21feb 12
Mentre in Siria il presidente Assad continua a fare ammazzare rivoltosi con una ferocia che supera quella di suo padre nell’eliminazione dei Fratelli mussulmani a Hamma nel 1982, strane dichiarazioni vengono fatte da alti personaggi del Partito Di Dio, il movimento Hezbollah shiita in Libano. Il loro carismatico leader Hassan Nasrallah rispondendo al Segretario Generale dell’ONU che il 24 gennaio scorso aveva denunciato come “inamissibile” il possesso di migliaia di missili da parte degli Hezbollah (minacciosi per la regione) ha ammesso il 7 febbraio di aver ricevuto armi dall’Iran. Ma in un video registrato nel suo bunker ha aggiunto che ...
Vittorio Dan Segre © 2012
08feb 12
Perché la Cina segue la Russia nel bloccare le sanzioni contro la Siria pur sapendo che una politica del genere la rende odiosa al mondo arabo? Per motivi molto differenti da quelli di Mosca ma che la obbligano ad appoggiare la politica araba del Cremlino. La Russia contrariamente alla Cina, ha in Siria interessi storici e strategici. Specie dopo la guerra con Israele nel 1973 e il passaggio del presidente egiziano Sadat e poi di Mubarak sotto l’egida americana, la Siria era rimasta la sola sicura base politica di Mosca nel Medio Oriente. Da lei Assad padre e figlio avevano ...
Vittorio Dan Segre © 2012
01feb 12
Il numero di vittime in Siria cresce, ma nonostante le bombastiche dichiarazioni di leader occidentali, un anno dopo l’inizio della rivolta il presidente Assad é sempre al potere. Due ne sono le ragioni : l’appoggio della Russia dall’esterno e le rivalità di una debole e pretenziosa opposizione all’interno. La posizione di Mosca é chiara: la Siria non é solo un paese alleato ma anche la finestra del Kremlino sul Mediterraneo. Unità navali russe proteggono basi militari e commeciali mentre all’Onu l’ambasciatore russo blocca qualsiasi mozione o sanzione anti siriana o l’interveno del Consilio di Sicurezza. La debolezza dell’opposizione é evidente. ...
Vittorio Dan Segre © 2012
20gen 12
La manovra congiunta israelo americana denominata “Sfida austera 12″ doveva essere la più importante nella storia delle relazioni militari fra i due paesi. Era stata programmata da oltre un anno e mezzo. Doveva portare in Israele 9000 militari statunitensi, in gran parte specialisti di armi anti missili. All’inizio della settimana scorsa era stata confermata, poi, senza alcun avviso, il 15 gennaio scorso é stata cancellata (e ipoteticamente rinviata alla primavera futura). Che si tratti di una nuova e grave crisi di rapporti fra i due alleati non c’é dubbio. Ma cosa l’ha prodotta? Una spiegazione di un portavoce del governo ...
Vittorio Dan Segre © 2012
30dic 11
Nelle ultime settimane organizzazioni governative turche hanno acquistato pagine pubblicitarie nei maggiori giornali americani per attirare l’attenzione del pubblico internazionale sui vantaggi di investire in Turchia. Un paese che da anni sviluppa la sua economia a ritmo asiatico, dotato di una popolazione giovane, di un governo democratico stabile, con accesso a mercati medio orientali e africani, al quinto posto nell’economia mondiale. Tutto vero. Perché allora la banca d’affari e di investimenti Goldman Sachs ha consigliato ai suoi clienti di vendere le loro “posizioni” nella più grande banca turca la Garanti Bakasi? Lo spiega, fra gli altri, uno studio sull’economia turca ...
Vittorio Dan Segre © 2012
15dic 11
Le manifestazioni di protesta contro i brogli nelle recenti elezioni alla Duma di Mosca sono un fenomeno nuovo nella Russia. Inimmaginabili al tempo del regime sovietico, improbabili nel regime autoritario e corrotto di Putin, hanno sorpreso, come nel caso delle rivolte arabe, esperti e governi. Si tratta di sono una versione slava della rivoluzione popolare iniziata in Tunisia? Ci sono troppe differenze storiche, culturali, religiose politiche ed economiche per fare accostamenti fra quello che sta succedendo nel mondo arabo-islamico e in quello russo cristiano-ortodosso. In comune, però, ci sono tre cose: il fatto che in entrambi i mondi le folle ...
