La Lega, i voti del Nord e il “tassa Italia”

Con le dimissioni di Umberto Bossi, dopo l’esplosione del caso Belsito e le inchieste sull’uso dei rimborsi elettorali, la spinta propulsiva della Lega, che aveva perso colpi con il logoramento del governo Berlusconi e, passata all’opposizione era tornata solo di lotta, ha subito una formidabile battuta d’arresto. Per di più mentre il partito era impegnato nella battaglia della “bella opposizione” allo strano governo Monti, condotta quasi in solitario su temi all’ordine del giorno per l’italiano medio, pressanti e preoccupanti a partire da quelli su fisco, tasse, lavoro, ammortizzatori sociali, credito alle imprese. Così, la prima e unica domanda che mi […]

  

Luci (spente) a San Siro…

 E così a Milano il dream team, quello della vittoria arancione e della conquista di Palazzo Marino esaltata da Vendola, si è rotto dopo neanche cinque mesi: il sindaco Giuliano Pisapia ha sfiduciato l’assessore alla Cultura, l’archistar Stefano Boeri che non ha potuto far altro (per ora) che rimettere le deleghe di Cultura, Moda ed Expo. Brutta lite, sancita da un comunicato ufficiale partorito da Palazzo Marino con toni ultimativi, da scomunica che tra l’altro recita: “Il bene più prezioso è la collegialità del lavoro della squadra di Governo di Milano, collegialità che è stata infranta più volte da parte […]

  

Ma l’ammucchiata no…

Governo tecnico, governo di emergenza nazionale,  governo di responsabilità nazionale. governo di larghe intese: formule con valenze e pesi diversi. Il dibattito aperto dalla fine di una fase politica convulsa, a tratti drammatica, con l’ottovolante dello spread e delle borse, i segnali di sfiducia verso l’Italia, l’accelerazione imposta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e assecondata da Silvio Berlusconi con senso di responsabilità e con il via libera al neo senatore a vita Mario Monti, aprono una fase nuova della politica con scenari ancora tutti da delineare che rimettono in discussione – tra chi spinge per una fase di transizione […]

  

E Vendola duetta con Prodi…

Il nuovo Ulivo? Pare abbia le radici di quello vecchio. Nichi Vendola infatti tenta un’operazione di innesto politico dopo il patto delle tre Grazie (Bersani, Vendola, Di Pietro) a Vasto. In tre sul un palco per dire (o tentare di dire) che il nuovo Ulivo è nato, vive e lotta con l’opposizione. Forse era stato fatto un passo avanti di troppo, forse serviva una qualche correzione di rotta dopo la discesa in campo del cardinal Bagnasco e dei vescovi sul terreno di un “movimento” che unisca i cattolici in politica, preannuncio di una sorta di rifondazione democristiana. Sta di fatto […]

  

Veltroni, Bersani e il Partito Disunito

Non bastavano l’imbarazzante affaire Penati e il “patto di Vasto” con la stretta di mano a tre fra Bersani, Vendola e Di Pietro ha fatto subito gridare alla “rinascita” del nuovo Ulivo, subito guardata con sospetto dai dalemiani e dai veltroniani che ha fatto dire all’ex popolare:  “Sembrano le tre Grazie”. No, non bastavano. Contro il segretario del Pd si riapre il fuoco di fila degli avversari interni legato alla sua leadership e alle primarie. Così i veltroniani Giorgio Tonini, Stefano Ceccanti e Salvatore Vassallo, in un’intervista al Foglio, chiedono al Pd di aprire una verifica della leadership del partito […]

  

E Vendola lancia l’opa sul Pd

Mentre il segretario dei democratici Bersani esulta per la “vittoria” del suo partito, Nichi Vendola, il leader di Sinistra e libertà, sventola la bandiera di Pisapia e lancia subito un’opa sul Pd. Vuol passare all’incasso, l’ex pupillo di Bertinotti, ha capito che il Pd è in difficoltà, “pesa” i voti dei suoi candidati e quelli di Sel per dettare l’agenda ai piddini. Ed esce allo scoperto chiedendo che si facciano subito le primarie nazionali per scegliere chi schierare contro Berlusconi alle elezioni politiche. Così per il centrosinistra si riapre un capitolo delicato, non bastasse la voglia di lanciare Romano Prodi […]

  

