Trading sui semiconduttori: strategia Trend Following su Nvidia, AMD e Broadcom
L’obiettivo di questo articolo è sviluppare una strategia trend following di medio-lungo termine sul mercato azionario. Per farlo partiremo da uno strumento molto semplice e conosciuto: l’ETF SPY, che replica l’andamento dell’S&P500 e che può essere utilizzato come rappresentazione generale del mercato azionario americano.
L’idea di base della strategia è semplice: invece di provare ad anticipare i minimi o prevedere in anticipo quando partirà un nuovo rialzo, vogliamo costruire una regola oggettiva che ci permetta di seguire i trend già in corso.
Una volta verificato il comportamento di questa logica su un indice ampio e diversificato, applicheremo lo stesso approccio a un settore molto più specifico e dinamico: quello dei semiconduttori, protagonista negli ultimi anni di movimenti particolarmente forti grazie anche allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
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Dal mercato azionario ai semiconduttori: perché usare un approccio Trend Following
Prima di concentrarci sui semiconduttori, partiamo dal mercato azionario nel suo complesso.
Per farlo utilizzeremo SPY, uno degli ETF più conosciuti al mondo, che replica l’andamento dell’S&P500. L’S&P500 è un indice composto da 500 tra le principali società quotate negli Stati Uniti e viene spesso utilizzato come riferimento generale per misurare la salute del mercato azionario americano.
In Figura 1 possiamo osservare l’andamento di SPY negli ultimi anni. Il grafico mostra un mercato che, nonostante alcune correzioni, ha continuato a sviluppare un trend rialzista molto forte. In un contesto di questo tipo, un investitore avrebbe potuto essere tentato di comprare sistematicamente ogni ribasso, partendo dall’idea che, prima o poi, il mercato sarebbe comunque tornato a salire. Il classico ragionamento è: “tanto poi sale”.
E in effetti, se ci limitiamo agli ultimi anni, questa idea sembrerebbe anche funzionare. Molti ribassi sono stati riassorbiti abbastanza rapidamente e chi è riuscito a mantenere la posizione ha spesso visto il mercato tornare sui massimi, per poi superarli nuovamente.
Il problema è che questo ragionamento rischia di essere influenzato dal periodo storico che stiamo osservando. Gli ultimi anni, pur con fasi difficili come il 2020 o il 2022, non sono stati caratterizzati da lunghissimi periodi di mercato laterale o da drawdown rimasti aperti per molti anni.
Il discorso cambia osservando la Figura 2, dove analizziamo una fase storica differente. In quel caso il mercato ha vissuto movimenti molto più complessi: crolli profondi e lunghi periodi necessari per recuperare i massimi precedenti.
In un contesto del genere, comprare i ribassi sarebbe stato molto più costoso, sia dal punto di vista psicologico che da quello della gestione del capitale. Un investitore avrebbe potuto ritrovarsi bloccato per anni in posizioni in perdita, con il capitale immobilizzato e poche possibilità di sfruttare opportunità migliori.
È proprio per questo motivo che, soprattutto nel medio-lungo termine, ha senso ragionare su strategie trend following.
L’idea non è comprare ogni ribasso nella speranza che il mercato recuperi, ma restare esposti quando il mercato mostra forza e uscire quando quella forza viene meno.
In altre parole, vogliamo costruire una strategia che non si limiti a comprare e sperare. Vogliamo una logica capace di cavalcare il trend quando il mercato sale e di mettersi da parte quando le condizioni iniziano a deteriorarsi.
La strategia: seguire la forza del mercato con un filtro di lungo periodo
A questo punto possiamo definire la strategia.
Lavoreremo su un time frame settimanale, quindi ogni barra del grafico rappresenterà una settimana di contrattazione. La scelta del time frame settimanale è coerente con l’obiettivo della strategia: non vogliamo fare trading di breve periodo, ma provare a seguire movimenti di medio-lungo termine.
La logica di ingresso si basa sul rendimento percentuale delle ultime 12 barre, ossia delle ultime 12 settimane. Possiamo considerare questo periodo come una sorta di trimestre di mercato, e la scelta non è casuale. Le azioni, infatti, sono spesso influenzate dal rilascio degli utili, che avviene generalmente su base trimestrale. Utilizzare un ritorno a 12 settimane ci permette quindi di provare a intercettare una forma di ciclicità legata proprio a questi aggiornamenti periodici.
