Epifani, Chiamparino e l’autunno caldo del Pd

Guglielmo il Traghettatore ha fatto appena in tempo a dire “il mio orizzonte è il congresso, per ora, ma nessuno mi ha posto limiti…” che subito sulla sua segreteria di “reggenza” si sono addensate le prime avvisaglie di burrasca. Epifani lo sa, è attrezzato, ha navigato a lungo tenendo il timone della Cgil e conosce bene la situzione del Pd, partito più che disunito, distrutto, situazione ben inquadrata dalle parole di Nicola Latorre: “Noi eravamo in una situazione emergenziale e riscontriamo una difficoltà effettiva”. Modo garbato e minimalista per dire quanto il Pd assomigli a una macchina guerra per niente ...

Pd a “tempo” fra veti e correnti

Big defilati che mandavano avanti i loro uomini, grandi e piccole manovre in corso nel Partito Democratico, ancora alla disperata ricerca dell’uomo con il quid che gestisca il dopo Bersani e mantenga il più possibile unita la balena bianco-rossa per evitare che si vada a spiaggiare, immolandosi nello scontro fra chi sostiene il governo Letta e chi non ne vuol sapere. Fra veti incrociati e correntismo che impazza. In ballo c’è il nome del reggente a cui deve essere affidata nell’immediato la guida del partito che, ricordiamo è decapitato dopo le dimissioni da segretario di Pierluigi Bersani, del suo vice ...

Expo, Letta lancia la squadra Italia

“Siamo tutti insieme una squadra, la squadra Italia che cerca di far sì che Milano capitale d’Europa non sia uno slogan”. Mi ha colpito questa frase pronunciata dal presidente del Consiglio Enrico Letta a Milano nella sede di Expo 2015 dove ha firmato il decreto per l’attesa legge speciale e la nomina dell’amministratore delegato Giuseppe Sala a commissario unico, un manager che è “punto di riferimento insostituibile”. A ribadire quale sia a portata dell’impegno, Letta ha sottolineato che si tratta di un “gesto importante con cui vogliamo dare un segno perché il successo dell’Expo è una delle priorità del governo” ...

Tutti contro il Pd nel nome di Rodotà

Ci riprovano e finalmente hanno trovato la bandiera da sventolare, o se volete l’icona da far sfilare e attorno alla quale unirsi nella diversità per dar vita alla madre di tutte le battaglie politiche: Stefano Rodotà. Attorno a lui si raccoglie la galassia della sinistra (o delle sinistre)  senza se e senza ma, giustizialista e anti Cav, partitica, civica, movimentista, ex girotondina, viola e arancione, no Tav e no tutto. Il Nemico da abbattere e contro cui marciare, oltre al Cavaliere? Il governo guidato da Enrico Letta. L’ ala dello schieramento delle larghe intese da sfondare? Il Pd, quello riformista, moderato, ...

Ingroia rottama la rivoluzione dei senza voto

Il Guatemala no, Aosta nemmeno ma neppure la rivoluzione, sia pure “civile”. Il post elezioni dopo essersi portato via Fini e aver ridimensionato le ambizioni di Casini, cancella anche Rivoluzione Civile, il cartello elettorale (a questo punto la definizione calza a pennello) che aveva nel simbolo proprio in nome dell’ex pm palermitano Antonio Ingroia e, sotto, una stilizzaione in rosso del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo. Sono stati Antonio Ingroia , Angelo Bonelli (Verdi), Luigi De Magistris (Movimento Arancione), Oliviero Diliberto (Pdci), Antonio Di Pietro (Idv), Paolo Ferrero (Prc) e Leoluca Orlando (Rete2018) a mettere la firma al manifesto ...

Webcrazia di Grillo: espulsioni 2.0 con un click

E così la dura “legge” (se vogliamo chiamarla così) della “democrazia 2.0″ ha colpito ancora nell’M5S. Nella web-crazia abbiamo visto parlamentarie e quirinarie, mancavano i processi e ora abbiamo anche quelli, anzi “il processo” che ha portato all’espulsione dal movimento del senatore Marino Mastrangeli colpevole di aver partecipato a talk show tv senza essersi coordinato con i gruppi parlamentari “danneggiando così l’immagine del M5S con valutazioni del tutto personali”.  Così la giuria del movimento chiamata a raccolta da Beppe Grillo ha votato. “Pollice verso” e cacciata decisa dall’88,8% dei votanti sul blog, poco più di 19 mila (di cui 17.177 ...

