Marchionne “rottama” anche il Pd?
Altro che i giovani “rottamatori” del Pd (Renzi e compagni per capirci), chi rischia di rottamare davvero il Pd è il combinato disposto Marchionne – Fiom. Ovviamente da versanti contrapposti anche se, alla fine, il risultato potrebbe essere lo stesso. Già, perché la vicenda Mirafiori ha aperto un fronte pericoloso e difficile per il Partito democratico, soprattutto per gli ex Pci-Pds-Ds e per la Cgil.
Lo scontro è chi sta con chi: Marchionne e la Fiat o la Fiom, l’ala cigiellina oltranzista dei metalmeccanici? E quanto pesa il ricordo di Berlinguer davanti ai cancelli di Mirafiori e la marcia dei quarantamila? Per capire la difficoltà basta ricordare l’ultima uscita di Massimo D’Alema: “Io non sto nè con la Fiom nè con Marchionne. Non è questo il compito di una partito politico. Io non sono d’accordo con la Fiom perché un sindacato negozia anche arretramenti concessioni, esuberi, a volte necessari per salvare un’azienda, ma non mi convince neanche l’esaltazione del caso Fiat come esempio di modernità, caso mai è emblema di arretratezza. In Germania ci sono salari più alti e automobili più competitive. La vicenda Fiat dimostra che l’assenza di una politica che investa sull’innovazione scarica su operai e aziende i costi della competitività internazionale”. D’Alema critica anche il leader del Sel, Nichi Vendola (possibile alleato scomodo) che invece davanti ai cancelli di Mirafiori ci va: “Noi siamo un grande partito nel quale militano sindacalisti della Fiom, della Fim e della Uilm. Il nostro impegno è lavorare per favorire l’unità sindacale. Non possiamo prendere posizione per un sindacato contro un altro”.
Già, il problema sindacati che in gran parte (Fiom-Cgil esclusa) hanno firmati l’accordo con Fiat, si capisce che imbarazzi D’Alema. Ma imbarazza anche il volantinatore Vendola contestato duramente della Fismic davanti alla porta 2 di Mirafiori. I sindacalisti della Fismic, tra loro il leader Roberto Di Maulo, hanno mostrato polemicamente una copia della pagina de Il Giornale con il titolo “Sorpresa, Vendola a Bari fa il Marchionne”. Il leader di Sinistra e libertà, governatore della Puglia, forse si è reso conto per la prima volta che le tute blu sono altro rispetto al “racconto” della classe operaia che ama declinare con toni troppo spesso intellettualitici.
Matteo Renzi invece non ha dubbi, il sindaco di Firenze ha detto chiaro e tondo che lui sta dalla parte di Marchionne invitando Bersani a “smetterla con l’aria fritta” e lo ribadisce su Facebook rispondendo, senza citarlo, proprio al leader Maximo dicendo di rispettare “le opinioni di chi non la pensa come lui”, ma sostenendo “che è meglio tenere una fabbrica aperta scommettendo sul futuro, che chiuderla piangendo su quanto è cattivo il mondo. Il mondo non si ferma. E il mondo ci costringe a cambiare. In Germania i sindacati hanno fatto accordi intelligenti e il mondo delle auto va alla grande. Perché noi no?. Non ho verità in tasca. Ma più che con la Fiom sto con il governo Obama che scommette e investe sulla sfida di Marchionne. Reazionario anche Barack?”. Nel Pd, insomma c’è chi non sceglie e chi sceglie di sostenere Marchionne e ancora chi ritiene invece che l’ad di Fiat vada contrastato e la Fiom sostenuta con forza.
A latere (ma non troppo) del Pd c’è la Camusso, la segretaria della Cgil che va allo scontro con la Fiat alzando i toni a favore del no al referendum e dall’altro cerca di ridimensionare il qualche modo Landini e suoi pasdaran perché non vuole che in futuro la Cgil rischi di essere esclusa dai tavoli della trattativa: che significa in soldoni: fuori dalle fabbriche.
Partita doppia, insomma, che ha già visto su questo terreno “incursioni” di Cofferati e Bertinotti riapparsi dopo lunghissimi silenzi. Partita nella quale il Pd gioca di rimessa, sta sulla sponda, non decide di passare il guado e accettare davvero la sfida della modernizzazione già avviata da tempo in altri paesi industrializzati, Germania in testa. Scegliere di non scegliere, come fa D’Alema, espone il Pd al rischio di combattere una battaglia di retroguardia che potrebbe trasformarsi in una Caporetto politica per l’ex Balena rossa che rischia di scivolare in un rigurgito di neo-operaismo ideologico che lo avvicinerebbe ancora di più a Vendola e alla sinistra-sinistra. Con le inevitabili conseguenze sul progetto di alleanza con il – semmai nascerà davvero – Terzo polo centrista. D’Alema non se la sente di schierarsi in un momento storico, di svolta, per il Paese: è proprio vero che uno il coraggio politico, quando serve, non se lo può dare.

