Esplode il mercato dei “cardiovascular device”
ECONOMIA, ESPLODE IL MERCATO GLOBALE DEI “CARDIOVASCULAR DEVICE”: PREVISTI RICAVI SUPERIORI A QUOTA 122 MILIARDI DI EURO ENTRO IL 2034 (+ 85% SUL 2026)
Il cuore è al centro, ed il ragionamento non si riferisce esclusivamente al corpo umano, ma anche ad una serie di sperimentazioni, ricerche e persino innovazioni tecnologiche. Il motivo? Come specificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, le malattie cardiovascolari risultano la prima causa di morte al mondo e, in occasione della Giornata Mondiale del Cuore, in programma ogni anno in data 29 settembre, assumono ancora maggiore rilevanza. Numerosi sono gli spunti che questa giornata fa emergere: in primis, i crescenti investimenti nei cosiddetti “cardiovascular device”, ovvero gli strumenti, gli apparecchi e i dispositivi medici utilizzati per diagnosticare, monitorare, prevenire e trattare le malattie cardiovascolari e, in secondo luogo, la maggiore attenzione verso la prevenzione, la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Entrando più nel merito dei punti citati, è Fortune Business Insights a confermare l’esplosione del mercato dei cardiovascular device attraverso un approfondimento di portata globale. A questo proposito, si prevede che l’asset chiuderà l’annata corrente con ricavi pari a 66 miliardi di euro. Ma non è tutto perché, entro i prossimi 8 anni, i ricavi saliranno fino a superare quota 122 miliardi di euro (+85% sul 2026) con una crescita media annuale composta (CAGR) superiore all’8%. A livello prettamente geografico, il Nord America si presenta come area dominante detenendo una quota pari al 52% dell’intero mercato. Subito dopo c’è l’Europa, il cui asset specifico ha chiuso il 2025 con un fatturato vicino a quota 15 miliardi di euro, rappresentando circa il 24% dell’intero mercato. Stando sempre a quanto definito da Fortune Business Insights, il Vecchio Continente continuerà ad occupare la seconda posizione in classifica anche alla fine dell’anno corrente vista la presenza, sempre più diffusa, di pazienti affetti da patologie cardiovascolari.
Abbandonando le logiche di mercato per rimettere al centro la salute cardiovascolare, sono due i punti fermi a prendersi la scena, ovvero “prevenzione” e “ricerca” e a confermarlo è una voce autorevole del settore, vale a dire il Prof. Giulio Pompilio, Direttore Scientifico del Centro Cardiologico Monzino IRCCS oltre che Professore Ordinario dell’Università degli Studi di Milano e Componente dell’Advisory Board della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica, il quale afferma: “Occasioni come la Giornata Mondiale del Cuore sono fondamentali per ricordare l’importanza delle abitudini, dello stile di vita e dell’esercizio fisico al fine di prendersi cura della propria salute cardiovascolare. Accanto alla prevenzione, le armi che abbiamo in più per fare in modo che le malattie cardiache possano diventare sempre più curabili sono la ricerca scientifica e le soluzioni tecnologiche di ultima generazione. A questo proposito, la Cardiologia ha fatto passi da gigante, in particolar modo, sul piano delle nuove tecnologie mininvasive, indossabili e computazionali. Nonostante questo, siamo chiamati a fare ancora di più e qui entra in gioco la ricerca che, grazie a finanziamenti mirati, diventa decisiva per studiare fattori di rischio e patologie e, in seguito, dare vita a nuove terapie capaci di fare davvero la differenza”.
Fanno seguito alle parole del Prof. Pompilio, ulteriori considerazioni internazionali legate alle tendenze tecnologiche che andranno a caratterizzare il presente e il futuro delle nuove terapie e degli strumenti utili al fine di rafforzare le attività di prevenzione e trattamento delle malattie cardiovascolari. Nello specifico, emerge l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, oggetto di discussione a livello mondiale e presente in numerosi articoli, fra i quali risalta l’approfondimento a cura del The Guardian in cui si parla, nello specifico, di un tool “AI addicted” capace di diagnosticare una possibile malattia in 2 secondi, capacità che gli è valso il titolo di “Superhuman AI Tool”. Ma non è il solo caso di spicco da tenere in considerazione, infatti, grazie all’Università di Rutgers nel New Jersey (USA), oggi è disponibile una tecnologia, basata sulla “generative artificial intelligence”, capace di analizzare nel dettaglio tutti i valori riportati all’interno di un elettrocardiogramma e, in seguito, di valutare l’efficienza di ogni singolo battito in termini di pompaggio e di rilassamento del tessuto cardiaco.
