Martedì 12 maggio 2015 – Santa Rossana – A casa, a Taurianova

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Non è che siamo incazzati, noi calabresi, per il fatto che Mario Oliverio, lo sceicco rosso della Sila e presidente della regione, non abbia ancora formato una giunta che si possa chiamare Giunta. Siamo diventati insensibili come quelle mignotte che battono durante il terremoto. Solamente NON LA VOGLIAMO PIU’!

Tempo scaduto, mister president. Soprattutto per la Sua credibilità.

Che giunta sarebbe, infatti, quella nata dopo sei mesi dal giorno delle elezioni?

Già il fatto che sia andato alla urne solo il 40% dei calabresi avrebbe dovuto far riflettere il Palazzo. Poi, quella storiaccia della legge elettorale cambiata malamente, in una notte buia e tempestosa, da qualche manipolo probabilmente nemmeno tanto autorizzato a farlo. Il fatto che Wanda Ferro, miglior perdente non entri nel consiglio neoeletto… La presenza di indagati spalmata su tutto il nuovo esecutivo, manco fosse ndujia di Spilinga… E, poi, la Lanzetta sì e no… La polverizzazione pilotata dell’opposizione… Tre gruppi consiliari per una sola Forza Italia… Consiglieri di cdx alla baionetta fra loro… Scalzo demoNcristiano così lontano da Oliverio, così vicino a Renzi, che è così lontano da Oliverio, che è così lontano da Renzi… Tanto lontani che Del Rio viene in Calabria e nessuno del Pd corre a srotolare il tappeto rosso. Solo l’attonita cortese Maria Carmela (sempre Lanzetta), pur tradita dal barbuto reggiano che le ha fatto perdere il ministero e l’assessorato, lo abbraccia al porto di Gioia Tauro, la più grande inculata per i calabresi (il porto, dico).

Altro? Certo! A seguire…

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Ma la Sanità / malasanità ?? In Calabria si muore per negligenza. Il giovane nonno del mio amico gira tre ospedali e muore a 67 anni. Il giorno prima stava bene. Giusto un rialzo di pressione….

E sì che la Lorenzin, corsa in aiuto dell’NCD di Gentile durante la campagna elettorale per le regionali, elogiava i nostri ospedali. Di merda…

Anche Lupi, il ministro dell’orologio, scese in aiuto alle truppe di giannizzeri ennecciddini dello sceicco dalla futura giunta zoppa. Sempre al porto di Gioia, puttana di ogni marinaio. Carica di promesse, povera di buone scopate. E gliele aveva promesse le scopate, durante il trasbordo delle armi chimiche siriane. Ma erano ramazzate vere e proprie.

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Mentre Renzi se li fece entrambi, i boccaloni: il neoeletto presidente della regione, Oliverio Trist, e il sindaco giovanottino di Reggio Calabria, Yosif Vissarionovic Dzugasvili Falcomatà, fedele consigliere politicoreligioso della tonaca paonazza cittadina in fatto di messe in suffragio di anime simpatiche ed antipatiche. Lisciò, il premier contaballe, il pelo al giovane primo cittadino e la pelata al vecchio lupo glabro: “Sono con voi, fratelli rossi! Vi porto nel cuore.” Arrivò a Roma e tagliò milioni di euro a entrambi. E meno male solo quelli. E loro “Ssssssttt! Zitto! Brucia all’inizio, poi passa.” Magari piace.

E, dunque, alla luce di questi orrori, che giunta aspettiamo ancora? Che pastrocchio dovrebbero ammannirci? Quali aggrembiulati massoni dovrebbero sommare al parziale? Quale longa manus mefistofelica? Quanti affratellamenti oscuri dovrebbero figliare altri intoccabili prescelti?

Meglio che vadano tutti a casa. Ci hanno provato. Non ce l’hanno fatta. L’arrembaggio non è avvenuto.

Ammainino le vele nere (o rosse) dei corsari e si accontentino dei sette mesi a spese nostre. Ché di viaggi e morzeddhi, i calabresi, gliene hanno già pagati tanti.

Fra me e me. Prima di saltare in aria 😉

 

 

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