In riferimento alla politica aziendale della FIAT il PD, nel suo insieme, pare ostenti soltanto confusione. Provo a esporre il perché con le mie modeste capacità intellettuali e culturali. Dalema con un equilibrio da trapezzista sceglie di non scegliere. E come i cinesi resta seduto sulla sponda dell’Eridano in attesa degli eventi. Di Veltroni mi sono perso ogni commento riguardante la FIAT, ma nell’articolo non se ne fa menzione. Ergo, Veltroni sulla Fiat non ha espresso un proprio parere? Chiamparino attuale Sindaco di Torino ha espresso condivisione per la politica FIAT. Così come Fassino, candidato a futuro Sindaco sotto la Mole, si è pronunciato per il “SI’” al referendum indetto dai Sindacati. Bersani sale sui tetti, probabilmente per meglio capire le opinioni degli iscritti del partito che dirige? In merito alla strategia FIAT mi sono sfuggite le considerazioni della Presidente del PD? E in questa situazione additano il Governo di non essersi interessato a sufficienza del caso FIAT. Ma daltronde come si possono avere concetti chiari da esponenti di un partito che negli ultimi 18 anni ha cambiato più volte la propria denominazione, non avendo chiaro nemmeno come chiamarsi dopo il fallimento del comunismo sovietico.
Pare che la FIAT in passato abbia ottenuto cospiqui finanziamenti dallo Stato. Sarebbe interessante conoscere: quale sia stata la contropartita che lo Stato a richiesto alla FIAT?
Vincenzo alias il contadino: Ricordati che Craxi è uno dei principali responsabili del debito pubblico italiano (non il solo per la verità ).
La storia non la scrivano i Comunisti o Fli-c gli ex, ma i Democratici e il Presidente Socialista Bettino Craxi “ Il decisionista “ lo era davvero
I soliti imbecilli e bravi che, quanto fanno i criminali sono extraparlamentari, dopo il danno li fanno sparire in Francia o in Brasile col loro “ canto libero ”, imboscati nelle cooperative o sentire sciocchezze nel fare proseliti nelle Università, così la beffa sentirli chiamarli “ Onorevoli ”, altri, non di Sinistra solo criminali di tutto e di più: monumenti, Vie e Piazze ai mostri criminali amati komopagnuzzi dell’Urss: ovvio, anche alla Rai-tv, un monumento “ Telekabul ” con salti della quaglia, dentro e fuori del Parlamento come gli ultimi, i peggiori campioni che, dopo aver sprecato denaro Pubblico per fargli eleggere all’Ue, sono rientrati in produzione, senza aver lasciato impronta del loro passaggio: voi avete visto Leggi o proposte che portano il loro nome? Inutile, nel mondo mai visto una loro ascesa al Potere non accompagnata alla violenza e mai visto elezioni, ma solo sommosse morti e dolori, più o meno, come in Grecia, Tunisia e forse anche in Albania e in seguito in Italia? Così vediamo la Stefy Craxi, impegnata nel Governo ed un’ipocrita Bobo che accettato d’essere Braccio Destro del più ignorante disarcionatore in Democrazia, evidente, che ,per un gustoso contadino piatto di lentecchia, ha svenduto i valori del grande Statista e decisionista che era suo padre Bettino ecco del fallimento del Governo Berlusconi, visto che Fini$C, in altre parole, gli eletti Fli-c e Floc, gli rema contro anche se, anche se la mano che li ha nutriti era del premier. Io mi pendo di aver vegliato su un Voltagabbana che per anni e rischiato la mia vita per Bobo alias Bruto.
FIAT : QUEI TEMPI DI “VACCHE GRASSE”.
Il sindacalista Bonanni : “Per la prima volta il buon senso sconfigge l’ideologia”…mica tanto…e poi…che trasformazione negli anni ? Visto che lo
“spoglio” della notte era partito più che male..e soltanto gli impiegati hanno risolto..ma poi questi,alla fine,che ci azzeccavano con il “progetto Marchionne”?
Anche seguendo certe logiche incomprensibili che vedeva neppure 5.500 destinatari di “tanto” referendum ?
Si vuole raggiungere il 3,5% di assenteismo e la memoria degli anni “allegri” mi fa ricordare di un 25% e più…ricordo male ? Quando bastava non sentire la “sveglia” una mattina…per potersi mettere in mutua ? Ed i più irriducibili assenteisti, richiamati in Direzione…si facevano, puntualmente, accompagnare dal sindacalista-protettore di turno ? Questo la globalizzazione non lo permette…mentre si è dovuto attendere “il guru canadese” per poter cambiare la futura ottica industriale ? Saluti. Angelo Mandara
I veri rottamatori del PD non sono Renzi o Chiamparino ma Dalema, Bersani e la CGIL incapaci (somigliano al vecchio Turati) di sostenere fino in fondo il loro essere socialdemocratici.Purtroppo per loro anche la socialdemocrazia è superata e quindi nn c’è futuro.
Ad alcuni blogger sembra strano che un perfido trinaricuto ateo marxista, abbia opinioni non discordanti con chi si professa liberale o conservatore.
A me non sembra strano.
Libetà eguaglianza fraternità …..motto antico ma fondante delle democrazie europee è entrato nel DNA ed accomuna milioni di persone…….in italia purtroppo un pò meno.
Quando parlo di abolizione degli ordini professionali (sorta di sindacato obbligatorio , retaggio delle corporazioni fasciste), parlo da socialista di abolizione di privilegi e di possibilità di accesso al mondo del lavoro per milioni di giovani figli di nessuno, parlo quindi di parità delle possibilità di partenza……cosa c’è di più socialista di questo?
