, mi chiedo, chi mai saranno i mariuoli che hanno prodotto tutto ciò?
Da ricordare che in questi ultimi anni a dirigere il ministero delle Finanze Italiane è stato anche, il signor Tremonti Giulio noto TRIBUTARISTA.
Nella mia pochezza so che cosa vuol dire TRIBUTARISTA.
È troppo scurrile per metterlo nero su bianco.
Ad ogni modo signor Porro Nicola chiarisca la sua posizione nei confronti dei commercialisti, anche perché siete nella stessa barca.
State galleggiando, con le vostre posizioni, su di un mare fatto di 200 miliardi e passa di euro sottratti alle casse dello stato italiano, rubati ai cittadini tutti.
La ringrazio per l’ospitalità.
La saluto.
Anacleto Desiderio Carlo (Proletario)
Nicò, scusami, più velocità al blog; è frustrante questo ritmo. sempre in amicizia.
mn
Gent.mo Dott.Porro,
sono un dottore commercialista e ritengo che l’articolo da lei scritto, scimmiottando tra l’altro il ns/ presidente di categoria, sia frutto solo di un attacco demagogico e privo di fondamento. Lei è, al pari delle associazioni di categoria, convinto che la modernità passi per l’abolizione totale degli ordini e,conseguentemente, con la possibilità di far esercitare la professione a qualsiasi soggetto dotati di laurea. La semplificazione ed il rilancio dell’economia non passana certo dai professionisti da ma altri settori (banche, assicurazioni, trasporti) più consistenti e, evidentemente, più protetti politicamente.
Prendersela sempre e comunque con le categorie che davvero lavorano (la invito a frequentare un qualsiasi studio di commercialisti o anche di altra professione per rendersene conto) come professionisti o tassisti me lo sarei aspettato da un governo di sinistra ed un articolo come il suo, che trovo offensivo, lacunoso e ridicolo, potevo leggerlo su Repubblica o l’Unità non su Il Giornale. Evidentemente mi sbagliavo.
Al Dr.N.Porro,
Intendo segnalare quanto stia poco a cuore il lavoro vero, del mercato, ai poltici della Toscana, non solo a quelli della sinistra alimentatrice di spesa pubblica incontrollata, ma anche agli altri PDL compreso.
Intanto la regione toscana con tutti i gruppi d’accordo non intende ridurre le spese della politica. Almeno potrebbero far adeguare il pagamento del vitalizio a 35 anni di contributivo.
Una pensione che non ha pagato i contributi è rubata.
Inoltre a Prato dove è cambiata l’amm.ne per la prima volta dopo 60 anni, per costruire un capannone ti devi suicidare pagando contributi altissimi al comune.
Per rilasciare un permesso per costruire 1500mq. pretendono un extra oneri da 70.000 previsti a 325.000,00 Euro. Piu’ della meta’ del costo di costruzione in oneri comunali per pagare gli stipendi a chi passa il tempo con internet.
La proprietà del terreno ha preferito rinunciare con grave danno economico per tutto l’indotto.
Faccia queste segnalazioni, perchè purtroppo nel PDL ci sono i soliti avventurieri senzamestiere che ritenevo fossero solo nella sinistra e che dovevamo combattere.E invece siamo punto e daccapo.
è ora che gli ordini vadano a ramengo..il businnes della giustizia: giudici, avvocati, e delle tasse: commercialisti è fatto sulle spalle dei cittadini..a che servirebbe questa questa puntuale e asfissiante oltre che lucrosa presenza nelle nostre vite di queste professioni..se le leggi fiscali e le leggi in genere fossero lineari, più semplici, e comprensibili? e i notai?..è tutto un businnes..a dimenticavo è un bel circolo virtuoso..basta vedere quanti di questi appartenenti a questi ordini siedono in parlamento..
A giudicare dalle invettive collezionate credo abbia fatto centro !! Mi conceda una battuta sparare : non si dovrebbe sparare sul pianista. E’ semplicemente una battuta perche contrariamente allo steriotipo, questo pianista ha non poche colpe.
In ultimo l’IMU dovrà essere versata dal contribuente separando l’obulo del pianista da quello del comune .. 2 % due bollettini o transazioni a carico del contribuente .
Per il DOTT. LUINI.
Egregio Dott. Luini,
si definisce imprenditore per l’attività del Suo studio commerciale o la Sua operatività abbraccia altra/e attività imprenditoriale/i?
Rimango in attesa di una Sua gentile risposta.
Cordiali saluti
Alessandro
In Italia 115.000 commercialisti in Germania 8.000, Gli avvocati iscritti all’Ordine di Roma sono numericamente paritetici ai colleghi di Tutta la Francia. Tutto Normale secondo Voi.
sprezzanti, ieri sera tre dei protagonisti de In Onda: Telese, Visco e la giornalista fintamente filo americana. e benissimo hai fatto, caro Nicola a reggere l’urto dei tre strafottenti e di trattenere l’impulso di “rovesciare il tavolo”. non tutti avrebbero i nervi saldi davanti agli sfottò al dramma di centinaia di migliaia di imprese e di famiglie che i tassi usurai del fisco e la sua avidità sta mandando in rovina. ma come può un comunista a non rendersi conto che c’è poco da inorgoglirsi di definirsi tale, come fa Telese, davanti ad una società che minaccia i forconi? ma dove vivi, Telese? perchè non ti vengono i brividi a definirti comunista? e se uno si definisse fascista, avrebbe tante lodi e tanto spazio in tv? davvero, Nicola, ieri sera ti abbiamo ammirato, anche perchè sei uno dei pochi a non mollare sul fronte dell’indecenza tassaiola. caro Telese, mi stavi diventando simpatico alla lettura della tua biografia per i natali nei ns comuni Nuraghi. ma ieri sera ci hai fatto irritare, anche indignare perchè hai dimostrato per cecità ideologica, di non conoscere l’Italia e meno che mai la Sardegna. DOVE SONO NATI I FORCONI perchè fin dal governo Berlusconi si chiede il CONCORDATO FISCALE (Il concordato fiscale, il concordato fiscale) PER RIAVERE indietro IL CONFISCATO E PER FERMARE L’AVANZATA VIOLENTISSIMA della pressione fiscale tramite Equitalia. Ti ricordo che Bersani è stato fischiato perchè ipocritamente, ha dichiarato, ai manifestanti in lotta, di essere contrario ai condoni ed anche al concordato. vorrei usare parole forti per ricordare a tutti i comunisti alla Telese, che se hai un conto ultra miliardario pendente con il fisco, concordi; se hai qualche venti, trenta, cinquantamilaeuro non concordi un czz, ma devi venderti l’azienda o la casa(se non pignorata). E su Visco si capisce perchè il Popolo li ha mandati e li manderà (tranquilli, li manderà perchè tanto sprezzo fa paura)ancora una volta all’opposizione. si presentino, Visco e Telese ai forconi in piazza, a dire che chiedere tasse eque, fisco giusto, regime tributario accettabile, più cittadino meno Stato, come eroicamente, stringendo denti e reazione, come ha ben fatto Nicola Porro ieri sera, equivarrebbe ad eludere, ad evadere le tasse. ma perchè non ve ne andate al diavolo! Telese, traduco il concetto nella ns comune “fonetica”(tu cagliaritano ed io barbaricino); pena mi avete fatto ieri sera voi tre. Le tasse pagare si devono, ma giuste e sopportabili devono essere, e se soldi non ci sono, da tempo non ci sono, lo Stato spingere non mi deve a rubare per lui.
mario nanni
Caro cuoco, mi sembra che questa volta la sua zuppa sia rimasta indigesta a molti stomachi delicati, forse abituati a champagne e caviale. Bene bene, continui così!
Gent.mo Dott. Porro,
Le sue osservazioni sul controllato che sceglie i propri controllori e’, in linea di massima giusta. La questione assume tanto più valore quanto più e’ ristretta la base societaria. Questa pero’ e’ anche la ragione per cui spesso l’importo del compenso pattuito e’ inadeguato rispetto al carico di lavoro e di responsabilità in capo ai sindaci. Le doppie funzioni di revisione e di controllo sindacale comportano delle responsabilità notevoli che diventano le stesse dello stesso amministratore. Solo che un amministratore lavora in quell’azienda ogni giorno dell’anno, mentre i/il sindaco revisore lo fa al minimo su base trimestrale. Se sono in 3 il lavoro se lo possono anche dividere, se e’ solo uno, deve necessariamente lavorare in solitudine, sapendo di diversi assumere delle grandi responsabilità che non sono ripagate adeguatamente. Dunque chi sarà disposto a svolgere attività di controllo dei conti allo stesso prezzo unitario che prendeva quando a lavorare erano in 3?
Forse i giovani commercialisti? Ma poi senza esperienza, e ce ne vuole, sarà in grado di esercitare bene il suo lavoro? E l’azienda ne trarrà benefici?
I sindaci spesso fanno da contraltare al commercialista consulente, con il quale c’è , evidentemente un rapporto di ” colleghi” molto difficile. Se e’ un uno VS uno e’ un conto, se e’ uno vs 3 forse cambia qualcosa .Grazie per l’attenzione.
“Ciò che vorrei evidenziare e’ che la difesa del Collegio Sindacale in forma collegiale non e’ una difesa corporativa della nostra professione ma e’ fatta nell’interesse della collettività e del nostro mondo economico e imprenditoriale”.
Purtroppo, molti italiani di destra hanno in realta’ una forma mentis di sinistra. Si riempiono la bocca di parole come collettivita’, funzione sociale, istituzioni, senso dello Stato, ecc.
Caro Chef,
approfitto della sua gentile ospitalità e del fatto che il “nostro” blog pullula di dottori commercialisti per fare una domanda senza malizia,da profana della materia.Come si spiega il crac di grosse aziende finite con gli arresti di amministratori,soci e sindaci,per bacarotta fraudolenta ai danni dell’erario e dei fornitori,nonostante il collegio sindacale e le numerose riunioni per il controllo e verifica della legalità e contabilità delle suddette?
Com’è possibile non accorgersi?
