Il software dell’Inps e la voce delle Imprese
Pubblico un comunicato stampa dell’associazione confindustriale che rappresenta i produttori di software getionale e fiscale. Perchè il cuoco lo fa? Questa comunicazione spiega a che livello siamo arrivati. Si intuisce che l’Inps con una sua circolare sta incasinando la vita di queste imprese. Che chiedono, pregano di rivederla. Ma soprattutto si capisce perchè non avremo mai non dico una Silicon Valley, ma un modesto distrettino tecnologico in questo paese. Se anche gli uomini stampa di confindustria sono costretti a spiegarsi come nel comunicato che leggete, vuol dire che siamo finiti. Un’impresa in Italia, oltre a subire vessazioni di tutti i tipi, è costretta più che l’inglese a parlare il linguaggio che segue: fatto di commi, sigle, rinvvi, norme.
Il problema vero, se mi permettete, non è l’ennesima circolare idiota e vessatoria della Bestia statale, ma il fatto che le imprese, in Italia, per sopravvivere ne debbano capire il gergo. La forma è ormai diventata sostanza. Nel resto del mondo le imprese di software sono ben altri i linguaggi che studiano o inventano. A noi resta quello di Befera e Mastrapasqua.
COMUNICATO STAMPA ASSOSOFTWARE
Circolare INPS n. 151 del 28/12/2012 codice “CF03″
L’Inps con circolare n. 151 del 28/12/2012 precisa che le aziende che sono state ammesse alla fruizione dello sgravio contributivo, comprendendo anche il contributo art.3, ultimo comma Legge n. 297/82 (TFP 0,50%), devono implementare la quota di TFR corrisposta al Fondo Tesoreria, versando le differenze di competenza tramite il codice “CF03″.
Premesso che l’Istituto in passato, nelle circolari emanate in riferimento allo sgravio contributivo non ha mai specificato come considerare il contributo TFP 0,50% in relazione allo sgravio e che non è assolutamente sistematico che l’applicazione dello sgravio comporti di “aggredire” il contributo della TFP.
Premesso inoltre che l’effetto di tale disposizione, per le aziende che ad oggi non hanno operato con tale modalita’, è devastante in quanto le stesse dovrebbero:
- rideterminare gli accantonamenti dei TFR;
- calcolare le imposte sostitutive;
- integrare i versamenti effettuati al Fondo tesoreria;
- integrare i versamenti effettuati ai Fondi di previdenza complementare;
- riliquidare il TFR dei dipendenti cessati già liquidati;
- rideterminare i bilanci.
Assosoftware ritiene che non ci siano le giuste condizioni per applicare la norma traducendola in modifiche software, potendo risolvere con un semplice codice e poche righe di istruzione da parte dell’INPS una problematica così complessa.
Assosoftware chiede pertanto all’Istituto, in considerazione delle difficolta’ esistenti, di rivalutare in modo ponderato le tempistiche di applicazione della norma affrontando in modo piu’ organico e preciso le problematiche inerenti.
Ufficio Stampa Assosoftware

mariolino lurido puzzolente topaccio di fogna: non preoccuparti ! Sai che se capito dalle tue parti in toscana … e dovessi venire a conoscenza della cloaca dive soggiorni … non mancherò certo di darti una indimenticabile lezione di educazione ! Deficiente e topaccio di fogna !
Deficiente ! Sai da quanti anni seguo le scemenze bolsceviche del tuo compare di cloaca franco epifanio ?!
Deficiente ! Io non ho mai conosciuto comunisti bolscevichi (come il tuo protetto franco epifanio, che votano per il cavaliere !
Imbecille ! Non hai capito che meno parli, più la tua squallida reputazione ne guadagna in questo blog di persone perbene ed educatissime come me !
lupaccio: amico mio ! no il compagno aristarco non ha bisogno della badante … lui (il topaccio) ha bisogno solo di una congrua razione di legnate da parte degli inservienti al pronto soccorso della neuro … o – in alternativa – di una abbondante razione di pedatoni nel suo orripilante sedere da parte mia !!!
PER TITO.: la tua proposta andrebbe anche bene solo che così formulata in 4 righe suscita sconcerto e disapprovazione e pollici versi. va bene se formulata in questi termini. : tassazione dal 25 al 40% per redditi da 10.000 a 100.000 proporzionale al crescere del reddito imponibile. 40% dai 100.000 in su. soglia esenzione 10.000 euro
per quanto riguarda l’iva ocorre dimezzarla e renderla detraibile al 50%. solo il co0nsumatore finaLE HA IL DIRITTO ALLA DEDUZIONE INTEGRALE DELLA FATTURA IVA COMPRESA.- risultato_ anche cvon aliquote ridotte il gettito iva aumenta mentre il costo per le aziende diminuisce in proporzione.
ciò teoricamente ma nella pratica……
oome in tutte le cose ci vuole un minimo di *rodaggio** anche in campo fiscale.
mariolinino: topaccio di fogna! ma se non ti sostiene uno scimunito come il compagno franco epifanio (e tu non sostieni lui … lo scimunito ) … chi ti sostiene in un blog di persone serie come questo? …Topaccio di fogna!
giuseppe (miserabile provocatore rosso no global) .. che dirti compagno: io sintetizzo tutto in una parola: DEFICIENTE !!! …. se ti incontro giuseppe! !!
bragadin il 19 febbraio 2013 alle 16:08:
Da quanto sei duro non hai ancora capito che Franco è de tua, vota Silvio come te,non è mio compagno, a parte che io non sono compagno a nessuno, libero pensatore sono, al contrario tuo che hai la testa in cassetta, se non sai cosa vuol dire vattelo a cercare, lui certamente non la pensa come me, ma è persona civile, e quando vuoi venire per i pedatoni vieni pure, potresti andare via come Pistorius, senza zampucci.
Bragadin: confermo e sottoscrivo.Non c’è altro da aggungere se non che il celebre detto “chi ha orecchie per intendere intenda e chi ha occhi per vedere veda”, in questa disastrata e politicizzata Italia non ha valore!
@AristarcoDi norma non partecipo al dibattito perchè lo considero inutile.In questo caso lo faccio per raccogliere la simpatica provocazione.Quello che lei afferma è parzialmente vero.Dalle sue parole penso di essere lontano dalla sua visione del mondo ma questo non mi impedisce di riconoscere una verità se viene espressa con garbo e senza arroganza.Altrettanto sono sicuro farà lei riconoscendo che è con l’attività dei privati che si può sperare di creare ricchezza e che il pensiero unico di Stalin non è una alternativa.Il sistema capitalista non ha la pretesa di essere perfetto ed forse proprio per questo che è,nonostante tutto ed a mio parere,il sistema ancora preferibile.
Semplificazione semplice:
1. Tassa unica sul reddito al 65% ma diritto di scaricare tutto (scontrini, fatture, ricevute, abonamenti, affitti, ecc…) … se non presenti: ti tasso tutto… così TUTTI avranno un motivo per chiedere il documento fiscale e chi più spende meno tasse paga poi.
2. Abolizione dell’iva e introduzione delle tasse locali… al “conto” finale di qualsiasi prodotto o servizio si aggiunge un x% di tasse locali da liquidare direttamente al comune. Tutte le tasse locali vanno poi dedotte dalla tassazione del redito… così i comuni più “bravi” avranno tasse più basse e attireranno maggiori “compratori”.
Marcantò che sei amico di corallo? Te li sei fottuti tu i novantotto miliardi delle slot? No? E allora che casso vuoi? E per favore smettila di commentare che ti rendi sempre + ridicolo. Lo dico per te, io mi faccio due risate a leggerti. Cazzaro!!!
Riconosco a Pietro, non saprei se il “Grande” o il “Piccolo” di leggere dentro se stesso e di pensare per un attimo che la sua avversione verso il presidente Berlusconi derivi da qualche tipo di orticaria del fare!
Forse il Sig.re è abituato a sentire “Il Migliore” o, se vogliamo dirla bene oggi sono divenuti “i Migliori”; quelli che non fanno ma subiscono i Condoni.
Si guardi in giuro e Dio non voglias che vada nelle grinfie di qualche Giudice perché allora capirebbe cosa significhi essere introdotto nella vera “Bestia Burocratica”.
Se solo fosse vero che tutti siamo onesti significa che non uno è onesto e tutti siamo responsabili dei fatti che avvengono; chi col pennello e chi con la mano!
Caro cuoco,
cortesemente, cerca di postare al + presto gli ultimenti interventi. Mi sembra doveroso che i lettori vedano le risposte alle farneticazioni comuniste di Aristarco.
Dr.Porro,la invito a visitare il sito web di Francesco La Capra (mio compagno di scuola).Sono
sicuro che la sua storia la sorprenderà. Attualmente Francesco “fa impresa”,per usare un termine a voi caro a Silicon Valley ,ove ha creato ,con Gianluca Rattazzi,Maxi Scale. Francesco,dopo aver insegnato informatica alla Statale di Milano,ha preso (lui sì)il Master Degree in Computer Science a Berkeley e poi è stato attratto dalla “fertilità dell’humus tecnologico” di Silicon Valley. Dr Porro,vada a vedere che cos’è Maxi Scale e legga cosa pensa Francesco della burocrazia.Se lei sapesse dove abbiamo frequentato le medie ed il Liceo,stenterebbe a crederlo. Io ho scelto un’altra strada, ma non mi sta andando tanto male.
La prego,davvero di andare su quel link. Glielo dico con simpatia. Non sarà fatica sprecata e,se vuole mi faccia conoscere le sue impressioni. Grazie. FPaoloS
ARISTARCO: egregio, io non so quanti anni lei abbia, ma Le anticipo una cosa prima di tutto il resto: ringrazi quanti pur sapendo solo apporre una croce a posto della firma, si “sono messi in proprio” ed hanno dato lavoro a milioni di operai concedendo un futuro a generazioni intere dai nonni ai pronipoti ed anche a Lei che a costoro deve se adesso sa scrivere compiutamente fregnacce del genere!Nel suo discorso ha volutamente mancato un paragone:quello tra ciò che i “prenditori” hanno preso e ciò che hanno dato.Se l’Italia ha avuto il suo benessere lo si deve a quei suoi “ignoranti” che si sono sporcate le mani ed hanno concesso di sporcArsele anche ad altri. Certo per questo, carissimo, non occorre un titolo di studio.Occorre una schiena robusta e buona volontà. Per chi deve scaldare la sedia,invece, mollemente adagiato fra i suoi privilegi ed oneri da nullafacente, è chiaro che ci voglia almeno il paravento di un titolo di studio! Non Le pare? E’ già vergognoso ritrovarsi una pletora di gente che vive non si sa per cosa, figurarsi se non avesse nemmeno alle spalle la scusante di un “titolo”!E questa gente,Aristarco, è pagata dai “prenditori” di cui lei sparla e tiene i piedi ad un caldo sicuro ,come probabilmente anche Lei, grazie all’industrializzazione “beneficata e addirittura regalata” di cui recita certo molto diversa da quella “forzata” del suo compagno Stalin, a meno che Lei neghi i risultati.In qualsiasi nazione la crescita non avviene senza un benefico e un incoraggiamento che viene dall’alto: si dà prima ma si prende poi.E’ quello che è accaduto con lo stato Italiano, che ha ripreso con gli interessi tutto ciò che prima ha dato e da “datore” è divenuto esclusivo “prenditore”, invertendo le parti originarie, con in più la dote dell’insolvenza, dell’arroganza, della supponenza e della prevaricazione!.E non sono le megaimprese che hanno dato e danno lustro all’Italia.Loro sì hanno preso e continuano a prendere! Sono quei signori che firmano con la croce,quelli come il mio “padrone” che da sessantanni paga puntualmente lo stipendio che piova o nevichi, un secondo prima sì, ma un giorno dopo mai! e che, non si sa persè, lottano ogni giorno contro il cinismo di gente come lei e di uno stato che come un ubriacone bussa ogni giorno a quattrini alla loro porta e nei confronti del quale hanno l’unica difesa proprio nel”contabile,che deve essere esperto,per contratto,a nascondere,ad occultare,a falsificare”,contro gli altri “contabili” ridotti a gabellieri usurai della parte opposta, per i quali certo che occorre un titolo di studio!E per consolarla, stia tanquillo!Le imprese se ne vanno all’estero, eccome! e non solo “un certo numero”! Vanno da quelle parti in cui guardacaso l’impresa è “beneficata ” e perchè no, “regalata”, alla faccia dei furbi tecnocrati che ci ritroviamo, coi quali questo stato ubriacone continuerà a bussare a quattrini per tornare ad ubriacarsi in osteria raccontando ad un popolo inebetito dei suoi passati fulgori in nome di una democrazia pidocchiosa che l’ha ridotto in questi termini…e cosa vuol mai! finchè ci sarà un “datore”il bicchiere della staffa non glielo negherà mai nessuno. E questo, caro Aristarco, è il “nervo scoperto” da toccare.IL BICCHIERE DELLA STAFFA!!!