La stessa cosa quando dico che non vale la pena svendere diritti per una battaglia persa in partenza combattuta non contro l’innovazione tecnologica ma rincorrendo salari bassi e diritti irrisori……la battaglia non andava fatta contro la fiat comunque marchio decotto (è sintomatico che i cinesi spiano renault e se ne fregano dei motori endotermici inventati 150 anni fà e prodotti ancora da fiat)ma contro le politiche economiche di questo governo (non che i precedenti ne avessero qualcuna) e contro una classe di industriali che non potendo competere contro le basse produzioni cinesi, trasferisce le attività in cina.
Un blogger dice che queste sono solo belle parole, poichè lui deve mettere la pila sul fuoco…….OK ma spiegami che futuro può avere la FIAT in Italia se deve restituire una barcata di soldi agli USA…..e spiegami a cosa è valsa la vittoria del SI al referendum farsa…..solo ad allungarvi di un pò l’agonia e solo a distruggere diritti maturati in 60 anni di lotte.
Bene ! Se vince il “no” in questo referendum ( cosa come vedo auspicata anche da partecipanti a questo blog!) ditemi per favore a casa di chi li porto a mangiare tre pasti al giorno ed a dormire….così passo parola e magari ci si comincia ad organizzare con i trasporti ….
Su , su …un paio di volontari che facciano seguire ai bla-bla…i fatti !
Caro Roberto finalmente, chi lo avrebbe mai detto, siamo d’accordo su qualcosa, anzi su piu’ di qualcosa. Qualche giorno fa ieri e questa mattina, parlando di Fiat ho scritto:” la Fiat e la famiglia Agnelli sono stati un cancro per l’Italia e le metastasi sparse in tutta Italia sono molto difficili da sconfiggere” Ho scritto ancora sui comportamenti del sindacato in Fiat, spesso violento per fare colpo e acquistare potere, ma piu’ spesso connivente e succube della proprieta’ che gli dava corda fino a che loro conveniva e poi li stoppava. Come vede parlando, in questo caso scrivendo, spesso pur partendo da posizioni che sembrano essere diverse si scopre alla fine di averne alcune in comune e questo dovrebbe essere il punto di partenza di chi vuole veramente fare qualcosa per rinnovare l’Italia. A questo punto c’e’ un ma, come mi piace dire spesso nella vita c’e’ un ma di troppo, ma c’e’ veramente qualcuno in Italia che voglia cambiare lo status quo che non sia un normale cittadino come me e Lei? Pensa veramente che i nostri politici, il nostri e’ detto con molta ironia, vogliano e siano in grado di cambiare qualcosa? Che i sindacati permettano eventuali cambiamenti che li porterebbero a perdere potere e denaro? Che il “quarto potere” ovvero la magistratura stia buona buona ad aspettare che le tolgano il potere da sotto i piedi? Io ho qualche dubbio.Ritornando al titolo del blog, se Marchionne aiutera’ il risveglio dell’Italia dal torpore ben venga, sia che rottami o che non rottami il PD che come ho gia detto nel mio primo post e’ stato gia’ rottamato dai suoi piccoli, piccoli leader. Ciaoooo Alvaro
E’ raro vedere un socialista che parla bene di liberalizzazioni (io sono un liberalgiustizialista di destra) ma considerato che Bersani da ministro ci aveva provato forse una minima idea di innovazione un tempo l’anima di sinistra moderna nel paese ce l’ha e pure Unione di Prodi ce l’aveva. Peccato che, come già detto prima, l’Italia sia piena di anticorpi che impediscono ciò. Aggiungerei che agli ordini sono iscritte milioni di persone, che significa milioni di voti in meno. Questo dovrebbe bastare a spiegare perchè persino uno del carisma di Berlusconi ha fifa di abolirli. Ma tanta fifa (non che mi aspettassi chissa che eh…)
Caro Alvaro: La FIAT ha approfittato dello stato Italiano ed ora approfitta degli USA. Gli Agnelli come tutti gli pseudo imprenditori (parlo dei grandi non dei piccoli o piccollissimi che lavorano e ci mettono la faccia i soldi ed a volte la vita nelle imprese), hanno sempre avuto ed hanno la tendenza a privatizzare i profitti ed a distribuire le perdite. Non sono imprenditori sono speculatori di borsa che traggono lì i loro enormi profitti e li reinvestono generalmente in barche beni di lusso o conti all’estero, ricattando poi lo stato con la minaccia dell’abbandono del paese e del conseguente licenzimento dei propri dipendenti se le cose non vanno per il loro verso.
I tedeschi che sono un tantinello più bravi di Noi si sono ben guardati di dargli in pasto la Opel….destra e sinistra tedesca hanno fatto le barricate contro fiat.
Ecco perchè sono così sicuro che la FIAT comunque vadano le cose abbandonerà il paese e sposterà le produzioni dove più gli conviene o dove è certa di reperire soldi freschi dal governo di turno con necessità impellente di pace sociale e consenso.
Ecco perchè penso che il referendum è una farsa ed i sindacati sono dei burloni che prendono in giro la gente per il solo scopo di avere potere e gestire denaro in corsi pofessionali farsa che non professionalizzano nessuno ma che sono ben pagati dallo stato, o in quella percentuale detratta a tutti i lavoratori ogni qual volta si chiude un contratto (sia che i lavoratori siano d’accordo o no con quel contratto).
Marchionne infine non è il rottamatore del PD è il rottamatore del sistema Italia, ed Io gliene sono grato, forse in questo modo questo addormentato e vecchio paese troverà le energie per risollevarsi dal torpore che lo attanaglia da almeno trenta anni.
