Domenica 30 ottobre 2016 – San Germano di Capua – a casa, in Calabria

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Tre giorni nella Capitale d’Italia, dove ho vissuto per trenta lunghissimi, meravigliosi anni, mi son bastati per vederne e sentirne le ferite e le piaghe. Le vie del Centro, che quando arrivai la prima volta, nel 1968, mi divertivo a fare mie scendendo a giocare in strada, ora sono ostaggio di bande di zingare ladre e manipoli di clandestini che pisciano en plein air e disturbano chiunque con un elemosinare continuo. Le chiese, i palazzi, i monumenti sono tappezzati di venditori di cianfrusaglie di fabbricazione cinese o indonesiana, che non c’entrano nulla con quel nostro artigianato d’un tempo, e che, oggi, ci sembra antiquariato d’alto livello più che residuo da robivecchi. L’aria non è più accarezzata dal dolce profumo di maritozzi appena sfornati o dal succulento richiamo dell’abbacchietto a scottadito, ma è stuprata dal vomitevole olezzo di quella porcheria beduina, il chebab, che si impone h24, arrogante e maleducato, sconcertando lo stomaco di ogni passante. Le antiche botteghe hanno quasi completamente chiuso i battenti; al posto loro, volgarissimi negoziacci d’abbigliamento che vendono boiate che solo stupidi yankies possono indossare come fossero creazioni delle magiche Sorelle Fontana. Quel rispettosissimo “Ricordo di Roma”, dipinto a mano su tazze di terracotta e piatti di porcellana col faccione di Papa Giovanni XXIII, è diventato, ormai, “I love Rome” stampato in fucsia o rosa frocio su magliette (ops, si dice Tshirt) di cotonaccio pechinese, e che non significa un cazzo! Un amore finto, ripetibile per ogni luogo della  Terra, ma senza alcun sentimento!

Ma, se la Capitale è malata e spersonalizzata, non è che il resto della Penisola stia meglio. Dalle Alpi a Lampedusa, l’Italia è tutta un’invasione! Tutta una demolizione dell’Identità nazionale. Tenteranno, vedrete, ancora una volta, di non farci fare il Presepe a Natale, il Precetto a Pasqua, la Festa del Santo Patrono, lezione con Crocifisso sulla parete alle spalle della cattedra, e chi sa cos’altro… Tenteranno di convincerci che la fiorentina faccia malissimo e che il latte sia veleno. Che una pelliccia sia cafona e simbolo di violenza e che la piuma d’oca la indossino solo i figli di puttana. Tenteranno di omologarci verso la sciatteria e la mediocrità. Tenteranno di convincerci che i nostri Santi Morti siano diventati zombie e che ci odino fino a venirci a massacrare senza pietà… Magari durante la festa più stronza fra quelle nate nella terra senza storia. Lamerica del finto sogno, fatto di sanità solo per ricchi e ghetti per poveracci senza futuro.

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Fra me e me, che sogno ancora in italiano, prego in latino, passo il tempo a tradurre dal greco…

 

 

 

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