Giorgia Soleri ha scritto un libro di poesie, e ha fatto bene a farlo, nonostante le polemiche.

Il riassunto è questo: c’è una giovane ragazza, Giorgia Soleri appunto, che ottiene molta notorietà per essere la ragazza di Damiano dei Maneskin. Usa questa notorietà per promuovere alcune battaglie di matrice femminista. Finisce per pubblicare un libro di poesie sulla scia di queste battaglie. I social si scatenano per crocifiggerla.

Chi mi segue sa cosa penso di questa nuova moda femminista, visione parziale violenta e impositiva, luce tardiva e oscura di una stella già esplosa, quella del “woke” americano.

Nonostante ciò sento di dover scrivere alcune parole in supporto del libro di poesie di Giorgia Soleri. Mi contraddico? Lo spero, se voglio fare arte. Supporto il suo libro perché contro di lei si è scatenata la vorace macchina del bianco-nero, del pro-contro, del tifo cieco. Fare poesia per me è uscire da questa logica per entrare in una logica di pace e colori.

E fra i colori che vedo brillare c’è il fatto che una ragazza, così giovane, sceglie la poesia per incastonare quello che in questo momento della sua vita considera più importante. Questa è già una bella notizia, ed è il segno tangibile che quanto sostengo ogni giorno è vero: la poesia sta già salvando il mondo, e ognuno può contribuire con il proprio verso.

Come ha sottolineato Maria Grazia Calandrone siamo di fronte a versi di una ventenne, testimonianza reale che questa generazione sta ritrovando una relazione con l’espressione poetica. Non sono un critico e per questo non entro in un’analisi di quanto Giorgia ha scritto, che è frutto della sua personale esperienza. Ma posso dire che ogni giorno, grazie a Rinascimento poetico, incontro versi di giovani e meno giovani che scrivono sulla rete. Tra queste parole trovo spesso versi bellissimi, segno che c’è un’anima che pulsa sotto la nostra crosta contemporanea. Giorgia Soleri ha vissuto lo stesso processo, iniziando a scrivere versi su una pagina Instagram e mettendoli poi su carta.

Certo, al Salone del libro è stata invitata lei e non, per esempio una sua coetanea come Isabella Esposito o Elena Varaldo, che scrivono versi bellissimi. Ma il mondo ha le sue regole, e chi critica Giorgia Soleri per aver sfruttato la popolarità del ragazzo è mosso probabilmente da ingenuità. O più probabilmente da semplice invidia.

Quindi viva la poesia e viva chiunque scelga di contribuire con il proprio verso. Qualunque esso sia.