E questo lo dice un feroce SOCIALISTA!!
Caro Lorenz: Concordo con Lei, da sinistra Le dico che la regina delle liberalizzazioni, ovvero l’abolizione piena e definitiva degli ordini professionali (tra l’altro retaggio fascista nato sulla scia delle leggi razziali per impedire ai cittadini di fede ebraica di svolgere le arti liberali), non è stata mai fatta……e sì! poichè a destra ed a sinistra il parlamento è pieno stracolmo di professionisti che non si sognano neanche lontanamente di cedere privilegi acquisiti….il tanto vituperato Bersani ci provò, subito impallinato dalle lobby trasversali….berlusconi neanche ci ha pensato.
E’ ora di finirla con questi massimalisti della fiom e dei rimorchiati del P.D..
Oggi spero che la fiom subisca una sconfitta talmente forte da ritirarsi con la coda fra le gambe.Cari compagni siete al tramonto!
Buon giorno Roberto Rosati, e aggiungo subito, “finalmente”, finalmente un commento equilibrato che rispetta le idee altrui, che pone un interrogativo sul quale ragionare ed interrogarsi tutti, e quando dico tutti intendo da destra a sinistra o per par condicio da sinistra a destra, che accetta una posizione, non tutte, ma non per questo si erge a censore e come unico depositario della verita’. Io credo che solo dal confrontarsi correttamente e, mi verrebbe da aggiungere “educatamente” ma non so’ se sia giusto, si possano trovare delle soluzioni appropriate agli interrogativi posti dalla moderna societa’. Se sia, per esempio, giusto che la “formazione e ricerca tecnologica avanzata”, come ritiene Lei, sia a carico dello stato e poi siano le aziende a riceverne i benefici? Non dovrebbe invece essere l’azienda che poi usuifrira’, parliamoci chiaro, di bei soldoni in entrata a spendere una parte del bilancio in investimenti sulla ricerca e non pensare solo ai dividendi per i soci? Ritornando poi a bomba, quella da mangiare la mattina con un bel cappuccino, sulla Fiat, non le sembra che la famiglia Agnelli con il supporto, piu’ o meno velato, dei sindacati abbia approfittato in maniera sconsiderata proprio degli aiuti statali non investendo una sola lira, del proprio patrimonio e/o dei soldi derivanti da bilanci in utile, ne in costruzione di nuovi stabilimenti ne in ricerca avanzata? Io credo che solo partendo dalla discussione di questi e altri semplici interrogativi ma mettendo al centro di questa nostra societa’ “sempre” l’uomo e la sua umanita’, non fermandoci a ideologie molto spesso utopiche, si possa trovare la strada per migliorare una vita che gia’ anche oggi non e’ poi cosi’ misera e infame. Alvaro.
P.S.Da giovane, fra i 20/25 anni, ho avuto il piacere e l’onore di mangiare insieme agli operai dello stabilimento in cui lavoravo, e’ stato per me un periodo bellissimo che ricordo ancora con tanto tanto piacere. Il mio non e’ facile populismo e’ solo l’essere consapevole di quanto ogni uomo abbia bisogno degli altri, dai piu’ umili ai piu’ importanti.
Mio caro Alvaro: Io mi confronto continuamente con chi ha la 5 elementare, Lei non ha idea di ciò che ho imparato nei cantieri edili quando l’estate facevo il manovale dai mastri. Da loro ho imparato il mestiere del costruire da loro ho imparato la condivisione del pane e l’etimologia del termine compagno, da loro ho imparato il socialismo.
Comunque Alvaro ritornando al tema del blog, il problema non è se fiat rimane in italia o se ne va, il tema è parlare chiaro alla gente, la fiat se ne deve andare poichè altrimenti và fuori mercato, il refendum di marchionne è quindi una truffa ed i sindacati ci sono cascati con tutte le scarpe.
I sindacati invece di difendere l’indifendibile o pietire cassa integrazione dovrebbero pretendere dal governo (poichè gli imprenditori italiani non lo fanno) investimenti in formazione, in innovazione tecnologica, sostegno alle società che propongano progetti e prodotti ad alto contenuto tecnologico.
I sindacati questo non lo fanno preferendo la toppa continua alla soluzione in tempi medio lunghi. Il governo invece punta solo sul mattone, sulle infrastrutture inutili tipo il ponte sullo stretto, su tecnologie obsolete ed estere tipo il nucleare e finanzia con il GSE le produzioni altamente tecnologiche di Cina Germania Inghilterra ed Istraele.
Torno a ribadire caro Alvaro dovè il vecchio?
Lo sapete, vero, che la Sig.ra CAMUSSO viene dalla UIL e si è occupata dei corsi 150 ore…..e che non ha mai lavorato un sol giorno della sua vita in una qualsiasi fabbrica produttiva !
E questa signora parla del piano FIAT e dei problemi di produzione ?? Ma quando mai !!!!
Un posto di lavoro produttivo non lo ha visto mai….neanche dipinto !!!
Come “competenza” non c’é male !!! Ma capiscono quando parla Marchionne !!
Caro Roberto, la invidio veramente per le certezze che si evincono dal suo ultimo post;
la certezza della fine della Fiat a Mirafiori,
la certezza che il sindacato sia “sempre” inutile,
la certezza che il suo”do ut des” sia l’unica strada percorribile in un futuro piu’ o meno prossimo, quante persone sarebbero in grado di contrattare proponendo qualcosa di veramente valido e interessante economicamente,
la certezza che gente che la pensa come me, non credo e mi auguro non io in maniera particolare, sia vetero borghese detto anche, se ho ben capito il suo tono,con una certa superiorita’ non si sa bene a che dovuta.