Fini, non pervenuto

 Oltre al risultato negativo di Pdl e Lega a Milano, costretti a giocare una difficile seconda manche al ballottaggio, c’era attesa per vedere che cosa avrebbe combinato il Terzo Polo al debutto elettorale.  Casini, Fini e Rutelli avrebbero sfondato, ci si chiedeva? A quanto pare no: in particolare per Futuro e Libertà si parla apertamente di flop: pochi voti (anche se poi si pesano), sopratto per Fini che pare non pervenuto, laddove Fli ha fatto corsa solitaria (si va dall’1,7 al al 4%) e si è attestato più o meno sui risultati già ottenuti dall’Udc dove è andato in abbinata […]

  

Milano quarto mondo (secondo Santoro)

Non me ne ero accorto, ma dal 1983 vivo in una metropoli del quarto mondo: Milano. E’  piantata nel cuore pulsante dell’Italia che produce e lavora più che da ogni parte d’ Europa, a pochi chilometri a sud di Lugano e a nord del Cairo, ma è come se fosse nel Burundi… quarto mondo. Esagero? Certo, ma guardando “Annozero” ho fatto questa triste scoperta seguendo il consueto canovaccio dispiegato da Santoro, ascoltando l’apocalittico Celentano, il livoroso Gad Lerner lo smemorato Pieferdy Casini (ha attaccato la politica della casa seguita dalla Moratti “dimenticando” che l’assessore alla casa in giunta si chiama […]

  

Veltroni e il leader che non c’è

Ormai non si capisce più chi siano i rottamatori, nel Pd. All’inizio c’era “il Renzi”, come direbbero in Toscana parlando del sindaco di Firenze (che nel frattempo è passato dalla stroncatura politica della nomenklatura piddina a quella sindacale…). Poi è spuntato Walter Veltroni, pronto a mettere con spirito giovanilistico il cappello sui rottamatori (con il Renzi che “umilmente” si mette a disposizione forse perché anche lui ha bisogno di un leader), rompendo la tregua pre-elettorale che sembrava essersi instaurata nel Pd e ha caricato a testa bassa il segretario Pierluigi Bersani nell’intervista rilasciata al “Foglio” dell’elefantino Giuliano Ferrara. Veltroni – […]

  

Il Pd fra Tonino e Santoro…

Mentre il centrosinistra si affanna nella ricerca del “nuovo Prodi” da mettere in campo contro Berlusconi in caso di elezioni anticipate, l’uomo in grado di guidare le sorti progressive della cosiddetta Santa Alleanza anti Cav e anti Pdl-Lega, nel Pd di discute  su chi dovrebbe far parte della strana coalizione. Terzo Polo (Casini-Fini-Rutelli), Pd, Sel di Vendola, Di Pietro e armata giustizialista. Ammucchiata aperta a tutti quelli che ci stanno o con qualche esclusione “preventiva”? Insomma chi potrebbe essere scaricato, buttato giù dalla torre? Il patto costituente vagheggiato dal Pd con Casini e Fini può includere Di Pietro o no? […]

  

Primarie buone e primarie cattive…

Contrordine compagni, ci sono anche le primarie buone, non solo quelle cattive. Per buone s’intende quelle in cui vincono i candidati del Pd, per cattive quelle invece che vedono come dominus il buon Nichi Vendola, lo scomodo (a corrente alterna, leader di Sinistra e Libertà). Se a Napoli alle primarie per scegliere il candidato alle prossime elezioni comunali vince Andrea Cozzolino, ex bassoliniano di ferro (il Pd non ha certo puntato sul mitico “nuovo che avanza” ma sulla solidità dell’apparato di potere pd con annessi e connessi a livello di gestione del potere) battendo gli altri due piddini Umberto Ranieri […]

  

Ma il Pd esiste ancora?

La confusione è grande, sotto il cielo del centrosinistra e del partito democratico. L’ultima notizia arriva dalla direzione nazionale del Pd dove i veltroniani raccolti nel MoDem prima hanno detto di voler votare contro la mozione del segretario Pierluigi Bersani. Poi il signor ma-anche Walter ha dato il contrordine e i suoi si sono astenuti. E vabbé, si può dire che ci stava nella logica dei fratelli coltelli di sempre (leggi D’Alema-Veltroni). Veltroni si è messo di traverso dopo aver lasciato malamente la segreteria e ha organizzato la “resistenza democratica” contro il segretario che ha strappato un armistizio (l’ennesimo) che […]

  

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