La regola è molto semplice: se il rendimento delle ultime 12 settimane è positivo, la strategia apre una posizione long, che viene mantenuta finché questo rendimento rimane positivo. Quando invece il rendimento delle ultime 12 settimane torna negativo, la strategia chiude la posizione.
Per rendere la logica più selettiva, aggiungiamo anche un filtro di trend basato sulla media mobile a 52 settimane. Le 52 settimane rappresentano circa un anno borsistico e ci permettono di distinguere le fasi in cui il mercato si trova sopra o sotto il proprio trend di lungo periodo.
In pratica, prenderemo in considerazione i segnali long solo quando la chiusura settimanale si trova sopra la media mobile a 52 settimane. Se il prezzo è sotto la media, la strategia non entra a mercato. Inoltre, se siamo già in posizione e il mercato scende sotto la media mobile, la posizione viene chiusa.
La Figura 3 mostra visivamente il funzionamento della strategia. La linea verde rappresenta la media mobile a 52 settimane, mentre nella parte inferiore del grafico viene mostrato il rendimento percentuale delle ultime 12 settimane. Possiamo notare come la strategia entra quando il rendimento trimestrale torna positivo e il prezzo si trova sopra la media mobile annuale. Al contrario, esce quando il rendimento torna negativo oppure quando il prezzo perde il filtro di lungo periodo.
Inoltre, per ogni operazione verrà allocato un capitale fisso di 10.000 dollari. In questo modo i risultati saranno più semplici da interpretare, a causa dell’aumento di valore del mercato azionario negli anni e potremo confrontare più facilmente la strategia applicata a strumenti diversi.

Figura 3 – Esempio operativo della strategia Trend Following basata sul rendimento delle ultime 12 settimane e sulla media mobile a 52 settimane.
Performance della strategia sull’S&P 500: rendimento e contenimento dei drawdown
Passiamo ora alle performance della strategia. In Figura 4 possiamo osservare l’equity line della strategia applicata a SPY dal 1994 fino ai giorni nostri. L’andamento appare tutto sommato regolare, soprattutto considerando che stiamo lavorando su una logica molto semplice, basata soltanto sul rendimento delle ultime 12 settimane e sul filtro della media mobile a 52 settimane.
L’aspetto più interessante non è tanto la crescita dell’equity in sé, quanto il comportamento della strategia durante le fasi più difficili del mercato. Come si può notare dal grafico, i drawdown vengono in diversi casi contenuti proprio grazie al filtro di lungo periodo. Questo è particolarmente evidente in alcune fasi storiche molto delicate, come il 2002, il 2008 e il 2022, periodi in cui il mercato ha mostrato una debolezza importante e la media mobile a 52 settimane ha permesso alla strategia di ridurre o azzerare l’esposizione.
Il rendimento medio annuo della strategia è pari al 7,43%. Si tratta di un valore inferiore rispetto a quello che solitamente ci si attende dal mercato azionario americano nel lungo periodo, spesso indicato intorno al 10% annuo. Tuttavia, il confronto non dovrebbe essere fatto soltanto sul rendimento assoluto.
Il dato più rilevante è il drawdown massimo, che in questo caso si attesta intorno al 30%. Considerando un capitale allocato di 10.000 dollari per trade, questo equivale a una perdita massima di circa 3.000 dollari, come si può notare sempre in figura 4.
Il risultato diventa quindi più interessante se lo osserviamo in termini di rendimento aggiustato per il rischio. Il mercato azionario, in alcune fasi storiche, ha registrato drawdown superiori al 50%, costringendo l’investitore a sopportare perdite molto profonde e tempi di recupero estremamente lunghi.
La strategia trend following, invece, pur rinunciando a una parte del rendimento del benchmark, riesce a tagliare alcune delle fasi peggiori del mercato. Questo è esattamente il punto della logica: non prevedere i crolli, ma uscire quando il trend si deteriora e rientrare quando il mercato torna a mostrare forza.
Perché i semiconduttori sono diventati uno dei settori più forti del mercato
Dopo aver testato la strategia su SPY, possiamo fare un passo successivo e concentrarci su un settore specifico: i semiconduttori.
In modo molto semplice, i semiconduttori sono alla base dei chip utilizzati in computer, smartphone, automobili, data center, schede grafiche e, più in generale, in moltissime tecnologie moderne. Senza semiconduttori, gran parte dell’economia digitale non potrebbe funzionare.
