I “cagasotto”
Eccone un altro. Pietro Ichino dal Corsera: “il liberismo ha bisogno della sinistra”. Dopo Gialesina con il loro “liberismo di sinistra” arriva un altro ipocrita. Abbiate coraggio: dimenticatevi i vostri salottini, abituatevi allo sputo in faccia, all’oltranzismo bignardesco. Porca miseria mi sono proprio rotto le balle di questi professori che hanno scoperto solo in tarda età le ricette liberali, e oggi ce le vogliono insegnare dal Corrierone. Ma non basta ce le insegnano con il ditino alzato: si fa così, è bene colà, siamo europei e anglosaxon. Mi viene una rabbia d’istinto: queste mammolette che hanno scoperto il liberismo in tarda età, ma si cagano talmente sotto che lo vogliono etichettare di sinistra. Non c’è ovviamente un copyright dei liberisti. Ma Ichino cita Okun e mi racconta che la sinistra sola si occupa dei più deboli. E certo noi liberisti vogliamo poveri ad ogni angolo di strada, deboli soffocati da Paperon de paperoni che naviga nell’oro. Si dicono liberisti, ma propagandano un’idea macchiettistica delle virtù del mercato.

Caro Filippo, non credo che Mavvvai sia in buona fede, almeno quando denigra i Paesi del Nord Europa.
Esprime una sua opinione, diamogliene atto, e le opinioni
vanno rispettate. (Le sue relativamente, visto che usa
uno pseudonimo). Paolo Feringi (giornalista)
non voglio difenderlo, ma mavvai merita rispetto per la sua buona fede.
meglio lui di tanti fanelli anarcoidi che si incontrano su blog e forum, che si spacciano per libertarian, che insultano i neofiti dandosi aria di sufficienza da veterani vissuti quando al massimo hanno combattuto per qualche canna, o che annegano nel turpiloquio.
mavvai è una persona per bene, con idee sbagliate.
unico neo: dovrebbe firmarsi con nome e cognome, come molti altri.
i nickname sembrano fatti apposta per lasciare le cose come sono, altro che rivoluzione…
Filippo Matteucci Di San Ginesio
risposta a mavvvai nelle vostre risposte di ”sinistra ” c!è sempre tutta la vostra arroganza culturale ,gestite la scuola da 40 anni ,vi siete dimenticati del 6 politico ,creando 2 generazioni di deficienti, ve ne accorgete sempre in ritardo degli errori e neanche avete l’umiltà di riconoscerli .sono anche io figlio di un operaio e quanto mi preoccupo quando i tuoi politici parlano di fare per il bene del Paese e degli operai .loro però vengono tutti dal SINDACATO e non hanno mai lavorato e prendono lauti compensi per fare il TUO bene . NESSUNO CHE DICE anche per noi 35 anni di lavoro per la pensione , ha loro bastano mezza legislatura.le punture voi le fate in faccia perche è come il di dietro.il vostro obiettivo è impoverire il paese , più lo impoverite più lo gestite con le clientele perchè il povero è più manovrabile . SVEGLIATI
Confesso: di Ayn Rand ho una conoscenza superficiale e di seconda mano, tranne che come autore di The fountainhead, da cui un bel film con Gary Cooper e Patricia Neal, e spero che questo non mi costi l’ostracismo, perché ci voglio stare anch’io nella cerchia di quelli che ricordano sottovoce.
Se Lei Porro non la considera sesta, ma prima tra cotanto senno (e non perde occasione per ricordarcelo) è evidente che la lacuna va colmata.
Da dove comincio?
Huerta de Soto, Gentile Avvocato, temo che ha pizzicato a anche me in fallo. Mi informa e leggo. Ad Americo devo Parkinson, e non è poco. Grazie allora a Filippo. Se le premesse sono Hayek E Mises, sono certo che sarà una bella lettuea. E già che ci siamo cari amici, sottovoce, ma tra di noi ricordiamoci della mitica Ayn Rand: semplicemente sublime.