Posso azzardare un’analisi sui Governi Berlusconi; Condoni!
Questi Condoni fiscali ed Edilizi sono stati l’unica ancora di salvezza da questa burocrazia pazzesca.
Guardate l’ultimo condono Edilizio, dopo che Bassanini ha trasferito le competenze territoriali alle Regioni.
Lo Stato, per ragioni economiche permetteva di condonare sino a settecento metri cubi di costruzione; le Regioni rosse ci hanno messo una “fiecca”.
Pensate che la Regione Emilia Romagna, che cuccagna, ha permesso di condonare “IL CESSO”; ve li avrei messi tutti e quanti erano così imparavano a fare i “furbi” portatori di sterco!
Ecco perché ci vuole il condono fiscale tombale o anche semitombale; nel senso che si può condonare anche qualora la Guardia di Finanza ti è venuto a trovare e ti ha trovato una virgola fuori posto.
Si eliminerebbero le armi a questa burocrazia che ormai non ha più limiti di “idiozia”.
Da quel momento in poi che si scarichino tutti gli scontrini fiscali e fatture varie così che poi avranno da lavorare e la smetteranno di spiare!
pietro il tuo intervento è il primo della lista e pensa un po, da come dici le cose sembrerebbe che le esse (le cose) stiamo per davvero come dici tu relativamente al periodo in cui ha governato il cavaliere !!!
Purtroppo per te e per quell’armata di semplici che la pensano come te, le cose non stanno per niente così … proprio perchè il cavaliere è stato troppo debole nel fare ciò che andava fatto e che aveva promesso … ma quegli sciagurati che stanno dalla tua parte politica … NON SONO AUTORIZZATI AD APRIRE BOCCA SULL’ARGOMENTO … ANZI DOVREBBERO PROCEDERE STRISCIANDO LA FACCIA PER TERRA …. PER LA VERGOGNA !!!
Chi è amico mio che ogni qualvolta il cavaliere ed i suoi governi si apprestavano a fare una riforma nel senso della esemplificazione e della riduzione degli sperperi e delle castronerie di stato, si mobilitavano per mandare tutto a monte ?
Chi è che quando si va a colpire – per esempio – dipendenti pubblici disonesti, vagabondi e assenteisti, mobilita il sindacato (CGIL – FIOM – AUTONOMI DELLA SCUOLA PARTO DEL PCI … PARDON PD) in loro difesa, riempendo le piazze di vagabondi parassiti “in difesa dei diritti dei lavoratori” ?
Insomma amico mio, voialtri post (o neo) comunisti, siete sempre i soliti bolscevichi nei metodi e nelle usanze: quelli di sguazzare nella menzogna accusando gli altri delle proprie squallide colpe … non c’è niente da fare …. fino all’avvento di Renzi (le elezioni politiche che seguiranno tra non molto queste) le cose a sinistra non cambieranno affatto !!!
#2 Aristarco, secondo la sua diagnosi unilaterale
dal 1980 ad oggi sono passati 36 anni e quindi quegli ex operai che lei accusa di essersi comportati da prenditori saranno pure in pensione o quasi sottoterra.
Il sottoscritto è uno di qui prenditori come dice lei che fa una proposta del genere: al fine di far cessare questa dannata evasione istituiamo il voto proporzionale al peso delle tasse versate.
Faccio un esempio: chi versa 10000 euro avrà diritto a un voto(scheda elettorale).
chi ne versa 100000 avrà diritto a 10 voti e così via.
Chi non versa neanche 10000 euro solo un premio di consolazione.
A me e a gente come me penso che andrebbe benissimo ottenere o perseguire una “pagella” di ottimo contribuente così che avremmo anche finito di sentirci dire imbecillate come le sue e avremmo risolto il problema dell’evasione.
bragadin il 18 febbraio 2013 alle 11:38:
QUOTO!
L’Italia e il precipizio politico
Come Morgan Stanley vede il sistema Italia alla vigilia delle elezioni? Perché tutto sommato un’alleanza fra lo smacchiatore di giaguari e Rigor Montis sarebbe il male minore per le banche internazionali?
C’è un’analisi della mega-banca che si articola in tre capitoli, di cui l’ultimo è stato pubblicato in questi giorni. I documenti sono in lingua inglese.
Le prime due parti dell’analisi sono pubblicato su il Sole 24 Ore : http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-01/italy-political-cliff-122046.shtml?uuid=AbkEFHQH
La terza parte dell’analisi è reperibile al seguente link: http://www.investmenteurope.net/digital_assets/6347/Italy.pdf
Fa impressione la superficialità delle grandi banche e il fatto di non vedere gli ostacoli macroscopici che si frappongono all’inversione del ciclo negativo in cui l’Italia è avviluppata da anni. Si tratta di ostacoli come quelli della burocrazia (anche quella Europea non è da meno), delle n-zavorre che frenano le PMI e gli atigiani, dei piccoli gruppi con grande potere di veto, ecc.
Come si fa a dire che l’Italia ha implementato riforme come quella del mercato del lavoro dopo i fallimenti della Fornero? Come si fa a parlare di riforma dell’istruzione se non ci si pone il problema di riqualificare prima i professori “sfigati” (scusate il termine, ma ci vuole) ed eliminare i baroni dalle università? E così via…
Se questi banchieri se ne stanno chiusi nell’Olimpo anziché guardare ai fatti reali, quanto sono affidabili nel gestire il business del mondo? Almeno Giove prendeva la mira prima di scagliare le saette, mentre questi nuovi Dei della finanza non si degnano nemmeno di guardare giù.
ARISTARCO IL COMUNISTA IGNORANTE
E’ difficile trovare tanta ignoranza e supponenza, tipicamente comunista, come nelle parole di Aristarco contro i piccoli imprenditori.
Prima di tutto lei dimentica che le PMI hanno creato ricchezza e occasioni di lavoro, e sulla ricchezza creata lo stato ha percepito le imposte con cui riesce ad andare avanti e a pagare gli stipendi del settore pubblico.
Anche perchè i sistemi comunisti, basati sulla statalizzazione di tutti i settori dell’economia, sono crollati miseramente nel 1989.
Dove non c’era profitto e concorrenza, e non c’era stimolo a lavorare ed arricchire, come nei paesi comunisti, non c’era nemmeno interesse a creare, innovare, rischiare.
Le imprese innovative non si creano con decreti e carte da bollo, caro ignorante.
Nei paesi ad economia di mercato le imprese private producono Mercedes, software di Apple e Microsoft, brevetti innovativi, produzioni high-tech.
Nei paesi comunisti a economia statalizzata al massimo producevano Trabant e Ziguli, e non avevano manco le fotocopiatrici.
Quindi stia zitto, comunista ignorante. Vada in Korea del Nord,dove muoiono di fame per mantenere l’esercito e i burocrati di partito.
Per quanto riguarda l’istruzione dei PMI, anche qui lei dice frescate. Oggi molti piccoli imprenditori sono giovani, magari con una o due lauree, in ingegneria, economia, informatica.
Quello che lei scrive valeva semmai per i loro padri o nonni, negli anni ’50 e ’60, ma oggi è pieno di piccoli imprenditori con lauree e masters.
Lei fa solo pena…
aristarco dopo averti detto con la massima possibile delicatezza ed educazione (come mia abitudine con i topacci di fogna come te) quello che andava detto, devo solecitarti a non riempirti di fumo di erba prima di scrivere qui ! La tua squallida reputazione e’ già. abbastanza compromessa per cui non credi sia opportuno darti una drastica regolata con le canne ? Hai letteralmente perso il già precario controllo della tua mente offuscata…. E meno male che “non puoi addentrarti nei particolari” altrimenti i miei pedatoni nel tuo sederone puzzolente e peloso …. sarebbero stati teneri bacetti confronto alle legnate degli inservienti del pronto soccorso della neuro !
Purtroppo “così vuolsi colà dove si puote”, e non c’è niente da fare. Salvo sperare di toccare finalmente un fndo che sembra non arrivi mai, per non poter far altro, finalmente, che risalire! Ma in questa trappola democratica è diffile trovare il modo per uscire dallo stallo!!!
@aristarco
Non sò se lei è normale oppure quando scrive ha bisogno della badante, di sicuro qualche trauma deve averlo avuto…
Vediamo un pò, un mio amico ha 40 dipendenti, lavora tutti i giorni con tutta la famiglia nel capannone ma la crisi gli ha mangiato tutto e si è anche ipotecata la casa per pagare gli stipendi, naturalmente per lei è uno sporco sfruttatore!!
Siccome il sottoscritto per indole animalesca è più diffidente si guarda bene dall’ assumere personaggi che potrebbero essere suoi cloni, ma naturalmente per lei (uso volutamente il minuscolo)sarò sicuramente un analfabeta fascista violento,reazionario e parassita oltre che ladro..
mi spiace deluderla, ho sempre avuto voti alti a scuola ( ho dovuto smettere l’Università per occuparmi dell’ azienda di famiglia), parlo discretamente tre lingue oltre l’Italiano, intrattengo rapporti commerciali cordiali e di rispetto reciproco in molto paesi…. e per non avere a che fare com pagliacci come lei ho cominciato a togliermi dalle scatole…..
@Al2011 il 16 febbraio 2013 alle 17:51. Un solo appunto: sostituirei l’appellativo menga con CRIMINALE, è più realistico per il soggetto in questione. In più ho scoperto che Menga è un cognome, quindi, chi mai portasse il cognome Menga potrebbe sentirsi offeso nel venir assimilato ad uno dei peggiori criminali della Storia della Repubblica. Certo che quel certo individuo batte tutti i record: riesce ad essere al contempo criminale e deficiente… Ma non sarà un esperimento genetico di laboratorio mal riuscito? La faccia informe da ameba ce l’ha…
Dopo tutta queste formule e formulette, di commi e commini, di trucchi e truchetti, prima di pagare quanto debbono ti fanno tirare il collo per mesi. Ti fanno scontare la loro inefficienza, ti fanno lottare contro i loro errori, prepotenti, poiche’ sicuri del loro essere al di sopra del normale cittadino, ti costringono a morderti le labbra e a legarti, mentalmente, le mani, tanto che per avere 6 anni di arretrati li dovro’ portare in Tibunale. Alvaro.
P.S. Una impiegata e’ arrivata a dirmi:” vuol risolvere il problema sig. Alvaro? Si incateni al cancello, arriveranno i Carabinieri, la Tv, i giornali, e il “direttore”,un pupazzo aggiungo io, avra’ paura e risolvera’ il suo problema, capito?
friskipper, ho letto con interesse il tuo post relativo alle pensioni sociali che qui da noi (specie al sud) consentono a centinaia di migliaia di misrebili ladroni, di vivacchiare sulle spalle degli onesti cittadini controbuenti: tutto assolutamente vero ed innegabile quello che hai detto: io però vorrei fare un modestissimo inciso al tuo intervento: ritornare cioè su quanto ho gia’ affermato su di un precedete post:
l’INPS … a che cosa serve ?
Tutti sappiamo che adesso il sistema di copntribuzione è passato dal retributivo (vergognoso) al retributivo ? Ebbene questo dovrebbe significare che ogni lavoratore contribuente, percepirà, una volta in pensione, tanto quanto ha versato. E se le cose STANNO VERAMENTE COSI’ mi sembra assolutamente corretto ! … Ma allora, mi richiedo, L’INPS .. A CHE CAVOLO SERVE … SE NON A FARE QUELLO CHE TU HAI CORRETTAMENTE DENUNCIATO ? A sottrarre contributi onesti per darli ad una masnada di mascalzoni finti invalidi o finti assistiti a qualsiasi titolo ?
A questo proposito conosco parecchi di questi mascalzoni (chissà perchè TUTTI CONVINTAMENTE COMUNISTI ANTIBERLUSCONIANI !!!) i quali di mestiere per tutta la vita, hanno fatto “i pensionati di invalidità” TUTTI PERO’ LAVORANDO NEL CONTEMPO, RIGOROSAMENTE IN NERO). Stando così le cose, è forse meglio che ciascun lavoratore investa il proprio denaro per la vecchiaia come meglio crede, ed accantonare una piccola cifra annuale per pagare, così come sarebbe logico e giusto in una società civile, per che chi, PER CAUSA DI VERA MALATTIA, non può lavorare !
