Guarda l’arte viva dal vivo

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Prezzo speciale, prezzo epocale, miglior investimento, l’affare della tua vita. È con queste parole, martellanti, ripetute a nastro continuo, che l’arte contemporanea arriva nelle nostre case attraverso la televisione e le televendite nei canali periferici. È interessante notare che il cittadino prenda contatto con le opere di Alberto Burri, Lucio Fontana, Hans Hartung, Xavier Bueno, Jacques Villeglé, Emilio Vedova, non dopo aver visitato i musei o le collezioni strepitose delle nostre città, non dopo aver visto documentari o programmi dedicati alla conoscenza o all’appassionato approfondimento, ma dopo aver girato, con lo zapping, canale dopo canale, in televisione, ed essersi brevemente […]

  

Varchi a Venezia: blocchi o potenzialità

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Una città non è un teatro. Il teatro ha posti numerati. Finiti quelli, non puoi entrarci perché le poltrone sono a numero chiuso. Una città, finché rimane città, finché si basa sul principio della cittadinanza (ovvero spazio pubblico deciso collegialmente dagli individui – non solo dai residenti), non può avere accessi limitati, come se entrassimo al teatro, al cinema o in un museo. Però riflettiamo sui tornelli, sui varchi aperti o chiusi a Venezia, installati dal sindaco ad ingresso per provare a gestire la fiumana ininterrotta di milioni di turisti. Se i varchi sono preclusione, cioè città chiusa quando il […]

  

L’abbazia rinata nella voce di un poeta

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Fanno convegni, accordi bilaterali, trilaterali, sul turismo, sui flussi dei visitatori, sulle flessioni degli arrivi e delle partenze, pensando che da quelle lunghe tavole rotonde assiepate di dati, statistiche, introiti e spese, arrivi la ricetta salvifica per dar vita alla vita della bellezza italiana, ma poi ad incendiare un’abbazia fiorentina, nell’anno del suo millesimo anno, salendo le scalinate che, da Piazzale Michelangelo, portano al riposo tombale dei mortali e ad una delle basiliche più soggioganti della cristianità, è stato un poeta, le sue parole nude, il suo canto nudo, in mezzo all’ampia navata centrale. Tantissime persone richiamate, mille, mille cinquecento, […]

  

I finti cacciatori di falsi

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Esiste una nuova professione nel mondo dell’arte: i (finti) cacciatori di falsi. Se vuoi sentirti e dimostrarti moralmente elevato, non hai che da dedicarti a questo nuovo impiego: radiografare case d’aste, collezioni, post su Facebook, e sputtanare sui social i possessori di quelle opere che tu giudichi falsi. Allora elenchiamo alcune regole chiare contro questi sputtanatori di professione: 1) ogni cittadino ha il diritto di esprimere un proprio giudizio, anche dire che un’opera di Picasso o Piero Dorazio sia falsa. 2) ogni cittadino, se si ritiene esperto e convinto, se ravvisa che esistano in commercio opere false, di cui si […]

  

Facebook è la tomba dell’arte

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Facebook è la tomba degli artisti. Utilissimo, quotidiano, gratuito, aperto 24 ore su 24, è la galleria ideale per chi non ha la possibilità di avere atelier e show-room nella propria città e non riesce ad esporre nei musei o nelle grandi collezioni nazionali. Dunque, viva Facebook perché democraticizza uno spazio pubblico mentre gli altri luoghi costano e sono proibitivi. Ma Facebook da una parte ti innalza, dall’altra ti seppellisce. E tu, artista, non te ne accorgi. Me ne accorgo io, critico d’arte, quando vengo a vedere dal vivo le tue opere. Su Facebook tu, artista, per catturare Mi piace, […]

  

Scheletri e cessi in una chiesa: a chi giova?

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In fondo siamo tutti figli di Duchamp. Un cesso è un cesso, ma se lo metti in un museo, quel cesso smette di essere un cesso e diventa un problema, un corto circuito di senso. Lo fece Duchamp nel 1917 e un secolo dopo siamo ancora tutti, pienamente, inesorabilmente, suoi fragili epigoni se pensiamo alle migliaia di esposizioni, installazioni e performance in luoghi monumentali e storici dove la prima domanda dell’artista o del curatore è: come mi posso far notare? Come posso far diventare notizia, clamore, interesse, desiderio, il mio gesto in un luogo che ha vissuto secoli e secoli […]

  

I vandali sono protetti dall’indifferenza

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Non fa notizia, non fa mai notizia. Mai, mai una volta. Un vandalo, dieci vandali, mille vandali che brutalizzano, giorno dopo giorno, nell’indifferenza totale e pneumatica dei cittadini, un’architettura pregevolissima del nostro territorio italiano, non arrivano a destare la minima attenzione da parte di media, politici, istituzioni, specchi tragici e perfetti di quanto noi vili siamo. Stavolta, per l’ennesima volta, è capitato al ponte curvato della Valle del Mingardo, costruito con un equilibrio formale ineccepibile, in mattoni rossi in piena età fascista (1929), tra i comuni di Centola e Celle di Bulgheria, in provincia di Salerno. Arrivano lì – i […]

  

Miopia assoluta verso un genio

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Le grandi città d’arte hanno miopie e sordità sull’arte che i piccolissimi comuni non hanno. Non perché i piccolissimi comuni siano più lungimiranti, ma perché, avendo meno, sono portati a valorizzarlo meglio. Se Vinicio Berti, genio pittorico incontrastato del secondo Novecento italiano, fosse vissuto tutta la vita non a Firenze, ma chessò a Montelupo Fiorentino, a Pratolino o a Pontassieve, avrebbe già da anni il museo che espone in sede permanente e storicizzata le sue opere, così come Viareggio ha giustamente il museo dedicato a Lorenzo Viani, Santa Sofia ha musealizzato Mattia Moreni, Città di Castello ha incoronato Alberto Burri, […]

  

I falsi sono la morte del mercato

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Arriveremo ad un punto in cui i falsi nell’arte saranno così tanti che non compreremo più un’opera nel timore che non sia vera. Arriveremo a questo momento: i falsi nati per essere venduti come veri saranno così frequenti e ben documentati che giungeranno a paralizzare il mercato stesso dei veri. Perché falsifichi un Modigliani, un Burri, un Dorazio? Per certificarlo in mostre e cataloghi e poi venderlo come fosse vero, al prezzo del vero. Cosa comporta però se sempre più casi di falsi vengono scoperti, denunciati e la stampa giustamente ne dà risalto? Succede che, fintanto i casi rimangono sporadici, […]

  

Arte e TV, un problema serio

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L’arte moderna e contemporanea in televisione entra solo con le televendite. I programmi culturali sull’arte non ci sono. Se vuoi vedere opere e stili del nostro tempo, guardi le televendite. Il binocolo è quello ristretto del mercato. Ci sei come artista, se vendi. Nessun moralismo, ma un dato di fatto: la televisione appalta l’arte alle televendite; le televendite non hanno scopi educativi, ma commerciali, dunque mostrano ciò che sanno di poter vendere. Se ne deduce che la conoscenza del telespettatore, in merito all’arte del nostro tempo, è distorta dalla diretta vendita di ciò che può essere smerciato. Mi si dirà […]

  

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