caro mavvvai con 3v, in stile grillesco:
le consiglio la lettura di alcuni economisti, sistematicamente censurati nelle nostre “libere” scuole e università (per intenderci, la scuola di regime, school for servants, visto che i figli delle famiglie al potere, quelle dei poteri forti, quelle dietro i vari Prodi, e dei verniciati di rosso o di rosa per fregarti meglio, i loro figli li mandano a studiare negli USA, in Inghilterra, in Svizzera):
Von Mises, Von Hayek, Rothbard, Hoppe, Huerta De Soto.
così capisce chi sono i padroni e chi sono i servi, chi sono i politici lacchè dei padroni, e cos’è il liberismo antistatalista.
se lo stato è in mano alle famiglie dei poteri forti, le sembra il caso di conferire più poteri, più funzioni, più soldi, più tasse a uno stato strumento di padroni di bassa qualità?
o lei si illude che la democrazia formale delegata sia vera democrazia?
Filippo Matteucci Di San Ginesio
@ Nicola Porro
Gentile signor Porro, forse e dico forse, non ha capito la complessitá del discorso di un vecchio siciliano. Lí c’é sempre un un ragionamento diretto ed alla vista che vuole nascondere anche un ragionamento piú subdolo. Mi perdoni la scaltrezza.
@ Fripp
Stimato Fripp la risposta al suo quesito non é semplice perché il liberalismo ha avuto sviluppi e caratteristiche molto differenti nei vari paesi d’Europa. Le raccomando si legga “La storia del liberalismo europeo” di Guido De Ruggiero e poi ne potremmo parlare con piú precisione.
@lorisbatacchi:
la voce An non è arrivata dal fondo della sala ma dal tombino.
sulla diatriba porriana:
il liberalismo è un’idea dell’ottocento. è very british, funziona in una società che fonda i propri convicimenti sulla filosfia empirista e sulla religione (etica sarebbe meglio dire) protestante. ha figliato il libero mercato che come quasi tutti i figli non è all’altezza del padre (avete presente ricky tognazzi?).
il liberalismo è come la lingua inglese corretta: esiste solo sui libri o nella testa dei pochi cultori della materia. chi esiste veramente e detta legge è il libero mercato ma è come la lingua inglese parlata: c’è un accento giapponese, uno russo, italiano, tedesco, della valle del silicio, sudamericano, di honk hong, cinese etc
il libero mercato è un camaleonte che cambia pelle a seconda delle condizioni reali. può essere di destra o di sinistra.
ah dimenticavo: il libero mercato non sa chi sia Federico Augusto Hayek. conosce meglio salma.
Caro Americo ieri dovevo essere in una giornata di cattiva forma e forse ho abusato del mio ruolo e privilegio di cuoco, Resto del suo avviso sulla Rete, anche se tra la National Tv e questa zuppa ce ne passa.
Fripp mi mette con le spalle al muro: cavolo una definizione di liberalismo. Forse la più semplice: sono gli individuio che fanno la società e non la società che fa gli individui: é possibile sostituire il termine società con ciò che più aggrada e dunque Stato, Bene, Religione e così andando. Ma la questione che pone è più sosfisticata e non la volgio eludere. Ha ragione Lei a sottointendere che spesso la destra del cavaliere senza macchia è tutt’altro che liberlae nei suoi comportamenti. al contrario talvolta la sinistra, si vede liberalizzazione, lo è di più. Ma sono convinto che si tratti di eccezioni alla regola: il privilegio della difesa della libertà non è questione di sinistra. Non penso certo di avere liquidato così un tema che Fripp pone e che ha molte più sfaccettature e considerazioni. E’ semplicemente un’ideuzza molto personale.
