Sprecopoli
A me il titolo non piace, e lo dico subito. E’ stata una scelta dell’editore. La copertina non è male e con il suo nero di fondo cerca di evocare una sorta di libro nero dello scialo di Stato. Cari commensali il titolo del libro non mi soddisfa per il semplice motivo che evoca una collezione disordinata di sprechi. E così non è. Con Cervi abbiamo cercato di dare una sistematicità allo spreco in Italia. Il ragionamento di fondo resta che se i contribuenti, come succede in Italia, danno allo Stato il 50 per cento della ricchezza che producono (la bellezza di 750 miliardi di euro ogni anno passano per le mani dell’amministrazione pubblica) lo Spreco diventa in qualche misura fisiologico. I nostri politici e i nostri amministratori pubblici sono ricchi e si danno alla pazza gioia. Chi non è ricco ed ha poco da gioire siamo noi contribuenti. E coloro che dovrebbero avere dallo Stato servizi efficienti, visto che privatamente non hanno il reddito per ottenerli.
Insomma in Sprecopoli facciamo arrabbiare raccontando lo sperpero, ma cerchiamo anche di trovare una soluzione: che resta quella di affamare più che si può la bestia.

Grazie don Beniamino è un onore esser presente nel suo sito. Ai commensali (da queste parti don Beniamino cerchiamo di sdrammatizzare e fingiamo di far parte tutti di un grande minestrone) consiglierei di farsi un giretto nella StoriaLibera.it. E poi riferite, mi raccomando, sul sapore della pietanza storica.
Apprezzo le sue idee e la chiarezza del suo linguaggio.
Ho inserito nel mio portale ( www.StoriaLibera.it ) 6 dei suoi articoli (cercare nel sito “Nicola Porro”) ed atri sono in corso d’inserimento.
Spero non abbia nulla in contrario.
Non poteva mancare, poi, la segnalazione del suo “Sprecopoli”.
con gli auguri di ogni bene, don Beniamino Di Martino
Francesco, sulle regole Lei dice spiega meglio ciò che intendevo dire. Più se ne fanno e peggio è per i più onesti.
Riguardo a Sprecopoli la Mondadori, nonostante sia stata già finita la prima edizione, è un po’ latintante. Comunque il canotto, anche se baby, l’ho già assicurato. E poi vuol mettere la Gruber con i sottoscritto??? Ma abbiamo una forza in più, il passaparola.
E’ evidente, Grande Porro, che più le regole sono complesse e ingarbugliate, più è facile stritolare gli onesti e favorire i disonesti. Un suggerimento per “sprecopoli”? Perché non tracciate voi giornalisti più coraggiosi il “percorso” di uno stanziamento, mostrando “per il progetto x” sia il finanziamento che le voci in cui si suddivide il denaro (ahimé, temo sia una cosa non solo quasi impossibile, ma anche pericolosa, ipotizzando metodi di dissuasione alla Gardini, che non sapremo mai se suicidato “sua sponte” o per salvare la famiglia da minacce ignote. Solo ipotesi senza senso, nella mia mente contorta). Il discorso solito, che tutti gli Italiani conoscono ma che nessuno dice: per accendere una lampadina bisogna attivare una infernale macchina burocratica e tecnologica che ci costa mille volte di più. E tutti sappiamo perché: una bella torta, fatta in tante fette disuguali, ognuno prende una fetta e la lampadina si accende con le briciole (altro che zuppe paesane!). Questo non è assolutamente dimostrato, questo è sicuramente falso, ma tantissimi Italiani la pensano così. Ma come scritto da altri, la colpa è certo di Berlusconi.
P.S.: se non si mette daccordo con la Distribuzione del libro “Sprecopoli”, non si farà neanche un canotto di plastica trasparente! Il libro non si trova facilmente, molto più visibile è quello della giornalista-deputata L. Gruber, i bella mostra anche nei supermercati. Ma d’altronde anche “il Giornale” sparisce presto dalle edicole (o va a ruba o l’edicolante ne prende poche copie). Che volete, siamo a Roma!
Andrea non c’è dubbio. Il costo della iper legiferazione è nascosto e subdolo, ma talvolta pesa più di quello fiscale. Meno tasse, ma soprattutto meno regolamentazioni e burocrazie.
Il che si può, anzi si deve, attuare con la DELEGIFICAZIONE e la SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA.
Basta con l’azione di Governo intesa solo come iperproduzione di leggi e leggine incomprensibili, spesso letteralmente folli rispetto alla realtà quotidiana, spesso inattuabili e spessissimo inutili e deleterie anche per la crescita economica dell’intero Paese.