Grazie
@ Nicola Porro,non si curi di chi non capisce la sua onestà intellettuale è tempo sprecato…
Apprezzato Porro, per parlare in gergo culinario posso affermare che ultimamente i suoi articoli hanno un…………retrogusto piacevole di verità. Incominciamo anche sui piccoli risparmi dei due sindaci.
buonasera. dopo averla sentita stasera con visco mi sento dal metterla in guardia non dalla categoria dei commercialisti, ma dal suo di commercialista. l’elenco clienti e fornitori è una semplice angrafica con i saldi che ha a disposizione chiunque tiene una contabilità anche semplificata. se le hanno fatto credere il contrario diffidi. ora con lo spesometro è tutto più complicato, peraltro.
Ma perché nessuno dice che pagare le tasse in un paese con la politica (di qualità miserrima) che costa n volte quella degli altri paesi europei , che ha regioni che sperperano in assistenzialismo e in malaffare politico miliardi di euro, che ha servizi quasi da terzo mondo, che ha una burocrazia soffocante e vessatoria FA PROPRIO SCHIFO?
Mamma mia!!! Mai mi sarei aspettato una categoria di commercialisti così permalosa. Ma non provengono dalla vostra categoria diversi professionisti che consigliano alle aziende come abbattere l’imponibile con ‘tecniche’ abbastanza discutibili???? Ma fatemi il piacere!!!
Ha fatto benissimo. Chissà poi a cosa alludeva, con questa similitudine sospetta.
Egregio signor Porro, se la semplificazione passa attraverso la delegittimazione della governance societaria, possiamo accettare che chi gestisce le società, a qualunque livello, possa fare ciò che vuole? Eppure, è assioma cartesiano che chi intende optare per una società di capitali e, per questo, beneficiare di una limitata responsabilità, deve sottoporsi al controllo di un organo indipendente, sia sugli atti di gestione compiuti, sia per ciò che concerne i conti annuali. Questo principio basilare è presente nel nostro ordinamento dal 1942.
Ovviamente, si può ragionevolmente discutere sui diversi livelli di controllo funzionali alle dimensioni dell’impresa, con equilibrata praticità, mantenendo fermo, però, il principio di fondo: una buona governance, di cui i controlli sono una parte fondamentale, assicura corretta pubblicità, informazione e trasparenza alle relazioni economiche e alle buone regole di conduzione dell’impresa tutti sono interessati (stakeholders, soci, enti ed istituzioni pubbliche, ecc.), quale fondamentale principio di legittimo affidamento nel rispetto delle regole.
Vi sono, naturalmente, scelte alternative, quali quelle delle società personali che, però, postulano una illimitata responsabilità e, dunque, non prevedono quello che Lei reputa l’inutile orpello legislativo-burocratico del collegio sindacale o anche solo del sindaco unico. Mi spieghi cortesemente perché, dalle pagine del suo blog, non suggerisce questa scelta.
Dispiace, infine, che Lei percepisca come “difesa corporativa” la posizione dei commercialisti. Non è così, mi creda. Cerchiamo solo di far presente che nel cambiare le regole, occorre comprendere fino in fondo cosa si sta modificando e quali gli effetti che questo cambiamento provocherà. In una società a responsabilità limitata con ricavi superiori a 8,8 milioni di euro, il controllo affidato ad un organo monocratico non é sufficiente a garantire la copertura di analisi necessaria.
E come se io Le proponessi di “semplificare” affidando ad un unico responsabile i compiti oggi demandati al “comitato di redazione” di una testata editoriale. Lei ritiene che un organo monocratico sarebbe in grado di svolgere le delicate e importanti mansioni cui è deputato attualmente un comitato di redazione? Io credo, ragionevolmente, di no. Allo stesso modo, questo vale anche per i sindaci che assolvono al controllo di legalità nel verificare il rispetto della legge e dello statuto
Accetti l’invito di Marco Rigamonti e venga a Palermo. Si sorprenderà di come i dottori commercialisti siano capaci di andare oltre il proprio interesse.
Cordiali saluti.
Alessandro Savorana
Ancora una volta caro dott.re Porro, pubblica un’articolo estremamente interessante e veritiero!!1
Io personalmente, frequento la facoltà di economia con l’intenzione di entrare nell’ordine dei commercialisti, ma questo intervento sulla riduzione dei sindaci per società con bilancio abbreviato è cosa buona e giusta!!!…..Tutti quelli che vivono nel mondo dell’impresa, soprattutto negli organi di amministrazione/controllo, sanno perfettamente che i sindaci sono figure di poco rilievo!….perchè il socio decide chi sia il sindaco!!!….e questa anomalia sarebbe da correggere, in dome di una più ampia trasparenza!!!
L’ordine dei commercialisti secondo me dovrebbe protestare assiduamente per una modifica dell’intera normativa tributaria, tenendo a mente due principi ” semplificazione ed efficacia”!…
Comunque dott.re Porro, se entrerò nell’Ordine dei commercialisti, bè posso dire che mi dispiacerà la sua assenza!
@michelangelo luini. Scadimento del giornale? Ma mi faccia il piacere STUDIO LUINI imprenditore e commercialista il suo post ha quell’arietta da saputello che è financo peggiore delle nostre battute grezze. Temo gente come lei che critica i giudizi degli altri, dalle altezze della propria saccenza.
Gentile dott.Porro lei è la prova vivente di quanto si parli senza conoscere veramente cio di cui si svrive. Ben altre sono le esclusive di cui il paese potrebbe fare a meno. In ogni caso i dottori commercialisti non ne hann.o
Caro Dott. Porro, non intendo utilizzare molte righe per risponderLe perché penso che non le meriti. Vede Dott. Porro, Lei rappresenta benissimo lo scadimento di questo paese. Avendo a disposizione un palcoscenico mediatico, Lei pensa di potersi permettere di scrivere tutto quello che vuole pensando, oltretutto, di essere anche spiritoso. Tralascio ogni riferimento alla capigliatura di Claudio Siciliotti che penso non interessi a nessuno, non Le rispondo nel merito perché altri Colleghi lo hanno gia’ fatto. Vorrei solo sottolineare la Sua ignoranza nella materia di cui si permette di scrivere. Purtroppo, in Italia, l’importante non e’ informare correttamente ma e’ fare rumore e accattivarsi la maggioranza. Ciò che vorrei evidenziare e’ che la difesa del Collegio Sindacale in forma collegiale non e’ una difesa corporativa della nostra professione ma e’ fatta nell’interesse della collettività e del nostro mondo economico e imprenditoriale. A fronte di un miope e, secondo me, neanche certo esiguo risparmio di costi a breve si avrebbero conseguenze catastrofiche nel medio/lungo periodo. Se Lei solo sapesse che il modello di controlli societari basato sul Collegio Sindacale e’, oramai, preso ad esempio da tutto il mondo e che la percentuale di aziende fallite crolla vertiginosamente quando vi e’ il Collegio Sindacale, se Lei solo sapesse cio’, forse, non avrebbe scritto quell’articolo.
Mi permetto di suggerirLe di studiare gli argomenti prima di scrivere articoli così superficiali e, oltretutto, così spocchiosi.
Caro Porro,
il suo modo di scherzare è quasi pari allo scadimento che oramai alberga nel suo “Giornale”. Lei e quelli che la pensano come lei possono avere anche le opinioni più legittime di questo mondo, ma il modo di porle è altrettanto importante quanto la sostanza che esse vogliono esprimere. Al di là delle questioni personali e/o di categoria e/o di opinione, non si può mettere mano ad una questione così importante come i controlli societari, che per di più coinvolge una serie di articoli del nostro Codice Civile in maniera disarticolata e disorganica. Non si tratta di discutere del problema Sindaco Unico, Collegio Sindacale ovvero niente Sindaci, ma dei compiti, delle responsabilità, dei costi di entrambi per l’intera collettività. Siamo tutti nella stessa barca e dobbiamo remare nella stessa direzione, cercando di venire a capo della confusione che i Nostri governanti ci hanno creato nel corso degli anni. Se non lo faremo, non progrediremo e non ci tuteleremo.
Un Commercialista e anche Imprenditore
caro porro,
qualora intendevi riferirti a me nella tua risposta con “qualcuno sottilmente pensa che io possa fare il gioco della Confindustria”, ti preciso che non intendevo affatto “sottilmente” insinuare che tu (porro) ti prestassi al loro (confindustria) gioco, bensì “grossolanamente” affermare che questa norma (e altre) contro la professione sia frutto di pressione lobbistica loro (confindustria) a cui ha ceduto il governo (berlusconi prima, monti dopo)..
per dirla con le tue parole..
“un po’ di humor l’hai ? che tristezza dover rispondere di una battuta e non della sostanza del post!”..
ps. confido che proverai comunque a darti risposta a quelle sette domande.. così magari potremo affrontare la cosa in maniera più “costruttiva”, come dissi all’inizio del mio precedente post..
Intanto credo che il Dott. Porro, adesso, sta davvero sistemato con i capelli: si sa che quando si lavora si pensa poco al taglio della messa in piega, anzi la testa va per conto proprio (va dove ci porta il lavoro), capita anche a me quando scrivo e studio: ricordo il Dott. Porro ai tempi di Annozero, qualche anno fa: ebbene appariva con un taglio estetico a dir poco ‘libero’, liberatorio, fitto di pieghe e di onde di vera libertà… mi colpì la sua personality, semplice ed autentica allo stesso tempo, e poi…ragionando sul modo di pensare… vi è da dire che l’essenziale è sempre invisibile agli occhi di chi guarda; difatti, dopo svariati ricorsi storici e televisivi, il Dott. Porro ha saputo dimostrare di essere capace di dire delle cose, a suo modo… esponendo idee quali specchi riflessi di un suo essere messo a posto per le feste…(si direbbe a Napoli) con la testa ad alfabeto !!! Scherzi a parte, mi chiedo, fuor di metafora e di acconciature, ed in maniera capillare… vi chiedo: “Come dovrebbe essere oggi la democrazia? Ripiegata su se stessa (a mo’ di boccoli dell’epoca barocca) o è in posizione di suprema partenza, percorrendo e sperimentando nuove possibili e permanenti rappresentazioni popolari??????
Ieri sera Lupi non ha risposto mica sempre alle domande di Don Gallo: tergiversava alla Don Abbondio, suvvia, un po’ di ripetizione sul Cristianesimo ogni tanto non guasta, diventa un ‘valore’ aggiunto, Lupi cosa le costa? Ci pensi-
A stasera, Dott. Porro, tanti saluti anche a Luca Telese: si difende proprio bene !!!!!