Stimato signor Porro, non sia cosí severo con Mavvai. Nell’anno cincuanta uscí nella televisione americana un “talk show”, unico nel suo genere, diretto da un giovane senatore del Massachusset, del clan dei Kennedy, di cui non mi ricordo il nome. Il programma intervistava tutti coloro che avevano avuto esperienze con i dischi volanti e con i marziani(allora erano di moda). Il direttore del programma faceva cadere nel ridicolo assoluto tutta quella buona gente che diceva di avere assistito a sbarchi di marziani, di essere stati rapiti da marziani etc.. e chi piú poteva piú ce la metteva. A nessuno importava di fare la figura del cretino, la unica cosa importante, e lo é ancora oggi, era apparire “On National TV”. Bene cosa facciamo oggi? Scriviamo nella “RETE” col vantaggio di essere anonimi e di non fare cattiva figura se diciamo delle stupidaggini. Dopo tutto la Rete é un fenomeno di massa, di quella massa che domina gusti, comportamenti ed atteggiamenti etici, esattamente come predetto da Ortega Y Gasset. Siamo onesti, siamo tutti delle mediocritá perché se avessimo un briciolo in piú di eccellenza non avremmo bisogno della Rete; la soddisfazione che proviamo a vedere i nostri spot scritti ed eventualmente risposti é pura “Vanitá”, con la V maiuscula, come lo era di quelli che volevano apparire a tutti i costi “On National TV”. Il punto di merito che ha la Rete é che aiuta i solitari a sentirsi meno soli e permette loro di intavolare conversazioni, molte volte parallele(cioé a controbinario), con intercolocutori sconosciuti, cioé con persone totalmente virtuali. Peró debbo confessare che mi diverte molto.
Porro, per cortesia, dia una sua definizione di liberalismo e poi verifichiamo se si attaglia a qualcuno dei partiti del centro destra o del centro sinistra.
Credo che avrà una qualche delusione …
Una risposta a Flaminio. Spero che Lei si informi sulle liberalizzazioni di Silvio Berlusconi meglio di quanto faccia sulle sue proprietà. Silvio non è il mio datore di lavoro: scusi, tanto per l’esattezza. E se vuole proprio perdere del tempo si vada a leggere i post di questo blog in cui ben si parla delle liberalizzazioni di Bersani (Forse è il suo datore di lavoro?). Inoltre sono da imputare a Berlusconi le liberalizzazioni in due mercati fondamentali: tasse e lavoro. Ciò non toglie che male, malissimo facciano gli uomini di Berlusconi a non approvare le liberalizzazioni, indipendentemente da chi le faccia.
E Una risposta a Mavvai: trovi qualche artificio retorico più originale che “il tanto verrò censurato” per dare un po’ di verve ad pensierini che mi sembrano senza capo nè coda. Posso infatti sopportare le critiche personali, ma non quelle rivolte ai frequentatori di questo blog che le definisce sprezzante “sedicenti ammiratori”. Qua non ci sono ammiratori e di sedicenti, ci sono solo firme, senza faccia come la sua.
il mio commento immagino che sarà bellamente censurato. comunque, mi voglio togliere la soddisfazione, per chiunque lo legga, di dirvi chiaramente quanto mi dispiaccia vedere quanto povero sia il mondo di cui fate parte, lei sig. porro e i suoi sedicenti ammiratori. questa povertà viene sistematicamente esportata in due terzi del mondo che subiscono le cosidette regole del libero mercato da lei tanto agognato. ma i poveri sono brutti e sconvenienti da guardare e si preferisce rimuoverli, rinchiuderli, farli sparire dalla vista, soprattutto se non hanno reddito sufficiente per vivere nelle belle e operose città del nord, popolate dai facoltosi figli di coloro che hanno ben conosciuto la povertà, emigrando per mezzo mondo, esportando “civiltà” agli involuti stati del nord europa, o degli stati uniti, poveretti, i quali non aspettavano altro che noi, prosperosi e operosi uomini italici, regalassimo un po’ della nostra ricchezza a questi infelici…
magliari, terrazzieri, musici, contadini, delinquenti(a bizzeffe!) che riempirono le stive delle navi, dei treni, verso cosa? quale speranza abbiamo sempre nutrito? i suoi avi cosa facevano sig. porro? e quelli del sig. belpietro? non ravvedo nei vostri cognomi nomi compositi, titoli nobiliari, dinastie di lungo corso. vedo un popolo ancora unito nella straccioneria, come allora. c’è chi lo ammette senza colpe, e chi, invece, rimuove la propria condizione e vaneggia, millantando chissà quale glorioso passato, presente e futuro, senza un briciolo di umiltà. infine, le persone che vivono con onestà non sono a disagio di fronte alle regole, sig. porro. solo i criminali le soverchiano e le deprecano. e non venitemi a parlare di regole ingiuste o giuste, perchè pensare che il prezzo di una merce possa valere da sola come legge dell’intero mondo non ha più il diritto di appellarsi ad alcuna umanità. borghesi e nouveaux riches non si sono dimostrati migliori certo dell’ancient regime, certo. ma si ricordi, un mondo fatto da un solo colore non è solo “noioso”, è mortale! ossequi.