Aveva ragione il grandissimo BRUNO LEONI.
Cmq sia il “costruzionismo sociale” è il più vecchio, logoro, tremendo lascito delle sinistre utopiste e di quelle socialdemocratiche e di tutte le ideologie statolatriche del Novecento.
La rivoluzione del XXI secolo deve essere LIBERTARIAN, o almeno antistatalista.
E mooolto difficilmente potranno realizzarla i trasformisti del PD. Per me, che vivo nella Toscana delle amministrazioni pubbliche e delle Banche organiche al PD, è assolutamente improbabile.
Di là, dalla parte di Berlusconi, forse c’è qualche possibilità in più, nonostante molte pecche.
A proposito di risparmi, potremmo incominciare dallo stipendio platinato dei nostri Onorevoli. Che novita’!penserete.Invece proprio loro anni fa hanno lanciato d’imperio il “prezzo medio europeo dei farmaci”.Oggi si potrebbe facilmente proporre lo “Stipendio medio europeo del parlamentare, fissato sulla media europea delle prebende dei deputati UE. perche’ i nostri onorevoli devono ricevere due o tre volte tanto rispetto ai loro colleghi europei?
Saluti Riccardo.
L’anomalia italiana è Berlusconi.
Ogni giorno a secondo dell’umore ne tira fuori una ….. poi puntualmente è stato frainteso.
Adesso vuole fare marcia indietro perche Fini e Casini gli hanno finalmente fatto capire che con ritrovata correttezza ed onestà voteranno una qualche legge sul conflitto d’interessi e sulle televisioni, non proni come fino ad ora ai voleri di Arcore.
Berlusconi ritirati per il bene dell’Italia, non fare come Saddam Hussein attaccato al potere fino alla morte.
Il punto caro Francesco è proprio questo si spreca su tutto, si getta al vento con leggerezza in ogni dove. Il nostro stato onnipresente ha intenzione di impicciarsi di tutto, ma non sa fare decenetemente ciò per cui esiste. é un disastro e soprattutto per i più deboli, per coloro che non hanno alternative all’inefficienza del pubblico.
RISPIARMIOPOLI.
Alro che “sprecopoli”! Qui da noi, nelle ex ridenti colline bagnate dal Tevere si sta risparmiando su tutto: per esempio si sono inventati che i medici del 118 non hanno diritto a un’indennità per il lavoro notturno. Un bel risparmio sulle spalle di quelli che ci dovrebbero soccorrere nei momenti peggiori! Ma non crediate sia finito: per risparmiare non si assume più personale sanitario, medico e non, né in ospedale, né al 118, né chissà dove. Tanto le penne sono le nostre, i soldi non più. Noi li diamo e non li rivediamo. Altro che sprecopoli. Stanno risparmiando sulle medicine, per esempio: quanti medici generici ormai dicono ai loro assistiti “questa non te la segno perché costa troppo?” (e verranno pure premiati se spenderanno poco! Niente paura, pochi copechi, manco rubli, quelli se li tengono stretti…). A Roma risparmiano in vernice per le strisce pedonali, se metti sotto la vecchietta forse fai opera meritoria, una pensione di meno (argh!). Risparmiano le cesoie dei giardinieri, visto che molti semafori sono gentilmente occultati da rigogliose fronde (in effetti, prima che i Piemontesi ci togliessero il Papa-re, Roma era detta “il giardino d’Europa”). Risparmiano ancora nella Sanità, visto che hanno ridotto in ginocchio le fiorenti attività dei centri specialistici accreditati facendo scoppiare di superlavoro e disservizi gli ospedali (alcuni hanno dovuto bloccare le prenotazioni addirittura!) e rischiando il licenziamento di centinaia di lavoratori. Ma siamo a Roma. Roma caput mundi. Roma caput mundi infamis…
Grande Cuoco, tra un po’ cucineremo con le bucce delle patate, tocca inventare qualche nuova ricetta. E che dire di quei masochisti (pochi ma non pochissimi) che credono che sia giusto che noi siamo sempre più stritolati da quest’assurda macchina?
Il guaio è che quando soffia la buriana dell’indignazione generale, la politica ai ripari ci corre: subito una mitragliata di nuove regole.
Effettivamente in Italia c’è una mostruosa carenza di regole, perciò indignatevi a volontà e vediamo di portarci avanti una volta per tutte.
Caro Leonardo, l’idea che mi sono fatto e che scrivo in continuazione nei miei pezzi e che è la tesi di fondo di sprecopoli è che lo stato e dunque i politici si devono occuparsi meno degli affari nostri.