Io al contrario, pur avendo qualche anno sulle spalle,di certezze ne ho veramente poche ma almeno uno sono sicuro di averla “l’umilta” che invece mi sembra proprio manche totalmente a Lei. Lei, pur non avendo avuto richieste in merito, dice:” Ho due diplomi ed una laurea” ed io le rispondo parafrasando Montesano:”Enbe’? Che vordi?” Che uno che ha i suoi titoli e’ migliore di chi non li ha? Che uno che non ha fatto i lavori che ha fatto Lei non puo’ permettersi di parlare?Caro il mio Roberto la smetta di pontificare,e come amiamo dire noi a Roma “scenda per terra”,cammini in mezzo ai comuni mortali e si confronti con loro. Si confronti anche con chi magari ha fatto solo la 5 elementare, e Lei non puo’ certamente sapere il perche’, e vedra’ che le fara’ bene. Una ultima piccola precisazione, dopo il suo ultimo post mi sono convinto ancora di piu’ della giustezza del mio primo pensiero, Lei altri non e’ che un populista, disfattista e per di piu’ pieno di se’.Alvaro.
P.S. A proposito di sindacati e accordi sindacali, Le potrei raccontare di un qualcosa di veramente “interessante ed innovativo” avvenuto nello stabilimento dove lavoravo qualche anno fa’, ma non lo voglio fare Lei non lo merita.
A roberto voglio dire che concordo molti dei suoi discorsi sulla necessità d’innovazione, ma non è fermando il piano di Marchionne che le cose cambieranno come vuole Lei. Bisogna discernere il caso singolo dal caso globale, cioè il nostro paese. Siamo un paese storicamente ostico nei confronti dei grandi cambiamenti già di nostro: non abbiamo i carburanti nella grande distribuzione, abbiamo dei privilegiatissimi ordini di professioni, etc…ovvio che poi si vada altrove. Io non sono (ancora) scappato dall’Italia perchè altrimenti mio padre si troverebbe in difficoltà ma in altre condizioni non ci avrei pensato due volte.
Se poi chi ha talento non viene mai valorizzato molta colpa è anche delle imprese, grandi o piccole che siano: ancora adesso si buttano sui vecchi che hanno esperienza anche se mancano di talento e magari un giovane talentuoso che gli basta essere seguito qualche tempo per diventare meglio di chiunque viene scartato. Con le tecnologie idem: invece di investire X per ricercarle si spende 10X qualche anno dopo, soldi da dare al paese che ha speso X qualche anno prima. Gli investimenti a lungo termine son l’altra cosa che agli italiani non piace. E poi finiamo per perdere in competitività contro chi invece sul nuovo ha investito tempo e denaro facendolo fruttare.
Capito la metafora calcistica con gli ultimi mondiali?
Caro Alvaro: La mia sarà prosopopea veteromarxista, ma quella dei sindacati che sperano di tenere in italia produzioni insostenibili imbrogliando per giunta i loro ‘assistiti’ con promesse del tipo cedete sui diritti e salverete il posto di lavoro, quando sanno perfettamente che il posto di lavoro non lo salveranno, è ipocrisia cattoperaista, è l’ipocrisia della partecipazione all’impresa, o l’ipocrisia veltroniana del patto tra produttori.
Mio caro l’impresa non è una democrazia e non divide utili con gli operai, l’impresa è una ditta con un dittatore che decide, tutto il resto è imbroglio. Vede mio caro Io la vedo così….Tu hai il denaro e l’incapacità di inventare progettare e produrre, Io non ho denaro, ma ho la capacità di inventare progettare e produrre, Io e Te facciamo un contratto alla pari Io Ti vendo semplicemente le mie capacità e Tu le acquisti, senza di me Tu imprenditore non vai da nessuna parte, in questo modo con questa capacità Io posso far valere e difendere i miei diritti anche e sopratutto senza mediazione del sindacato……Gli operai FIAT invece non possono farlo loro sono in concorrenza con altri operai di paesi emergenti che guadagnano la metà o con operai il cui stato ha ancora capacità economica per finanziare l’imprenditore…..mio caro la battaglia è persa e svendere diritti per il nulla è veramente da idioti.
L’unico appunto che faccio alla FIOM è proprio questo, dovrebbe parlare chiaro agli operai dicendogli che vincano i si o vincano i no gli impianti saranno spostati comunque da torino.
Per quanto riguarda le menti illuminate, in Italia ce ne sono molte e scappano. Carlo Rubbia i suoi collettori solari li ha sperimentati all’Enea e li ha costruiti in Spagna, la FIAT negli anni ottanta brevetta il primo motore a cogenerazione ‘TOTEM’ vende il brevetto alla VW che oggi ne produce 100.000 pezzi all’anno…..e sono solo due esempi….e questo secondo lei è prosopopea veteromarxista?….vede sono tanto vetero che in venti anni che lavoro ho cambiato almeno 5 volte campo di lavoro e società , ho progettato musei e partecipato alla biennale di venezia, ho costruito case, ho costruito reti di telecomunicazioni ed ora progetto e costruisco impianti per produzione di energia da rinnovabile, ho lavorato a roma, bari, trento, torino, milano, bologna e firenze, ho due diplomi ed una laurea….e continuo a studiare…..Mio caro il vetero è Lei con le sue sicurezze ed insicurezze borghesi, non io con la mia voglia di cambiare la società .