Solo una domanda: quante liberalizzazioni ha fatto il suo datore di lavoro Silvio Berlusconi quando era al governo?
Si dice post-comunisti. Non sinistra.
il liberalismo è liberale e basta. di certo è avverso ai totalitarismi…. e siccome c’è gente che si permette oggi di chiamare il chè “un mito”, e il virus che hanno sparso ai 4 angoli del pianeta “utopia”. quindi queste belle animelle abbiano il coraggio di fare i conti con la LORO STORIA e portare in discarica la sinistra paleocomunista che ancora li appesta. o continuino a fare gli ipocrtiti con queste sterili “benedizioni” di parte…
saluti
Stimato signor Porro, qualcuno si é finalmente accorto che per distribuire la ricchezza bisogna prima crearla, e che lo Stato é un pessimo creatore di ricchezza anzi, sa solo buttarla via. Come é arrivato a creare un incredibile debito pubblico? Distribuendo quello che non aveva e facendo vivere gli Italiani al di sopra dei loro mezzi.
Adesso si pagano le conseguenze e loro arrivano tardi a scoprire l’acqua calda, quello che é incredibile é che non provano nessuna vergogna nel riconoscerlo.
E quando proponeva l’autority per il controllo dei nullafacenti nelle P.A. (ne assumi 1’000 per licenziarne 10).
Tanti a sinistra sono alla ricerca di nuovi modelli per costruirsi le ideologie del futuro (ci hanno provato anche con l’ambientalismo ma sta andando male).
Sembra che abbiano il bisogno fisiologico di ripararsi dietro a strutture ideologiche.
Ci sono anche delle notevoli eccezioni come Giuseppe Bortolussi e Luca Ricolfi.
Parliamo solo di e con questi.
i “cagasotto” in oggetto devono aver pensato che le attuali forze di opposizione non avranno MAI il potere, perciò sperano con le buone maniere di ingraziare il sovrano a perseguire una politica illuminata. Cominicio a pensarla come il sen.Guzzanti, ossia che ci voglia una vera Rivoluzione
Faccia aggiornare l’ora!
L’atteggiamento delle mammolette salottiere – così tremendamente british e snobish – fa sbellicare dalle risate!
Non se la prenda Dr. Porro e non si curi di loro: noi spettatori e semplici lettori sappiamo apprezzare e disprezzare chi lo merita.
quando ti arrabbi sei proprio bello!
che soddisfazione! ti copio-incollo, se me lo permetti.
anzi anche se non me lo permetti. muahaha
Concordo, il liberismo non è di sinistra, ma non appartiene nemmeno alla destra sociale (qualcuno a fondo sala ha detto AN?).
Grande Porro, ciò conferma una mia idea astrusa: in quello che ora si chiama centro-sinistra (come sempre daltronde, con o senza trattino) vale l’idea della commistione degli opposti in modo da poter sembrare “il tutto” pur essendo una sola parte. Gli altri, in questo modo, finiscono con il non esistere, escludendo piccole fazioni con ideali e contenuti assai discutibili e/o vani. Questo almeno nell’ipotesi di un “son-tutt’io” pensiero: la negazione del capitale e della proprietà e il consolidamento di banche e imprese commerciali, l’ateismo marxista e la carità cristiana, la violenza dell’estremista e la moderazione del centrista, il pacifismo senza compromessi e l’intervento militare comunque, il duro e puro e il furbetto intrigante, e via amenamente discorrendo tra un cucchiaio di zuppa e l’altro. Non ha capito Gran Mestoliere che quelli vogliono tutto ma proprio tutto? Ovviamente nella mia insignificante e fallace opinione.
“Appropriazione indebita” è il reato più di moda nella “sinistra” di oggi…il 9 novembre è stato l’anniversario della caduta del Berliner Mauer, c’è una legge del 2005 che impone un approfondimento nelle scuole per ragionare sulle dittature di ieri e di oggi…non mi risulta che ciò avvenga! Il travisamento, la rimozione, il travestimento: la politica del centrosinistra ora PD ex DS ex PDS ex PCI non è altro che un grande OGM della Politica Italiana!
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