L’orizzonte politico della Lega deve essere la REMIGRAZIONE
La Lega e la Lega Giovani sono la mia casa. E come ogni casa, custodisce valori, battaglie e idee che ti formano e ti accompagnano nel tempo. Tra tutte, ce ne sono alcune alle quali sono particolarmente affezionato: la sicurezza delle nostre città e la lotta contro un’immigrazione incontrollata sono tra queste.
Non ho interesse a commentare i fatti politici di questi giorni. Tutti sanno, tutti parlano, tutti commentano. E proprio perché lo fanno tutti, io no. Preferisco tornare a ciò che siamo stati e a ciò che dobbiamo continuare a essere. Ricordo bene i manifesti della Lega Giovani a Pontida sulla remigrazione. Non era una provocazione, non era uno slogan vuoto: era un nostro tema. Un tema identitario, chiaro e coerente.
Oggi il Governo di centrodestra, con il contributo decisivo della Lega, sta dimostrando con i fatti di prendere sul serio le questioni della sicurezza e dell’immigrazione. Dal Decreto Cutro, che ha rafforzato il contrasto all’immigrazione clandestina e colpito il business degli scafisti, al potenziamento dei rimpatri e dei CPR, passando per una linea finalmente ferma nei confronti delle ONG e per il principio sacrosanto che l’Italia non può essere il campo profughi d’Europa.
C’è poi il lavoro diplomatico: dagli accordi con i Paesi di origine e transito, come la Tunisia, fino al protocollo con l’Albania, che introduce un modello nuovo e coraggioso di gestione dei flussi migratori fuori dal territorio nazionale. Scelte che per anni sono state definite “impossibili” o “disumane” e che oggi, grazie a una volontà politica chiara, diventano realtà.
Bene tutto quello che è stato fatto finora. Ma non basta amministrare l’esistente. Non si fa politica per gestire l’ordinario, si fa politica per inseguire un ideale. Per trasformare ciò si dice irrealizzabile in qualcosa di concreto. Ed è qui che serve un punto di riferimento ideale, una stella polare.
La remigrazione degli stranieri che commettono reati e/o che rifiutano di integrarsi non è solo giusta: è sacrosanta. È una questione di rispetto verso gli italiani onesti, verso chi lavora, paga le tasse e chiede semplicemente di vivere in sicurezza. È una battaglia di civiltà, e la Lega è schierata senza ambiguità da questa parte.
E allora diciamolo con chiarezza: remigrare chi commette reati è una priorità politica. Magari con Matteo Salvini di nuovo al Viminale, a dare a questa battaglia la forza, la determinazione e il coraggio che merita.