@anna87 porca miseria se me ne sono accorto. Ieri sera ad un’amica che si è permessa dire che il mio taglio sembrava alla fonzie ho inviato 2 killer
@antonio grazie per l’invito ma quei giorni nin posso proprio
caro porro, pensa anche ad una eventuale liberalizzazione delle lauree estere in odontoiatria, magari con un severo esame di controprova in italia: sai come diminuirebbe lo scandaloso costo dei dentisti italiani. Stesso dicasi per i celebrati professoroni esentasse e chiave di passpartout per i ricoveri agevolati.
Ma penso che per questo dovremo attendere l’arrivo degli ufo. Comunque continuate così, e senza paura.Ad maiora.
Tutti bulici col c..o degli altri.
Dovremmo stamparlo sulle monete, se ancora ne avessimo facoltà…
Comunque è la solita vecchia storia Italiana – gli Americani hanno coniato NIMBY, noi abbiamo sempre avuto NIMG: NOT IN MY GUILD.
Sono 900 anni che siamo schiavi delle gilde e corporazioni – che si chiamino ordini professionali, confindustria o CGIL. Non ho molta fiducia sul fatto che ce ne libereremo ora o tra 10 anni, ma finché non lo faremo l’economia di questo paese rimarrà medievale…
Egregio dott. Porro, questo suo post dimostra ancora una volta gli enormi pregiudizi che girano intorno alla figura del dottore commercialista. Proprio il dottore commercialista non ha mai fatto della burocrazia un vessillo da brandire per rivendicare la propria posizione nella società. Anzi, nella nostra quotidianità, malediciamo tutte le norme che vengono propinate agli italiani e di cui noi ne siamo proprio le prime vittime.
Ne siamo le vittime in quanto:
1) dobbiamo comunicare al cliente il nuovo adempimenti di turno;
2) dobbiamo studiare la normativa alla base del nuovo adempimento;
3) quando glielo comunichiamo dobbiamo sorbirci tutti gli smadonnamenti del cliente, come se fossimo noi quelli che hanno creato l’ennesimo adempimento;
4) dobbiamo anche sentirci dire che la nostra parcella va pagata chissà quando in quanto altrimenti non si riescono a pagare le tasse (vorrei vedere se la stessa cosa venisse detta al medico alla fine della visita);
Dire che i dottori commercialisti traggono profitto, lavoro e gloria dalle complicazioni e dalla burocrazia, che il folle di turno di volta in volta si inventa, è assolutamente falso.
Dire che il dottore commercialista in qualche modo alimenta questo apparato burocratico al fine di alimentare dunque la propria professione è altrettanto falso.
Il dottore commercialista non è altro che una vittima dell’apparato statale. In questo la prego di volermi credere quando le dico che oggi avrei fatto volentieri a meno di stare tutto il giorno allo studio per dovermi studiare tutto quanto non sono riuscito a studiare nel corso della settimana a causa della burocrazia che mi perseguita mattina mezzogiorno e sera.
Ciò che il presidente Siciliotti in più occasioni ha cercato di far comprendere è che prima di agire sul risparmio di costi derivante dalla riduzione dei membri del collegio sindacale (alle risposte di questo post è anche stato spiegato il perché non ci sarà un risparmio di costi!!!!) si dovrebbe cercare di risparmiare sui costi derivanti dalle inefficienze della pubblica amministrazione. Quelle si!!! Che creano danni incalcolabili ma che forse è troppo comodo non sopprimere o chissà per quale motivo non vengono ancora percepite dalla collettività tanto gravi quanto l’avere ancora un collegio sindacale di tre membri.
Nel corso delle risposte lei ha dimostrato di non conoscere il problema “collegio sindacale”. In tal modo lei ha per di più ha alimentato una certa disinformazione dicendo di essere d’accordo sul sindaco unico solo perché è “di grana grossa” senza chiedersi dunque quale fosse la realtà.
Premesso che lei e chiunque altro è liberissimo di farlo, cerchiamo di non confondere il collegio sindacale con un inutile orpello senza sapere di cosa si sta veramente parlando.
In questo modo La invito solo ad approfondire la conoscenza del problema.
Da qui la invito inoltre ad osservare il mondo delle professioni a 360° per cercare di capire i veri adempimenti da limare, per cercare di capire chi sono le vere caste professionali in questo paese, per cercare di capire il lavoro che davvero svolge il dottore commercialista.
Cordialmente
Stefano Coleti
Bravo Claudio purtroppo, quando ci si confronta con interlocutori che non conoscono la realtà di cui si parla, si corre il rischio di essere fraintesi. Il collegio sindacale, caro Porro, e’ un organo di controllo deputato appunto al controllo e garante della legalità degli atti societari. La materia e’ particolarmente complessa, ampia, articolata e piena d’insidie, naturalmente in relazione alla tipologia, e alla dimensione della società. La mia modesta esperienza nei Collegi Sindacali e’ caratterizzata dal costruttivo confronto con i consigli di amministrazione e con i colleghi del collegio su problematiche che da solo nonostante i miei vent’anni di professione, difficilmente da solo avrei potuto risolvere. Il punto non e’ tutelare la categoria, ma piuttosto garantire li più possibile la correttezza ed il rispetto della normativa che regolamenta la materia societaria, con riflessi esclusivamente virtuosi per l’economia e la collettività. La polemica mi sembra strumentale e mossa da luoghi comuni. Poi, che la Proprietà ed il governo delle società preferiscano interloquire con un solo soggetto, fra l’altro da loro stessi incaricato e pagato, è comprensibile…ma poco utile per un’ economia sana e realmente produttiva. Dario Zaccone
mi scusi, non scorgevo più il precedente commento anche se in predicato.
ma cosa fa mi censura il commento sol perchè Le avevo chiesto come mai non comprendesse le semplici motivaazioni a sostegno della tesi dei Commercialisti malgrado si fosse laureato in Economia e Commercio ?!? e la conseguente personale ipotesi che per questa Sua tale diciamo scarsa predisposizione avesse dirottato sul giornalismo !?! Guardi che non mi chiamo Travaglio…………..
Come mai uno che si è laureato in Economia e Commercio non comprende queste elementari nozioni ?
Forse per questo motivo ha dirottato sul giornalismo ?
Su cose serie come i capelli non si scherza.
Egregio Dott. Siciliotti,
quando ho letto la frase:
“ma anche noi stessi per l’obiettivo comune di tutti i cittadini di questo paese: un futuro decente per i nostri figli.”
ho ricontrollato l’intestatario del post poichè pensavo fosse l’onorevole Casini. E’ in periodo di elezioni?
Cuoco,
la frase “Con piacere e rinsaldata cordialità, la aspettiamo” ha più la parvenza di una minaccia….
Caro Porro quale migliore occasione dell’invito che le ha rivolto Marco? Venga a trovarci a Palermo e vedrà che i dottori commercialisti, al di là del foggia e dei colori dei capelli, sanno anche confrontarsi con tutti, imprenditori, docenti universitari, magistrati, manager della finanza, rappresentanti dell’amministrazione finanziaria. Può per caso immaginare che non saremo capaci di confrontarci con autorevoli giornalisti? Una categoria alla quale siamo anche molto legati e con la quale collaboriamo da sempre. Ebbene, non si faccia pregare, al minimo la zuppa la confronteremo con un bel piatto di pasta alla Norma. E poi Lei mi sta particolarmente simpatico sia perché è telegenico, sia perché porta un nome importante, di un Santo molto venerato dalle mie parti, che riuscì ad unire i popoli, quindi non proviamo a dividerci. L’aspettiamo, caro Santo forestiero!
Alessandro
non ho amici nel Pd e nemmeno nel Pdl.
mn
Ha i capelli quasi più ridicoli di quelli del cuoco. SCRISSI. Ma la sua categoria e lei caro siciliotti oltre a far di conto un po’ di humor l’ha ? Quasi più ridicoli di quelli del cuoco è una battuta che capisce anche un ragazzino e che comunque considera la mia capigliatura decisamente più ridicola della sua. Che tristezza dover rispondere di una battuta e non della sostanza del post! Ebbene qualcuno di voi, dopo avermi maltrattato, ha cercato di farlo. Ma resta una questione di base: in questa zuppa ho sempre, dico sempre, preso posizione a favore dei liberi professionisti. Conosco le loro difficoltà. E ho sempre denunciato le norme assurde di questo stato leviatano. Ma che categoria è quella che non accetta una critica? Reagite ad un post di un amico che non ha alcun pregiudizio nei vostri confronti, come testimoniano tre anni di blog, con la stizza che converrebbe riservare ad uno stato che vi sta facendo diventare dei passacarte. Ma si rende conto che qualcuno sottilmente pensa che io possa fare il gioco della Confindustria. UEEEEEEEE commercialisti piano con gli insulti.