Caro Nicola,
condivido in pieno la posizione tua e di Massimo, e credimi non serve il cattivo umore per rendersi conto che questo è un paese senza speranze. Basta analizzare i fatti.
Un paese con un futuro per prima cosa dev’essere un paese con delle regole certe e, non di meno, con la certezza che queste regole vengano fatte rispettare. Questo a mio modo di vedere è l’elemento imprescindibile senza il quale non si va da nessuna parte.
Ed è proprio questo che mi convince sempre di più, ogni giorno che passa, che questo paese di speranze ne ha davvero poche.
Perchè questo è un paese che vive totalmente nell’illegalità.
E’ un paese dove l’illegalità è incredibilmente diffusa a tutti i livelli ed il senso dello stato, del rispetto delle regole e delle persone che lavorano per far rispettare la legge è sempre più un’ utopia. E questo è un dato di fatto.
Sprecopoli esiste proprio perchè in questo paese ognuno fa ciò che vuole. E non esiste un limite, una demarcazione netta e precisa, condivisa da tutti, oltre la quale non si può andare.
Ognuno mette l’asticella dove gli fa più comodo, tanto sa che, nel remoto caso gli si venga contestato qualcosa, la punizione sarà minima, sempre che ve ne sarà una.
Da qui allora la domanda: cosa servirebbe per cambiare le cose?
Risposta: decisioni forti, di rottura, che ristabiliscano la centralità dello stato e delle leggi, perché un paese senza regole certe e, soprattutto, senza la certezza che queste vengano fatte poi rispettare, è un paese appunto senza alcun futuro.
E chi dovrebbe prendere queste decisioni forti, di rottura, di cambiamento? I politici, i nostri politici…
Mi fermo qui. Voglio evitare di far diventare comico un intervento, purtroppo, molto serio.
@ Massimo86
Il mio consiglio é emigrare a Canada o Australia. Sono paesi civili e le pratiche per l’immigrazione sono abbastanza semplici.
Caro Massimo, il suo post mi è molto piaciuto. Per il semplice motivo che pur non sentendomi vecchio, in fondo sono under 40, non sono più giovane. E se avessi 20 anni la penserei esattamente come lei. Veda Massimo, credo che io ormai sia incastrato in questo paese e per di più incastrato comodamente: non avrò la pensione, ma ho un buon posto di lavoro e per di più a tempo indeterminato e posso permnettermi tanti piccoli lussi che anche miei coetanei non si permetteranno mai. E anche io ho un fratello, con cui abbiamo un’attività imprenditoriale: è una fatica immane. una lotta quotidiana. Non contro la concorrenza, ma contro lo Stato. Insomma per arrivare alle sue considerazioni: quando sono di cattivo umore, anche io penso che questo sia un paese senza speranza. Ciò non vuol dire che anche gli italiani lo siano: hanno tutto il mondo per ricostuirsi una vita.
Ahhhi, urca che botta che ci assesta Ruggero…
Mi associo alla grande Monica! Se ci levate i gatti da Roma che faremo? Qui di sorci a rosicare il formaggio ce n’è fin sopra i capelli! Io ne butterei qualcuno pure per i corridoi dei palazzi dei nostri governanti… hai visto mai che riescano a scacciare qualche pantecana? Non vedo l’ora di aggiungere un euro al suo salvadanaio, Grande Cuoco (sabato tutti in libreria!).
Caro Porro, bella idea cercare di raccogliere le briciole lasciate in giro da Rizzo e Stella scopiazzando qua e là un mucchio di giornali. Tutto quello che c’è in sprecopoli l’ho già letto guardando i cinque giornali che per lavoro ho: Repubblica, Corriere della Sera, Giornale, Sole 24 Ore e Italia Oggi. Come dire: non valeva il prezzo del biglietto. E lei sa fare molto meglio…
Grande Monica,le devo una spiegazione: i mici sono lì solo per ricordare . Sono romano e Lei non ha idea quante volte me lo hanno detto: anche se non in contesti propriamente amministrativi.
Buonasera Sign.Porro
Sono un giovane della categoria mai presa in considerazione da nessuno, ho quei fantastici 21 anni di cui tutti voi aventi passato quella quota sembrate averne nostalgia. Sono uno studente universitario (studio Lingue a Padova).
Le scrivo in merito all’articolo pubblicato sul Giornale odierno(23/11/07)sulla lezione Sarkozy.