Caro amico mio: siamo nel paese di pulcinella o no ? … Allora come fai a sperare che le cose sagge ed elementari vengano sollecitamente e regolarmente fatte in nome dell’onestà e del buon senso ?
aristarco. quello che scrivi qui … da l’idea del lurido topaccio di fogna provocatore che sei !! Tu scrivi cazzate a scopo provocatorio, sfidando il buon Porro a pubblicarle: ma avendo il cervello annebbiato da proclami maoisti … e cannoni da 88 … non ti rendi conto che individui lerci della tua specie, altro non sortiscono (oltre al naturale desiderio di prendervi a pedatoni nel sedere) che l’effetto contrario rispetto a quello miserabilmente desiderato ! Infatti, io ti confermo che avevo deciso di non votare il cavaliere alla camera … invece l’opera di miserabile provocazione bolscevica di quelli come te (e della boccassini n.d.r.) … mi hanno straconvinto a votare il cavaliere forever !!
Dimmi come si fa a lasciare che l’Italia cada nelle mani grondandi di mer… di gentaglia che la pensa esattamente come te ed i tuoi misebaili compagni di cloaca che squittiscono (o ragliano) qui dalla mattina alla sera con desolante continuità ?!
PS compagno aristarco: ma tu che mestiere fai per campare se dalla mattina alla sera sei impegnato a rompere le pal.. alla gente perbene sui blog del Giornale ? Sicuramente un imprenditore … non sei, viste le bestiali castronerie che hai scritto su quella brava gente: forse il centro sociale dove soggiorni miseramente, ti paga “a castroneria” ? Ogni castroneria ti da un tanto sufficiente per un pasto ed una canna … e così via ? Facci sapere compagno …
franco epifanio cazzaro: io penso che tu abbia letto il post che mi riguarda, del tuo miserabile compagno mariolino .. in sogno: oppure lui ti ha parlato di me, nella cloaca appena sotto il centro sociale, dove vi date convegno per l’ora dei pasti a gustare prelibati bocconcini di me… nelle pause di lavoro, di miserabili provocatori qui sul blog del Giornale: Voglio solo dirti razza di deficiente, che io non appartengo a quella categoria di gente perbene tremebonda e timorosa del no global … io quei topacci di fogna come voi, ho il vezzo di prenderli a pedate nel sedere, non appena – in qualsiasi maniera – si venga a contatto !!!
So che voialtri provocatori no global, beneficiate del virtuale dei blog per portare avanti il vostro miserabile disegno provocatore no global, approfittando dell’educazione dei vari gestori dei blog (come il buon Porro nella fattispecie): voi credete che tutta la gente perbene che vi sopporta qui con rassegnata tolleranza, possa essere come il citato buon Porro: però a volte vi capitano perone che, come me, perseguono un’altro tipo di educazione con voialtri miserabili topacci di fogna provocatori: cioè L’UNICA POSSIBILE E VALIDA con voialtri : l’educazione, per l’appunto, del pedatone nel fondo schiena … purtroppo tristemente virtuale, mancando ahimè, come sopra detto, l’ccasione per poterlo felicemente fare di persona!!
E se stavolta non votassi?
Sono uno di quelli che rientra nel gruppone degli “indecisi”, in termini elettorali s’intende! Ma la mia indecisione non è per chi votare, ma se disertare le urne e quindi astenermi, oppure annullare la scheda! Questa è la mia indecisione. Monti, Tremonti, Berlusconi, Bersani, Fini, Casini, Grillo, Ingroia, Fratelli d’Italia e liste civiche. Coalizioni, alleanze, inciuci, maggioranze incestuose per racimolare quei numeri necessari a governare comuni, province, regioni e la nazione intera. Ma in Italia c’è un partito di maggioranza assoluta: il partito del non voto! Di fatto quello dell’Astensione è il primo partito italiano. La gente per bene diserta le urne per stigmatizzare tutto il suo disprezzo per una casta i cui costi non sono più sostenibili! Occorre tenerlo presente anche la sera del 25 febbraio quando chi legittimamente, chi senza averne i numeri, festeggerà comunque la vittoria, seppure di Pirro, del proprio schieramento e dei propri eletti. Quando più della metà degli aventi diritto, diserta le urne, senza considerare le schede nulle e quelle bianche, è sintomo di un malessere generale, di un disagio diffuso e di una protesta che le forze politiche farebbero bene ad affrontare con serietà. E’ pesante rinunciare ad un proprio sacrosanto diritto, quale il voto, specie in una società che sta smarrendo il senso del diritto, nel nome del profitto e del libero mercato. Ma a volte, come atto estremo, è oltremodo “doveroso” rinunciare ad un diritto sacrosanto come “il voto”, soprattutto quando votare ha lo stesso sapore di quell’ora d’aria che si concede ai carcerati prima di tornare nuovamente dietro le sbarre. Voti tizio. Voti caio. Voti sempronio. Ma, poi, tutto resta come prima, peggio di prima! Non cambia mai niente! Non accade mai nulla di nuovo in questo Paese! E’ molto più probabile che vi accada qualche disgrazia mentre andate al seggio, piuttosto che il vostro singolo voto conti qualcosa e determini dei reali cambiamenti. Oggi come oggi il vero “voto inutile” è il voto stesso! Allora astenersi val più che votare “il meno peggio” turandosi il naso! Il non voto è il figlio illegittimo dell’ideologia violentata, dell’ideologia che non c’è più, dell’ideologia tradita dai partiti politici e asservita ai mercati, dell’ideologia che ha abdicato al potere economico della finanza globale. E pensare questo non è assolutamente “qualunquismo”, perché non è vero che “loro” sono tutti uguali. Ci sono politici per bene, la cui colpa, grave, gravissima, imperdonabile, è stata quella di aver soccombuto ai corrotti e ai disonesti per non restare fuori dal “giro”! Il non voto è, pertanto, scontro, rivoluzione, lotta di classe, che contrappone “chi lavora e produce” a “loro”, i lampioni senza olio, i mangia pane a tradimento di una politica che nulla fa per il bene comune, ma che sta lì solo per sistemare i propri affari. Il non voto contrappone chi è costretto a pagare le tasse e chi le tasse le evade o le elude. Il non voto è la linea di confine tra chi porta avanti coscienziosamente la propria esistenza e chi no. Il non voto è una forma di delegittimazione della casta, è il segnale forte e democratico dell’acuirsi dello scontro fra la classe politica e la maggioranza della popolazione, fra coloro che occupano le stanze dei bottoni e la gente per bene che ormai sa che da “loro” non può aspettarsi niente di buono e che per risolvere i propri problemi deve arrangiarsi da sola! E’ soprattutto per una questione di dignità e di rispetto, per se stessi e per gli altri, che si disertano le urne. La gente per bene non cessa di essere “spremuta e violentata” e non pensa di vivere in uno Stato libero e democratico solo perché gli si permette di votare ogni “tot” anni. Astenersi significa dare un segnale forte in tal senso. Astenersi è la moderna, pacifica, democratica e civile rivoluzione!
franco epifanio il 18 febbraio 2013 alle 14:07:
Caro Franco, sottoscrivo al 100%, questa non è questione politica, cercherò di smettere anche io di rispondere a costui, come si dice, a lavar la testa all’asino si perde la fatica e il sapone.Ciao.
Maleopaint il 18 febbraio 2013 alle 09:30:
Caro Maleopaint,
qui il problema si snoda in varie spire serpentesche.
Le circolari – che poi sono triangolari, quadrate, romboidali eccetera – servono ANCHE a dare lavoro a una quantità (generalmente esorbitante) di gente, che da qualche parte DEVE essere messa.
È pure da notare che quella circolare Inps è indirizzata a dirigenti, responsabili di Agenzie
e coordinatori vari: i quali, a loro volta, emetteranno altre circolari, che daranno luogo ad altre circolari… con note, rimandi e vedi di qua e confronta di là, fino a quando al povero imprenditore – a forza di circolare – girerà la testa.
E non solo la testa.
Secondo punto:
siccome siamo tutti miseri mortali e camminiamo sulla terra (non come gli svolazzanti “dirigentoni”) ci capiterà anche di non capire un tubo al cubo di quanto hanno scritto gli dei.
E allora che facciamo?
Corriamo dai commercialisti, che ci sbrighino le “pratiche”. Sghei su sghei, che abbandonano il nostro portafoglio.
E immaginiamo gli artigiani o le piccole imprese, i cui titolari lavorano 12 ore al giorno per portare a casa la michetta, e si avvalgono della contabilità semplificata: beh, questi qui – invece di essere aiutati e protetti (perché sono davvero la spina dorsale dell’economia italiana) – non solo non possono godere dei cosiddetti sgravi fiscali riservati alle altre imprese, ma devono correre pure loro dal commercialista: sottraendo quattrini al loro già magro bilancio e ore preziose al lavoro.
Poi ti faccio un esempio recente, appreso ieri parlando con una dipendente della Regione X (si dice il peccato, ma non il peccatore).
Dunque, secondo una delle varie circolari Inps, NON vanno bene alcuni certificati che esordiscono con “Si certifica che”. E perché non vanno bene?
Perché vige l’autocertificazione.
Ma alcuni funzionari (quelli attenti alle regole) hanno fatto presente che si può autocertificare solo per quanto attiene a motivi strettamente personali, il che non implica vari casi.
Per esempio, se dichiaro di essere andato a 400 km di distanza dalla mia città per sottopormi a una visita medica, come capire se effettivamente avevo bisogno di quella visita medica e soprattutto mi era indispensabile percorrere 400 km per ottenerla?
Bene. La soluzione del problema non si è fatta attendere.
Altra circolare:
- l’individuo autocertifica;
- il funzionario regionale invia domanda SCRITTA a chi di dovere, per assicurarsi che l’autocertificazione dica il vero;
- chi di dovere invierà risposta SCRITTA al funzionario.
Facendo i conti della serva, ecco che un solo certificato si è moltiplicato per tre: il welfaaare è salvo.
Il nostro fegato, invece no.
Ciao, Maleopaint.
L’unica speranza consiste nel dare una bella scossa votando il M5S oppure «Fermare il Declino». Tutto il resto è roba vecchia nonché avariata.
Tanto per fare un esempio di come dovrebbero essere scritte le leggi, sottopongo questo link in cui è riportato per intero il TULPS ( Testo unico leggi di pubblica sicurezza ). E’ del 1931, deprecato ventennio quindi.
http://www.sanzioniamministrative.it/collegamenti/I%20Codici/TULPS/TULPS.htm
Leggete a caso 2 o tre articoli e poi confrontate con la circolare citata da Talita.
Guarda caso gli articoli del TULPS dove le cose sono un pochino più complicate, è a causa di successive modifiche.
@Aristarco il 18 febbraio 2013 alle 17:31
Paranoia completa: ma dico ti sei fatto?!
ti ho pregato di informare tutti i tuoi lettori e non dei tagli che ha fatto il presidente francese Holland….ma?
Meglio se un certo numero di imprese se ne vadano all’estero. Sono troppe le imprese in Italia. Si sono formate negli anni di bengodi tra il 1960 e il 1980,quando da operai “si mettevano in proprio”.Era l’epoca dei capannoni frutto di contributi e da imprenditori divenivano prenditori.Hanno spolpato lo stato,hanno succhiato latte e sangue statale.Tutto esentasse,tutto fatturato al 10%.E si diceva:quello da niente è diventato miliardario in pochissimi anni.Agli statali era richiesto un titolo di studio.I prenditori non sapevano neppure l’abc di una contabilità. Per tutte le professioni viene richiesta una laurea;per fare l’imprenditore basta sape fare il segno di croce.A tutto il resto pensa il contabile,che deve essere esperto,per contratto,a nascondere,ad occultare,a falsificare.Stalin fece l’industrializzazione forzata; in Italia c’è stata l’industrializzazione beneficata e addirittura regalata.Questo è solo un accenno.Non posso addentrarmi nei particolari.C’è una buona percentuale parassitaria nella pubblica attività,ma nell’attività privata la percentuale sale di molto.caro Nicola,non censurare e sentiamo le reazioni quando si scopre un nervo.
vedi compagno giuseppe: puoi stare sicuro che io scrivo da ogni possibile posto immaginabile … tranne che dalla lurida topaia (collocata nella cloaca principale del tuo quartie) che ospita il centro sociale dalla quale scrivi tu … scimunito di un provocatore comunista e no global.