Sig.Porro buongiorno, nessuno lo ha notato, ma vedo una pettinatura che con qualche colpo di barbiere in meno potrebbe diventare quasi simile a quella di Siciliotti… a parte gli scherzi e le battute, quando si parla di calorie sono sempre tra i primi e quindi se di zuppa stiamo parlando parliamone, ma facciamolo con un chiarimento e cioè quello che si può fare a meno dei commercialisti, mentre non si può fare a meno di altre categorie. A queste affermazioni segue la arcana domanda: ma perché quando si parla di liberalizzazioni si parla sempre di commercialisti ??? Non è che per caso qualcuno è interessato a farli sparire per acquisire anche il loro mercato, solo e soltanto perché, nonostante tutto quello che è stato fatto per toglierli di mezzo, garantiscono un lavoro migliore di altri che fanno lo stesso lavoro sotto forme diverse e senza essere iscritti alla mitica corporazione dell’Ordine Professionale ??? Il mistero mi creda, per noi, è come sia possibile che l’Ordine dei commercialisti susciti un così enorme astio, nonostante non abbia il potere di fare nulla se non nei confronti dei propri iscritti (e poi anche su questo possiamo discutere giorni…). Non ha alcun potere oggi, ne ha mai avuto alcun potere per imporre tariffe, non ha alcun potere per dire ad una azienda che per fare la contabilità, la dichiarazione dei redditi, una fusione, una trasformazione una cessione non può andare dal sig.Tizio ma deve andare dal commercialista sig.Caio, non è in alcun osservatorio locale, in cui sono sempre presenti sindacati, associazioni ed ogni altro ente possibile ed immaginabile, se non per caso dove qualcuno lungimirante ha pensato che potrebbe essere interessante sentire anche i commercialisti… Con molti amici non commercialisti ho sempre sostenuto che noi subiamo la liberalizzazione al contrario, liberalizzano noi ma poi, solo per una norma di poche settimane fa ci è consentito fare parte dei Confidi, dove prima potevano stare solo le associazioni di categoria, non ci è consentito girare con dei volantini e promettere di tutto oltre altre cose, su cui è meglio evitare di allargare la discussione, come invece è facoltà di tutti coloro che non sono iscritti all’Ordine, possiamo fare i 730 solo associandoci ad un CAF, dei quali ce ne è solo uno effettivamente della nostra categoria mentre ce ne sono miriadi con fatturati incredibili derivanti dal compenso ministeriale (seppur ad agosto ridotto) che le sarebbe interessante valutare… Insomma mi creda forse dovremmo essere noi a lamentarci della mancanza di concorrenza nel mercato…. Però ormai sono assolutamente convinto che l’unica speranza per noi è che qualcuno, come anche lei, venga a parlare con noi, venga a vedere cosa facciamo e poi decida se aveva ragione o se magari su almeno qualchecosa può cambiare idea. Mi creda non basiamoci sugli stereotipi di tanti anni fa… e venga a parlare con qualche “giovane” commercialista quarantenne (io sono un po’ più vecchio) su quanto si sente privilegiato… e poi mi dirà. Cordiali saluti Andrea Foschi
caro porro, riconoscendoti capace di affrontare un ragionamento costruttivo sui temi economici almeno quanto sei capace di tratteggiare con ironia il profilo dei tuoi involontari bersagli, ti invito a fare un gioco stile settimana enigmistica: rispondi (senza barare, ovvio) a queste domande di seguito, poi metti in serie le tue risposte e ti accorgerai di avere esattamente la stessa posizione dell’amico claudio siciliotti! (poi te ne darò spiegazione..)
1. è vero o no che tutti i casi eclatanti di crack finanziari dipendono (anche) da carenza dei controlli?
2. è vero o no che in tempo di crisi, per non apparire “cattivi prenditori di debito”, è più facile che qualcuno sia tentato di manipolare i bilanci?
3. è vero o no che un sistema sano dovrebbee premiare le aziende “trasparenti” nei loro numeri e penalizzare i comportamenti conomicamente scorretti e quelli manipolativi dei bilanci?
4. è vero o no che riducendosi ad organo monocratico il collegio (sic) sindacale rischia maggiori condizionamenti da parte di un ipotetico organo amministrativo scorretto?
5. è vero o no che il tasso di fallimenti (quindi i danni provocati a tutto il sistema) sono di gran lunga sotto la media ove vi è il collegio sindacale?
6. è vero o no che un controllo “preventivo” (quello sindacale, appunto) è meglio di un controllo unicamemente a “cose fatte” (quello di revisione), poichè quest’ultimo non può impedire che “avvengano” le scelte troppo rischiose o, peggio, scorrette?
7. è vero o no che in tempo di crisi, aumentando il rischio che vi siano società non trasparenti nei numeri o che facciano scelte “scorrette”, aumenta il potenziale danno sistemico a carico di tutte le altre (fornitori non pagati, etc. etc) e che quindi proprio in tempo di crisi si dovrebbero incrementare i presidi dei controlli di legalità ed economicità?
sette domande, oggettivamente sette si; ecco da dove nasce la posizione dei commercialisti italiani.
poi, vogliamo semplificare? bene, facciamolo.. ma non cedendo a confindustria, però..
una (piccola) proposta: va bene il sindaco unico di base, ma al crescere oltre una data soglia dell’indebitamento (verso banche e fornitori), indicatore evidente di rischiosità di sistema, scatti l’obbligo dell’organo collegiale.. non a difesa degli incarichi, ma a difesa del sistema economico! chi rischia soldi propri faccia a meno dei controlli, se ritiene, ma chi carica il rischio sui terzi.. non è il soggetto più indicato per.. scegliere se farsi controllare o meno!.
ps. il giochino delle domande, se è piaciuto, deriva dalla mia esperienza di formatore e relatore a numerosi convegni.. groucho marx (il comico) disse: “la cosa più difficile da insegnare è quella che gli allievi pensano di sapere già”.. parafrasando.. la cosa più difficile da spiegare è quella che l’interlocutore pensa di aver capito già.. è, forse, solo questione di angolo di osservazione..
Nanni,
oggi la pressione fiscale è alle stelle perchè l’intera classe politica (destra, sinistra, centro, sopra, sotto, ecc..) si sono magnati tutto. Ed anche perchè, questo riconducibile soprattutto alla sinistra, hanno promesso il miraggio del ‘posto fisso a tutti’, miraggio non economicamente sostenibile, ipocrita e finto buonista. Oggi abbiamo un’apparato statale riempito di gente che non serve a nulla (per clientelismo politico) e che PAGHIAMO CON LE NOSTRE TASSE.
Beh, forse non sarebbe ora, caro Porro, di provare ad occuparci di quello che uno ha dentro la testa piuttosto che sopra la testa? Venga quindi a Palermo (ci sarò anch’io) e sarà gradito ospite di noi tutti (vero Marco?) o venga comunque a trovarci in uno dei tanti nostri convegni e congressi in giro per l’Italia. Si accorgerà che mettiamo in discussione non solo il sistema ma anche noi stessi per l’obiettivo comune di tutti i cittadini di questo paese: un futuro decente per i nostri figli.
Con piacere e rinsaldata cordialità, la aspettiamo
Nanni,
pensa ai tuoi amici del PD, che se non fosse per la collusione con la magistratura, in un paese normale e libero sarebbero tutti in galera!!!
@marco. Caro commensale grazie per l’imvito. Vi seguirò. E non metto in dubbio la vostra professionalità. Se segue questa zuppa ha visto quante volte ho fatto battaglie durissime contro le storture della nostra amministrazione finanziaria, sin dai tempi del non compianto julius.
@lilli accanimento personale? Ma lei è in grado di leggere. Provi a farlo con un pizzico di malafede in meno e si accorgerá che più che dei boccoli di siciliotti mi sono occupato dei miei. Il circo, se mi permette, è frequentato da gente come lei che non conosce l’ironia, ma solo la danza delle bestie
Caro Porro, essendo un suo estimatore mi permetto di inserirmi nella zuppa che mi pare succulenta.
Credo che giornalisticamente la “notizia” di oggi sia l’insolita reazione di noi dottori commercialisti…
E non tanto sulla questione tecnica del collegio sindacale (su cui colleghi più bravi e preparati di me hanno commentato) quanto sul nostro stesso ruolo. Come non leggere infatti, tra le righe, la frustazione ma anche l’orgoglio, di una categoria che è diventata un alibi per tutti. Per i clienti, che ci percepiscono/confondono con lo stato-impositore di tasse ed adempimenti, per l’amministrazione che ha scaricato gratuitamente su di noi l’onere che le ha consentito di diventare tra le più efficienti del mondo.
Non abbiamo mai avuto esclusive e sul mercato ci siamo sempre stati con i soli nostri meriti. Non abbiamo mai agitato forconi nè scioperato, quindi la reazione (devo dire mai offensiva, ma percepibilmente sincera ) fa notizia e credo, possa quantomeno incuriosirla.
Per questo mi sono permesso di inviarle una mail di invito al prossimo meeting, che AIDC- Associazione Italiana Dottori Commercialisti che mi onoro di rappresentare, ha organizzato per il 16-17 marzo a Palermo.
Se lo accoglierà, oltre a conoscere di persona tanti amici che hanno postato constaterà come, pur in presenza di tutti i problemi che sono emersi in questo blog, i dottori commercialisti siano capaci di andare oltre il proprio interesse invitando a discutere del futuro le parti più rappresentative della società. Nel caso non potesse ci segua da lontano, magari con un po’ più di benevolenza e vedrà che non rimarrà deluso! Cordiali saluti
Marco Rigamonti
MI DOMANDO IL PERCHE’ DI TANTO ACCANIMENTO PERSONALE (OGNUNO PORTA I CAPELLI CHE VUOLE!)ED ANCHE IL PERCHE’ DI TANTA STORTURA DA PARTE DI CHI SCRIVE DI ECONOMIA E FINANZA!
LA REALTA’ E’ CHE IN QUESTO PAESE SI ESCE TROPPO FACILMENTE DALLE RIGHE E SPESSO A VANVERA. NON ENTRO IN CONSIDERAZIONI TECNICHE CHE MOLTI COLLEGHI VEDO HANNO FATTO PRIMA DI ME E CON OPPORTUNA DOVIZIA DI PARTICOLARI. SOLO UNA CONSIDERAZIONE:INGIUSTIFICATI ACCANIMENTI SUI SISTEMI ORDINISTICI, CHE NEL CASO DEI COMMERCIALISTI NON HANNO RENDITE ALCUNE,RISCHIANO SOLO DI CREARE CONFUSIONE E DI SPOSTARE IL VERO PROBLEMA DELL’ITALIA:RIDURRE LA SPESA PUBBLICA E RENDERE APPETIBILE L’INVESTIMENTO DELLE AZIENDE ANZICHE’ LA LORO DELOCALIZZAZIONE. E LASCIAMO STARE GLI INSULTI, NON SIAMO IN TV, NE’ AL CIRCO!
Mi occupo di consulenza amministrativa e tributaria e non di collegi sindacali. Non appartengo ad alcuna corporazione, essendo iscritto all’Istituto Nazionale Tributaristi che è una libera, appunto, associazione di consulenti tributari.
Se immaginassimo di vivere in un paese di fiaba, il collegio sindacale sarebbe, come lei afferma, un inutile orpello. Purtroppo non è così, la carne è debole, si sa, anche quella di chi guida le imprese. Giusto dunque che la fede pubblica venga garantita. La domanda è: un organo come il collegio sindacale (uno o trino che sia) è elemento idoneo a garantire la fede pubblica e la correttezza dei conti?
No, dico io, per l’ovvia ragione che è nominato dalla stessa maggioranza che nomina gli amministratori, ne determina il compenso, ne definisce gli indirizzi, eccetera. Propongo un sistema più efficiente e sicuro: che la nomina avvenga con estrazioni settimanali aggiuntive dei numeri del lotto, oppure col gratta e vinci (absit iniuria verbis). Oppure, finalmente, si trovi il modo, almeno per le società ad azionariato diffuso, di individuare un sistema di votazioni che permetta alle minoranze assembleari(non a caso chiamate Parco buoi) di eleggere loro l’organo di controllo. Lo stesso sistema, dico infine, che peroro da anni per definire i compensi degli amministratori e, già che ci siamo, dei sindaci. Tutti i sindaci onesti verrebbero in un sol colpo liberati dai sospetti della Sindrome Parmalat e riproposti nei loro incarichi, al giusto compenso, dal Parco buoi finalmente deliberante, essendo i buoi meno stupidi di quel che si pensi.
