Venerdì 12 luglio 2013 – San Fortunato martire – Rosarno

Mhhmmm… Quanto ci ho pensato su… Non mi andava di adombrare la giornata a tante Brave Persone… Ma la radice della mia lingua parte della bocca dello stomaco, ed è da oggi alle due del pomeriggio che il mio stomaco produce ondate di rigurgito da Istituzione. Invitato da Elisabetta Tripodi, coraggiosa Sindaca di Rosarno, ho partecipato all’incontro della Piana (di Gioia Tauro) con la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. La platea era “corposa”: c’erano tutte le Eccellenze – compresa una tonaca che mi hanno indicato come il vescovo della diocesi – e tutte le Uniformi. Uomini dello Stato che stanno facendo Grandi Cose in questo territorio così contraddittorio. La Prima Linea, qui, adesso, sta funzionando. La Ndrangheta, qui, patisce. Retate, arresti e processi che non perdonano, confortano la gente dei quartieri, che torna a sedersi, la sera, davanti alla porta di casa per godere dell’estate non bollente. E c’erano gli eroici imprenditori: Saffioti, lo Spartano, e De Masi, l’Ateniese. E la giovanissima, timida coltivatrice diretta, con l’impresa che stenta, ma resiste. Il deluso, ma orgoglioso lavoratore al Porto, che spera nello Stato. I rappresentanti delle Associazioni, volontari senza padrone che assistono migranti e locali e che stanno cambiando, con tenacia e abnegazione, il volto a questa parte di Calabria che non ne può più. E le Sindache: le donne tricolore. Eleganti nella loro temerarietà. La Lanzetta, che lascia per coerenza. Elisabetta Tripodi, che resta e continua – E quello deve fare! – Da nuovo amico, le perdono la diversa appartenenza politica. Perché, comunque, crediamo negli stessi princìpi. E condividiamo un Progetto. Lei, ancora guardinga, io convinto della bontà e della potenza di mafiaNO! C’era Pino Demasi, il prete che si fa un mazzo colossale con i suoi volontari. E c’era la gente di Rosarno e della Piana. Combattiva e sicura di fare bene, adesso.  E la Boldrini, in tour. Col discorso già scritto. Ma che ha infarcito di goffi richiami agli interventi dei tanti veri Eroi calabresi. Cadeva dal pero, la Boldrini, quando De Masi parlava dei quaranta colpi di Kalashnikov alla porta della sua impresa. Ricadeva dal pero, per i trenta colpi di kalashnikov alla casa del Sindaco di Nicotera. Ricadeva dal pero per le vicende di Saffioti. Ricordava, però, i due viaggi precedenti a Rosarno, durante i fatti tristi dei migranti, nel 2010 e 2011. Ha detto che lo Stato deve esserci. Che farà di tutto, da Presidente della Camera, per esserci. Si è impappinata citando Giuseppe Valarioti. E anche Saffioti, che si è guadagnato una O, perdendo il diritto alla A nel cognome. Poi, di tanto in tanto, ha seminato una qualche parolina dedicata alle donne – che fa sempre applauso -, al femminicidio, alla violenza. Bah! Che dire? Dopo tanto meraviglioso Coraggio ed Eroismo Calabro, la Boldrini era solo una Presidente in tour. Anche logorroica.

… Fra me e me…

 

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