In questo articolo analizziamo le tre azioni top performer del 2025 all’interno dell’indice S&P500, scegliendo solo aziende già presenti nell’indice a inizio anno e rimaste nel paniere per tutta la durata dell’anno.

È una precisazione importante. Guardare le classifiche di fine anno senza fare attenzione a questo tipo di filtro può essere fuorviante poiché nuove inclusioni o titoli entrati in corsa finiscono spesso per alterare la lettura dei dati. Qui invece parliamo di azioni che un investitore esposto all’S&P500 fin dall’inizio dell’anno avrebbe potuto avere realmente in portafoglio.

Il punto, però, non è celebrare il singolo titolo o la singola storia di successo. L’idea è usare queste performance come una lente per leggere il mercato a livello più ampio. Analizzarle serve quindi a capire dove si sta spostando l’attenzione degli investitori, quali settori ne stanno beneficiando e quali dinamiche potrebbero continuare a produrre opportunità anche in futuro.

In altre parole, non guardiamo al 2025 per capire cosa è successo, ma per provare a capire che direzione sta prendendo il mercato.

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Seagate Technology (STX): +219% con lo storage al centro della crescita AI

Seagate è un’azienda attiva nel settore dello storage per data center e infrastrutture cloud, con un focus sulle soluzioni ad alta capacità utilizzate per la gestione di grandi volumi di dati. Con l’avanzare dell’AI e l’aumento della domanda di archiviazione, il ruolo di questo tipo di hardware è tornato centrale nel 2025.

Guardando la Figura 1, il comportamento del titolo durante l’anno è piuttosto chiaro. La prima parte del 2025 è stata decisamente complicata: gennaio è piatto, senza direzione, e tra febbraio e inizio aprile il movimento diventa chiaramente negativo. Il titolo scende in modo continuo, accentuando il ribasso nel periodo in cui anche il mercato nel complesso attraversa una fase di forte debolezza. È un inizio d’anno che mette alla prova chiunque fosse già posizionato.

Da maggio la situazione cambia gradualmente. Non c’è un’inversione improvvisa, ma un recupero costruito passo dopo passo, con massimi e minimi che iniziano a muoversi nella direzione giusta. Il vero salto di qualità arriva però tra agosto e settembre, quando il titolo accelera in modo evidente. È il tratto più ripido del grafico: la salita è rapida, decisa, e porta Seagate su livelli completamente diversi rispetto ai primi mesi dell’anno.

Da ottobre in avanti il movimento diventa più irregolare, con fasi di volatilità anche marcate, ma senza mai compromettere il trend rialzista costruito nei mesi precedenti. La chiusura dell’anno è impressionante: circa +219% rispetto ai livelli di gennaio.

Figura 1 – Performance di STX: il titolo ha chiuso l’anno con un rialzo del +219%.

Micron Technology (MU): +226% trainata dalle memorie per data center e AI

Micron opera nel settore delle memorie, con un’esposizione diretta a DRAM, NAND e, soprattutto, alle soluzioni ad alta banda utilizzate nei sistemi AI. È un business fortemente ciclico, molto sensibile ai cambiamenti nella domanda dei data center e dell’industria dei semiconduttori.

Se guardiamo la Figura 2, il comportamento del titolo nel 2025 presenta alcune analogie con quello visto su Seagate. Anche qui l’avvio è tutt’altro che brillante. Tra gennaio e marzo il prezzo si muove senza una direzione chiara, poi tra marzo e aprile arriva una fase di debolezza piuttosto netta, in coincidenza con la correzione generale del mercato. Il drawdown è evidente e riporta il titolo sotto i livelli di inizio anno.

Da maggio in avanti, però, la dinamica è diversa rispetto a STX. Micron recupera, ma lo fa in modo più graduale e meno esplosivo. Per buona parte della primavera e dell’estate il titolo rimane in una fase di costruzione: il trend migliora, i minimi iniziano a salire, ma fino ad agosto il guadagno complessivo resta tutto sommato contenuto se rapportato a quello che accadrà dopo. In questa fase MU appare più come un titolo in recupero che come uno dei futuri leader di performance dell’indice.

Il vero cambiamento arriva nella parte finale dell’anno. A partire da fine agosto e soprattutto a settembre, il grafico accelera in modo deciso. La salita diventa più ripida e continua per diverse settimane, portando Micron a costruire in pochi mesi la parte più rilevante della performance annuale. È in questo tratto che il titolo passa da un guadagno moderato a una sovraperformance evidente rispetto al mercato.

Negli ultimi mesi dell’anno la volatilità aumenta, con alcune correzioni anche profonde, ma il quadro generale non cambia. Ogni fase di debolezza viene assorbita e il prezzo rimane stabilmente su livelli molto più alti rispetto alla prima metà del 2025. La chiusura dell’anno si colloca intorno a +226%, ma è importante notare che una larga parte di questo movimento è concentrata negli ultimi quattro mesi.