Roberto Vaggi
Mi scuso per i refusi occorsi nel precedente messaggio
A mio parere, Porro, ciò che stona per un liberale è la partecipazione all’attitudine nazionale di additare classi di lavoratori come “caste” di privilegiati profittatori e conservatori, e di mettere lavoratori contro lavoratori. Se queste non erano le sue intenzioni, come più volte qui ha affermato,la sintesi del suo messaggio dà però questa sensazione. Anche perché l’argomento mi pare trattato senza conoscenza della materia ed in più è condito di qualche sarcasmo sulla persona e sui suoi boccoli (che mi sembrano motivazioni “tecniche” non molto eplicative, sicuramente non liberali). Uno degli aspetti della nostra condizione di sudditi non cittadini e di minorità civile, è spesso quello di ritenere il nostro personale lavoro come l’unico veramente utile e quello altrui come pretestuoso (anche sottovalutandone la funzione per non averne conoscenza). Per la dialettica fra tifosi che ne deriva, le obiezioni che le si oppongano nel merito giuridico e aziendale, cioè quelle pertinenti e sostanziali, hanno poca speranza di essere recepite per un’estraneità culturale che mi sembra completa.
In queste circostanze mi tornano sempre in mente le parole di un grande filosofo, quello veramente liberale: “…Il pensiero volgare non è altro che dare pienezza di realtà ai generi, alle specie, alle classi, e ragionarne quasi fossero cose esistenti: è, come si dice, ragionare su parole o per clichés e pregiudizii, ripetendo il detto altrui. Il pensiero non volgare è , invece, pensare col proprio cervello e guardare coi e cose, il proprio di esse, aver vivo il senso dell’individualità”.
Tutti a partita IVA…. e pedalare!!! Se penso ai miliardi di parassiti che saltano fuori ogni giorno, c’e'… da farsi pagare i danni!! Invece li benedicono e tolgono i soldini da un altra parte, preferibilmente ai giovani, che non hanno voce in capitolo, neanche tramite i loro genitori che se ne fottono altamente. Grande Italy, vieni a vedere Obama!! Altroche’ il salottino col il torpore di Monti…
E mai possibile che siano i giornalisti del centrodestra, i “servi” a snocciolare più degli altri le manovre finanziare E FISCALI del governo pasticcio? l’ha detto molto bene il “capo dei servi” Vespa l’altra sera a Porta a Porta che lo spread è un giochetto di banche e banchieri che riguarda poco, se non per bastonarlo, il Popolino. Poi anche che le banche svizzere non hanno più casseforti libere per accogliere i risparmi degli italiani che fanno la fila per depositare i soldi che in Italiana rischiano di essere depredati da un fisco intollerabile. ieri sera all’Ultima Parola un altro “servo” si è capito meglio che se siete evasori di miliardi vi sarà concesso il concordato, quindi se dovete al fisco quaranta miliardi ne pagherete al massimo diciotto o venti; mentre se avete qualche decina di migliaia di pendenze con l’agenzia delle entrate, equitalia si tufferà a corpo morto e vi ammazzerà, anche fisicamente. stamane la notizia che nel decreto mille proroghe non è passato l’emendamento “alleggerisci Italia” dalle tasse, ma quello che prevede l’assunzione per chiamata diretta di mille nuovi ispettori per il fisco. VOGLIONO SUCCHIARE SANGUE DA UN CORPO ANEMICO. Berlusconi è ancora in gradi di ascoltare la voce accorata del suo popolo? possibile che dal Pdl non si levi una voce potente in grado di richiamare il vertice ad un cambio di rotta? non si chiede più di mandare a casa il governo-pasticcio Monti, ma si chiede di fargli invertire rotta. il Pdl si sta troppo, rovinosamente avvicinando sulla scogliera.
mn
Ho fatto per conto mio delle inchieste presso notai e catasto . Ecco il risultato. Le complicazioni burocratiche incentivano le truffe . Ma se si riducesse la burocrazia le truffe triplicherebbero. E le liberalizzazioni nel nostro paese sono la causa dell’aumento dei prezzi. Molti avvocati,prezzi alti,molti architetti,prezzi alti,molti medici prezzi alle stelle. Ecco come funziona. C’è bravissimo clinico: naturalmente per una visita chiede un milione. Tutti gli altri basano la loro tariffa sul milione con una certa gradualità,ma non scendono sotto la quinta parte. E tutti si vogliono arricchire e chi ha pochi clienti ricupera con la tariffa. L’evasione,invece,è connaturata. Tanto è vero che se non ci fossero controlli,lo stato non beccherebbe neppure una lira ( anche se fuori corso).
Per il Sig. Luigi Mantovani.
Sig. Mantovani, non penso che se le aziende passassero da società di capitali a società di persone si risolverebbero molti problemi. Se valuto questo aspetto da un punto di vista bancario, Lei sa benissimo che nell’80/90% dei casi i soci di società di capitali prestano fidejussione personale a fronte di affidamenti bancari (sono poche le aziende con importanti livelli patrimoniali, e di conseguenza solo quest’ultime possono permettersi un certo potere contrattuale con gli istituti di credito). Ed anche nei casi in cui gli affidamenti siano coperti da firme personali, i soci hanno la consapevolezza che l’azienda va in malora non il giorno prima di portare i libri in tribunale, ma ben prima. Mi capita spesso di vedere soci di imprese che vendono immobili ben prima di chiudere la saracinesca (la firma di fidejussione è un ‘impegno morale’, non ha la valenza di un’ipoteca!!!). Poi c’è l’aspetto dei fornitori e delle tasse che è di più difficile valutazione. Una banca ha una mole di informazioni maggiore nella valutazione di un’azienda cliente. Un imprenditore ha più difficoltà nel capire la solvibilità dell’azienda cliente alla quale vende (nel caso di b2b). A mio avviso una delle qualità che deve avere un imprenditore, oltre a quelle di saper ideare un prodotto o servizio, produrre e/o commercializzare, è anche quella di ‘sapere a chi vendere’. E’ statisticamente noto che aziende che accresono in maniera importante il proprio fatturato, in media, vedono accrescere il peso delle insolvenze. Ciò significa che crescere non è sempre la strategia migliore, si rischia solo di ‘girare della carta’. Questo meccanismo è aggravato dalla pessima consuetudine nell’economia italiana di pagamenti ‘a babbo morto’, non solo da parte della pubblica amministrazione (aziende italiane, e non solo, dalla Germania non portano a casa neanche un chiodo se non pagano a vista!!). Mi perdoni se ho un po divagato.
In sede di riunione di consiglio di amministrazione, e’ nell’ordine delle cose (non ultimo il galateo professionale) che tutti o quasi gli interventi siano fatti dal presidente del collegio sindacale, ma dietro c’e spesso un lavoro che viene suddiviso tra i sindaci per aree di competenza o anche solo per praticità di organizzazione di una mole di lavoro che, al crescere della dimensione aziendale, diventa sempre più notevole.
Dico “spesso” e non “sempre” perché, e’ ovvio, ci sono i sindaci che vanno solo a scaldare la sedia, così come i lavoratori pubblici lavativi o i manager incompetenti, eccetera.
Tra l’altro, poiché sono le società a nominate i sindaci, mi permetto di dire che, qualora si incappasse in sindaci che non svolgono con la giusta efficienza e meticolosità il proprio ufficio di controllori tecnici, bisognerebbe anche chiedersi perché quelle società li nominano e li rinominano.
Sono abbastanza certo che si tratta delle stesse società in prima fila tra quelle che sperano di vedersi togliete definitivamente di torno questo fastidioso organo di controllo.
Quanto alla proliferazione inusitata dei controlli e degli organismi di controllo, nulla da eccepire, anzi.
Anche questo pero’ impone una riflessione sul collegio sindacale, perché lo scorso dicembre e’ stato previsto che le funzioni dell’ODV possano essere svolte dal collegio sindacale, senza bisogno di nominare un altro organo.
Benissimo, diciamo noi.
E’ pero’ possibile che, mentre addirittura si cumulano le funzioni sui sindaci, si proceda parallelamente a ridurli da tre a uno?
E sempre nell’invarianza della responsabilità patrimoniale illimitata per i doveri di ufficio, per giunta.
Francamente i conti non tornano proprio.
La norma di cui al d.ll. n. 5 presenta due profili di “assurdità” giuridica (ecco forse perchè nessuno si azzarda a rivendicarne la paternità) la prima
1) Nelle srl (ad esempio con amministratori soci) è lo stesso controllato a scegliere a che tipo di controllo (di legalità o solo contabile sottoporsi) . é come se un malavitoso (che ovviamente non ha nulla ache vedere con un imprenditore) potesse scegliere il tipo di poliziotto a cui delegare il suo inseguimento;
2) La norma parrebbe aprire la strada a soli controlli contabili (successivi e non preventivi) anche ad srl di dimensioni ampissime 100 milioni di fatturato, 200 dipendenti, 20 milioni di attivo di bilancio, delegandoli ad unico soggetto. Come dire non voliamo più essere controllati.
Questo è l’assurdo di queste disposizione, non c’entrano nulla gli aspetti corporativi esimio dottor porro.
Cordialità
Luciano
@Enrico Finalmente anche io ho capito la vostra posizione. Che mi sembra ragionevole nell’obbiettare ciò che lei molto chiaramente scrive. Anche io, commercialista mancato, capisco che una srl e spa di pari fatturato avrebbero obblighi diversi. Mi faccia solo fare un’altra piccola obiezione personale. Nella mia esperienza, ridotta, di consigliere di società per azioni, ho avuto l’impressione, ovviamente non statisticamente probante, che il lavoro del collegio sindacale non fosse così suddiviso tra i tre componenti. Anzi mi faccia dire, mi sembrava che a tirare la carretta, come si dice, fosse sempre il pres. Off topic. Vogliamo parlare degli Odv e delle incredibili procedure a cui sono sottoposte le aziende che debbono averle.? Il tutto poi condito ai revisori. Insomma Gentile Enrico a quello sfortunato che si mette in mente di fare impresa gli stiamo complicando un po’ troppo la vita. 99 per cento per colpa dello Stato e delle sue norme, certo.
