Boom per il mercato globale dei “clinical trial”: previsti quasi 60 milioni di ricavi nel 2026 (+6%)
Veronica Comi, direttore FRRBParola d’ordine, crescita: non esiste in questo momento un termine più azzeccato per definire il mercato dei “clinical trial”, ovvero dei cosiddetti studi clinici effettuati da professionisti con l’obiettivo di trovare, attraverso la ricerca, nuove ed innovative soluzioni mediche all’avanguardia a supporto di cittadini e, allo stesso tempo, per contrastare le malattie e le patologie più diffuse. Dettagli interessanti in merito giungono da una fonte autorevole quale Fortune Business Insights: nel solo 2025, l’asset di portata globale ha raggiunto quota 55 miliardi di euro e si prevede che, entro la fine dell’anno corrente, la cifra possa sfiorare i 60 miliardi. Ma non è tutto perché, stando al medesimo portale informativo, entro i prossimi 8 anni, il mercato mondiale supererà la soglia dei 100 miliardi con un incremento medio annuale composto pari al 7% nel corso del periodo preso in analisi. Entrando ancor più nel dettaglio della fonte citata in precedenza, risultano presenti dei dettagli di natura geografica piuttosto interessanti: il Nord America si presenta come leader dell’asset perché, già nel 2025, deteneva quasi il 44% dell’intera quota di mercato. Ma non è il solo ad emergere perché colossi globali come Giappone e Cina stanno scalando posizioni in questa speciale classifica. E all’interno della medesima graduatoria non manca l’Europa, il cui mercato è trainato da investimenti mirati che vengono effettuati con l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica a 360° e, di conseguenza, anche uno dei pilastri della ricerca stessa come quello dei clinical trial.
Per quanto riguarda proprio il Vecchio Continente, risaltano organizzazioni lungimiranti che hanno come scopo primario, anzi come mission, proprio quella di creare opportunità valide al fine di valorizzare la ricerca e i ricercatori come, ad esempio, la Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB), realtà 100% made in Italy nata per volere di Regione Lombardia nel 2011. “Dal 2015 sosteniamo progetti di ricerca innovativi, interdisciplinari e ad alto impatto attraverso bandi competitivi regionali, nazionali ed europei – afferma Veronica Comi, Direttore Generale di FRRB – Vogliamo contribuire a migliorare la qualità di vita dei cittadini e rafforzare il sistema sanitario lombardo. Quello dei clinical trial è uno dei pilastri fondanti dell’incredibile universo della ricerca scientifica che, come buona parte dei settori operativi, è soggetto a continui cambiamenti dovuti, in particolar modo, all’applicazione delle nuove tecnologie, tra cui l’intelligenza artificiale. In vista del futuro, per facilitare la creazione di nuove soluzioni all’avanguardia, sarà fondamentale rafforzare il dialogo tra ricerca preclinica e applicazione clinica”.
Fanno seguito alle parole di Veronica Comi, ulteriori spunti legati al mondo della ricerca e dei clinical trial, il cui sviluppo è divenuto persino oggetto di dibattiti, tavole rotonde e appuntamenti formativi come, ad esempio, l’evento congiunto 2nd SIO Europe & 12th International ARTOI Congress, arricchito da diverse sessioni formative sul tema, tra cui quello denominato “Preclinical and Clinical Research: Role and Significance”. Restando sulla stessa lunghezza d’onda, è importante segnalare che, dietro all’organizzazione del Congresso appena citato, c’è un’altra realtà made in Italy del settore, ovvero Fondazione Artoi, un’organizzazione multidisciplinare no-profit dedicata allo studio, alla divulgazione e all’applicazione di trattamenti oncologici incentrati sul paziente attraverso l’uso integrato di più azioni terapeutiche. La Fondazione si distingue per innumerevoli iniziative di spessore in campo clinico tra cui, ad esempio, il progetto “Synchro Levels”, applicato a favore di pazienti con neoplasia gastroenterica e polmonare, e il project “Cell Food”, utilizzato al fine di contrastare patologie polmone-testa/collo.
Tornando al Congresso, stando agli esperti del settore, i veri protagonisti sono e saranno i trend che caratterizzeranno il futuro dei clinical trial e della medicina personalizzata: dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale, fondamentale per accelerare lo sviluppo di farmaci e identificare nuove molecole terapeutiche, all’impiego di strumenti o innovazione all’avanguardia per diagnosticare precocemente masse tumorali attraverso un semplice esame del sangue fino alla crescente importanza del microbiota come elemento chiave nella risposta alle immunoterapie. Ma non è tutto perché, considerando l’ambito preso in analisi, risaltano, e lo faranno sempre più in vista dei prossimi anni, i cosiddetti sistemi “organ-on-chip”, vale a dire modelli biologici avanzati capaci di simulare il comportamento dei tumori e prevedere in modo sempre più accurato l’efficacia delle terapie. E ancora, una grande attenzione viene dedicata al concetto di “whole person care”: entrando più nel dettaglio, si tratta di un approccio integrato che considera il paziente nella sua totalità e che punta a rendere le cure oncologiche sempre più personalizzate, multidisciplinari e orientate al benessere complessivo della persona.