Ho già avuto modo di ricordarti (anche se una mente affumicata da una variegata moltitudine di canne come la tua) e’ scarsamente propensa a conservare i ricordi , che a provocatori scalzacani puzzolenti come te , andrebbe riservato quel certo mio metodo per ottenere il necessario dovuto raddrizzamento di schiena (chiedere al tuo compare, il sorcio di fogna mariolino). Purtroppo detta modalità e’ attuabile soltanto in presenza di un … ahime’ improbabile incontro . Hai capito compagno giuseppe o ti devo fare il disegnino ? Cazzaro !
@ Mariolino
Caro Mariolino,ho appena letto il tuo post e naturalmente sono d’accordo con quello che scrivi.
Personalmente sono arrivato alla conclusione che il soggetto in questione è uno scemo,comunque ha sicuramente bisogno di un controllo psichiatrico.
Ho deciso di non prendere più in nessuna considerazione quello che lui scrive in quanto sarebbe tempo sprecato.
Un saluto.
franco epifanio
RISTRUTTURAZIONE LEGGI INCASINATE: è più o meno come ristrutturate un immobile storico: si cade in qualche vincolo giuridico con una frequenza allucinante! è quello che deve fare il legislatore (nome troppo generico: chiamiamola maggioranza che uscirà fori dalle leezioni <<8sperando che non si il cx CHE IN QUANTO A LEGGI INGARBUGLIATE è padre padrone indiscusso!diciamo dalle urne deve uscire un segnale chiaro l'italiano tipo è stufo marcio della vecchia politica di leggi dim cui non è nemmeno a conoscenza. come nell'esempio dell'edificio si cominciano a demolire le parti pericolanti , si scrosta tutto si rifa' il tetto si rifà l'intonaco insomma si fa un lavoro da manuale:insomma senza dare un'occhiata alle leggi precedenti o diciamo dare un'occhiata lalle leggi più importqanti, si riscrive l'impianto legislativo senza riferimenti a leggi precedenti una volta reiscritta le vecchie leggi decadono via le foglie secche! nessuno è *obbligato* a consultare professionisti del diritto.. la legge deve essere come un cqrrello stradale o la segnqaletica orizzontale. chiara e leggibile anche se in città esistono segnaletiche a volte demenziali.
se cos' non sarà e le leggi saranno mantenute confuse allora allora sarà un bel marasmam nessuno le rispettera più ed il pericolo di rivolte sobillate da novelli robin hood sqarà tangibile..
allora, signori abbiamo un'arma formmidabile domenica e lunedì la matitina che scrive la x sulla scheda elettorale. quella che segneràil nostro destino futuro. scegliamo be4ne i nostri rappresentanti. silvio vuole rivoltare l'italia come un calzino diamogli questa possibilità: l'ultima. ma diamogliela..
tutti sanno come la penso: ma proprio per questo, devo dire che anche il cavaliere deve smettere di annunciare la fine degli enti criminali che appestano l’economia VERA per poi – una volta al governo – fare poco o nulla (anche se molto di più dei comunisti di Vendola e Bersani) di concreto .
Dovrebbe essergli chiaro che i suoi elettori, si sono allontanati da lui, non perchè come dicono i comunisti “lui ha rovinato l’Italia” ma perchè, come dicono i suoi elettori delusi, ha fatto troppo poco per eliminare tutto ciò che “continua a rovinare l’Italia” ! In pratica, lui si è dimostrato timoroso e tremebondo quando si è trattato di andare ad incidere con bisturi e … accetta !!
Si è impaurito per le reazioni della piazza no global, delle organizzazioni sindacali protettrici di mascalzoni e vagabondi, della stampa di regime (comunista), compresa quella estera, che fa capo al gruppo RCS ecc. ecc !
Io votero’ ancora il cavaliere perchè dalla’altra parte ci sono gli autori VERI “del misfatto” … sempre i soliti, pronti ad accusare (a mo dei bolscevichi che sono) gli altri per le colpe da loro miseramente commesse (demagogia populista, e terminazione della “cultura del lavoro” a favore di quella del riposo e dei soli diritti ad oltranza !)
Ultima considerazione: ma l’INPS … qualcuno sa spiegarmi ragionevolmente, a che cosa serve ? Una volta stabilito il concetto sacrosanto che le pensioni FINALMENTE, non si possono regalare più a nessuna (come noto il vecchio marcio sistema retributivo è arrivato a regalare alla gente i DUE TERZI IN PIU’ RISPETTO A QUANTO AVEVANO EFFETTIVAMENTE VERSATO NELLE CASSE DELL’INPS !!!!!!) … e che ciascuno deve percepire quello che ha versato … allora perchè non si lascia che ciascuno amministri per la vecchiaia il proprio denaro come ritiene più opportuno ? … Siamo in democrazia o in un regime comunista ?
Caro Porro ecco una notizia che La entusiasmerà.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/17/ambiente-clini-libera-tutti-governo-fa-regalo-a-chi-inquina/503117/
A me fa schifo.
Talita,mi chiedo chi puó avere tempo e testa per scrivere delle cose simili?sono pazzi e criminali perché questi testi incomprensibili anche a chi li concepisce,offrono l’opportunità di cadere in errore.( come potrebbe essere diversamente?)e così diventare preda di controlli fiscali e soprattasse Equitalia.Queste assurde norme in pratica ci mettono alla mercé di qualsiasi ispettore della Finanza ,che in caso di ispezione ,troverebbe di sicuro “qualche cosa che non va”
Pensioni sociali a ufo!
E poi dicono lo stato sociale!? Lavori per una vita in maniera onesta e produttiva, senza esserti mai assentato dal posto di lavoro se non per gravi e documentati motivi, avendo versato i contributi previdenziali fino all’ultimo centesimo, avendo la busta paga tassata fino all’ultima delle addizionali Irpef e poi ti dicono che dovrai andare in pensione a settant’anni e con quattro soldi!!! Lo trovo davvero ingiusto, ignobile ed avvilente in uno Stato di diritto. E nonostante tutto, adesso mettono in forse anche l’assegno della pensione, facendoci capire che sarà di gran lunga inferiore all’ultima retribuzione percepita. Tant’è che stanno mettendo a punto la cosiddetta “previdenza complementare”. E questo perché? Perché con i nostri soldi, accantonati nelle casse dell’Inps per la nostra futura pensione, devono pagarci le “pensioni sociali” a ufo!!! Per carità ci saranno pure persone bisognose che non possono essere abbandonate al loro triste destino per assurde e drammatiche vicissitudini. Ma ci sono tante, tantissime altre “pensioni sociali a sbafo”, chè vengono corrisposte a gente che ha lavorato sempre e soltanto “in nero”, la maggior parte delle quali ha messo da parte – esentasse – delle grosse fortune e con le quali campa di rendita, facendo la bella vitta alla faccia nostra e dei veri indigenti. Ma per lo Stato italiano queste “sanguisughe” e “mangia pane a tradimento” sono dei “nulla-tenenti” e non solo hanno “diritto alla pensione sociale”, ma sono addirittura esenti da ogni ticket sanitario, beneficiano di riduzioni per l’abbonamento metrebus, entrano gratis nei musei, nei cinema, nei teatri. Costoro per il fisco non esistono proprio e godono di mille altre agevolazioni, pur non avendone bisogno. Altrimenti non si spiegherebbe come questi pensionati cosiddetti “sociali” possano mantenere un tenore di vita medio-alto (macchinone al seguito, casa in affitto a 1.200euro al mese, viaggi e vacanze all’estero, palestre, libri, ristoranti, vestiti firmati, ecc, ecc.)!!! Per contro un onesto lavoratore, dopo una vita di sacrifici, viene mandato in pensione a settant’anni e con quattro soldi di pensione, poco più di quanto percepirebbe con una “pensione sociale”!!! A questo punto mi domando e vi chiedo, ma vale davvero la pena mettersi in regola e versare i contributi? In questo starno paese c’è ancora spazio per le persone oneste e per bene?
Berlusconi dice:è lo stato al servizio dei cittadini e non i cittadini al servzio dello stato.I liberali e i liberisti dicono che lo stato non deve intervenire nella gestione economica che va lasciata ai mercati.Marx dice che lo Stato non va riformato,ma abolito,perchè non è altro che una giunta amministrativa degli affari comuni di tutta la classe borghese per la protezione della proprietà privata. Al contrario Hegel,l’emblema della destra politica,vuole lo Stato etico. “Lo Stato è Dio in terra, è la sostanza etica consapevole di sè.E’ contro la concezione liberal-democratica che separa l’individuo dallo Stato e fa valere i diritti dell’individuo contro lo Stato.In linea anche con la concezione di Aristotele,ma anche di Platone che voleva nella direzione dello Stato i saggi (i filosofi).Con una prevalenza della moralità sul benessere economico.Una legge semplice semplice in vigore negli USA ( lo stato guida mondiale democratico-liberale)e negli stati più civili e meno corrotti,potrebbe risolvere anche da noi il problema della corruzione e dell’evasione fiscale.Basterebbe introdurre,non il redditometro che non serve a nulla,ma l’accertamento induttivo nell’accertamento dei redditi provenienti da mazzette o da evasione. Ma da questo orecchio nessuno ci vuol sentire.
@ Bragadin
Compagno Bragadin,girala come ti pare ma rimani sempre e comunque un grande
P I R L A
franco epifanio
@Marshall veramente l’ho detto che è stato assolto
@Talita questi sono pazzi e criminali
@Nicola Porro
potresti togliere la moderazione a questo blog, visto che ritarda moltissimo la discussione?
grazie
I burocrati dovrebbero imparare a scrivere in modo
semplice. Le circolari o altro, prima di essere pubblicate, ottenessero il parere delle categorie che devono applicarle.
Braga, braga…..
vieni a pescare con noi?
Ci manca il verme, il verme…..
A marcantò, da dove scrivi? Da una stanza bianca con le pareti soffici? Sono i barbiturici e il litio che ti danno a farti sbroccare? Eh no, dai, stai tranquillo! E’ tutto a posto, ora viene la mamma! Guarda che se non ti trattano bene devi farti sentire! Gli ospedali psichiatrici italiani, purtroppo, versano in condizioni pietose. Che c’è, l’infermiere è poco gentile? Rivolgiti al primario.
Cmq sono contento che almeno ti insegnano una poarola alla settimana. La parola di questa settimana è: “cazzaro”. Facci sapere come ti trattano, mi raccomando.
Buonasera Porro, la mia Azienda è concessionaria di un importante produttore SW Italiano. A noi è dato il compito di assistere l’utenza finale e le garantisco che il 90% del nostro lavoro ruota attorno all’interpretazione delle norme. Più di una volta, la Casa Madre, appartenente ad AssoSoftware appunto, ha dovuto “alzare la voce”. Le ricordo, infatti, la presentazione mobile della DENUNCIA IMU, riportando a tal proposito il testo di AssoSoftware: “Ai sensi dell’art.13 comma 12-ter del D.L. 201/2011 “… i soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta….”.
Tale strutturazione della scadenza risulta decisamente più complessa rispetto alle regole che, da ultimo, si applicavano alla dichiarazione ICI, la cui tempistica di predisposizione e di presentazione era annuale.
Quanto sopra sembra andare contro al difficile processo di semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti fiscali che doveva concretizzarsi, stando a quanto contenuto nel punto 11 della circolare 3/DF del MEF, anche per la dichiarazione IMU.
Oltretutto al punto 1.3 delle istruzioni della dichiarazione IMU è riportato che “….Per quanto non espressamente indicato nell’elenco soprariportato, il contribuente può assumere le necessarie informazioni sul corretto adempimento dell’obbligazione tributaria presso il competente ufficio del comune di ubicazione degli immobili. Si deve sottolineare a questo proposito che – come precisato nella circolare 3/DF al paragrafo 8 – i comuni possono disporre ulteriore agevolazioni attraverso la riduzione delle aliquote nei limiti previsti dal legislatore per ciascuna fattispecie impositiva….”.
Ora, ci si interroga sul come possa essere rispettata la data di scadenza di presentazione della dichiarazione posto che i comuni hanno la facoltà, di approvare o modificare il regolamento e la deliberazione relativa alle aliquote e alla detrazione del tributo, per l’anno 2012, entro il 30 settembre.
Con il meccanismo del termine mobile, i commercialisti ed i centri di assistenza si trovano alle prese con un adempimento davvero molto oneroso.