Pd, eutanasia annunciata

I fantasmi si sono materializzati eccome, nel Partito Democratico che alla prova della scelta dell’inquilino del Colle si è spaccato ed è stato travolto dai giochi delle correnti, dagli scontri fra cacicchi vecchi e nuovi, vendette da consumare a freddo, antichi rancori tenuti sotto traccia ma poi riemersi come un fiume sotterraneo di lava. Che ha bruciato il partito, in un incredibile cupio dissolvi di tutti contro tutti. Un’amalgama davvero mal riuscito, come si è visto, per usare una definizione dalemiana. Bruciato il leader Pierluigi Bersani e la sua segreteria, Rosi Bindi che ha lasciato la presidenza del Partito Disunito, ...

Matteo e i fantasmi del Pd

“Vedete solo fantasmi…”, Matteo Renzi sarà pure un rottamatore come si è da tempo definito anche se la prima mano della partita l’ha persa, ma non ci sta a fare la parte del casseur pronto solo a sfasciare il Pd magari per fare un altro partito. Così evoca i fantasmi contro chi torna ad accusarlo di avere la “stessa linea di Berlusconi”. In realtà i fantasmi nel Partito Disunito si agitano da tempo ed è bastata una frase pronunciata dal sindaco di Firenze (“stiamo perdendo tempo, va fatto l’accordo con il Pdl o si voti”) perché diventassero una folla che ...

Napolitano a Bersani: game over. E il Pd…

Era scritto nelle cose della politica che la linea imposta da chi aveva ammesso la “non vittoria” alle elezioni politiche, sarebbe andato incontro anche a una “non vittoria” nel tentativo di formare un governo, anzi, un governicchio tenuto in piedi dalla stampella grillina e da un po’ di voti raccattati qua e là in Senato. Pierluigi Bersani l’impresa, insomma, l’ha fatta ma alla rovescia e per lui è scattato il game over alla fine di una serie di consultazioni durante le quali si è visto di tutto, “prodezze” degli esponenti M5S in testa che pretendevano, loro, di formare un esecutivo ...

Se Bersani va in bianco…

Mentre il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano raccoglie l’appello del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi (“mettere da parte i particolarismi e tutti gli schieramenti e i dibattiti, il nostro Paese ha bisogno di intervenire rapidissimamente sui nodi dell’economia reale”), e chiede che la questione sia posta al centro delle istituzioni e del governo, partendo dalla concretissima necessità di sbloccare i pagamenti delle pubbliche amministrazioni, continuiamo ad assistere agli strani giri di valzer fra Bersani e Grillo che per ora paiono aver trovato un unico terreno comune: far fuori Silvio Berlusconi. E agitano le manette, il sì a una richiesta d’arresto ...

Vietato navigare a vista

Volendo usare una battuta viene da dire che queste elezioni le hanno vinte i due non candidati premier ovvero Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Il Cavaliere, che ha fatto campagna elettorale da solo, stringendo il patto con la Lega di Maroni, ha dimostrato con una rimonta straordinaria di non essere “morto” come vaticinavano i suoi avversari. Grillo e l’M5S hanno fatto il pieno di consensi sull’onda di una spinta anti partitocratica alimentata dagli scandali e dalla “cattiva politica”, della sottovalutazione del “fenomeno” rappresentato dal comico e della sua marcia iniziata tre anni fa con il “Vaffaday” occupando anche una vasta ...

Bersani folgorato sulla via di Berlino…

Sarà un caso ma le vie della politica italiana che verrà passano sempre da Berlino. Pochi giorni dopo la visita di Mario Monti e l’incontro con la cancelliera Angela Merkel, è toccato al leader del centrosinistra e del Pd Pierluigi Bersani sbarcare nella capitale tedesca per sancire il patto di Berlino con Monti: “Noi siamo prontissimi a collaborare con tutte le forze contro il leghismo, contro il berlusconismo, contro il populismo. E quindi certamente anche con il professor Monti”. Folgorato sulla via di Berlino, Bersani è uscito allo scoperto per far capire nella Germania della grande coalizione merkeliana che anche ...
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