Figura 2 – Performance di MU: +226% da inizio anno, con forte accelerazione finale.

Western Digital (WDC): +271%, la miglior azione dell’S&P500 nel 2025

Western Digital opera nel settore dello storage, con una forte presenza nelle soluzioni per data center e infrastrutture cloud. Nel 2025 l’azienda completa anche la separazione del business Flash, rendendo più chiaro al mercato il perimetro operativo legato agli hard disk e allo storage ad alta capacità.

Guardando la Figura 3, il comportamento del titolo segue inizialmente un percorso simile a quello di Seagate e Micron. I primi mesi dell’anno sono deboli: da febbraio fino ai minimi di aprile il movimento è chiaramente negativo, in linea con la correzione generale del mercato in quel periodo. Infatti, anche qui troviamo lo stesso pattern osservato negli altri due titoli del gruppo: un avvio incerto e un drawdown piuttosto marcato nella fase più complicata di inizio anno.

Dalla primavera in poi, però, Western Digital mostra una progressione più “pulita” rispetto alle altre due società. Tra maggio e luglio il recupero è costante, senza strappi improvvisi ma con una pendenza regolare che segnala un ritorno di interesse graduale. È una fase in cui, a differenza di STX e MU, la salita appare più continua e meno spezzata da pause o correzioni prolungate.

Il cambio di ritmo arriva tra fine estate e inizio autunno. Da settembre il grafico diventa più ripido e il trend rialzista accelera in modo evidente. Anche in questo caso il movimento è accompagnato da più volatilità, ma la direzione resta chiara: il titolo sale, consolida e riparte più volte, costruendo buona parte della performance annuale proprio in questa finestra temporale.

Negli ultimi mesi dell’anno il titolo alterna correzioni e rimbalzi, ma rimane sempre nella parte alta del movimento. La chiusura del 2025 si colloca intorno a +271% rispetto ai livelli di inizio gennaio, si tratta della performance più elevata tra le tre società dell’S&P500.

Figura 3 – Performance di WDC: +271%, la miglior azione tra le tre analizzate.

Cosa ci insegnano le azioni top 2025 su mercati e investimenti tematici

Osservando il grafico di confronto, emerge un aspetto molto chiaro: al di là delle differenze di intensità, le tre azioni si sono mosse seguendo lo stesso andamento. Infatti, cambiano i numeri finali ma la struttura del movimento è sostanzialmente la stessa.

Inoltre, questo tipo di comportamento racconta molto bene dove si è spostata l’attenzione del mercato nel 2025. Storage e memorie sono diventati un tassello centrale dell’infrastruttura necessaria a sostenere la crescita dell’AI e dei data center, e il mercato ha iniziato a prezzare questo tema in modo più deciso proprio nella seconda metà dell’anno. Il fatto che titoli diversi, con business distinti ma appartenenti alla stessa area, abbiano mostrato un movimento così sincronizzato rafforza questa lettura.

Allo stesso tempo, il grafico mette in evidenza anche il rovescio della medaglia. Le performance finali sono elevate, ma lo sono stati anche i drawdown lungo il percorso. Inoltre, queste azioni non si compensano tra loro: quando il settore viene venduto, scendono tutte insieme; quando viene comprato, salgono tutte insieme. È un esempio chiaro di esposizione tematica concentrata, capace di generare rendimenti importanti, ma anche di amplificare rischio e volatilità all’interno di un portafoglio.

Figura 4 – Confronto delle performance di Seagate Technology (STX), Micron Technology (MU) e Western Digital (WDC).

Conclusioni: investire in infrastrutture tech e AI conviene ancora?

Le performance di Western Digital, Micron e Seagate mostrano in modo abbastanza netto come stiano cambiando i driver del mercato. Per anni l’attenzione è rimasta concentrata sulle aziende più visibili dell’AI, sui produttori di GPU o sulle big tech. Il 2025 ha invece messo in evidenza un’altra parte della catena del valore: quella più tecnica, spesso considerata materia “da addetti ai lavori”. Eppure, proprio qui si è concentrata una delle spinte più forti dell’anno.

Memorie, archiviazione e gestione dei dati non sono più elementi secondari, ma asset strategici per sostenere l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e dei data center, e i tre titoli analizzati lo dimostrano chiaramente.

Vale quindi la pena iniziare a conoscere meglio anche questi settori, che richiedono forse un po’ più di attenzione e di curiosità tecnica, ma che stanno già occupando uno spazio sempre più rilevante nelle dinamiche di mercato. Infatti, se l’AI continuerà a crescere, come è molto probabile che succeda, queste aree diventeranno uno dei temi centrali dei prossimi anni.

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Alla prossima,

Andrea Unger

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