Recentemente mi ha colpito una dichiarazione di don Mazzi rilasciata ad una radio a diffusione nazionale … “cerco sempre i miei maestri tra coloro che sono disposti a pagare ogni giorno il prezzo delle loro idee”.
Che piaccia o no, Marchionne il prezzo dell’impopolarità e delle minacce (vedi messaggi recenti a marchi BR) lo sta pagando; e coloro che come d’Alema non prendono posizione per opportunismo, o come la Fiom che spinge i lavoratori in un vicolo senza probabili vie d’uscita, che prezzo intendono pagare?
Mi permetto di correggere il sig. Vincenzo: non fu Prodi ma proprio D’Alema a rimettere i finanziamenti ai partiti. Della serie a volte ritornano. Vorrei però ricordare che FI, AN e Lega votarono a favore insieme a lui (gli interessi collimavano: che male c’era? alla fine della fiera i partiti sono tutti uguali sotto quel punto di vista…)
E’ risaputissimo che D’Alema è inviso anche ad una grandissima fetta di elettori di sinistra e questa posizione svizzera sul caso FIAT sicuramente non aiuterà di certo la sua reputazione.
Da liberale di destra sono dell’idea che il piano di Marchionne vada attuato anche se concordo che il referendum poteva essere evitato. Forse Marchionne l’ha indetto per carpire l’umore dei dipendenti? Ma è logico che se si viene messi davanti a certe scelte poi vai anche a votare SI obtorto collo e non lo si può vedere.
Con buona pace di molti idealisti siamo nel 2011 e non negli anni 60, il sistema è cambiato, non si può più correre dietro a chimere come la lotta proletaria ed il granchio del PD è questo: teme di inimicarsi una parte del suo elettorato che viene da quella linea di pensiero e non si schioda. Paradossalmente è più moderno Vendola perchè come riportato dal Giornale ha “fatto il Marchionne in Puglia”, ma che la politica di Vendola sia fortemente capitalista è risaputo, tant’è che si è pure guadagnato i complimenti di Zaia e della Marcegaglia. Se va tra le masse di operai lo fa solo per far scena a vantaggio di quella costola di cui sopra ancora infervorata con le lotte di 50 anni fa, ma è una messinscena inutile e il PD il grande passo magari lo vorrebbe fare, ma ha troppa paura.
Concludo con una frecciata al governo, un po fuori tema ma che riprende molti commenti fatti dai lettori: per favore smettiamola di tagliare i fondi all’istruzione perchè è anche per quello che c’è ignoranza dilagante in giro e i ragazzi non capiscono l’importanza del lavoro, preferiscono bighellonare e poi gli anziani si lamentano che le generazioni di oggi fanno pena, che non sono contente se non hanno la scrivania al lavoro, etc… Verissimo: fanno un ribrezzo mortale pure al sottoscritto che pur laureato, ex ricercatore ed insegnante a tempo determinato adesso fa il magazziniere apprendista. Mi accontento per ora e sbarco il lunario che è la cosa più importante.
Ma le conseguenze dei suoi tagli, sig. Berlusconi, si vedono molto nei ragazzini di oggi. Lo tenga presente.
Imprenditori vecchi e incartapecoriti, sindacati burletta, Fiat che e’ un peso, politici piccoli piccoli, e poi “finalmente” la scoperta dell’acqua calda:” bisogna affidarsi alle menti piu’ illuminate”, per fortuna che “Roberto c’e’. Caro Roberto con la tua prosopopea vetero “marxista” stai facendo semplicemente due cose, populismo condito con una buona dose di disfattismo, non e’ cosi’ che si migliorano le cose, non ci si puo’ limitare a criticare tutto e tutti, bisogna prima proporre poi discutere. Solo per curiosita’ un nome nuovo e illuminato. Alvaro.
Caro Angelo, lei è indifferente a quello che succede nell’opposizione e nel corpaccione del più importante partito d’opposizione? Non credo sia così: magari potrebbe dirmi cosa ne pensa della posizione di D’Alema sulla vicenda Fiat-Fiom-Cgil. Non mi dica che è indifferente…
Scusi dott. Taliani, ma Lei è specializzato in interventi sul PD?
Di tutto il resto nemmeno una parola?.
forza, dai, comunisti… non possiamo più aspettarvi!
l’URSS non c’è più, Cuba é diventata un’isola di morti di fame, Castro é un fantasma, LA DDR si é dissolta come neve al sole,in Jugoslavia si sono scannati l’un l’altro, Ernesto Che Guevara si sta decolorando anche sulle magliette, la Cina vedete cos’é diventata, in Corea del Nord manca poco al cannibalismo, debbo continuare ??…..AVETE PERDUTO, AVETE FALLITO !!
Dai, saltate una buona volta sul treno della storia….forse. per voi. é l’ultima occasione ! Avete mai sentito parlare di Socialdemocrazia ? Nel ’48 avete vituperato e coperto di insulti utilizzando i peggiori epiteti ( come é vostro costume!) un signore chiamato Giuseppe Saragat !
Penso che ora si faccia delle risate….appunto….della madonna !!
i tempi sono cambiati troppo in fretta per v/noi umani
beati quelli che riusciranno a inseguirli
Ed Io spero che il piano Marchionne non passi.