Mi creda se le dico che a questa età, vedere cosa mi aspetta nel futuro, mi fa venire gran voglia di scappare dall’Italia. Si parla tanto di fuga di cervelli. Bene, io non penso di avere un cervello così particolare da dover scappare per poterlo mettere frutto,come invece ha dovuto fare mio fratello finendo a studiare in Canada.
Penso di scappare per un altro fatto fondamentale, e che mi fa parecchio arrabbiare ogni qual volta ci penso, ossia che in questo Paese c’é poca fiducia verso noi giovani. E quando dico fiducia voglio dire interesse, speranza ed anche lungimiranza sulle nostre possibilità future.
Perchè dovrei crescere pensando che ci sia qualcuno a cui dovrò sempre regalare! I soldi frutto del mio lavoro quando in altri paesi europei ci sono sistemi fiscali, pensionistici di decenni più avanti del nostro? Forse gli “ Spreconi” credono che noi giovani non ci accorgiamo di quello che stanno facendo? Forse pensano di essere più furbi?
Ma furbi di che dico io, furbi di poter prendere in giro milioni di persone come se nulla fosse e farla franca? Pensano di poter veramente scialacquare i soldi che la gente con tanta fatica gli da ogni mese con la busta paga, che da ogni volta che compra un pacchetto di sigarette o più semplicemente un paio di calzini?
Sinceramente sono molto meno idealista di quanto uno della mia età dovrebbe essere, però mi rendo conto che qualcosa forse può essere fatto, proprio per il proprio futuro.
Anche io voglio sperare di poter un giorno avere, che ne so,una barca,come D’Alema o un elicottero come Berlusconi. O più semplicemente di potermi costruire una casa, di avere dei figli. Azzardo dicendo che spero anche di riuscire un giorno ad avere una mia attività.
Ma dico io, con che soldi lo farò mai?
Il motore che mi ha spinto a scriverle è stato il suo parlare di Sarkozy, a mio parere un vero modello di comportamento per i politici nostrani. Giusto o sbagliato che sia, egli è stato eletto per un programma presentato alla gente e per esso appunto votato. In quel programma ha parlato chiaramente di abolire i privilegi pensionistici di alcune categorie di statali. E lo sta facendo, anche dopo aver subito un pesantissimo ricatto dalle categorie messe in discussione.
Ci sono cose che vanno fatte. E non ci si può fermare ogni qualvolta qualcuno ha da dire la sua. Secondo me è questo che va cambiato in Italia ed al più presto. Superato questo, che è un vero e proprio problema culturale, avrà forse senso parlare di riforme. Ma come si fa a cambiare il sostrato culturale di persone avvezze al furto, alla menzogna, ai sotterfugi? Per di più vecchie?
Se tutto questo non succederà,come sono ben sicuro che sarà, io e moltissimi altri miei coetanei scapperemo il più lontano possibile da questo paese, troverendo non dico il Paradiso ( le ho già parlato del mio pragmatismo) ma sicuramente un regime fiscale migliore all’estero.
Non voglio assolutamente pagare la pensione a Prodi. E non penso serva neanche il mio contributo al buon Silvio.
Voglio essere lasciato libero di sciegliere come e dove mettere i soldi.
Sono stufo proprio.
-massimo variola-
Ho appena finito di leggere Sprecopoli.
C’è solo una cosa che non mi garba: tagliare i viveri alla veneranda colonia felina di largo Argentina per dedicarsi ai “ben altri” problemi della città me lo chiama un esempio di parsimonia e buona amministrazione? Poi dice che uno si butta a sinistra.
Mici di tutto il mondo unitevi! Fegatino sociale per tutti!!!!
Porro, qualche divagazione sull’avvocatura di stato.
Il comune cittadino ne ignora funzione e utilità in un paese in cui notoriamente c’è penuria di avvocati, e, senza troppo danno per la salute, è inconsapevole di quanto sia impervia la procedura concorsuale di selezione degli aspiranti al titolo.
In ogni caso, vincere il concorso è molto meglio che vincere al superenalotto: sontuosi stipendi, un clientone fisso che non imbufalisce se perde le cause, status da star del foro di prima grandezza.
Uno (non Lei, letta pag. 58 di Sprecopoli) potrebbe ragionevolmente ritenere che gli avvocati dello stato, essendo dei fuoriclasse del diritto, meritino tanto e magari anche di più 1. perché riescono in pochi e in poche ore giornaliere a smaltire una mole immane di lavoro, su cui un umile avvocato del libero foro dovrebbe sudare notti insonni con ulcera assicurata; 2. perché producono risultati (cioè vincono in larga maggioranza le cause loro affidate, spesso da milioni di euro).
