Mercoledì 20 gennaio 2016 – San Sebastiano martire – Redazione SUD, Area industriale Porto di Gioia Tauro

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Oggi si celebra la Grandezza di San Sebastiano, Patrono delle confraternite della Misericordia e degli Agenti, Comandanti, Ufficiali e Sottufficiali di Polizia Locale. Degli omosessuali (anche se santamadrechiesa fa finta di non sentire le preghiere dei “froci”, di cui, peraltro, è infarcita a tutti i livelli. Dai seminaristi ai papi).

E proprio in questa santa giornata “ricchiona”, prendiamo atto dell’ennesimo attacco razzista su base “finocchia”. Due Mister, due Allenatori, Sarri e Mancini, due Educatori, due Maestri di Vita litigano per uno stupidissimo pallone e uno di loro, Sarri, per offendere l’altro, Mancini, gli spara alle spalle due proiettili vigliacchi “Frocio! Finocchio!” Così, d’emblée! Con il preciso intento di deriderlo.

E se anche lo fosse, dico io? Dove sarebbe lo scandalo, il peccato, il reato, l’orrore?

Nino  e Mamma Concettina

Non è lontano il giorno in cui anche io sono stato offeso pubblicamente proprio per la mia omosessualità.  (clicca qui) Come ebbi a dire, a scrivere, in quell’occasione, l’attacco non mi ha minimamente scosso. Anzi, ci ho anche sorriso sulla scempiaggine di chi lo aveva macchinato. Ma, essendo io persona conosciuta, ho ritenuto necessario denunciare, altrettanto pubblicamente, l’accaduto, proprio per dare un segno a chi, più debole, di queste offese, spesso, ne muore. Suicida. Mi chiesi, allora, e mi chiedo, oggi, se avessi avuto il diritto di subire l’offesa in silenzio. E cosa avrebbe significato per il timido omosessuale fermo lì, in fondo alla piazza, vedere crocifiggere il temerario Nino Spirlì senza che lo stesso contrattaccasse con la sfrontatezza e il coraggio che tanto scoriandola ad ogni occasione. Dunque, lo feci. E ferii a mia volta. Giustamente.

Ieri come oggi. Dalla pubblica piazza, allo stadio. Ad ogni piè sospinto, c’è un cretino che scambia l’omosessualità per menomazione. Per handicap.  Sapendo che così non è, e, probabilmente, avendone paura. Forse, terrore della possibile propria. Ieri, una sconosciuta portavoce, oggi un illustre allenatore come Sarri, mister del (o della?) Napoli, che da del frocio a Mancini, allenatore dell’Inter.

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E sì che di tradizione omosessuale nella Capitale del Sud ce n’è parecchia… E non solo omosessuale, fra l’altro, ma multisessuale e multiaffettiva. Che vogliamo dire, per esempio, dei femminielli? Sono celebrati per le vie di Napoli come Cristo all’altare. E, loro sì, che vanno ben oltre l’omosessualità!

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“Orgoglioso di essere frocio, se lui è un uomo…” è, più o meno la risposta di Mancini al suo offensore.

Sarri ribatte “Cose che succedono in campo e che lì dovrebbero restare…”

Alla luce dei fatti, mi chiedo cosa significhi veramente essere Uomo. Per alcuni, probabilmente, significa “ficcarsi” dentro una donna e “governarla” a suon di schiaffi o gioielli riparatori. Per altri, invece, significa rendere gloria a Dio e ringraziarlo del dono della vita. Altri ancora, senza affetti per il trascendente, vivono rispettosi della Legge e delle regole naturali. E, poi, non ultimi, ci sono coloro che vivono alla “je m’en fous”…. 

Un ventaglio di varie umanità e disumanità…

Fra me e me, sempre più convinto che essere Uomo sia la cosa più difficile

 

 

 

 

 

 

 

 

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