Sarebbe troppo comodo per tutti continuare a produrre ferri vecchi quando Tata in india investe milioni in ricerca sull’auto ad acqua.
Sarebbe la volta buona per affidarsi alle menti più illuminate invece che ai soliti manager vecchi ed incartapecoriti nelle loro stantie teorie economiche buone solo per la borsa e gli speculatori ed a sindacalisti d’accatto che pensano solo all’oggi e di cui di cultura, ricerca, innovazione non gli frega assolutamente niente e che vogliono gli operai miti modesti sottomessi e cerebrolesi
L’inflazione è il micidiale virus che minaccia la stabilità in ogni paese.Purtroppo si è dimenticato (Carlo Marx insegna) che il valore della “prestazione lavoro” dovrebbe corrispondere esattamente al valore del denaro corrisposto,naturalmente in armonia con la fluttuazione della mano d’opera disponibile.In altre parole il datore di lavoro non è un ente di beneficienza e quindi se in libero mercato potesse scegliere (a parità di efficienza) preferirebbe senz’altro la mano d’opera più conveniente,
cosa che oggi in pratica non può succedere.Finchè esisterà
un “qualcosa” schierato a protezione delle varie categorie non si riuscirà mai a fermare l’inflazione.Nel meridione la malavita è la principale responsabile del processo inflattivo (“pizzo” e “cartelli” spingono verso l’alto i costi).In altri termini fino a che forze interessate altereranno (scioperi compresi) la logica di mercato,l’inflazione continuerà a galoppare.Se 1=1,non si può imporre con la forza che 1 valga 2!Forse qualcosa in questa nostra democrazia sembra non andare per il verso giusto.Poi ci si lamenta di non essere competitivi.
Caro Taliani:
Torno a ribadire il concetto di una classe dirigente vecchia da rottamare in blocco.
Badi parlo di classe dirigente ovvero di quegli uomini e donne che dovrebbero essere guida del paese.
Le faccio un esempio della scarsa lungimiranza di questa classe dirigente…..In Italia abbiamo il più alto contributo sulle fonti rinnovabili…..Lei sà quanti pannelli fotovoltaici produce l’italia?……ZERO .
Lei sà quanto vale un impianto fotovoltaico? circa 3000euro/KW…..Lei sà quanto di questi 3000 euro euro rimangono in Italia?…circa 800…..gli altri soldi prendono la strada della cina della germania e di israele…..sà perchè Taliani? perchè in Italia non c’è stato uno straccio di imprenditore che ha investito nella filiera del fotovoltaico….i pannelli prodotti in Italia infatti sono solo degli infissi assemblati con alluminio dalla germania, vetro dall’inghilterra, celle in silicio dalla cina….ed hanno anche il coraggio di farli passare per prodotto italiano e farlo pagare il doppio dei pannelli cinesi o il 30% in più dei pannelli tedeschi.
Caro Taliani questa è la nostra classe imprenditoriale e Marchionne con le sue 500 multiple e punto non è diverso dagli altri.
Se passa il piano Marchionne, forse c’è una speranza per il Bel Paese e soprattutto per il Meridione. Nel mercato globale, l’Italia è molto ambita a patto che si risolvano questi problemi: le relazioni industriali, le infrastrutture e la giustizia. Non capire queste cose, da parte di chi vive di politica, è indice di un arroccamento mentale del tutto anacronistico. E’ il momento di assumersi delle responsabilità e di parlare ai Lavoratori senza demagogia. La storia dei diritti non regge, tanto più che questi diritti furono, a suo tempo, conquistati dai socialisti (ricordo Giacomo Brodolini) mentre i comunisti si defilavano. Ed oggi, gli ex comunisti ne sono diventati i paladini, proprio come appaiono paladini della Carta Costituzionale che nel frattempo ha raggiunto e superato l’età della pensione. D’Alema dice che non sta nè con Marchionne nè con la Fiom? Mi sembra la litania degli anni di piombo. Ha detto, inoltre, che auspica l’unità sindacale? E lui dov’era negli anni ottanta, quando quell’unità veniva invocata dal socialista Giorgio Benvenuto? La sinistra ottusa non è sinistra, non è niente. Sperare ancora nell’ideologia fa ridere i polli. I Lavoratori vogliono solo salari più congrui ed i disoccupati vogliono solo il lavoro nella meritocrazia. E D’Alema, che vuole? Mah…
Comunque la FIAT produce auto vecchie con tecnologie superate che cinesi ed indiani riescono a fare molto meglio a prezzi più competitivi.
Negli anni 80 in FIAT si inventò il TOTEM, oggi lo produce in 100.000 pezzi l’anno la WW cui la fiat con la lungimiranza italica vendette il brevetto (è sempre la stessa storia NOI ABBIAMO GLI INVENTORI gli altri hanno imprenditori illuminati con il coraggio di produrre le invenzioni).
La FIAT è il vecchio, Marchionne è il vecchio i sindacati che cercano di difendere l’indifendibile sono il vecchio.
Sarebbe meglio per tutti quindi che la FIAT se ne andasse dall’italia è più un peso che una risorsa, forse allora la nostra piccina classe politica si accorgerebbe di un problema grosso come una casa il declino inesorabile della 5 o 6 o 7 potenza industriale .
Dal film, amici miei, tutti gli atti.