La realtà operativa infatti è generalmente costituita da situazioni in cui chi presta consulenza fiscale affronta l’argomento IMU con i propri clienti due volte all’anno, in concomitanza con le scadenze di versamento del saldo e dell’acconto.
In quella occasione i consulenti, a seguito del confronto con i propri clienti, individuano eventuali modifiche degli elementi da considerare ai fini della determinazione del tributo, che spesso costituiscono anche le informazioni da riportare in dichiarazione.
Il fatto di avere, anziché un termine annuale, un termine mobile (90 giorni dalla variazione) cambia radicalmente l’impostazione.
E’ evidente che va contro ogni logica di semplificazione rendere indispensabile che il consulente interroghi tutti i propri clienti ogni 90 giorni per verificare se sono intervenute o meno modifiche dalle quali discende l’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU.
Parimenti è impensabile ipotizzare che il singolo cittadino possa essere talmente informato sulla complessa normativa IMU da comprendere in modo autonomo l’insorgenza dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IMU.
Per tale motivo si chiede di valutare attentamente quale sia la reale necessità di adottare questa diversa tempistica di presentazione della dichiarazione IMU, piuttosto che mantenere il termine annuale già in essere per la dichiarazione ICI (per inciso si ricorda che anche l’ICI, un tempo, prevedeva per i comuni la possibilità di adottare un termine mobile, ma poi, opportunamente, era stato adottato un unico termine annuale).
Quindi si chiede di valutare complessivamente la possibilità di rivedere gli aspetti sopra accennati, sforzandosi davvero di non creare un adempimento che, così come attualmente concepito, richiede un dispendio di risorse e di tempo difficilmente giustificabile con il reale beneficio in termini di controllo….”. Consideri che la nostra mission era l’aiuto ad Aziende e professionisti in termini di gestione, ottimizzazione di processi ecc…, vale a dire tutti quelli aspetti della VERA vita Aziendale e di Studio che comportano benessere per l’Impresa (commerciale, manifatturiera, professionale essa sia) e dal 2012 siamo impantanati in novità BUROCRATICHE esasperanti per le quali, giustamente, l’utenza ci chiede aiuto. Gli Studi Professionali ormai sono ridotti a “segreterie” della Bestia (ogni 15 gg. c’è un adempimento o una comunicazione), le Aziende idem e nel “tempo libero” si pensa a far impresa, o almeno sino a quando non ti salta sul groppone anche l’AE con Equitalia (o meglio INIQUITALIA) al seguito. Dandole un’ulteriore testimonianza diretta, ora sono le 16.55 di domenica e sono ancora impegnato a districarmi sulla comprensione (trappole Statali da evitare) del rimborso di cui al D.l. 201/2011, che dal titolo sembrerebbe un qualcosa di positivo, ma il suo adempimento da parte del contribuente è un affare veramente terribile. Infatti, pur avendo la Casa Madre generato moduli software automatici, è importante che i centri di assistenza siano perfettamente a conoscenza degli aspetti normativi, più che tecnici (ci rendiamo conto? dovremo occuparci solo di assistenza tecnica), in modo da dare valide spiegazioni sulle risultanze del software. Il contribuente avrebbe tutti gli estremi di denunciare lo Stato per mobbing. La PA è ormai come la Corte Francese ai tempi di Luigi XVI: non riescono proprio a comprendere i disagi in cui vessano i cittadini, nonchè li tormentano con la bieca carta bollata. La PA conduce, al contempo, una vita agiata e di sperpero. Tra un po’ suggeriranno di sostituire il pane con le brioches, ovviamente passando da un’Iva al 4 al 10.
L’ “U C A S “, cioe’ Ufficio Complicazione Affari Semplici fa rimpiangere i tempi di Mussolini, tempi nei quali si dovevano fare leggi semplici chiare, corte, intelligibili.
Le complicazioni scoraggiano l’imprenditoria e ne paghiamo tutti le conseguenze. Non si puo’ rilanciare il paese se non lo si libera da questa cappa di piombo. Viva la Liberta’!!!!!!!!!!!!
Invece di togliere la burocrazia,questi ne aggiungono altra,come se non era abbastanza quella che c’era,per loro ogni codicillo in piu sono milioni di euro che a noi piccoli imprenditori tocca sborsare,per fortuna tutto questo finirà molto presto,ci supplicheranno di lavorare,perche’ non ci sara’ piu’ tanta gente disposta a lavorare
Per loro ,poi vedremo come faranno a procurarsi i soldi per fare fronte a questa situazione drammatica che c’è in questo paese.
Non solo le aziende, caro Porro! L’INPS ha pensato bene (naturalmente per la “spending review”, se non per cosa?) di non inviare più ai pensionati il CUD per posta, ma di farlo solo o via e-mail, o tramite i CAF. Ma i pensionati (almeno a buon senso, ma la facoltà del buon senso non esiste ancora all’Università!) sono persone anziane, molte ultraottantenni, che non possiedono computer e non sanno nemmeno cos’è la posta elettronica. Come faranno a fare il modello UNICO se possiedono una casa? Dovranno andare ai CAF, naturalmente, alimentando il circolo vizioso della spesa pubblica (i CAF sono pagati con i soldi dei contribuenti!) e così alimeteranno ancora la “bestia”, con grande giubilo del Mastrapasqua. Che Dio ci aiuti, con questi personaggi!
Ciao, Nicola.
Se vogliamo considerare solo il linguaggio ermetico, anche il Comunicato Stampa Assosoftware non scherza mica.
Invece, andando al cuore (ormai infartato) del problema, mi sembra utile considerare la circolare Inps, con l’avvertenza che NON È DA LEGGERE: SOLO DA GUARDARE.
E poi vomitare.
E poi trasferire le nostre attività in Slovenia, in Croazia o nello Zululand. Dappertutto è meglio che qui.
Eccola la circolare dell’Inps, con due domande.
1. Quanto tempo ci avranno impiegato a scriverla?
2. Lorsignori sono al corrente del fatto che chi produce ha altro da fare?
__________________
Direzione Centrale Entrate
Direzione Centrale Sistemi Informativi e Tecnologici
Roma, 28/12/2012
Circolare n. 151
Ai Dirigenti centrali e periferici
Ai Responsabili delle Agenzie
Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali
Al Coordinatore generale Medico legale e Dirigenti Medici
e, per conoscenza,
Al Presidente
Al Presidente e ai Componenti del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza
Al Presidente e ai Componenti del Collegio dei Sindaci
Al Magistrato della Corte dei Conti delegato all’esercizio del controllo
Ai Presidenti dei Comitati amministratori
di fondi, gestioni e casse
Al Presidente della Commissione centrale per l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati
Ai Presidenti dei Comitati regionali
Ai Presidenti dei Comitati provinciali
OGGETTO: Conguaglio di fine anno 2012 dei contributi previdenziali e assistenziali.
SOMMARIO: Chiarimenti e precisazioni sulle operazioni di conguaglio di fine anno per i datori di lavoro che operano con il flusso UniEmens.
L’approssimarsi della fine dell’anno solare segna, in genere, il momento in cui i datori di lavoro sono chiamati a effettuare alcune operazioni di conguaglio riferite ai contributi previdenziali e assistenziali. Per effetto di talune normative particolari, infatti, può essere necessario:
· pervenire a una precisa quantificazione dell’imponibile contributivo (art. 6 del D.Lgs n. 314/1997);
· applicare con esattezza le aliquote correlate all’imponibile stesso;
· imputare, all’anno di competenza, gli elementi variabili della retribuzione imponibile per i quali gli adempimenti contributivi vengono assolti con la successiva denuncia del mese di gennaio 2013.
Di seguito si elencano le singole fattispecie:
1) variabili della retribuzione (D.M. 7 ottobre 1993);
conguagli per versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria;
2) massimale contributivo e pensionabile art. 2, c. 18 della legge n. 335/1995;
3) contributo aggiuntivo IVS 1%, art. 3-ter della legge n. 438/1992;
4) conguagli sui contributi versati sui compensi ferie a seguito fruizione delle stesse;
5) “fringe benefits” esenti non superiori al limite di € 258,23 nel periodo d’imposta (art. 51, c. 3 del T.U.I.R.);
6) auto aziendali;
7) prestiti ai dipendenti;
9) rivalutazione annuale del TFR conferito al Fondo di Tesoreria;
10) operazioni societarie.
Termine per l’effettuazione del conguaglio.
In attuazione di quanto contenuto dalla deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 5 del 26.3.1993, approvata con D.M. 7.10.1993, i datori di lavoro potranno effettuare le operazioni di conguaglio in argomento, oltre che con la denuncia di competenza del mese di “dicembre 2012” (scadenza 16/1/2013), anche con quella di competenza del mese di “gennaio 2013” (scadenza 18/2/2013[1]), attenendosi alle modalità indicate con riferimento alle singole fattispecie.
Considerato, peraltro, che – dal 2007 – i conguagli possono riguardare anche il TFR al Fondo di Tesoreria e le misure compensative, si fa presente che le relative operazioni potranno essere inserite anche nella denuncia di “febbraio 2013” (scadenza 18 marzo 2013[2]), senza aggravio di oneri accessori. Resta fermo l’obbligo del versamento o del recupero dei contributi dovuti sulle componenti variabili della retribuzione nel mese di gennaio 2013.
Riguardo ad alcune categorie di dipendenti pubblici, ovvero al personale iscritto al Fondo Pensioni per le Ferrovie dello Stato e al Fondo di quiescenza ex Ipost, la sistemazione della maggiorazione del 18 per cento prevista dall’art. 22 della legge n. 177/1976 potrà avvenire anche con la denuncia del mese di “febbraio 2013”.
1. Elementi variabili della retribuzione (DM 7/10/1993).
La citata delibera del Consiglio di Amministrazione n. 5 del 26/3/1993 ha stabilito che, qualora nel corso del mese intervengano elementi o eventi che comportino variazioni nella retribuzione imponibile, può essere consentito ai datori di lavoro di tenere conto delle variazioni in occasione degli adempimenti e del connesso versamento dei contributi relativi al mese successivo a quello interessato dall’intervento di tali fattori, fatta salva, nell’ambito di ciascun anno solare, la corrispondenza fra la retribuzione di competenza dell’anno stesso e quella soggetta a contribuzione. Gli eventi o elementi considerati sono:
· compensi per lavoro straordinario;
· indennità di trasferta o missione;
· indennità economica di malattia o maternità anticipate dal datore di lavoro per conto dell’INPS;
· indennità riposi per allattamento;
· giornate retribuite per donatori sangue;
· riduzioni delle retribuzioni per infortuni sul lavoro indennizzabili dall’INAIL;
· permessi non retribuiti;
· astensioni dal lavoro;
· indennità per ferie non godute;
· congedi matrimoniali;
· integrazioni salariali (non a zero ore).
Agli eventi di cui sopra possono considerarsi assimilabili anche l’indennità di cassa, i prestiti ai dipendenti e i congedi parentali in genere.
Tra le variabili retributive l’Istituto ha, altresì, ricompreso[3] i ratei di retribuzione del mese precedente (per effetto di assunzione intervenuta nel corso del mese) successivi alla elaborazione delle buste paga, ferma restando la collocazione temporale dei contributi nel mese in cui è intervenuta l’assunzione stessa.
Mentre, quindi, non occorre operare alcun accorgimento se l’assunzione è intervenuta nei mesi da gennaio a novembre, se la stessa avviene a dicembre e i ratei si corrispondono nella retribuzione di gennaio, occorre evidenziare l’evento nel flusso UniEmens.
Gli eventi o elementi che hanno determinato l’aumento o la diminuzione delle retribuzioni imponibili, di competenza del mese di dicembre 2012, i cui adempimenti contributivi sono assolti nel mese di gennaio 2013, vanno evidenziati nel flusso UniEmens valorizzando l’elemento di , per gestire le variabili retributive e contributive in aumento e in diminuzione ed anche gli “imponibili negativi” con il conseguente recupero delle contribuzioni non dovute.
Si ricorda che, ai fini dell’imputazione nella posizione assicurativa e contributiva del lavoratore, gli elementi variabili della retribuzione sopra indicati si considerano secondo il principio della competenza (dicembre 2012), mentre, ai fini dell’assoggettamento al regime contributivo (aliquote, massimali, agevolazioni, ecc.), si considerano retribuzione del mese di gennaio 2013, salvo il caso di imponibile negativo in relazione al quale la contribuzione non dovuta va recuperata nel suo effettivo ammontare.