Provo a spiegare (nel senso, sia chiaro, che non so se ci riesco io, non che non so se capisci tu!!).
Nella Spa la modifica e’: d’ora in poi collegio sindacale solo in quelle con più di 8,8 milioni di euro di fatturato (e altri parametri dimensionali che ti risparmio), mentre in quelle più piccole sindaco unico.
Qui c’è un criterio sensato: quello della dimensione aziendale della società assoggettata ai controlli.
La norma non mi piace (perché parla di risparmi nell’invarianza del tipo di controlli da fare anche nelle Spa piccole, cosa che presuppone di pagare uno sempre per uno anche se gli chiedi di fare quello che prima facevano in tre), ma segue un criterio sensato.
Nelle srl la modifica e’: d’ora in poi basta collegio sindacale per tutte e, quindi, quale che sia la dimensione aziendale.
Ci sono srl (non poche) che hanno anche 50 o 100 milioni di fatturato, 30 o 40 milioni di attivi patrimoniali e 300 o 400 dipendenti.
Come si fa a pretendere che in questi casi uno solo (con responsabilità personali e penali che sono illimitate) controlli tutto, dalla contabilità, ai processi gestionali, all’adeguatezza dell’organizzazione amministrativa, eccetera?
E che senso ha che, se quella stessa azienda fosse in forma giuridica di Spa, allora giustamente sarebbe tuttora previsto come obbligatorio il collegio sindacale?
Quello che conta, nella gradazione dei controlli, e’ la complessità della realtà aziendale da controllare per tutelare i creditori sociali, non la mera forma giuridica tra quelle, spa o srl, che comunque attribuiscono tutte ai soci il beneficio della limitazione della responsabilità patrimoniale per le obbligazioni che la loro società assume verso terzi.
Sono stato più prolisso di quanto avrei voluto, ma assai più sintetico di quanto la materia richiederebbe.
Chissà che questo incontro Porro – commercialisti, nato così malamente (possiamo dire per colpa di entrambe le parti?), diventi una bella occasione per far comprendere a un opinionista autorevole le nostre posizioni.
Podizioni che, e’ indubbio, sono anche interessate, ma sono ben lungi dall’essere prive di valide ragioni non di parte.
Cordialità
Enrico Zanetti
Caro Porro,
la segnalazione del post non mi arriva dall’ufficio stampa, ma semplicemente da uno dei miei figli che, più di me, seguono la rete.
Forse aver evocato insulti è probabilmente eccessivo, per cui non faccio difficoltà a farne ammenda.
Certamente poteva bastare definirla semplicemente una gratuita ironia.
Quello che invece è importante sottolineare è la rilevanza del tema e la superficialità della sua soluzione.
Non si tratta di proteggere una rendita di posizione (se così fosse, si sarebbe abolito l’intero collegio sindacale), ma semplicemente di rendere l’organo di controllo più efficiente e, possibilmente, meno costoso.
Si può dire che questo obiettivo possa dirsi conseguito con la riduzione dei suoi membri?
Per tutti i motivi già espressi, credo proprio di no.
Smettiamola allora di evocare caste inesistenti o presunte liberalizzazioni che non si vorrebbero fare, discutiamo l’appropriatezza della soluzione.
E giudichiamola per la capacità di conseguire l’obiettivo che si è (o si sarebbe) prefissa.
La verità è che l’organo sarà senz’altro meno efficiente e costerà più o meno lo stesso (i compiti dell’organo sono infatti rimasti invariati).
Tutto questo sacrificando la collegialità (meglio decidere in tre che da soli), l’indipendenza (più facile condizionare un membro che tre), i diritti delle minoranze (quando mai sceglieranno il sindaco unico?), le aspirazioni dei più giovani (sicuramente i primi a pagarne le conseguenze).
Criticare tutto questo non mi pare, obiettivamente, la difesa di una rendita di posizione.
Ed è per questo, caro Porro, che in questa “zuppa”, anche a molti di noi, come tanti hanno scritto, cominciano a “girare le valvole” ….
Ci pensi su …
Molto cordialmente,
Claudio Siciliotti
http://www.srlfacile.org/
@Enrico benissimo e nel mio piccolo la zuppa darà conto delle ragione dei commercialisti. Veda Enrico è questo il punto. Spiegatemi, spiegateci per quale motivo la norma sulle srl è inopportuna. Mi creda dagli interventi che sono giunti fino ad ora non mi è chiara.
@Luca se c’è uno che non può parlare di capellli sono io….
Caro Porro, la mia replica era senza dubbio stizzita e pure molto, per cui, come vede, ecco una prima cosa su cui ci troviamo d’accordo.
E’ un buon segno.
Penso potremo essere d’accordo anche sul fatto che il suo post ha trattato una materia complessa con una superficialità non adeguata ai giudizi trancianti che lo caratterizzano.
Fatto questo, ecco che potremo discutere serenamente.
Le modifiche sulle Spa possono non piacere (e non mi piacciono), ma seguono un criterio.
Quelle sulle srl sono proprio scriteriate ed e’ giusto sottolinearne la totale inopportunità, per lo meno nei termini in cui sono state introdotte dal DL semplificazioni.
Non mi pare un atteggiamento di totale chiusura, ci dia una mano anche lei, allora, a non farci sentire aggrediti.
La stizza mia e di molti colleghi e’ abbastanza comprensibile: in questi mesi, man mano che si avvicinavano i tempi di approvazione, abbiamo assistito a scioperi nelle piazze e sceneggiate nei tribunali per provvedimenti assai meno invasivi della sfera professionale di altre categorie.
Ha sentito di gesti clamorosi di protesta e chiusura da parte dei commercialisti?
Si potesse almeno evitare la beffa di essere assimilati a caste al danno che deriva dal tenere questo comportamento nell’Italia in cui tutti fanno a gara a chi protesta di più, sarebbe il miglior toccasana per evitare stizze e controstizze
Ahahaha, porro ma statti bravo!
E’ la “cagnara da processo del lunedì” con una qualche vena tragicomica la soluzione per affrontare uno dei tanti argomenti di cronaca socio/economica del momento?
Credo che uno Stato di diritto ne possa fare a meno.
Il diritto, anche, del rispetto. Fa solo colore parlare di biondo o cuoco, non è un’offesa. E’ un colore che sbiadisce in fretta senza attechire.
E’ un’offesa mentire consapevolmente adducendo insulti mai neanche sfiorati. E questa è offensiva cagnara.
Dimostriamo di saperne fare a meno.
Facciamo parlare gli argomenti.
Apriti cielo.
Urge una precisazione. La riduzione da uno a tre componenti del collegio sindacale è stata disposta nella famosa legge di stabilità, con un emendamento infilato in commissione finanze a tarda sera, all’ultimo tuffo. Quella legge non ha avuto discussione alcuna, come ricorderà, e il giorno dopo è stata approvata. Non c’entrava nulla in quella manovra il collegio sindacale, ma una manina l’ha infilata e da quel giorno nessun politico, ministro, sottosegretario, dirigente o funzionario ministeriale ha mai ammesso di esserne stato l’autore. Le motivazioni, a lungo assenti, compreso nell’emendamento stesso, le ha date Confindustria successivamente: il risparmio di costi!
Interroghiamoci pure sulle caste, ma non prendiamo in giro la gente e diciamo che certe norme sono scritte FUORI dalla politica per interessi molto diversi: nessun controllo esterno è meglio per chiunque, anche per le brave persone le quali però non se ne lamenterebbero mai.
@Aurelia non penserà mica che qua si voglia attaccare i liberi professionisti? Suvvia, si vada a fare un giro per questa zuppa e vedrà che la sua è una preoccupazione infondata. Si può però parlare del collegio monocratico senza credere ad un complotto? Veda i tassisti hanno la sua stessa preoccupazione sulla liberalizzazione delle licenze. Dico solo che ognuno di noi deve fare un passettino indietro o comunque ragionare su come rendere almeno un pochino meno burocratico il nostro sistema produttivo. Chi conosce questa zuppa sa bene che il primo imputato è lo Stato, ma anche noi abbiamo i nostri altarini da difendere.
credo che il problema in Italia sia ormai accanirsi contro quello che fa scena e dimenticarsi la sostanza. ora il cavallo di battaglia di giornalisti, politici e imprenditori è criticare i liberi professionisti (evidenzio la parola liberi). se siamo una corporazione che di fatto rallenta l’economia benissimo azzeriamoci. ma non per far entrare dalla finestra le società di servizi che si mettono a svolgere il ruolo dei professionisti ma non più da liberi ma da asserviti agli imprenditori che magari hanno anche una compartecipazione al loro interno! se andiamo ad analizzare il controllo in Italia vedremo che sono fallite di più le società controllate da società di revisione che non quelle controllate da professionisti. allora faccio una proposta, eliminiamo le società di revisione, creiamo dei collegi di controllo fatti da tecnici professionisti. l’unico tecnico professionista per il controllo delle società e i bilanci è il dottore commercialista (mi dispiace non sono giornalista e quindi non scrivo sui giornali, sono professionista e quindi credo che ad ognuno il suo)se non vogliamo il dottore commercialista chi mettiamo l’avvocato? l’ingegnere? perchè ci lamentiamo del lavoro del commercialista e non delle spese per il computo metrico obbligatorio in edilizia? se crolla una casa muoiono delle persone, se fallisce un impresa vanno sul lastrico delle persone. i professionisti seri rispondono dei loro errori. e allora non facciamo di tutta l’erba un fascio. si sta attuando un opera di sistematica distruzione di piccoli artigiani piccoli commercianti liberi professionisti, ma se l’alternativa è la grande società che meglio controlla la politica chiediamoci se non stiamo facendo tutti il gioco di qualcuno
Caro Porro, mettere le dita nei vespai è molto pericoloso,specialmente se ci sono interessi di casta.Il coraggio di dire certe cose è encomiabile,ha tutta la mia modesta stima.
da Il Foglio, con il compiacimento di essermi trovato in perfetta linea con un articolo di Nicola Porro sul Giornale.
mn
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Monti e l’ingiustizia nelle carceri
Sbaglia la Santanchè a dire che sul governo Monti ha cambiato idea; io credo che questo governo spinge molti al cambio di umore. Il cambio d’idea è molto più impegnativo. Tassare alla cieca spinge al cattivo umore, mentre riformare la giustizia con la responsabilità civile dei magistrati, porta al buon umore. Così il decreto “svuota carceri” spinge all’umore più nero. Perchè nella sua “giustezza” resta operativamente incomprensibile. Come può, com’è possibile pensare di “liberare” i condannati in via definitiva e lasciare dietro le sbarre chi ancora teoricamente è innocente? Perchè (ma ci voleva uno scienziato per capirlo?), non si è iniziato con l’applicazione della decenza della costituzione e rimandare anche in libertà limitata, ma fuori dal carcere chi è ancora in attesa di processo, quindi di giudizio definitivo specie se detenuto per reati non molto gravi? Perchè un colossale pasticcio che ai più rimane incomprensibile?