Io mi chiedo a chi c** credono d’essere se messi insiemi Fini, Casini, Franceschiello, Petrus e D’Alema e Di Pietro se vuoi aggiungici altri NON VALGONO UN’UNGHIA INCARNITA DI BERLUSCONI? Certo è grave la situazione alla Fiat ma 30 anni fa la Cgil -Cisl -Uil ed altri cosa ha fatto a favore dei lavoratori, PENSIONATO COSA ACCHIAPPA? CHIAMPARINO NON HA LAVORATO UN GIORNO (da E.Fede, ndr) Waterloò pure, ma quanto percepiscono alla fine del mese oltre 13.000 euro singolare, acquisita 7000€ di pensione, io per 43 anni solo 1700, quando si decideranno, sentenza della Cassazione a ricostruirla). Poi ditemi come si fa ad avere un leasing dalla Banca di Lodi vigna Rossa Ikarus, se il sottoscritto non può comprarsi un motozappa?Abbiano visto, aprirsi Partitini e acciappà come (er magna cicoria oltre 6,5mln€ di rimborsi elettorali). Di Petro ha il c/c ricco di 80.000.000.000£ e lui sbatteva in galera nel ‘92, quando non c‘era la Legge che permetteva il rimborso e dovevano provvedere al Finanziamento ai Partiti in modo illegale, ora legittimata dal Kompagnuzzo Prodi, alias il Mortadella.
Questo sarebbe il “ Terzo Polo ” o noi i primi polli, ancora da spennare? Scusate Fini percepisce oltre le 20.0000, poi per spese di auto blu e scorte oltre 200.000€ insomma, chi vogliono prendere per il fondelli? Che cosa dire che, la “ triplice” in affari di Catering ed altre attività introitano circa 7,5mld€, alla faccia del pisello, e, la partita doppia l’avete mai vista?
Ergo, è mancato il manico dei Sindacalisti (non nain sindacato) che fanno solo Politica facendo fare ai lavoratori miliardi di ore in scioperi Politici,ma niente costrutto.
d’Alema e tutti gli altri scalzacani del pd pensano di prendere tempo e di fare i pesci in barile; non hanno il coraggio e l’intelligenza di capire che gli operai veri, che lavorano,non i sindacalisti o gli altri parassiti, sono piu’ avanti di loro, che in teoria dovrebbero essere le “guide” dei proletari….
Forza Renzi, forza Marchionne…
Marchionne rottama il PD, Renzi e i suoi rottamatori fanno altrettanto,D’Alema lo porta a fare una battaglia di retrogurdia, ecc, ecc, e chi piu’ ne ha piu’ne metta per cercare di capire e/o di dare una risposta alla prossima fine di un partito che poteva essere utile all’Italia. L’Italia aveva bisogno di sdoganarsi dal vecchio P.C.I, aveva bisogno di una nuova e piu’ moderna sinistra, aveva bisogno di un partito popolare che si opponesse alle politiche della destra Berlusconiana, aveva bisogno ed ha bisogno di tante cose, ma non di questo partito nato da un insieme arraffazzonato e confuso, di uomini e di idee cosi lontane tra di loro da non poter durare. Il PD non verra’ rottamato da nessuna persona fisica, ne Marchionne, ne Renzi, ne D’Alema, verra’ rottamato dalla realta’ stessa degli avvenimenti quotidiani e dalla mancanza di un “leader” ma “leader” vero, non l’uomo della bocciofila,Bersani, non l’uomo del giuramento sulla Costituzione, il Franceschini, ne tanto meno Walter l’Africano. Un grande partito e’ sempre stato, lo e’ ancora adesso, lo sara’ anche in futuro, se al suo comando c’e’ un grande uomo, un uomo che con il suo carisma riesca, prima a mettere insieme uomini e idee se non uguali molto simili, poi a far si che, pur nella diversita’ che piano piano si fara’ strada negli uomini, si segua sempre la via maestra tracciata alla nascita. Il PD e’ nato intorno a tanti, troppi piccoli leader e per questo morira’ e/o perdera’ sempre piu’ importanza. Alvaro.
Caro Taliani:Mai titolo fù più azzeccato. Marchionne l’unica rottamazione che conosce è quella degli incentivi governativi , per il resto vuole solo cinesizzare i lavoratori italiani restaurando gli anni cinquanta e la fiat di valletta…..non è quindi il nuovo che avanza ma il trapassato remoto che torna……per quanto riguarda il referendum poi , è una vera e propria farsa. Come si fà infatti a far votare le persone sul quesito se vivere o morire ? non mi sembra un esercizio di democrazia, meglio sarebbe stato se avesse detto decido IO perchè sono il padrone e non mi dovete rompere le scatole, almeno non avrebbe corso il rischio di essere tacciato lui ed i suoi sindacati burletta di ipocrisia.
D’Alema come al solito non dice niente e quel poco che dice è aria fritta. In quanto alla FIOM e alla CGIL,in quanto sostenitori dei lavoratori (dicono loro) speriamo che vincano, così alla fine gli operai della FIAT li andranno a prendere sotto casa e li porteranno tutti a piazzale Loreto. A che fare direte voi? A fare quello.
M. Grieco scrive via mail
Non mi stupisce D’Alema, lui ha memoria storica, che batosta prese il Pci dalla marcia dei 40 mila. Vuol evitarne un’altra ma non si dimostra statista: altro che riformisti, aspettano solo di vedere come va a finire per prendere posizione e magari che la Cgil gli tolga le castagne dal fuoco. Altro che leader.