Anche ai fini della certificazione CUD/2013 e della dichiarazione 770/2013, i datori di lavoro terranno conto delle predette variabili retributive, nel computo dell’imponibile dell’anno 2012.
Si ribadisce che la sistemazione contributiva degli elementi variabili della retribuzione (salvo quanto precisato per la maggiorazione del 18% ex art.22 L. 177/1976), deve avvenire entro il mese successivo a quello cui gli stessi si riferiscono.
1.1 Compilazione flusso Uniemens.
Per gestire le variabili retributive e contributive in aumento e in diminuzione nonché per gli imponibili negativi, con il conseguente recupero delle contribuzioni non dovute – a livello individuale – deve essere compilato l’elemento di , secondo le modalità contenute nel documento tecnico, cui – quindi – si rimanda.
2. Massimale art. 2, comma 18 della legge 8/8/1995, n. 335.
Come noto, l’art. 2, comma 18 della legge n. 335/1995, ha stabilito un massimale annuo per la base contributiva e pensionabile degli iscritti successivamente al 31.12.1995 a forme pensionistiche obbligatorie privi di anzianità contributiva ovvero per coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, ai sensi dell’art. 1, comma 23 della legge n. 335/95, così come interpretato dall’art. 2 del decreto legge 28 settembre 2001, n. 355, convertito con legge 27/11/2001, n. 417.
Tale massimale – pari, l’anno 2012, a € 96.149,00 – deve essere rivalutato ogni anno in base all’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’ISTAT.
Lo stesso trova applicazione per la sola aliquota di contribuzione ai fini pensionistici (IVS), ivi compresa l’aliquota aggiuntiva dell’1% di cui all’art. 3-ter della legge n. 438/1992.
Si rammenta che:
· il massimale non è frazionabile a mese e ad esso occorre fare riferimento anche se l’anno solare risulti retribuito solo in parte;
· nell’ipotesi di rapporti di lavoro successivi, le retribuzioni percepite in costanza dei precedenti rapporti, si cumulano ai fini dell’applicazione del massimale. Il dipendente è, quindi, tenuto a esibire ai datori di lavoro successivi al primo la certificazione CUD rilasciata dal precedente datore di lavoro ovvero presentare una dichiarazione sostitutiva;
· in caso di rapporti simultanei le retribuzioni derivanti dai due rapporti si cumulano agli effetti del massimale. Ciascun datore di lavoro, sulla base degli elementi che il lavoratore è tenuto a fornire, provvederà a sottoporre a contribuzione la retribuzione corrisposta mensilmente, sino a quando, tenuto conto del cumulo, venga raggiunto il massimale. Nel corso del mese in cui si verifica il superamento del tetto, la quota di retribuzione imponibile ai fini pensionistici sarà calcolata per i due rapporti di lavoro in misura proporzionalmente ridotta;
· ove coesistano nell’anno rapporti di lavoro subordinato e rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o similari, che comportano l’iscrizione alla Gestione Separata ex lege n. 335/1995, ai fini dell’applicazione del massimale, le retribuzioni derivanti da rapporti di lavoro subordinato non si cumulano con i compensi percepiti a titolo di collaborazione coordinata e continuativa.
2.1 Modalità operative per la gestione del massimale ex lege n. 335/95.
Per i lavoratori dipendenti soggetti alle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 18, della Legge n. 335/1995, nel mese in cui si verifica il superamento del massimale, l’elemento di , , deve essere valorizzato nel limite del massimale stesso, mentre la parte eccedente deve essere indicata nell’elemento di con la relativa contribuzione minore. Nei mesi successivi al superamento del massimale, l’imponibile sarà pari a zero, mentre continuerà ad essere valorizzato l’elemento .
Nel caso in cui, nel corso dell’anno, vi sia stata un’inesatta determinazione dell’imponibile, che abbia causato un versamento di contributo IVS anche sulla parte eccedente il massimale (con necessità di procedere al recupero in sede di conguaglio) o, viceversa, un mancato versamento di contributo IVS (con esigenza di provvedere alla relativa sistemazione in sede di conguaglio), si procederà con l’utilizzo delle specifiche di .
Ai fini della compilazione del flusso, si rinvia a quanto illustrato nel documento tecnico.
3. Contributo aggiuntivo IVS 1% (art. 3-ter della legge 14/11/1992 n. 438).
L’art. 3-ter della legge n. 438/1992 ha istituito, in favore di quei regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico dei lavoratori inferiori al 10%, un contributo nella misura dell’1% (a carico del lavoratore) eccedente il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile determinata ai fini dell’applicazione dell’art. 21, c. 6 della legge 11.3.1988 n. 67.
Per l’anno 2012, tale limite è risultato pari a € 44.204,00 annui, corrispondenti a € 3.684,00 mensili.
Come noto, ai fini del versamento del contributo in trattazione, deve essere osservato il metodo della mensilizzazione del limite della retribuzione; tale criterio, può rendere necessario procedere ad operazioni di conguaglio, a credito o a debito del lavoratore, degli importi dovuti a detto titolo.
Le operazioni di conguaglio si rendono, altresì, necessarie nel caso di rapporti di lavoro simultanei, ovvero che si susseguono nell’anno. In tale ultimo caso, le retribuzioni percepite in costanza di ciascun rapporto si cumulano ai fini del superamento della prima fascia di retribuzione pensionabile.
Il dipendente è, quindi, tenuto ad esibire ai datori di lavoro successivi al primo la prevista certificazione CUD (o dichiarazione sostitutiva) delle retribuzioni già percepite. I datori di lavoro provvederanno al conguaglio a fine anno (ovvero nel mese in cui si risolve il rapporto di lavoro) cumulando anche le retribuzioni relative al precedente (o ai precedenti rapporti di lavoro), tenendo conto di quanto già trattenuto al lavoratore a titolo di contributo aggiuntivo.
Nel caso di rapporti simultanei, in linea di massima, sarà il datore di lavoro che corrisponde la retribuzione più elevata, sulla base della dichiarazione esibita dal lavoratore, ad effettuare le operazioni di conguaglio a credito o a debito del lavoratore stesso.
Qualora a dicembre 2012 il rapporto di lavoro sia in essere con un solo datore, sarà quest’ultimo a procedere all’eventuale conguaglio, sulla base dei dati retributivi risultanti dalle certificazioni rilasciate dai lavoratori interessati.
3.1 Modalità operative per la gestione del contributo aggiuntivo 1%.
Ai fini delle operazioni di conguaglio, si precisa che, ove gli adempimenti contributivi vengano assolti con la denuncia del mese di gennaio 2013, gli elementi variabili della retribuzione non incidono sulla determinazione del tetto 2012 di € 44.204,00. Ai fini del regime contributivo, infatti, dette componenti vengono considerate retribuzione di gennaio 2013.
Per gestire la contribuzione aggiuntiva di 1% ex lege n. 438/92, a livello individuale, deve essere compilato l’elemento di , secondo le modalità illustrate nel documento tecnico.
4. Monetizzazione delle ferie e imposizione contributiva.
Nel rimandare a quanto già reso noto in materia[4], si ricorda che l’ipotesi di assoggettamento a contribuzione del compenso per ferie non godute, ancorché non corrisposto, rientra nelle fattispecie contemplate dalla Deliberazione del Consiglio di Amministrazione INPS n. 5 del 26.3.1993, approvata con D.M. 7.10.1993, i cui adempimenti contributivi possono essere assolti nel mese successivo a quello in cui maturano i compensi[5].
L’individuazione del momento in cui sorge l’obbligo contributivo sul compenso ferie non costituisce limite temporale al diritto del lavoratore di fruire effettivamente delle stesse.
Può, quindi, verificarsi il caso in cui queste vengano effettivamente godute in un periodo successivo a quello dell’assoggettamento contributivo.
In tale ipotesi il contributo versato sulla parte di retribuzione corrispondente al “compenso ferie” non è più dovuto e deve essere recuperato a cura del datore di lavoro ed il relativo compenso deve essere portato in diminuzione dell’imponibile dell’anno (ovvero del mese, dal 1° gennaio 2005) al quale era stato imputato.
4.1. Modalità operative per il recupero dei contributi sul compenso ferie non godute.
Il flusso UniEmens consente di gestire il recupero della contribuzione versata sull’indennità per il compenso ferie dal 1° gennaio 2005.
Conseguentemente, la procedura per il recupero della contribuzione è stata notevolmente semplificata, in quanto – attraverso una specifica variabile retributiva con la causale FERIE – si consente al datore di lavoro, al momento della eventuale fruizione delle ferie da parte del lavoratore, di modificare in diminuzione l’imponibile dell’anno e mese nel quale è stato assoggettato a contribuzione il compenso per ferie non godute e, contemporaneamente, di recuperare una quota o tutta la contribuzione già versata.
Per le modalità di compilazione del flusso, si rinvia a quanto all’uopo illustrato nel documento tecnico.
5. Fringe benefits (art. 51, comma 3 del T.U.I.R.).
L’art. 51 c. 3 del TUIR n. 917/1986 stabilisce che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se, complessivamente, di importo non superiore, nel periodo di imposta, a € 258,23 e che, se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.
Nel caso in cui, in sede di conguaglio, il valore dei beni o dei servizi prestati risulti superiore al predetto limite l’azienda dovrà provvedere ad assoggettare a contribuzione il valore complessivo e non solo la quota eccedente.
Per la determinazione del predetto limite si dovrà tener conto anche di quei beni o servizi ceduti da eventuali precedenti datori di lavoro.
Ai soli fini previdenziali, in caso di superamento del limite di € 258,23, il datore di lavoro che opera il conguaglio provvederà al versamento dei contributi solo sul valore dei fringe benefit da lui erogati (ciò, diversamente da quanto avviene ai fini fiscali, dove sarà trattenuta anche l’IRPEF sul fringe benefit erogato dal precedente datore di lavoro).
Per le operazioni di conguaglio i datori di lavoro si atterranno alle seguenti modalità:
· porteranno in aumento della retribuzione imponibile del mese cui si riferisce la denuncia l’importo dei fringe benefit dagli stessi corrisposti qualora, anche a seguito di cumulo con quanto erogato dal precedente datore di lavoro, risulti complessivamente superiore a € 258,23 nel periodo d’imposta e non sia stato assoggettato a contribuzione nel corso dell’anno;
· provvederanno a trattenere al lavoratore la differenza dell’importo della quota del contributo a carico dello stesso non trattenuta nel corso dell’anno.
6. Auto aziendali ad uso promiscuo (art. 51, c. 4, lett. a) del T.U.I.R.
Ai fini della quantificazione forfetaria dell’utilizzo in forma privata dell’autovettura – di proprietà del datore di lavoro (o committente) e assegnata in uso promiscuo al lavoratore – il TUIR (art. 51, c. 4, lettera a) dispone che tale calcolo sia effettuato sulla base di una percorrenza annua totale dell’auto di 15.000 km e riferendone una parte di essi all’uso privato; la percentuale prevista dalla norma è 30% (15.000 x 30% = 4.500 x valore km tariffe ACI = misura del fringe benefit).
7. Prestiti ai dipendenti (art. 51, c. 4, lett. b) del T.U.I.R.
Si rammenta che ai fini della determinazione in denaro del compenso in natura relativo ai prestiti erogati ai dipendenti (art. 51, c. 4, lett. b) del T.U.I.R.) si deve assumere il 50 per cento della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente al termine di ciascun anno e l’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli stessi.
Al riguardo si fa presente che, attualmente, il tasso ufficiale di riferimento (TUR) vigente é pari a 0,75%[6].
8. Conguagli per versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria.
Con circolare n. 70 del 3 aprile 2007, è stata illustrata la funzionalità del Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato del trattamento di fine rapporto di cui all’art. 2120 del codice civile (Fondo Tesoreria) e sono state altresì fornite le istruzioni operative per il versamento delle quote di TFR dovute dalle aziende destinatarie dalle disposizioni di cui ai commi 755 e successivi della legge n. 296/2006.
Nel rispetto della previsione di cui all’articolo 1, c. 4 del Decreto 30 gennaio 2007 – attuativo delle citate disposizioni – è stato in particolare chiarito che il versamento delle quote di TFR va effettuato mensilmente, salvo conguaglio a fine anno o alla cessazione del rapporto di lavoro.
In occasione delle operazioni di conguaglio, quindi, le aziende devono provvedere alla sistemazione delle differenze a debito o a credito eventualmente determinatesi in relazione alle somme mensilmente versate al Fondo di Tesoreria e alla regolarizzazione delle connesse misure compensative.