Mario Nanni
@Giampiero, caro giampiero ho una lunga sfilza di contenziosi reali e formali con Befera da far impallidire Al Capone. Se ha vogli qualcosa c’è nella zuppa: il bancomat, dolce&gabbana, e lettera a Befera.
@Piccolapatria
giusto quel che dicevo: noi vorremmo semplificare, lo stato complica, ci lamentiamo, e la gente pensa che ne siamo contenti.
Sappia comunque che nel mondo anglosassone, che conosco avendo sedi anche li, le complicazioni non mancano. Provi ad aprire un’azienda in New Jersey, scoprirà di dover pagare l’imposta comunale, quella statale, quella federale, e, soprattutto, che il commercialista americano è molto, molto più caro.
Provi a rivolgersi ad un commercialista UK, vedrà che “legnata”!
O a uno tedesco…
Il fatto è che il nostro è un mestieraccio, dove anche il piccolo errore, dopo anni, salta inesorabilmente fuori… anche la “virgola”. Ed oggi sbagliare in tutta questa complicazione è IMPOSSIBILE…
Nicola, hai ragione da vendere con la Tua analisi.
A Nicola Porro
le sembrerà incredibile, ma è proprio quel che ho fatto, per iscritto.
Ed ora mi scuso, ma abbandono la corrispondenza: devo occuparmi di due accertamenti “vergognosi”, totalmente infondati, a danno di due clienti seri, e per di più stranieri, che si stanno facendo una strana (ma giusta) idea del nostro fisco…
tanto per capire di come si svolge il nostro lavoro: l’Agenzia delle Entrate, che dovrebbe rappresentare una sorta di “primo giudice imparziale” dei contribuenti, effettua ogni anno centinaia di migliaia di accertamenti infondati, che costano alla collettività onesta.
guardi le statistiche del contenzioso tributario
http://www.giustizia-tributaria.it/statistiche/controversie
Vedrà che, togliendo i ricorsi innammissibili (dove non si sa chi ha ragione e chi ha torto), l’Agenzia perde totalmente nel 46% dei casi, e parzialmente nel 15% dei casi. Ciò significa che commette errori più o meno gravi (cioè fa accuse infondate) nel 60% degli atti che emette.
E non paga nulla quando sbaglia.
Le auguro di non averci mai a che fare…
Giampiero Guarnerio
è ora di smetterla di prenderci per i fondelli. Nicola hai ragione da vendere.
*Annalisa De Vivo – Salerno
professione: dottore commercialista
*Dottor Porro,è sulla buona strada…
(se trova ghiaccio,faccia un fischio che l’aiuterò a spargere il sale)
@Siciliotti non mi sembra che il mio post contenesse insulti. Cuoco? lo chieda al suo ufficio stampa che le ha segnalato il post e che evidentemente per la prima volta si è imbattuto in questa zuppa. E se ha tempo si legga il post precendente in cui spiego che mi sono rotto le valvole (sì sì le valvole). Lì c’è una caterva di periti industraili, tecnici energetici, progettisti, archiettti e iscritti ad albi vari che riconoscono, a differenza dei suoi colleghi, come il bene sociale di cui lei parla abbiamo reso l’Italia il paese più illiberale e burocrtaico del mondo. Caro Siciliotti questi nostri ordini professionali, compreso il mio, sono colpevole di una conservazione micidiale della nostra società. E le reazioni a questo mio innocuo post da parte dei suoi colleghi commercialisti, di cui solo una parte ho pubblicato, è tale da farmi ricredere su una catagoria che ritenevo se non altro educata. Datevi una calmata.
Riguardo al Giornale l’abbiamo spesso chiamata, come Lei ben sa.
Sull’inutilità del commercialista.
Sono anni che noi commercialisti ci lamentiamo per la selva crescente di adempimenti che vengono addossati alle aziende – e a quanto pare inutilmente visto che le stime di evasione son sempre quelle – che chiedono a noi di svolgere, per i quali dovremmo lavorare gratis.
chiediamo noi per primi di semplificare, e per assurdo ci sentiamo dire che noi guadagnamo proprio su queste inutili complicazioni.
E ci sentiamo le giuste lamentele dei clienti tutti i sacrosanti giorni dell’anno. mai uno che ci saluta dicendo: bravo! ha fatto un buon lavoro!
siamo tra l’incudine ed il martello.
Se lo avessi saputo, mai e poi mai avrei scelto questa professione…
prendo il caso di Gambardella: secondo lei siamo stati noi a “pretendere” leggi che chiedono di registrare le fatture in 4 criteri diversi per i vari elenchi? Certo che è lavoro inutile, e finto. chieda allo stato di semplificare e noi saremo dalla sua parte.
l’ultima cosa che vogliamo essere è una TASSA per i clienti. vogliamo clienti contenti, non incazzati…
Giampiero Guarnerio
@Giampiero. Urca abbiamo finalmente trovato un commercialista con cui ragionare e che fornisce soluzioni. La sua ad esempio mi sembra assolutamente condivisibile. La dica al suo presidente, che spero la legga. Grazie
@Luigi Ma che dice? suvvia. Io sarò fazioso, ma uno che cita Parmalat per difendere i tre sindaci o ci fa o ci è. Parmalat è il caso più clamoroso di come i controlli formali non contino un accidente
Personalmente trovo queste affermazioni molto banali e prive di quel fondamento che solo una conoscenza corretta del sistema dei controlli societari avrebbe potuto assicurare. Le norme di cui parliamo, artt. 2397 e 2477 c.c., sono state scritte dal legislatore e non da un commercialista (sic!!) e la ratio ad esse sottesa risiedeva nella volontà di tutelare gli interessi della collettività attraverso un organismo che garantisse il corretto svolgimento delle attività societarie. Non me ne voglia, ma forse l’autore del commento ignora le pesanti responsabilità civili e penali gravanti sui sindaci…. Sindaci che peraltro non necessariamente sono commercialisti, dal momento che non si tratta di un’attività da noi esercitata in esclusiva. E anzi, a proposito di esclusive, vorrei ricordare a tutti che i commercialisti non ne hanno e che ricorrere al loro operato è, fino a prova contraria, ancora una libera scelta!!!
@Massimo se ha tempo si legga il mio post precendente. Non c’è una norma, dico una, che non abbia dei nobili e sacri fini. Per il nostro bene, o per quello ancora più prezioso (sic) della collettività. Tutte balle.-
@Alessandro penso che in linea di principio ridurre costi e burocrazia sia una buona idea. Ma temo che finirà come prevede lei.
sul collegio sindacale.
E’ decisione politica decidere se e a quanti controlli deve sottostare una società di capitali. e se sia opportuno che i controlli li faccia uno da solo o un collegio di tre. Così come è decisione politica stabilire se i treni debbano essere manovrati da uno o da due ferrovieri. O se in Tribunale ci debba essere un giudice solo o tre.
Quel che stona nel provvedimento sul sindaco unico è pensare che questo porti ad un risparmio.
in effetti se il lavoro da eseguire è lo stesso che prima facevano tre persone, e se la responsabilità personale ora si triplica perchè non viene più suddivisa, e la polizza assicurativa si adegua di conseguenza, il “prezzo” della prestazione tendenzialmente sarà lo stesso.
E’ come se si stabilisse che da domani la FIAT deve licenziare due terzi del personale, e che quelli che restano, a parità di stipendio, facciano anche il lavoro che facevano i licenziati.
Allora, e fuori da ogni ipocrisia, si stabiliscano regole diverse di funzionamento e di responsabilità se si vuo risparmiare. Ad esempio, si dica che il sindaco unico non ha obbligo di denuncia in tribunale ma soltanto presso i soci, o che risponde patrimonialmente entro un multiplo della parcella. O che deve fare meno controlli di prima. Allora sì che si risparmia.
Qui invece si vuole la botte piena e la moglie ubriaca… come al solito è facile pretendere che GLI ALTRI lavorino di più per un compenso più basso.
Giampiero Guarnerio
@Enrico é incredibile come questi commercialisti si sentano toccati da un post. Lei è molto bravo ad insultare come il suo compagno Siciliotti per un post che non contiene alcun insulto alla vostra categoria. Ma un semplice ragionamento, che come tutti quelli che si fanno in questa zuppa sono contestabili. Sa quante volte abbiamo cambiato idea? Sì certo lei sa tutto sulle norme del diritto commericiale. Lei è serio. Lei è perbene. Lei si arrende alle certezze. Ma fatevi un piccolo esame di coscienza cari commercialisti e un po’ più di umiltà. Primi della classe e non guardate mai al vostro interno. Ma lei si sa in qualità di esperto in materia: MA CHI VI CREDETE DI ESSERE? Dei politici qualsiasi?
NEANCHE BEFERA REAGì IN MODO PIù STIZZITO DI QUESTO ZANETTI ASSOSTUDIO
Ho letto con molto interesse il pezzo in quanto parla proprio dell’attività a cui dedico oramai da diversi anni gran parte del mio tempo. E devo dire lo faccio con piacere, impegno e soddisfazione. Capisco anche molto bene che oggi risulta molto semplice cavalcare luoghi comuni mentre ben più difficile è affrontare le cose in modo serio e costruttivo, soprattutto sapendo di cosa si sta parlando. Nel caso specifico mi è capitato proprio qualche tempo fa di scrivere un articolo in merito e di “teorizzare” la nuova figura del sindaaco unico. Ma il ragionamento era altro: tutte le imprese, anche quelle di minori dimensioni, che godono di una limitazione dell responsabilità devono avere come contrappeso il controllo di un soggetto terzo.
