IL SEGRETO DI CERTI VIRUS

     Le notizie, rimbalzate in questi mesi, su un possibile incidente di laboratorio come causa scatenante dell’attuale pandemia rimandano, purtroppo, a casi storici ben noti. L’uso di virus per indebolire il nemico, si sa, è una pratica antica. La peste bubbonica, ad esempio, si affacciò in occidente nel 1347, quando i tartari, durante l’assedio dell’emporio genovese di Caffa in Crimea, lanciarono cadaveri di appestati per fermare l’avanzata mercantile occidentale. E la stessa macabra strategia di contagio fu utilizzata, nel 1763, dal comandante delle forze britanniche nel nord America, Jeffrey Amherst, che fece diffondere il vaiolo tra i nativi dell’Ohio […]

  

LA FORZA DEL SILENZIO

Per tre mesi abbiamo potuto percepire la forza del silenzio. Il lock-down, la chiusura di ogni attività e, ammettiamolo, la stessa paura ci ha calati come in un incantesimo dai tratti magici mentre la natura a poco a poco ritrovava i suoi spazi anche in città, le piante sul terrazzino diventavano più rigogliose, l’aria più respirabile, il cielo più terso, il cinguettio più sonoro.   Gruppi di anatre sostano in piazza San Babila a Milano, il luogo più affollato e cantierizzato d’Italia, cinghiali trotterellano per le strade Roma e di gran parte d’Italia, caprioli, scoiattoli si affacciano ai bordi dell’urbanizzazione, […]

  

1918 LA GRANDE PANDEMIA

11 novembre 1918. Riuniti all’interno di un vagone ferroviario i rappresentanti delle nazioni vincitrici siglano le condizioni di pace della Grande Guerra. In quei mesi l’Europa è già stretta nella morsa di un virus influenzale che di lì a poco avrebbe scatenato una pandemia universale. Il focolaio che nel 1918 ebbe luogo nella neutrale Spagna – da cui prese il nome – dimostrò fin da subito un potere invasivo mai visto prima causando tassi di mortalità impensabili. Dalla Spagna (che contò 8 milioni di morti) il virus si diffuse subito al fronte di guerra attraverso l’invio di animali da soma […]

  

NON SARA’ PIU’ COME PRIMA

La figura di un sacerdote si staglia nella solitudine di un capannone per benedire per l’ultima volta la fila di bare che l’obbiettivo non riesce a contenere facendole apparire infinite. Il coronavirus ha messo l’umanità occidentale di fronte al più nascosto dei suoi tabù e alle più inconfessabili alienazioni. La vecchiaia, il dolore, la malattia e la morte sono improvvisamente reali in quella colonna di mezzi militari che trasporta la generazione dei nostri padri, del dopoguerra e del boom economico, falcidiata per sempre. Immagini che come uno schiaffo, hanno risvegliato le coscienze e illuminato, come un lampo, i contorni di […]

  

Il blog di Elena Fontanella © 2020
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