E perciò sarebbe interessante appurare in percentuale di successi se questo empireo di togati riesca effettivamente a mostrarsi per impegno profuso all’altezza del proprio compito, ovvero, se il pur arduo superamento dell’esame, unico gradus ad parnasum, non induca talora nei benemeriti un qualche torpore doppiamente nocivo al contribuente.
Se fosse vera la seconda, che fare? Brandire il forcone per abolire l’istituzione ed esternalizzare?
Ad Americo: ho finalmente ricevuto Parkinson, ma ancora non ho avuto il tempo per leggerlo. Riguardo al nostro malandato federalismo, ho scritto un capitolo solo per le province e sulla loro assurda esistenza.
Stimato signor Porro, lei non ha la minima idea degli sprechi dello Stato Italiano finché non lo ha provato, non parlo dei contratti, delle consulenze, parlo della sovraposizione delle burocrazie tra comune, provincia, regione, stato. L’iter per qualsiasi pratica é cosí lungo e torturato che se sei anziano é piú probabile che tu muora prima di vedere l’esito del tuo tramite emergere dalla giungla burocratica.
In tempo recente un familiare residente all’estero e regolarmente iscritto all’Aire, al non ricevere le bollette per votare si rivolse al consolato che, in sua presenza, riempí la richiesta per essere incluso nelle liste dei votanti del comune di Roma. Si puó immaginare quanto c’é voluto per ottenere il beneplacito del comune, che avrebbe dovuto essere automatico? Ben 18 mesi. Sarei curioso di sapere quanti burocrati ci hanno messo il loro zampino e quante commissioni hanno dovuto decidere, e tutto questo solo nello stesso comune e solo se nessuno ha dormito!! Si immagini lei che sarebbe successo se c’entravano la provincia, la regione e lo stato.
Per affamare la bestia bisogna pure cominciare dall’eliminare uno di questi strati amministrativi, la provincia é lo strato ovvio, e poi mettere uno sbarramento automatico dell’uno per tre per rimpiazzare i prossimi alla pensione e nel caso dell’educazione dell’uno per due giá che negli anni 30 e 40 quando avevamo scuole pubbliche eccellenti, migliori delle private alle quali andavano solo i somari ricchi, c’erano tra 30 e 40 alunni per classe con rispetto ai 11+ di oggi. La migliore maniera di affamare la bestia la ho giá suggerita, si comincia dal comune con autoritá di durata biennale e con tasse deducibili dalle tasse dello stato e cosí via in maniera che gli elettori abbiano una maniera rapida di eliminare i cattivi amministratori e lo stato meno risorse da sprecare.
Stimato signor Porro la ragione di tutti gli sprechi di cui parla si deve quello che sto per descrivere.
“La gente che capisce di alta finanza appartiene a due categorie, quelli che sono molto ricchi per conto propio e quelli che non hanno niente. Per un milionario un milione di euro é qualcosa di reale e comprensibile. Per il matematico applicato e per il professore di economia( assumiendo che ambi stiano morendo di fame) un milione di euro é per lo meno tanto reale quanto mille euro, perché non hanno mai posseduto nessuna delle due quantitá. Ma il mondo é pieno di persone che cadono fra queste due categorie, non sanno nulla di milioni ma ben abituati a pensare in migliaia, ed é di questa gente che costituita la maggioranza dei comitati di finanza. Il risultato di questo fenomeno, che é spesso stato osservato, non é mai stato ancora investigato. Si puó definire come la “Legge della Trivialitá”. Enunziata in breve, dice che il tempo che si spende a discutere un qualsiasi item di una agenda é inversamente proporzionale alla somma di danaro involucrada”.
É di puro interesse accademico sapere il loco del “punto di inversione”, cioé il punto nel quale questa tendenza si inverte per arrivare a non discutere items inferiori al “punto di interesse evanescente”(20 euro?).
Cortesia di C.N.Parkinson
Caro Mauro Lei ha ragione e un po’ di imbarazzo ad autopromuoversi c’è sempre. Riguardo al cavaliere senza macchia, non ho ancora un’idea precisa e in genere nella nostra zuppa si parla poco di politica in senso stretto. Detto questo applicherei un’ottica semplice: se l’uscita del Cav semplifica la geografia del centro destra ben venga, se la complica uhmmmm. Non sò esattamente in quale direzione vada. Vediamo.
Caro Nicola Porro, capisco le necessità pubblicitarie, ma credo che oggi si debba parlare della scelta di Berlusconi di “cambiare macchina…elettorale”. Secondo me ha fatto bene, penso che la nuova abbia una marcia in più: voi che ne pensate?