Non è un problema di “poltrone” ma di creare un sistema ecoomico/finanziario che funzioni nel tempo ed eviti ciò che è avvenuto in tanti altri Paesi (vedi tutto il mondo anglosassone al quale ci si sta orientando). La figura del Collegio Sindacale ha proprio questa finalità: garantire un controllo da parte di professionisti prima che le decisioni prese dagli amministratori producano danni irreparabili. Se anche il premio nobel per l’economia Joseph Stiglitz ha riconosciuto la bontà di questo istituto che ha permesso al nostro Paese di avere minori danni rispetto a quanto accaduto altrove, probabilmente non è poi così malsano. Come si potrà capire il problema non è il sindaco unico ma il fatto che in questo modo si distrugge il sistema dei controlli e si va verso quel modello di matrice anglosassone basato solo sulla revisione contabile che putroppo interviene solo a danni fatti per quantificarne l’ammontare. Mi hanno sempre insegnato che se una cosa non funziona alla perfezione occorre intervenire per migliorarla ma non si getta nel cestino come roba vecchia! Non è che per caso il problema delle imprese non sia quello di “risparmiare” qualche migliaia di euro (importante certamente in questo periodo di crisi) ma di evitare che qualcuno professionalmente preparato abbia il tempo e i mezzi per controllare l’operato degli amministratori? Cioè la nuova norma vuole ridurre i costi per le imporese o evitarne i controlli? Meditate gente, meditate …
@Nanni mi sembra ragionevole Mario, troppo ragionevole per essere accolta
Caro porro, ho letto che lei scrive di economia e finanza. Evidentemente il suo voler essere a tutti i costi fazioso le ha fatto dimenticare i principi della finanza e le crisi economiche come quelle della parmalat o del caso enron o di altre societa similari. Perche se cosi non fosse avrebbe potuto accorgersi che le economie dove i controlli sono liberi da quelli che lei chiama orpelli i fallimenti con buchi a carico della povera gente sono molto più frequenti di quelle societa dove vige un collegio sindacale che si prende la responsabilità dei controlli che fa o non fa. Quindi e davvero un danno conosco per le imprese non avere più chi fa questa attività. Immagini lei una piccola impresa che deve recuperare un credito da una srl con un capitale sociale come unica garanzia e senza alcuna verifica di un organo a questo deputato.
Ai commercialisti cio toglie del lavoro e questo e vero ma alle aziende serie toglie la possibilita di avere a che fare con imprese controllate e quindi non resta che rivolgersi a una giustizia lenta che premia i furbi.
Non si se,palifica togliendo cio che funziona ma togliendo cio che danneggia e il suo articolo che ha fatto della disinformazione danneggia perche non fa vedere le cose come realmente sono.
Il problema non sta nei controlli d affidare a una terna di revisori che costa all impresa ( la invito a verificare il quantum in termini di risparmio) ma l interesse vero e da un lato liberare le imprese da una responsabilità nei confronti dei terzi e dall altro offrire alla societa di revisioni un mercato a loro oggi precluso
Propongo invece che l’unico revisore venga nominato da un Organo esterno (Tribunale, Camera di Commercio o Ordine professionale, ma per tutte le S.r.l. Si vuole la responsabilità limitata? Un revisore che controlla trimestralmente la contabilità sarà una garanzia per i creditori e per lo Stato. Non si vuole essere controllati? allora costituite una società di persone, e rischiate in proprio con il vostro patrimonio. Troppe S.r.l. falliscono senza pagare i fornitori e le tasse, e senza rischiare nulla. Troppo Comodo! Luigi, un commercialista serio.
Affrontata così com’è descrittala questione sembrerebbe non fare una grinza: via i costi inutili!
Una domanda però mi sorge spontanea: ma per quale motivi questi c.d. “inutili orpelli legislativi-burocratici” sono stati introdotti nell’ordinamento? Non è che per caso fossero utili alla “collettività”, al “bene comune”, in quanto sinonimo di garanzia di correttezza nella gestione delle imprese?
Mah, se mi sbaglio allora bene,eliminiamoli e ….reintroduciamo il falso in bilancio!!! Voglio vedere così chi si incazza, i commercialisti o gli imprenditori?
Ma la Mercegaglia sul falso in bilancio non dice nulla……sui sindaci si…eccheccazzo, potremmo pure fare quello che vogliamo nelle nostre imprese, nei bilanci, senza che nessuno ci possa mettere becco! e se poi freghiamo qualcuno con questo….beh, va beh, ma almeno abbiamo risparmiato sui costi!
Con i notai, i commercialisti e anche gli avvocati rappresentano una pletora di figure che hanno tutto l’interesse che lo stato sia un coacervo di complicazioni. Sta di fatto che l’apporto di questi professionisti diventa assolutamente indispensabile nel rapporto cittadino/stato in troppe esagerate situazioni. Il beato Monti ha detto in USA che vuole cambiare il modo di vivere degl’italiani; questa arrogante dichiarazione che offende e sfregia i poveri cristi non sottintende purtroppo voglia dire una sacrosanta semplificazione e che ci solleverà almeno un poco da questi e numerosi altri legacci soffocanti; se non lo farà, come temo, il nostro cambiamento di vita non sarà altro che un aumento della miserevole sudditanza che già viviamo. Lui e i suoi pari a comandare e giù gli schiavi a subire impotenti e senza più speranza.
Grande cuoco, hai evidenziato l’ennesima stortura del ‘sistema Italia’. Ognuno è bravo a parlare con le ciapett altrui!!! Riguardo la ‘casta dei commercialisti’ (abbiamo più caste che liberi cittadini/imprese!!!!), mi preme evidenziare anche l’ostruzionismo che buona parte dei commercialisti mettono in essere quando un libero professionista piuttosto che una pmi decida di cambiare lo studio commerciale che gli fornisce consulenza! Lo dico per esperienza dato che opero nella consulenza aziendale. Cuoco, mi farebbe piacere sapere una tua opinione (non so se questa sia la sede o il momento giusto) in merito alla possibilità di aprire una S.r.l. ai minori di 35 anni con solo un Euro. A mio avviso è una trovata pubblicitaria di questo governo che prende in giro i ‘giovani’, soprattutto da questo governo di estrazione bancaria. Faccio fatica a reperire finanza per clienti con PN ben corposi, come può pensare questo governo che le banche vadano a finanziare pmi con c.s. di un Euro???
Il sindaco unico nelle spa con bilancio abbreviato, in quanto di dimensioni aziendali non rilevanti, e’ una ipotesi su cui si può ragionare.
Il sindaco unico in tutte le srl, quali che sia la loro dimensione aziendale (ce ne sono anche svariate che fatturano oltre 50 milioni di euro e hanno attivi e passivi patrimoniali molto consistenti) e’ una colossale sciocchezza, quella si’ attenta al mero formalismo giuridico (srl invece che Spa) invece che alla sostanza dell’ampiezza dei controlli sulla realtà aziendale sottostante. Nella mia qualità di esperto della materia, mi piacerebbe credere che le mie osservazioni possano indurre quanto meno al dubbio il dott. Porro. Poiché pero’ sono anche dottore commercialista, mi arrendo alla certezza, sulla base di quanto ho letto, che nella migliore delle ipotesi sarò irriso. Complimenti per una educazione seconda solo alla chiara competenza sulla materia.
Sono anni che si parla di semplificare ma a me pare che succeda esattamente il contrario, ogni volta che c’è una semplificazione partono relativamente e allo stesso tempo 3 o 4 complicazioni con aggiunta di spese.
Necessario ma non obbligatorio……le SPA su consiglio dei loro commercialisti opteranno per il collegio sindacale per non rischiare il collasso !!!
che passino, le semplificazioni, ma in casa d’altri. nota della “saggezza” barbaricina:”justissia bi colet, ma in domo anzena”(che passi la giustizia, ma in casa d’altri).
mn
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Nicola, attendo un tuo parere (che reputo qualificato)sulla mia idea che l’articolo 18 potrebb’essere sperimentalmente sospeso per due o tre anni. mi pare che questa soluzione potrebbe evitare lo scontro frontale. poi voglio capire se l’ho sparata grossa.
grazie
mn
Citando un comico ” Sono tutti finocchi col culo degli altri….! “
In questo paese pare proprio impossibile dialogare senza preventivamente insultare l’interlocutore di turno.
Il “cuoco” (chissà poi perché ?) risponde che non ritiene una semplificazione ridurre i controllori da tre a uno se, al contempo, restano invariati i compiti che, in entrambi i casi, la legge loro affida. Perché dovrebbe funzionare meglio un organo composto da uno piuttosto che da tre? E, soprattutto, perché uno che fa lo stesso lavoro di tre dovrebbe costare un terzo?
Specie in un momento come questo, il controllo societario, che fa da contraltare alla limitazione della responsabilità, è un bene sociale e chi lo svolge fa gli interessi di tutti (non a caso le società con collegio sindacale falliscono significativamente di meno di quelle che ne sono prive).
Perchè non discuterne allora, caro Porro, in maniera meno estemporanea, magari anche sulle colonne del tuo giornale?
Comunque cordialmente.
Claudio Siciliotti
Hai colto nel segno. Ciao Angela
Nei sondaggi il 90% degli intervistati sono contrari all’evasione. Se così fosse, solo il 10% sarebbero gli evasori. Sappiamo che così non è. Questo strano fenomeno è praticamente analogo al “semplificate, ma non a casa mia”. Perché Siciliotti dovrebbe fare eccezione?
Condivido. Per non aggiungere poi che ci sono anche quelli che seguono, come professionisti delegati, le procedure esecutive e poi dall’altra parte si creano la società che pubblica gli avvisi d’asta: così si prendono i soldi 2 volte.
MOLTO FURBI.
Personalmente trovo la “tassa del commercialista” la più odiosa tra quelle che pago.Per le piccole e piccolissime imprese, che non hanno bisogno di un fiscalista (che il commercialista non dovrebbe essere, ma che ha preso a fare da anni) perché non c’è molto da manovrare in un bilancio come il mio, ci dovrebbe essere un programma fornito dalla Ag. Entrate nel quale inserisco le fatture. Meglio se una sola volta: basta che solo i fornitori lo facciano. Altro che dare 1.000 euro l’anno ad un commercialista che ne dà altrettanti al mese ad una precaria per ribattere le fatture di 100 clienti.