8.1. Conguaglio del contributo aggiuntivo IVS 0,50% nella restituzione dello sgravio contributivo sulle retribuzioni di secondo livello.
Come noto, la quota di TFR che le aziende destinatarie delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 755 e successivi della legge n. 296/2006 versano mensilmente al Fondo di Tesoreria affluisce al netto dell’ammontare corrispondente all’importo del contributo di cui all’articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297 (0,50%), calcolato sull’imponibile previdenziale.
Le aziende di cui trattasi – che sono anche state ammesse alla fruizione dello sgravio contributivo sulle retribuzioni di secondo livello ex lege n. 247/2007 e successive modifiche ed integrazioni – all’atto del recupero della percentuale di incentivo spettante (al massimo 25 punti percentuali), ricomprendono anche il citato contributo aggiuntivo IVS dello 0,50%.
Una volta restituito ai datori di lavoro, detto contributo riassume la sua natura originaria di TFR e, di conseguenza, concorre a implementare la quota che le aziende sono tenute a versare al Fondo di Tesoreria.
Ai fini del versamento delle citate differenze, le aziende provvederanno a riportare i relativi importi valorizzando, nella denuncia individuale, il nuovo codice CF03 a tal fine aggiunto in “TipoImpPregCMT” di di di di di .
8.2 Aziende costituite dopo il 31 dicembre 2006.
Nella citata circolare n. 70/2007 è stato chiarito che per le aziende che iniziano l’attività dopo il 31 dicembre 2006, gli obblighi nei riguardi del Fondo di Tesoreria scattano se, alla fine dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre), la media dei dipendenti occupati raggiunge il limite dei 50 addetti.
In tal caso le aziende sono tenute al versamento delle quote dovute anche per i mesi pregressi, a far tempo da quello di inizio dell’attività.
È stato, altresì, precisato che le aziende interessate devono effettuare il versamento di quanto dovuto in sede di conguaglio di fine anno, maggiorando l’importo da versare del tasso di rivalutazione, che – per l’anno 2012 – è pari al 3,88% calcolato fino alla data di effettivo versamento.
Le aziende costituitesi durante l’anno in corso che, al 31.12.2012, hanno raggiunto il limite dei 50 addetti, devono trasmettere l’apposita dichiarazione entro il termine di trasmissione della denuncia UniEmens relativa al mese di febbraio 2013 (31 marzo 2013).
8.3. Rivalutazione del TFR al Fondo di Tesoreria e imposta sostitutiva.
Come noto, l’articolo 2120 del c.c. stabilisce che le quote annuali di trattamento di fine rapporto – ad eccezione di quella maturata nell’anno – devono essere incrementate, al 31 dicembre di ogni anno, con l’applicazione di un tasso costituito dall’1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento dell’indice accertato dall’ISTAT, rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.
Anche il TFR versato al Fondo di Tesoreria deve essere rivalutato alla fine di ciascun anno, ovvero alla data di cessazione del rapporto di lavoro e tale incremento – al netto dell’imposta sostitutiva – deve essere imputato alla posizione del singolo lavoratore.
Il costo della rivalutazione resta a carico del Fondo di Tesoreria.
Sulle somme oggetto di rivalutazione, va versata all’Erario l’imposta sostitutiva del 11% ex D. Lgs. n. 47/2000, che grava sul lavoratore.
Entro il mese di “dicembre 2012” – salvo conguaglio da eseguirsi entro “febbraio 2013” – i datori di lavoro possono conguagliare l’importo dell’imposta versato con riferimento alla rivalutazione della quota di accantonamento maturato presso il Fondo di Tesoreria.
Per individuarne l’ammontare, i datori di lavoro potranno calcolare una presunta rivalutazione delle quote di TFR trasferite alla Tesoreria, avvalendosi dell’ultimo (o del penultimo) indice ISTAT. A tale riguardo, si fa presente che il coefficiente valido per il mese di novembre 2012 è 2,961538.
8.3.1. Adempimenti a carico del datore di lavoro.
Con riferimento ai lavoratori per i quali nell’anno 2012 sono state versate quote di TFR al Fondo di Tesoreria, i datori di lavoro dovranno determinare la rivalutazione ex art. 2120 c.c. (separatamente da quella spettante sul TFR accantonato in azienda) e calcolare sulla stessa, con le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate, l’imposta sostitutiva dell’11%.
L’importo di quest’ultima sarà recuperato in sede di conguaglio con i contributi dovuti all’INPS.
Le somme eventualmente conguagliate in eccedenza a titolo di imposta sostitutiva – sia all’atto del versamento dell’acconto che in altre ipotesi – potranno in ogni caso essere restituite (vedi successivo punto 9).
9. Modalità operative per la gestione del TFR al Fondo di Tesoreria.
La gestione del TFR al Fondo di Tesoreria sul flusso UniEmens, avviene attraverso la compilazione delle sezioni DENUNCIA INDIVIDUALE e DENUNCIA AZIENDALE, secondo le modalità descritte nel documento tecnico.
10. Operazioni societarie. Riflessi in materia di conguaglio.
Nelle ipotesi di operazioni societarie, che comportano il passaggio di lavoratori ai sensi dell’art. 2112 c.c., e nei casi di cessione del contratto di lavoro, le operazioni di conguaglio dei contributi previdenziali dovranno essere effettuate dal datore di lavoro subentrante, tenuto al rilascio della certificazione CUD, con riferimento alla retribuzione complessivamente percepita nell’anno, ivi incluse le quote retributive da assoggettare allo sgravio sul II livello contrattuale, le erogazioni liberali ed i fringe benefit.
Si richiama l’attenzione dei datori di lavoro ad utilizzare – nel caso di passaggio di lavoratori da una matricola all’altra (anche per effetto di operazioni societarie) – gli appositi codici e “2” e “2T”, con l’indicazione della matricola di provenienza.
Come indicato al precedente punto 1.1., dal 1° gennaio 2010, il datore di lavoro subentrante potrà gestire correttamente le variabili retributive utilizzando il nuovo elemento di ,, valorizzando l’elemento con il codice dell’azienda di provenienza.
11. Recupero del contributo di solidarietà del 10% ex lege n. 166/1991 su contributi e somme accantonate a favore dei dipendenti per le finalità di previdenza complementare.
Come noto[7], sulle contribuzioni o somme a carico del datore di lavoro destinate a realizzare le finalità di previdenza pensionistica complementare, è dovuto il contributo di solidarietà previsto, nella misura del 10 per cento, dall’articolo 9-bis del decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 giugno 1991, n. 166.
Si ricorda – con l’occasione – che, ai sensi di quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 16 del D.Lgs. n. 252/2005, una percentuale pari all’1% del gettito del predetto contributo di solidarietà confluisce presso l’apposito Fondo di garanzia – ex articolo 5 del D.Lgs. n. 80/1992 – istituito mediante evidenza contabile nell’ambito della gestione delle prestazioni temporanee dell’INPS – apprestato contro il rischio derivante dall’omesso o insufficiente versamento da parte dei datori di lavoro sottoposti a procedura di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa ovvero di amministrazione controllata.
Nelle ipotesi in cui, sia in occasione delle operazioni di conguaglio che nel corso dell’anno, si rendesse necessario effettuare recuperi su detta contribuzione, i datori di lavoro possono avvalersi dei codici causale:
Codice Significato
L938 Rec.“contr.solidarietà 10% ex art.16 Dlgs n. 252/2005” per i lavoratori iscritti al F.P.L.D nonché a tutti gli altri Fondi gestiti dall’INPS.
L939 Rec. di “contr.solidarietà 10% ex art. 16 Dlgs n. 252/2005 dirigenti industriali già iscritti all’ex Inpdai”, per i dirigenti iscritti all’ex INPDAI al 31.12.2002.
Il Direttore Generale
Nori
__________________
[1] Il 16 febbraio 2013 cade di sabato.
[2] Il 16 marzo 2013 cade di sabato.
[3] Cfr. circolare n. 117 del 7 dicembre 2005.
[4] Cfr, da ultimo, la circolare n. 162 del 27 dicembre 2010.
[5] Cfr. messaggio n. 101 del 13 giugno 2001.
[6] Cfr. provvedimento della BCE del 11 luglio 2012.
[7] Cfr. circolare n. 98 del 2 luglio 2007.
Allucinante!!
Leggendo simili amenità è sorprendente come qualcuno possa ancora pensare di fare impresa in questo paese e si capiscono le ragioni di chi invece chiude e fugge via.La modifica di una legge è sempre accompagnata da un preambolo di richiami e riferimenti ad altre addirittura del re o dell’ottocento in un linguaggio incomprensibile e assurdo.Perchè non si può dire “le leggi X e Y sono modificate e sostituite dalla seguente legge Z e sono abolite” ?Insieme al sacrosanto principio della non retroattività a me pare che tutto sarebbe chiaro e semplice,senza bisogno di avere la laurea,solo con un pò di buonsenso.Purtroppo nella cucina del basso impero questo ingrediente non c’è.
a questo punto penso che sia più EFFICACE una dozzina di teste ghigliottinate a far capire ai burocrqati di quello che necessita per l’Italia. se l’Inps ricorre a questi mezzucci ci vuole la privatizzazione della previdenza . è inutile ogni altro commento quando chiedono queste cose alle imprese èer uno 0,50%.
Aadesso consiglio una cosa alle imprese . pagatge i tfr in busta paga ai dipendenti e lasciatene fare quello che vogliono ottenete due scopi. aumentqate la somma netta in busta paga del dipendente ed evitate di fare troppi calcoli per l’inps.
morale della favola l’italia ha bisogno di un’iNversione di Rotta a 180 gradi, ( caMBIARE A 360° SIGNIFICA LASCIARE LE COSE COME STANNO)di simili pagkliacciate non ve n’è alcun bisogno, semmai bisogna cambiare i vertici di stato con gente con la testa sul collo..
mi sa che questi baroni di stato il cervello se lo siano bevuto.
di questo cambiamento in peggio ovviamente mi sono già accorto andando all’inps. FINO A 3/4 ANNI FA VI ERANO SPORTELLI accessibili a chiunque adesso i professionisti si devono prenotare con 10 giorni dui anticipo e non si sa qual è il funzionario delegato alla pratica
se non è una situazione kafkiana questa. mi viene da dire che lo stato è so,lo un covo di parassiti 8conoscevo diversi funzionari inps che allora mi servivano egregiamente ma anche kloro ADESSOM SI SONO DOVUTI ADEGUARE ALLA *PRASSI* befera mastrapasqua. ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.. in sistesi l’inps è un catorcio arrugginito. come quelli che si vedono alle autodemolizioni, mentre lo stato pretende di vendere servizi a prezzi da FUORISERIE!
e poi si lamentano che Beppe Grillo fa il pieno di voti.!ce ne vorrebbe uno per ogni ente statale di capi come lui. mi fermo qui altrimenti il fegato si atrofizza!
Il problema della burocrazia spesso viene solo accennato dai politici. Si dice genericamente che è un ostacolo.
Gli atti della burocrazia, che è ormai un corpo dannoso e utile solo a se stesso, hanno la loro origine ipertrofica nel corpus legislativo che è ormai demenziale, incoerente , contraddittorio, inutile e che fomenta la pratica perversa del “chiarimento” attraverso la Circolare.
Per esperienza personale più volte mi sono trovato ad affrontare situazioni in cui il burocrate metteva in atto provvedimenti amministrativi in forza di circolari ministeriali che successivamente venivano censurate dalla magistratura.
Ossia gli uffici scavalcano serenamente il legislatore.
Ora, o il legislatore si riprende in mano il suo mestiere scrivendosi da solo le leggi , e non facendosele fare dagli uffici, o questo blob ci sepellirà definitivamente.
Ormai preso un qualunque settore normativo, la stratificazione di leggi , leggine , commi aggiunti, sostituiti , abrogati, è talmente vasto che ogni modifica rischia di fare dei danni in quanto potrebbe andare in cotraddizione con qualche articolo sparso in questo mare magnum.
Azzerare e rifare tutto daccapo con pochi articoli semplici e capibili dai più, altra strada non ne vedo.
