Mercoledì 23 agosto 2017 – senza santi in paradiso – a Casa Spirlì, in Calabria

Carnevale papa2

Senta, bergoglio, io capisco la sua necessità di collezionare prime pagine o, quantomeno, passaggi sulla stampa mondiale, e italiana in primis. Ma non può continuare a farlo a danno degli Italiani! Abbia rispetto, se non riesce a provare pietà, per un Popolo che sta patendo l’invasione incontrollata di un’armata (di machete) di fancazzisti mantenuti a nostre spese, che, peraltro, pretenderebbe pure il riconoscimento di una cittadinanza che li porterebbe a sentirsi arroganti padroni di casa in casa d’altri! Già bivaccano, cagano, pisciano e si moltiplicano per strada. Già hanno allontanato i visitatori, i pellegrini e i turisti dalle nostre Città Sante e Città d’Arte. Già impongono i loro figli negli asili faticosamente costruiti da noi per i nostri. Già si arrogano il diritto di pretendere case e cose, calpestando il diritto di NOI poveri Italiani, che quelle case ce le saremmo pure abbastanza sudate. Già violentano, stuprano, feriscono, ammazzano e restano senza pena. Perché senza nome, senza nascita, senza connotati. Senza uno straccio di carta che ci dica da dove stracazzo vengano e chi stracazzissimo siano.

Lei si affaccia ad una sicurissima finestra, o si stravacca su una morbida poltrona, col culo parato da migliaia di agenti e franchi tiratori, e non perde occasione per ficcare il naso nei nostri affanni. E ci dice cosa e chi dobbiamo far entrare in casa nostra. Ma nella sua, signor b., chi divide la stanzetta con lei? Quanti beduini ospita? Gratuitamente, dico. Perché dietro compenso lo sappiamo che lei e i suoi state facendo carne di porco di questi imbecilli sfruttati e usati come terra da coltivare. Senza prendere un soldo, signor papampero, quanti ne siede alla sua tavola? Perché quello stramaledetto ius soli non glielo regala nello stato vaticano? Perché non se li impasta coi suoi fancazzisti, questi clandestini di fresco sbarcati? Io credo che in quell’enclave ci sia posto per almeno centomila sans papier. Maschi, femmine e, soprattutto, considerato l’ampio uso che se ne fa dalle sue parti, di “genere centrale”. Lei potrebbe inviare i suoi mezzi, caricarne un migliaio per volta e, in cento e più viaggi, si colora lo staterello di cui è monarca assoluto. Poi distribuisce centomila bancomat natalizi e si gode lo spettacolo. Che ne so, di un centinaio che pisciano dalla cupola, di un migliaio che si sdraiano seminudi e ubriachi sul sagrato dal quale lei ci regala quelle omelie tanto criticate dai suoi stessi elettori, di un plotoncino di mignotte sfruttate già a quattordici anni con lo spauracchio di una macumba… Insomma, toccherebbe con mano (si fa per dire) quello che Noi Italiani stiamo ingoiando da anni.

Potrebbe anche, così facendo, agevolare il lavoro di quelle migliaia di terroristi, fra loro, che sognano dalla nascita di tagliarle la gola. A lei e a noi. E anche ai Santi Crocifissi esposti nelle Sante Chiese.

L’età avanza, signor bergoglio. E la sua lucidità, ci sembra, vacilla. Ha un Grande Esempio, proprio dentro al suo stesso recinto. Un Grande Papa, mentendo per Pace, ha cercato e trovato il Silenzio (purtroppo!). Lo cerchi anche lei. Apra la sua borsa nera e, se non è vuota come tutti immaginiamo, ne tiri fuori un A4 con le dimissioni. Le scriva anche in castigliano o cocoliche: le accettiamo lo stesso. Basta che si decida.

La Chiesa ha bisogno di un Papa. Noi Cristiani di un Padre. Lei è un vicino di casa. Anche abbastanza antipatico.

Fra me e lei.

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