Vittorio Dan Segre © 2012
02dic 11
Care lettrici e lettori, con la confusione che agita il Medio Oriente e il freddo nebbioso che aumenta ho pensato essere utile per le mie ossa e per ottenere informazioni di prima mano tornare a Gerusalemme per cercare di comprendere da quell’osservatorio – troppo pieno di storia e troppo privo di spazio – quello che succede in una parte del mondo più soggetta alla pazzia di altre. Da lì continuerò a scrivere. Coi miei auguri per l’anno che sta per incominciare e il mio ringraziameto per le vostre osservazioni indispensabili.
Vittorio Dan Segre © 2012
24nov 11
Chi pensa che la rivolta contro il governo Assad in Siria ricalcherà i modelli tunisino (islamico democratico), libico (tribale), egiziano (anti giunta militare) dovrà ricredersi. Il regime di Damasco se cadrà, cadrà per ragioni differenti. Anzitutto per una crisi economica che sta alzando il livello della disoccupazione al 40%; le sanzioni internazionali che stanno riducendo le scorte di petrolio (anche se in piccola parte prodotto localmente) e di beni di consumo. C’è poi l’affievolirsi del sostegno delle minoranze – cristiani, drusi, kurdi – alla minoranza alawita (pseudo sunnita). Esse hanno sinora preferito la crudeltà e la corruzione del regime piuttosto ...
Vittorio Dan Segre © 2012
07nov 11
Molto si è scritto ultimamente sulla intenzione di Israele di lanciare un attacco preventivo contro l’Iran per bloccare la costruzione dell’arma nucleare. Che l’Iran lavori intensamente a riunire tutti gli elementi per fabbricare la bomba non vi è dubbio tanto più che la dirigenza israeliana è convinta che dopo l’eliminazione di Gheddafi solo il possesso dell’arma nucleare possa giustificare un intervento militare straniero. Se Gheddafi avesse ancora avuto la bomba, la NATO non si sarebbe azzardata ad attaccarlo. Per Israele assumersi il rischio di eliminare – ammesso che questo sia tecnicamente possibile – un pericolo che lo preoccupa molto meno ...
Vittorio Dan Segre © 2012
21ott 11
A nessuno é dato scegliere il giorno della propria morte all’infuori dei suicidi che non sempre riescono ad uscire da questo mondo come e quando lo desiderano. A tutti però é dato di scegliere come morire. Le scelte dei dittatori non fanno eccezione ma interessano per la pubblicità che provocano e di cui, probabilmente, nel momento della morte non sono consci. La morte di Gheddafi invita a riflettere su tre modi in cui i dittatori cercano di affrontare il loro destino. Ci sono i dittatori che muoiono nel loro letto, come De Valera in Portogallo, Franco in Spagna, Stalin in ...
Vittorio Dan Segre © 2012
17ott 11
La storia non si ripete ma l’attentato sventato contro l’ambasciatore saudita a Washington ricorda quel “Telegramma Zimmerman” che fu decisivo nello spingere gli Stati Uniti ad entrare in guerra contro la Germania nel 1917. Arthur Zimmermann era il ministro degli esteri di Berlino. Il 16 Gennaio 1917 inviò all’ambasciatore tedesco in Messico Heinrich von Eckardt un segretissimo messaggio in cui gli chiedeva di offrire al Messico una alleanza contro gli USa per recuperare i territori perduti agli americani – Texas, Nuovo Messico e Arizona – nella guerra 1846-48. Decifrato dall’intelligence britannico, il telegramma fu una iniziativa tanto più stupida in ...
Vittorio Dan Segre © 2012
13ott 11
Michael Klare esperto di problemi di sicurezza e dell’ambiente insegna all’Hamshir College negli Usa. Il 15 settembre ha pubblicato un’analisi del collegamento storico, economico e politico esistente fra il declino degli Stati Uniti e il ruolo del petrolio nell’economia mondiale. In nuce dice questo: la supremazia degli USA è stata determinata in larga misura dal suo controllo internazionale sul petrolio. E’ grazie a questo che ha potuto vincere due guerre mondiali contro paesi che petrolio non avevano: Germania e Giappone. E’ stata l’insufficienza di queste riserve nazionali che lo ha spinto a controllare quelle dei paesi più ricchi di petrolio ...
Vittorio Dan Segre © 2012