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Ho riflettuto a lungo prima di scrivere questo articolo su quanto sta succedendo in Ungheria in questi giorni, mi sono informato dai media ungheresi sia governativi che dell’opposizione per mantenere un punto di vista oggettivo sulla misura approvata dal governo ungherese e letto i vari articoli pubblicati dalla maggior parte dei giornali italiani. Cercherò di limitarmi ai fatti per commentare il “Coronavirus Protection Act” approvato dal Parlamento ungherese con due terzi della maggioranza. Come spiega Zoltán Kovács, segretario di Stato per le relazioni internazionali e portavoce del governo: “la nuova legge estende lo stato di emergenza e autorizza il governo a prendere ulteriori misure straordinarie per proteggere la popolazione dalla diffusione del coronavirus”.
La legge nasce con la volontà del Parlamento di consentire “al governo di adottare tutte le misure di emergenza necessarie per prevenire e rispondere all’epidemia umana di COVID-19”.
Ciò non significa che Orbán avrà un potere illimitato come alcuni hanno scritto in Italia poiché “il governo può esercitare questi poteri straordinari solo per prevenire, curare, sradicare e porre rimedio agli effetti dannosi dell’epidemia”, inoltre il governo deve continuare a rispondere al parlamento. Ma c’è un ulteriore elemento della legge molto importante di cui non si è parlato nel nostro paese: “durante uno stato di pericolo, l’applicazione della Legge fondamentale non può essere sospesa, il funzionamento della Corte costituzionale non può essere limitato e il governo non può limitare i diritti fondamentali”. Ciò significa in sostanza che gli organi democratici rimangono in vigore pur con le limitazioni derivanti dallo stato di emergenza come succede in altri paesi europei.
Non è vero inoltre che la legge stabilisce la durata dello stato di emergenza senza limiti poiché: “il parlamento può sollevare lo stato di emergenza in qualsiasi momento. Inoltre, lo stato di pericolo si applica specificamente all’epidemia di coronavirus”, nel momento in cui terminerà l’epidemia perciò anche lo stato di pericolo cesserà e di conseguenza le misure adottate. “In qualsiasi momento, il Parlamento deve essere in grado di riprendere il diritto di decisione da parte del governo”, ha detto il Primo Ministro Orbán all’Assemblea nazionale durante il dibattito parlamentare.
Un’obiezione che è stata portata avanti da vari media in Italia è che la nuova legge sospende il parlamento ma in realtà il parlamento deve essere edotto delle misure adottate poiché “è necessario che il governo informi regolarmente il Parlamento in merito alle misure adottate per contrastare l’emergenza fintanto che tali misure rimarranno in vigore. Se il Parlamento non è in sessione o manca di un quorum, il governo deve fornire informazioni al presidente della Camera e ai capi dei gruppi politici parlamentari”.
È altresì importante sottolineare che la legge è stata approvata dal parlamento dove Orbán governa con una maggioranza di due terzi votata democraticamente dai cittadini ungheresi. Non c’e perciò nessuna ragione per cui il governo dovrebbe sciogliere il parlamento.
C’è poi il tema delle fake news, la nuova legge: “introduce sanzioni per atti molto più specifici e più pericolosi di ‘diffondere notizie e voci false’. La legge rende un atto criminale diffondere intenzionalmente false informazioni e distorsioni che potrebbero minare o contrastare gli sforzi per proteggere il pubblico dalla diffusione del virus. È in vigore solo durante lo stato di pericolo”.
Il governo ungherese afferma che secondo i sondaggi più recenti il 90% degli ungheresi sostiene che lo stato di emergenza e le misure straordinarie adottate fino ad oggi dovevano essere estese e aggiunge: “il governo sta combattendo una guerra con un nemico sconosciuto. La nostra priorità è proteggere il nostro personale e faremo tutto il possibile per appiattire la curva, rallentare la diffusione del virus e salvare vite umane”.
In sintesi: il parlamento ungherese verrà edotto dai decreti approvati dal governo durante lo stato di emergenza.
Questi sono i fatti, poi ognuno si faccia la propria opinione.

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