Donne contro le donne

Il film di Paola Cortellesi è un successo al botteghino. Così dicono i colleghi che si occupano di cinema e spettacolo. Come mai, mi chiedo. Cerco sul web i motivi di cotanto successo e, mentre mi riprometto di andarlo a vedere (nonostante io odi le pellicole in bianco e nero che sanno di vecchio, stantio), mi imbatto in una lunga intervista all’attrice protagonista e regista. Il titolo è accattivante: “Paola Cortellesi: le donne dicono basta”. Clicco, leggo. La rivista online è la famosissima Vanity Fair. Ad un certo punto mi imbatto in una domanda strana (per ovvie ragioni non posso […]

  

Riace, la “fiction” supera la realtà

Dal dubbio alla fiction il passo è stato breve. Non è stato ancora risolto il caso aperto dalla triade governativa inviata a Riace dalla Prefettura di Reggio Calabria per controllare se l’operato di Mimmo Lucano, della sua amministrazione e delle associazioni che gestiscono “l’accoglienza” di profughi e clandestini sia stata e sia regolare, che la Rai annuncia la produzione di uno sceneggiato televisivo sul sindaco del piccolo comune jonico calabrese già famoso per ben altra taratura di eroi. Quei due Bronzi che il mondo invidia al periferico museo archeologico di Reggio Calabria, nel quale si possono ammirare assieme ad una […]

  

Su Rai1 un poker di crociati contro la ‘ndrangheta

Viviana Balletta, Antonino De Masi, Gaetano Saffioti, Antonino Bartuccio. Un poker di tenaci combattenti dei giorni nostri. Esempi di legalità e onestà nei confronti della Nazione e delle sue Leggi. In prima serata, sulla rete ammiraglia della Rai, quattro buoni calabresi che rappresentano il popolo del meglio di una regione che non vuole piegarsi al malaffare. Testimoni di una presenza attiva e temeraria nella lotta a quella ‘ndrangheta che di calabrese mantiene il nome, ma che sembra comandare non solo nelle sue contrade, ma anche e soprattutto tra le “carte dei ministeri”, gli appalti pubblici, gli sporchi intrallazzi mondiali che […]

  

A caccia grossa col Rinoceronte

E’ dai tempi, mica tanto lontani, della mia adolescenza che ho un pensiero fisso: tutelare i più deboli.  Certo, non sono Robin Hood, né Madre Teresa di Calcutta, men che meno Gandhi. Però, quanto mi brucia ancora il ricordo di quei tre, quattro deficienti che, sfruttando la mia educazione e la mia gentilezza, pensavano di potermi urlare in faccia la loro arroganza e la loro stupida violenza! Non è un “bruciore” di egocentrica rabbia, ma mi infastidisce ancora il pensiero che nel 2000 esistessero ancora i bravi di Don Rodrigo. E che fossero calabresi come me. Mie compagni di scuola. […]

  

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