Negli ultimi anni questo settore è stato particolarmente favorito dal mercato, soprattutto per via dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Modelli sempre più complessi richiedono una quantità enorme di potenza di calcolo, e questa potenza passa proprio attraverso chip, GPU, memorie e infrastrutture hardware sempre più avanzate.
Per questo motivo molte aziende legate ai semiconduttori hanno beneficiato di una forte attenzione da parte degli investitori. Il mercato ha iniziato a prezzare aspettative di crescita molto elevate, soprattutto per quelle società considerate centrali nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei data center.
A questo punto applicheremo la stessa identica strategia utilizzata su SPY ad alcune delle principali azioni del settore: Nvidia, AMD, Intel, Broadcom, Micron Technology, Qualcomm e Texas Instruments.
La logica resterà invariata: time frame settimanale, rendimento percentuale delle ultime 12 settimane, filtro con media mobile a 52 settimane e capitale fisso di 10.000 dollari per ogni operazione.
L’obiettivo non sarà quindi scegliere a posteriori il titolo migliore, ma verificare se una regola semplice di trend following riesca a catturare i grandi movimenti rialzisti anche su un settore più esplosivo rispetto al mercato azionario nel suo complesso.
Trading sui semiconduttori: risultati della strategia su un paniere di titoli tra cui Nvidia, AMD e Broadcom
In Figura 5 possiamo osservare l’applicazione della stessa strategia al paniere di azioni legate ai semiconduttori, a partire dal 2018.
In questo caso la strategia viene applicata a 7 titoli: Nvidia, AMD, Intel, Broadcom, Micron, Qualcomm e Texas Instruments. Considerando un capitale fisso di 10.000 dollari per ogni titolo, il capitale complessivo utilizzato nel test è di 70.000 dollari.
Il risultato è interessante perché mostra come una logica molto semplice, pensata per cavalcare i trend di medio-lungo termine, possa essere applicata non solo al mercato azionario nel suo complesso, ma anche a un singolo settore o a un gruppo ristretto di azioni appartenenti allo stesso comparto.
Nel periodo analizzato, la strategia ha ottenuto un rendimento medio annuo del 17,15%. Si tratta di un dato sicuramente positivo, ma che va interpretato nel modo corretto: dal 2018 in poi abbiamo osservato una fase particolarmente favorevole per il settore dei semiconduttori, soprattutto negli ultimi anni, grazie al forte interesse del mercato verso l’intelligenza artificiale, i data center e la crescente domanda di potenza di calcolo.
Guardando l’equity line, notiamo una crescita abbastanza regolare fino al 2021, seguita da una fase più difficile nel 2022. In quell’anno molti titoli tecnologici e legati ai semiconduttori hanno subito correzioni importanti, ma la strategia riesce almeno in parte a tagliare quella fase negativa, rimanendo per diversi mesi fuori dal mercato o comunque con un’esposizione ridotta.
La parte finale del grafico è ancora più evidente. I semiconduttori hanno beneficiato in modo importante del tema dell’intelligenza artificiale, come sottolineato in precedenza. La strategia, senza conoscere il motivo fondamentale dietro al movimento, riesce comunque a partecipare al trend rialzista, perché segue semplicemente ciò che vede nei prezzi.
In altre parole, lo stesso sistema che abbiamo applicato a SPY può essere utilizzato anche su azioni più esplosive come Nvidia, AMD, Broadcom, Micron, Qualcomm, Intel e Texas Instruments. Il risultato ottenuto non ci dice che questa logica funzionerà sempre allo stesso modo, ma conferma che, in presenza di trend forti e persistenti, una regola semplice può essere sufficiente per partecipare a una parte importante del movimento.

Figura 5 – Equity line della strategia applicata a un paniere di titoli del settore dei semiconduttori.
Conclusioni: seguire i trend senza cercare di prevedere il mercato
In conclusione, questa strategia non deve essere vista come una soluzione per battere il mercato. Probabilmente, in alcune fasi, un semplice portafoglio buy and hold avrebbe fatto meglio.
Tuttavia, il vantaggio di una logica trend following è un altro: avere una regola di uscita. Comprare e mantenere funziona molto bene quando il mercato continua a salire. Il problema nasce quando il mercato entra in una fase negativa prolungata. In quei momenti non sappiamo se il ribasso durerà poche settimane o diversi anni. Per questo motivo può essere utile avere una strategia che ci permetta di partecipare ai rialzi, ma anche di ridurre l’esposizione quando il trend si indebolisce.
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Alla prossima,
Andrea Unger