“Ma soprattutto si capisce perchè non avremo mai non dico una Silicon Valley, ma un modesto distrettino tecnologico in questo paese” … i problemi sono ben altri che tradurre in un algoritmo le specifiche fornite. Nella fase di sviluppo sono all’ordine del giorno buchi di analisi e di fatto c’è uno scambio continuo di informazioni tra committente e la controparte. Parliamo invece di fior di laureti con anni di esperienza che vivono una costante condizione di precariato con stipendi ridicoli. Nel settore informatico il contratto a tempo indeterminato esiste … tanto poi c’è il mobbing mascherato che risolve tutti i problemi … ma non credo sia questo l’oggetto dell’articolo
non ho parole,(sono scappato dall’Italia in Romania ora che sono in pensione e lavoro e pago il fisco qui..) ma incoraggio il dr Porro e chiunque altro a non abbassare la guardia e stare sempre in allerta per denunciare e informare…Vorrei tornare in Italia e non essere stritolato inutilmente e frustrato..prima di finire i miei giorni, grazie.
Complimenti dott.Porro per ieri sera a La7. Ha solo dimenticato di dire che Guarguaglini dopo tre mesi dai fatti che lo costrinsero alle dimissioni, era stato assolto con formula piena dai giudici per quelle imputazioni. Però lui nel frattempo si era dovuto dimettere.
mi stupisco che in Italia ci si stupisca di ciò. Nessuno si stupisce più che il presidente sig. Mastropasqua percepisca più di Obama della Merkel e di Holland messi assieme perchè siamo assuefatti e che permetta questo groviglio di carte. Se circolari come queste non verrebbero deliberate ci troveremmo in un paese normale e quindi non più Italiano. Da noi si è “diversamente cittadino normale”.
Il destino degli italiani è morire di burocrazia.
E facciamolo qualche nome di chi ha fatto dello Stato una bestia onnivora! Parliamo dei rimborsi elettorali? Nel 1993 abbiamo fatto un referendum in cui abbiamo detto che ai partiti non toccavano soldi. Nel 1994 vengono reintrodotti sotto forma di rimborsi, poi aumentati nel 1997 e via dicendo. PdL e PD si sono intascati centinaia di milioni di euro senza averne alcun diritto, sostenendo la tesi che senza soldi non si fa politica. Poi a arriva un comico e ti dimostra che dsi fa un partito dal 20% senza un euro, e tutto il castello di minchiate crolla in un attimo. Vede Porro, a dire “Stato ladro”, son bravi tutti. Se si vuole fare qualcosa in più di battute qualunquiste, bisogna indicare nomi e cognomi. E possibilmente non di un solo condominio.
[...] dal suo blog [...]
Mi dispiace proprio tanto ma non ho capito proprio niente
Una cosa di cui si e’ parlato poco, e vi assicuro che e’ cosi’ perche’ io la vivo, oltre alla tassazione assurda che dobbiamo sopportare non abbiamo mai tenuto conto dei costi dell’amministrazione o dei commercialisti per gestire il pagamento delle tasse.
La percentuale e’ ben piu’ alta se vengono aggiunti i costi appunto, sicuramente maggiori che nel resto d’europa, dovuti alla cavillosita e incapacita’ di emettere norme chiare e semplici.
Ma ovviamente la maggioranza in parlamento e nei posti chiave di questa italietta ci sono solo mezze calzette che non hanno mai lavorato un ora in vita loro e si trastullano tutto il tempo vomitando le loro incapacita’ su chi lavora.
Tutta questa gentaglia dirigenziale (monti e mastropasqua sono l’esempio per tutti i burocrati di questo mondo) andrebbe stanata dai loro fortini e tutti condotti verso un lungo cammino a bussare le porte di tutte le case degli italiani per chiedere perdono per la loro incapacita’ e i danni fatti, attraversando l’italia in direzione nord>sud una volta a lampedusa, intraprendere il viaggio della speranza NOSTRA verso l’africa dove umanamente potrebbero fare un percorso di vita nettamente superiore.
ATTENZIONE ! ATTENZIONE ! POPOLO ITALIANO !
I soldi che Vi mancano ve li può dare soltanto colui che gli ha !
Berlusconi Vi restituirà l’IMU anche a costo di spendere il suo capitale. Gli altri Candidati hanno soltanto le braghe !
La situazione economica si può rimediare da persone che hanno dimostrato di saperci fare diventando uno dei più ricchi del mondo. Gli altri lider partono soltanto da teorie astratte . In pratica hanno fallito sono dimostrati incapaci, perdenti in economia ergo rovineranno il paese.
Il capitalismo mondiale e gli USA aiuteranno Berlusconi perché e loro rappresentante. Il capitalismo non aiuterà mai la sinistra amica dei comunisti che vuole la morte del capitalismo e brucia le bandiere americane.
Non votate la sinistra perché morirete di fame.
Salvatevi con il giusto voto al solo “santo vincitore” Berlusconi !!
ho letto da qualche parte che l’attuale direttore dell’INPS incamera dall’ente medesimo la somma di euro un milione annui. Sinceramente non ci posso credere che si possa arrivare a tanto … ma per quello che si vede in questo paese di me… non ci sarebbe da stupirsi.
Colgo l’occasione per segnalare l’ennesimo richiamo dell’OCSE all’italia (chissa’ perché le segnalazioni ed i richiami dell’OCSE che riguardano la maniera vergognosa tutta sovietica di concepire il wellfare in italia …. passano sempre sotto rigoroso silenzio) relativo – questa volta – alle norme demenzialcomuniste che strozzano le imprese in italia, questa volta relative alle regole che normano le assunzioni ed i licenziamenti ! In pratica secondo l’OCSE quì da noi queste regole “sono troppo rigide e contrastano quindi con quello che dovrebbe essere specie in un momento di congiuntura come questo”.
Bisognerebbe che qualcuno piu’ rumoroso di Bragadin, dicesse all’OCSE quali forze politiche e sidacali, hanno creato e proteggono piu’ della reputazione delle mogli dei kapi, queste regole demenzialcomuniste ! Cosi come – sempre quel qualcuno – in riferimento alla precedente segnalazione OCSE di un paio di anni fa (anch’essa passata come ovvio, rigorosamente sotto silenzio) con la quale si evidenziava che la produttivita’ media dell’operaio italiano e’ dell’ottanta % inferiore a quella del collega operaio tedesco ! – dovrebbe andare (quel qualcuno) a riferire all’OCSE medesima che gli autori del misfatto … HANNO TUTTI NOME E COGNOME !
Ripeto e concludo : ma il PD (cioe’ il PCI di Vendola e Bersani) la CGIL della Camusso e la FIOM di Landini …. saranno mica tutte creazioni del cavaliere maledetto (figura nefasta per scelta divina) ?
Signor Porro é indispensabile smantellare la burocrazia statale, perché non é lo Stato l’unica Bestia ma é la sua burocrazia di idioti che é il vero Mostro. Altrimenti non c’é futuro per l’Italia.
Un paese governato da bestie si trasforma in un giardino zoologico con tutti i cittadini in gabbie.
LE INCOMPRENSIBILI LEGGI DEL MENGA DI MONTI
Caro cuoco,
quello che hai citato è nulla, rispetto al linguaggio del tutto incomprensibile, di molte delle leggi emanate dai “professori” (di idiozia) del governo Monti.
Guarda un po’ questo articolo:
«Per il comune di cui al comma 3.1 non è dovuta la quota di imposta riservata allo Stato sugli immobili di proprietà dei comuni di cui all’articolo 13, comma 11, secondo periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, così come modificato dall’articolo 4, comma 5, lettera g), del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, e non si applica il comma 17, del medesimo articolo».
Io darei l’ERGASTOLO a chi ha scritto una legge così demente e incomprensibile. E lo condannerei anche a scrivere tutti i giorni sul pavimento della cella quella porcata, almeno 100 volte.
E questo è l’ottimo commento di Marino Longoni su “Italia Oggi”
http://www.italiaoggi.it/news/dettaglio_news.asp?id=201301140924207248&chkAgenzie=ITALIAOGGI
“Il codice civile di Napoleone, del 1804, era composto da poco più di 100 mila parole. Le sei manovre economiche approvate dal governo Monti nel 2012 arrivano a 300 mila. Il primo è passato alla storia come esempio di chiarezza normativa. La legislazione del governo tecnico segna invece il punto più basso nella qualità delle leggi: norme scritte in modo incomprensibile, che vengono modificate pochi giorni dopo essere approvate, piene zeppe di strafalcioni. Un esempio, l’ultimo comma della legge di stabilità: nel testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, in 10 righe si possono contare cinque refusi.”
da programmatore analista di lungo corso, dico solo una cosa….mi vien da piangere!!
Bene ma molto bene nel male; questa premessa è di regola il male nel bene!
Quando le Persone normali leggeranno queste mie righe capiranno cosa sia il bene ma molto bene nel male ed invece il male nel bene.
Nell’anno 2010 l’Agenzia delle Entrate di Ancona, con la Soc. A.P.I. ancora in piena Attività, ma per poco poiché a dicembre 2012 ha chiuso la produzione di benzina e gasolio (oltre ai derivati ha così emanato questa “circolare”!
Tutti i Soggetti anche Privati che hanno qualche attività con la Soc. A.P.I. dovranno essere tassati del 20% dell’Importo delle transazioni; tale Quota sarà NN/SS (detto in poche parole semplici)!
Io avevo un Credito con un Dipendente di questa Soc. per cui questa versava ogni mese, nel mio c/c bancario, la somma che mi spettava per Diritto.
Ad un certo punto in una verifica del c7c bancario non vidi più l’accredito di tale somma e chiesto informazioni venni a sapere dell’arcano.
Ho scritto subito una lettera alla Soc. ed all’Agenzia delle Entrate così che dopo tre mesi ho ricominciato a riscuotere il dovuto.
Tra me e me ho rivisitato questa situazione pensando a quale punto di “terrorismo” sia arrivato lo Stato, attraverso l’Agenzia delle Entrate, da non far minimamente riflettere, che dico, avviare una profonda riflessione sulla possibilità delle Aziende di avere un minimo di possibilità di decisione su questioni che potrebbero essere benissimo risolte da un semplice manovale di muratori (senza offesa per la Categoria).
Spero soltanto di non dover intraprendere un’Azizone Legale quando dovrò richiedere il rimborso del “maltolto”; e per me che vivo di Stipendio sono molti euro!
Disatinti saluti e spero di essermi spiegato chiaro sul bene ma bene nel male!
questo è il risultato della deriva causata dall’ingerenza dello “stato” in campo economico.
comincio realmetne a pensare che forse è meglio che vinca grillo e il suo movimento di esaltati.
contribuirà ad accelerre il fallimento dello stato, dopodichè si potrà forse ripartire su basi piu sostenibili…
nel frattempo mi sa che espatrio..
ciauz…
Pazzesco!pazzesco!pazzesco!sempre così,non sanno spiegare nulla senza incasinare tutto in un gergo bizantino.Caro cuoco,insieme al commercialista( di cui non si può fare senza)occorre stipendiare un interprete per lingua burocratese.Ma con queste premesse,come si fa a sperare di atterrare investitori Esteri?Si salvi chi può !chi c’è la fa scappa via e chi resta in Italia rischi l’estinzione per fisco e magistratura.
Sì, la nostra burocrazia è il miglior UCAS ( Ufficio Complicazione Affari Semplici ) del mondo!
Intanto “l’amico” Hollande corre subito in India a vendere i suoi elicotteri ed i suoi armamenti ( vedi http://www.huffingtonpost.it/2013/02/14/finmeccanica-hollande-vol_n_2684886.html?utm_hp_ref=italy , ma anche il Giornale ne ha scritto http://www.ilgiornale.it/news/interni/lindia-annulla-commessa-e-hollande-pronto-fregarci-886527.html, mentre le TV pubbliche hanno taciuto ).
Sembra che qualcuno voglia farci digerire le tangenti ed il peculato come male minore rispetto alla burocrazia ed alla cosiddetta giustizia. Uno che non vive in Italia non può capire questa mia frase e non può rendersi conto dei paradossi quotidiani.
Naturalmente chi è stato al governo nel 2001 2002 2003 2004 2005 2008 2009 2010 e 2011 non ha nessuna responsabilità e quando era al governo lui non esistevano questo genere di problemi, e ovviamente se dovesse tornare al governo tutto si risolverà come d’incanto e come nel 2009 mentre ( dati istat ) dal giugno 2008 al giugno 2009 la produzione industriale crollava del 25% la crisi non esisteva e stavamo meglio degli altri.
Prova a leggere una qualsiasi legge frutto delle menti eccelse che ci governavano sotto l’illuminata supervisione del tuo datore di lavoro SIlvio, e forse ti renderi conto che se c’è un esempio della peggioro bestia statalista sono proprio gli adorati Brunetta Sacconi Tremonti Bondi e compagnia brutta
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